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sabato 28 giugno 2014

La Storia Di Lleyton Hewitt: Litigi e Controversie

Lleyton Hewitt nato ad Adelaide nel 1981 è conosciuto per la sua aggressività e il suo grande spirito combattivo, le sue qualità migliori sono i colpi dal fondo, tra cui una splendida risposta, i lob e la grande capacità di recupero dettata dalla rapidità dei piedi.


I SUCCESSI E GLI SLAM
Il suo primo torneo del Grand Slam in singolare arrivò nel 2001, agli Us Open, dove sconfisse il quattro volte campione Pete Sampras in 3 set 7-6 6-1 6-1.
Nel 2001 oltre agli Us Open vinse i tornei di Sydney, al Queen’s, Hertogenbosch, Tokyo e la Masters Cup di Shanghai dove batté in finale il francese Grosjean.
Chiuse l'anno con 80 vittorie e 17 sconfitte e come numero 1 del ranking mondiale, il più giovane della storia, a soli 20 anni e 8 mesi.
Nel 2002 Hewitt vinse il suo secondo titolo del Grande Slam aggiudicandosi il torneo di Wimbledon battendo in finale David Nalbandian in 3 set 6-1 6-3 6-2.
La sua vittoria ha rafforzato l'idea riguardo al quale il torneo di Wimbledon non doveva per forza essere dominato da giocatori con servizio e volée, ma poteva anche essere vinto da giocatori che scambiano da fondo campo come Agassi e lo stesso Hewitt.
Nel 2002 vinse inoltre il primo Master Series in carriera ad Indian Wells, il Queen’s per il terzo anno di seguito, San Jose e la Masters Cup di Shanghai per il secondo anno di seguito battendo Juan Carlos Ferrero in finale.
Concludendo la stagione con 61 vittorie e 15 sconfitte difese per tutto l'anno la posizione di numero 1 del mondo.


MALEDUCAZIONE ED AGGRESSIVITA'
Detto dei successi sembra proprio che "la gloriosa tradizione" dei McEnroe e dei Connors si sia reincarnata nei fatti e nei misfatti di Lleyton Hewitt.
Il tennis rissoso, scorretto e provocatore.
La carica agonistica al limite della correttezza e spesso oltre, dell'ex numero 1 del mondo riesce a tirare fuori il peggio dagli avversari.
Negli anni 2000 è stato sicuramente il tennista più detestato tra i colleghi.
Sfrontato e capriccioso, esagerato nelle vittorie e non in grado di accettare le sconfitte.
Uno dei primi tennisti ad usare il "come on" sugli errori degli avversari ed addirittura sul primo punto del match(unico, in ciò) tanto da far dire al "santo" Corretja “questo non può esultare cosi dopo il primo 15!”.


US OPEN 2001
All'US Open 2001 insultò un giudice di linea di colore, colpevole di aver fatto una chiamata a favore di James Blake in nome di una presunta «solidarietà razziale».
Blake, ai tempi l' unico giocatore di colore tra i primi 100 della classifica, era completamente disidratato a metà del quarto set dopo aver fatto sperare nella clamorosa sorpresa il foltissimo pubblico americano.
Durante il cambio di cambio il diciannovenne americano era stato anche male di stomaco mentre Hewitt continuava a caricarsi con urla belluine e braccia al cielo.
A quel punto la partita era ormai decisa ma l' australiano testa di serie N.4 aveva dovuto soffrire davvero molto.
Era tanto nervoso il ventenne di Adelaide che nel momento più critico della partita, quando un giudice afroamericano gli chiamò per due volte il fallo di piede perse la testa.
Rivolgendosi all' arbitro di sedia, lo svizzero Egli, pretese il cambio del giudice:

«Mi è stato chiamato per due volte dalla stessa parte(il fallo di piede)».

E poi aggiunse, indicando prima Blake con la capigliatura afro e poi il giudice di linea di colore:

«Guardali. Dimmi se noti qualche somiglianza».


AUTRALIAN OPEN 2005
Inoltre pare che Hewitt abbia un conto aperto con gli argentini: infatti all' Australian Open al terzo turno litigò prima con Chela, l'argentino esasperato dalle provocazioni di Hewitt, perse la testa e partirono degli sputi al cambio di campo.
E poi nei quarti di finale con l'altro argentino Nalbandian, dove al cambio di campo l'australiano rifilò una spallata a Nalbandian.


COPPA DAVIS 2005 CONTRO CORIA E GLI ARGENTINI
Ai tempi poco cì mancò che tutto degenerasse in una rissa nel quarto di finale tra Australia e Argentina in corso a Sydney(per la cronaca Hewitt battè Coria in quattro set).
I due non si sono fatti mancare nulla, ad accendere la miccia il solito Lleyton: dagli insulti alle minacce sino al più classico "ti aspetto fuori...'" e ai colpi bassi durante il cambio di campo.
Nel frattempo ad ogni punto messo a segno arrivava l'esultanza dell'australiano con Coria che s'innervosiva sempre di più.
La rissa, poi, continuò fuori campo.

Al termine di ciò Coria disse:
"Uno che aggredisce, che esulta per gli errori degli avversari, che prende in giro, uno come Hewitt insomma...potrà pure essere il più forte al mondo ma per me rimane l'ultimo degli uomini".
"Preferirei non vincere un torneo in tutta la mia carriera che essere come lui: mi sentivo quasi di ucciderlo in campo".

Hewitt: 
"E 'stato molto stupido da parte loro provocarmi. 
Molto raramente ho perso partite quando le persone mi fanno incazzare". 
"Coria rimane un perdente"


GLI ANNI RECENTI
Orrore puro, cattiveria smodata, malagrazia, scorrettezza oltre ogni limite, questo era Lleyton Hewitt.
Il peggiore, il più cattivo, il più maleducato.
Eppure invecchiando ha guadagnato molti simpatizzanti, in un circuito fatto di bambocci e imberbi lungagnoni, la grinta distillata dell'australiano ha creato un certo numero di fans.
Dimenticando i gestacci insolenti e i lugubri saluti agli avversari (come quando alcuni anni fa augurò a Nalbandian un incidente aereo sull’Atlantico).
Persino a Parigi non lo odiano più.
Figurarsi a Melbourne.


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