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sabato 30 agosto 2014

La Storia Di Paul Gascoigne (Aneddoti, Risse, Alcool)

Paul Gascoigne, nasce a Gateshead il 27 maggio 1967.
Il piccolo Paul, secondo di quattro figli, dà i primi calci al pallone nei pressi del civico 29 di Pitt Street, quando torna a casa si ritrova in un monolocale con bagno condiviso con altre famiglie e con John, padre violento e alcolizzato.
La situazione familiare non è il massimo e come se non bastasse a 10 anni Paul incontra la morte da vicino, assistendo al tragico incidente dell'amico, Steven Spraggon, investito da un camion dei gelati.
Mentre il padre migra in Germania alla ricerca di un lavoro, Paul soffre, grida, piange tra le mura di casa ed inizia rubare nei negozi e stringere amicizia con le slot machine: il calcio è l'unico rifugio.


GLI INIZI: NEWCASTLE, TOTTENHAM, LAZIO
Dopo la trafila nella selezioni scolastiche, Paul stecca i provini con Ipswich, Middlesbrough e Southampton, lo tessera il Newcastle: a quindici anni fa amicizia col tecnico dello youth team, Colin Suggett, e con la bottiglia di vodka.
Proprio coi Magpies gli affibbiano il soprannome Gazza, forse anche per quella falcata sbilenca e quella corsa un po' sporca, quasi da volatile.
Capitano della squadra giovanile, vince una FA youth Cup segnando un bellissimo gol in finale contro il Watford, poi passa in prima squadra.
A St.James Park resta tre anni, colleziona 107 presenze, segna 25 gol e viene eletto giovane dell'anno in Premier League nel 1987/88.
Lui era sempre molto naturale e parlava e scherzava con chiunque, anche quando era al suo primo anno con la maglia del Newcastle. 
Quando giocava contro il Liverpool a metà degli anni Ottanta, gridò verso il nazionale scozzese Kenny Dalglish: “Come vanno le cose, Kenny?” 
E quando ha giocato contro l’Olanda con la maglia dell’Inghilterra ha chiesto a Marco van Basten: “Ehi Marco, quanto guadagni?”. “Non aveva paura sul campo e questo è quello che ha fatto di lui un giocatore così speciale”, è l’analisi di Stan Nixon, ex allenatore delle giovanili del Newcastle. 
“Sapeva che poteva non fare niente e nessuno poteva toccarlo, era insito nella sua persona”.

Vinnie Jones avrebbe qualcosa da ridire sull’ultima affermazione. 
Nel 1988, nel bel mezzo di una partita, lo smanettone di Wimbledon ha afferrato le palle di Gascoigne (scusate il francesismo, ma Vinnie probabilmente si opporrebbe ad un linguaggio più pulito) per metterlo fuori, dopo averlo affrontato nel corridoio che porta al campo con le parole: “Sono Vinnie Jones. Io sono uno zingaro cazzo. Oggi la sfida è tra me e te, ragazzo grasso”. 

Gascoigne dopo la partita decise di regalare un mazzo di fiori a Vinnie Jones. 
Ha ricevuto uno spazzolone in cambio.
Lo vuole il Manchester United, Paul si promette a Ferguson ma finisce al Tottenham per la cifra record di 2.3 milioni di sterline.
Sir Alex dichiarerà poi che il rimpianto più grande in carriera sarà proprio non aver acquistato Gazza.
Sotto la guida di Terry Vanables esplode tutto il talento di Gascoigne: i tifosi l'adorano, dopo i gol gli fanno abbracciare bambole gonfiabili e gli cantano bonariamente 'he's fat, he's round, he bounces on the ground' (è grasso, è rotondo, rimbalza sul prato), gli avversari lo odiano e dagli spalti lo insultano chiamandolo fatman, porky, gli lanciano Mars, lui scarta le confezioni e divora gli snack col sorriso, poi, mette in mostra il repertorio fatto di paurose serpentine, siluri dalla distanza (come la storica punizione in semifinale di FA Cup contro l'Arsenal) e qualche bizza, come la strizzata ai gioielli dell'arbitro Courtney e qualche provocatoria annusata di ascella.
Bobby Robson, tecnico della nazionale inglese, lo definisce daft as a brush (pazzo come una spazzola) ma lo porta ugualmente ad Italia '90.
Con gli Spurs invece arriva sesto in campionato, poi terzo e nella stagione successiva vince la FA Cup contro il Nottingham Forest ma Gazza, praticamente già della Lazio, si fa malissimo tentando di entrare duro su Gary Charles, risultato: 16 mesi di stop e tutto da rifare, legamenti del ginocchio destro compresi.
Nonostante il terribile infortunio in finale di FA Cup, la Lazio ha pazienza e acquista Gazza nell'estate 1991 per meno di otto miliardi delle vecchie lire: il 23 agosto l'aeroporto di Fiumicino è una bolgia, tifosi, giornalisti, fotografi da ogni angolo del globo.
I  poliziotti manganellano i supporter più caldi mentre lui, il naughty boy diventato star da red carpet, arriva nella Città Eterna protetto da un paio di Ray-Ban e da ben 8 gorilla, poi sfreccia via sulla lunghissima Mercedes nera.
47 presenze e 6 gol in 3 anni, a Roma si fa notare anche per i colpi di testa, e non parliamo soltanto di quello andato a segno sotto la Nord nello storico derby del 29 novembre 1992.
Durante la riabilitazione per il ginocchio, Paul si frattura la rotula cadendo in discoteca in seguito ad una rissa, accompagnato dall'inseparabile amico e compagno di bevute Jimmy Gardner, ma è solo l'inizio.

"Gascoigne, una volta, nonostante io avessi cercato di dissuaderlo, se ne andò dal ritiro la sera del sabato perché era arrivata la sua fidanzata. Il giorno dopo, il giorno della partita, ero a pranzo con una parte del mio staff e me lo vidi piombare completamente nudo al ristorante. Non nudo con gli slip e i calzini: proprio nudo".
E Gazza mi disse: "Mister, mi hanno detto che mi voleva e non ho fatto in tempo a vestirmi".
Ovviamente non l' ho fatto giocare ma con uno così, a suo modo geniale, come ci si può arrabbiare?" parole di Dino Zoff, allenatore della Lazio di allora.

Sempre in biancoceleste, la squadra è in viaggio in pullman verso la Puglia, Gascoigne è seduto in testa al mezzo e legge silenzioso il Daily Mail; il pullman entra in galleria, e dopo 1 km e mezzo completamente al buio, tornata la luce tutti guardano Gazza: sta ancora leggendo il giornale, ma è completamente nudo.
Per un rutto in diretta nella tribuna Vip dello stadio Olimpico fu multato dalla società, mentre con un peto in allenamento fece ridere tutta la tribunetta di sostenitori.
Come quella volta che Corino diventò padre e portò a vedere ai compagni la foto del pargolo, che sparì di lì a poco. Il giorno dopo Paul si presenta a Formello t-shirt bianca con stampata la foto del bimbo e la scritta "Corino palle grosse", per omaggiare la generosità del compagno sul terreno di gioco.
Con Zeman al timone le cose non cambiano: Paul gli ruba il fischietto e lo mette al collo di un tacchino, nello spogliatoio minge sui compagni intenti a farsi massaggiare sul lettino e, udite udite, leggenda narra che una mattina, ore 10, Zeman entri in un bar della Capitale e vi trovi Gascoigne, faccia da clown e bicchiere di Gin in mano.
Durante una conferenza stampa un giornalista norvegese chiede al bad boy di mandare un messaggio ai popolo norvegese, la sua risposta? "Fuck off, Norway".


L'AVVENTURA IN SCOZIA
Dopo essersi rotto tibia e perone in un contrasto con l'allora primavera Alessandro Nesta, Gascoigne torna in UK, precisamente a Glasgow, per difendere colori ed onore dei Rangers.
Vince due campionati, una Scottish Cup ed una Coppa di Lega scozzese da protagonista, dopo aver perso 14 kg in un solo anno, tanto da non farsi più riconoscere da Venables, divenuto c.t. dei Tre Leoni.
Nel 1996 la sua tripletta contro l’Aberdeen ha consegnato al club l’ottavo titolo consecutivo. 

I tifosi lo amavano e quelli più giovani sbiancavano i capelli per assomigliare al loro nuovo idolo. 
“Di tutti i giocatori che mi sono capitati, lui aveva il talento più naturale”, dice Brian Laudrup categoricamente. 
Il danese è uno dei pochi che può competere con Gazza per il titolo di giocatore più popolare tra i tifosi dei Rangers in giro per i pub della classe operaia East End di Glasgow, dove una pinta di birra costa 2,50 £, ma uno short di vodka o whisky solo un pound.
“Paul era completamente incredibile in alcune partite”, continua Laudrup. 
“Lui le poteva vincere da solo. Era un genio, e nei geni c’è sempre un pizzico di follia. Paul era pazzo, ma in senso buono. Era un ragazzo fantastico per andarci in giro. Non si sapeva mai cosa aspettarsi da lui. Una mattina tornò dal parrucchiere con i capelli rasta, un’altra volta aveva comprato un abito di Versace rosa. Chi poteva indossare il colore rosa? Con questo tipo di giocatore devi solo accettare il fatto che lui a volte può essere un pericolo per la propria squadra. Aveva il sangue caldo, poteva diventare aggressivo ed essere espulso, così spesso le squadre avversarie tentavano di provocarlo”.

Gattuso: «Vuole che le racconti il mio primo giorno in Scozia? Gazza mi ha cagato dentro i calzettoni di gioco»
Gattuso ricorda anche: "Gascoigne mi ha anche aiutato.
Con la scusa della giacca e della cravatta, mi portò in un negozio e mi acquistò dei vestiti. Mi disse che li avrebbe pagati la società, in realtà fu lui a pagarli.
Al di là degli scherzi, questo non lo dimenticherò mai".
Gascoigne fa discutere anche in Scozia: durante un Old Firm, il grande derby tra i cattolici del Celtic e Rangers, la squadra protestante, va sotto la curva dei biancoverdi e comincia a suonare un flauto fittizio: ottima idea quella di mimare la sfilata annuale dei protestanti orangisti dell'Irlanda del Nord, sugli spalti vorrebbero ucciderlo e per Gazza è in arrivo la scorta anti-minacce di morte.
Meno pericoloso l'aneddoto del cartellino perso dall'arbitro Smith e raccolto dal nostro eroe, che finse di ammonire il fischietto rimediando poi, lui stesso, lo yellow card (e due turni di squalifica).

Ally McCoist  “La prima volta che lo incontrai, a Las Vegas, mi sentivo come se lo avessi conosciuto da un centinaio di anni e ho capito subito che sarebbe andato avanti il nostro rapporto”. 
“Mia moglie mi sveglia una notte dicendomi che c’è qualcuno in casa. Sento alcuni rumori e sono in preda al panico. Penso che siano i ladri. Scendo, apro la porta e c’è Paul a giocare a biliardo alle 3:30 del mattino”.
“Cosa stai facendo?”
“Beh, non riuscivo a dormire e mi sono ricordato dove hai lasciato una copia del mazzo di chiavi per tua moglie. Vuoi giocare?”
“E’ andata proprio come la volta successiva, quando ha usato le chiavi un’altra volta. 
Scendo al piano terra e Paul è davanti al mio frigorifero”.
“Che cazzo stai facendo? Sono le 4:00”.
“Lo so, ma non riuscivo a dormire, avevo fame e non avevo nulla a casa mia così mi è venuto in mente di venire a farmi un panino”.
Torno a letto e mia moglie dice: “Paul?”
“Sì, è lui che si sta facendo un panino”.
Era diventata la norma.
Gascoigne ha ravvivato un buon numero di altre notti presso i McCoists: “Come quella volta che ha comprato fuochi d’artificio e razzi giganti delle dimensioni di un uomo. 
Ero appena tornato a casa da una festa e stavo per andare a dormire quando il telefono squillò. 
Mia moglie mi sussurrò: "E’ Paul. Ha intenzione di accendere un razzo nel suo giardino. Lo punta verso il nostro paese e vuole sapere se saremo in grado di vederlo“. 
Alla fine della storia Ally McCoist si lascia andare ad una grande risata. 

Archie Knox che ha avuto modo di vigilare su Gazza sia ai Rangers che poi all’Everton sotto la guida tecnica di Walter Smith. 
Ad un certo punto scoppia a ridere: 
“Ha fatto un sacco di pesca in Scozia e un giorno mi ha detto che se non avesse preso nulla, avrebbe preso la sua pistola, gettato alcune palle esca in acqua e avrebbe atteso che i pesci venissero in superficie per poi aprire il fuoco su di loro.”
“Un giorno prima dell’allenamento, mi ha detto che c’era una situazione di emergenza e che doveva tornare a casa.Gli ho chiesto perché.
"A causa del telo nel mio bagno".
"Mi stai prendendo per il culo?"
"Non è nel posto giusto. Devo andare e sistemare le cose".
E se ne andò. E ‘incredibile, Paul era disordinato e confuso su molte cose, ma la sua casa era pulitissima. Tutto era al suo posto e perfettamente organizzato”.

Jimmy Bell, che è stato magazziniere dei Rangers per oltre 40 anni, doveva assicurarsi di avere sempre un kit di ricambio, perché “Paul una volta ha dato la sua maglia da trasferta ai tifosi prima della partita“, dice con un sorriso. 
Nella stessa ottica Archie Knox aggiunge: “E ‘rimasto a New York per un paio di giorni al Waldorf Astoria e c’era un vagabondo fuori l’ingresso dell’hotel, così lo ha alzato ed ha pagato una camera per lui per la notte. Quando Gascoigne partì per Londra, ha portato il tizio con lui, messo in un hotel per due notti e poi lo ha messo di nuovo sull’aereo di ritorno. Tu mi guardi come se mi fossi appena fatto, ma è vero. E’ proprio lui, in tutto e per tutto”.

La fidanzata: "Gascoigne pensava sempre al sesso, avrei potuto dire di no ma non sarebbe servito: non si sarebbe fermato. Per lui farlo anche dieci volte al giorno era normale", parole dell'ex moglie di Gazza, Sheryl Failes, picchiata e violentata (o almeno così sostiene) dall'ex laziale, che prima del matrimonio la costrinse pure a rifarsi il seno.
Il giorno delle nozze Paul arriva a bordo di una Cadillac bianca lunga nove metri, accompagnato dall'immancabile Jimmy: 96 camere d'albergo affittate, cento invitati e conto da 100.000 sterline.
La scazzottata in un hotel di Glasgow sarà il preludio della separazione dopo la nascita del figlio Regan.


RITORNO IN INGHILTERRA E CARRIERA IN CINA
Dopo la Scozia Paul fa visita al Middlesbrough e manca la convocazione per i Mondiali di Francia, escluso e punito dal tecnico Hoddle che non gli risparmia l'ennesima notte alcolica.
Va all'Everton, poi si auto-retrocede nella serie cadetta con il Burnley dopo un pianto disperato negli spogliatoi dei Toffees: "Non posso stare in una squadra che ha cacciato Walter Smith", disse Gazza dopo il licenziamento del coach/amico sin dai tempi dei Rangers.
Nel 2003 arrivano le offerte cinesi, dopo il provino fallito col Liaoning Bodao, va a Lanzhou, città nella quale gioca il Gansu Tianma: "in questi giorni ho mangiato di tutto: teste d' anatra, teste di pollo, zampe di gallina, pipistrelli e altre amenità. Secondo me, se continuo con questa dieta, finirò per volare".
Ad agosto G8 (deciderà di farsi chiamare così) prenderà il posto di George Weah nell' Al Jazira di Abu Dhabi.
La stagione successiva invece riparte dalla quarta divisione inglese con il Boston United da allenatore-giocatore, sarà un fragoroso flop.
Dopo sporadiche apparizioni televisive (tra cui l'ennesimo infortunio dopo aver tentato di pattinare sul ghiaccio con Jimmy) ed un singolo arrivato alle posizione numero 2 nella Uk top 40, Fog on the Tyne, recentemente Gazza sembra tornato pulito: segue gli Iron Maiden, fa palestra e si dedica al calcetto con gli amici, i pochi rimasti.
Lontani i tempi in cui si faceva applicare 45 cm di capelli finti per assomigliare al cantante dei Simply Red ("invece sembro mia madre negli anni '40", disse sempre Gascoigne).


DIPENDENZE
Pratica in uso nei peggiori night club e riproposta da buona parte della nazionale inglese in una tournée a Hong Kong (con tanto di Boing 747 devastato dai festeggiamenti per le ventinove candeline di Gascoigne) poco prima di Euro 96: il gran gol contro la Scozia verrà festeggiato da Gazza simulando proprio la dentist chair, peccato per l'assenza di spogliarelliste e birra in campo.
Sulle pagine più nere della storia di Gascoigne leggiamo bulimia, evasioni fiscali, gin, vodka, whiskey, 4 bottiglie di brandy prima delle partite, dieta senz'acqua per 4 mesi a base di cocaina (anche 16 strisce in un giorno), dipendenza da sciroppi per la tosse e Red Bull (40-50 lattine al giorno bevute ed oltre 21'000 £ pagate alla clinica di disintossicazione), aggressione a paparazzi, tifosi investiti, paura di avere la SLA, depressione, disturbi ossessivo/compulsivi, botte alla moglie, 12 tentativi di riabilitazione dall'alcolismo falliti, risse, tentati suicidi in hotel e notti dietro le sbarre, curriculum che persino George Best potrebbe invidiare.
E’ stato comunque ai Rangers che i problemi personali di Gazza hanno davvero cominciato a portarlo verso il basso. 
Ha iniziato a bere pesantemente e rubare sonniferi dalla farmacia del club. Ha anche bevuto grappa prima delle partite per calmare i nervi quando aveva faticato troppo. Prima di un derby contro il Celtic interruppe il suo riscaldamento per arrampicarsi tutto sudato fino al box del presidente ed ordinare un whisky. Naturalmente, ha segnato in quella partita. 
“Ha avuto problemi e noi lo sapevamo”, sussurra Ally McCoist, “Ma Paul era molto intransigente. Era un uomo orgoglioso e non voleva parlarne. Forse avrebbe dovuto aprirsi un po’ di più, condividere le sue preoccupazioni perché tutti lo amavamo e volevamo che lui fosse felice. Non c’è niente di cattivo in lui. Ci sono un sacco di parti pazze, ma non una sola cattiva” dice Brian Laudrup, “Ha sempre combattuto contro i demoni che ha dentro. Quei demoni hanno fatto di lui un ottimo giocatore, ma hanno anche causato un sacco di guai fuori dal campo.”
E questa lotta con i suoi demoni stava per portarlo verso il basso.
Paul Gascoigne aveva già dato un grido di aiuto all’inizio degli anni Novanta. 
“Prova ad essere Paul Gascoigne per una settimana nella tua vita e vedrai. Voglio che tu capisca. Io sono proprio come te. 
“Gazza voleva solo essere uno normale. Ed è per questo che nel corso della sua carriera ha sentito la necessità di tornare a Newcastle, un luogo dove la luce è la stessa alle 11 di mattina e alle 4 di pomeriggio. Gli piaceva fermarsi a sorseggiare un drink all’Excelsior”.
Mentre lascio la casa di Stan Nixon, mi rendo conto che il calcio era la bombola di ossigeno di Gazza e l’ex laziale sperava che sarebbe durato più a lungo possibile per non “fargli affrontare la vita reale” come ha detto spesso, ma il calcio era anche un peso morto che lo stava trascinando verso il fondo. Il suo salvagente divenne il suo fardello. Senza calcio è andato rapidamente fuori dai binari. “Senza calcio perde vita”, dice Archie Knox. “Finché si è allenato e ha giocato tutto andava bene. Dopo il ritiro sono arrivati i problemi”.
Un fatto che lo fece clamorosamente infuriare fu quando Glenn Hoddle gli disse che non sarebbe stato convocato per la Coppa del Mondo del 1998. Gazza era pronto a spaccare l’hotel dove la squadra inglese alloggiava in Spagna, ma i suoi compagni di squadra riuscirono a trattenerlo. 
Allo stesso tempo, il suo status di icona gli ha fatto perdere l’equilibrio. Un sacco di persone, agenti e falsi amici hanno cercato di saltare sul suo carro e trarre profitto dalla sua gentilezza e ingenuità. “Ha incontrato alcune persone cattive”, si rammarica Brian Clark, l’osservatore che lo ha portato al Newcastle United.
Ad un certo punto della mia ricerca mi è capitato di incontrare una persona che aveva partecipato come Gazza alle stesse riunioni degli Alcolisti Anonimi dieci anni fa a Newcastle. 
Ovviamente questa persona non vuole essere nominata, ma sottolinea alcuni dei suoi problemi.
“Quando si cerca di lottare contro l’alcolismo, devi mettere l’ego e l’orgoglio da un lato. Ma come si fa a farlo quando fuori vieni accusato di essere un povero alcolista?”
Di Gascoigne me ne ha voluto parlare in un lussuoso hotel alla stazione di Glasgow l’ex compagno di squadra al Rangers John Brown.
“Il problema di Paul non è nell’alcol o nelle dipendenze, ma è nella sua mente. Ha così tante cicatrici psicologiche che non sono mai guarite. Sono preoccupato perché lui non è abbastanza forte per superare tutto. Non ha avuto il sostegno di cui aveva bisogno e ognuno ha approfittato di lui, anche se ha trascorso tutto il suo tempo ad aiutare i meno fortunati”. 

Steve Wraith , ex buttafuori Newcastle , mi ha dato un paio di altre idee per capire Gazza: “La sua paranoia ha peggiorato le cose e questo non ha fatto altro che causare danni irreparabili alla sua immagine pubblica. Ma il problema principale è stata la sua infanzia. Ha visto un sacco di gente intorno a lui morire”.
L’ansia, l’alcolismo e la paranoia sono qualcosa di grave. 
Da molto giovane, Gascoigne aveva paura della morte. All’età di dieci anni insieme Steven Spraggon, il piccolo fratello di Keith, mentre Gazza stava rubando alcuni dolci da un Cornershop, Steven corse verso un furgone dei gelati. 
Fu investito da una macchina ed è morto proprio davanti agli occhi di Paul. Gascoigne, era fuori di sé per il rimorso, e in quell’occasione ha visto uno psichiatra per la prima volta.
Poi quando aveva diciassette anni, il suo amico Steven Wilson morì in un incidente di cantiere e questo lo ha convinto a tornare nel Tyneside. Ancora una volta Gazza si sentiva colpevole. E lo ha fatto di nuovo qualche anno dopo, quando uno dei suoi compagni morì per un attacco d’asma nel bel mezzo di una partita di calcio. Paul aveva giurato che l’asma non gli aveva mai impedito di giocare a calcio. Nel 1998, dopo una serata piena di alcool, lo zio del suo compagno Jimmy Gardner morì nel sonno completamente ubriaco in hotel.
Gazza era in stato di shock, aveva iniziato a prendere tonnellate di anti-depressivi in riabilitazione a Londra. Durante la sua giovinezza ha anche dovuto affrontare la malattia di suo padre. 
Suo padre avrebbe avuto le convulsioni ed a volte non riusciva nemmeno a ricordare i nomi dei propri figli. Non molto tempo dopo la morte di Steven Spraggon , Gascoigne senior crollò in salotto davanti a Paul, che si precipitò per tirargli fuori la lingua, così da non farlo soffocare. 
Paul ha iniziato a sviluppare i suoi primi tic subito dopo questo episodio. 
Avrebbe fatto strani rumori con la bocca e divenne ossessionato dal numero cinque. 
Doveva toccare alcuni oggetti cinque volte, accendere e spegnere la luce per cinque volte, aprire e chiudere la porta cinque volte. 
Gazza ha sempre dovuto dormire con la luce accesa ed i suoi compagni di camera non hanno potuto far altro che abituarsi a questo, come ha fatto Chris Waddle durante la Coppa del Mondo del 1990.
Questi sono tutti eventi che hanno spento l’energia di Gazza, e quasi tutte le persone che lo amavano hanno rinunciato di fronte alla sua malattia. 
“Mi dispiace per lui”, dice Brian Clark. “Piango per lui un sacco, mi preoccupo per Paul”, dice Steve Wraith.  
“Durante quegli anni mi sono arrivate alcune telefonate davvero spaventose da parte sua che mi chiedeva aiuto, ma non si poteva fare nulla. 


ANNI RECENTI
Nel 2007 viene operato d'urgenza allo stomaco per un'ulcera.
Poco dopo, in base alla Mental Health Act (la legge sulla salute mentale che permette alla polizia inglese di fermare e portare in un posto «di pubblica sicurezza» le persone che presentano sintomi di disturbi psichici e possono rappresentare un pericolo per l’incolumità pubblica), gli agenti lo ricoverano coattivamente in un ospedale a causa di due incidenti avvenuti in altrettanti alberghi del Nord dell'Isola: prima all’Hotel Malmaison di Newcastle e poi all’Hilton Hotel di Gateshead.
Resta per 72 ore in ospedale, dove viene tenuto sotto controllo medico.
La sua situazione mentale peggiora sempre di più ed il 5 maggio seguente, affetto da manie depressive, tenta il suicidio in un lussuoso hotel di Londra.
Il 4 giugno viene internato in una clinica di Londra per tre mesi di cure obbligatorie e per disintossicazione dal consumo di Red Bull: raccontò di riuscirne a bere anche più di 60 al giorno.
Il 3 settembre Gascoigne ha avuto delle allucinazioni dovute all'alcol, in seguito alle quali un medico ha dichiarato che l'alcol ha creato una situazione patologica, non escludendo una crisi epatica in atto. Precedentemente Gazza era stato cacciato da un concerto degli Iron Maiden in Ungheria perché ubriaco, quando gli fu intimato di tornare in Inghilterra sparì per alcuni giorni.
Il 18 settembre viene arrestato con il reato di danneggiamento perché avrebbe rotto di proposito un telefonino a un suo fan che gli aveva chiesto un autografo e per una lite con un fotografo.
Poco dopo la sua famiglia ne perde le tracce dopo che era stato dimesso dalla clinica londinese per trascorrere le vacanze natalizie con i suoi parenti.
Si rifarà vivo tre giorni dopo: completamente solo ed ubriaco, aveva alloggiato in un hotel a poche centinaia di metri dal centro di recupero di Minsterworth, dove era in terapia da tre settimane per sconfiggere la sua dipendenza dall'alcool.
A metà febbraio 2010 si rivolge al sindacato dei calciatori PFA in quanto dopo aver sperperato in pochi anni il patrimonio di 26 milioni di euro guadagnato in carriera, è divenuto ormai un senzatetto.
A settembre è stato ad un passo dall'essere nominato allenatore del Garforth Town, squadra che milita nella Evo Stik Division One North, l'ottavo livello della Struttura piramidale delle leghe calcistiche inglesi ma alla fine, dopo numerosi colloqui, l'ex fantasista della Nazionale inglese rifiutò l'incarico.
La notte del 21 ottobre è stato arrestato per possesso di droga.
Il 22 novembre 2012, in occasione della gara di Europa League tra Lazio e Tottenham, la società romana riesce a riportare all'Olimpico l'ex campione inglese dopo 17 anni dalla sua partenza.
Prima del match Gascoigne, accompagnato dal presidente laziale Claudio Lotito, compie un giro di campo salutando i suoi vecchi tifosi.
Il 10 febbraio 2013 è colto da una crisi cardio-respiratoria e le sue condizioni appaiono subito gravi, così viene ricoverato d'urgenza in una costosa clinica per la riabilitazione dall'alcol in Arizona grazie al finanziamento di 7500 sterline da parte di amici e ex calciatori tra i quali Gary Lineker.
Subito dopo il ricovero le sue condizioni sono peggiorate e sarebbe persino entrato in coma.
Guarito dalla malattia, il 24 marzo è ospite di un programma londinese.
All'uscita dalla registrazione Paul ha detto ai fan "Voglio tornare alla realtà, a differenza di George Best io voglio guarire".
Il 7 aprile ritorna, acclamato dalla folla, allo stadio londinese di White Hart Lane, luogo che lo vide protagonista prima dell'approdo alla Lazio.
Il 4 luglio viene arrestato per aver aggredito l'ex moglie e una guardia di sicurezza presso una stazione ferroviaria; trascorre una notte in cella prima di essere rilasciato su cauzione.
Quattro giorni dopo è rinvenuto a terra, ubriaco fradicio con due bottiglie di gin in tasca, davanti a un hotel di Londra da dove era stato buttato fuori per ubriachezza molesta.
Da lì è stato raccolto da un'ambulanza e portato in ospedale.
Dopo essersi allontanato per 4 giorni dall'ospedale, senza lasciare tracce, il 13 luglio riappare e afferma di essere sobrio da 4 giorni, di voler combattere l'alcolismo e di essere certo di vincere.
Il 21 Agosto 2014 viene trovato accasciato vicino al suo appartamento e con una bottiglia di gin in mano e ricoverato in ospedale.
La notizia del suo ricovero è arrivata poche ore dopo un'altra storia che avevano raccontato i tabloid inglesi: ovvero il suo ritorno al calcio e la sua firma con l'Abbey, club di quarta divisione inglese.
Chris Forster, patron della squadra ma anche tassista, aveva raccontato al "Daily Echo":
"Gli ho assicurato che lo andrò a prendere ogni volta che vorrà venire a giocare".



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