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sabato 6 settembre 2014

La Storia Di Roy Keane (Espulsioni e Risse)

Roy Keane nacque il 10 agosto del 1971 a Cork, in Irlanda.
Era il quarto figlio di Mossie Keane, ex calciatore.
Si dice che il cognome Keane sia l’anglicizzazione del gaelico Catháin, che significa non per niente "battaglia".
Si iscrisse a calcio già da piccolo, ma fu ritenuto inadeguato visto il suo fisico gracile ed il suo cervello matto.
Keano, ovviamente anche se all’epoca era solo un bambino, se ne frega dei giudizi altrui, proprio come ha sempre fatto nella sua vita, e continua ad inseguire quel sogno che tanto desidera.
Pratica contemporaneamente hurling, calcio e boxe: con i guanti rossi vince quattro incontri su quattro.
Roy è una forza della natura in tutto ciò che fá.
Sul campo verde invece sgambetta e randella con il club locale, il Rockmount.
Keano vuole sfondare. E vuole farlo il più presto possibile.
Arriva addirittura ad inviare la sua scheda tecnica in giro per i vari club d’Irlanda, nel tentativo che qualcuno si accorga di lui.


COBH RAMBLERS E NOTTINGHAM FOREST
Il suo coach dell’epoca al Rockmount, tale Eddie O’Rourke, lo vende ai professionisti del Cobh Ramblers e quella fu la svolta.
Era il 1989.
Il calcio che conta scoprì per la prima volta Roy Keane, la leggenda Roy Keane.
Tutti rimasero impressionati.
Liam l’innamorato pazzo. Il vecchio tifoso del Forest che visse un vero e proprio miracolo calcistico, quello di vedere una cittadina, pressapoco che sconosciuta fino a quel momento in giro per il mondo, salire sul tetto d’Europa e d’Inghilterra come forse mai gli sarebbe più capitato.
Poi Keano passa al Nottingham Forest di Brian Clough per la cifra quasi ridicola di 47.000 sterline.
Adesso con una somma del genere non ci vai neanche a Londra una settimana.
Clough, invece, ci compró il mediano più forte di tutti i tempi.
L’allenatore perfetto per il calciatore perfetto.
Clough era un Dio all’epoca, mentre Keane era il ragazzo di belle speranze, rude e scapestrato, che doveva solo essere forgiato, smussato, smaliziato da chi di calcio ne sapeva veramente qualcosa.
Clough era perfetto.
Il 7 giugno del 1990 Roy esordisce contro il Liverpool.
Per la prima volta l’Inghilterra scopre chi è veramente Roy Keane.
Il bastardo Roy Keane.
Ben presto diventa una pedina insostituibile nello scacchiere di Clough, e sotto la guida di giocatori del calibro di Stuart Perce(il leader della squadra) e Des Walker(il modaiolo donnaiolo), colui che più di tutti rappresentava la ‘bella vita’ nel Nottingham Forest, diventa definitamente un calciatore completo.
Sono questi gli idoli di Roy.
Ed è proprio grazie a Des che consocerà Theresa Doyle, sua futura moglie e madre dei suoi magnifici cinque figli.
In campo, invece, Roy incanta, più per grinta che per tecnica ovviamente.
Non c’è partita in cui Roy non facesse sentire i suoi tacchetti, non interrompesse azioni contrarie e facesse ripartire la sua squadra, non c’era partita in cui avesse minimamente pensato di togliere la gamba impaurito da chissà quale avversario.
Ogni partita era una battaglia e Roy l’affrontava sempre senza fare prigionieri.
Non finiva una partita senza essere stremato e pieno di fango.
Ed il più delle volte con parecchi cartellini gialli sulla fedina sporca.
Roy è adrenalina allo stato puro.
Roy è paura, terrore, falli e ripartenze.


MANCHESTER UTD
Arriva il 1992 e prima di trasferirsi al Manchester United, sotto la corte di sir Alex Ferguson, Roy si prende la bellezza di 11 giornate dopo aver contestato un fallo ed aver delicatamente detto all’arbitro ‘Tua moglie è più gentile con me’.
Ed eccolo. Un grande attore in un grande teatro.
Roy adesso è ad Old Trafford.
È nel ‘teatro dei sogni’. Proprio lui.
Quel ragazzino scartato da piccolo che rincorreva giusto un sogno. Ora è qua.
Alla corte del più grande allenatore di tutti i tempi.
Adesso Keano ha 22 anni, la testa rasata e gioca per la squadra più forte del mondo.
Adesso è un diavolo rosso.
Arriva allo United per rimpiazzare un’altra leggenda di nome Bryan Robson per l’esattezza, super mediano dai piedi buoni del Manchester per quasi tredici anni.
Diviene ben presto capitano, vince tutto e guida i ‘Red Devils’ allo storico Treble del 1999, segna il gol decisivo in finale di Coppa Intercontinentale e diviene il simbolo di Manchester.
Keano, il capitano che odia fare cose da capitano: nessuna cena per fortificare il gruppo, nessuna perdita di tempo dopo gli allenamento.
Nessuna riunione. Niente di niente.
Odia il gossip, i tabloid, odia i tifosi imborghesiti, odia i compagni che se ne fottano della sconfitta e sotto la doccia pensano solo in quale ristorante andare dopo la partita.
Keano, il capitano che rifiuta Londra ed i suoi soldi perché ‘Non me ne frega un cazzo dei negozi’.
Roy Keane, il capitano che odia quei ‘supporters’, se così possiamo chiamarli mai, che se ne stanno dietro una vetrata a sorseggiare vino di qualitá e a mangiare, come dice lui, ‘panini agli scampi’.
Lui che ama la bolgia, la calca, l’odore dell’erba, lui che li vorrebbe avere tutti li attorno, tutto il giorno, a sfiatarli nelle orecchie e a cantare ‘There’s Only One Keano’.


IL LITIGIO CON ALAN SHEARER(2001)
'Sono stato espulso per averlo spinto, ma se devi essere buttato fuori, tanto vale dargli un pugno e fare le cose per bene. La punizione è la stessa''.
Queste le dichiarazioni rilasciate in un video da Keane, che si riferiscono ovviamente all'incidente avvenuto nel 2001, quando fu espulso per aver spinto il capitano del Newcastle, Alan Shearer.
Infatti il 15 settembre 2001 dopo aver battuto una rimessa lanciò il pallone contro Alan Shearer, scatenando l'ira di quest ultimo.
Affinchè il tutto non degenerasse, dovettero bloccare Keane ben quattro persone: Ryan Giggs, David Beckham, Jaap Stam e Denis Irwin.


LA GAMBA ROTTA AD HAALAND(2001)
Roy, l’uomo che non tira mai indietro la gamba, come quel giorno, quel benedetto giorno del 2001 quando spezzó gamba e carriera al norvegese Alf-Inge Haaland.
Il norvegese che gli ruppe il menisco quattro anni prima e lo apostrofó con l’aggettivo di ‘simulatore’ mentre Keano era a terra che si contorceva dal dolore.
Era il 1997 ed Haaland giocava nel maledetto Leeds e da quel giorno Roy ha iniziato a covare dentro di se una vendetta da servire congelata anziché fredda.
Così arrivó il 2001.
La partita in questione era United contro City, era il derby ed era agli sgoccioli.
E la palla lontana.
Così lontana che l’occasione era troppo ghiotta.
Keano entrò come nessuno è mai entrato su di un essere umano.
Gli spezzò la gamba di netto.
E con essa la sua carriera.
Poi lo guardó e, mentre Haaland era a terra che urlava come un dannato, Roy gli sputó in segno di disprezzo.
Giorni dopo Keane disse ‘Avevo aspettato abbastanza. L’ho colpito dannatamente forte. La palla era là… Mi chinai e gli dissi ‘Beccati questo stronzo, e non provare mai più a ghignarmi in faccia che sto simulando un infortunio’.
Fu squalificato cinque turni.


IL LITIGIO CON MICK MCCARTHY: CT DELL'IRLANDA(2002)
Durante i mondiali di Korea e Giappone nel 2002 disse a McCarthy ‘Mick sei un bugiardo, eri un giocatore mediocre e sei un tecnico mediocre.
L’unico motivo per cui ho a che fare con te è perché in qualche modo alleni la squadra del mio Paese, e non sei nemmeno irlandese, ma un bas.. inglese’.
Questo signore e signori era ed è Roy Keane.


LE BOTTE CON VIEIRA E L'ARSENAL(2005)
2005, quella sera si giocava ancora nel vecchio Highbury, partita di campionato fra l’Arsenal e il Manchester United.
Nel tunnel che portava i giocatori in campo Patrick Vieira, bandiera dei Gunners, cominciò a provocare Gary Neville e per tutta risposta ebbe un duro rimbrotto dal capitano e lottatore dello United, un certo Roy Keane.
Trai i 3 nnessuna stretta di mano a metà-campo prima dell'inizio della partita.
Molti fanno risalire a questo episodio la rivalità recente fra i giocatori delle due squadre, la verità è che però l’odio iniziò molti anni prima, un odio vero che porterà Keane a dire pubblicamente che sia lui che i suoi compagni “odiavano” l’Arsenal e Vieira a dichiarare nella sua autobiografia che il Man U è la squadra che in carriera gli ha dato le maggiori sensazioni, quindi è la squadra che odia di più pur essendo allo stesso tempo contento ogni volta che la incontra.
Le prime scintille scoppiarono addirittura nel 1987, nel primo anno in panchina Red Devils per Sir Alex Ferguson.
David O’Leary, allora centrocampista dei Gunners, venne scalciato per tutta la partita da Norman Whiteside, mentre David Rocastle, altra figura importante dell’epoca per l’Arsenal, venne provocato dagli avversari per tutto il match tanto da reagire ed essere espulso.
Negli spogliatoi scoppiò una rissa fra giocatori, la prima di una lunga serie.
L’anno seguente Brian McClair sbagliò un rigore in un match di FA Cup ad Highbury e il difensore Nigel Winterburn lo seguì poi fino a centrocampo per deriderlo e cercare di avere una reazione da parte dell’attaccante del Manchester United.
Il 20 ottobre del 1990 la saga proseguì con gli stessi protagonisti in campo.
Questa volta fu McClair ad entrare in maniera assassina su Winterburn e quella fu la miccia che fece esplodere gli animi degli altri giocatori in campo.
Scoppiò infatti una rissa che coinvolse in pratica tutti e che non fu facile sedare.
La rivalità e gli scontri proseguirono per tutti gli anni ’90, con il Manchester United che diventava sempre più vincente e l’Arsenal che alternava annate buone ad altre disastrose.
Nel 1997 arrivò dal Giappone Arsene Wenger andandosi a sedere sulla panchina dei Gunners.
La rivalità Manchester United-Arsenal da quel momento divenne anche, se non quasi esclusivamente, quella fra i loro allenatori, Alex Ferguson vs Arsene Wenger.
Si arriverà così al 2004 e al famoso caso del “Pizzagate” o “la battaglia del buffet”, quando al termine di un match particolarmente combattuto, negli spogliatoi volò un pezzo di pizza (o una ciotola di zuppa: il tipo di cibo lanciato non è ancora stato chiarito) contro Sir Alex e pare che a lanciarlo fosse stato proprio un iracondo Wenger.
Questo nel famoso terzo tempo del calcio inglese, quando gli allenatori di solito si ritrovano per sorseggiare un bicchiere di vino (celebre la bottiglia regalata da Mourinho a Ferguson qualche anno fa) e commentare quanto accaduto con più rilassatezza.
In campo vi era stato anche un inseguimento a Ruud Van Nistelrooy da parte dei difensori dell’Arsenal dopo che l’attaccante olandese si era conquistato un rigore a tempo scaduto e con l’inganno, ma l’aveva tirato contro la traversa.


I LITIGI AL MANCHESTER UTD
È stato il capitano di mille battaglie, uno degli artefici del Treble.
Un lottatore che lottava solo per noi.
Provatelo a chiedere a Rooney chi è Keane.
Era la vigilia dell'esordio di Wayne con lo United.
Tutti sorseggiavano the mentre Roy era preso a guardare una partita del suo amato rugby.
Ad un certo punto si alza e va in bagno.
Rooney ha la brillante idea di cambiare canale.
Prende il telecomando e se lo nasconde nella giacca.
Fatto sta che Roy torna, guarda lo schifo che adesso c’è alla tv e  ‘Chi ha cambiato canale. Chi cazzo è stato. E dove è il telecomando?’
Non vola una mosca.
Nessuno risponde.
Si avvicina alla presa al muro, la stacca è tutti se ne vanno a letto.
Senza fiatare.
Rooney crede di averla fatta franca.
Ma non è così.
Alle tre di notte bussa alla sua porta la guardia di sicurezza della squadra che gli dice ‘Roy sa tutto. Ha detto di dargli il telecomando’.
Wayne restituisce il telecomando e prega.
Oppure prova a chiederlo a Rio Ferdinand.
È il suo capitano, che lo criticó pubblicamente un giorno ‘Pensa di essere una superstar perché lo pagano 120’000 sterline a settimana e gioca bene venti minuti contro il Tottenham’.
O quando criticò apertamente per scarso impegno Alan Smith, Fletcher, Miller, Richardson, O'Shea facendo un'intervista scandalo a MUTV(che poi venne censurata) dopo una sconfitta contro il Middlesbrough per 1-4.
Lo stesso, che qualche tempo fa disse ‘Ai miei tempi non esistevano guanti, scalda muscoli o sciarpine. Questi stanno rammollendo il calcio. Spero solo che giochino bene, perché se sbagliano, i guanti saranno solo la prima cosa che gli tirerò contro’.


IL RESTO DELLA CARRIERA
Recordman di cartellini rossi in Premier League(13).
Menzionate solo le risse più famose ma ce ne sarebbero molte altre.
Si ricordano ad esempio contrasti durissimi contro l'Oldham o quando calpestò i genitali di Gareth Southgate.
Il 14 Ottobre 2005 annuncia il suo ritiro dalla nazionale.
La sua decisione di lasciare l'Old Trafford provoca non poco scalpore.
Keane, 35enne sbarca così, nel gennaio 2006, a Glasgow sponda Celtic; l'esperienza scozzese dura poco, fino al giugno dello stesso anno, perché viene assunto come allenatore del Sunderland, da cui si è dimesso nel dicembre 2008 dopo una striscia di sconfitte.
In seguito allena l'Ipswich Town, oggi vice dell'Aston Villa e dell'Irlanda.



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