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venerdì 30 gennaio 2015

La Streif Di Kitzbuhel: Storia, Pista, Incidenti

Partendo dall'assunto che la Streif di Kitzbuhel è la più spettacolare pista di discesa libera del mondo ma forse anche la più difficile.
Ogni anno, nel mese di gennaio si sfidano i migliori sciatori del mondo per conquistare la vittoria.
I primi documenti storici testimoniano che a Kitzbuhel si gareggiava già nel 1894, ma è soltanto dal 1931 che la competizione è aperta a livello internazionale.
E dal 1967, ovviamente, fa parte della Coppa del Mondo.


LA PISTA
La “Streif” viene definita la gara di discesa libera.
Ciò deriva dalla diversità del suo terreno.
Tutti gli elementi di una discesa classica si trovano sulla Streif: sponde pungenti che con l’alta velocità portano a salti mozzafiato, pendii ripidi, percorsi pendenti, schuss, curve, percorsi di scorrimento, innumerevoli spettacolari ondulazioni del terreno, persino brevi tratti in salita come prima del salto Seidlalm.
Essa, come detto, è caratterizzata da numerosi passaggi che hanno scritto la storia dello Sci Alpino: dopo soli 5 secondi di baratro (la pendenza iniziale è impressionante) si trova la Mausefalle (trappola per topi), un salto di una quarantina di metri che spedisce gli atleti verso la Steilhang, una esse strettissima e in contropendenza che immette su una lunga stradina praticamente pianeggiante.
Chi esce male dalla Steilhang può dire addio alle ambizioni di successo, visto che la velocità persa porta a distacchi incolmabili.
Al termine della stradina un altro salto detto Gschoess, che nel 1994 praticamente segnò la fine della carriera di Franz Heinzer.
Dopo un altro lungo falsopiano, l’Alte Schneise, si entra nella parte finale, la più difficile, la più pericolosa, la più affascinante: l’Hausbergkante.
Un lungo schuss con pendenze da brivido (85% quella massima) che i gatti delle nevi riescono a risalire soltanto trainati da un cavo d’acciaio e che fa toccare punte di velocità vicine ai 140/150 km/h.
Non solo, è da affrontare trasversalmente, con la pendenza che butta gli atleti verso il basso, costringendoli a lavorare tantissimo per mantenere una buona linea.
Poi il salto finale, famoso per aver causato incidenti più o meno gravi nel corso degli anni e recentemente smussato, e finalmente il traguardo.


INCIDENTI
Come ogni pista leggendaria, anche sulla Streif vengono ricordati diversi incidenti più o meno gravi.
Nel 1995 si disputarono ben due discese nello stesso giorno, pur con partenza abbassata alla seconda curva della Steilhang.
Per il grande Luc Alphand fu doppietta, e furono anche le prime di una lunga serie di vittorie in Coppa del Mondo.
Ma l’evento indimenticabile fu la tremenda caduta di Pietro Vitalini sull’Hausbergkante.
Il valtellinese spigolò, fu proiettato verso le reti che scavalcò passando a pochi centimetri da un palo di ferro e proseguendo il suo volo per altri cinquanta metri oltre le protezioni.
Il sangue si gelò nelle vene di tutti gli spettatori al traguardo e a casa.
Miracolosamente illeso, al punto che si presentò al cancelletto di partenza della seconda discesa arrivando poi quinto.
Un vero e proprio miracolo se si considera che fino alla settimana prima oltre le reti non c’era la neve ma pietraia.
Oltre al miracolato Vitalini, nella memoria degli appassionati restano le drammatiche cadute di Brian Stemmle nel 1989, di Daniel Albrecht nel 2009 e di Johann Grugger nel 2011.
Il canadese cadde alla Steilhang, uno sci si infilò nelle reti, all’epoca non certo sicure come quelle odierne, rompendosi il bacino e soffrendo di numerose lesioni interne che fecero temere per la sua vita.
Ripresosi, fece causa agli organizzatori ottenendo un rimborso milionario, e dopo circa un anno e mezzo rientrò in gara.
L’elvetico arrivò completamente arretrato sul salto finale, cadendo di schiena a oltre 140 km/h.
Venti giorni di coma in cui si temette per la sua vita prima di una lentissima ripresa che lo ha riportato in Coppa del Mondo benché i segni di quella botta si facciano sentire tutt’ora.
L’austriaco infine cadde pesantemente alla Mousefalle, perdendo il casco e rimanendo in coma per qualche giorno.
Una delicata operazione al cervello lo salvò, ma la sua carriera terminò sulla pista più amata.

Altre cadute celebri nell'ultimo trentennio:
23.01.1987: Todd Brooker, commozione cerebrale, frattura del setto nasale, lesioni al volto e ad un ginocchio.

9.01.1991: Bill Hudson, rottura di una scapola, frattura della quarta vertebra, di un radio sinistro e lesioni polmonari.

10.01.1996: Cadono in diversi in allenamento, Andreas Schifferer, J.Strobl e Lasse Kjus.
Schifferer trauma cerebro craneale, tre giorni in coma.

23.01.1998: Roland Assinger sbatte contro una delimitazione della pista e viene trasportato in ospedale con lesioni ad una spalla ed alle costole, fine della carriera.

21.01.1999: Patrick Ortlieb, frattura scomposta al femore destro, lesioni all'anca e ad un ginocchio.
Fine della carriera.

20.01.2005: Thomas Graggaber, caduta in allenamento, fratture multiple alle costole nonché gravi lesioni a spalle e polmoni. Fine della carriera.

16.01.2008: Andreas Buder caduta in allenamento, tra le altre cose frattura della testa tibia destra, mai ripresosi completamente si è ritirato da poco.

19.01.2007: Scott Macartney cade sull'ultimo salto prima dell'arrivo nel giorno del suo 30mo compleanno. Coma artificiale per 1 giorno.


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