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giovedì 14 maggio 2015

Dave Arsenault e Il Sistema (Storia e Regole)

La prima statistica che solitamente si va a guardare in una partita di Basket sono, di solito, i punti segnati.
Jack Taylor: 109.
109?! No, aspetta, deve esserci un errore.
No, no.
Sono proprio 109 punti.
Altre statistiche da controllare: minuti giocati 29; tiri dal campo 35/70, 24/48 da 3 punti.
Com'è possibile? Poi, all’improvviso, un flash: “vuoi vedere che quel Taylor lì è lo stesso dei 138 di qualche mese fa?”(52/108 dal campo, 27/71 triple).
Quello che avete appena letto non è tratto da un film, né tantomeno da un libro.
E’ semplicemente la reazione che la maggior parte degli appassionati di Pallacanestro ha avuto appena saputo della performance di tale Jack Taylor, guardia (gli aggettivi “point” o “tiratrice” credo siano superflui) da Grinnell College, Division III della NCAA.
Come ha fatto? Semplice, ha sempre e solo tirato.

"Se Jack sbaglia 10 tiri di fila, cosa che ogni tanto fa, non esita a prendersene un altro. Alcuni giocatori non ci riescono"

Prendeva palla, un paio di palleggi e tirava, così dal primo all’ultimo minuto in cui ha calcato il parquet.
In pochi, forse, sapranno che una prestazione del genere è possibile in un solo posto sulla terra: Grinnell, IOWA, e agli ordini di un solo allenatore: Dave Arsenault, creatore di quello che viene ormai definito come “The System”(“Il Sistema”).


IL SISTEMA DI GRINNELL
“Il sistema” è, al pari della “Princeton Offense” e del “Run And Gun”, uno stile di gioco del Basket che però, a differenza dei primi due, viene adottato da pochissime squadre sul pianeta, forse a causa della grande stravaganza che desta in chiunque ne legga i principi.
“The System” è stato partorito dopo un attento e minuzioso studio del regolamento FIBA, con tanto di calcoli matematici per associare alla regola dei “35 secondi per tirare” un numero ideale di ribaltamenti da eseguire sul campo, ovviamente in fase offensiva.
Come qualsiasi sistema offensivo che si rispetti, anche questo ha le sue regole che Arsenault enuncia ogni volta con quel ghigno di chi sa di aver inventato qualcosa di eccezionale ed irripetibile.

"Noi attuiamo una strategia di gioco che consiste ne fare pressione difensiva a tutto campo per poi ripartire aggressivi in contropiede. 
Il nostro obbiettivo difensivo è quello di cercare di recuperare palle velocemente, e se non riusciamo a farlo preferiamo lasciare un tiro agli avversari.
Offensivamente cerchiamo di prendere un tiro entro i primi 12 secondi dell’azione, il nostro obiettivo è quello di prendere circa 100 tiri nel corso della partita, la metà dei quali da oltre l’arco dei tre punti
Molto del nostro lavoro è quello di stancare l’avversario con la nostra pressione costante. 
Questo consente alla nostra squadra di competere contro squadre con giocatori migliori
L'ho inventato per dare ai nostri giocatori qualcosa di buono di cui parlare dopo una sconfitta. 
Ma mi stupisco del fatto che siamo sempre riusciti a rimanere competitivi. 
Devo ammettere che dopo tanti anni e tante vittorie, per i nostri ragazzi adesso conta più vincere. 
Non vedono più nulla di buono di cui parlare quando perdiamo".

La definizione migliore con cui gli abitanti di Grinnell (circa 9.000) hanno definito lui e la sua squadra è: «Sono più divertenti di un branco di scimmie impazzite».
E'  indubbio che il gioco di coach Arsenault diverta.
Ma vince? Sì e qui entriamo decisamente nel campo follia pura.
Dal 2000 ad oggi, nella Midwest Conference in cui il college gioca, Grinnell ha ottenuto una volta il titolo, ha raggiunto per tre volte il primo posto nella stagione regolare ed ha comunque mantenuto uno standard buono e costante nelle altre annate.
Ed Arsenault giunse a metà anni ’90 ad allenare una squadra che veniva da 25 stagioni perdenti e disastrose consecutive.


LE REGOLE E LA TATTICA
«Per onorare i 5 sacramenti bisogna che i giocatori non stiano in campo più di due minuti e mezzo a volta, per cui vanno cambiati come linee dell’hockey. Col mio metodo un giocatore può resistere fino a 45 anni. Nel mio gioco l’80% è tiro, il 20% uno contro uno». 

In sostanza entri, prendi palla, tiri, prendi il rimbalzo, ritiri, difendi o fai tirare in meno di 10 secondi gli avversari, riprendi palla e tiri per l’ennesima volta. Così per 2 minuti, poi lasci spazio ad un altro tuo compagno.

1) La squadra deve prendere almeno 94 tiri a partita, di cui la metà devono essere tiri da 3 punti.
Ritmo elevato è sinonimo di grande condizione atletica dei giocatori, che devono essere sempre pronti a correre avanti e indietro per il campo: e allora quale miglior modo per mantenere freschi i propri ragazzi se non quello di cambiare tutto il quintetto in campo ogni due minuti e mezzo di gioco, richiamando così i giri di cambi tipici dell’Hockey.
Ovviamente può capitare che la superstar rimanga in campo più dei canonici 15/20 minuti, ma non pensate che Taylor abbia giocato tutti e 40 i minuti: anche l’altra notte, come già detto, 29 minuti di utilizzo.
2) La difesa deve forzare almeno 32 palle perse agli avversari.
Come vedete quindi, anche la difesa ha il suo peso in uno schema di gioco come quello di Grinnell.
32 palloni persi, però, sono davvero tanti, e spesso questa è la statistica più difficile da far registrare durante la partita.
Aggiungeteci poi che spesso coach Arsenault ordina ai suoi di far segnare in lay-up gli avversari in 1 contro 5, portando gli altri 4 “difensori” sul perimetro avversario pronti a ricevere il “lancio” e a scoccare il tiro da 3 senza la minima perdita di tempo e capite come possa essere complicato realizzare ciò.
3) Si devono prendere almeno 30 tiri in più della squadra avversaria.
Come si può facilmente immaginare, per prendere così tanti tiri è necessario rubare tanti palloni e catturare tanti rimbalzi in attacco.
4) La squadra che attua il “Sistema” deve segnare almeno un terzo dei tiri derivanti dai propri errori.
Ciò significa avere la necessità di prendere tantissimi rimbalzi offensivi, per poi andare al tiro (possibilmente da 3 punti)  il più rapidamente possibile.
5) La situazione ideale è arrivare in svantaggio di 10 punti a 10 minuti dalla fine.
Il motivo? Non lo sappiamo, coach Arsenault però lo definisce come qualcosa di “scientifico”.


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