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lunedì 13 luglio 2015

La Storia Di Brad Gilbert: Vincere Sporco

“Gioca come se avessero dato una racchetta a un uomo delle caverne”, disse di Brad Gilbert uno spettatore durante un torneo a San Francisco.
Senza un servizio adeguato, con un rovescio mediocre e un diritto appena decente arrivò fino al quarto posto del ranking ATP nel 1990.
Battendo sistematicamente avversari più forti di lui e vincendo cinque milioni di dollari di montepremi con la “mental warfare”.
Il nome del cavernicolo in questione è come detto Brad Gilbert.
McEnroe non perdeva occasione per batterlo e per deriderlo.
Come quando dichiarò alla stampa: “Non ho una grande opinione di Brad Gilbert”.
O come quando gli urlò in faccia, durante un incontro: “Non ti meriti di giocare sul mio stesso campo”.


BIOGRAFIA
Brad nasce a Oakland, California nel 1961 e tuttora risiede in quello Stato assieme a moglie e tre figli, esordisce come giocatore (destrorso con rovescio a una mano) nel 1982 e vince il torneo di Taipei.
In tutto vincerà venti tornei, tra i quali va menzionato soprattutto il Masters di Cincinnati del 1989  su Stefan Edberg al tie break del terzo, dopo aver superato Sampras, Chang e Becker tra gli altri.
Altre venti finali le perderà contro gente del calibro di McEnroe, Lendl, Pat Cash, Agassi, Sampras.
Insomma, erano tempi duri per i giocatori di tennis non dotati di talento, ma lui riesce, grazie alle belle annate ’88 e ’89 a issarsi numero 4 delle classifiche nel 1990.


L'IMPRESA CONTRO MCENROE
Si incontrarono 15 volte e il cavernicolo riuscì a spuntarla una sola volta, quella in cui lo sfidò sul suo terreno: i nervi.
Fu nel 1986, agli ottavi del Masters e Gilbert vinse con il controllo emotivo e tecnico del match.
In pratica fece il McEnroe mandando fuori di testa quello vero, che iniziò prendendosela con racchetta e palline, e proseguì inveendo contro l’arbitro, il suo avversario, se stesso, il tennis in genere e infine il mondo intero.
Raggiunse il culmine della rabbia al cambio campo in cui urlò: “Ma che ci faccio io qui?”.
"I'm not going to play tennis if I lose to jerks like that" (“non gioco più a tennis se perdo con cretini come questo qui”).
E si ritirò per un po’.
Già, perché Brad lo fece uscire di senno non che ci volesse molto, per carità ma lo fa lamentandosi contro sé stesso per tutto l’arco della partita.


WINNING UGLY (VINCERE SPORCO)
Da quel pomeriggio del 1986 in poi, Gilbert canonizzò la sua già spiccata propensione al gioco sporco, quello che imparò a sue spese da Ivan Lendl e rese metodo sotto il nome di “turtle time”, tempo della tartaruga.
Una strategia per mettere pressione all’avversario e farlo rinunciare alla tecnica e alla tattica.
Basandosi sulle interruzioni continue del gioco, sulle richieste assurde all’arbitro, sul mostrarsi infastidito per inesistenti flash del pubblico, sul fare quindici palleggi prima di battere e contemporaneamente lamentarsi perché l’avversario ritarda i tempi di battuta, dilatandoli di fatto ulteriormente.
In una parola, sullo stancare mentalmente l’avversario spezzandogli il ritmo, soprattutto quando le cose gli vanno bene.
Tutto questo nel 1993 è diventato “Winning ugly”, un best seller da 200 mila copie negli States.
Vincere sporco però non è solo provocazione e mestiere, ma anche studio delle debolezze dell’avversario e attenzione maniacale ai dettagli, prima e durante il match.
E soprattutto, al contrario di quanto si possa pensare, lavoro su se stessi.


IL PERIODO DA ALLENATORE
Con queste premesse era facile prevedere che Brad Gilbert diventasse un coach, il migliore della storia a detta di Andre Agassi.
Lo conquistò con una frase: “Ho vinto un sacco di partite che avrei dovuto perdere. Tu hai perso un sacco di partite che avresti dovuto vincere”.
Con lui il Kid di Las Vegas vinse sei degli otto slam in carriera, tornando al n.1 in età matura.
“Brad mi ha insegnato come si gioca una partita a tennis”, dirà a chiusura del loro rapporto.
Andy Roddick scelse Brad Gilbert proprio per fare il salto di qualità che fece Agassi quando era precipitato oltre il centesimo posto in classifica.
In seguito Gilbert renderà Andy Roddick n.1 del mondo(facendogli vincere l'unico Slam nel 2003, l'US Open) e svezzerà Andy Murray, portandolo giovanissimo nella top ten.
Ha migliorato il loro tennis? Più che altro “ho permesso loro di vincere di più”.


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