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sabato 18 luglio 2015

La Storia Di Crowhurst: L'Inganno, La Follia e Il Suicidio (Golden Globe Race 1969)

La Golden Globe Race fu una gara molto ricca(a livello di premi in denaro) organizzata dal Sunday Times per la prima volta nel 1969.
In poche parole si trattava del giro del mondo in barca a vela in solitario (e senza scalo).
Infatti più di quarant’anni fa, mentre l’uomo stava andando sulla Luna, una delle poche grandi sfide rimaste da tentare sul nostro pianeta era la circumnavigazione a vela del globo, in solitario e senza scalo.
L’anno prima, 1967, Francis Chichester ricevette onori grandiosi quando completò il periplo e al rientro in patria venne insignito del titolo di Sir, Baronetto dell’Impero.
Fu così che venne istituito il Golden Globe ma soprattutto un premio di 5000 sterline, per colui che avesse compiuto il giro del mondo in solitario nel minor tempo possibile.
Questo Trofeo esiste ancora oggi ma ha cambiato nome: si chiama Vendée Globe.
Questa è la storia di Donald Crowhurst e della folle regata del 1969.


IL PERCORSO
Secondo gli organizzatori i velisti avrebbero passato tra i 9 mesi e l’anno, in mare aperto, soli e senza aiuti.
Il percorso quasi obbligato per via della direzione dei venti, prevedeva di percorrere l’Oceano Atlantico, verso sud dall’Inghilterra, superando il Capo di Buona Speranza presso Città del Capo, in Sudafrica, percorrere tutto l’Oceano Indiano verso l’Australia, oltrepassarla, proseguire lungo l’Oceano Pacifico meridionale, doppiando Capo Horn, punta meridionale fra Cile ed Argentina, e poi risalire l’Atlantico per far ritorno in Inghilterra.


I PARTECIPANTI
I partenti furono 9: John Ridgway, 29 anni, scozzese, capitano dell'esercito britannico.
Nigel Tetley, 45 anni, inglese d’adozione e capitano della Marina britannica.
Bernard Moitessier, 45 anni, navigatore francese.
Robin Knox-Johnston, 28 anni, capitano della Marina mercantile britannica ed esperto di vela.
Alex Carozzo, 36 anni, navigatore italiano, con all'attivo un attraversamento del Pacifico in solitario.
Chay Blyth, 27 anni, scozzese, ex sergente dell'esercito britannico, senza alcuna esperienza di vela (imparerà sul campo l’arte di navigare).
Bill King, 57 anni, irlandese, agricoltore ed ex comandante di sottomarini della Marina britannica.
Loic Fougeron, 42 anni, francese, manager di una ditta di motociclette a Casablanca.
Donald Crowhurst 36 anni, inglese, elettricista che decise di partecipare alla competizione per il premio in denaro messo a disposizione(a causa delle gravi difficoltà economiche in cui versa la sua famiglia e la sua azienda).
Indebitato fino al collo, dovette ipotecare la casa e persino la sua stessa barca che aveva costruito tramite i soldi di uno sponsor.


LA GARA
Dopo qualche settimana di navigazione, tutti si accorsero di quanto fosse difficile questa traversata.
Ridgway sbarcò dopo 6 settimane a Recife, in Brasile, a causa dell’inadeguatezza del mezzo, e si arrese per primo.
Blyth andò già in difficoltà poco dopo la partenza: durante le tempeste si rintanava nella sua cuccetta pregando e leggendo un manuale sulle navigazioni oceaniche.

"Era come trovarsi all'inferno e leggere le istruzioni per l'uso!". 

Nonostante la sua preparazione approssimativa fu comunque la barca a cedere prima di lui al largo del Sudafrica.
Carozzo fu il terzo in ordine di tempo a lasciare la regata, ma fu quello ad aver coperto meno miglia di tutti: al largo del Portogallo fu colpito da un malore e si ritirò approdando a Lisbona.
King disalberò al largo del Sud Africa e fu il quarto a lasciare la regata.
Fougeron abbandonò nei pressi dell’Isola di Sant’Elena, nell’atlantico meridionale, con la barca in avaria. Tetley riuscì a percorrere tutto il tragitto nonostante i problemi alla barca, e risalire l'Atlantico in vantaggio, dopo aver superato indenne i punti più pericolosi, ma sentì via radio le posizioni di Crowhurst che si avvicinava progressivamente (informazioni errate, date dallo stesso Crowhurst e riportate dai media) e decise di spingere al limite il suo Victress(trimarano di 12 m), già danneggiato dagli Oceani meridionali.
Naufragò così per via di una violenta tempesta il 21 maggio a sole 1000 miglia dall'arrivo vicino alle Azzorre, ottenendo però il primato della circumnavigazione del globo su un trimarano.
Tra parentesi, 3 anni dopo, mentre si apprestava a riprovare l'impresa verrà trovato impiccato nei pressi di Dover.
Bernard Moitessier invece prese una decisione sconvolgente: ad un certo punto della gara decise di girare la prua della sua barca, riprendere il sud e ripercorrere un altro mezzo giro del mondo per attraccare nelle isole del pacifico, abbandonando (temporaneamente) moglie e figli in Francia.


IL PIANO DIABOLICO DI CROWHURST
Donald Crowhurst, marinaio improvvisato, non portò mai a termine la regata: infatti il suo trimarano (imbarcazione veloce ma difficile da gestire) venne costruito da lui stesso in modo rocambolesco.
Alla prima uscita Crowhurst si ribaltò più volte in mare e la barca vibrava talmente tanto che i bulloni sembrava ballassero.
Ma Donald assicurò che avrebbe fatto dei miglioramenti in corso di navigazione.
Nella foga dei preparativi, dimenticò svariate parti di ricambio e delle provviste, e si lasciò spesso sfuggire che la barca non era affatto pronta.
In compenso portò con sè un registratore, una telecamera e l'immancabile diario di bordo.
Crowhurst sin dalla partenza ebbe diversi problemi nel gestire la barca e nel spiegare le vele.
Si mostrava sorridente vicino alla telecamera ma sul suo diario annotava i suoi veri pensieri: ovvero che avesse non più del 50% di sopravvivere alla traversata.
Accortosi subito dell'impossibilità di affrontare i tempestosi mari del sud con una barca varata in ritardo(fu anche l'ultimo partecipante ad unirsi alla gara, il 31 ottobre 1968) e già danneggiata, dopo aver inizialmente fornito via radio posizioni false con coordinate fasulle, interruppe ogni tipo di comunicazione con la terraferma dopo qualche settimana e fece rotta verso le coste del Brasile(era il febbraio del 1969).
Secondo i suoi piani, lì, avrebbe dovuto attendere l’arrivo degli altri concorrenti, con l’intenzione a quel punto di virare e riprendere rotta verso nord in mezzo al gruppo.
Insomma non lasciò mai l'Atlantico.
Nel frattempo teneva aggiornato un falso diario di bordo con improbabili dati di navigazione come un record di 243 miglia marine percorse in un giorno solo.
Cadde però vittima delle sue stesse menzogne: durante la lunga sosta nelle acque brasiliane (dopo qualche mese dalla partenza), la barca andò in avaria e necessitò di urgenti riparazioni.
Così fu costretto ad attraccare in Argentina per procurarsi i pezzi necessari a riprendere il mare.
Rendendosi conto che a quel punto qualcuno certamente avrebbe riferito di averlo visto a terra in Sud America(cioè ancora all'inizio quando gli altri invece erano già ad oltre metà percorso), cominciò a delirare; risalito in barca tentò un’ultima disperata mossa: ritornare a casa da “piazzato” (nelle ultime posizioni), in modo che i giudici non avrebbero prestato caso a riesaminare il percorso da lui tenuto (o non tenuto), e richiedere magari una ricompensa per il record di velocità della barca (le fasulle 243 miglia percorse in un giorno).
L'unico problema era riuscire a falsificare il diario di bordo affinchè fossero plausibili miglie e rotta.
Cominciò a gironzolare lungo le coste del Sud America, stando ben attendo a non farsi beccare dalla guardia costiera.
Il ritiro di Tetley però, mandò a monte anche questo piano, perché a questo punto sarebbe comunque giunto in Inghilterra con la vittoria in pugno (a quel punto della gara, per i motivi visti in precedenza, erano finiti tutti fuori gara eccetto Robin Knox-Johnston ch’era però in evidente ritardo).
Ad attenderlo ci sarebbero stati 100mila persone e la sua famiglia: tutti ad accoglierlo come trionfatore.
Il fatto è che, dopo aver riesaminato il suo percorso, i giudici si sarebbero accorti della truffa (ovvero che non si era mai mosso da lì).
Fu in quel momento che la sua mente già provata per il lungo tempo passato in mare vagando senza una meta precisa, collassò definitivamente.
Ormai era troppo tardi per completare realmente il percorso(e ciò lo avrebbe portato comunque a morte certa), dall'altro lato invece aspettando l'unico concorrente rimasto e tagliando il traguardo i giudici si sarebbero accorti che era un imbroglione e non un eroe.
Cominciò quindi a scrivere ed annotare su un diario personale tutti i suoi deliri, con frasi senza senso, citazioni filosofiche e calcoli numerici improbabili, finché i sensi di colpa che lo laceravano da dentro, gli soffocarono l’anima.
L'ultima trasmissione radio è datata 29 giugno 1969 (aveva ripreso le trasmissioni radio poche settimane prima, dopo averle sospese come detto a febbraio dello stesso anno).
La sua barca(Teignmouth Electro) fu ritrovata alla deriva il 10 luglio del 1969(nei pressi dell'isole delle Bermude), con dentro tutti i suoi diari, lui non verrà più ritrovato.
Colto da pazzia, probabilmente si suicidò, gettandosi in mare a causa anche delle menzogne raccontate.
Infatti sulla sua barca si lesse una nota con la decisione di suicidarsi datata 1 luglio 1969 come conclusione di un lungo saggio prosastico, vagamente ispirato alla Relatività di Einstein, scritto da Crowhurst nei suoi ultimi schizofrenici giorni di vita.

“Sono diventato un essere cosmico di seconda generazione”
Gli esseri cosmici giocano con i mortali.
Ogni umano è impegnato per tutta la vita in una partita a scacchi con il diavolo.
Non esiste il bene nè il male. Solo la verità.
E’ la fine della mia partita.
La verità è stata rivelata, e ora si compirà quello che la mia famiglia mi chiede di fare”

Dopo diverse vicissitudini, la Teignmouth Electron(l’imbarcazione di Donald), venne abbandonata sulla spiaggia di un’isola caraibica.
Come detto il suo corpo non verrà più ritrovato.
Robin Knox-Johnston, fu così l’unico concorrente (nonché il primo uomo) a completare il giro del mondo in barca a vela in solitario e senza scali.
Ci mise 313 giorni e donò le 5000 sterline del premio alla famiglia di Crowhurst.


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