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lunedì 7 dicembre 2015

La Storia Di Ronnie O'Sullivan: Genio e Sregolatezza (Snooker)

Ronnie O'Sullivan nasce a Wordsley, Inghilterra, il 5 Dicembre 1975.
Soprannominato "il Razzo" per la sua velocità di gioco e la sua esplosività.
Nato da padre inglese e madre siciliana, “Ronnie” ha trovato nel gioco dello Snooker il suo strumento di sfogo.
L'infanzia è molto difficile: un padre in galera per omicidio, una madre arrestata poco dopo per evasione fiscale, lui travolto dal vizio di droghe e alcol.
Poi subentra anche la depressione (che non lo abbandonerà sinanche durante la sua carriera sui tavoli).
Inizia a giocare all’età di 10 anni, a 15 segna la prima serie perfetta da 147 punti, a 16 è un professionista e, già un anno dopo, diventa il più giovane giocatore di sempre a vincere un torneo valido per la classifica mondiale, dopo aver battuto in finale l’allora inavvicinabile Stephen Hendry (1993).
Da allora The Rocket (Il Razzo) così soprannominato per la straordinaria velocità di gioco (nel 2013 distrusse Robert Milkins in solo 70 minuti nell'UK Championship vincendo 6-0), ha portato a casa cinque titoli mondiali (2001, 2004, 2008, 2012, 2013).
O'Sullivan pratica uno stile di gioco d'attacco, è ambidestro ed è il miglior giocatore di posizione a corto raggio sul circuito mondiale.
È inoltre uno dei più spettacolari e precisi giocatori di serie di sempre, sa colpire con precisione a distanza e riesce spesso a disimpegnarsi egregiamente in difesa (malgrado non sia questo il suo marchio di fabbrica).

 «Ho trascorso tutta la mia adolescenza chiuso in una stanza buia per ore, ecco perché sono fottutamente timido!». 
 «Questo è uno sport solitario, non di forza fisica ma mentale. Se perdi, perdi con te stesso». 

Vince praticamente di tutto, oltre ai 5 mondiali, 6 UK Championship, 3 Welsh Open, 3 China Open, 1 Shangai Masters.
Nel 2002/03 diventa N.1 del mondo, si ripeterà nel 2004/05 e l'anno successivo.
Idem nel 2008/09 e nel 2009/10.
Realizza il 147 più veloce (in 5 minuti e 30).


LA RIVALITA' CON PETER EBDON E IL MONDIALE 2005
Nel 2005 Ronnie O'Sullivan era campione in carica e subì una clamorosa rimonta venendo sconfitto 11-13 da Peter Ebdon nei quarti di finale.
La lentezza del gioco di Ebdon provocò la perdita di concentrazione di O'Sullivan che conduceva 8-2.
Si andò in serata sul 10-6.
Nei frames finali, Ronnie crollò psicologicamente.
Ebdon impiegava diversi minuti per colpire.
Addirittura 5 minuti per un break di 12 con Ebdon, accolto sulla sedia, dalle risate di O'Sullivan.
O'Sullivan perse la testa (e la pazienza) e finì per perdere l'incontro.
"Io ho uno stile diverso da Ronnie, che rimane un campione, ma io ho appunto battuto il campione del mondo. La gente può dire quello che vuole ma non mi importa.
Quando sto cercando concentrazione rallento il gioco ma non lo faccio intenzionalmente".
O'Sullivan comunque non se la prese con Ebdon.
"Peter ha fatto quello che si sentiva di fare".
Alla domanda sul perché avesse continuato a giocare quando aveva bisogno di 10 Snooker, O'Sullivan ha risposto: "Stavo solo cercando di trovare il ritmo per il frame successivo."
Per la cronaca, Murphy batterà 18-16 Stevens in finale.


IL CLAMOROSO RITIRO CONTRO STEPHEN HENDRY (2006)
Nel 2006, improvvisamente, durante un match dell'UK Championship O'Sullivan si ritira dalla partita contro Stephen Hendry.
L'ex campione del mondo era in svantaggio per 4-1, conduceva nel sesto frame di 24 punti ma mancata la rossa ha improvvisamente abbandonato la partita, dando la mano ad Hendry e all'arbitro Jan Verhaas, ritirandosi dal match e quindi dal torneo.
La federazione mondiale di Snooker gli inflesse una multa di 25.000 sterline.
"Chi mi conosce sa che sono un perfezionista.
Oggi ero così irritato con me stesso che ho perso la pazienza ed ho deciso di lasciare. Avrei voluto offrire a Stephen un avversario degno di questo nome e mi dispiace di non esserci riuscito" ha aggiunto.
"Sono anche molto dispiaciuto per i fan che sono venuti a vedermi giocare, non era mia intenzione deluderli e per questo mi scuso".

"Mi ha detto che ne aveva abbastanza e mi ha augurato buona fortuna" ha detto Hendry, che quindi si è aggiudicato il match per 9-1.
"Non voglio mentire, è una bella sensazione avanzare al prossimo turno ma io mi stavo divertendo giocando bene ed ovviamente avrei preferito vincere sul campo".
Hendry ed O'Sullivan si erano spesso scontrati in passato, ma lo scozzese ha precisato che non c'erano mai stati problemi tra i due.

Graeme Dott (che stava giocando contemporaneamente) poi disse "Non posso criticare qualcuno altro per questo, ma non avevo mai visto niente di simile. E' davvero strano."
"Ho sentito il trambusto, pensavo che ci fosse lotta, ho sentito qualcuno tra la folla gridare contro Ronnie".
"Se Ronnie è depresso o ha problemi sinceramente mi dispiace per lui e spero che si rimetta.
"Comunque molte persone hanno pagato fior di quattrini per vederlo giocare, c'è chi ha scommesso su di lui oggi o vincente del torneo".

Agli spettatori che avevano pagato per guardare le due sessioni del loro scontro è stato permesso di vedere la partita Dott-Davis con seguenti disagi per spostamenti da una parte della sala all'altra.

O'Sullivan, allora 31enne, era già un'anima tormentata: stava combattendo già una forma di depressione ed aveva già minacciato di smettere di giocare definitivamente in numerose occasioni.


LA PROTESTA E LA RINUNCIA DELLA SERIE PERFETTA: 147 (2016)
Impegnato nel primo turno del Welsh Open 2016 contro Barry Pinches, O'Sullivan rinuncia di proposito a stabilire il leggendario 147 (la serie perfetta, dove s'imbucano tutte le palline rosse alternandole solo con la nera più la serie finale delle altre colorate) centrando la rosa al posto della nera.
Il motivo? Per protesta contro il premio di questa speciale performance pari a "soli" 10 mila sterline.

"Dieci mila sterline sono troppo poche per un 147, la partita perfetta vale molto di più. Certo che conoscevo il premio da 10 mila sterline (circa 13 mila euro), ma secondo me non è un valore proporzionato all’impresa di riuscire a fare una serie perfetta. E’ come andare in una concessionaria Mercedes e sentirsi dire che una macchina vale solamente 3 mila sterline".

Episodio che ha suscitato scalpore tra i tifosi, ma anche gli addetti ai lavori.
“Certo non è un crimine, ma è comunque un gran peccato. I giocatori devono dare il buon esempio ai tifosi, anche da questo punto di vista. Non dare il massimo è una cosa inaccettabile, e irrispettosa nei confronti del pubblico” è il commento di Barry Hearn, capo della Federazione mondiale di Snooker.
C’è invece chi ha subito preso la palla al balzo e, complice un’abile mossa pubblicitaria, ha sfidato O’Sullivan a completare il celebre 147 (lui che in carriera l’ha già realizzato 13 volte in carriera, nessuno come mai nella storia, ma che gli manca addirittura dal dicembre 2014 durante l’UK Championship) in cambio di un assegno da 61 mila sterline.
“La prossima volta però non ti dimenticare la nera”, la sfida di Paddy Power, celebre bookmaker irlandese.
La risposta di O’Sullivan non si è fatta certo attendere: “Ti dirò di più se ci riuscirò donerò 11mila sterline a un’associazione benefica a vostra scelta”.



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