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giovedì 19 maggio 2016

Il Calcio Di Eric Cantona a Matthew Simmons: Storia e Motivi Del Gesto (1995)

«Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine»

Eric Cantona era un giocatore speciale, con un pessimo carattere: a 25 anni, nel 1991, stava per ritirarsi dal calcio professionistico a causa dell’ennesima squalifica rimediata per avere lanciato la sua maglietta contro l’arbitro.
Invece si trasferì in Inghilterra, dove con il Manchester United vinse poi quattro campionati in cinque anni diventando una “leggenda” della squadra.
Non a caso scelse il numero 7 di George Best (con tutto ciò che ne consegue non solo a livello calcistico ma anche caratteriale).
Prima di andare al Manchester Utd, Cantona fu acquistato dal Leeds, una delle squadre inglesi più forti di allora, con cui alla prima stagione in Inghilterra riuscì a vincere il campionato, nel 1992.
Alla fine della stagione, il Leeds lo cedette al Manchester United: Howard Wilkinson, manager del Leeds, disse che Cantona «non era pronto a tollerare le regole e i limiti validi per tutti gli altri».
Nelle prime due stagioni al Manchester United segnò 34 gol, aiutando la squadra a vincere per due volte di seguito la Premier League.
Cantona divenne rapidamente uno dei giocatori più forti in Europa: nel corso della stagione 1993-1994 segnò 25 gol e arrivò terzo nella classifica del Pallone d’Oro.


IL CALCIO A SIMMONS: TIFOSO DEL CRYSTAL PALACE
A metà della stagione 1994-1995, il Manchester United campione in carica si stava giocando la Premier League con il Blackburn di Alan Shearer.
Il 25 gennaio, il Manchester andò a giocare in casa del Crystal Palace: siamo quindi a Selhurst Park.
Il compito di marcare Cantona fu dato al 27enne difensore inglese Richard Shaw, noto per la sua irruenza e la sua marcatura aggressiva. John Salako, un ex calciatore del Crystal Palace, ricorda che durante quella partita Shaw «non diede tregua» a Cantona.
Iain Dowie, un altro ex giocatore del Crystal Palace, ricorda che Shaw era «il tipico difensore che ti prende per la maglietta. Poiché non era grossissimo, ti stava addosso, scalciava, si appendeva, spingeva, tirava, spintonava».
Alla fine del primo tempo, Cantona si lamentò con l’arbitro Alan Wilkie del fatto che Shaw non fosse ancora stato ammonito.
A tre minuti dall’inizio del secondo tempo, dopo un rinvio del portiere del Manchester United, Cantona si liberò dalla marcatura di Shaw tirandogli un calcio.
Wilkie si avvicinò a lui e lo espulse.
Cantona si avviò fuori dal campo, fermandosi nei pressi della panchina del Manchester United ma venendo ignorato da Ferguson.
Come detto il francese è appena stato espulso e un tifoso del Palace appena ventenne, Matthew Simmons, non si risparmia nell'offenderlo con tutto il repertorio classico normalmente udibile all'interno di uno stadio.
Il tifoso, abbandonata l’11esima fila dove sedeva abitualmente, corse verso il bordo del campo e a suo dire gli urlò “Sei fuori Cantona, doccia prima del tempo per te!”.
Altri, nelle vicinanze, sentirono parole diverse: “Torna al tuo paese, francese bastardo”.
Oppure il tizio aveva detto a Eric che la sera prima si era scopato sua madre e che lei era bravissima a succhiare il caxxo.
Oppure il tizio aveva detto a Eric che era obeso.
Oppure Eric aveva scambiato il tizio, per un francese, con cui i due avevano fatto a pugni in un bar nel 1989.
Oppure Eric si stava vendicando sui tifosi del Crystal Palace perché il suo bisnonno era stato ucciso da tre skinhead di quelle parti nel 1929 e lui aveva promesso al vecchio sul letto di morte che la famiglia Cantona avrebbe avuto la sua vendetta.
Ad ogni modo Cantona individua subito chi lo sta insultando e reagisce a modo suo: lo colpisce con un calcio in stile kung-fu.
Un gesto che fa il giro del mondo.
Cantona si rialza e sferra anche un pugno, prima di essere portato via a forza dal portiere Schmeichel, mentre da lontano arriva anche Paul Ince che si getta nella mischia e aggredisce un altro spettatore, il tutto sotto le bocche incredule degli altri tifosi lì vicino.
Fu un attimo, un attimo di “ordinaria follia”.
“Le persone ti dicono cose del genere, quando giochi, milioni di volte. Poi c’è quella volta che non lo accetti“.
Così Cantona giustificò il suo folle gesto.

“Tutto quello che vidi era che Eric era nei guai” disse Peter Schmeichel, all’epoca portiere dei Red Devils.

Uno dei difensori presenti, Gary Pallister, si disse “pietrificato”: “Non potevo credere a quello che avevo appena visto”.

La partita finì 1-1.
Simmons fu successivamente processato per aver insultato il francese e fu condannato a sette giorni di carcere, anche se uscì soltanto ventiquattro ore dopo la sentenza.
Cantona fu rinviato a giudizio ed il processo divenne un caso mediatico: condannato a due settimane di carcere, vide la sentenza ridotta in appello a 120 ore di servizio civile.
Ricevette una multa di 20mila sterlina e fu poi sospeso dalla Federcalcio inglese per nove mesi, fino all'ottobre successivo, e la squalifica costò il campionato allo United, che venne beffato da Blackburn di Shearer e Sutton (terzo campionato della loro storia).
Cantona ricorda ancora con orgoglio quell'episodio: "Ho avuto un sacco di momenti belli nella mia vita, ma il migliore è stato senza dubbio quando diedi il calcio a quell'hooligan".
Un pensiero forte, sicuramente esagerato, ma che in decenni in cui il calcio inglese era angustiato e sottomesso dai comportamenti violenti di una certa frangia di tifosi, assunse un significato simbolico impressionante.


IL TIFOSO SCALCIATO SIMMONS ARRESTATO NEL 2011 PER RISSA
Nel 2011 il tifoso scalciato Simmons tornò agli onori della cronaca, comparendo dinnanzi alla Kingston Crown Court di Londra per rispondere di un’accusa di rissa durante una partita di calcio giovanile.
Come riportarono Daily Express e Sun, citando le parole del pubblico ministero Michael Logsdon, pare che Simmons nutrisse del rancore nei confronti di Stuart Cooper, l’allenatore della squadra in cui giocava suo figlio, per aver escluso il ragazzo dalla formazione apparentemente dopo aver saputo che il padre era stato coinvolto nell’incidente con Cantona.
Il siluramento del ragazzino sarebbe quindi stato all’origine del cattivo sangue che si era venuto a creare fra i due nel corso degli ultimi 6 anni e che è poi culminato con l’aggressione sul campo di calcio, avvenuta ad agosto 2011, durante un’amichevole fra una selezione Under 14 e una Under 15, dove giocava anche il figlio dell’accusato.
A quanto è emerso, Simmons avrebbe colpito Cooper con “una raffica di pugni al viso, alle braccia e al petto”, sotto lo sguardo attonito dei 30 giovani giocatori e degli adulti che stavano assistendo alla gara.
Al termine del feroce assalto, l’allenatore aveva il naso sanguinante e un occhio nero ed era pieno di lividi: ferite che lo hanno anche costretto a rimanere una settimana a casa dal lavoro.


CANTONA CHE RITORNA SULL'EPISODIO
Nel 2014 Crystal Palace e Manchester Utd si reincontrano.
Ovviamente Cantona non c'è più: è un'altra epoca.
Si è ritirato da quasi 20 anni.
I tifosi del Manchester Utd però ricordano l'accaduto indossando una maschera in suo onore.
Nel 2016, 21 anni dopo (a FourFourTwo), Cantona ricorda l'episodio di Londra rincarando la dose: "Sono atterrato in piedi. E’ per questo che sono andato a dargli anche un pugno. Ma non gli ho dato un pugno abbastanza forte. Avrei dovuto darglielo più forte".
L'ex giocatore francese rivela di non aver mai rivisto l'episodio in video: "Tanto sapevo quello che avevo fatto. La mia piccola casa venne invasa dai giornalisti, bloccavano la luce del sole. Mi rendevo conto da solo cosa stesse succedendo. Fu un dramma, ma io sono un attore. La Nike è stata in grado di approfittare del mio carattere, e io ho fatto tutto alla grande".


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