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venerdì 13 gennaio 2017

Graham Taylor, Le Long Ball e Il Miracolo Watford

Graham Taylor si è spento il 12 gennaio 2017, all'età di 72 anni.
Forse un attacco di cuore.
Di lui si ricorda soprattutto la grande cavalcata con il Watford, portato in Europa nel giro di 5 anni, partendo dalla quarta serie.
O ancora la finale persa di FA Cup 1984 contro l'Everton.
Ma prima di andare al Watford altrettanto buoni erano stati i risultati con il Lincoln City e in seguito con l'Aston Villa.
Invece la sua parentesi con la nazionale inglese fu un po' deludente (1990-1993).
Fu tra i primissimi manager inglesi a mettere da parte lo stile, in favore della sostanza.
Inoltre fu tra i promotori di un "Kick And Rush" evoluto, più moderno diciamo, fatto comunque di un notevole pressing per un gioco comunque sempre offensivo.
Precisione, equilibrio, intelligenza.
Il piano di gioco di Taylor era lanciare la palla in avanti nell'area avversaria oppure lateralmente verso una delle due ali.
Calcio magari non per puristi ma ben studiato quindi redditizio e difficile da neutralizzare per le difese.

Graham Taylor: "La gente parla di gioco diretto, quello che dico è che ci sono solo due modi di passare la palla: per qualcuno negli spazi o direttamente sui piedi/sul corpo.
Se si passa sempre negli spazi si perde il possesso, se si passa la palla a qualcuno non la si darà agli avversari, avere un approccio diretto vuol dire avere il giusto equilibrio.
Gioco diretto non vuol dire buttare ogni pallone in avanti, si tratta invece di sfruttare gli spazi più di quanto si farebbe passando la palla sui piedi.
Il gioco diretto predilige passare la palla negli spazi piuttosto che ai compagni ma ho usato la parola passare, non Kick And Rush, passare la palla"


IL MIRACOLO WATFORD
Nel 1977 un 32enne Graham Taylor, diviene allenatore del Watford in quarta divisione (manager precocissimo se consideriamo che allenava il Lincoln da 5 anni!).
Leggenda vuole che la società sceglie Taylor per un piano assolutamente folle: portare il Watford in Europa.
Negli anni 70, Taylor propone una versione evoluta della "Long Ball".
Secondo Stan Cullis ed Herbert Chapman, è impossibile per una squadra arrivare al successo se tutto quello che i giocatori fanno è lanciare la palla in avanti a caso.
Taylor non la pensa così.
Viene impiegato Charles Hughes come consulente che, insieme a Charles Reep, fu tra i primi a mettere a punto un approccio matematico, basato su dati e statistiche per scegliere la strategia di gioco migliore.
Le conclusioni a cui Hughes e Reep giunsero è che la maggior parte dei gol segnati nelle partite era preceduto da tre o meno passaggi, ciò in poche parole la palla lunga era la tattica più redditizia.
Diretti, disciplinati, corsa, pressing, sudore e ben messi in campo: questo era il Watford voluto da Taylor.

“Il nostro stile era basato sul pressing. Così, anche se il terzino destro era in possesso del pallone nella sua metà campo, noi andavamo a pressarlo. 
Giocavamo un calcio ad alto ritmo, perciò dovevamo essere in perfetta condizione fisica. 
Quando il punteggio è sullo 0-0 con tre o quattro minuti da giocare, i giocatori che fanno? 
Lanciano la palla in avanti e i giocatori cercano il pallone. 
Ma allora perché non farlo dai primi minuti, se i giocatori sono in perfetta forma?”

Introduce il 4-4-2, anticipando forse anche Sir Alf Ramsey.
Alla prima stagione, il Watford domina la Fourth Division, che vince con 71 punti, 11 in più della seconda, il Southend United.
È il record assoluto per la divisione, a tre dal primato in Football League fatto registrare dal Lincoln City, allenato sempre da Taylor, nel 1975-76.
Quell’anno segna una serie di altri primati per la storia del club: maggior numero di vittorie sia totali (30) che in casa (18) che in trasferta (12) e maggior numero di gol segnati fuori casa (42).

Ian Bolton: "Quando sono arrivato al Watford, Graham Taylor portava con sé un grande libro di tattiche. 
Il concetto base era che se la palla era nella metà campo avversaria, loro non potevano segnare ma noi sì. 
Taylor guardava quanti tiri e quanti cross riuscivamo a fare, perché se non attacchi non tiri e se non tiri non segni"

Luther Blissett: "Quello che Taylor ha portato era un pensiero semplice: giocare in base alle nostre forze. E la forza della nostra squadra erano gli attaccanti e le ali. 
Perciò quello che la squadra cercava di fare era portare il pallone in zone da cui potevamo segnare. 
Ogni nostra partita era eccitante da guardare e da giocare perché giocavamo sempre per vincere. 
Contro di noi i difensori dovevano sempre essere concentrati al massimo e spesso non ci riuscivano. 
In più, non sempre capivano quello che avremmo cercato di fare e dunque non sapevano esattamente cosa fare per fermarci" 

Nella stagione successiva il Watford si ripete.
Grazie ai gol di Ross Jenkins, capocannoniere con 29 reti, gli Hornets ottengono la seconda promozione consecutiva.
Il tris immediato non riesce.
La prima stagione di Second Division si conclude con una salvezza tranquilla, con 7 punti di vantaggio sul Fulham, la prima retrocessa.
Il dichiarato obiettivo di arrivare in First Division non riesce nemmeno l’anno successivo.
Il Watford gioca bene ma non va oltre il nono posto, a 43 punti, 7 in meno dello Swansea, che chiude terzo e aggancia l’ultimo posto utile per la promozione.
Ma alla terza stagione consecutiva in Second Division gli Hornets volano nell’élite del calcio inglese. Vincono 23 partite su 42, chiudono secondi con 80 punti grazie ai 25 gol di Blissett, al genio di John Barnes e alla velocità di Nigel Callaghan.
Il 4-4-2 è il modulo principale ma si ricorda anche il 4-2-4 e il 3-4-3.
Una squadra così offensiva creava problemi ai centrocampisti offensivi avversari: seguire terzini e ali arretrando o lasciarli liberi?
Al debutto in First Division il Watford vince 2-0 contro l’Everton.
Alla seconda, arriva anche la prima vittoria in trasferta, 4-1 sul campo del Southampton.
In Coppa di Lega nel 1980 gli Hornets sono capaci di passare il turno vincendo 7-1 in casa dopo aver perso 4-0 all’andata.
Il Watford segna, domina e diverte.
Alla quinta giornata, il 12 settembre, arriva il quarto successo nelle prime cinque giornate: 3-0 al West Bromwich, con doppietta di Blissett e gol di Les Taylor.
Il Watford è in testa alla classifica.
Il 25 settembre 1982 è una data che i tifosi degli Hornets non dimenticano facilmente.
Il Watford batte il Sunderland 8-0: è la vittoria più larga nella storia del club, che arriva nella settima partita della sua storia in First Division.
Stampa e media si accorgono del Watford, dopo la vittoria a WHL contro il Tottenham per 0-1 (ben 19 calci d’angolo).
La vittoria finale è accompagnata da insulti e critiche.
Taylor e Jackett sono di tackle pericolosi su Hoddle e company.
Burkinshaw, manager del Tottenham, dichiara: “Io non giocherò mai come loro”.
Dopo 3 settimane il Watford si impone 4-2 ad Highbury sull’Arsenal di Don Howe.
“Da quanto tempo” si chiederà Taylor a fine partita, “i tifosi non vedevano sei gol ad Highbury?”. Almeno dagli anni 50.
Dicembre è chiuso con gli Hornets al sesto posto.
A febbraio gli Hornets vincono a Swansea, che hanno impiegato un anno meno del Watford a passare dalla Division 3 alla Division 2.
Dopo qualche pareggio,a a febbraio arriva il successo interno sull’Aston Villa, campioni d’Europa in carica.
In primavera il Watford continua a dare spettacolo in casa: 5-2 al Luton, 5-3 al Notts County, ma fa molta fatica in trasferta.
Il 19 aprile il Liverpool si diventa matematicamente campione d’Inghilterra, ma gli Hornets possono ancora inseguire l’Europa.
All’ultima giornata il Watford affronta in casa i neo-campioni allenati da Bob Paisley, il manager di maggior successo nella storia del campionato inglese, che in 9 anni ad Anfield ha vinto sei campionati, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Uefa e tre Coppe di Lega.
Dopo 49 minuti il Watford è avanti 2-0.
Il gol di Johnston, di testa, non oscura la festa.
Il Watford chiude al secondo posto, in quello che è ancora oggi il miglior piazzamento di sempre della squadra.
Dall'inferno al first division e poi all'Europa, in soli 5 anni.



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