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lunedì 6 febbraio 2017

Quando Il Terreno Da Calcio è Rovinato Di Proposito: Fango, Pioggia, Buche e Sabbia

Storicamente, a livello calcistico, sono state tante le furbate di avversari inferiori che hanno provato a fermare in qualche modo gli avversari più quotati.
Come si sa, campi fangosi, distrutti di proposito, ridotti nelle dimensioni, bagnati/non bagnati, favoriscono gli avversari tecnicamente inferiori.
Banalmente una partita di Calcio su un campo regolare, avrà un certo esito.
Se questa stessa partita di Calcio viene giocata sul ghiaccio o su una laguna di fango, il divario tecnico si azzera o quasi.
Ovviamente ci sono delle regole che vietano di fare ciò che si vuole ma c'è chi, di tanto in tanto, ci prova fornendo terreni di gioco al limite della praticabilità.
Vediamone i più noti e curiosi.


ALESSANDRIA (ANNI 40 E 50)
L'Alessandria, club che sino agli anni 50 ottenne buoni risultati in campionato italiano, anche nelle torride ed afose estati giocava su terreni pesantissimi: per sfruttare meglio le doti dei propri giocatori, il campo veniva infatti bagnato prima delle partite ed anche i tifosi aiutavano a gettare secchiate d’acqua sull’erba per creare il pantano.
Fu così in occasione di quel 7 luglio 1946 quando i Grigi sconfissero 5-0 la Reggiana e ritornarono in Serie A.
Ma fu così anche più avanti, nelle gare di un’altra esaltante promozione dalla C alla B, quella maturata al termine del campionato 1952-‘53: praticamente tutte le “big” italiane caddero al “Moccagatta”.
Il Grande Torino di Grezar, Gabetto e Mazzola venne umiliato il 19 gennaio 1947: 2-0 con reti di Bertoni e Stradella.
Pochi giorni dopo, il 23 febbraio 1947: Alessandria-Juvents 2-0, reti di Rosso e Pietruzzi.
L’asso di Litta Parodi sradicò la palla da una pozza di fango e fulminò il portiere Sentimenti IV.
Poi Alessandria-Roma 4-0 il primo gennaio 1948.
Nel torneo dell’ultima promozione in A dei Grigi, il 1956-‘57, ottenuta dopo lo spareggio contro il Brescia a San Siro, l’Alessandria trafisse al “Moccagatta” la capolista Verona.
Il 20 settembre 1959 ancora al “Moccagatta”, prima giornata del campionato di Serie A, tre reti dell’ala oriunda Juan Carlos Tacchi misero al tappeto il Milan campione d’Italia.
Per onor del vero va comunque ricordato che ai tempi, i terreni di gioco erano molto pesanti più o meno ovunque però forse ad Alessandria se ne approfittavano rendendoli ancora più pesanti.


MALTA-INGHILTERRA (QUALIFICAZIONI EUROPEE 1971)
Era il 3 febbraio 1971 e fu uno dei primi casi, palesi, in cui una squadra, provò a sabotare gli avversari.
I maltesi seguivano molto il calcio inglese (ancora oggi è il torneo più seguito) ed ai tempi erano tutti tifosi di Manchester United, Ipswich Town, Tottenham Hotspurs, Liverpool, Arsenal, Norwich e compagnia.
Quel mercoledi si giocava allo Gzira Stadium che poteva contenere 15mila spettatori (anche se ce n'erano 30mila).
I cancelli vennero aperti ben prima del fischio d'inizio e la zona antistante dello stadio fu chiusa (traffico limitato).
La stampa inglese aveva caricato molto il match prima dell'inizio, tant'è vero che il clima nello stadio era abbastanza caldo.
E' una partita di cui sull'isola di Malta si parla ancora oggi, eletti ad eroi, nonostante la sconfitta per 0-1.
A deciderla fu Peters.
Fu eletta sull'isola di Malta come "Il match del secolo".

L'Inghilterra schierava una squadra di tutto rispetto:
Banche (Stoke)
Reaney (Leeds)
Hughes (Liverpool)
Mullery (Spurs)
McFarland (Derby)
Hunter (Leeds)
Ball (Everton)
Chivers (Spurs)
Royle (Everton)
Harvey (Everton)
Peters (Spurs)
Alan Mullery, capitano dell'Inghilterra quel giorno, ricorda bene la gara ma non necessariamente per la vittoria: "Il campo da gioco era piccolo perchè era stato ristretto, ma fu il terreno che mi lasciò colpito. Era stato coperto di sabbia e c'era a malapena qualche filo d'erba su di esso.
Sopra molle e sotto molto duro.
E' stato qualcosa che non avevamo mai incontrato prima. Avevamo giocato già in passato su campi fangosi, ma mai su uno totalmente coperto di sabbia"

Le lamentele di Mullery trovarono conferma al ritorno, visto che l'Inghilterra vincerà 5-0, praticamente non facendo mai vedere la palla ai maltesi.


GERMANIA OVEST-POLONIA (MONDIALE 1974)
La scelta d'irrigare il campo o comunque di modificarne le caratteristiche dell'erba è un qualcosa che si perde dalla notte dei tempi.
Si ricordi anche questa partita, semifinale del mondiale 1974, giocata a Francoforte dove nonostante una pioggia battente che aveva anticipato il match i tedeschi bagnarono ulteriormente il campo per renderlo più pesante (i polacchi ai tempi avevano una squadra molto tecnica).
La decise Gerd Muller al 75esimo.


MILAN-BARCELLONA (CHAMPIONS LEAGUE 2012)
Il Milan riuscì a tenere la porta inviolata portando a casa lo 0-0.
In compenso la figuraccia la fece tutto il calcio italiano per colpa delle pessime condizioni del campo del Meazza, che indusse il Barcellona a presentare una formale protesta all'UEFA.
Il terreno rizollato è pericoloso e costituisce un ostacolo allo spettacolo.
Gli scivoloni di Messi provocarono un incidente diplomatico.
Il Barça ritenne che il Milan abbia disatteso l'accordo di bagnare il campo, preso prima della partita, e lo fece presente all'UEFA.
Alves ("un campo di patate") e Piqué ("non riescono proprio a risolvere il problema, meno male che adesso si giocherà su un bel campo, il nostro: lì la differenza la faremo noi con la nostra tecnica").
In seguito arrivò la replica da via Turati alla protesta ufficiale inoltrata alla UEFA dal Barcellona: "L'innaffiatura del campo, da farsi entro un'ora prima dell'inizio della partita come concordato nella riunione organizzativa di ieri mattina e come da Regolamento della Uefa Champions League al punto 14.15, non è stata effettuata viste le condizioni di elevata umidità del campo stesso. Le condizioni generali del campo, sul quale il Barcellona si era regolarmente allenato la sera prima senza sollevare alcun problema, sono state ritenute idonee sia dagli arbitri sia dai Delegati UEFA nel corso del sopralluogo di ieri mattina".


ATLETICO MADRID-BARCELLONA (SUPERCOPPA SPAGNOLA 2013)
Un qualcosa di analogo succede l'anno dopo in Supercoppa di Spagna, quando nuovamente il Barcellona si lamenta a seguito del match (finito 1-1) contro l'Atletico Madrid, Xavi dice: "L'Atletico non ha bagnato il campo".
Intervenuto ai microfoni della stampa al termine della gara, Xavi ha espresso un certo disappunto verso il campo del Vicente Calderon, che non era stato bagnato prima della gara: "E' stata una partita difficile in un campo asciutto. Non ci hanno lasciato spazio, abbiamo provato in tutti i modi ma loro non avevano bagnato il campo e questo non ci ha permesso di far muovere velocemente il pallone.
Al ritorno giocheremo sul nostro campo che sarà bagnato, sarà un vantaggio per noi.
Il risultato è comunque positivo per noi".


MALMO-REAL MADRID (CHAMPIONS LEAGUE 2015)
Cambiando un po' strategia, gli svedesi del Malmo studiarono un accorgimento per rendere meno comoda la vita degli spagnoli: il campo venne ristretto di quasi un metro per lato (2 metri in totale da ambo i lati).
Nelle partite internazionali, la FIFA stabilisce che il campo deve avere una lunghezza compresa tra 100 e 110 metri, e una larghezza tra 64 e 75.
Nell'idea degli svedesi, il fatto che gli attaccanti madridisti avrebbero avuto meno spazio per i loro fraseggi e i difensori di casa meno terreno da coprire.
Sul campo dello Swedbank Stadion, era perfettamente visibile la vecchia striscia coperta con l’arretramento di quella nuova.
Uno stratagemma, insomma, per provare a fermare la squadra ai tempi allenata da Benitez che si presentava in Svezia senza Gareth Bale, Sergio Ramos, Pepe e Danilo ma con un Cristiano Ronaldo ansioso di ritrovare la strada del gol dopo tre partite a secco.
Finirà 0-2 (8-0 per gli spagnoli al ritorno).


BLACKPOOL
In Italia, sia in A che nelle serie inferiori, avere campi in pessime condizioni è la regola.
A volte non si tratta neanche di furbizia (anche se probabilmente c'è chi ci marcia sopra) ma proprio di campi mal curati, per questo sarebbe inutile citare gli innumerevoli esempi.
In Inghilterra invece i campi sono sempre perfetti, anche se ci sono pochissime eccezioni, tipo Bloomfield Road del Blackpool.
Un vero e proprio terreno di gioco che sembra esser direttamente uscito dagli anni 40, 50, 60 e 70.
Un "bagno" di fango ricopre la superficie del terreno di gioco di Bloomfield Road, spesso circondato da vere e proprie buche.
È interessante notare, che il Blackpool negli anni (soprattutto a gennaio) utilizza il suo terreno di gioco per sessioni di allenamento della prima squadra, peggiorando così lo stato della superficie di gioco.
Molti hanno definito il campo una "fattoria", altri una "palude", altri ancora dicendo che è il "campo da calcio peggiore che abbiano mai visto".


WIGAN
Un altro campo inglese, storicamente in pessime condizioni, è il JJB Stadium di Wigan.
Generalmente è al suo peggio tra dicembre e gennaio.
Oltre ad una mancanza di cura e alle condizioni atmosferiche, ad influenzare ciò il fatto che oltre a giocarci la squadra di calcio, ci sono anche i Wigan Warriors (club d'elite del Rugby League).
Dave Whelan presidente del Wigan, ormai stanco delle critiche, in tempi recenti ordinò ai Warriors di spostare la loro partita di coppa dal Venerdì al Lunedi.
Il JJB, per via delle buche, venne più volte paragonato ad un "tavolo da biliardo".


BARNET
Da citare anche Underhill del Barnet.
Qui non si tratta di un terreno di gioco in pessime condizioni, nè di campi ristretti, nè di erba irregolare...semplicemente di un campo in discesa/salita!
Si, proprio così.
Il Barnet ha sede nel quartiere londinese High Barnet, nel nord di Londra.
Sempre avari di gloria e di successi, a render noto il club appunto il suo stadio: l’Underhill Stadium (6.200 spettatori), la cui straordinarietà sta come detto nell’avere il campo in discesa: "Un dislivello di parecchie decine di centimetri, ma nessuno s’è mai lamentato perché all’intervallo si cambia e tutti giocano 45’ in salita e 45’ in discesa".



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