Per anni Hapoel Tel Aviv e Maccabi Tel Aviv sono stati considerati i primi due club di pallacanestro israeliana.
I derby tra le due squadre sono stati sempre considerati come match prestigiosi, spesso però accompagnati da un clima di odio tra le due tifoserie che si traducono in atti di violenza reciproca e teppismo.
La tensione tra i due club ha raggiunto il suo apice nella decade 1980.
Durante questo periodo si sono incontrati più volte in finale play-off di campionato e coppa.
Probabilmente l'incontro più celebre fu la finale del League Championship disputata nel mese di aprile del 1985.
Grazie a Mike Largey, l'Hapoel Tel Aviv vinse la prima partita in modo convincente.
Largey giocò sempre bene contro il Maccabi Tel Aviv battendolo 5 volte in 4 anni.
Prima del suo arrivo, Hapoel Tel Aviv non batteva il Maccabi Tel Aviv da 17 partite di fila.
Nella seconda partita ad inizio secondo tempo, dopo che il gioco si era fermato per un fallo, Motti Aroesti del Maccabi infilò la mano in faccia a Largey.
Largey rispose immediatamente gettando Aroesti a terra.
Successivamente, entrambi i giocatori vennero espulsi dalla partita e sospesi automaticamente da gara 3.
Largey era molto importante per l'Hapoel Tel Aviv, infatti dopo di ciò il Maccabi Tel Aviv vinse gara 2 e 3. Ancora oggi, la maggior parte dei tifosi dell' Hapoel Tel Aviv sono convinti che il Maccabi Tel Aviv escogitò questa provocazione di proposito.
ANNI SUCCESSIVI: TANGENTI E POLEMICHE
Nel corso degli anni il Maccabi Tel Aviv rafforzò la sua posizione dominante nel basket israeliano e il suo status di campioni quasi eterni.
I tifosi dell'Hapoel accusarono i rivali di vari illeciti, comprese l'offerta tangenti per gli arbitri, la firma dei contratti con i giocatori rivali durante la stagione regolare e i playoff e la ricezione di tanti fondi dalle televisioni di Stato per i diritti tv.
Queste accuse, tuttavia, non vennero mai dimostrate.
Con il declino dell'Hapoel negli ultimi anni le partite tra le due squadre son diventate un po a senso unico. Questo, naturalmente, ha portato solo al rafforzamento di odio e ripetuti atti di violenza tra i tifosi.
OLOCAUSTO ED INSULTI
Arriviamo agli anni recenti quando i tifosi dell'Hapoel Tel Aviv augurarono a squarciagola un olocausto a quelli del Maccabi(2006).
Passano altri sei anni e le due squadre si ri-affrontano nuovamente.
"Non c'è spazio per cori simili anche all'interno di una rivalità" disse Guy Pnini alla vigilia.
"So qual è il limite tra ciò che è lecito e ciò che non lo è".
Ventiquattr'ore dopo, lo stesso giocatore, capitano del Maccabi e nazionale israeliano, avrebbe usato altre parole sul parquet, etichettando l'avversario come nazista ed augurandogli malattie a lui e alla sua famiglia.
Il destinatario degli insulti era Jonathan Skjoldebrand, israeliano anche lui, ma biondo e di origini svedesi.
La vittima delle offese non reagì al momento: "Pensavo di non aver sentito bene, ma lui ha ripetuto continuamente", poi ha immediatamente riferito l'episodio ai dirigenti del suo team.
Infine sono state le telecamere a fare giustizia e a diffondere in giro per il mondo il virgolettato di Pnini pronunciato a 1'43" dal termine del terzo quarto, quando la sua squadra conduceva ampiamente sui rivali.
Il Maccabi, aprì immediamente un'indagine prendendo provvedimenti: sospensione a tempo indeterminato del giocatore cui è stata tolta la fascia di capitano e multa di circa 26 mila dollari.
Dalla federazione al coach della nazionale, tutti si sono espressi contro Pnini.
Il giocatore, dopo aver inizialmente cercato di giustificarsi asserendo che la sua era stata una reazione a un aggressione fisica e verbale subita da Skjoldebrand durante il match, ha rilasciato un messaggio pubblicato sul sito del Maccabi, dove ha ammesso che il suo è stata un gesto deprecabile: "Mi vergogno. Voglio chiedere scusa a Jonathan, alla sua famiglia e ai tifosi del Maccabi. Chiedo scusa anche alla mia famiglia che è stata vittima dell'Olocausto".
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
Visualizzazioni totali
venerdì 31 ottobre 2014
La Rivalità Tra Maccabi ed Hapoel Tel Aviv (Basket Israeliano)
Sospesa Turk Telekom v BNEI Hasharon (Eurocup 2008/09)
Il 6 gennaio 2009 la partita di basket di Eurocup tra la squadra turca del Türk Telekom e la squadra israeliana del Bnei Hasharon venne sospesa dopo che i tifosi turchi in segno di protesta, contro l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, iniziarono a lanciare di tutto in campo.
L'arbitro decise la sospensione del match ed ordinò ai giocatori di tornare nello spogliatoio dopo che centinaia fan del Türk Telekom hanno iniziato ad intonare "Israele, assassini!" e "Dio è grande" nel palazzetto dello sport di Ankara.
Ovviamente anche i giocatori del Türk Telekom rientrarono negli spogliatoi in mezzo al frastuono generale. Tifosi turchi lanciarono monete ed altri oggetti contro i giocatori israeliani, anche un ventilatore che colpì la scarpa di alcuni giocatori israeliani, la polizia usò scudi antisommossa per proteggerli.
Inoltre un gruppo di cittadini riuniti in precedenza al di fuori del palazzetto dello sport protestò dando alle fiamme una bandiera israeliana.
La squadra israeliana partì presto da Ankara tramite l'aeroporto Esenboða verso Istanbul, con misure di sicurezza rigorose, per prendere il volo per Tel Aviv dall' Istanbul Ataturk Airport.
Nel frattempo, la stampa israeliana etichettava la sospensione della partita come "Giornata di terrore in Turchia per il Bnei Hasharon".
Il capitano del Bnei Hasharon, Meir Tapiro, disse che i giocatori erano molto spaventati.
"Hanno gettato scarpe, accendini, bottiglie d'acqua. Siamo stati rintanati nello spogliatoio con la protezione della polizia ", ha detto Tapiro alla tv israeliana.
Gli israeliani inoltre si arrabbiarono molto per la probabile vittoria a tavolino del Türk Telekom(che poi arriverà) per essersi rifiutati di giocare(la polizia aveva comunque evacuato l'arena).
Il presidente Eldad Akunis disse che la decisione sarebbe stata scandalosa:
"In un clima del genere, era praticamente impossibile giocare. I giocatori erano solo preoccupati per la loro sicurezza ", disse Akunis.
Tuttavia una settimana dopo arriverà la notizia della vittoria per 20-0 dei turchi.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
mercoledì 29 ottobre 2014
Giocatori Britannici Che Hanno Giocato In Spagna (Liga)
Inglesi
1934=Horace Lowe(Real Sociedad)
1935=Georges Green(Espanyol)
1979=Laurence Cunningham(Real Madrid, Sporting Gijon)
1982=Peter Barnes(Betis)
1986=Gary Lineker(FC Barcelona)
1987=Sammy Lee(Osasuna)
1987=Raphael Meade(Betis)
1988=Adrian Heath(Espanyol)
1990=Dalian Atkinson(Real Sociedad)
1990=Kevin Richardson(Real Sociedad)
1999=Mark Draper(Rayo Vallecano)
1999=Steven McManaman(Real Madrid)
2000=Stan Collymore(Oviedo)
2000=Vincent Samways(Las Palmas, Sevilla)
2003=David Beckham(Real Madrid)
2004=Michael Owen(Real Madrid)
2004=Jonathan Woodgate(Real Madrid)
2009=Jermaine Pennant(Zaragoza)
2013=Charlie I'Anson(Elche)
2019=Kieran Trippier(Atletico Madrid)
Gallesi
1986=Mark Hughes(FC Barcelona)
2013=Gareth Bale(Real Madrid)
Irlandesi
1984=Alan Campbell(Racing Santander)
1986=Liam Buckley(Racing Santander)
1986=Michael Robinson(Osasuna)
1988=Kevin Moran(Sporting Gijon)
1989=John Aldridge(Real Sociedad)
1989=Ashley Grimes(Osasuna)
2004=Ian Harte(Levante)
2008=Steve Finnan(Espanyol)
Nord Irlandesi
1983=Gerry Armstrong(Mallorca)
1987=Jim Hagan(Celta Vigo)
Scozzesi
1948=Jack Watson(Real Madrid)
1984=Steve Archibald(FC Barcelona)
1987=Ted McMinn(Sevilla)
2012=Alan Hutton(Mallorca)
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
1934=Horace Lowe(Real Sociedad)
1935=Georges Green(Espanyol)
1979=Laurence Cunningham(Real Madrid, Sporting Gijon)
1982=Peter Barnes(Betis)
1986=Gary Lineker(FC Barcelona)
1987=Sammy Lee(Osasuna)
1987=Raphael Meade(Betis)
1988=Adrian Heath(Espanyol)
1990=Dalian Atkinson(Real Sociedad)
1990=Kevin Richardson(Real Sociedad)
1999=Mark Draper(Rayo Vallecano)
1999=Steven McManaman(Real Madrid)
2000=Stan Collymore(Oviedo)
2000=Vincent Samways(Las Palmas, Sevilla)
2003=David Beckham(Real Madrid)
2004=Michael Owen(Real Madrid)
2004=Jonathan Woodgate(Real Madrid)
2009=Jermaine Pennant(Zaragoza)
2013=Charlie I'Anson(Elche)
2019=Kieran Trippier(Atletico Madrid)
Gallesi
1986=Mark Hughes(FC Barcelona)
2013=Gareth Bale(Real Madrid)
Irlandesi
1984=Alan Campbell(Racing Santander)
1986=Liam Buckley(Racing Santander)
1986=Michael Robinson(Osasuna)
1988=Kevin Moran(Sporting Gijon)
1989=John Aldridge(Real Sociedad)
1989=Ashley Grimes(Osasuna)
2004=Ian Harte(Levante)
2008=Steve Finnan(Espanyol)
Nord Irlandesi
1983=Gerry Armstrong(Mallorca)
1987=Jim Hagan(Celta Vigo)
Scozzesi
1948=Jack Watson(Real Madrid)
1984=Steve Archibald(FC Barcelona)
1987=Ted McMinn(Sevilla)
2012=Alan Hutton(Mallorca)
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
La Rivalità Tra Detroit Red Wings e Colorado Avalanche (Bloody Wednesday)
In Gara 6 delle Finali di Western Conference del 1996 tra Colorado Avalanche e Detroit Red Wings erano sorte numerose rivalità ed atriti tra le due squadre.
Come giusto che fosse visto che stiamo parlando delle due franchigie più forti dell'epoca.
In particolare i Red Wings non avevano digerito la devastante carica che Claude Lemieux, in gara 6 di quella serie, aveva inflitto a Kris Draper: Lemieux aveva caricato da dietro Draper schiacciandolo contro la balaustra.
Draper in conseguenza della botta ricevuta/data aveva dovuto operarsi alla mandibola fratturata, si era rotto il naso ed aveva riportato un trauma cranico e numerose escoriazioni.
BRAWL IN HOCKEYTOWN: BLOODY WEDNESDAY 1997
Il 26 marzo 1997 alla Joe Louis Arena di Detroit, i Colorado Avalanche e i Detroit Red Wings si stanno preparando ad affrontare gli imminenti playoff.
Tra le due squadre non corre buon sangue dopo che la stagione precedente Colorado aveva messo a dura prova Detroit in un'infuocata serie finale di Conference.
Tornando al 1997, quella stagione Colorado e Detroit si erano incontrate/scontrate 3 volte e gli Avalanche avevano sempre vinto.
Con questo pesante passivo da recuperare, il 26 marzo i Red Wings scesero sul ghiaccio sapendo che in questo “quarto round” dovevano assolutamente riscattarsi.
Tutta l’HockeyTown chiedeva a gran voce che l’onta delle sconfitte venisse lavata via, basti pensare che in occasione di quella partita il quotidiano “The Detroit News” pubblicò un immagine di Lemieux con la scritta “Wanted”, come se si trattasse di un pericoloso ricercato al tempo del Far West.
Dopo neanche 5 minuti di gioco, con Colorado che conduceva già 1-0, Jamie Pushor (Detroit) e Brent Severyn gettarono a terra i guanti e si affrontarono.
Poi a circa metà del primo periodo fu la volta di Rene Corbet (Colorado) e Kirk Maltby (Detroit).
A 1’ 38” dal primo tempo, scoppiò l’inferno: Igor Larionov (Detroit) e Peter Forsberg (Colorado) diedero il via alle danze, poi il tough-guy dei Red Wings Darren McCarty decise che era giunto il momento di vendicare la carica subita da Draper, prendendo a pugni e ginocchiate Lemieux che si chiuse a riccio nella, da allora, famosa "posa a tartaruga".
Nel dopo partita McCarty, intervistato dal Denver Post, spiegò che l’attacco a Lemieux non fu qualcosa di premeditato: “I ragazzi erano tutti in campo e ognuno si deve prendere un avversario, no?
Lemieux era il più vicino e lì per lì non mi sono nemmeno accorto che fosse lui”.
Patrick Roy, da molti considerato il più grande portiere NHL di tutti i tempi, rispettò le leggi non scritte dell’hockey e si diresse a centro ghiaccio dove con il portiere di Detroit Mike Vernon diede vita a quella che è diventata una scazzottata leggendaria.
Il tutto davanti a una folla 19.983 persone letteralmente impazzita per quello che stava succedendo in pista
E siamo solo nel primo periodo.
4 secondi dopo l’inizio del secondo periodo, Brendan Shanahan e il difensore di Colorado Adam Foote si scontrarono. Pochi minuti dopo le cose degenerarono di nuovo quando Severyn e il giocatore di Detroit Aaron si attaccarono mentre Mike Keane (Colorado) si scambiava pugni con Tomas Holmstrom.
Ancora una manciata di minuti e McCarty e Adam Deadmarsh non riuscirono a resistere dal gettare i guanti a terra.
A metà del secondo periodo, l’epilogo: Pushor e Uwe Krupp (Colorado) conclusero le ostilità con quella che fu l’ultima rissa della serata.
A questo punto gli Avalanche stavano conducendo per 3-2, e alla fine del secondo periodo il risultato era di 4-3 sempre per Colorado.
Valeri Kamensky, a pochi minuti dall’inizio del terzo periodo, incrementò ulteriormente il vantaggio degli Avalanche (5-3).
Poi a 8:27 minuti la rete di Martin Lapointe riaccese le speranze di Detroit che a soli 36 secondi dalla fine della partita si concretizzarono nel pareggio di Shanahan.
Si va all’overtime e qui, dopo soli 39 secondi, McCarty si rifece delle botte subite trasformando un assist di Shanahan nel goal del 6-5 che diede la vittoria ai Red Wings.
Così Detroit si aggiudicò un importantissimo round nella rivalità con Colorado e alla fine della stagione si aggiudicò la Stanley Cup (la prima dopo 42 anni).
Come giusto che fosse visto che stiamo parlando delle due franchigie più forti dell'epoca.
In particolare i Red Wings non avevano digerito la devastante carica che Claude Lemieux, in gara 6 di quella serie, aveva inflitto a Kris Draper: Lemieux aveva caricato da dietro Draper schiacciandolo contro la balaustra.
Draper in conseguenza della botta ricevuta/data aveva dovuto operarsi alla mandibola fratturata, si era rotto il naso ed aveva riportato un trauma cranico e numerose escoriazioni.
BRAWL IN HOCKEYTOWN: BLOODY WEDNESDAY 1997
Il 26 marzo 1997 alla Joe Louis Arena di Detroit, i Colorado Avalanche e i Detroit Red Wings si stanno preparando ad affrontare gli imminenti playoff.
Tra le due squadre non corre buon sangue dopo che la stagione precedente Colorado aveva messo a dura prova Detroit in un'infuocata serie finale di Conference.
Tornando al 1997, quella stagione Colorado e Detroit si erano incontrate/scontrate 3 volte e gli Avalanche avevano sempre vinto.
Con questo pesante passivo da recuperare, il 26 marzo i Red Wings scesero sul ghiaccio sapendo che in questo “quarto round” dovevano assolutamente riscattarsi.
Tutta l’HockeyTown chiedeva a gran voce che l’onta delle sconfitte venisse lavata via, basti pensare che in occasione di quella partita il quotidiano “The Detroit News” pubblicò un immagine di Lemieux con la scritta “Wanted”, come se si trattasse di un pericoloso ricercato al tempo del Far West.
Dopo neanche 5 minuti di gioco, con Colorado che conduceva già 1-0, Jamie Pushor (Detroit) e Brent Severyn gettarono a terra i guanti e si affrontarono.
Poi a circa metà del primo periodo fu la volta di Rene Corbet (Colorado) e Kirk Maltby (Detroit).
A 1’ 38” dal primo tempo, scoppiò l’inferno: Igor Larionov (Detroit) e Peter Forsberg (Colorado) diedero il via alle danze, poi il tough-guy dei Red Wings Darren McCarty decise che era giunto il momento di vendicare la carica subita da Draper, prendendo a pugni e ginocchiate Lemieux che si chiuse a riccio nella, da allora, famosa "posa a tartaruga".
Nel dopo partita McCarty, intervistato dal Denver Post, spiegò che l’attacco a Lemieux non fu qualcosa di premeditato: “I ragazzi erano tutti in campo e ognuno si deve prendere un avversario, no?
Lemieux era il più vicino e lì per lì non mi sono nemmeno accorto che fosse lui”.
Patrick Roy, da molti considerato il più grande portiere NHL di tutti i tempi, rispettò le leggi non scritte dell’hockey e si diresse a centro ghiaccio dove con il portiere di Detroit Mike Vernon diede vita a quella che è diventata una scazzottata leggendaria.
Il tutto davanti a una folla 19.983 persone letteralmente impazzita per quello che stava succedendo in pista
E siamo solo nel primo periodo.
4 secondi dopo l’inizio del secondo periodo, Brendan Shanahan e il difensore di Colorado Adam Foote si scontrarono. Pochi minuti dopo le cose degenerarono di nuovo quando Severyn e il giocatore di Detroit Aaron si attaccarono mentre Mike Keane (Colorado) si scambiava pugni con Tomas Holmstrom.
Ancora una manciata di minuti e McCarty e Adam Deadmarsh non riuscirono a resistere dal gettare i guanti a terra.
A metà del secondo periodo, l’epilogo: Pushor e Uwe Krupp (Colorado) conclusero le ostilità con quella che fu l’ultima rissa della serata.
A questo punto gli Avalanche stavano conducendo per 3-2, e alla fine del secondo periodo il risultato era di 4-3 sempre per Colorado.
Valeri Kamensky, a pochi minuti dall’inizio del terzo periodo, incrementò ulteriormente il vantaggio degli Avalanche (5-3).
Poi a 8:27 minuti la rete di Martin Lapointe riaccese le speranze di Detroit che a soli 36 secondi dalla fine della partita si concretizzarono nel pareggio di Shanahan.
Si va all’overtime e qui, dopo soli 39 secondi, McCarty si rifece delle botte subite trasformando un assist di Shanahan nel goal del 6-5 che diede la vittoria ai Red Wings.
Così Detroit si aggiudicò un importantissimo round nella rivalità con Colorado e alla fine della stagione si aggiudicò la Stanley Cup (la prima dopo 42 anni).
ANNI SUCCESSIVI
Il 1° aprile del 1998, la Joe Louis Arena fu sede di un'altra grande rissa.
Questa volta si sfidarono Patrick Roy e Chris Osgood al centro del ghiaccio.
Le due squadre ricevettero 46 sanzioni per un totale di 228 minuti.
I Red Wings vinsero 2-0.
Un accenno di rissa si ebbe il 23 Marzo 2002 quando Dominik Hašek pattinò per tutta la lunghezza del ghiaccio per affrontare Roy, ma inciampò su un bastone, facendolo sbattere su Roy.
Infuriato, Roy si tolse i guanti e maschera per combattere come fece lo stesso Hasek ma i due vennero trattenuti, impedendo così che Roy venisse coinvolto nell'ennesima rissa contro gli Avalanche.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
Spiegazione Delle Regole Dell'Hockey Su Ghiaccio (NHL)
La NHL, fu fondata in Canada nel 1917. Attualmente la NHL è composta da 30 squadre: 7 in Canada e 23 negli Stati Uniti. La lega è divisa in 2 conferenze: est e ovest, che a loro volta sono composte da 2 divisioni. Nella conferenza est troviamo 16 squadre suddivise nell’Atlantic e Metropolitan Division, mentre nella conferenza dell’ovest ci sono 14 squadre, che giocano nella Pacific e Central Division. Nella stagione regolare, ogni squadra gioca 82 partite, metà in casa e metà in trasferta.
PUNTI E PLAYOFF
In classifica, ogni squadra porta a casa 2 punti per la vittoria ed un punto in caso di perdita ai tempi supplementari o ai rigori. 16 squadre si qualificano per i playoff: le 4 prime delle 4 divisioni, più le altre 4 squadre con il maggior numero di punti nelle 2 conferenze. Normalmente, la migliore squadra della stagione regolare affronta al primo turno la peggiore delle qualificate, la seconda la penultima e così via.
Le vincenti passano al turno successivo, fino alla finale. Gli incontri avvengono su serie di partite, chi ne vince per primo 4 (al meglio delle 7) o 3 (al meglio delle 5) si aggiudica il passaggio del turno.
La vincitrice della finale si aggiudica la Stanley Cup.
DINAMICHE DI GIOCO E TIRI
Le regole dell’hockey sono piuttosto semplici: si pattina, si passa il disco, si tira cercando di segnare. Le partite di NHL hanno 3 periodi di 20 minuti ciascuno. I giocatori portano avanti il disco con il bastone prima di andare alla conclusione. Alla fine vince chi ha realizzato il maggior numero di reti. Ai giocatori non è permesso di segnare calciando il disco in rete con i pattini e con qualsiasi altra parte del corpo. Se il risultato è in parità al termine dei 60 minuti, la partita continua con un tempo supplementare di 5 minuti con il cosiddetto Golden Goal, che chiude la partita. In caso di ulteriore parità dopo il supplementare si procede con i rigori ad oltranza. Sono proibiti pattini da velocita’ o che possano provocare infortuni. Il Bodychecking e’ utilizzato per separare gli avversari dal disco. I bodycheck consentiti, sono quelli di spalla e bacino. Non sono permessi quelli con i gomiti o con il bastone. I bastoni, privi di sporgenze, devono essere in legno o altro materiale approvato. I giocatori si servono di tali bastoni per imprimere movimento al disco allo scopo di segnare, nel tempo prestabilito, un numero di reti superiore agli avversari. Il modo piu’ rapido per realizzare un goal è senza dubbio il cosiddetto Slap Shot(tiro che può superare i 150 km/h). Il Wrist Shot è invece un tiro più preciso.
GHIACCIO
Le partite della NHL sono giocate su una superficie ghiacciata che ha una lunghezza di 200 piedi ed una larghezza di 85. A circondare la pista vi è una balaustra. Le panche dei giocatori si trovano sullo stesso lato della pista. Dalla parte opposta troviamo invece la panca delle penalità. La linea blu delinea la zona difensiva di ogni squadra mentre l’area tra le linee blu si chiama zona neutrale.
In fondo alla pista troviamo una linea rossa che va da una parte all’altra della pista. Quella e’ la cosiddetta linea di porta. Se il disco supera quella linea ed entra in porta è goal! Alle spalle della porta e’ stato introdotto un trapezio con lati rossi. Il portiere puo’ giocare il puck solo in quest’area o davanti alla porta. In caso che il portiere giochi il disco all’esterno di tale “trapezio”, la squadra, subisce una penalita’ di due minuti. Ci sono nove punti diversi dove si effettuano i faceoff o ingaggi. Ogni inizio di periodo o ogni qual volta che una squadra segna un goal il faceoff avviene nel cerchio di centrocampo. Ci sono inoltre 2 cerchi di ingaggio in ogni zona di difesa e 4 punti di ingaggio nella zona neutrale.
RUOLI
Durante i tempi regolamentari, ogni squadra usa 5 giocatori, 3 attaccanti, 2 difensori e un portiere.
Tutti i giocatori, tranne il portiere, devono portare pattini con salvapunte. Il centrale è responsabile di tutti gli ingaggi e a coprire la parte centrale del ghiaccio in entrambe le parti della pista. Cos'è l'Ingaggio? Due giocatori avversari stanno uno di fronte all’altro all’interno di un cerchio ed il disco viene fatto cadere da un guardalinee. Ad inizio partita o subito dopo un goal il face off avviene al centro della pista. Due giocatori, uno per ogni squadra, cercano di entrare in possesso del disco e avviare l’azione. Gli altri giocatori si posizionano al fianco e dietro i 2 giocatori impegnati nell’ingaggio. Se uno o entrambi i giocatori impegnati nel faceoff sono posizionati irregolarmente, il loro bastone non tocca il ghiaccio, o altri giocatori entrano nel cerchio di ingaggio, allora l’arbitro può intervenire e far sostituire il giocatore che commette tali infrazioni. Il faceoff o ingaggio termina una volta che il disco fatto cadere dall’arbitro tocca il ghiaccio. I centrali di solito coprono una distanza superiore ai compagni di squadra perche’ pattinano dalla difesa all’attacco. Ai fianchi del centrale ci sono le 2 ali, che di solito giocano larghi, a ridosso delle balaustre. Sono le ali che spesso vanno alla conclusione nel tentativo di segnare. I 2 difensori giocano alle spalle degli attaccanti e il loro compito è quello di fermare gli attaccanti avversari. In difesa, sono chiamati a spazzare via ogni pericolo, a liberare la zona davanti alla porta, a coprire lo spazio negli angoli e a portare avanti il disco. In attacco, spesso occupano la parte della pista appena dentro la linea blu. Il portiere si occupa ovviamente di respingere ogni conclusione a rete. Rimane sempre nella propria area di porta ed ha un equipaggiamento protettivo diverso dagli altri giocatori sul ghiaccio.
ARBITRI E SITUAZIONI DI GIOCO
La NHL utilizza 4 ufficiali di gara per ogni match, due arbitri e due guardalinee. Il loro ruolo è quello di fermare il gioco in caso di penalità, fuorigioco e icing. Fuorigioco: i giocatori non possono precedere il disco in zona d’attacco. L’Icing (liberazione vietata) invece si registra se il puck dopo il rinvio della difesa oltrepassa la linea di centro campo e la linea della porta della squadra avversaria.
Ogni giocata inizia con il cosiddetto Faceoff(ingaggio) e termina quando l’arbitro fischia o viene segnato un goal. Ogni squadra può usufruire di un'interruzione di gioco da 30 secondi a partita.
Rigore(Shootout) nell'hockey su ghiaccio, il rigore viene fischiato quando un giocatore, che è l'ultimo difensore, commette fallo su un giocatore che si trova davanti a lui e che ha il pieno controllo del disco. Il rigore viene battuto partendo dal centro della pista. Un attaccante avanza verso il portiere e cerca di segnare. All'attaccante non è consentito muoversi all'indietro, ed ha un solo tiro a disposizione (la ribattuta non è consentita). Qualunque sia il risultato del rigore, il gioco riprende con un ingaggio. Durante l'esecuzione del rigore il tempo resta fermo. Qualora venga assegnato un rigore contro una squadra che sta giocando senza portiere, si assegna automaticamente un goal alla squadra che usufruirebbe del rigore. Invasione Area Di Porta(Goaltender Interference) non è consentita la situazione in cui un giocatore avversario tocca o ostacola il portiere nella piccola area di porta di colore blu. Spesso dei gol vengono annullati perché il giocatore avversario invade con il pattino l'area blu (prima dell'ingresso nella stessa del disco).
PENALITA'
L’arbitro interviene ogni qual volta un giocatore commette un’infrazione. Quando l’arbitro riscontra un’irregolarità da punire, alza un braccio. Ogni penalità è indicata da un particolare gesto dell’arbitro.
L’arbitro fischierà nel momento in cui la squadra contro cui la penalità sarà comminata entrerà in possesso del disco. La durata della penalità minore è di 2 minuti, la maggiore dura 5.
La penalità disciplinare dura invece 10 minuti. Le penalità vengono scontate dal giocatore in panca puniti. La sua squadra gioca a questo punto in inferiorità numerica. Nel caso di penalità minore, il Power Play (giocare con l'uomo in più) termina nel momento in cui la squadra in superiorità numerica va in goal. Dieci minuti di penalità invece sono normalmente inflitti per eccessiva condotta antisportiva(risse e condotte violenti), in questo caso non vengono interrotte anche se la squadra subisce un gol. L'unico giocatore che non siede mai in panca puniti è il portiere. In caso di una penalità minore o della prima penalità disciplinare, egli resta in campo, e la penalità viene scontata da un suo compagno di squadra che si trovava sul ghiaccio al momento della penalità, scelto dal capitano. In caso di una penalità maggiore o di una seconda penalità disciplinare, il portiere è immediatamente espulso ed escluso per il resto della partita. Un giocatore che nel corso dello stesso campionato o torneo incorre in due penalità da 20 minuti, viene automaticamente squalificato per un turno. Una penalità partita comporta anche una squalifica per la partita successiva, ma, a seconda di quanto accaduto, può essere aumentata di più giornate. Se contro entrambe le squadre nello stesso momento viene comminato lo stesso numero di penalità, i giocatori di entrambe le squadre devono trascorrere il tempo sulla panca puniti, ma le due squadre giocano con lo stesso numero di giocatori in campo di quando la penalità è stata fischiata. Se le due squadre erano entrambe con tutti e 5 i giocatori di movimento sul ghiaccio, continueranno la partita in 4 contro 4. Sul ghiaccio non possono esserci meno di tre giocatori di movimento. Qualora una penalità costringa una squadra ad averne di meno sul ghiaccio, il giocatore che ha subito la penalità deve egualmente sedersi immediatamente in panca puniti, ma viene sostituito da un compagno. La sua penalità però comincia soltanto quando uno dei suoi compagni che stanno già scontando una penalità può rientrare in campo.
Le penalità più comuni sono:
“Ostruzione” (Interference) (su avversari non in possesso del disco)
“Sgambetto” (Tripping) (uso di piede, braccio, mano, gomito per far cadere l'avversario)
“Ritardo Del Gioco” (Delay Of Game)
“Carica Irregolare”(Charging) (quando un giocatore si lancia sull'avversario ad alta velocità per colpirlo violentemente)
“Carica Da Dietro” (Checking From Behind)
“Gomitata” (Elbowing)
“Troppi Uomini Sul Ghiaccio” (Too Many Men On Ice)
“Condotta Antisportiva”
“Rissa“
“Eccessiva Durezza” (Roughing) (tentativo di colpire un avversario a pugni, ad esempio in testa con o senza guantoni)
“Trattenuta Dell'Avversario”
“Contrasto Fisico Con Uso Del Bastone"(Cross Check)
“Trattenuta Del Bastone Avversario”
“Bastone Alto” (High-Sticking)
“Aggancio Con Il Bastone” (Hooking)
“Colpo Col Bastone” (Slashing) (colpo duro col bastone sul corpo)
RISSE
L’hockey infatti è uno sport dal forte contatto fisico, in quanto è lecito “caricare”, entro certi limiti, l’avversario in possesso del puck. I giocatori tuttavia quando ritengono “eccessiva” la carica mettono in chiaro le cose con l’avversario con una scazzottata. La rissa è punita dal regolamento (in genere dai 2 ai 5 minuti di penalità) e infatti i giocatori in questione subiscono l’allontanamento dal ghiaccio ma gli arbitri finché la situazione non diventa pericolosa lasciano fare.
Oggi i combattimenti sono tollerati solamente nei campionati di hockey su ghiaccio del Nordamerica, e il regolamento ufficiale della NHL dà esplicitamente ampio potere discrezionale agli arbitri, che nella maggior parte dei casi, come detto, si limita ad espellere dal gioco per cinque minuti ai giocatori coinvolti. I giocatori che iniziano un combattimento devono gettare a terra i bastoni e togliersi i guanti, scambiandosi colpi rigorosamente a mani nude, di solito fino a che uno dei due (i combattimenti tra più di due giocatori non sono permessi) non cade a terra. Ma la questione della liceità dei combattimenti è tornata di attualità dopo che tre Enforcer della NHL, di 27, 28 e 35 anni sono morti a causa della depressione o delle lesioni riportate durante gli scontri di gioco. Gli enforcer di solito “passano continuamente da una squadra all’altra, riuscendo a stento a ottenere un contratto per un ruolo che pochi riescono a svolgere bene e che nessun altro vuole. Uno dei più celebri, Georges Laraque, ha dichiarato: “Odiavo combattere. Odiavo la pressione. Odiavo essere chiamato un picchiatore, un animale. Odiavo promuovere la violenza”. La violenza si diffuse già nei primi anni del Novecento. Nel 1905, Alcide Laurin rimase ucciso sul colpo dopo essere stato colpito da un pugno e da un bastone durante una partita tra squadre dell’area di Ottawa. Chi lo colpì fu un avversario, Allen Loney. Nel 1907, Owen McCourt dei Cornwall riportò una ferita mortale quando fu colpito dal bastone di un avversario di nome Charles Masson, durante un combattimento con un compagno di squadra di Masson. Nei primi tempi dello sport, i colpi che i giocatori si scambiavano usando i bastoni erano frequenti e potenzialmente molto pericolosi. Secondo alcuni, i combattimenti si sono sviluppati proprio come una “valvola di sfogo” per un gioco che è molto fisico e prevede molti contatti ad alta velocità tra i giocatori, in modo da prevenire incidenti più gravi che coinvolgessero l’uso dei bastoni da hockey.
I combattimenti in cui i giocatori si prendono a pugni non sembrano essere diventati frequenti fino agli anni Venti del Novecento, secondo le ricerche svolte da Fitsell, e il comportamento non venne nemmeno menzionato tra i falli possibili (indicando, secondo Fitsell, che era poco diffuso) fino al 1915.
Ma già nel regolamento del 1922, da allora modificato più volte, i combattimenti ricevevano una regolamentazione piuttosto precisa. I bastoni, gradualmente, smisero di essere usati per colpire gli avversari, e divennero molto rari solo a partire dagli anni Settanta. Nel 1995 durante una gara dei play-off Claude Lemieux dei Colorado Avalanche caricò nei pressi della panchina Kris Draper dei Detroit Red Wings che, a causa di ciò, sbattè violentemente il viso contro la balaustra: il trauma fu tale che Draper fu sottoposto ad un intervento di chirurgia ricostruttiva del viso. L’anno dopo la vendetta andò in scena nell’ultima gara di regular season tra le due squadre che si tenne Mercoledì 26 Marzo 1997 in quello che viene ricordato come “Brawl in Hockeytown”(rissa nella città dell’hockey) o anche “Bloody Wednesday” (mercoledì di sangue). Partita iniziata da neanche 5 minuti e si registra la prima rissa tra due giocatori seguita a metà tempo da un altro round con due atleti diversi; ad un 1’ e 38’’ dalla fine del primo tempo però si scatenò l’inferno in un collettivo tutti contro tutti. A vendicare Draper fu il collega Darren McCarty che iniziò a prendere a pugni e calci Lemieux che si chiuse in quella che da allora è nota come “posa a tartaruga”. Patrick Roy, portiere degli Avalanche, non stette a guardare e si diresse a metà campo dove si affrontò con il collega dei Red Wings Mike Vernon, dando vita ad una delle più celebri scazzottate tra portieri. La partita registrò dieci risse e trentanove falli per un totale di 149 minuti di penalità. Nel 2000 Marty McSorley dei Boston Bruins colpì alla testa con il bastone Donald Brashear dei Vancouver Canucks a tre secondi dal termine del match, provocandogli lesioni gravi (Brashear cadde a terra sbattendo la testa). McSorley venne condannato da un giudice a 18 mesi, per aggressione aggravata. Ma gli episodi di combattimenti tra i giocatori sono aumentati nell’arco dei decenni: nella stagione NHL 1960-61, erano uno ogni cinque partite, mentre nella stagione 1987-88 ogni incontro aveva una media di 1,3 combattimenti. In seguito la percentuale è scesa leggermente, e oggi la media è di un combattimento ogni due partite.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
PUNTI E PLAYOFF
In classifica, ogni squadra porta a casa 2 punti per la vittoria ed un punto in caso di perdita ai tempi supplementari o ai rigori. 16 squadre si qualificano per i playoff: le 4 prime delle 4 divisioni, più le altre 4 squadre con il maggior numero di punti nelle 2 conferenze. Normalmente, la migliore squadra della stagione regolare affronta al primo turno la peggiore delle qualificate, la seconda la penultima e così via.
Le vincenti passano al turno successivo, fino alla finale. Gli incontri avvengono su serie di partite, chi ne vince per primo 4 (al meglio delle 7) o 3 (al meglio delle 5) si aggiudica il passaggio del turno.
La vincitrice della finale si aggiudica la Stanley Cup.
DINAMICHE DI GIOCO E TIRI
Le regole dell’hockey sono piuttosto semplici: si pattina, si passa il disco, si tira cercando di segnare. Le partite di NHL hanno 3 periodi di 20 minuti ciascuno. I giocatori portano avanti il disco con il bastone prima di andare alla conclusione. Alla fine vince chi ha realizzato il maggior numero di reti. Ai giocatori non è permesso di segnare calciando il disco in rete con i pattini e con qualsiasi altra parte del corpo. Se il risultato è in parità al termine dei 60 minuti, la partita continua con un tempo supplementare di 5 minuti con il cosiddetto Golden Goal, che chiude la partita. In caso di ulteriore parità dopo il supplementare si procede con i rigori ad oltranza. Sono proibiti pattini da velocita’ o che possano provocare infortuni. Il Bodychecking e’ utilizzato per separare gli avversari dal disco. I bodycheck consentiti, sono quelli di spalla e bacino. Non sono permessi quelli con i gomiti o con il bastone. I bastoni, privi di sporgenze, devono essere in legno o altro materiale approvato. I giocatori si servono di tali bastoni per imprimere movimento al disco allo scopo di segnare, nel tempo prestabilito, un numero di reti superiore agli avversari. Il modo piu’ rapido per realizzare un goal è senza dubbio il cosiddetto Slap Shot(tiro che può superare i 150 km/h). Il Wrist Shot è invece un tiro più preciso.
GHIACCIO
Le partite della NHL sono giocate su una superficie ghiacciata che ha una lunghezza di 200 piedi ed una larghezza di 85. A circondare la pista vi è una balaustra. Le panche dei giocatori si trovano sullo stesso lato della pista. Dalla parte opposta troviamo invece la panca delle penalità. La linea blu delinea la zona difensiva di ogni squadra mentre l’area tra le linee blu si chiama zona neutrale.
In fondo alla pista troviamo una linea rossa che va da una parte all’altra della pista. Quella e’ la cosiddetta linea di porta. Se il disco supera quella linea ed entra in porta è goal! Alle spalle della porta e’ stato introdotto un trapezio con lati rossi. Il portiere puo’ giocare il puck solo in quest’area o davanti alla porta. In caso che il portiere giochi il disco all’esterno di tale “trapezio”, la squadra, subisce una penalita’ di due minuti. Ci sono nove punti diversi dove si effettuano i faceoff o ingaggi. Ogni inizio di periodo o ogni qual volta che una squadra segna un goal il faceoff avviene nel cerchio di centrocampo. Ci sono inoltre 2 cerchi di ingaggio in ogni zona di difesa e 4 punti di ingaggio nella zona neutrale.
RUOLI
Durante i tempi regolamentari, ogni squadra usa 5 giocatori, 3 attaccanti, 2 difensori e un portiere.
Tutti i giocatori, tranne il portiere, devono portare pattini con salvapunte. Il centrale è responsabile di tutti gli ingaggi e a coprire la parte centrale del ghiaccio in entrambe le parti della pista. Cos'è l'Ingaggio? Due giocatori avversari stanno uno di fronte all’altro all’interno di un cerchio ed il disco viene fatto cadere da un guardalinee. Ad inizio partita o subito dopo un goal il face off avviene al centro della pista. Due giocatori, uno per ogni squadra, cercano di entrare in possesso del disco e avviare l’azione. Gli altri giocatori si posizionano al fianco e dietro i 2 giocatori impegnati nell’ingaggio. Se uno o entrambi i giocatori impegnati nel faceoff sono posizionati irregolarmente, il loro bastone non tocca il ghiaccio, o altri giocatori entrano nel cerchio di ingaggio, allora l’arbitro può intervenire e far sostituire il giocatore che commette tali infrazioni. Il faceoff o ingaggio termina una volta che il disco fatto cadere dall’arbitro tocca il ghiaccio. I centrali di solito coprono una distanza superiore ai compagni di squadra perche’ pattinano dalla difesa all’attacco. Ai fianchi del centrale ci sono le 2 ali, che di solito giocano larghi, a ridosso delle balaustre. Sono le ali che spesso vanno alla conclusione nel tentativo di segnare. I 2 difensori giocano alle spalle degli attaccanti e il loro compito è quello di fermare gli attaccanti avversari. In difesa, sono chiamati a spazzare via ogni pericolo, a liberare la zona davanti alla porta, a coprire lo spazio negli angoli e a portare avanti il disco. In attacco, spesso occupano la parte della pista appena dentro la linea blu. Il portiere si occupa ovviamente di respingere ogni conclusione a rete. Rimane sempre nella propria area di porta ed ha un equipaggiamento protettivo diverso dagli altri giocatori sul ghiaccio.
ARBITRI E SITUAZIONI DI GIOCO
La NHL utilizza 4 ufficiali di gara per ogni match, due arbitri e due guardalinee. Il loro ruolo è quello di fermare il gioco in caso di penalità, fuorigioco e icing. Fuorigioco: i giocatori non possono precedere il disco in zona d’attacco. L’Icing (liberazione vietata) invece si registra se il puck dopo il rinvio della difesa oltrepassa la linea di centro campo e la linea della porta della squadra avversaria.
Ogni giocata inizia con il cosiddetto Faceoff(ingaggio) e termina quando l’arbitro fischia o viene segnato un goal. Ogni squadra può usufruire di un'interruzione di gioco da 30 secondi a partita.
Rigore(Shootout) nell'hockey su ghiaccio, il rigore viene fischiato quando un giocatore, che è l'ultimo difensore, commette fallo su un giocatore che si trova davanti a lui e che ha il pieno controllo del disco. Il rigore viene battuto partendo dal centro della pista. Un attaccante avanza verso il portiere e cerca di segnare. All'attaccante non è consentito muoversi all'indietro, ed ha un solo tiro a disposizione (la ribattuta non è consentita). Qualunque sia il risultato del rigore, il gioco riprende con un ingaggio. Durante l'esecuzione del rigore il tempo resta fermo. Qualora venga assegnato un rigore contro una squadra che sta giocando senza portiere, si assegna automaticamente un goal alla squadra che usufruirebbe del rigore. Invasione Area Di Porta(Goaltender Interference) non è consentita la situazione in cui un giocatore avversario tocca o ostacola il portiere nella piccola area di porta di colore blu. Spesso dei gol vengono annullati perché il giocatore avversario invade con il pattino l'area blu (prima dell'ingresso nella stessa del disco).
PENALITA'
L’arbitro interviene ogni qual volta un giocatore commette un’infrazione. Quando l’arbitro riscontra un’irregolarità da punire, alza un braccio. Ogni penalità è indicata da un particolare gesto dell’arbitro.
L’arbitro fischierà nel momento in cui la squadra contro cui la penalità sarà comminata entrerà in possesso del disco. La durata della penalità minore è di 2 minuti, la maggiore dura 5.
La penalità disciplinare dura invece 10 minuti. Le penalità vengono scontate dal giocatore in panca puniti. La sua squadra gioca a questo punto in inferiorità numerica. Nel caso di penalità minore, il Power Play (giocare con l'uomo in più) termina nel momento in cui la squadra in superiorità numerica va in goal. Dieci minuti di penalità invece sono normalmente inflitti per eccessiva condotta antisportiva(risse e condotte violenti), in questo caso non vengono interrotte anche se la squadra subisce un gol. L'unico giocatore che non siede mai in panca puniti è il portiere. In caso di una penalità minore o della prima penalità disciplinare, egli resta in campo, e la penalità viene scontata da un suo compagno di squadra che si trovava sul ghiaccio al momento della penalità, scelto dal capitano. In caso di una penalità maggiore o di una seconda penalità disciplinare, il portiere è immediatamente espulso ed escluso per il resto della partita. Un giocatore che nel corso dello stesso campionato o torneo incorre in due penalità da 20 minuti, viene automaticamente squalificato per un turno. Una penalità partita comporta anche una squalifica per la partita successiva, ma, a seconda di quanto accaduto, può essere aumentata di più giornate. Se contro entrambe le squadre nello stesso momento viene comminato lo stesso numero di penalità, i giocatori di entrambe le squadre devono trascorrere il tempo sulla panca puniti, ma le due squadre giocano con lo stesso numero di giocatori in campo di quando la penalità è stata fischiata. Se le due squadre erano entrambe con tutti e 5 i giocatori di movimento sul ghiaccio, continueranno la partita in 4 contro 4. Sul ghiaccio non possono esserci meno di tre giocatori di movimento. Qualora una penalità costringa una squadra ad averne di meno sul ghiaccio, il giocatore che ha subito la penalità deve egualmente sedersi immediatamente in panca puniti, ma viene sostituito da un compagno. La sua penalità però comincia soltanto quando uno dei suoi compagni che stanno già scontando una penalità può rientrare in campo.
Le penalità più comuni sono:
“Ostruzione” (Interference) (su avversari non in possesso del disco)
“Sgambetto” (Tripping) (uso di piede, braccio, mano, gomito per far cadere l'avversario)
“Ritardo Del Gioco” (Delay Of Game)
“Carica Irregolare”(Charging) (quando un giocatore si lancia sull'avversario ad alta velocità per colpirlo violentemente)
“Carica Da Dietro” (Checking From Behind)
“Gomitata” (Elbowing)
“Troppi Uomini Sul Ghiaccio” (Too Many Men On Ice)
“Condotta Antisportiva”
“Rissa“
“Eccessiva Durezza” (Roughing) (tentativo di colpire un avversario a pugni, ad esempio in testa con o senza guantoni)
“Trattenuta Dell'Avversario”
“Contrasto Fisico Con Uso Del Bastone"(Cross Check)
“Trattenuta Del Bastone Avversario”
“Bastone Alto” (High-Sticking)
“Aggancio Con Il Bastone” (Hooking)
“Colpo Col Bastone” (Slashing) (colpo duro col bastone sul corpo)
RISSE
L’hockey infatti è uno sport dal forte contatto fisico, in quanto è lecito “caricare”, entro certi limiti, l’avversario in possesso del puck. I giocatori tuttavia quando ritengono “eccessiva” la carica mettono in chiaro le cose con l’avversario con una scazzottata. La rissa è punita dal regolamento (in genere dai 2 ai 5 minuti di penalità) e infatti i giocatori in questione subiscono l’allontanamento dal ghiaccio ma gli arbitri finché la situazione non diventa pericolosa lasciano fare.
Oggi i combattimenti sono tollerati solamente nei campionati di hockey su ghiaccio del Nordamerica, e il regolamento ufficiale della NHL dà esplicitamente ampio potere discrezionale agli arbitri, che nella maggior parte dei casi, come detto, si limita ad espellere dal gioco per cinque minuti ai giocatori coinvolti. I giocatori che iniziano un combattimento devono gettare a terra i bastoni e togliersi i guanti, scambiandosi colpi rigorosamente a mani nude, di solito fino a che uno dei due (i combattimenti tra più di due giocatori non sono permessi) non cade a terra. Ma la questione della liceità dei combattimenti è tornata di attualità dopo che tre Enforcer della NHL, di 27, 28 e 35 anni sono morti a causa della depressione o delle lesioni riportate durante gli scontri di gioco. Gli enforcer di solito “passano continuamente da una squadra all’altra, riuscendo a stento a ottenere un contratto per un ruolo che pochi riescono a svolgere bene e che nessun altro vuole. Uno dei più celebri, Georges Laraque, ha dichiarato: “Odiavo combattere. Odiavo la pressione. Odiavo essere chiamato un picchiatore, un animale. Odiavo promuovere la violenza”. La violenza si diffuse già nei primi anni del Novecento. Nel 1905, Alcide Laurin rimase ucciso sul colpo dopo essere stato colpito da un pugno e da un bastone durante una partita tra squadre dell’area di Ottawa. Chi lo colpì fu un avversario, Allen Loney. Nel 1907, Owen McCourt dei Cornwall riportò una ferita mortale quando fu colpito dal bastone di un avversario di nome Charles Masson, durante un combattimento con un compagno di squadra di Masson. Nei primi tempi dello sport, i colpi che i giocatori si scambiavano usando i bastoni erano frequenti e potenzialmente molto pericolosi. Secondo alcuni, i combattimenti si sono sviluppati proprio come una “valvola di sfogo” per un gioco che è molto fisico e prevede molti contatti ad alta velocità tra i giocatori, in modo da prevenire incidenti più gravi che coinvolgessero l’uso dei bastoni da hockey.
I combattimenti in cui i giocatori si prendono a pugni non sembrano essere diventati frequenti fino agli anni Venti del Novecento, secondo le ricerche svolte da Fitsell, e il comportamento non venne nemmeno menzionato tra i falli possibili (indicando, secondo Fitsell, che era poco diffuso) fino al 1915.
Ma già nel regolamento del 1922, da allora modificato più volte, i combattimenti ricevevano una regolamentazione piuttosto precisa. I bastoni, gradualmente, smisero di essere usati per colpire gli avversari, e divennero molto rari solo a partire dagli anni Settanta. Nel 1995 durante una gara dei play-off Claude Lemieux dei Colorado Avalanche caricò nei pressi della panchina Kris Draper dei Detroit Red Wings che, a causa di ciò, sbattè violentemente il viso contro la balaustra: il trauma fu tale che Draper fu sottoposto ad un intervento di chirurgia ricostruttiva del viso. L’anno dopo la vendetta andò in scena nell’ultima gara di regular season tra le due squadre che si tenne Mercoledì 26 Marzo 1997 in quello che viene ricordato come “Brawl in Hockeytown”(rissa nella città dell’hockey) o anche “Bloody Wednesday” (mercoledì di sangue). Partita iniziata da neanche 5 minuti e si registra la prima rissa tra due giocatori seguita a metà tempo da un altro round con due atleti diversi; ad un 1’ e 38’’ dalla fine del primo tempo però si scatenò l’inferno in un collettivo tutti contro tutti. A vendicare Draper fu il collega Darren McCarty che iniziò a prendere a pugni e calci Lemieux che si chiuse in quella che da allora è nota come “posa a tartaruga”. Patrick Roy, portiere degli Avalanche, non stette a guardare e si diresse a metà campo dove si affrontò con il collega dei Red Wings Mike Vernon, dando vita ad una delle più celebri scazzottate tra portieri. La partita registrò dieci risse e trentanove falli per un totale di 149 minuti di penalità. Nel 2000 Marty McSorley dei Boston Bruins colpì alla testa con il bastone Donald Brashear dei Vancouver Canucks a tre secondi dal termine del match, provocandogli lesioni gravi (Brashear cadde a terra sbattendo la testa). McSorley venne condannato da un giudice a 18 mesi, per aggressione aggravata. Ma gli episodi di combattimenti tra i giocatori sono aumentati nell’arco dei decenni: nella stagione NHL 1960-61, erano uno ogni cinque partite, mentre nella stagione 1987-88 ogni incontro aveva una media di 1,3 combattimenti. In seguito la percentuale è scesa leggermente, e oggi la media è di un combattimento ogni due partite.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
martedì 28 ottobre 2014
Spiegazione Advanced Statistics NHL (Corsi, Fenwick, PDO, ZSP, QualComp)
Sulla scia della Sabermetrica usata per il Baseball e in particolare per la MLB, nell'Hockey stanno sempre più prendendo piede le “Advanced Statistics”.
Molti si rifiutano di adottarle però sono interessanti.
Le due principali “nuove” statistiche vengono chiamare “Corsi Rating” e “Fenwick Rating”, la prima in onore di Jim Corsi, ex allenatore dei portieri dei Buffalo Sabres autore di una formula che stabiliva quanto un portiere fosse stato impegnato in partita, per poi determinare il carico di lavoro da assegnargli il giorno dopo in allenamento.
Il suo concetto venne modificato dal blogger Vic Ferrari, che adattò la formula per i giocatori di movimento, creando il “Corsi Rating”.
Vedremo inoltre sommariamente la PDO, ZSP, QualComp.
CORSI RATING
La statistica “Corsi” misura sostanzialmente il numero di tiri scagliati verso la porta avversaria, compresi i tiri bloccati e quelli fuori dallo specchio.
Questo dato viene messo in rapporto con quanto fatto dagli avversari, dando vita ad una sorta di statistica +/- (che può essere espressa in %) che rispecchia l’andamento del gioco.
In poche parole la formula è data dal rapporto tra la somma dei tiri tentati e bloccati(quando un giocatore è sul ghiaccio) per la somma dei tiri subiti e bloccati.
FENWICK RATING
La statistica “Fenwick” è molto simile, ma non tiene conto dei tiri bloccati, in quanto non potrebbero mai rappresentare un’occasione da gol.
La Fenwick viene considerata come una statistica migliore per valutare le prestazioni di una squadra, mentre la Corsi viene solitamente impiegata per valutare i singoli giocatori.
Entrambe sono uno specchio concreto del possesso del disco durante la partita, seppur approssimativo dato che nell’Hockey non viene misurato sistematicamente questo tipo di dato.
ESEMPI
Il tutto parte della banale assunzione che per vincere le partite bisogna avere il puck il più spesso possibile e bisogna scagliarlo verso la porta avversaria. Di riflesso, queste due statistiche avanzate sminuiscono parecchio il valore della statistica “tiri bloccati”, dato che denota una grave mancanza di possesso del disco.
Un esempio concreto: osservando le ultime 4 vincitrici della Stanley Cup, ben 3 squadre erano al vertice della classifica Corsi durante la stagione. Quest’anno i San Jose Sharks e i St.Louis Blues sono state eliminate al primo turno da avversari che hanno terminato la regular season dietro di loro in classifica, ma entrambe Los Angeles Kings e Chicago Blackhawks avevano una statistica Fenwick decisamente migliore.
In maniera analoga, dal punto di vista statistico non deve sorprendere che i Minnesota Wild siano riusciti ad estromettere i Colorado Avalanche.
Gli Avs erano infatti una pessima squadra dal punto di vista delle statistiche avanzate, ma hanno disputato un’ottima stagione grazie alle incredibili prestazioni del portiere Varlamov, che a lungo andare non li ha però potuti salvare dall’eliminazione.
I Wild hanno invece vinto nonostante fossero costretti a schierare il loro terzo e quarto portiere della rosa, ma sull’arco delle sette partite la loro statistica Fenwick era ampiamente migliore.
L’unica apparente falla in questo sistema è rappresentata dai portieri, capaci con le loro prestazioni di far saltare ogni logica dei numeri.
Ne sono un chiaro esempio Varlamov dei Colorado Avalanche e Price dei Montreal Canadiens, capaci di portare le loro squadre nei playoff nonostante si trovassero rispettivamente al 25esimo e 26esimo posto nella classifica Corsi.
Per contro, i Devils non si sono qualificati al post season nonostante una statistica Corsi che era la terza in tutta la NHL.
Cosa è successo? Brodeur ha giocato troppe partite in maniera mediocre, mentre il miglior portiere a livello statistico Cory Schneider è stato impiegato solamente in 45 occasioni.
PDO, ZSP, QUALCOMP
Il PDO (internet alias dell’inventore BrianKing) si ottiene dividendo i gol per i tiri tentati e le parate, e sommando le percentuali.
La ZSP, percentuale di zona iniziale, misura in quale parte del campo un giocatore comincia il suo cambio di linea.
La QualComp, qualità degli avversari, calcola il Corsi Rating dei giocatori che uno si trova davanti.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
Molti si rifiutano di adottarle però sono interessanti.
Le due principali “nuove” statistiche vengono chiamare “Corsi Rating” e “Fenwick Rating”, la prima in onore di Jim Corsi, ex allenatore dei portieri dei Buffalo Sabres autore di una formula che stabiliva quanto un portiere fosse stato impegnato in partita, per poi determinare il carico di lavoro da assegnargli il giorno dopo in allenamento.
Il suo concetto venne modificato dal blogger Vic Ferrari, che adattò la formula per i giocatori di movimento, creando il “Corsi Rating”.
Vedremo inoltre sommariamente la PDO, ZSP, QualComp.
CORSI RATING
La statistica “Corsi” misura sostanzialmente il numero di tiri scagliati verso la porta avversaria, compresi i tiri bloccati e quelli fuori dallo specchio.
Questo dato viene messo in rapporto con quanto fatto dagli avversari, dando vita ad una sorta di statistica +/- (che può essere espressa in %) che rispecchia l’andamento del gioco.
In poche parole la formula è data dal rapporto tra la somma dei tiri tentati e bloccati(quando un giocatore è sul ghiaccio) per la somma dei tiri subiti e bloccati.
FENWICK RATING
La statistica “Fenwick” è molto simile, ma non tiene conto dei tiri bloccati, in quanto non potrebbero mai rappresentare un’occasione da gol.
La Fenwick viene considerata come una statistica migliore per valutare le prestazioni di una squadra, mentre la Corsi viene solitamente impiegata per valutare i singoli giocatori.
Entrambe sono uno specchio concreto del possesso del disco durante la partita, seppur approssimativo dato che nell’Hockey non viene misurato sistematicamente questo tipo di dato.
ESEMPI
Il tutto parte della banale assunzione che per vincere le partite bisogna avere il puck il più spesso possibile e bisogna scagliarlo verso la porta avversaria. Di riflesso, queste due statistiche avanzate sminuiscono parecchio il valore della statistica “tiri bloccati”, dato che denota una grave mancanza di possesso del disco.
Un esempio concreto: osservando le ultime 4 vincitrici della Stanley Cup, ben 3 squadre erano al vertice della classifica Corsi durante la stagione. Quest’anno i San Jose Sharks e i St.Louis Blues sono state eliminate al primo turno da avversari che hanno terminato la regular season dietro di loro in classifica, ma entrambe Los Angeles Kings e Chicago Blackhawks avevano una statistica Fenwick decisamente migliore.
In maniera analoga, dal punto di vista statistico non deve sorprendere che i Minnesota Wild siano riusciti ad estromettere i Colorado Avalanche.
Gli Avs erano infatti una pessima squadra dal punto di vista delle statistiche avanzate, ma hanno disputato un’ottima stagione grazie alle incredibili prestazioni del portiere Varlamov, che a lungo andare non li ha però potuti salvare dall’eliminazione.
I Wild hanno invece vinto nonostante fossero costretti a schierare il loro terzo e quarto portiere della rosa, ma sull’arco delle sette partite la loro statistica Fenwick era ampiamente migliore.
L’unica apparente falla in questo sistema è rappresentata dai portieri, capaci con le loro prestazioni di far saltare ogni logica dei numeri.
Ne sono un chiaro esempio Varlamov dei Colorado Avalanche e Price dei Montreal Canadiens, capaci di portare le loro squadre nei playoff nonostante si trovassero rispettivamente al 25esimo e 26esimo posto nella classifica Corsi.
Per contro, i Devils non si sono qualificati al post season nonostante una statistica Corsi che era la terza in tutta la NHL.
Cosa è successo? Brodeur ha giocato troppe partite in maniera mediocre, mentre il miglior portiere a livello statistico Cory Schneider è stato impiegato solamente in 45 occasioni.
PDO, ZSP, QUALCOMP
Il PDO (internet alias dell’inventore BrianKing) si ottiene dividendo i gol per i tiri tentati e le parate, e sommando le percentuali.
La ZSP, percentuale di zona iniziale, misura in quale parte del campo un giocatore comincia il suo cambio di linea.
La QualComp, qualità degli avversari, calcola il Corsi Rating dei giocatori che uno si trova davanti.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
domenica 19 ottobre 2014
Sospeso Il Derby Di Salonicco (Basket Greco)
Oggi andava in scena la seconda giornata del campionato greco di pallacanestro con il derby di Salonicco tra Aris e PAOK.
La partita è stata sospesa a 42 secondi dalla fine del secondo quarto con il risultato di 33-31 a favore del PAOK.
Il match è stato interrotto per intemperanze dei tifosi: lancio di oggetti in campo.
Uno di questi ha colpito l'arbitro Panagiotis Anastopoulos .
I tre arbitri hanno chiesto di evacuare la palestra per terminare la partita ma in base al loro rapporto, 400 fan dell'Aris(dei 5.000 presenti) non hanno lasciato in tempo la "Nikos Galis Hall" e questo potrebbe significare una sconfitta a tavolino per l'Aris secondo le regole della lega.
Il presidente dell'Aris Leyteris Arvanitis si è arrabbiato molto ribadendo: "Mr.Anastopoulos è risceso in campo con l'idea di far concludere comunque la partita prima del tempo, visto che abbiamo evacuato l'arena il più velocemente possibile ed erano rimasti solo 10-15 fan all'interno.
Infatti prima della partita mi aveva detto che era pronto ad andarsene perché un bicchiere era stato gettato in campo".
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
Iscriviti a:
Commenti (Atom)











