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sabato 26 settembre 2020

Lo Stadio The Oval Del Glentoran: Bombardamenti e Scritta Jesus

The Oval, campo del Glentoran, è situato vicino al porto di Belfast e nonostante le piccole dimensioni è considerato un terreno storico dagli appassionati di calcio grazie intanto alla sua particolare forma, poi alle sue terraces in cemento e alla recinzione in acciaio.
Ciò limita la sua capacità nelle partite autorizzate dalla UEFA ai 3000 posti nelle due tribune principali poiché le terraces sono state vietate nelle partite UEFA dal 1998.
La capacità dello stadio è di circa 26mila spettatori ma per ragioni di sicurezza sono 5mila posti sono agibili.
Ci sono state un sacco di modifiche apportate alla capacità massima tanto da spingere il manager rivale del Linfield, David Jeffrey, ad affermare che stavano "uccidendo il calcio nord irlandese".
Alcune delle strade limitrofe che circondano lo stadio sono ancora piene di appartamenti fatiscenti, decorati con una varietà di murales paramilitari lealisti.
Costruito nel 1892, dopo che la società aveva affittato parte del terreno da un imprenditore e costruttore di ferrovie, tale Daniel Dixon (che poi rimarrà nel progetto stesso con la sua Belfast Society).
Dopo la sua costruzione lo stadio fu "ruotato" ed assunse la posizione attuale solo nel 1919, altrimenti ora il campo sarebbe parallelo alla linea ferroviaria.
Lo stadio venne bombardato (1941) durante il blitz di Belfast nella Seconda Guerra Mondiale, rimanendo fuori uso fino al 1949 quando è stato ricostruito dai fans, che hanno formato congiuntamente (alla società) il comitato "Back to the Oval".
Oltre ad un grosso cratere, anche gli spalti erano stati distrutti.
Altri problemi lì arrecò il fiume Connswater che inondò ripetutamente il terreno di gioco, inoltre le pompe dell'acqua erano insufficienti per drenare il campo.
Il Glentoran fu costretto a trasferirsi a Grosvenor Park fino al 1949 appunto.
Nel 1960 fu acquistato da Dixon, per 4mila pounds.
Nel settembre 1995, il Glentoran eresse un'insegna pubblicitaria (che si affacciava sul campo) con su scritto "JESUS" in lettere bianche su sfondo nero.
Questo divenne noto come il "segno di Gesù". Rimase lì fino al 2010 poi venne rimosso perchè avevano bisogno di quello spazio per inserire pubblicità (visto che il club aveva problemi finanziari).
Nel 2000 il The Oval ricevette finanziamenti per la ristrutturazione dello stand "ferroviario".
5 anni dopo, durante una partita tra Glentoran e la squadra rivale del Linfield, i supporter ospiti ruppero un cancello dello stadio per accedere al campo e lanciarono oggetti ai fan di casa nella tribuna principale dopo che entrambi i gruppi si erano scambiati petardi e bombe carta, l'uno contro l'altro.
Nel 2009, la partita di Coppa d'Irlanda tra Glentoran contro il Limavady United venne interrotta dopo che i piloni dello stadio hanno iniziato a tremare per via di venti fortissimi e l'arbitro ritenne troppo pericoloso continuare la partita.
Nel 2011, si ricorda una bomba trovata proprio fuori dallo stadio, essa richiedette l'evacuazione delle strade circostanti.
Nello stesso anno, durante una partita di Coppa d'Irlanda tra Glentoran e Portadown, un fan del Portadown lanciò dei razzi e fumogeni in campo, ferendo l'assistente manager Pete Batey e l'allenatore dei portieri Davy McClelland del Glentoran.



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domenica 14 giugno 2020

Critiche Per Il Linfield: La Maglia è Un Riferimento All'Ulster Volunteer Force?

Il Linfield fondato a Belfast (Nord Irlanda) nel 1866 dagli operai protestanti affiliati all'Ordine d'Orange è da sempre una squadra dichiaratamente anti-cattolica, al cui interno è stata in vigore a lungo la regola (non scritta) di tesserare soltanto giocatori protestanti.
Si tratta della società più vincente del Nord Irlanda (53 titoli e 43 coppe nazionali), capace negli anni 60 e 70 di figurare anche in Europa (si ricordano i quarti di finale nella Coppa Campioni 1966/67). Oggi è allenata da David Healy (che molti ricorderanno in Premier League nelle file del Fulham ma anche con il Leeds e in Scozia con i Rangers).
David Jeffrey (ex storico manager della squadra al timone per ben 17 anni sino al 2014) ha sempre affermato il desiderio dei giocatori di indossare la "famous blue shirt", senza alcun riferimento alla religione.
Nel Boxing Day del 1948 disputatosi a Windsor Park tra Linfield e Belfast Celtic, la partita finì con l'invasione di campo seguita da uno scontro tra le due fazioni, nel quale l'attaccante protestante del Belfast Celtic, Jimmy Jones, ne uscì ferito. L'anno successivo la società Belfast Celtic prese una decisione radicale: non partecipare più ad alcuna competizione nordirlandese, per sempre.
Nel 1988 la società ebbe problemi anche in Europa dove gli venne squalificato il campo per 2 partite a seguito di lancio di oggetti in campo durante la partita contro i norvegesi del Lillestrom.
Nel 1997, il match contro il Coleraine fu sospeso dopo che un tifoso scagliò due bottiglie sul terreno di gioco a seguito dell'espulsione di due giocatori del Linfield.
Nel maggio del 2005 ci sono stati problemi di ordine pubblico a Dublino in occasione della finale di Setanta Cup tra Linfield e Shelbourne.
Nella stessa stagione ai tifosi del Linfield venne vietata la trasferta al The Oval (Belfast sempre) per la sfida contro il Glentoran (cattolico), perché il mese prima duri scontri avevano coinvolto entrambe le tifoserie.
Nel 2008, tre sostenitori dei blues furono arrestati a Dublino, con l'accusa di reati contro l'ordine pubblico durante il match di Setanta Cup contro il St. Patrick’s Athletic. Nel maggio dello stesso anno, Conor Hagan, giocatore del Linfield, fu colpito da un razzo lanciato dalla tribuna dei sostenitori del Cliftonville.
A marzo 2012 in occasione della sfida tra il Linfield e il Derry City (club nord irlandese ma cattolico quindi iscritti al campionato irlandese), valida per il ritorno dei quarti di finale della Setanta Cup, giocata al Brandywell Stadium di Londonderry (città del tristemente famoso Bloody Sunday dove i britannici spararono contro una folla di manifestanti cattolici, uccidendone 26) durante la gara si è potuto assistere agli ormai consueti insulti anticattolici, contro l'IRA, il papa e gli scandali di pedofilia che hanno più volte interessato la Chiesa.
I tifosi del Derry hanno risposto con canti a favore dell'IRA (Irish Republican Army, in quel conflitto negli anni 70 morirono centinaia di soldati nord irlandesi) e altro ancora. La tensione all'interno dello stadio era alta al punto che, a fine gara, si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine per impedire gli scontri.
Identità, religione, politica, ma anche la complessa storia d'Irlanda ha reso forte ed aspra la rivalità tra il Linfield (e gli altri club protestanti) e le altre squadre dell'isola cattoliche; rivalità che sconfina molte volte in atti di violenza che vanno al di là del risultato sportivo e della partita giocata sul campo.
Per approfondire sugli scontri: La Rivalità Tra Linfield, Belfast Celtic e Glentoran: Scontri e Violenza
Il Linfield aveva comunque lanciato una campagna antirazzismo chiamata "Give Sectarianism The Boot" al punto che nel 2006, anche il presidente della FIFA Sepp Blatter, si congratulò con il club per il suo impegno profuso contro il razzismo.
In questi giorni però ha fatto scalpore la decisione della squadra di utilizzare una seconda maglia simile ai colori dell'Ulster Volunteer Force (un gruppo paramilitare protestante autore di molti attentati).
Secondo la società, la scelta dei colori per la nuova maglia da trasferta per la prossima stagione è stata del tutto casuale e involontaria.

Roy McGivern (presidente del Linfield) e la società stessa hanno fatto sapere: "Quella sarà la nostra nuova maglia da trasferta, non abbiamo niente da rimproverarci e non intendiamo modificarla. Si tratta di una divisa di una squadra di Calcio. Qualsiasi accusa o deduzione del contrario viene respinta con fermezza e vigore da questo club che si vanta di essere inclusivo, aperto a tutti e rappresentativo di tutti. Linfield FC è totalmente contrario a tutte le forme di bigottismo, pregiudizio, violenza e discriminazione"

Come già detto, i colori scelti dal club per la seconda maglia da gioco della stagione 2020/2021 (arancione e porpora con una banda trasversale) sono esattamente gli stessi del più famigerato gruppo paramilitare protestante, l'Ulster Volunteer Force. Un gruppo armato responsabile dell'uccisione di quasi 600 civili cattolici negli anni del conflitto, le cui bandiere sventolano ancora oggi sui lampioni di molti quartieri protestanti di Belfast e dell'Irlanda del Nord tutta.

Un membro dell'assemblea SDLP, Justin McNulty, ha dichiarato all'Irish News : "Il Calcio è uno sport per tutti. Spero che questa sia una vera svista da parte del club e che prenderanno le misure appropriate per evitare di causare offese o vecchi ricordi negativi"
La prima uniforme storica del Linfield è blu (come quella dei Rangers Glasgow), molto utilizzata è anche quella bianca, rossa e blu per richiamare i tradizionali colori dell'Union Jack, la bandiera della Gran Bretagna. La sua seconda maglia è stata spesso quella arancione proprio in onore dell'Orange Order, la società segreta anti-cattolica fondata dai presbiteriani dell'Ulster alla fine del XVIII secolo. Finora però non erano mai state adottate scelte cromatiche direttamente associabili al gruppo armato.
I tifosi del Linfield hanno fatto riferimento ai colori della loro identità e non a quelli dei paramilitari dell'UVF. Ma per la comunità cattolica dell'Irlanda del Nord è una provocazione grave e del tutto inopportuna, perché fa riferimento al tragico passato del Paese ed è assolutamente irrispettosa nei confronti dei familiari delle vittime.

Denise Mullen (consigliera comunale di Belfast): "Mio padre fu ammazzato da un commando dell'UVF che fece irruzione in casa nostra nel 1975 e non posso accettare che una squadra di Calcio scenda in campo con quella maglia vergognosa"

La stessa Mullen sta coordinando la protesta dei familiari delle vittime del gruppo paramilitare che hanno chiesto alla federazione calcistica nord-irlandese di far ritirare la maglia.

Stephen Farry (deputato del partito interconfessionale Alliance) ha chiesto al club di modificare i colori dell'uniforme "perché così offendono profondamente la comunità cattolica. Potrebbe essere puramente casuale e non intenzionale, ma penso che un ripensamento sarebbe appropriato.
La somiglianza con i colori UVF è troppo evidente. Sono disponibili molti altri colori e design. Perché lasciare così tante ambiguità e rischiare di offendere molta gente?"
Il Linfield ha già respinto ogni accusa e la maglia incriminata può già essere acquistata sul sito del club.


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sabato 15 luglio 2017

Scontri e Lancio Di Oggetti Durante Linfield v Celtic Glasgow

La partita tra Linfield e Celtic è finita come prevedibile con una vittoria degli scozzesi (0-2) ma sono tante le cose da raccontare.
In primis i tifosi del Celtic non hanno potuto assistere alla partita per uno strano scherzo del destino: ovvero la concomitanza con l'evento The Twelfth (Orange Walk) che si tiene ogni anno il 12 del mese di luglio in Irlanda del Nord.
Si tratta di una celebrazione protestante ed unionista (con tanto di falò) in onore di Re Guglielmo III d'Orange, deceduto a Londra 315 anni fa.
Nel 1690, i soldati protestanti guidati da Guglielmo III d'Orange attaccarono e sconfissero nella battaglia del Boyne i cattolici, condotti da Giacomo II Stuart, sancendo di fatto il dominio della religione protestante in Nord Irlanda.
La tifoseria del Linfield è chiaramente protestante (tanto da essere gemellata con i Rangers e sudditi della corona inglese).
Il Linfield ha anche divisa blu e pantaloncini bianchi) e ogni anno dà vita a questa storica manifestazione, che spesso e volentieri sfocia in scontri con la polizia, arresti e feriti.
Ciò comporta sempre un grande dispendio di forze dell'ordine, motivo per cui queste non sarebbero state sufficienti per fronteggiare anche la presenza dei tifosi del Celtic (quindi cattolici) in trasferta.
La versione ufficiale della polizia nordirlandese è stata infatti che il Celtic abbia rinunciato di sua spontanea volontà alla sua dotazione di biglietti per questa partita di Champions League contro il Linfield, ma il club scozzese ha precisato di ritenersi molto sorpreso delle parole della polizia, rigettando al mittente la responsabilità della decisione.


IL MATCH
Il doppio confronto, in teoria, era scritto in partenza.
Il Celtic sino ad una decina di anni fa era un cliente fisso di ottavi di finale di Champions, ne hanno vinta anche una nel 1967, curiosamente nello stesso anno il Linfield ottenne anche il miglior risultato della sua storia nelle coppe europee: quarti di finale.
Tornando all'attualità, un autogol di Haughey (17') e una rete di Rogic (23') hanno permesso al Celtic di espugnare il Windsor Park di Belfast.
Il prossimo 19 luglio, in Scozia, il Celtic partirà dunque con un importante doppio vantaggio.
I Nord Irlandesi potranno contare su 1500 tifosi che hanno già fatto loro il biglietto.


INTEMPERANZE
Nei giorni precedenti il match era comparso uno striscione intimidatorio e di insulti contro Scott Sinclair, attaccante del Celtic.
I tifosi del Linfield hanno provocato quelli del Celtic per tutto il tempo (giocatori e i pochissimi tifosi che c'erano sugli spalti), e l’atmosfera si è fatta anche più tesa nel finale di gara con il Celtic già in vantaggio per 2-0, Leigh Griffiths, attaccante biancoverde è uscito illeso dopo il calcio d'angolo più pericoloso della sua vita, calciato schivando di tutto, dagli accendini alle bottiglie di wishky.
Lo stesso poi è stato ammonito dopo aver raccolto una delle bottiglie di vetro lanciate in campo, ammonito per aver provocato i tifosi di casa mimando un 5-1 (risultato di Celtic-Rangers della passata stagione).
Griffiths poi ha deciso di prendersi un’ulteriore rivincita a fine partita: ha preso una sciarpa del Celtic e la ha annodata a uno dei pali della porta del Linfield, scatenando la rabbia dei tifosi di casa, frenati solo dall’intervento della polizia con i cani.



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giovedì 23 luglio 2015

La Rivalità Tra Linfield, Belfast Celtic e Glentoran: Scontri e Violenza

Mettendo da parte l'Inghilterra e la Scozia ma rimanendo nel Regno Unito non si può non accennare alla grande rivalità esistente tra Linfield e Glentoran.
Una rivalità fatta di scontri tra tifosi ed altre atrocità simili.
Per la verità stiamo parlando di decenni fa, quando gli Hooligans la facevano ancora da padrone e in pieno Bloody Sunday, ciò non toglie comunque che la rivalità(suppur meno cruenta) sia sentita tutt'ora. Calcisticamente, a Belfast, vi sono molte squadre qui ci soffermeremo sulle già citate Linfield e Glentoran, parlando anche del Belfast Celtic.
Belfast era la capitale dell'Irlanda del Nord sin dalla sua creazione nel 1920.
Emergendo come la maggior città della propria nazione, è stata la scena dei principali conflitti fra repubblicani e lealisti.
Belfast(insieme a Derry) è la città che è stata maggiormente insanguinata dalla violenza britannica e unionista contro la popolazione nazionalista durante gli anni del Troubles, conflitto civile durato dal 1969 circa fino a fine anni '90.
Attentati, esplosioni, assassinii e violenza per strada hanno caratterizzato un periodo buio nella città.
Le forze paramilitari loyaliste, la Ulster Volunteer Force (UVF) e la Ulster Defence Association (UDA), con la complicità dell'esercito inglese uccisero, oltre a membri dell'IRA, anche semplici cittadini solo perché cattolici o repubblicani.
In totale oltre 1.500 persone furono uccise per violenza politica e religiosa in città tra il 1969 ed il 2000.
La città è famosa per i murales che separano i quartieri cattolici da quelli protestanti.


LINFIELD E BELFAST CELTIC
Originariamente questa partita non vedeva protagonista il Glentoran in quanto, fino al 1949, la grande rivale del Linfield era il Belfast Celtic.
Il Linfield è sempre stata la squadra dei protestanti di Belfast, di quelli fedelissimi alla Regina d'Inghilterra(sono gemellati con Rangers e Chelsea).
Infatti il club, venne fondato dagli operai protestanti in zone di Belfast molto spesso ostile ai cattolici.
Inoltre, all’interno della società vige la regola non scritta di non tesserare giocatori cattolici o comunque non protestanti.
Quindi per quanto riguarda il Linfield si può capire che si tratta di un vero e proprio settarismo.
Il loro terreno di gioco è Windsor Park, 24.734 posti che per motivi di sicurezza vengono sempre portati a 12.342.
Windsor Park è ogni settimana una bomba pronta ad esplodere, una pentola che ha superato il punto di pressione, proprio qua, dove di bombe e pressione se ne intendano.
L’odio a Belfast, purtroppo, tocca livelli che nelle altri parti d’Europa sono impensabili ed al massimo ne puoi sentir parlare alla tv o leggere in qualche giornale, ma non pensi che possano esistere nel vecchio continente.
Invece il Belfast Celtic è sempre stata la squadra cattolica, nazionalista, che mirava ad un' Irlanda libera ed indipendente.
Ricalcava in tutto e per tutto i tratti dei cugini scozzesi.
Stessa divisa, stessa ideologia politica, medesimo orientamento religioso, persino gli stadi avevano lo stesso nome.


PISTOLE ALLO STADIO 1924
Nel 1924 avvenne un grave incidente durante la semifinale di Irish Cup tra il Belfast Celtic e il Glentoran: un tifoso del Celtic portò una pistola allo stadio e iniziò a sparare sulla folla.
Era un periodo molto difficile per l'Irlanda: era in pieno svolgimento la guerra d'indipendenza irlandese e nell'ottobre di quell'anno si verificò la cosiddetta Bloody Sunday; l'incidente avvenuto durante la partita, unito al fatto che tra la tifoseria del Celtic vi era una larga componente di irlandesi nazionalisti cattolici, comportò un allontanamento della squadra dalle competizioni.
Il Belfast Celtic fu sospeso dal campionato per 4 anni.


IL BOXING DAY INSAGUINATO 1948
Il 26 dicembre (noto nei paesi anglosassoni come Boxing Day, il giorno di Santo Stefano) del 1948 il Belfast Celtic affrontò i rivali del Linfield al Windsor Park.
Il Celtic stava vincendo la partita, quando nella ripresa vennero cacciati 3 giocatori uno dietro l'altro.
Il Linfield riesce a pareggiare ma è come se fosse una sconfitta, vista la tripla superiorità numerica.
Nel finale di partita i tifosi del Linfield invasero il campo e si avventarono sui giocatori del Celtic ferendone seriamente alcuni.
La caccia meschina si concluse con tre giocatori del Celtic che rischiarono non solo la carriera ma addirittura la vita.
Il portiere Kevin McAlinden, il difensore Robin Lawlor, ma sopratutto l’attaccante Jimmy Jones, capocannoniere la stagione precedente, sul quale gli assalitori si accanirono anche dopo che aveva perso conoscenza ed era caduto al suolo.
Per lui gamba rotta e carriera finita.
Poteva andargli anche molto peggio.
La notte stessa la dirigenza del club decise di ritirare la squadra dal campionato.
Dagli fine anni 40 il Belfast Celtic smise di esistere.


IL GLENTORAN
Toccò al Glentoran, allora, ereditare il tradizionale ruolo di sfidante del Linfield nell'immutabile derby del Boxing Day, il posto del Celtic nella definizione di Big Two e buona parte della sua tifoseria.
Da allora, cattolici o protestanti che siano, i giocatori del Glentoran a Windsor Park(campo del Linfield) vengono regolarmente sommersi di insulti e fischi.
E viceversa all'Oval, campo del Glentoran.
Di fatto, la rivalità con il Linfield divenne, poco alla volta, legata ad aspetti territoriali relativi alla penetrazione nei diversi quartieri della città piuttosto che a motivi religiosi, sino alla comparsa dall'una e dall'altra parte di movimenti hooligan pronti, con buona frequenza, ad atti di violenza e teppismo che spesso hanno caratterizzato l'annuale appuntamento del Boxing Day(che vede sempre queste due squadra contrapposte: è un paletto del calendario).
Il Glentoran però non è una squadra composta da tifosi cattolici.
Infatti venendo dall'East Belfast il club ha sempre avuto una tendenza al protestantesimo ma, al contrario del Linfield, non vi è un eccessivo estremismo settario.
Non a caso, nelle file del Glens, militano molti calciatori cattolici.
Nel 1985 durante la finale di Irish Cup all'Oval, sostenitori del Glentoran rilasciarono in campo un galletto (emblema del Glentoran) e un maiale che era stato dipinto di blu per insultare i fan del Linfield.
Neanche a dirlo ci furono scontri tra le tifoserie.
Altri scontri tristemente noti si registrano sempre all'Oval di Glentoran nel 2005.
Le tifoserie rivali si lanciarono oggetti per poi scontrarsi sul terreno di gioco dopo che il Glentoran vinse 3-2 grazie ad un gol segnato alla fine della partita da Chris Morgan.
Ci volle molto tempo prima che la polizia antisommossa intervenisse in campo per ristabilire l'ordine.
I tifosi del Linfield riuscirono ad entrare in campo da una porta.
Sassi e bottiglie sono state lanciate da questi dal terreno di gioco verso la tribuna principale dopo erano seduti i tifosi del Glentoran.
In totale dopo il fischio finale sono entrati in campo circa 400 tifosi.
Nove poliziotti e due tifosi sono rimasti feriti.
Nel 2008 a Windsor Park alcune decine di tifosi del Glentoran si scontrarono con la polizia e la federcalcio nordirlandese prese la più drastica delle decisioni: bandire dal calendario il derby del Boxing day almeno per due anni.
Sanzione poi revocata e commutata in una pesante ammenda economica nei confronti dei due club.


SCONTRI CON ALTRE TIFOSERIE
Nel maggio del 2005 ci furono problemi di ordine pubblico a Dublino in occasione della finale di Setanta Cup tra Linfield e Shelbourne(club irlandese).
Nello stesso mese ai tifosi del Linfield venne vietata la trasferta al The Oval per la sfida contro il Glentoran, perché il mese prima duri scontri avevano coinvolto entrambe le tifoserie(il già citato avvenimento di prima).
Nel 2008, tre sostenitori dei blues furono arrestati a Dublino, con l'accusa di reati contro l’ordine pubblico durante il match di Setanta Cup contro il St.Patrick’s Athletic.
Nel maggio dello stesso anno, Conor Hagan, giocatore del Linfield, fu colpito da un razzo lanciato dalla tribuna dei sostenitori del Cliftonville, mentre pochi giorni dopo è stato ancora l’intervento della polizia a sedare una rivolta in occasione del Boxing Day contro il solito Glentoran.
Il settarismo, per il Linfield e i suoi tifosi, resiste oggi soprattutto quando l'avversario è il Cliftonville, club di un sobborgo della zona nord di Belfast che ancora mantiene tra i suoi fan una larghissima base di cattolici indipendentisti.


DUNDALK-LINFIELD (COPPA CAMPIONI 1979)
La situazione nel Nord Irlanda era già estremamente tesa, due eventi a pochi giorni dalla partita avevano fatto sì che che il match potesse essere giocato in un ambiente estremamente ostile.
La morte del conte Mountbattan a Sligo e 17 soldati britannici a Warrenpoint ha fatto sì che la tensione ad Oriel Park fosse elevata.
Primi problemi nei pub: Banbridge costretto a chiudere, 12 hooligans del Linfield sono stati arrestati per rissa in un pub di Carrickarnon.
Gli autobus con i tifosi del Linfield vengono presi a sassate.
Non cambia la questione nello stadio: le tifoserie rivali sugli spalti si scambiano insulti e pietre.
Poi la guerriglia.
Alcuni tifosi del Linfield saliti sul tetto del capannone mostrarono una bandiera Union Jack bruciando il tricolore irlandese.
Al termine della partita ci furono più di 100 feriti.
I tifosi del Linfield si resero protagonisti di atti vandalici distruggendo macchine ed attaccando abitazioni.
Alcuni residenti minacciarono di usare fucili nel caso la loro abitazione fosse stata attaccata.
Anche i tifosi del Dundalk non stavano a guardare con un gruppo di circa 25 persone che attaccarono un bus del Linfield con pietre e bombe molotov.
Un autobus del Linfield finì addirittura fuori strada.
Un tifoso del Dundalk venne arrestato dopo aver agitato una pistola contro i tifosi del Linfield.
Pare che ci fossero anche hooligans del Cliftonville che avevano viaggiato a Dundalk con l'intenzione di creare guai.
Per la cronaca finì 1-1, al ritorno il Dundalk vinse 0-2 passando il turno.
La corsa del Dundalk verrà interrotta solo agli ottavi di finale: sconfitti dal Celtic 3-2.


LE MINACCE DI MORTE A NEIL LENNON
Nel 2002 Neil Lennon, allora centrocampista del Celtic, annunciò che non avrebbe più giocato con la maglia dell' Irlanda del Nord.
A fermarlo non fu un infortunio o un disaccordo con l' allenatore.
Ma una pesante minaccia di morte che pende sulla sua testa ormai da molto tempo e che prima di un' amichevole contro Cipro, divenne a suo dire troppo pericolosa per essere ignorata.
«Mi dispiace che tutto finisca così. Ma non posso sottoporre la mia famiglia a questo tipo di stress e di paura ogni volta che gioco per l' Irlanda del Nord. Ci ho pensato a lungo e ora ho deciso» ha dichiarato Lennon, che in quella sfida per la prima volta sarebbe dovuto diventare capitano.
Ma quando l' autobus con la squadra nordirlandese è entrato a Windsor Park di Belfast, a bordo Lennon non c' era: poco prima che vi salisse, una telefonata alla BBC aveva avvertito che quella sera Lennon sarebbe stato ucciso.
In campo.
 E la polizia gli aveva consigliato di prendere la telefonata sul serio.
La minaccia di morte non aveva nulla a che fare con lo sport ma la sua "colpa", infatti, era essere cattolico.
E giocare per una squadra come il Celtic.
A fare la guerra a Lennon, infatti, furono le formazioni paramilitari unioniste di Belfast, che considerano la nazionale nordirlandese come una roccaforte protestante nella quale i cattolici non hanno il diritto di entrare. A quanto pare, da più di un anno i tifosi più estremisti coprivano Lennon di minacce pubbliche e private: «Se continui a indossare la maglia dell' Irlanda del Nord, pagherai con la vita».
All' inizio Lennon ha pensato che si trattasse di qualche testa calda.
Poi si è reso conto che l' ostilità nei suoi confronti era condivisa da molti: nelle ultime partite per l' Irlanda del Nord appenatoccava la palla, i tifosi lo fischiavano.
Sui muri di Belfast scritte contro di lui, accompagnate dal disegno di un uomo impiccato.


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