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mercoledì 8 aprile 2026

Quali Sono Le Nazioni Più Vincenti Nei Principali Sport?

In questo articolo verrà riportato l'albo d'oro dei principali sport sia club che nazionali dove per ogni competizione viene effettuata la somma tra tutti i titoli vinti per evidenziare le nazioni più dominanti di ogni sport menzionato.


BASEBALL: MONDIALI, WORLD BASEBALL CLASSIC (2026)
Cuba=26
USA=5
Venezuela=4
Repubblica Dominicana=2
Colombia=2
Gran Bretagna=1
Corea Del Sud=1
Porto Rico=1
Olanda=1


BASEBALL: EUROPEI (2025)
Olanda=25
Italia=10
Spagna=2
Belgio=1




BASKET: EUROLEGA, SAPORTA/EUROCUP, KORAC, CHALLENGE, CHAMPIONS CUP (2025)
Spagna=42
Italia=42
Grecia=19
Russia=16
Croazia=10
Francia=10
Israele=9
Serbia=5
Lituania=4
Germania=4
Turchia=8
Lettonia=3
Georgia=1
Bosnia=1
Polonia=1
Repubblica Ceca=1
Slovenia=1
Romania=1


BASKET: MONDIALI (2023)
USA=5
Jugoslavia=5
URSS=3
Brasile=2
Spagna=2
Germania=1
Argentina=1


BASKET: EUROPEI (2025)
URSS=14
Jugoslavia=8
Spagna=4
Lituania=3
Grecia=2
Italia=2
Germania=2
Cecoslovacchia=1
Francia=1
Russia=1
Ungheria=1
Slovenia=1
Egitto=1
Lettonia=1




CALCIO: COPPA CAMPIONI/CL, COPPA COPPE, UEFA/EL, SUPERCOPPA EUROPEA (2025)
Spagna=58
Inghilterra=46
Italia=39
Germania=22
Olanda=14
Portogallo=9
Belgio=7
Scozia=4
URSS=4
Russia=3
Francia=3
Svezia=2
Turchia=2
Romania=2
Ucraina=1
Jugoslavia=1
Cecoslovacchia=1
Germania Est=1


CALCIO: MONDIALI (2022)
Brasile=5
Germania=4
Italia=4
Argentina=3
Francia=2
Uruguay=2
Inghilterra=1
Spagna=1


CALCIO: EUROPEI (2024)
Spagna=4
Germania=3
Italia=2
Francia=2
URSS=1
Cecoslovacchia=1
Portogallo=1
Olanda=1
Danimarca=1
Grecia=1




CICLISMO: GIRO D'ITALIA, TOUR DE FRANCE, VUELTA ESPANA (2025)
Italia=85
Francia=51
Spagna=48
Belgio=33
Gran Bretagna=12
Slovenia=10
Svizzera=10
Lussemburgo=7
Olanda=5
Danimarca=4
Germania=4
Russia=4
USA=4
Irlanda=3
Australia=2




FORMULA 1: MONDIALE PILOTI (2025)
Gran Bretagna=21
Germania=12
Brasile=8
Argentina=5
Olanda=4
Finlandia=4
Australia=4
Austria=4
Francia=4
Italia=3
USA=2
Spagna=2


FORMULA 1: MONDIALE COSTRUTTORI (2025)
Gran Bretagna=35
Italia=16
Germania=8
Austria=6
Francia=3




GOLF: THE MASTERS, PGA CHAMPIONSHIP, US OPEN, THE OPEN CHAMPIONSHIP (2025)
USA=290
Scozia=55
Inghilterra=36
Sud Africa=22
Australia=18
Spagna=10
Jersey=9
Nord Irlanda=8
Irlanda=4
Germania=4
Argentina=4
Zimbabwe=3
Fiji=3
Nuova Zelanda=2
Galles=1
Canada=1
Giappone=1
Francia=1
Italia=1
Svezia=1
Sud Corea=1




MOTOMONDIALE: PILOTI 50, 80, 125, 250, 350, 500, MOTO1, MOTO2, MOTO3 (2025)
Italia=81
Spagna=62
Gran Bretagna=44
Germania=18
USA=16
Australia=12
Giappone=9
Svizzera=8
Francia=8
Rhodesia=8
Sud Africa=6
Nuova Zelanda=4
Olanda=3
Venezuela=3
Svezia=2
San Marino=2
Ungheria=1
Austria=1
Colombia=1
Finlandia=1
Brasile=1
Irlanda=1


MOTOMONDIALE: COSTRUTTORI 50, 80, 125, 250, 350, 500, MOTO1, MOTO2, MOTO3 (2025)
Giappone=133
Italia=96
Germania=24
Spagna=13
Austria=11
Gran Bretagna=7
USA=2
Germania=1
Olanda=1
Cina=1




RUGBY: CHAMPIONS CUP, CHALLENGE CUP (2025)
Francia=24
Inghilterra=23
Irlanda=8
Galles=2
Sud Africa=1


RUGBY: MONDIALI 
Sud Africa=4
Nuova Zelanda=3
Australia=2
Inghilterra=1


RUGBY: 6 NAZIONI (2026)
Inghilterra=39
Galles=39
Francia=27
Irlanda=24
Scozia=22




TENNIS: AUSTRALIAN OPEN, ROLAND GARROS, WIMBLEDON, US OPEN (A.O.2026)
USA=147
Australia=100
Gran Bretagna=49
Francia=49
Spagna=40
Svizzera=26
Svezia=26
Serbia=24
Cecoslovacchia=11
Germania=10
Italia=6
Russia=5
Argentina=4
Brasile=3
Croazia=2
Austria=2


sabato 19 novembre 2022

Da Pilic a Russi e Bielorussi: Wimbledon si Distingue Sempre!

Come si sa, Wimbledon fa un po' storia a sè. Il grande torneo inglese, storicamente, ha visto sempre qualche episodio come dire controverso da parte degli organizzatori che fanno un po' quello che vogliono.
Anche se con tutta probabilità è il torneo più importante e prestigioso, in alcune annate ci sono state rinunce eccellenti, proteste o addirittura giocatori non accettati (un po' quello che è successo quest'anno con gli atleti russi, a causa della guerra in Ucraina). Una delle più grandi particolarità, oltre all'obbligo di vestirsi di bianco e a non giocare di domenica, è l'attribuzione delle teste di serie (che non seguono fedelmente la classifica ATP come avviene negli altri tornei).
Inoltre soprattutto in passato poteva capitare che per la scarsissima propensione alla superficie (quando l'erba era davvero erba) palleggiatori da fondocampo (soprattutto spagnoli) disertavano il trofeo.


IL BOICOTAGGIO DEL 1973
Una delle edizioni più incredibili fu quella del 1973, vinto dal cecoslovacco Jan Kodes sul sovietico Alex Metreveli. L’edizione di Wimbledon del 1973 fu infatti quella del boicottaggio: 81 giocatori tra coloro che sarebbero stati ammessi direttamente in tabellone decisero di non giocare, rinunciando a soldi in nome di un singolo collega; Nikola Pilic. Tra gli assenti c’erano leggende quali gli australiani Laver e Rosewall o come gli americani Ashe e Smith. A quel tempo la Coppa Davis era ancora una faccenda molto seria, talmente seria che la rinuncia di un giocatore a disputare un match della sua Nazionale poteva portare all’esclusione dello stesso non solo dal team, ma dall’intero circuito mondiale. A deciderlo fu la Federazione di un Paese che oggi non esiste più, la Yugoslavia: Nikola Pilic preferì giocare in Canada piuttosto che rappresentare la propria bandiera, e questo atteggiamento fu visto come un atto di sfida, un affronto alla storia che persino Wimbledon decise di non tollerare. 
Al torneo parteciparono comunque alcuni campioni: da Ilie Nastase a un giovane Borg passando per Jimmy Connors. Il primo ranking ufficiale sarebbe arrivato alcune settimane dopo quell’evento, il 23 agosto. Con Nastase numero 1. Il 1973 fu comunque l’anno del boicottaggio di Wimbledon.


RUSSI E BIELORUSSI ESCLUSI DA WIMBLEDON 2022
A causa della guerra, atleti russi e bielorussi non sono stati ammessi al torneo. Una bella botta per Daniil Medvedev, che perderà già la stagione sul rosso per via dell'operazione alla schiena. L'ATP si è dissociata dalla decisione: "È ingiusto escludere i tennisti russi e bielorussi. Può rappresentare un pericoloso precedente"
Dallo scoppio della guerra, gli organizzatori avevano chiesto una presa di posizione precisa contro Putin, che non è arrivata. Il N.2 al mondo aveva detto di "essere per la pace in tutto il mondo" mentre Andrey Rublev, che ha vinto il doppio a Marsiglia con l'ucraino Denys Molchanov, era stato subito molto duro con il governo del suo Paese: "Quello che sta succedendo è terribile. Capisci quanto sia importante la pace nel mondo, e rispettarsi gli uni con gli altri, non importa chi siamo, ed essere uniti. In queste ore molti mi hanno attaccato su internet solo perché sono russo, ma anche se mi tirano pietre io voglio mostrare che sono per la pace. Lo sport unisce".
Oltre a Medvedev ed Andrey Rublev sono stati ovviamente esclusi anche Karen Khachanov, Aslan Karatsev nel maschile ed Aryna Sabalenka, Victoria Azarenka, Anastasia Pavlyuchenkova e Daria Kasatkina.

La risposta dell'ATP non si è fatta attendere: "La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza discriminazioni è fondamentale per il nostro Tour. La decisione di Wimbledon di vietare ai giocatori russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito quest'estate mina questo principio e l'integrità del sistema di ranking ATP. Non è inoltre coerente con il nostro accordo sulle classifiche. In assenza di un cambiamento nelle circostanze, è con grande rammarico e riluttanza che non vediamo altra opzione che rimuovere i punti ATP Ranking da Wimbledon per il 2022. La discriminazione da parte dei singoli tornei semplicemente non è praticabile in un Tour che opera in più di 30 paesi. Apprezziamo molto le nostre relazioni di lunga data con Wimbledon e LTA e non sottovalutiamo le difficili decisioni affrontate nel rispondere alle recenti indicazioni del governo del Regno Unito. Tuttavia, notiamo che si trattava di una guida informale, non di un obbligo, che offriva un'opzione alternativa che avrebbe lasciato la decisione nelle mani dei singoli giocatori che gareggiavano come atleti neutrali attraverso una dichiarazione firmata. Le nostre discussioni interne con i giocatori interessati, infatti, ci hanno portato a concludere che questa sarebbe stata un'opzione più accettabile per il Tour. Separatamente, come annunciato in precedenza, confermiamo che i punti in classifica rimarranno agli eventi ATP Tour a Queen's (ATP 500), Eastbourne (ATP 250) e ATP Challenger nel Regno Unito. Abbiamo preso questa decisione sulla base del fatto che in quelle settimane sono aperte opportunità di gioco alternative ai giocatori russi e bielorussi, a differenza di Wimbledon, che riduce al minimo qualsiasi impatto sull'integrità della classifica. Le sanzioni relative alla violazione delle regole ATP da parte di LTA saranno valutate separatamente. La nostra condanna della devastante invasione russa dell'Ucraina rimane inequivocabile. È stata intrapresa un'azione immediata per sospendere l'evento ATP Tour a Mosca e far competere gli atleti russi e bielorussi sotto bandiere neutrali durante il Tour. Parallelamente, abbiamo continuato il nostro sostegno umanitario all'Ucraina, insieme agli altri organi di governo del tennis, oltre a fornire assistenza finanziaria diretta a molti giocatori colpiti"



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giovedì 27 giugno 2019

La Storia Di Henman e Rusedski e Il Loro Serve And Volley

Simili in tutto e per tutto con lievi differenze (di eleganza e potenza), Tim Henman e Greg Rusedski hanno rappresentato negli anni 90 e nei primi anni del 2000 il tennis inglese e non solo.
Un tennis fatto di serve and volley che ormai non esiste più.
Simili dicevamo perchè quasi coetanei (nati entrambi il 6 settembre Rusedski del 1973, Henman del 1974) perchè giocavano grossomodo uguale (serve and volley), perchè preferivano le stesse superfici (quelle rapide), stesso massimo ranking raggiunto (N.4 del mondo: Greg nel 1997, Tim nel 2002).
15 titoli per Greg, 11 per Henman (che però complessivamente ha un record W/L leggermente migliore).
Eppure i due tra di loro hanno covato sempre una certa rivalità perchè la stampa britannica ha sempre preferito (almeno a Wimbledon) Henman a Rusedski (che come si capisce dal nome non è inglese puro ma nato a Montreal, in Canada).
La decisione di Rusedski di competere per il Regno Unito piuttosto che per il Canada a partire dal 1995 venne accolta male anche dagli stessi fan canadesi, al punto che quando tornò in Canada a giocare per la prima volta dal 1995, la folla sugli spalti gli diede del "traditore".
Rusedski venne spesso messo in ombra anche dalla stampa britannica per il più popolare Henman, specialmente a Wimbledon.
Non a caso, a Tim venne dedicata la "Henman Hill" (Aorangi Terrace) a Wimbledon.
Ovvero una zona prevalentemente erbosa nei terreni dell'All England Lawn Tennis e del Croquet Club dove, durante il torneo di Wimbledon, si radunano folle di persone senza biglietto per guardare le partite di tennis dal vivo su uno schermo gigante al lato della campo N.1.
Il soprannome Henman Hill è emerso alla fine degli anni '90 quando i sostenitori britannici si riunivano per vedere le partite di Tim Henman.
Questo è sicuramente il nome più noto, tuttavia durante l'epoca più recente di Andy Murray venne etichettata come "Murray Mound".
In realtà, anche se meno noto come nomignolo, quando i tifosi si radunavano per vedere i match di Rusedski veniva chiamata "Rusedski Ridge".


PRESTAZIONI E TITOLI
Rusedski ha vinto più titoli di singolare rispetto al connazionale Henman, con 15 titoli a 11.
Greg ha anche raggiunto la finale degli US Open nel 1997, mentre Henman non ha mai superato le semifinali di un torneo del Grande Slam. Tuttavia, Henman ha raggiunto sei semifinali del Grande Slam e altri quattro quarti di finale, mentre Rusedski ha raggiunto solo due quarti di finale del Grande Slam in totale (oltre alla già citata finale persa contro Rafter nel 1997 in 4 set).
Henman fu fermato in semifinale a Wimbledon prima da Pete Sampras nel 1998 e nel 1999, in seguito da Roger Federer.
Henman arrivò in semifinale anche nel 2001 e nel 2002, ma nella prima occasione fu battuto in un match più volte interrotto dalla pioggia da Goran Ivanišević, l'anno dopo a infrangere i suoi sogni fu l'australiano Lleyton Hewitt (sia Ivanisevic che Hewitt vinsero poi il torneo). Tim raggiunse i quarti di finale di Wimbledon in altre quattro occasioni (1996, 1997, 2003, 2004).
Né Rusedski né Henman hanno raggiunto i quarti di finale dell'Australian Open.
Henman (molto a sorpresa) raggiunse anche la semifinale degli Open di Francia, mentre Rusedski non riuscì mai a superare il quarto round in quel torneo.
I due comunque vinsero (insieme) molti singolari importanti in Coppa Davis.
Negli US Open del 2002, dopo aver perso contro Pete Sampras al terzo turno dopo una faticosa partita da cinque set, Rusedski descrisse Sampras di quell'anno come "un passo indietro rispetto a quanto stava al top" e predisse che Sampras avrebbe perso la sua successiva partita al quarto round contro la giovane stella tedesca Tommy Haas. Sampras, tuttavia, vinse il torneo il torneo.

Sampras rispose: "contro di lui non ho bisogno di avere un passo in più"

A Wimbledon nel 2003, Rusedski stava giocando una partita di secondo turno contro Andy Roddick con l'americano che aveva vinto i primi due set, ma Rusedski era 5-2 nel terzo set. Mentre Roddick stava battendo, un tifoso chiamò a gran voce "out", facendo sì che Rusedski smettesse di giocare il punto in quanto credeva che ad aver gridato fosse stato un giudice di linea. L'arbitro stabilì che la palla era buona ed assegnò il punto a Roddick. Rusedski, credendo che il punto sarebbe dovuto essere ripetuto, si lanciò in una invettiva ed insulti contro l'arbitro e, senza mai riguadagnare la sua compostezza, perse i 5 successivi games senza rispondere per concedere la partita.
Rusedski si scusò dopo la partita ma fu comunque multato.
Lo stesso risultò anche positivo al nandrolone nel gennaio 2004, ma venne scagionato dalle accuse in un'udienza del 10 marzo 2004.
L'ultimo match di Rusedski in un Grand Slam fu proprio contro il rivale, compagna e compatriota Tim Henman, agli US Open del 2006. Dopo un primo set combattuto, Rusedski finì per perdere 7-6, 6-2, 6-3. Questa fu l'ultima partita di Rusedski in uno Slam.
Nei confronti diretti Tim chiuse avanti 8-2.
Henman si ritirò invece l'anno successivo, nel 2007.


STILE DI GIOCO
Come detto entrambi i giocatori prediligevano il gioco d'attacco quindi il serve and volley, Henman era sicuramente più elegante(servizio preciso e profondo ma meno potente), Rusedski più potente nei colpi (e molto meno tecnico) anche per la maggiore stazza.
Rusedski detenne per diverso tempo anche il record di servizio più veloce del circuito: 149 miglia orarie (prima di essere battuto da Andy Roddick).
Per il resto attacchi in backspin (Rusedski era anche mancino) per prendere la rete appena possibile e palleggiare poco da fondocampo.
Servizi sia di potenza che slice (per mandare l'avversario fuori dal campo).
Il serve and volley coniuga due fondamentali (servizio e volée, appunto) che sino ad un decennio fa erano imprescindibili sull’erba, vuoi per i (bassi) rimbalzi irregolari della palla vuoi per la superficie veloce.
Per eseguire il serve and volley, inoltre, c’è bisogno di effettuare tantissimi aggiustamenti tecnici, creando un movimento unico che parte dal lancio di palla, che deve essere rivolto più in avanti rispetto al servizio “normale”, con la conseguenza che c’è un rischio maggiore di mandare la palla in rete. Non solo viene modificato il lancio, ma anche l’impatto stesso deve essere preferibilmente in slice interno o in kick esterno per dare più tempo al battitore di scendere più vicino possibile alla rete. Il lancio in avanti, inoltre, permette che lo stacco da terra dei piedi sia meno alto e di conseguenza l’atterraggio sia meno pesante e avvenga in un tempo inferiore e in un punto più vicino alla rete, condizione fondamentale affinché lo scatto verso la rete sia il più rapido possibile soprattutto nei primi passi.
Oggi con i tagli diversi dell'erba quindi con il rallentamento delle superfici non è più una tattica vincente perchè se dall'altra palla trovi un grande ribattitore verresti sistematicamente passato.

Rusedski (intervista del 2015): "Pochi ragazzi giocano oggi il serve and volley. Questo è dovuto alle superfici e ai materiali.
Le superfici ai miei tempi erano molto veloci, ora sono più lente. Le corde avevano un materiale più resistenze per imprimere potenza in risposta. Oggi si basa sul tirare forte e sugli scambi. Ma il serve and volley mi entusiasma ancora" 

Henman (intervista del 2016): "Il serve and volley sta morendo, adesso le superfici sono più lente, i tennisti vengono meno a rete e questa capacità non viene sviluppata sin da piccoli.
Sul circuito, quindi, manca sempre più il serve and volley e non credo che avremo in temi brevi un campione con queste capacità"


SCONTRI DIRETTI (GIOCATORI PRINCIPALI)
Henman v Federer 6-7
Henman v Roddick 3-2
Henman v Murray 1-3
Henman v Hewitt 1-9
Henman v Nadal 0-2
Henman v Sampras 1-6
Henman v Nalbandian 1-5
Henman v Haas 2-3
Henman v Ivanisevic 4-1
Henman v Rusedski 8-2
Henman v Philippoussis 3-4


PALMARES
Cincinnati (Super Nine) 2000
Indian Wells (Super Nine) 2002
Indian Wells (Super Nine) 2004


SCONTRI DIRETTI (GIOCATORI PRINCIPALI)
Rusedski v Federer 1-4
Rusedski v Roddick 1-6
Rusedski v Hewitt 3-4
Rusedski v Sampras 1-9
Rusedski v Haas 4-1
Rusedski v Ivanisevic 1-9
Rusedski v Philippoussis 3-3


PALMARES
Indian Wells (Super Nine) 1998


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martedì 5 marzo 2019

La Storia Di Andy Roddick: Fair Play, Racchette Rotte e La Bestia Nera Federer

"Quando si getta la racchetta a terra si arriva ad uno stato interiore di pace e tranquillità. Ci si sente bene ma purtroppo non per molto tempo perchè poi si pensa subito alla situazione di punteggio avversa e la bella sensazione sparisce dopo pochi secondi"

Andy Roddick nato nel 1982 nel Nebraska è rimasto tra i primi 10 per un decennio, mantenendo un’impressionante continuità di rendimento grazie ad un servizio e dritto esplosivo. 
Mentre il dritto non di rado superava i 160 km/h, il servizio è ricordato come uno dei più potenti ed efficaci della storia del tennis professionistico.  Lo yankee tirava su la manica destra della polo, batteva violentemente 4-5 volte la pallina a terra, per poi lanciarla in avanti: stacco, impatto e (molto spesso) aces. Il suo record personale di velocità fu di 249 km/h (155 mph), battuto poi da Karlovic e Groth (tennisti della sua epoca. Poi si sa che con il passare degli anni i mezzi migliorano). 
Il movimento del suo servizio era molto veloce ed esplosivo, il che trasferiva molta potenza alla palla. Nel suo repertorio anche un pesante kick alternato a servizi slice molto angolati. 
Grazie al top-spin e alla sua torsione si trattava di servizi con rimbalzo molto alto.
Come trofei dello Slam lo si ricorda vittorioso solo all'US Open ma ha disputato anche 4 finali di cui 3 a Wimbledon ed almeno quella del 2009 l' avrebbe meritata di vincere.
E' ricordato, oltre che per le vittorie, per il record terribile contro Federer e per quel cappellino gocciolante di sudore, anche per gesti di fairplay e qualche caduta di stile (come palline gettate sul pubblico e qualche racchetta rotta di troppo).
In un video tutorial su Youtube spiega "come lanciare una racchetta senza finire nei guai: è vantaggioso scagliarla a faccia in giù. In questo modo non va da nessuna parte, non colpirete nessuno ed atterrerà in un piccolo cerchio di circa 4 piedi".
La palla invece sempre verso il cielo: "Non colpirà nessuno duramente, non lanciatela ad altezza occhi, potreste colpire qualcuno alla gola!".


BRAD GILBERT: L'ALLENATORE STORICO
Roddick fu allenato da Brad Gilbert, un personaggio diventato noto per questa frase riferita ad Agassi: "Io ho vinto un sacco di partite che avrei dovuto perdere. Tu hai perso un sacco di partite che avresti dovuto vincere. Penso di poterti essere utile"
L'americano incentrò la propria carriera, prima da giocatore e poi da allenatore, su un unico credo: peggiorare il gioco degli avversari.
Da giocatore, Gilbert non disponeva di un colpo che eccellesse sugli altri, né tantomeno di un gioco completo e brillante. Gilbert era un concentrato di inettutidini tecniche, da cui non ci si sarebbe mai potuti aspettare nulla di nulla nè un tentativo di redenzione dalla propria mediocrità.
Brad però riuscì a trasformare un irrisolvibile svantaggio nella fonte di tutte le sue fortune. Nel corso degli anni l'americano fondò la propria strategia sulla ricerca dei punti deboli dei rivali, tecnici o mentali che fossero, sviluppando una tattica personalizzata e provocatoria, atta ad esasperare l’avversario di turno. Da questo punto di vista l’americano può e deve essere considerato un luminare del gioco. Gilbert era un’autentica banca dati, in cui ogni minima pecca degli antagonisti veniva registrata, elaborata e, a tempo debito, colpita.
Questo approccio lo fece risultare antipatico a pubblico, oltre che ai colleghi, sempre più irritati dalle logoranti condotte di gara di Brad. Il grande John McEnroe, dopo un’insopportabile sconfitta contro Gilbert, scelse di allontanarsi per un periodo dal mondo del Tennis, tale fu lo smacco a seguito di quell’umiliante disfatta. Da allenatore, sotto la sua guida, Agassi fece il definitivo salto di qualità, conquistando sei Grande Slam.
Porterà (come vedremo) anche Roddick a vincere il suo Slam (sarà l'allenatore di A-Rod dal 2003 al 2004), trasformandolo dal ragazzo che nei primi anni di carriera da dilettante andava a dare il cinque agli spettatori sulle tribune...in un lottatore indomito, centrato (anche se spesso irascibile) e che non si arrende mai. Le cose andranno un po' meno bene quando Brad allenerà Andy Murray che farà il salto di qualità, a seguito della sua dipartita.


LA VITTORIA ALL'US OPEN E LE PRIME 2 FINALI PERSE A WIMBLEDON
Tornando a Roddick, l'esordio tra i pro risale ai primi anni del 2000, la prima posizione mondiale la conquista nel 2003 quando vince gli US Open battendo in finale Juan Carlos Ferrero.
Per la verità il 2003 è un anno abbastanza di transizione, Roddick in quello Slam batterà: al 1º turno Tim Henman 6-3 7-6 6-3, al 2º Ivan Ljubičić 6-3 6-7 6-3 7-6, al 3º Flávio Saretta 6-1 6-3 6-3, al 4º Xavier Malisse 6-3 6-4 7-6, ai quarti Sjeng Schalken 6-4 6-2 6-3, in semifinale David Nalbandian 6-7 3-6 7-6 6-1 6-3 e in finale il già citato Ferrero con il risultato di 6-3 7-6 6-3.
Prima del Grande Slam, vince i Masters Series di Montreal (dove batte, una delle pochissime volte della sua carriera, Roger Federer) e Cincinnati.
Il 2003 è anche ricordato per il match di Roddick vinto 7-6 7-6 7-5 contro l'inglese Greg Rusedski a Wimbledon.  Una palla dell’americano colpisce la linea, viene chiamata incautamente out da una persona del pubblico e Rusedski non la colpisce. 
L’inglese a questo punto è convinto di poter rigiocare il punto, ma l’arbitro non è d’accordo e concede il 15 a Roddick.  Rusedski perde le staffe ed inizia ad insultare il giudice di sedia con una marea di bestemmie inedite per Wimbledon e la TV. Verrà multato di 1500 sterline.
L'anno successivo (2004), dopo aver vinto il master di Miami, si presenta in gran forma a Wimbledon dove riesce ad arrivare in finale. Roddick dimostra di non poter competere contro lo svizzero e riesce soltanto a strappargli il primo set: il punteggio finale sarà 6-4 5-7 6-7(3) 4-6.
Joachim Johansson lo butta fuori dagli US Open al quinto set, invece nella Master Cup finale sarà Hewitt ad estrometterlo in semifinale dal torneo. Nel 2005 torna per la seconda volta in finale a Wimbledon ed ancor più che nel 2004 la finale contro Federer è senza storia: 2-6 6-7(2) 4-6.
Un altro master 1000 tornerà a vincerlo nel 2006: sempre a Cincinnati.
Poco dopo torna di nuovo in finale all'US Open, altra finale che non riuscirà a vincere, perdendo in quattro set, 2-6 6-4 5-7 1-6, sempre contro Federer.


IL GESTO DI FAIR PLAY CONTRO VERDASCO A ROMA 2005
Roddick è ricordato anche per un gesto incredibile che successe a Roma nel 2005.
L'americano fa suo il primo set vincendo al tie-break con un netto 7-1.
Il vantaggio esalta lo statunitense che strappa subito la battuta all’avversario e mantiene il vantaggio senza troppa difficoltà fino al 5-3 nel secondo set.
Verdasco serve, due errori e un dritto vincente di Andy lo precipitano sullo 0-40.
La successiva prima palla è lunga, la seconda è un kick centrale che viaggia nei pressi della riga parallela al corridoio: "Out". Il grido del giudice di linea squarcia il silenzio: la partita è finita.
Verdasco abbassa la testa e si avvia a rete per stringere la mano all'avversario ma Andy non alza le braccia né sorride. Fa tre passi avanti, controlla il segno lasciato dalla pallina e un cenno della sua mano destra basta all’arbitro per capire che la palla è buona. Verdasco si vede regalare un punto che sarebbe stato quantomeno da ripetere. Verdasco pareggia a 40 con un ace, concede un quarto match point sparando un dritto in rete a campo aperto ma lo annulla con un vincente incrociato di rovescio prima di tenere il servizio. Poco male, si pensa fra i tifosi a stelle e strisce, non fosse che Roddick rompe le corde in battuta sul 30 pari. Il cambio di racchetta gli costa un dritto lungo e sulla palla break seguente lui completa il disastro valutando fuori un recupero dell’avversario che rimane in campo abbastanza nettamente. Verdasco si issa al tie-break e lo domina fra gli urli della folla.
Nel terzo set un break immediato a zero, con Roddick ormai sballato che si becca un warning scagliando violentemente la pallina fra il pubblico, scrive la parola fine all’incontro ben prima della stretta di mano.
A fine partita, Roddick: "Non ho fatto niente di straordinario. Ho solo risparmiato un viaggio all’arbitro" L'annata 2007 vide Roddick e gli USA vincere la Coppa Davis.


L'INCREDIBILE FINALE DI WIMBLEDON 2009
Il più grosso rammarico della sua carriera tennistica però sarà la finale di Wimbledon persa nel 2009 ancora una volta contro Federer.
Dopo aver battuto Lleyton Hewitt ai quarti in un match durato 3 ore e 51 minuti con il punteggio di 6-3 6-7 7-6 4-6 6-4, in semifinale elimina l'idolo di casa Andy Murray il favorito per la finale (6-4 4-6 7-6 7-6). L'avversario dunque è ancora lo svizzero.
Quel 5 luglio del 2009, sul centre court di Wimbledon, per oltre due set Andy sembrò sul punto di riuscire là dove non era mai riuscito: vincere una finale Slam contro Federer.
Quel giorno l'americano stava mettendo Federer alle corde, il suo servizio funzionava a perfezione.
Il braccio dello svizzero si era bloccato sul game che lo avrebbe portato sul sei pari: primo break, subito decisivo: 7-5 per Roddick che fa suo il primo set. Stessa storia nel secondo set.
Ace sporchi, servizi vincenti, diritti fulminanti. Questa volta lo svizzero però tiene e si va al tie-break.
1-0 Roddick, 2-0, 2-1, 3-1, 4-1, 5-1. Si gira. 5-2, 6-2.
Controbalzo di rovescio di Federer: 6-3 Roddick, poi 6-4, 6-5.
Sul 6-5 l'americano ha una facile volee di rovescio per chiudere il secondo set, Roddick arriva proprio facile su quella palla alzata per disperazione dallo svizzero (le due immagini di sotto non rendono neanche l'idea) ma la sbaglia clamorosamente.
Federer recupera e vince il secondo set 6-8.
Il pensiero che viene a tutti in testa è che l'americano possa crollare, invece Roddick rimane incollato alla partita. Perde il terzo set, ancora una volta al tie-break (5-7 questa volta).
Federer però non recita la parte dello squalo e nonostante tutto sente la pressione quindi concede più di qualcosa. Roddick conserva il break in avvio di quarto set. Si decide tutto al quinto.
Americano (quasi) favorito, non solo per aver portato la partita al quinto ma anche perchè nei 4 set precedenti non aveva mai perso il servizio (lo svizzero 2 volte).
Sull'8 pari, Roddick ha 2 palle break che assomigliano tanto a 2 match point ma lo svizzero si salva ancora. Dopo 1 ora e 37 minuti, finirà per prevalere Federer 14-16 che realizza il primo match point a disposizione (dopo 4 ore e 16 minuti di gioco totale).
Caso più unico che raro, il finalista sconfitto, realizza più game del vincitore: 38 Federer, 39 Roddick.
Federer realizza 50 aces contro i 27 dell'americano (la risposta fa tutta la differenza del mondo in questo sport, del resto se si confrontano le velocità medie dei servizi: 118 mph Federer contro 127 mph, 7 miglia orarie in favore dell'americano anche sulle seconde. 64% di prime in campo per lo svizzero contro il 70%).


ULTIMI ANNI E QUALCHE PENALTY POINT DI TROPPO
Roddick vince un altro Master Series nel 2010: ancora una volta Miami battendo Berdych in finale.
Il 2011 fu un anno dove Roddick ricevette diversi warning e penalty point per comportamenti non proprio esemplari. Ad esempio a Cincinnati diede il peggio di sè, distruggendo prima la racchetta e poi scagliando una pallina fra il pubblico nel suo match contro Kohlschreiber (si beccò per questo un penalty point da Carlos Bernandes), agli US Open dopo la vittoria in quattro set contro il connazionale Michael Russell, preciserà: "Ovviamente è inammissibile qualsiasi mancanza di rispetto nei confronti di avversario e arbitro ma se faccio del male solo a me stesso perché dovrei ricevere un warning?".
Nello stesso anno sempre a Roma, dopo la sua sconfitta al primo turno contro Simon, rispose piccato alle domande dei giornalisti sullo stato di salute, precario, del tennis statunitense: "Di certo la crisi del nostro Tennis non è peggiore di quella del Tennis italiano". 
L'americano chiuderà la sua carriera nel 2012.


BESTIA NERA FEDERER
Contro lo svizzero, Roddick chiuderà con un impietoso 3-21.
4 sconfitte a Wimbledon (3 finali), 2 semifinali all'Australian Open, 2 all'US Open (di cui 1 finale) più 3 sconfitte alla Masters Cup. Oltre a Federer, il suo più grande rivale fu il rovescio bimane: un colpo che faceva davvero poco male. Sulle velocissime superfici dei primi anni del 2000, Roddick andava a nozze: gli bastava solo servizio più dritto e con il rovescio come colpo di contenimento.
Poi gli organizzatori iniziarono ad uniformare tutte le superfici rendendole meno veloci: prima all'US Open e poi a Wimbledon (la trasformazione è ancora in atto. Nella seconda settimana di Wimbledon ormai si parla di "erba battuta" e non più erba). Roddick fu "costretto" ad "imparare a giocare" da fondo-campo, a volte anche 1 metro fuori dallo stesso. Poi rovescio vulnerabile, tattica disordinata, dritto che faceva meno male (proprio per il rallentamento delle superfici) e qualche volee sbagliata di troppo a rete lo fecero, piano piano, cadere nell'oblio (seppur ancora capace di prestazioni di medio-alto livello anche nella parte finale della sua carriera).
Ovviamente poi l'esplosione di Federer e Nadal fece il resto.
Roddick, oltre al discorso superficie fatto prima, fu però bravo ad inserirsi nell'epoca di transizione tra il ritiro di Sampras e l'era di Federer, Nadal, Djokovic e in parte Murray.


SCONTRI DIRETTI (GIOCATORI PRINCIPALI)
Roddick v Federer 3-21
Roddick v Nadal 3-7
Roddick v Djokovic 5-4
Roddick v Murray 3-8
Roddick v Hewitt 7-7
Roddick v Haas 6-7
Roddick v Henman 2-3
Roddick v Rusedski 6-1
Roddick v Coria 5-0
Roddick v Nalbandian 4-2
Roddick v Agassi 1-5


PALMARES
Montreal (Master 1000) 2003
Cincinnati (Master 1000) 2003
US Open (Grande Slam) 2003
Miami (Master 1000) 2004
Cincinnati (Master 1000) 2006
Coppa Davis 2007
Miami (Master 1000) 2010


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martedì 19 febbraio 2019

Differenze Tra Campi Da Tennis: Velocità, Rimbalzo e Regolarità Della Superficie

In questo articolo vedremo alcune differenze fisiche (rimbalzo, velocità, regolarità o meno) tra le superficie tennistiche: erba, cemento, indoor e varie tipologie di terre battute.
Fermo restando comunque che, con il passare degli anni, l'ATP ha cercato di regolarizzare il tutto rendendo i terreni di gioco sempre più simili tra loro portando avanti un progressivo rallentamento delle superfici (visibile soprattutto a Wimbledon e nei tornei Indoor americani).


ERBA
Sui campi in erba (sovrapposti ad uno strato terroso molto duro), la palla tende a rimbalzare bassa e sembra che acceleri, specialmente se è stata colpita con rovescio tagliato "backspin" (rotazione della palla dall'alto verso il basso): vengono favoriti i giocatori con servizio veloce e gioco sotto rete. Probabilmente è la superficie più veloce, a causa del suo manto scivoloso. La palla ha un rimbalzo inferiore poichè il terreno è più morbido rispetto ai materiali usati sugli altri tipi di campi da Tennis. Il manto può provocare anche un rimbalzo imprevedibile della palla dovuto alla superficie d’erba irregolare (per questo conveniva palleggiare poco da fondo e spingersi a rete).
Prima che quest'erba venisse modificata (con tagli e quant'altro), essa favorisce (favoriva) giocatori con un buon servizio ed i giocatori bravi a rete.
Meno chi palleggia da fondo.
In tempi recenti a causa del gioco da fondo e quindi del deterioramento, nei tornei di 2 settimane (Wimbledon quindi), l'erba diventa (per usare un gioco di parola) "erba battuta".
In erba si è disputato l'Australian Open dal 1905 al 1987, prima che venisse scelto il cemento.
Stesso discorso per l'US Open dal 1881 al 1974.


CEMENTO
Si tratta di una superficie in asfalto o cemento.
Su questi campi (tornei di Flushing Meadows a New York e Australian Open) il rimbalzo è alto, generalmente veloce e regolare (a causa della superficie dura).
Le rotazioni sono amplificate.
Normalmente la palla viaggia ad una velocità inferiore che sui campi in erba ma più velocemente che sui campi in argilla (terra rossa).
Tranne superfici velocissime, il cemento permette sia gioco a rete che da fondo.
Rimane però una certa predisposizione per i grandi battitori e per chi ha una certa potenza nei colpi.
Quindi sono favoriti i colpi piatti.
Dal 1978 su questa superficie si gioca l'US Open, dal 1988 invece l'Australian Open.


INDOOR
Esistono anche superfici sintetiche in PVC (cloruro di polivinile, cioè un materiale termoplastico) o Mantoflex (con resine Multicolor), quindi la loro superficie è elastica.
Si tratta di terreni di gioco veloci o lenti a seconda del tipo di materiale scelto (mescola del cemento usata).
Per il resto il rimbalzo è regolare e simile a quello del cemento, cambia la velocità della superficie.
Qui ad esempio si giocano le ATP Finals nell'O2 Arena di Londra.


TERRA BATTUTA IN ARGILLA
Sui campi in terra rossa (argilla) il rimbalzo della palla è medio-alto, lento e irregolare, a causa delle sconnessioni che si creano col passare del tempo di gioco.
Qui sono favoriti i giocatori da fondo campo e che fanno della corsa il miglior alleato.
Visto che la superficie tende a rallentare il servizio e i colpi, i giocatori che basano tutto il loro Tennis sulla battuta sono ovviamente sfavoriti (perchè il loro colpo fa meno "male" rispetto ad erba e cemento).
Un colpo molto usato è il "topspin" (rotazione della palla dal basso verso l'alto) che conferisce un rimbalzo ancora maggiore, rendendo più arduo il gioco offensivo (sull'erba sarebbe inutile perchè la palla tende a morire e a rimbalzare poco. Sul cemento può avere i suoi effetti invece).
Su questa superficie si gioca l'unico Slam in terra battuta: il Roland Garros di Parigi.


TERRA VERDE IN BASALTO
E' detta anche terra verde hawaiana in quanto ricavata dalla frammentazione di una roccia vulcanica basica (basalto) e non dall'argilla.
E' una superficie molto più veloce della terra rossa ma meno del cemento.
Anche gli US Open si sono disputati su questa superficie per tre edizioni (dal 1975 al 1977).
Negli USA sono rarissimi i tornei in terra battuta (sono quasi tutti in cemento ed indoor) e quei pochi che ci sono hanno terre particolari (terre verdi appunto o più scure delle tradizionali, come era il torneo ATP di Houston sino a qualche anno fa. Su terra verde si sono giocate anche tre edizioni dell'US Open dal 1975 al 1977, prima di trasferirsi sul cemento).


COSA INFLUENZA LA VELOCITA'?
Oltre ai fattori appena visti (superficie quindi rimbalzo della palla e rallentamento della stessa), giocano un ruolo fondamentale anche l’altitudine (maggiore altitudine porta a più ace), le condizioni meteorologiche che possono rallentare un torneo normalmente veloce (come fu il caso dell’uragano Irene con gli US Open 2011. Un aumento di temperatura, con gli stessi giocatori in campo, aumenterà il numero di ace). Anche la scelta delle palline può influire la velocità di gioco.
L'effetto altitudine è così elevato che sulla terra di Sao Paulo o di Gstaad si vedono un gran numero di ace e servizi vincenti.
I campi indoor, con il tempo, hanno mostrato un continuo rallentamento delle superfici (ciò è avvenuto anche a Wimbledon e sui campi in cemento).
Tra i tornei maggiori, quello più lento è sicuramente l'ATP di Motecarlo.



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venerdì 18 gennaio 2019

La Storia Di Andy Murray: Insulti, Litigi e Controversie

Andy Murray nato a Glasgow nel 1987 e cresciuto a Dunblane, iniziò sin da piccolissimo con il Tennis per poi abbandonarlo per il Calcio facendosi peraltro notare dai Rangers Glasgow.
Ma tornò presto alla racchetta per non abbandonarla più.
Di sicuro fu uno choc quando a otto anni uscì illeso insieme al fratello al massacro della scuola elementare di Dunblane: un uomo armato entrò nella struttura e aprì il fuoco uccidendo 16 bambini e un’insegnante. I due fratelli Murray riuscirono a salvarsi per miracolo.
Ma un macigno fu anche la separazione dei genitori l’anno dopo: "Quando sei un bambino non capisci il divorzio. Vedere nostra madre e nostro padre litigare è stato duro per me e Jamie, ma loro sono stati ottimi genitori. Ci hanno dato tantissime opportunità e si sono impegnati al massimo. Anche se non è facile per un bambino trovarsi in mezzo a tutto quanto".
Decisivo l’incontro con Kim Sears che ha sposato l’11 aprile 2015.
Quando nel 2005, a 18 anni, si affacciò fino al terzo turno di Wimbledon, quasi abbagliato dai riflettori, nel tempio del Tennis e di quel pubblico che disperatamente era alla ricerca di un possibile erede di Tim Henman.
Ma al terzo turno perse, e tornò ad essere solo un giovane scozzese.
A fine anno la prima finale a Bangkok, persa contro Federer, che nonostante la vittoria in due set a fine gara dichiarò senza dubbi che Murray è uno da altissimi livelli.
Il trionfo in casa dopo mille anni da Fred Perry, la Davis consegnata alla Gran Bretagna giocando di fatto da solo se non con l’aiuto del fratello.
L’atteggiamento di chi non è mai soddisfatto, spesso travisato o sfociato in indolenza, litigi, insulti, lamentele, ma originalmente un desiderio continuo di volersi migliorare e spingersi al limite.
Una seconda parte di 2016 dominata con l’aiuto del suo granitico team di preparatori e fisioterapisti, di sua moglie Kim che pur di stargli accanto si è beccata anche una denuncia per oscenità pronunciate in pubblico.
La mano rigida di mamma Judy, quella affettuosa del fratello Jamie.
Vincitore di due volte a Wimbledon (2013 e 2016), una volta agli US Open (2012), unico tennista nella storia delle Olimpiadi a vincere due ori nel torneo singolare (Londra e Rio).
Oltre a firmare nel 2015, in coppia con il fratello Jamie, come detto, il ritorno al successo in Coppa Davis della Gran Bretagna interrompendo un digiuno di 79 anni.
Nel mezzo anche 8 finali perse negli Slam: 1 negli USA (2008), 5 in Australia (2010, 2011, 2013, 2015, 2016) ed 1 a Wimbledon (2012).
E' il N.1 del mondo a fine 2016.


LITIGI, INSULTI E CONTROVERSIE
Nel 2013 si ricorda il tennista scozzese, sotto di due set contro lo spagnolo Verdasco (prima della grande rimonta), prendersela con uno spettatore per una foto con il flash, poi con un giudice di linea perché ha fatto rumore spostando la sedia, ma soprattutto con se stesso per gli errori che faceva a ripetizione.
E così, grazie ai microfoni a bordo campo, a un certo punto i telespettatori hanno potuto benissimo sentirgli dire: "Fottuto coglione, che cavolo sto facendo?"
In quella partita, secondo Gianni Clerici, gli spettatori fecero un tifo "da Wembley più che da Wimbledon" durante la gara, applaudendo platealmente e insistentemente gli errori di Verdasco, un "reato" ben più grave delle imprecazioni di Murray.

Mats Wilander: "Quando l'arbitro fermerà il diluvio d'insulti che in ogni match Murray lascia sul campo? Questo linguaggio non è positivo per il tennis e per tutte le persone che guardano questo spettacolo con i figli davanti la televisione"

Si ricordi anche il litigio con Rosol a Monaco di Baviera nel 2015.
Durante il match di quarti di finale, Lukas Rosol andò addosso a Murray durante un cambio di campo e lo scozzese non l’ha presa bene, dicendogli: "Non piaci a nessuno nel tour, ti odiano tutti"


IL DIFFICILE RAPPORTO CON I COACH
Dopo le rotture con Brad Gilbert, Miles Maclagen, Alex Corretja, Ivan Lendl, l’elenco degli allenatori che hanno mollato lo scozzese per il suo caratteraccio è lunghissimo.
Compresa Amélie Mauresmo, ex tennista francese.
Riguardo la sua rottura risalente al 2016: "Ho un buon rapporto con Amélie, non credo si possa dire qualcosa a riguardo. E’ stato detto che gli ultimi giorni con lei sono stati un continuo litigio, che io ero continuamente in contrasto con tutto quello che lei diceva, che ci siamo separati in maniera difficile: tutto questo semplicemente non è vero. Chi dice che c’è stata una conversazione alterata (in riferimento ad una presunta discussione accesa avuta a Madrid) sta mentendo o non era lì. Abbiamo parlato in maniera calma per tutto il tempo e dire che abbiamo rotto per il mio comportamento significa dire il falso. A Madrid non abbiamo discusso neanche una volta"

Lo scozzese ha avuto sempre rapporti difficili con i suoi allenatori, per via del suo comportamento in campo: "Naturalmente, quando abbiamo lavorato insieme, abbiamo discusso di molte cose e ci sono stati momenti in cui, come è successo con tutti i miei allenatori, mi hanno detto ‘concentrati di più sul gioco, scarica la tua frustrazione su altro e distraiti da ciò che sta accadendo sul campo’, ma dire che questo è il motivo per cui abbiamo smesso di lavorare insieme è sbagliato"

A seguito della disfatta dell'Argentina contro la Croazia nel mondiale di Russia 2018 scambio di ironie, con insulto, tra lo scozzese e due tennisti argentini, presenti alla disfatta dell’Albiceleste contro la Croazia. Prima del fischio d’inizio al Nizhny Novgorod Stadium, Juan Monaco ha pubblicato sul suo profilo Twitter un selfie che lo ritraeva in tribuna con indosso la maglia dell’Argentina, al fianco di Diego Schwartzman, N.11 del ranking mondiale.
“Vamos Argentina”, il suo commento alla foto.
Murray ha atteso la conclusione dell’incontro per scatenare la sua perfida ironia: "Siete contenti di aver viaggiato fin là per tutto questo?", con esplicito riferimento alla netta sconfitta dell'Argentina.
Non si è fatta attendere la replica di Monaco, affidata allo stesso social network: un emoticon, raffigurante un dito medio, che ha definitivamente chiuso la conversazione.


L'INDIPENDENZA DELLA SCOZIA
Nel 2014, la mattina del referendum, Andy Murray non ce l’ha più fatta a mettere a tacere il proprio pensiero e ha rivelato a chi andavano le sue simpatie: all’indipendenza.
Murray sui social media poi è stato processato, attaccato, perfino minacciato. Al punto da avere spinto Scotland Yard ad aprire un’inchiesta, per proteggerlo ed eventualmente punire chi lo minaccia. Murray ovviamente è scozzese, ma nel Tennis, diversamente da altri sport (Calcio, Rugby, Golf), non ci sono squadre nazionali separate per le quattro regioni/ nazioni che compongono la Gran Bretagna.
Questo gli ha permesso di rappresentare il Regno Unito in Coppa Davis e alle Olimpiadi.
Nel 2006 quando un giornale gli chiese, prima dei Mondiali di calcio in Germania, chi avrebbe voluto veder vincere, rispose "chiunque, tranne l’Inghilterra".
Ricevette anche allora un’ondata di insulti.
Imparò la lezione: nel 2013, dopo il suo sofferto trionfo a Wimbledon, rifiutò di mettersi sulle spalle la bandiera scozzese, che il primo ministro del governo autonomo di Edimburgo, Alex Salmond, presente sugli spalti per sfruttare l’occasione, gli aveva offerto.
Non voleva diventare una strumento di propaganda.
Perciò rimase zitto fino alla vigilia del referendum scozzese, sebbene altri campioni scozzesi dello sport si siano schierati: come Alex Ferguson, l’ex allenatore del Manchester United, e Chris Hoy, medaglia d’oro di ciclismo su pista alle Olimpiadi di Londra, entrambi contrari all’indipendenza.
Fino alla mattina del 18 settembre, quando a urne già aperte Murray non ha più resistito a nascondersi dando il suo appoggio alla secessione da Londra. I messaggi contro di lui sono cominciati subito e sono diventati un uragano di insulti minacce dopo la vittoria dei “no”.
Così tanti e feroci, da indurre la polizia ad aprire un’inchiesta.


CONTRO IL DOPING
Il tennista scozzese nel 2016 ha dichiarato di aver avuto sospetti su qualche collega capace di giocare 6 ore di fila senza mostrare il minimo segno di fatica: "ho mai avuto sospetti su qualcuno? Sì. Le cose le senti. Guardando qualcuno giocare match di 6 ore e vedendo che non mostra segnali di stanchezza, la si vede in quel modo".
Poi Murray, ritornando sul caso Sharapova, ha ammesso come esso sia un progresso perchè ha messo la parola fine alle possibili coperture dei grandi giocatori trovati positivi: "Quando qualcuno come Sharapova viene squalificata, lo vedo come qualcosa di positivo. Se succedessero queste cose e non ne sapessimo di questo, sarebbe un grande problema perchè è come se il Tennis coprisse i grandi giocatori. Se qualcuno lo fa, il mondo del Tennis dovrebbe farlo sapere, ora stanno cambiando le cose. Se qualcuno è sorpreso per un periodo o stanno discutendo di questo o cercano di decidere quale sentenza possa essere assegnata, bene questo il pubblico lo saprà. Perciò non ci saranno silent ban e nessuno dirà che saranno infortunati. Questo è successo con Marin Cilic, quando infortunato si è ritirato da Wimbledon. La gente ha iniziato a parlarne e poi è uscito fuori che aveva fallito un test anti-doping, è questo è terribile. Che sia match fixing o doping, al primo segnale devi impegnarti al massimo per cambiare la situazione e non solo dire ‘Questo è molto raro‘. No, assicurarti che questo non accada di nuovo"

Poi aggiunge: "C‘è così tanto denaro nel Tennis ora. Perchè non investire di più nel programma doping? I vincitori prendono £700,000, e il programma antidoping costa alcuni milioni di dollari. Perciò ha molto più senso investire di più nell’anti-doping e non mettere tutto nei prize money"

Sempre sulla Sharapova: "Se hai sbagliato devi pagare. Non capisco perchè la Head (nota marca di racchette) le rinnovi il contratto. Ritengo che sia sbagliato prescrivere una medicina di cui non hai bisogno anche se è legale. Se non la utilizzi per finalità mediche, è ovvio che viene consumata per altri scopi e migliorare le tue prestazioni. E se fai qualcosa del genere, devi essere squalificato"

In un'altra intervista da neo numero 1 del mondo, Murray attacca i suoi colleghi: "Sarebbe singolare credere che il nostro sport ne sia immune. Nessuno sport lo è.
Se qualcuno bara, deve essere punito. Non considero giusto uscirsene con la considerazione che è la prima volta che capita. Quando si verifica un problema, non bisogna far finta di nulla.
Se qualcuno non rispetta le regole, occorre dirlo. Sarebbe bene parlare di queste cose più apertamente"



FINTI INFORTUNI
Murray inoltre è stato spesso accusato di fingere infortuni ma questo lo fanno più o meno tutti: da Nadal passando per Djokovic.
Di Murray si ricordano i (presunti) crampi nel primo turno a New York nel 2014 contro Robin Haase con l'olandese avanti 2 set a 0.
L'anno successivo però se la prese con Rafael Nadal.
Il maiorchino infatti fu protagonista di un secondo turno di Slam molto più complicato del previsto contro Tim Smyczek dovuto sì al buon gioco dello statunitense, ma anche a disidratazione e crampi.
A Murray non andò, evidentemente, giù il diverso trattamento riservato da appassionati e media a parità di condizione, ovvero una vittoria conseguita nonostante problemi fisici: "Quando l’anno scorso agli US Open contro Robin Haase al primo turno degli US Open ho vinto con i crampi, ero un fenomeno di recitazione, fuori forma, bisognoso di uno psichiatra, impostore".  

Frecciatine anche a Novak Djokovic, reo di averlo sconcentrato nella finale persa agli Australian Opern 2015, dove però effettivamente il serbo moribondo sembrava essere sul punto di ritirarsi da un momento all'altro, per poi fare corse e recuperi incredibili.
"Non so quale fosse il suo problema, sembrava chiaro non stesse bene ad inizio terzo set, poi ad un certo punto di è mosso in una maniera incredibile, scivolava ed andava su ogni palla. Nel quarto set il modo in cui si muoveva e colpiva ogni palla era impressionante. Spero non abbia fatto tutto ciò per farmi deconcentrare. Se aveva i crampi non era facile recuperare e giocare così bene come ha fatto lui"


SCONTRI DIRETTI (GIOCATORI PRINCIPALI)
Murray v Federer 11-14
Murray v Nadal 7-17
Murray v Djokovic 11-25
Murray v Roddick 8-3
Murray v Del Potro 7-3
Murray v Berdych 11-6


PALMARES (TORNEI PRINCIPALI: GRANDE SLAM, MASTER 1000, COPPA DAVIS, OLIMPIADI)
Cincinnati (Master 1000) 2008
Madrid (Master 1000) 2008
Miami (Master 1000) 2009
Montreal (Master 1000) 2009
Toronto (Master 1000) 2010
Shanghai (Master 1000) 2010
Cincinnati (Master 1000) 2011
Shanghai (Master 1000) 2011
Olimpiadi 2012
US Open (Grande Slam) 2012
Miami (Master 1000) 2013
Wimbledon (Grande Slam) 2013
Madrid (Master 1000) 2015
Montreal (Master 1000) 2015
Roma (Master 1000) 2016
Wimbledon (Grande Slam) 2016
Olimpiadi 2016
Shanghai (Master 1000) 2016
Parigi-Bercy (Master 1000) 2016
Londra (ATP World Tour Finals) 2016



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mercoledì 16 maggio 2018

Grande Slam Nei Principali Sport: Chi C'è Riuscito

Per Grande Slam ci si riferisce ai principali tornei di un dato sport, vinti dallo stesso atleta, nella stessa annata.
Ovviamente si tratta di imprese al limite dell'impossibile quindi leggendarie.


CICLISMO
Giro D'Italia (Ita)
Tour De France (Fra)
Vuelta (Spa)

Mai successo.



GOLF
Masters (USA)
US Open (USA)
British Open (UK)
PGA Championship (USA)

Ci riuscì nel 1930 solo Bobby Jones (USA) ma ai tempi c'erano l'US Amateur e il British Amateur, oltre all'US Open e al Championship.



IPPICA
Triple Crown USA:
Kentucky Derby (USA)
Preakness Stakes (USA)
Belmont Stakes (USA)

Riusciti in 12.

Triple Crown UK:
2.000 Guiness Stakes (UK)
Epsom Derby (UK)
St.Leger Stakes (UK)

Riusciti in 15.



SALTO CON GLI SCI
Oberstdorf (Ger)
Garmisch Partenkirchen (Ger)
Innsbruck (Aut)
Bischofshofen (Aut)

Letteralmente qui il Grande Slam viene chiamato "Quattro Trampolini", a riuscirci in due: Swen Hannawald (Ger) nel 2002 e Kamil Stoch (Pol) nel 2018.



SNOOKER
UK Championship (UK)
The Masters (UK)
World Championship (UK)

Quattro hanno compiuto quest'impresa: Steve Davis (Ing) nel 1988, Stephen Hendry (Sco) nel 1990 e 1996, infine Mark Williams (Wal) nel 2003.



TENNIS
Australian Open (Aus)
Roland Garros (Fra)
Wimbledon (UK)
US Open (USA)

Impresa riuscita a Don Budge (USA) nel 1938 e a Rod Laver (Aus) nel 1962 e 1969.
Tra le donne: Maureen Connolly (USA) nel 1953, Margaret Court (Aus) nel 1970 e Steffi Graf (Ger) nel 1988.


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lunedì 22 gennaio 2018

La Storia Di Joachim Johansson e Il Record Di Ace Contro Agassi

L'esordio nel circuito professionistico di Joachim "Pim Pim" Johansson avvenne nel 2000 in Svezia all'età di 18 anni.
Nel 2003, arrivarono le prime importanti vittorie sul circuito internazionale: vittoria con Fernando Gonzales (in quel periodo 25esimo al mondo) 4-6 6-4 7-5 nel torneo di Stoccolma per poi perdere in due set contro Davide Sanguinetti.
Il decollo definitivo avvenne nel 2004, la migliore annata di tutta la carriera di Joachim.
Agli Australian Open ottiene la prime due vittorie in uno Slam, per poi essere sconfitto da Juan Carlos Ferrero al quarto set.


PRIMO TITOLO E LE SFIDE CONTRO RODDICK E HEWITT ALL'US OPEN 2004
Il primo titolo ATP non tarda ad arrivare e nel torneo di Memphis vince in finale contro il tedesco Nicolas Kiefer 7-6 6-3.
Dopo aver steccato a Parigi, fa un'ottima impressione sul verde di Wimbledon raggiungendo il quarto turno.
Agli US Open Pim Pim si porta ai quarti di finale dopo aver sconfitto Lu, Gambill, Koubek e Llodra. Nei quarti di finale incontra Roddick (campione uscente) e ne nasce una partita entusiasmante e combattuta, in cui si sfidano due con i migliori servizi al mondo e che Pim Pim riuscirà a vincere 6-4 6-4 3-6 2-6 6-4 (facendo 24 punti in meno dell'americano!).
Raggiunge quindi la semifinale e così si trova a giocare una sfida quasi di famiglia contro Lleyton Hewitt, fratello della sua fidanzata Jaslyn.
E alle persone che gli chiedevano a chi dei due la sua fidanzata avrebbe tenuto, lui diceva "Non puoi scegliere il fratello ma puoi scegliere il tuo fidanzato, quindi spero che tiferà per me"
La partita sarà poi una facile vittoria per l'australiano, 6-4 7-5 6-3.
Il proseguo della stagione continua ad essere positivo con quattro quarti di finale raggiunti: Lione, Mosca, Madrid e Stoccolma, diventando 12esimo nel ranking mondiale.


IL RECORD DI ACE CONTRO AGASSI
Nel 2005 inizia ottimamente la stagione vincendo il torneo di Adelaide e raggiungendo il 4° turno agli Australian Open, perdendo da Agassi 7-6 6-7 6-7 4-6.
Quattro set assolutamente incredibili, quattro set da record, il record di servire ben 51 ace a uno dei migliori giocatori in risposta di tutti i tempi.
Joachim dirà: "Potevo servire meglio!"
Ivo Karlović eguagliò questo record il 21 giugno 2005 a Wimbledon contro Daniele Bracciali, e al French Open 2009 battè questo record servendo 55 ace contro Lleyton Hewitt nel primo turno, perdendo però in cinque set.
Johansson mantenne il record di più ace serviti in 4 set (51 come detto) fino a luglio 2014, quando John Isner lo battè a Wimbledon (Isner servì 52 ace, perdendo a sua volta).


I CONTINUI INFORTUNI E IL PRIMO RITIRO NEL 2008
Il terzo e ultimo titolo nel circuito ATP lo ottiene poco tempo dopo a Marsiglia sconfiggendo Ljubicic 7-5 6-4: raggiunge così il suo best ranking di n.9 al mondo.
Da quel momento in poi inizia un vero e proprio calvario.
Il primo intervento viene fatto infatti alla spalla destra, siamo nel luglio 2005, e proprio per questo Joachim perderà tutta la stagione, terminando la stagione 45esimo.
Il primo rientro avviene in California a San Josè, nel febbraio del 2006, in cui si infortuna nuovamente.
Rientrerà a Llglio del 2006 e a ottobre otterrà la vittoria che lui stesso definirà la migliore di sempre. Siamo a Stoccolma e il gigante svedese riceve una wild card dagli organizzatori: dopo aver sconfitto al primo turno Sanguinetti sconfigge il n.2 di al mondo Rafael Nadal in 6-4 7-6, servendo ben 17 ace.
A Madrid, al secondo turno, sconfigge il russo n.5 al mondo Davydenko 6-3 al terzo set.
Ma qualcosa ancora non va.
La spalla dà ancora problemi, molti problemi, tanto da doversi operare un'altra volta il 23 febbraio 2007.
In tutto il 2007 i tornei giocati sono solamente quattro, a settembre gioca in Coppa Davis contro gli USA perdendo da Andy Rodick in tre set tra le polemiche della stampa svedese non d'accordo nello schierare un giocatore appena rientrato dopo un così lungo stop.
L'ultimo torneo dell'anno che giocherà è ancora una volta Stoccolma, in cui dopo aver vinto il primo turno è costretto a ritirarsi al secondo turno senza neanche scendere in campo.
IL 1° febbraio 2008 decide di dire basta: "non ho alcuna possibilità se non di ritirarmi".


IL RIENTRO E IL RITIRO DEFINITIVO NEL 2013
Ma a ottobre dello stesso anno decide di rientrare nel circuito, dicendo di essere in grado di poter ancora competere e di aver superato l'infortunio alla spalla.
Così inizia nuovamente a giocare grazie a wild card ricevute qua e là, facendo discretamente bene: secondo turno a Stoccolma nel 2008, quarti di finale nel 2009 sempre a Stoccolma.
Nel 2010 gioca un solo match, in Coppa Davis contro l'Argentina perdendo da Mayer 6-4 al quarto set.
E così siamo al 2011.
Inizia la stagione con il challenger di Bergamo, torneo in cui perde al secondo turno contro il tedesco Kindlmann.
Tornato in Svezia affronta in Davis la Russia e, singolarista insieme a Robin Soderling, vince la prima partita contro Gabashvili 6-3 7-6 6-4 risultando dunque decisivo per la vittoria finale.

Poco dopo (2013) però arrivò la notizia che era più o meno nell'aria da tempo: "Per cinque anni ho lottato contro gli infortuni e il mio obiettivo era di essere in una posizione in cui potessi decidere che fare. E la mia decisione l'ho fatta. So che posso battere tutti i migliori al mondo ma non ho più voglia di farlo, credo di aver finito con questa vita"



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