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sabato 3 settembre 2016

La Storia Dei Bad Boys Di Detroit: Risse, Colpi Proibiti e Jordan Rules

Siamo in America, negli anni 80, quelli degli elegantissimi Magic Johnson, Larry Bird e (molto) in parte Michael Jordan.
Eppure, un gruppo poco raccomandabile di Bad Boys stava per affacciarsi nella lega.
Una gang, nel vero senso del termine: unita, compatta e spigolosa, ad immagine e somiglianza di una delle città più dure d’America, Detroit.
La fredda ed industriale Detroit, quella delle catene di montaggio.
Forse mai come in questo caso, una franchigia NBA era riuscita ad incarnare lo spirito di una città, quella voglia di emergere a tutti costi, paura di nessuno, testa alta e sudore.
Tra 1963 e 1983, 20 anni, i Detroit Pistons si qualificarono ai playoff solamente 5 volte, collezionando più che altro brutte/discrete figure ma niente da tramandare ai posteri.
I Bad Boys di Detroit però cambiarono le carte in tavola.
Avevano tutto: grinta, determinazione, durezza, voglia di vincere e di sovvertire i pronostici, mostrando a tutti il proprio valore.
Ad amalgamare il tutto dalla panca era necessario, come logico, un coach di un certo peso, in grado di imporsi su di un tale gruppo di uomini.
Nel 1983, a cercare di dare una svolta alle sorti della franchigia, Chuck Daly venne scelto come nuovo Head Coach della formazione.
Si trattava di un esordiente, dieci anni esatti dopo sarebbe diventato il miglior allenatore nella storia di Detroit.


BILL LAIMBEER
Tra i più duri e vigliacchi della gang, sicuramente Bill Laimbeer: tanti rimbalzi (era un centro), leadership, tiro frontale da fuori e difesa dura, a dispetto di mezzi atletici trascurabili.
Il record forse più duraturo detenuto dall’ex Notre Dame, destinato probabilmente a perdurare per sempre, fu quello delle risse scatenate.
Con Laimbeer di mezzo non poteva non esserci almeno una discussione a partita.
Almeno.
Colpa delle costanti proteste verso gli arbitri, dei continui flop suo marchio di fabbrica, delle provocazioni ripetute e dei tanti colpi sporchi (a palla lontano e non), tra cui gomitate e quant'altro.
Bird, Barkley, Parish, Lanier furono tra i (molti) nomi noti che non resistettero all’invitante tentazione di litigare con Bill.
Il nemico pubblico numero 1 non poteva che essere lui.
“It’s my job.”, così rispondeva Bill a chi gli domandava del suo spigoloso modo di giocare.
Ogni palazzetto che non sia quello di casa (prima Silverdome e poi Palace) si riempie di scalmanati che invocano la sua testa e di migliaia di occhi puntati su di lui per 48 minuti filati, in attesa di scorgere anche solo una mezza spinta sotto i tabelloni per potergli urlare ogni insulto immaginabile.
Ma i colpi proibiti di Laimbeer non arrivano mai per caso: ogni gesto è scientemente studiato per far innervosire gli avversari e/o cambiare l’inerzia della gara.
Attira su di sé urla ed insulti, spesso incassando metaforici lanci di pomodori marci, ma uscendone ogni volta immacolato nello spirito.
Narra la leggenda che sia stato lui il primo giocatore ad aver mai indossato una maschera per giocare col naso rotto.
Le sue diaboliche doti di provocatore offuscarono quelle cestistiche,


DENNIS RODMAN
Uno che invece non credo abbia bisogno di presentazioni è "il verme".
Si, proprio lui, Dennis Rodman era lo specialista difensivo dei Pistons, l’uomo dalle missioni impossibili, con l’obbiettivo sempre fisso in mente di entrare nelle teste altrui.
Scelto nel Draft 1986, incarnava al meglio lo spirito della città e, nello specifico, di quel gruppo.
Per cancellare fisicamente l’avversario dal campo, Rodman affinò vere e proprie tecniche di guerriglia applicate al basket.
Sfide che poi continuavano dietro ad un microfono, con dichiarazioni non sempre diplomatiche che sfociavano in vere e proprio provocazioni.
Nei confronti dei nemici dell'epoca: Larry Bird e non solo.


RICK MAHORN
Rick Mahorn venne acquistato dai Bullets nel 1985, lui portò nel Michigan un devastante concentrato di forza bruta, fisicità e cattiveria.
Era l’ideale spalla del centro Laimbeer, andando gomito a gomito in vere e proprie battaglie sul parquet contro i rivali dell’epoca.
Principe del flagrant foul, Mahorn era sempre in prima linea quando si trattava di scaraventare a terra un malcapitato avversario senza tanti complimenti, impedendo le penetrazioni in area.


ISIAH THOMAS
Scelto nel Draft 1981 con la seconda chiamata assoluta, Isiah Thomas divenne in breve il punto di riferimento dei Bad Boys.
La lingua lunga gli procurò spesso qualche problema, come quella volta in cui Karl Malone gli aprì in due la faccia con una tremenda gomitata, i cui effetti sono visibili tutt’oggi.
Trash talking a parte, di cui si dimostrò un conoscitore esperto in materia, Thomas era la stella riconosciuta della squadra.


JOE DUMARS
L'anima pure del gruppo era Joe Dumars, grandissimo difensore e bravissimo anche in fase offensiva, uno dei migliori sul perimetro nella storia della NBA.
Mai comportamenti provocatori, Joe D differiva da molti suoi compagni di squadra in materia di atteggiamenti, ma condivideva con essi la voglia di primeggiare e di far ricredere gli scettici sulle proprie qualità.
Ideale guardia dello starting five dei Pistons, l’angelo dei Bad Boys è stata una delle più grandi bandiere della franchigia.


LA PANCHINA
The Microwave, Vinnie Johnson, uno dei più forti sostituti mai visti su di un campo da basket, in grado di “accendersi” in un amen una volta entrato sul parquet.
John Salley arrivò anch’egli nel Draft 1986, pronto a rilevare i big men titolari e garantire tante stoppate e gioco fisico.
James Buddha Edwards non era certo dotato della stessa ruvidezza dei suoi partner, ma col jumper e la sua altezza diede un valido contributo.


JORDAN RULES
Quando sei il più grande realizzatore della NBA è lecito pensare che gli avversari faranno di tutto per evitare di farti segnare fermandoti con le buone o con le cattive
Siamo a fine anni 80, finito il dominio dei Boston Celtics di Larry Bird e quello dei Lakers di Magic Johnson ha i giorni contati.
Lo scettro sta per passare di mano e il nome più gettonato è ovviamente quello di Michael Jordan, c’è però qualcuno che non è d’accordo.
Duri e spietati, giocano un Basket fisico e dalle indubbie potenzialità, piegando ogni avversario nella Lega ma Jordan è sempre in agguato e occorre una strategia precisa per tenere a bada il suo incontenibile talento offensivo.
Bill Laimbeer: “Giocare contro Michael Jordan è un ottimo test per la difesa” 

Come fare per contrastare Jordan? Un interrogativo non di facile soluzione, eppure i Bad Boys di Detroit trovano un escamotage, escogitando una strategia che prevede di giocare più duro contro di lui, impedendogli di segnare anche a costo di interventi decisamente fallosi o al limite del regolamento.
In genere Michael veniva marcato da Isiah Thomas o da Joe Dumars ma se dovesse riuscire ad avvicinarsi a canestro, o si raddoppia a seconda della zona del campo, Bill Laimbeer e Dennis Rodman hanno carta bianca per fermarlo, spesso andandoci giù davvero pesanti.

Joe Dumars: “Il 95% del gioco passa dalle mani di Michael Jordan e nel restante 5% lui interviene comunque” 

Chuck Daly: “Quando Michael arriva, cerchiamo di portarlo verso il lato sinistro per poi raddoppiarlo. Quando si trova a sinistra, mandiamo un raddoppio alto cercando di forzarlo verso la linea di fondo. Se si trova a destra, lo raddoppiamo dal post basso e in area mandiamo in aiuto al difensore un ‘giocatore grosso’. 
Un’altra regola è che in qualsiasi momento riesca a passare, lo si blocca con un fallo…” 

Nate in principio dalla mente di Isiah Thomas nel 1988, l’obiettivo dei Pistons, che all’epoca erano l’ostacolo che separava MJ dalle tanto agognate Finals, era quello di giocare il più duramente possibile su Michael, aggredendolo costantemente, randellandolo, ma soprattutto variando sempre la difesa, in modo da non permettergli di adattarsi.
Se il 23 prendeva il pallone in punta, veniva costretto ad andare a sinistra e poi raddoppiato; se si trovava a sinistra, veniva immediatamente raddoppiato; se era sul lato destro, il raddoppio era più leggero.
Se prendeva posizione in post, invece, avveniva il raddoppio con un lungo.
Ma l’aspetto principale era un altro: in qualsiasi momento prendeva la palla, doveva essere aggredito fisicamente.
Per questo motivo, i tifosi di Chicago e della sua stella ritenevano che i Pistons giocassero sporco.
Il succo era che non tirasse Jordan o che lo faccia sempre da raddoppiato, triplicato o subendo un contatto fisico per destabilizzarlo.
In un’epoca in cui il contatto fisico era molto più concesso dagli arbitri, questa tattica difensiva fu tra le chiavi del successo dei Pistons di fine anni ’80 e inizio ’90.
Infatti, nei primi tre incontri ai playoffs tra le due squadre, Detroit ebbe sempre la meglio, in larga parte grazie alle “Jordan Rules”: nell’88 Thomas e compagni s’imposero 4-1 nelle semifinali della Eastern, mentre vinsero in 6 gare nella finale di Conference dell’89 e in 7 in quella del ’90.
L'idea era concedere tiri a giocatori non irresistibili come Bill Cartwright, Dave Corzine o Horace Grant.
Chicago e Detroit come detto si incontrano varie volte in stagione e cominciano a farlo regolarmente anche ai playoffs, finchè nel 1991 le “Jordan Rules” vengono sostanzialmente neutralizzate, quando i Bulls di Phil Jackson e Tex Winter applicano la versione definitiva del famoso Sideline Triangle.


GLI ANNI 80 E IL BASKET GIOCATO
Le prime due stagioni iniziano così così.
Infatti a cavallo tra il 1980 e il 1981 i Pistons stabilirono un allora record di 21 sconfitte consecutive (record poi superato).
Negli anni successivi le fortune iniziarono a cambiare con l'arrivo dei signori citati in precedenza.
Detroit comunque rimane una squadra in piena trasformazione: nelle stagioni tra l’82 e l’87 furono infatti svariate e cocenti le sconfitte ai Playoff per mano dei vari Knicks e Celtics di turno.
A livello cestistico, come si sarà capito, la squadra si fondava essenzialmente sul talento di Isiah Thomas, playmaker rapidissimo, capace di realizzare in penetrazione, buon tiro ma soprattutto grande visione di gioco e uomo assist, determinante nel servire i compagni, con passaggi precisi e smarcanti, tanto da far emergere qualità offensive che alcuni dei suoi compagni non ritenevano di avere.
A ciò si aggiunse, anno dopo anno, una difesa fortissima, fatta di aiuti e soprattutto, una cattiveria agonistica ai limiti del consentito, la filosofia consisteva nel principio difensivo: " se il compagno è superato, bisogna stendere l'avversario!".
Celebri restano i colpi proibiti che erano costretti a subire le superstar avversarie, tra cui  Larry Bird e Jordan, sempre steso a terra dolorante.
In campo botte, impatto fisico esagerato, celebre la rissa che coinvolse i Celtics e i Pistons dopo l'ennesimo colpo subito da Larry Bird.
Nel 1985 i Pistons vinsero la loro prima serie Playoff, affrontando poi in semifinale i Boston Celtics campioni uscenti.
Nonostante la vittoria dei Celtics per 4-2, la sorprendente prestazione dei Pistons pose le basi per una rivalità che si sarebbe infiammata per tutto il decennio successivo.
Fu dopo quella sconfitta che l'allenatore Chuck Daly e il capitano Isiah Thomas stabilirono che l'unico modo per salire ai vertici dell' Eastern Conference era adottare uno stile di gioco più aggressivo, fisico e difensivo...la nascita dei "Bad Boys".
Nel 1987 i Pistons raggiungono le finali di Eastern Conference, miglior risultato dai tempi di Fort Wayne.
Ancora una volta ci sono i Celtics di Bird.
Dopo aver portato i campioni in carica sul 2-2, i Pistons si fermarono a pochi secondi da una vittoria in gara 5 al Garden grazie a Bird che anticipa il passaggio su una rimessa e ruba la palla passandola velocemente a Dennis Johnson che realizza il tiro della vittoria in lay-up.
I Pistons vinceranno gara 6 a Detroit ma i Celtics vinceranno gara 7 a Boston ponendo fine alla serie.
Motivati dalla sconfitta e aiutati anche dall'acquisizione di James Edwards, i Pistons raggiungono un allora record per la franchigia di 54 vittorie, vincendo per la prima volta nella storia la Central Division.
Ai Playoffs 1988 i Pistons riescono a vendicare le due precedenti sconfitte con i Celtics sconfiggendoli per 4-2 e avanzando alle Finali 1988 per la prima volta dal loro arrivo a Detroit.
La prima finale dei Pistons li vide contrapposti ai Los Angeles Lakers guidati da Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar e James Worthy.
Dopo una serie di 3-2 a favore dei Lakers, i Pistons sembravano sul punto di vincere il loro primo titolo NBA in gara 6.
In quella partita Isiah Thomas, con una caviglia slogata, mise a segno un record per le Finali NBA di 25 punti nel terzo quarto.
Nonostante ciò, i Lakers vinsero la partita per 103-102, grazie a due tiri liberi realizzati da Jabbar a seguito di un fallo chiamato su Bill Laimbeer, definito da molti tifosi di Pistons e da Laimbeer stesso un "fallo fantasma".
Con Isiah Thomas non in grado di giocare al massimo, i Pistons vennero sconfitti a fatica per 108-105.
Molti ne sarebbero usciti con le ossa rotte, ma non loro, non i Bad Boys.


I TITOLI 1989 E 1990
Nel 1989 i Pistons completano la costruzione della rosa cedendo Adrian Dantley in cambio di Mark Aguirre, vinceranno 63 partite, frantumando il precedente record della franchigia, avanzando ai Playoffs fino alla rivincita contro i Lakers.
Questa volta i Pistons ne escono vittoriosi distruggendo i Lakers per 4-0 e vincendo il loro primo titolo NBA.
Dumars, guardia dal grande arresto e tiro, atleta e difensore superlativo, venne nominato MVP delle Finali.
I Pistons difesero con successo il titolo nel 1990.
Dopo aver vinto 59 partite e il terzo titolo di Division, avanzarono nei Playoffs arrivando alle finali di Eastern Conference per la quarta volta consecutiva contro i Chicago Bulls di Michael Jordan. Affrontandosi per la terza stagione consecutiva, i Pistons e i Bulls si dividono equamente le prime sei partite ma i Pistons conclusero la serie con una vittoria per 93-74 in gara 7.
Era il periodo delle cosiddette "Jordan Rules", come abbiamo visto un codice non scritto prodotto dallo spogliatoio dei Pistons, un insieme di principi "difensivi" per limitare il talento di Michael Jordan, con continui raddoppi, falli sistematici, gioco durissimo e sporco, una battaglia sia psicologica che fisica, per distruggere il gioco di Michael.
L'aggressività del team si manifestava anche fuori dal campo, Thomas e compagni sistematicamente avevano parole poco carine per i loro antagonisti, in particolare Isiah arrivò ad affermare che Larry Bird, se fosse nato nero, non sarebbe stato considerato altro che un normale buon giocatore, e non una superstar.
Questo costò a Thomas l'esclusione dal Dream Team 1992, poichè si dice che Jordan e Bird si opposero.
Ad ogni modo, tornando ai Pistons, arrivati per la terza volta consecutiva alle Finali, questa volta è il turno dei Portland Trail Blazers.
Dopo aver diviso le vittorie nelle prime due partite al Palace, i Pistons andarono a Portland, dove non vincevano una partita dal 1974, per giocare gara 3, gara 4 e gara 5.
I Pistons vinsero tutte e tre le partite a Portland, diventando la prima squadra a vincere le tre partite centrali in trasferta.
Il momento decisivo arriva all'ultima partita.
I Pistons, in svantaggio per 90-83 a due minuti dalla fine, vincono per 92-90 grazie a un tiro da 5 metri a 0,07 secondi dalla fine della partita di Johnson, che gli valse il soprannome di "007", insieme al suo soprannome originale," Microwave", ovvero "Microonde".
Isiah Thomas venne nominato MVP delle Finali, coronamento della sua carriera e del suo grande talento.
La corsa al titolo dei Pistons nel 1991 si concluse alle finali di Eastern Conference, dove Jordan e i suoi Bulls spazzarono via i Pistons per 4-0, chiudendo in pratica l'era dei Bad Boys.
La principale causa della loro eliminazione fu l'infortunio di Thomas, operato al polso appena prima dei Playoffs.
Le finali di Conference furono ricordate soprattutto perché nell'ultima partita i Pistons uscirono dal campo poco prima della fine senza stringere la mano ai Bulls.
Del resto, l'epopea dei Bad Boys finì quella sera ma la reputazione da difendere non è un qualcosa di poco conto.


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venerdì 26 agosto 2016

Come Capire Se Una Partita è Truccata? Fixing Match

Quali sono i sintomi che potrebbero far credere che un match sportivo sia stato alterato?
Oggi parliamo dei Fixing Match (in gergo "match truccati"), per approfondire: Esistono I Fixing Match Sul Web? Bookmaker Ad "Hoc" ed Asiatici
Circa 1000 miliardi di euro all'anno sono i soldi che le agenzie di scommesse fanno girare.
Banalmente la prima cosa da tenere in considerazione sono le variazioni di quote di un certo evento sportivo.
Perchè? Perchè la quota varia con il variare delle puntate che vi sono su di essa.
Maggiori saranno le puntate e maggiore è il crollo di quota.
Ovviamente è un discorso molto complesso perchè non è detto che ciò basti per poter dire che un match sia truccato.
Pensate ad esempio ad una squadra che perde 5 giocatori il giorno prima del match o poco prima che esso inizi.
O ancora, in NBA, un allenatore fa il turnover e toglie il quintetto titolare (a San Antonio situazioni del genere non erano rare).
Perchè la quota varia con le puntate? Varia con le puntate perchè chi governa il mondo delle scommesse si "protegge" così.
Ingenti flussi anomali di soldi su un esito scontato o meno (ma soprattutto su quote alte) possono portare anche il bookmaker ad eliminare la partita dal palinsesto o per casi minori all'accoppiamento della partita con altre (cioè evento non più giocabile in singola ma solo in multipla).
Molto importante è anche la provenienza dei soldi giocati (cioè il flusso di soldi se arriva dalla città stessa di una delle due squadre coinvolte o da un determinato mercato).
In poche parole bisogna monitorare in tempo reale il flusso di scommesse quindi dei soldi (la variazione della quota è una conseguenza).
1X2 ma anche Under/Over, Goal/NoGoal, Risultati Esatti, accoppiate 1t/Finale, etc

Federbet: "Dall’analisi dei dati relativi ai flussi delle scommesse è possibile determinare anomalie che celano la manipolazione di una partita.
Come Federbet monitoriamo le quote di tutti i campionati del mondo da quelli europei a quelli asiatici e siamo in grado di rilevare flussi e quote anomale in tempi rapidi, prima che si giochi la partita. 
Un ulteriore livello di monitoraggio è relativo ai flussi delle scommesse Live, anche in quel caso siamo in grado di rilevare anomalie. I numeri non mentono mai. Se c’è una quota anomala allora vuol dire che la partita è truccata al 100%"
Analizzando una partita ad esempio si può notare come le quote possano variare anche del 30/40% (ciò si ripercuote su tutti e 3 i segni: 1 X 2 oppure su Under/Over, etc Questo perchè le quote non sono date a caso ma sono aritmetiche e grossomodo collegate tra di loro. Se un Over è dato ad 1.83, l'Under avrà una quota uguale o molto simile ma se l'Over scende ad 1.60 a sua volta l'Under aumenterà a 2.20).
Questo spiega anche perchè a fine anno (soprattutto in Italia) si notano quote apparentemente senza senso: ad esempio pareggi quotati ad 1.60 o poco oltre (generalmente il pareggio avrà sempre una quota superiore a 2.60, quote minori indicano ingenti flussi di scommesse su quell'esito quindi puntate anomale).
Ci sono siti specializzati (a volte del bookmaker stesso) che permettono di confrontare le quote, verificare le "dropping odds" ed eventuali partite bloccate/sospette (rimosse dai palinsesti) ed anche di controllare il volume di soldi giocati (Betting Exchange).


ESEMPI DI FLUSSI ANOMALI
Qui citerò qualche esempio di flussi anomali (indipendentemente dal fatto se la partita sia stata aggiustata o meno o che l'esito predetto sia stato giusto o sbagliato):

Bari-Livorno (01/12/2010): partita messa sotto inchiesta da Skysport365, infatti dopo una settimana di giocate normali, intorno alle 13.20 si cominciano a rilevare una serie di puntate (per l’orario e per il tipo di match) alquanto anomale.
In particolar modo da alcune agenzie (che normalmente hanno giocate medio-basse) sono giunte puntate ingenti che avevano come minimo comune denominatore l’ampia vittoria del Bari (1, parziale/finale 1/1, handicap 1 e over 2,5/3,5) con un flusso complessivo di 1 milione e 600mila euro.
La partita finisce 4-1.

Benevento-Cosenza (28/2/2011): le giocate si concentrano su due tipologie di scommessa.
L"1' (a 1,50) è l'esito prescelto nel 91% delle giocate, in coppia con l'Over,  all'84%, quotato in partenza a 2,00 e poi passato a 1,82.
La partita finisce 3-1.

Taranto-Benevento (13/3/2011): il pareggio a 2,75 fa gola e ottiene il 52% delle  preferenze. Va male, perché la partita finisce 3-1, anche se chi ha scommesso sull'Over a 2,15 (il 51% degli scommettitori) può esultare.

Atalanta-Piacenza (19/3/2011): Percentuali bulgare si registrano sia sull"1' classico (95%, e quota che passa da 1,50 a 1,30), sia,  soprattutto, su due varianti.
La vittoria dell'Atalanta già alla fine dei primi 45 minuti (1 primo tempo) viene pronosticata nel 97% delle giocate, con relativo aggiustamento della quota da 2,00 a 1,50.
Ancora più drastico il crollo per l'esito parziale/finale 1/1 (padroni di casa in vantaggio sia alla fine della prima frazione, sia al fischio  finale): da 2,15 precipita a 1,55 visto il 98% di preferenze. Previsioni che trovano riscontro sul campo, con l'Atalanta avanti per 3-0 già al termine del primo tempo (il 3-0 sarà anche il risultato finale).
Sotto i riflettori anche l'Over, preferito nel 77% dei casi a quota 2,05.

Inter-Lecce (20/3/2011): l'allerta è scattata per le percentuali eccessive sull'Over 3,5 (almeno quattro gol al 90esimo).
L'esito aveva totalizzato l'80% delle giocate (con una quota passata da 2,40 a 2,00), ma il match non va oltre l'1-0.

Reggiana-Ravenna (10/4/2011): la Reggiana è favorita sia in quota (1,85) che nelle percentuali di gioco (83%).
La 'X' si ferma al  15% (a 2,70).
Al fischio finale la Reggiana vince per 3-0.

Ischia-Andria (12/03/2016): Questa sfida verrà ricordata soprattutto per i flussi anomali sul segno X che hanno convinto le agenzie di scommesse sportive MatchPoint, Lottomatica e Snai ad eliminare dal palinsesto le quote della gara e spinto la Federcalcio a vederci chiaro.
Subito dopo il triplice fischio del direttore di gara, gli allenatori Nello Di Costanzo e Luca D'Angelo e i due capitani Gennaro Armeno e Mariano Stendardo sono stati interrogati negli spogliatoi dagli esponenti della Procura che hanno chiesto informazioni sull'andamento della gara e su eventuali contatti fra le due società per influenzare il risultato.
Un punteggio che sarebbe potuto cambiare dopo un'ora di gioco, quando l'Andria ha beneficiato di un rigore che però Bollino ha calciato sul palo.
Neppure l'inferiorità numerica dell'Ischia ha pesato sull’esito della contesa, terminata senza reti.
Non è la prima volta che la Fidelis Andria deve difendersi dalle accuse di combine.
Era accaduto anche dopo il derby con il Foggia dello scorso ottobre, deciso a favore dei rossoneri da un gol al 93', che Federbet aveva legato al flusso anomalo di quote nel finale.

Wilson Perumal (noto re di partite truccate): "Pagare centrocampisti e attaccanti era perdere denaro: i giocatori andavano pagati per perdere, non per segnare e nemmeno per vincere. Ci sono poi tutta una serie di attività collaterali per farsi un giocatore di fiducia: costruirci una falsa amicizia, soffiarlo alla concorrenza pagandolo di più, servirsi di donne per incastrare gli avversari, farlo crescere e poi farlo trasferire in un club sotto il proprio controllo. Secondo un altro coinvolto nell’indagine, Danny Jay Prakesh, i calciatori più facili da corrompere sono quelli africani e centroamericani, anche se giocano in Europa"


DIFFERENZA TRA FIXING MATCH ED INSIDERS TRADING
Qual è la differenza tra queste due tipologia di giocate? E' molto semplice.
Il Fixing Match è una partita truccata dove due squadre (o parte di esse) si mettono d'accordo su un certo esito.
Invece l'Insider Tip (da Insiders Trading) non è un match truccato ma sono informazioni strettamente riservate non accessibili alla gente comune e sfruttate appunto per pronosticare il match.
In altre parole può essere qualsiasi cosa: sapere prima dei bookmakers che X ed Y giocatori non scenderanno in campo o robe del genere.
Insider Match vengono pronosticati anche controllando i volumi dei soldi giocati e variazioni di quota (ma come detto non si tratta di match truccati in senso stretto).
Sono come dire predizioni con "alta confidenza" di riuscita.
Possiamo menzionare anche Fixed Tip che è una combinazione tra info Insider e Predizioni.
Infine Betting Tip ovvero predizioni ad alta confidenza, maturate grazie ai volumi di gioco (e vantaggiose a lungo termine).


CAMPIONATI PIU' CORROTTI
Per dire a Singapore i bookmakers accettano scommesse anche sulle partite di tornei aziendali/locali (che nulla hanno a che fare con qualcosa di organizzato a livello sportivo).
I bookmakers asiatici fanno girare circa 2 miliardi di dollari a settimana in ambito scommesse.
Negli anni ’90 Rajendran Kurasamy era il re delle partite truccate, nell’epoca pre web.
Entrava nel torneo della “Malaysia Cup” decidendo i vincitori e chi scendeva in campo.
Si avvaleva di cellulari pesanti di prima fabbricazione.
Al torneo si arrivava anche a puntate di 100mila dollari.
Tra i campionati di prima serie più corrotti, oltre ad alcuni asiatici, africani, sudamericani, bulgaro, rumeno, maltese e in parte turco, anche quello macedone (sono pochissimi i bookmakers che accettano puntate su questo campionato, in realtà quasi nessuno).
Ovviamente anche quello italiano.
Banalmente meno di grido è il campionato (cioè meno riflettori ci sono, per questo le serie inferiori sono più soggette) e meno soldi girano quindi più facile è corrompere ed indirizzare le partite.
Per rendere l'idea riguardo il livello di broglio che vige in alcune nazioni asiatiche, basti dire che il 3 novembre del 1997 il West Ham pareggiò col Crystal Palace al 65′ e d’improvviso le luci si spensero. Accadde anche in Wimbledon-Arsenal il mese seguente.
Una banda malese aveva pagato i tecnici perché staccassero l’illuminazione quando il match aveva raggiunto il risultato desiderato.


MA DOVE SI SCOMMETTE?
Ovviamente sul mercato nero.
La gran parte delle scommesse in Italia non superano i 10 euro giocati, inoltre per puntate oltre i 1000 euro, anche in ricevitoria, ci sono norme anti-riciclaggio che prevedono che il tizio si faccia identificare con documenti (conti online è la stessa cosa ma lì è già tutto registrato, essendoci bisogno di una carta d'identità per aprire il conto).
Un mercato molto interessante è quello asiatico, ovvero organizzazioni molto complesse e gigantesche, che muovono masse di denaro impressionanti (anche perchè accettanno scommesse senza limiti di puntata).
Molto spesso hanno sedi in Paesi del Sudest asiatico e si avvalgono poi di una base d'appoggio in qualche isoletta europea per non pagare le tasse e rendere il tutto più misterioso e meno problematico per quanto riguarda la legge.
In parte operano "in chiaro", attraverso siti internet e raccolgono scommesse in modo normale (salvo nelle nazioni dove non hanno la licenza e quindi sono fuori legge).
A quanto se ne sa si tratta spesso di persone provenienti dall'Europa dell'Est che raccolgono soldi in contanti e pagano in contanti.
Tutto cash. Tutto illegale.
Nessuna tassa, quindi quote più alte e possibilità di ricevere masse di denaro elevatissime.


FIXING MATCH SU FACEBOOK: METODO DI TRUFFA
Su Facebook è possibile trovare profili che promettono dei pronostici vincenti riguardanti incontri truccati.
Anche per tutto il discorso fatto in precedenza (quota che diminuisce con le puntate quindi ben difficilmente chi conosce l'esito di un Fixing Match lo indica agli altri), non bisogna essere degli scienziati per capire che si tratta di truffe belle e buone ma nonostante ciò c'è sempre chi ci casca.
Creata la pagina con un nome accattivante (tipo "solo scommesse vincenti" o "gare truccate"), si cerca di generare traffico sull’account in modo da ottenere like e commenti.
A questo punto il truffatore fa vedere delle ricevute di scommesse che mostrano precedenti giocate vincenti (fotomontaggi).
Per rafforzare la "credibilità", offrono agli ignari scommettitori un pronostico vincente gratuito (vengono scelte partite difficili da pronosticare quindi con i 3 risultati che presentano quote abbastanza alte: tipo 1 a 2:50, X a 2.90 e 2 a 2.70).
Come fanno?
Tramite messaggio privato, a 10 persone dicono di giocare il segno 1, a 10 il segno X e ad altre 10 il segno 2 (in realtà 10 è un numero casuale, potrebbero essere di meno o di più).
Ovviamente avendo pronosticato i 3 esiti per la stessa partita, un certo numero di persone vincerà, gli altri verranno bloccati (in modo tale da evitare commenti negativi sulla pagina).
Le persone che hanno vinto, non solo saranno invogliate a comprare il pronostico ma ne parleranno bene anche agli amici facendo aumentare il numero dei "mi piace" alla pagina e così via (la truffa adottata è più o meno sempre questa).
A volte, tra i vincenti, può essere fornita un'ulteriore partita Free: il procedimento è sempre quello (dare a tutti un esito diverso).
Per alcuni scommettitori ciò comporterà 2 vincite su 2 ed è lì che il truffatore, promettendo magari una partita quotata a 7, potrà richiedere anche cifre a 3 zero (del resto sarà difficile non fidarsi dopo 2 pronostici azzeccati su 2 e per giunta con quote abbastanza alte).


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Qual è Il Lineup Yankees Più Forte Di Tutti I Tempi? 1927, 1932, 1939, 1961 o 1998?

Qual è il lineup dei New York Yankees, la squadra del Bronx, più forte di tutti i tempi?
Il lineup del 1927, quello del 1932, del 1939, del 1961 o del 1998?
Vedremo anche altri lineup vincenti degli Yankees che, per un motivo o per un altro, sono comunque rimasti nella storia.
Ricordiamo che nel 1999 furono eletti come "squadra del secolo".


NY YANKEES 1927: MURDERERS ROW
Nella 1927, gli Yankees schierarono una formazione che divenne nota come "Murderers Row" (Lineup di Assassini), considerata forse la miglior squadra della storia del Baseball.
Gli Yankees vinsero l'allora record della AL di 110 gare, con sole 44 sconfitte, battendo i Pittsburgh Pirates per 4-0 nelle World Series.
I 60 fuoricampo totali di Ruth nel 1927 rimasero un primato per 34 anni.
Nel frattempo, il prima base Lou Gehrig ebbe la sua prima grande stagione, battendo con .373, con 47 HR e 175 punti battuti a casa, superando il primato di Ruth di 171 del 1921.
Earl Combs (0,356 BA) e Bob Meusel (0,337 BA) combinarono 83 doppi.
In totale batterono .307 con 158 HR.
Waite Hoyt chiuse con 22-7 con una ERA 2.63, mentre Wilcy Moore mise a segno 19 vittorie con una ERA di 2.28.
Per rendere l'idea, i Pirates raggiunsero le World Series colpendo in totale 54 HR in stagione, 6 in meno di Ruth.
Ben 6 di questi Yankees finirono nell'Hall Of Fame.


NY YANKEES 1932
Nel 1931, Joe McCarthy divenne il manager della squadra, riportando la franchigia in vetta alla AL e alla vittoria delle World Series nel 1932 contro i Chicago Cubs, arrivando ad una striscia di 12 vittorie consecutive in gare delle World Series.
Questa serie fu resa celebre dal famoso ultimo HR di Babe Ruth, che il giocatore aveva mimato con un gesto prima di andare in battuta al Wrigley Field.
Ruth avrebbe lasciato gli Yankees per unirsi ai Boston Braves, non raggiungendo più le World Series.
Nel 1932 la squadra terminò con un record di 107-47, finendo 13 partite avanti ai Philadelphia Athletics.
Nel lineup di quest'annata ben 9 Hall Of Fame: Earle Combs, Bill Dickey, Lou Gehrig, Lefty Gomez, Tony Lazzeri, Herb Pennock, Red Ruffing, Babe Ruth, Joe Sewell.
Il 3 giugno 1932, Lou Gehrig divenne il primo giocatore nel 20° secolo a colpire ben 4 HR in una partita.
Nello stesso giorno Tony Lazzeri realizzò un cycle (single, doppio, triplo ed HR rigorosamente in quest'ordine!) che è stato anche completato da un grande slam.
Con questi numeri, le World Series contro i Chicago Cubs non potevano che finire 4-0 per i Bombers.
Nello stesso anno gli Yankees dedicarono un monumento al loro ex manager Miller Huggins.


NY YANKEES 1939
La squadra vinse 4 World Series consecutive dal 1936 al 1939, un fatto senza precedenti.
Per la maggior parte del 1939, tuttavia, dovettero rinunciare al grandissimo Lou Gehrig, costretto al ritiro a causa della sclerosi laterale amiotrofica, divenuta nota anche come "morbo di Lou Gehrig" in suo onore.
Gli Yankees dichiararono il 4 luglio 1939 il "Lou Gehrig Day", quando ritirarono il suo numero 4 (il primo numero ritirato nel Baseball).
Gehrig tenne un famoso discorso seguito da 62mila proclamandosi "l'uomo più fortunato sulla faccia della Terra".
Sarebbe scomparso due anni dopo.
Comunque chiusero la stagione con 106-45, vincendo le World Series 4-0 su Cincinnati.
Il trascinatore di questa squadra fu assolutamente l'esterno centro Joe DiMaggio (noto per essere stato anche marito di Marilyn Monroe, sposata nel 1954 e morta suicida 8 anni dopo).
Non che comunque Bill Dickey, Joe Gordon e Red Rolfe siano stati da meno.
Red Ruffing totalizzò 21 vittorie con un'ERA di 2.93


NY YANKEES 1941
Il lineup del 1941 non fu da meno.
Tre esterni colpirono 30 HR, guidati da DiMaggio, che realizzò la striscia delle 56 partite consecutive con almeno una valida, un record destinato all'immortalità (in quelle 56 partite colpì 15 HR, con 55 RBI).
Chiusero la stagione 101-54, nelle World Series batterono Brooklyn 4-1.
Il già citato Joe DiMaggio chiuse con .357, 30 HR, 125 RBI, Charlie Keller con .298, 33 HR, 122 RBI e Tommy Henrich con .277, 31 HR, 85 RBI.


NY YANKEES 1953
Gli Yankees dal 1949 vinsero 5 World Series consecutive sotto la direzione di Stengel.
Guidati da giocatori come l'esterno Mickey Mantle, il lanciatore Whitey Ford e il ricevitore Yogi Berra, le squadre di Stengel vinsero 10 titoli dell'AL e 7 World Series nelle sue 12 stagioni da manager del club.
Nel 1953 divennero la prima squadra a vincere 5 WS consecutive dopo aver battuto i Brooklyn Dodgers.
Anche se la squadra composta da Hall Famers come Mickey Mantle, Yogi Berra, Whitey Ford, Billy Martin e Phil Rizzuto era abbastanza lontana statisticamente parlando dal meglio Yankees.
Yogi Berra condusse la squadra con 108 RBI.
Finirono con un record di 99-52 vincendo il pennant dell' American League, e per la quarta volta in sette anni, gli Yankees affrontarono i Brooklyn Dodgers nella World Series.
Gli Yankees vinsero in 6 partite.
Il record delle 5 WS vinte si seguito ben difficilmente potrà essere battuto, ecco perchè questa squadra rimarrà nella storia.


NY YANKEES 1961
Nel 1961 Mickey Mantle fu protagonista di una stagione incredibile (75mila dollari il contratto, il più alto dell'epoca), ma Roger Maris realizzò addirittura 61 HR rivendicando anche il record di Ruth fermo a 60.
Maris in una partita contro i White Sox ne realizzò ben 4.
Mantle chiuse con un .AVG di 0.317 e un .OBP di 0.448, mentre altri tre giocatori colpirono almeno altri 20 HR.
Finirono la stagione con ben 240 HR che rimase un record imbattuto sino al 1996.
Whitey Ford chiuse 25-4 la stagione regolare, portando a 14 inning scoreless nelle due World Series vinte.
109-53 il record complessivo.
Gli Yankees batterono i Reds in 5 partite, ma il risultato non fu mai veramente in discussione.


NY YANKEES 1977: LO ZOO DEL BRONX
Steinbrenner acquistò la stella Reggie Jackson, che aveva trascorso l'ultima annata con i Baltimore Orioles. 
Durante gli allenamenti primaverili del 1977, Jackson litigò con i compagni di squadra per via di controversi commenti sul capitano della squadra, il ricevitore Thurman Munson. 
Ebbe anche cattivi rapporti col manager Billy Martin, che aveva allenato i Detroit Tigers nel 1972 quando gli Athletics di Jackson li avevano battuti nei playoff dei quell'anno. 
Jackson, Martin e Steinbrenner si scontrarono spesso durante i 5 anni di contratto di Jackson. 
Martin sarebbe stato assunto e licenziato da Steinbrenner 5 volte nel corso dei successivi 13 anni. Questi conflitti, assieme alla natura estremamente esagitata dei tifosi degli Yankees su finire degli anni settanta e le cattive condizioni del Bronx, portarono l'organizzazione degli Yankees e lo stadio ad essere soprannominati "lo zoo del Bronx".
Malgrado questi problemi, Jackson dominò le World Series del 1977 in 6 partite contro Los Angeles, quando colpì 3 HR nella stessa gara e, complessivamente, 4 HR consecutivi su lanci di 4 diversi lanciatori. 
Verrà soprannominato "Mr. October" e sarà ovviamente MVP delle WS.
Ma ovviamente c'erano anche altri fenomeni: il terza base Graig Nettles .255, 37 HR, 107 RBI e lo stesso catcher Thurman Munson .308, 18 HR, 100 RBI.
Senza scordarci del pitcher Ron Guidry (16-7, 2.82 ERA) e del closer Sparky Lyle (13-5, 2.17 ERA, 26 salvataggi).


NY YANKEES 1998
Gli Yankees del 1998 sono considerati una delle migliori formazioni della storia del Baseball moderno e non solo, terminando con l'allora record della AL di 114 vittorie e poi battendo 4-0 i San Diego Padres in finale.
Le loro 125 vittorie complessive tra stagione regolare e playoff sono un record della MLB.
Il 17 maggio 1998, David Wells lanciò un perfect game contro i Minnesota Twins allo Yankee Stadium.
Il 18 luglio 1999, nello "Yogi Berra Day" allo Stadium, David Cone lanciò un altro Perfect Game contro i Montreal Expos.
Il biennio playoff 1998-1999 venne chiuso con un 22-3, per rendere l'idea.
Ma quando hai David Wells, David Cone, Andy Pettitte e Mariano Rivera nel fiore degli anni e un lineup del calibro di Chuck Knoblauch, Derek Jeter, Paul O'Neill, Bernie Williams e Tino Martinez nulla può esserti precluso.
Senza scordarci del PH Darryl Strawberry.
Joe Torre aveva sotto mano una vera e propria macchina da guerra.
Stagione scontata, se si esclude la vittoria di Cleveland nel vecchio Yankee Stadium durante i playoff, pima che Andy Pettitte si prendesse gara 3 a Cleveland.
Furono solo due le sconfitte Yankees in postseason.
San Diego furono "sweeppati" 4-0 in finale: fu la 24esimo World Series vinta.


NY YANKEES 2009
Ben 7 giocatori colpirono 22 HR o più in stagione.
Stagione chiusa 103-59.
Gli Yankees inaugurarono il loro nuovo ballpark Yankee Stadium il 16 aprile, quando ospitarono i Cleveland Indians.
Terminarono la stagione regolare conducendo in AL: R segnate (915), Hits (1604), HR (244), basi totali (2.703), RBI (881), OBP (0,362) e Slugging (0.478).
Vinsero il loro 40esimo pennant dell' American League il 25 ottobre 2009, sconfiggendo i Los Angeles Angels di Anaheim in 6 partite per avanzare alle World Series, dove sconfissero i Philadelphia Phillies in 6 partite (27 ° World Series il 4 novembre 2009).
Qualche nome? Robinson Cano, Derek Jeter, Johnny Damon, Hideki Matsui, George Posada, Alex Rodriguez, Nick Swisher, Mark Teixeira (103 R, 122 RBI e 39 HR).
Senza scordarci dell'incredibile parco lanciatori: dal closer leggendario Mariano Rivera a Andy Pettitte, passando per A.J.Burnett e CC Sabathia.


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domenica 21 agosto 2016

Storia e Rivalità Tra Oxford e Cambridge (The Boat Race)

E' conosciuta come «The Boat Race», ovvero "La Regata", secondo quella radicata convinzione che vuole ogni tradizione nata in Inghilterra, il modello assoluto.
Ovvero la gara tra le università di Oxford e Cambridge: "la Regata".
Da quasi 2 secoli.
Una lunghissima rivalità che nasce già dal 1209 quando alcuni studenti di Oxford, per ostilità e problemi nella propria città, si rifugiarono a Cambridge per fondare la seconda università più antica del mondo (dopo Oxford appunto).


THE BOAT RACE
In realtà l’idea della regata venne a Charles Wordsworth (studente di Oxford) e all’amico Charles Merivale (di Cambridge), nel 1827.
Ci vollero due anni per organizzare la prima sfida su una barca con 8 vogatori, campo di regata il tratto di Tamigi che va da Hambledon Lock al ponte di Henley.
I Light Blue di Cambridge ed i Dark Blue di Oxford composti, oltre che da 8 vogatori, anche da 1 timoniere ("otto con") e spesso vi partecipano anche campioni del mondo oppure olimpici (ovviamente iscritti ad uno dei due college).
La prima Boat Race si svolse ad Henley On Thames nello Oxfordshire e nei giorni a seguire le cronache dei giornali scrissero che una folla di circa 20 mila spettatori si era assiepata lungo il percorso per assistere a questa sfida.
La gara fu interrotta una prima volta subito dopo la partenza, dopo il secondo via Oxford prese subito un buon margine di vantaggio e andò a vincere la gara: fu in questi 3.000 metri che iniziò la leggenda.

L'evento fu un tale successo che in seguito gli abitanti della città decisero di organizzare anch’essi una propria regata che divenne in seguito la Henley Royal Regatta.
Da allora l'università che nell'anno precedente ha perso la gara, l'anno successivo rilancia la sfida per ottenere la rivincita.
La seconda edizione fu organizzata 7 anni dopo, nel 1836, remando da Westminster a Putney.
Rivalità molto accesa ma il massimo della "ferocia" è rappresentato dal fatto che gli studenti delle due università evitano di nominare l’ateneo rivale, chiamandolo semplicemente ed elegantemente “the other place”, l’altro posto.
Unica eccezione, la piccola macchia del dicembre del 1849, quando l’equipaggio di Cambridge commise in gara un’infrazione immediatamente punita con la squalifica.
La partenza dal 1942 avviene da Putney e prosegue nel tratto ad esse passando per Hammersmith e Barnes fino all'arrivo a Mortlake, su un tratto del Tamigi appena fuori Londra (per un periodo lo start veniva dato da Westminster ma poi venne spostato dove le acque erano meno inquinate...).
C'è stato un solo pareggio, nel giugno 1877.
In realtà, leggenda vuole che anche quella volta ci fu un vincitore ma pare che il giudice si fosse... addormentato, senza poter determinare l’effettivo risultato.
Il record assoluto di velocità, stabilito da Cambridge nel 1998 con un tempo di 16 minuti e 19 secondi, e al contrario quello più lento, toccato sempre a loro nel 1860, quando gli 8 canottieri se la presero comoda, mettendoci 23 minuti e 30 secondi.
Storica anche la vittoria di Oxford del 2003, per 30 miseri centimetri di lunghezza appena.
L’edizione 2010 della gara partita con l’equipaggio di Oxford al comando, dominio mantenuto anche nei rilevamenti di Mile Post, Hammersmith Bridge e Chiswick Stpes, sino a che, i ragazzi terribili di Cambridge hanno iniziato una rimonta irresistibile (portando lo sforzo sui 47 colpi al minuto contro i 45 degli avversari, fino al traguardo, tagliato con il tempo di 17 minuti e 35 secondi, ad una lunghezza e 1/3 di vantaggio).
E per finire, i 6 affondamenti delle imbarcazioni, fra cui quello clamoroso del 1912, in cui entrambe finirono sul fondo del Tamigi a pochi minuti di distanza una dall’altra e per nessun motivo apparente.
Da quel 1829, ogni anno, lungo le sponde del Tamigi, decine di migliaia di spettatori con il fiato sospeso aspettano la carambola della sorte: tocca allo sfidante, il presidente del club che ha perso l’edizione precedente, scegliere testa o croce.
Chi vince la scommessa decide su quale ansa del fiume si posizionerà la sua squadra, Surrey o Middlesex, in base alle condizioni atmosferiche.
Un vantaggio che può rivelarsi decisivo per vincere la gara.
Lungo le rive del Tamigi si radunano oltre 250mila spettatori, mentre più di 7  milioni di persone seguono l’evento in diretta incollate alla TV su BBC1 (o Eurosport in Italia).
Il pubblico si affolla nei bar, nei ristoranti e nei pub disseminati lungo il percorso.


BREVE CRONOSTORIA
1849: Cambridge è squalificata.
1859: L'imbarcazione di Cambridge affondò.
1873: Gli equipaggi gareggiano per la prima volta usando carrelli scorrevoli.
1877: La gara si concluse in parità.
1898: L'equipaggio di Cambridge fu sommerso dall'acqua ma riuscì a portare a termine la gara.
1912: La gara era in programma il 31 marzo ma entrambe le imbarcazioni affondarono e la gara fu ripetuta il 1 aprile.
1915-19: La Boat Race non viene disputata a causa della guerra.
1925: Oxford affonda.
1927: Per la prima volta la BBC trasmette un breve sunto della Boat Race.
1932: Il percorso viene accorciato di 1 minuto a causa di lavori di costruzione sul ponte di Putney.
1940-45: La Boat Race non viene corsa a causa della guerra.
1946: Il 24 Marzo Oxford affonda e la gara viene messa nuovamente in programma per il 26 marzo. La gara fu vinta da Cambridge.
1952: Oxford si aggiudica la gara mentre imperversa una bufera di neve.
1954: La Boat Race compie 100 anni e Oxford vince.
1976: La Boat Race viene sponsorizzata per la prima volta dai Ladbrokers.
L'equipaggio di Oxford abbatte la barriera dei 17 minuti.
1978: Cambridge affonda.
1981: Sue Brown è la prima donna a partecipare alla gara.
Timona e porta alla vittoria la barca di Oxford.
1984: Cambridge danneggia in maniera irreparabile la propria imbarcazione a pochi minuti dal via.
1985: Henrietta Shaw diventa la prima timoniera donna di Cambridge.
1987: E' l'anno del famoso ammutinamento di Oxford causato dal gruppo di atleti di vertice statunitensi che si rifiutarono di gareggiare quando uno dei loro compagni fu fatto scendere dalla barca. Oxford vinse comunque la sfida.
1989: Per la prima volta entrambi gli equipaggi vengono timonati da donne: Alison Norrish (Oxford) e Leigh Weiss (Cambridge).
1990: Viene battuto il record per il membro dell'equipaggio più pesante gareggiante nella Boat Race, è Chris Heathcote.
1994: Per la prima volta in 21 anni Cambridge vince la Boat Race per la seconda volta consecutiva.
Il principe Michael di Kent consegna il trofeo.
1996: Il Presidente di Cambridge assiste alla vittoria del suo equipaggio da un motoscafo e da lì alza al cielo il trofeo consegnatogli dalla Duchessa di Kent.
1997: Steve Redgrave, vincitore di quattro medaglie d'oro olimpiche, consegna il trofeo ai vincitori di Cambridge.
1998: Cambridge mette in barca l'equipaggio più pesante e più alto della storia della Boat Race. Entrambi gli equipaggi battono il record della gara ed è ancora Cambridge che si aggiudica la vittoria con il tempo di 16 minuti e 19 secondi. E' questa la sua sesta vittoria consecutiva.
1999: Le società di canottaggio delle Università di Oxford e Cambridge firmano un accordo di sponsorizzazione di tre anni con la Aberdeen.
Un altro record viene battuto ed è quello all'uomo più alto che abbia mai gareggiato nella “sfida”.
Si chiama Josh West ed è alto 2,10 metri.
2000: Oxford vince la gara dopo sette anni di dominio da parte di Cambridge.
Matt Smith diventa il più giovane vincitore della Boat Race.
Dei 12 atleti britannici che vinsero la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Sydney, 5 partecipano alla Boat Race.
2001: La gara termina con una netta vittoria di Cambridge malgrado uno scontro con la barca di Oxford ad inizio gara che ne invalida la prima partenza.
Durante la gara Colin Swainson di Cambridge perde un remo ma il suo equipaggio vince ugualmente.
2002: Oxford si aggiudica una delle gare più avvincenti della storia recente.
L'atleta di Cambridge, Sebastian Mayer, crolla durante la gara.
2003: Oxford vince con appena 30 centimetri di vantaggio.
Probabilmente è l'arrivo più ravvicinato di tutta la storia della Boat Race. Due fratelli si trovano a gareggiare l'uno contro l'altro sulle due barche rivali.
David Liviston sulla barca vincente di Oxford, James Liviston sulla barca di Cambridge.
2004: Oxford e Cambridge si scontrano dopo poche palate dal via.
Cambridge si aggiudica la Boat Race.
2005: Oxford vince la gara con l'equipaggio più pesante di sempre.


CRITERI E REQUISITI PER L'EQUIPAGGIO
I criteri per far parte dell'equipaggio sono:
1) Essere uno studente di una delle due università
2) Essere un grande vogatore.

Gli allenatori iniziano le selezioni per "la Regata" l’autunno precedente, per scegliere gli otto «eletti» che si giocheranno il prestigio della propria Università, il marzo successivo.
Le selezioni sono dure fisicamente ma soprattutto né Oxford né Cambridge concede ai propri candidati facilitazioni su esami e lezioni.
Semplicemente chi ha orari troppo duri o materie troppo ardue, rinuncia.
Succede anche l’inverso: le due università corteggiano studenti da ogni parte del mondo purché particolarmente dotati nel canottaggio, offrendo loro una iscrizione «agevolata» per due anni accademici.
Sconti sulle tasse, non sugli studi.
A dicembre ciascun allenatore riduce la scelta a due equipaggi, che si sfidano tra loro: chi vince rappresenterà la propria università alla sfida contro l’altra.
E' stato calcolato che per ogni palata servono due ore di allenamento, e considerando che per coprire il percorso ne occorrono almeno 600, è facile capire quanto tempo siano costretti a passare in acqua i 18 studenti coinvolti.
Le imbarcazione devono pesare 96 kg a vuoto ed essere lunghe 19,9 metri.


RIVALITA' ACCADEMICHE
Gli anni accademici d’Oltremanica, come si sarà capito, sono contraddistinti storicamente anche dalla rivalità sportiva.
Per esempio quella tra le città ed università di Southampton e Portsmouth, quella delle Midlands tra Derby e Lincoln, quella tra le università di York e Lancaster ed ovviamente quella tra Oxford e Cambridge.
Possono essere menzionati anche le sfide cittadine "interne" tra l’Imperial College di Londra che si confronta con l’Imperial College School Of Medicine, la Leeds Metropolitan University che affronta l’University Of Leeds, l’University Of Nottingham contro la Nottinghma Trent University, Edimburgo contro Glasgow in Scozia, l’University College Of Dublin contro la Dublin University in Irlanda, Cardiff contro Swansea nel Galles.
C’è anche un organismo che vige sulle università, il British Universities and Colleges Sport che dal 2008 ha sostituito la British Universities Sports Association (BUSA) e la University College Sport (UCS) e che ogni anno stila una graduatoria finale, determinata dalle prestazioni degli atenei in tutte le discipline.
Tra le università storicamente migliori la Loughborough University, un campus universitario che sorge nel Leicestershire (insomma un sistema abbastanza simile a quelli universitari americani).
Nel caso di Oxford e Cambridge:“Oxford for arts, Cambridge for science”, sintetizza così un vecchio adagio inglese.
Da una parte le materie umanistiche, dall’altra quelle scientifiche: un'etichetta che i vertici dei due atenei non riconoscono, impegnati come sono ad assicurarsi i migliori studenti britannici e internazionali in entrambi gli ambiti.
Nel passato alla prima veniva riservata un’etichetta più conservatrice, alla seconda una più liberal, per quanto fu un intellettuale di sinistra, Philip Toynbee, figlio di Oxford, ad affermare che «una bomba sotto il parcheggio Ovest di Twickenham durante una partita porrebbe fine al fascismo in Inghilterra per generazioni».
Il riferimento è al Varsity Match, la partita di Rugby che Oxford e Cambridge disputano ogni anno a dicembre nello stadio londinese.
Sono bagnate dalla stessa acqua da sponde diverse.
Si dividono tutto e così sono complementari una all’altra: allora ogni premier inglese, da Churchill in poi, ha studiato a Oxford, ma tutti i loro consulenti, i loro spin doctor, le loro menti pensanti, arrivano da Cambridge.
Oxford è tradizionalista e vive ancora di metallurgia e meccanica: la Bmw produce lì la Mini.
Cambdrige, invece, è la Silicon Valley inglese: aziende hi-tech, internet, futuro.
A Cambridge per festeggiare la fine degli esami gli studenti si sfidano con delle imbarcazioni di cartone sul fiume Cam, invece nell'All Souls College di Oxford ogni 100 anni si organizza la caccia all'anatra mitologica (un'anatra che leggenda vuole sia volata via dai prati del college dopo la sua fondazione).
La guerra che dura da otto secoli passa per i premi Nobel, con rettori e senati accademici delle due università che ogni anno aggiornano i loro record: avanti Cambridge 84 a 51.


BULLINGDON CLUB
Con questo termine s'intendevano i festini segreti che avevano sede ad Oxford.
Usiamo il passato perchè seppur ancora presenti, ora, non sono più tanto segreti.
Alla base di tutto serate “bondage”, fetish e sadomasochiste, party d'elite ed abbastanza underground almeno nella concezione originaria.
Poi Droga, Sesso, Rock And Roll.
E un sacco di teste di maiale, conficcate su pali, deposte sulla tavola a bocca aperta, piazzate dappertutto.
Questi erano i festini delle “società segrete” di Oxford, cioè fino a quando l’avvento della rivoluzione digitale ha reso praticamente impossibile organizzare alcunché in “segreto”: perché ognuno ha in tasca un telefonino con cui scattare fotografie.
Come lo scandalo che riguardò David Cameron (ai tempi ventenne).
Era noto, per esempio, che negli anni dell’università, Cameron fosse membro del Bullingdon Club, i cui iscritti erano tutti figli di persone ricche.
I figli passavano il sabato sera a ubriacarsi nei pub della zona e una volta sbronzi spaccavano tutto.
Il giorno dopo i papà correvano a pagare i danni per evitare lo scandalo.
Ma di club studenteschi del genere, a Oxford ce n’erano altri e tutti piuttosto coloriti.
Il Piers Gaveston, per esempio, organizzava party estivi nei migliori hotel di Londra invitando «gli uomini più eccitanti e le donne più belle », minacciando di espulsione chiunque diceva o faceva «qualcosa di noioso».
La costante era l’appartenenza degli iscritti alla élite, se non proprio all’aristocrazia.
Circolavano cocaina ed ecstasy, oltre a fiumi di alcol, naturalmente.
E le teste di maiale, per motivi che finora nessuno ha saputo chiaramente spiegare, abbondavano: forse perché considerate un segno della depravazione che univa tutti quanti in una grande abbuffata di vizi.
«Eccessi sessuali, gare a chi vomita di più e ristoranti fatti a pezzi, erano la norma quando studiavo a Oxford», ricorda Roswynne Jones, giornalista del Daily Mirror.


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martedì 16 agosto 2016

I Tampa Bay Rays e Il Tropicana Field: Problematiche e Grand Rules

Quando i Minnesota Twins abbandonarono la Hubert H. Humphrey Metrodome dopo la stagione 2009 trasferendosi a Target Field nel 2010, il Tropicana Field divenne l'unico stadio MLB con un tetto fisso (vale a dire, non retrattile).
Il Tropicana Field precedentemente conosciuto come Florida Suncoast Dome (1990-1993) e Thunderdome (1993-1996) è uno stadio coperto situato a St. Petersburg in Florida.
Ospita le partite dei Tampa Bay Rays di Major League Baseball (MLB).
I Rays sono una franchigia giovanissima, fondata nel 1998.
Il sogno della Florida, da decenni, era sempre stato quello d'inglobare la città di Tampa o St.Petersburg in MLB.
Dal 1995, la MLB aprì a St.Petersburg, fu così che i Rays si stabilizzarono nel particolarissimo (e molto criticato dagli amanti del Baseball) Tropicana Field.
Possiamo metterla così: Tropicana Field e la sua struttura moderna ed avveniristica piace agli "esterni" ovvero agli occasionali.
Ottima vista, passerelle che circondano tutto il campo, temperatura regolabile, video wall per i replay ed addirittura un acquario.
Essendo chiuso (indoor), il vento, la pioggia, l'umidità non sono ovviamente un problema.
Nonostante ciò, i cultori e tradizionalisti del Baseball lo odiano invece.


TEMPERATURE, UMIDITA' ED URAGANI
Il grande problema dell'area (essendo anche lontana dal mare) è l'elevata umidità e il sole infernale della Florida soprattutto in agosto (temperature che possono arrivare anche a 38° ma il vero problema è l'elevatissima umidità appunto).
Non solo, in estate: anche tanta precipitazioni e spesso uragani.
Il periodo degli uragani e tornado va da giugno a ottobre.
In oltre 150 anni la Florida è stata colpita da più di 100 uragani e tempeste tropicali (di cui una 40ntina considerati molto pericolosi).
L'uragano Andrew nel 1992 causò il più grande disastro meteorologico degli USA: oltre 25 miliardi di dollari di danni.
Nel 2004 si ricordano quattro uragani nello stesso anno, nel 2005 l'uragano Katrina che devastò la Florida meridionale.
Inoltre le zone centrali (Tampa appunto) sono conosciute come capitali dei "fulmini" avendo più attività elettrica rispetto alle altre zone degli USA.
Per questi motivi, quando si è costruito il Tropicana, si è pensato ad una struttura moderna: al coperto, con luce artificiale, raffreddamenti interni e tutti i confort che si possono immaginare.


CARATTERISTICHE DEL BALLPARK
La cupola è stata costruita sul sito di un ex impianto di gassificazione del carbone e, nel 1987, i prodotti chimici pericolosi sono stati trovati nel terreno intorno al cantiere.
La città ha speso milioni di dollari per rimuovere le sostanze chimiche dalla zona.
La caratteristica più peculiare del Tropicana Field è il tetto inclinato.
Venne progettato con un angolo tale da ridurre il volume interno al fine di limitare i costi di raffreddamento e per proteggere meglio lo stadio esternamente dagli uragani.
E' illuminato con raggi e luci arancioni quando i Rays vincono.
Tra le innovazioni recenti una passerella ruotabile di 360° che permette agli spettatori di seguire tutte le fasi di gioco in mezzo al campo.
La sezione di campo a sinistra è chiamata "162 Landing", in riferimento al walk-off Home Run di Evan Longoria nell'ultima partita di stagione regolare della stagione 2011 (permise di raggiungere la Wild Card dell'American League).
La sezione di campo a destra è il "Papa John's Bullpen Box".
Poco più a destra della recinzione del right-center troviamo il "Rays Touch Tank".
In poche parole si tratta di un serbatoio pieno d'acqua pieno di Cownose Ray (pesci cartilaginei imparentati con i pescecani) presi dalle acque di Tampa Bay.
L'ingresso alla zona del serbatoio è gratuito ma c'è un limite di 50 persone.
Il serbatoio è parte del Florida Aquarium ed aiuta a raccogliere fondi per varie associazioni di beneficenza nella zona di Tampa Bay.
Infatti per ogni palla che finisce lì, i Rays donano $ 5.000 ad associazioni di beneficenza.
Ad oggi, Luis Gonzalez (LA Dodgers), Miguel Cabrera (Detroit Tigers), José Lobatón (Tampa Bay Rays) e Nelson Cruz (Seattle Mariners) sono gli unici giocatori ad avere lanciato un Home Run nel serbatoio.
Dietro il center field al piano terra troviamo il bar & grill brewpub chiamato Everglades Brewhouse. Il ristorante propone diverse birre artigianali e una "Fan v Food" che consiste nel mangiare un hamburger di 4 chili e mezzo più patatine fritte in meno di 30 minuti per vincere due biglietti di future partite dei Rays.
La Cuesta-Rey Cigar Bar si trova al piano superiore dell'Everglades Brewhouse, accessibile da scala mobile ed offre una vasta selezione di sigari (è l'unica posizione interna al Tropicana Field dove è permesso fumare).


CONTROVERSIE; CATWALK ED ANELLI
Dell'architettura dello stadio sicuramente le quattro Catwalks che pendono dal soffitto sono quelle più criticate.
Le Catwalks (delle specie di passerelle) sono irrinunciabili, in quanto parte della struttura di sostegno della cupola.
Come detto lo stadio supporta anche sistemi di illuminazione e di altoparlanti.
Dato che la cupola è inclinata verso il campo esterno, le Catwaks sono più basse sugli esterni appunto.
Ovviamente qual è il problema di un'architettura di questo tipo? Che le palle alte sbattono contro il soffitto cambiando le traiettorie, per questo è stato necessario stabilire delle nuove regole.
Ci sono le regole del Baseball.
E le regole del Tropicana Field.
Le Catwalks sono identificate da lettere: A, B, C, D (anelli della struttura).
L'anello A "palla in gioco", mentre le B, C, e D delineano la posizione relativa delle linee di foul. Ogni palla che tocca la zona A può diventare una valida o un out.
Anelli C e D sono "fuori dal gioco", se vengono colpiti internamente tra le linee che delimitano il foul, viene assegnato l'Home Run (vale per entrambi gli anelli: C e D).
Il 5 agosto del 2010, Jason Kubel dei Twins colpì un pop-up nel campo interno facilmente controllabile ma la palla colpì l'anello A e cadde a terra permettendo ai Twins di segnare (vincendo poi alla fine 8-6).
Fu un episodio molto controverso tant'è vero che 2 mesi dopo, la Major League Baseball ha approvato una modifica delle regole di base per gli anelli A e B , facendo in modo che una palla battuta che colpisce uno dei due anelli è definita automaticamente "una dead ball", indipendentemente dal fatto che vada in territorio buono o di foul.
Questo cambiamento è durato solo per la postseason del 2010.
D'altra parte, le Catwalks storicamente danno e tolgono all'attacco.
Ad esempio, Jonny Gomes dei Rays è stato chiamato Out durante una partita contro i Toronto Blue Jays il 12 maggio 2006, quando la palla colpì l'anello B e rotolò fuori per essere presa dall'interbase John McDonald di Toronto.
Gomes era già diretto verso casa base.
Il 26 maggio del 2008, Carlos Peña ha colpito un pop-fly nel center field, che probabilmente sarebbe stato preso con facilità dal center fielder Josh Hamilton dei Rangers.
La palla colpì invece la Catwalks dell'anello B e non cadde più.
A Peña venne dato erroneamente un Home Run, ma dopo essersi consultati, gli arbitri gli conferirono un doppio.
Anche il 2 maggio 1999, una palla colpita da José Canseco rimase incastrata tra le Catwalks.
Il primo giocatore che ha colpito la zona degli anelli tra C e D per l'Home Run fu Edgar Martínez dei Seattle Mariners, il 29 maggio 1998 (anello D).
Tre giocatori prima di lui colpire nella stessa zona ma la regola non era ancora attiva.
In postseason, l'anello C, fu colpito per la prima volta da Evan Longoria (nel 2008).
Si ricordi inoltre il 17 luglio 2011, nel corso di una sfida contro i Red Sox, Rays, Sean Rodriguez con un popup distrusse una lampadina su una Catwalk.
Pezzi della lampadina rotta caddero sul campo, portando alla sospensione momentanea della partita.
Infine i Bullpen si trovano lungo il campo a sinistra e a destra delle linee di foul e non ci sono barriere che li separano dal campo di gioco.
Infatti, le fly ball colpite nel Bullpen sarebbero in gioco.
I lanciatori del Bullpen ed i pitching coach sono ostacoli per gli esterni che inseguono le palle.
Le squadre hanno un Batboy vicino al Bullpen per impedire di essere colpiti dalle palle.


GRAND RULES
1) Se la palla colpisce una Catwalk inferiore (C e D), una luce o un oggetto sospeso su territorio buono: Home Run.
2) Palla battuta non giudicata Home Run che rimane incastrata su una Catwalk, una luce o un oggetto sospeso: doppio.
3) Palla battuta che colpisce una Catwalk, la luce o oggetti sospesi (non giudicata Home Run), se in territorio buono sarà giudicata giocabile o foul in relazione a dove colpisce il terreno o è toccata dal difensore.
Se presa dal difensore, il battitore è eliminato e i corridori possono avanzare sulla base successiva a proprio rischio.
4) Palla battuta che colpisce una Catwalk, una luce o un un oggetto sospeso sul territorio foul: Dead Ball.


NUOVO IMPIANTO?
I Rays, ormai da anni, sarebbero in cerca di una nuova casa.
Il Tropicana è troppo lontano dai maggiori agglomerati di Tampa e per giunta non genera introiti sufficienti (l'affluenza di spettatori è tra le più basse della MLB).
Tante sono state le ipotesi: tra spostamenti sul lungomare di St.Petersburg a spostamenti nelle aree più centrali di Tampa Bay.
L'idea era quella di costruire il nuovo impianto a pochi metri dal mare, sempre a St. Petersburg.
Un progetto da 450 milioni di dollari.
Il progetto prevederebbe anche elementi di design nautico, con un albero centrale alto quasi 100 metri.
A differenza dell'attuale Tropicana Field, il problema dell'elevata umidità esternamente allo stadio, sarà mitigato/limitato dal clima marino permettendo di costruire uno stadio con il tetto apribile.
Si è pensato appunto ad un sistema di cavi sospeso tra archi in grado di aprire e chiudere la copertura, realizzata con un tessuto speciale, come fosse una grande vela.
Ciò permetterà di far entrare luce ma soprattutto di convogliare la brezza marina proveniente dall'oceano (temperature più basse di una decina di gradi).
Nei piani di sviluppo del progetto è previsto, inoltre, il trasporto di acqua fredda attraverso la costruzione in cemento: in questo modo, le poltroncine saranno comode e fresche anche durante le gare in notturna, senza possibilità quindi di rilasciare il caldo accumulato nelle ore diurne.


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giovedì 11 agosto 2016

Le Hooligans Girls Si Preparano Per Il Mondiale Russo 2018? Combattimenti Nelle Foreste

Mentre gli Hooligans Inglesi che sono rimasti a casa (bloccati al confine inglese con ritiro del passaporto) non vedono loro di partire per i mondiali del 2018 che si terranno in Russia (per prendersi la rivincita dopo gli scontri in Francia contro gli Ultras Russi), pare che nella nazione di Putin anche gang tutte al femminile si stanno preparando per l'invasione di turisti e tifosi stranieri.
Infatti ormai da qualche anno, oltre ai combattimenti senza regole fissati tra "tifosi" russi nelle varie foreste (più che tifosi, paramilitari ed altri combattenti) che dopo gli addestramenti andranno a formare le firms russe, be' pare che ci siano anche gang tutte al femminile che si addestrano per il medesimo scopo: imparare a picchiare.
Come le loro controparti maschili, ci sono infatti immagini e video che mostrano combattimenti femminili violentissimi fatti di pugni e calci.
Quindi anche le gang tutte al femminile sono determinate a prendere la loro parte di "gloria" nella futura Coppa del Mondo: infatti si stanno allenando per "salutare" gli stranieri che transiteranno in Russia tra 2 anni.


LE LOTTE NELLE FORESTE
Non è chiaro quanti ultras femminili erano in Francia ma i messaggi sui social media suggeriscono che le donne saranno pronte per la Coppa del Mondo che si terrà in Russia nel giro di due anni.
La leader di una delle bande tutta al femminile, legata allo Spartak Mosca, ha affermato che non solo gli uomini si faranno valere.
Quindi vere e proprie gang di Hooligans in gonnella: "Buttare a terra qualcuno è facile come fare una zuppa di barbabietole".
Viktoria, leader della banda Slavyanki, ha spiegato: "Non c'èra nessun altro caso al mondo di band Hooligans/Ultras tutta al femminile, questa è una nostra iniziativa".
Ho iniziato con i maschi poi ho deciso di organizzare un gruppo femminile. Per me, non solo gli uomini possono fare questo lavoro, ma anche le ragazze".
Viktoria, soprannominata Olezhka, ha anche detto che è un'esperta di arti marziali e che le ragazze della sua banda si stanno allenando in boschi e foreste per imboscate future.
Poi ha aggiunto: "La passione dei maschi per un club e l'odio per gli avversari è ciò che ci spinge all'aggressione.
Sono entrata in questo mondo maschile, quando ho iniziato arti marziali.
Sui social network spesso indirizzano parole maleducate su noi ragazze, ma nella vita reale tutti tacciono. E in futuro abbiamo in programma di trovare questi tipi e punirli per questo.
L'organizzazione è la cosa fondamentale per il nostro gruppo.
Tutte le nostre ragazze praticano diversi sport, alcune sono campionesse.
Noi non siamo il più forte gruppo al mondo ma chi ci conosce, ci rispetta.
Ogni ragazza ha una propria squadra del cuore, abbiamo in programma diverse azioni in futuro, nella foresta e non.
Un giorno vi mostreremo quanto valiamo anche in tribuna.
A volte noi ci alleniamo anche contro gli uomini ma vale la pena lottare con loro nella foresta?".
Yulya Sergeeva, 20 anni, da Ekaterinburg, è un ultras invece degli Steel Monsters e si fa chiamare Eva Braun.
Yana Danilova, 23 anni, fan della Locomotiv Mosca, ha recentemente preso il congedo per via della maternità quindi starà ferma per un bel po'.


PENSIERI
Una delle ultras di più alto profilo femminile russo è un'affascinante ragazza di 22 anni, dai pensieri neo-nazisti.
Si chiama Olga Kuzkova e fa parte di un gruppo femminile del CSKA Mosca.
E' una delle combattenti nonchè grande esperta di arti marziali.
Venne spogliata del suo titolo di Miss calcio russo, a causa del suo pensiero estremo e razzista.
Una foto postata sui social media recitava: "Rose rosse per una bianca orgogliosa".
Ha inoltre dato agli omosessuali dei "pervertiti" e pubblicato una fotografia di lei che fa un saluto nazista accanto al numero 88 (una sigla neonazista per Heil Hitler).
"La prima cosa che conta per noi è la nostra squadra di calcio, i suoi colori. In secondo luogo, il nostro stemma. Dobbiamo lottare per i nostri colori, dobbiamo combattere per il nostro stemma".
Spesso i combattimenti si tengono anche in "campo neutro" (ad esempio in Bielorussia) e vedono coinvolte donne di altre nazioni (tipo polacche).


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