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domenica 11 settembre 2022

La Regina Elisabetta e Il Suo Rapporto Con Lo Sport

La Regina Elisabetta nata nel 1926 a Londra ha regnato per 70 anni, lasciando un profondo segno nel suo tempo ma anche nello sport. Sua Maestà è morta l'8 settembre 2022, a 96 anni, nella residenza scozzese di Balmoral, a lei molto cara, perché lì viveva a contatto con la natura. A livello sportivo, per nessuna ragione al mondo perdeva un Grand National, corsa nella quale hanno spesso partecipato (e qualche volta vinto) i cavalli della sua scuderia. Si diceva che ogni mattina leggesse Racing Post.
Il resto dello sport lo viveva spinta dall’amore per la bandiera. I suoi settant’anni di regno ha attraversato, suo malgrado, anche la storia dello sport e non solo quello britannico. Nel 1966, a 40 anni (13 anni dopo la sua incoronazione), è stata lei a consegnare la Coppa del Mondo, a Bobby Moore, capitano inglese dell'epoca. Tuttavia è quasi simbolico che il suo ultimo messaggio ufficiale in ambito sportivo sia stato per le calciatrici inglesi, dopo il trionfo all’Europeo: "Il vostro successo va al di là del trofeo che avete conquistato con merito. Voi d’ora in poi sarete prese a modello, e un esempio per le donne di oggi e delle future generazioni" 
Dopo aver presenziato ad Euro 96 che si svolgeva in Inghilterra (con gli inglesi eliminati ai rigori dalla Germania in semifinale), nel 2021 la Regina non era presente a Wembley in occasione della finale degli europei Inghilterra-Italia ma alla vigilia dell'incontro inviò una lettera al CT dei bianchi Southgate: "55 anni fa sono stata abbastanza fortunata da consegnare la Coppa Rimet a Bobby Moore. Voglio inviare i miei complimenti, e quelli della mia famiglia, alla squadra per aver raggiunto la finale e rivolgere i miei sinceri auguri per domani, nella speranza che la storia ricordi non solo i successi, ma anche lo spirito, l'attaccamento e l'orgoglio che avete fin qui dimostrato".
Tra i reali, erano presenti il Principe William (primogenito di Carlo III e Diana Spencer), la compagna Kate Middleton e il primogenito George.
A livello di tifo calcistico, alla Regina è sempre stato assegnato un affetto per Millwall, West Ham ed Arsenal, che resta l’unica squadra a essere stata ricevuta per un the a Buckingham Palace (nell’occasione si narra di un dialogo fra Sua Maestà e lo spagnolo Cesc Fabregas). Per il calcio comunque, spesso, aveva espresso pareri contrastanti dicendo: "Uno sport e un business difficile, i calciatori spesso sono prime donne ma si tratta di un gioco meraviglioso".
Viene citato il West Ham a causa della sua ammirazione per il manager Ron Greenwood e per Bobby Moore. Il suo giocatore preferito nel nuovo millennio era Michael Owen.
Nelle strade di Glasgow, in Scozia, a seguito della sua morte sono comparsi dei murales con su scritto "Fuck The Queen" (scritta da tifosi del Celtic), in seguito la scritta è stata coperta da "Kill The Pope" (lasciata dai tifosi dei Rangers).
Stranamente in settant’anni di regno ha assistito ad una partita del torneo di Wimbledon solo quattro volte (malgrado sino al 2017 era stata proprietaria dell'All England Lawn Tennis).  L'ultima sua visita fu nel 2010 vinto da Roger Federer e Serena Williams.
L’anno scorso, invece, aveva espresso una certa curiosità per la ginnastica: aveva incontrato gli atleti inglesi che avevano partecipato alle Olimpiadi di Tokyo e dopo un paio di battute sulla loro altezza, aveva confessato al campione olimpico di tuffi Tom Daley: "Amo guardare i ginnasti perché le cose che fanno non sembrano possibili, forse dovrei provare con la ginnastica". Alle Olimpiadi 2012 tutti si ricordano la meravigliosa scena nell’inaugurazione dei Giochi di Londra, nella quale la regina aveva recitato con Daniel Craig, allora il James Bond in carica, e che aveva reso memorabile la sua partecipazione alla cerimonia con scene spettacolari in elicottero e con il paracadute. La quinta di una serie incredibile e unica per un essere umano. Elisabetta, infatti, come capo di stato di Gran Bretagna, Canada e Australia ha assistito ai Giochi di Melbourne 1956, Montreal 1976, Calgary 1988, Sydney 2000, Vancouver 2010 e Londra 2012, stabilendo un primato difficilmente uguagliabile. Nel 1976 a Montreal, la figlia Anna, ha partecipato come atleta del Regno Unito alle gare di dressage (senza tuttavia ottenere risultati). In onore della Regina è stato allestito il 'Royal Meeting' all'ippodromo di Ascot: alla giornata di corse, alla quale non è mai mancata, è ancora oggi d'obbligo un abbigliamento elegante e l'utilizzo del tradizionale un cappello. Nelle sue residenze Elisabetta II ha allevato cavalli purosangue. La Regina è stata molto legata anche al Rugby: nel 1999 a Cardiff premiò il capitano dell'Australia, John Eales dopo la vittoria del Mondiale sulla Francia. 
Successore al trono sarà Carlo III (tifoso del Burnley), si ricorda la sua prima moglie, Diana Spencer, morta tragicamente in un misterioso incidente stradale nel 1997, inseguita da TV e paparazzi. La Regina aveva puntato molto sul matrimonio tra Carlo e Diana. All'epoca il suo primogenito non sembrava intenzionato a mettere la testa a posto troppo occupato nelle sue passioni ovvero la caccia e a condividere il suo letto con la donna di cui era innamorato, allora e per sempre: Camilla Shand, sposata Parker Bowles. E quindi la decisione di spingerlo verso un matrimonio che mettesse in sicurezza la monarchia, trovando la donna giusta per essere al suo fianco quando sarebbe diventato Re è stata fortemente influenzata da Elisabetta II. Diana, appartenente ad una famiglia molto vicina alla casa reale sembrava la candidata perfetta, almeno sulla carta. A16 anni Diana riceve, chiuso da sigillo reale, l’invito al trentesimo compleanno del principe. Quando, qualche tempo dopo, Elisabetta accorda a Carlo il permesso per invitare Lady Diana Spencer a Balmoral, i giochi sono fatti. Quando arriva il giorno del matrimonio, il 29 luglio 1981, mentre 750 milioni di spettatori sparsi in 74 paesi del mondo assistono al royal wedding sognando "la favola", Diana vive il suo incubo cercando poche ore prima addirittura di fuggire. La principessa del Galles Diana non sopportava la pioggia, i cavalli, i cani, le battute di caccia, le ore che Carlo passava a pescare nel fiume Dee dunque non c'erano di certo le premesse per un matrimonio idilliaco. Tra Diana e il marito poi c’era sempre il fantasma dell'amante Camilla, ad agitare i sonni della principessa. Disperata, Diana aveva cominciato a chiamare Buckingham Palace, chiedendo di poter parlare con la suocera. A nulla valgono le lunghe passeggiate a Balmoral in compagnia della regina, che porta Diana con sé nella speranza di riscuotere in lei interesse per tutto quello che la famiglia reale ama (la natura, i cavalli, il rigido clima scozzese) con l’effetto invece di aumentarne il disgusto. Sempre più triste per la freddezza di Carlo, la principessa scivola pian piano nella bulimia. L’arrivo del primo figlio William, nel 1982, riavvicina Diana e la Regina, almeno apparentemente. La gravidanza però complica lo stato di salute di Diana, per via delle nausee mattutine che, congiunte alla bulimia, le portano una depressione post partum. La nascita del secondogenito Harry, nel 1984 peggiora la situazione. 
In cerca di attenzioni, Diana inizia presto a capire di poter trovare nei flash dei fotografi l’attenzione che suo marito non le concede e l’apprezzamento che Sua Maestà non le esprime. Inizia così la seconda fase della sua vita fatta di abiti di alta moda (noto il suo legame con stilisti come Gianni Versace) e di scoop dei fotografi che le sono sempre dietro. L'inclinazione del rapporto derivano dagli scandali legati all'uscita del libro di Andrew Morton "Diana her true story", davanti alla quale la Regina non può più essere conciliante. Elisabetta II resta sbalordita quando la biografia di Morton arriva nelle sue mani. Da ogni parte si nega la partecipazione di Diana al libro e lei assicura di esserne all’oscuro. Il 20 novembre 1995 la BBC trasmette la celebre intervista a Lady D dove lei pronuncia la famosa frase riguardo a Camilla: "Eravamo in tre in questo matrimonio, un po' troppo affollato". Non c'è più nulla da salvare, la regina impone a Carlo e Diana il divorzio. Nel 1992, ad occupare le pagine dei tabloid sono gli scandali seguiti alle rivelazioni sulle telefonate intime tra il futuro Re e Camilla. Come può la Regina perdonare tutto questo? La fama di Diana, le sue azioni benefiche, i continui cambi di look, i flirt supposti o vero sono continui attentati al protocollo e alla macchina reale. La popolarità di Diana cresce senza freni e l'unico legame felice con la casa reale è l'immenso affetto che la lega ai figli che cerca di far crescere come ragazzi normali infrangendo le regole di Buckingham Palace. Sono famosi gli strappi al protocollo che Diana mette in atto per permettere a William e Harry di mangiare un hamburger e patatine come ragazzini normali. Ma anche questi momenti risultano "intemperanze" agli occhi della regina. La loro relazione si conclude con lo schianto della Mercedes della principessa del Galles sul tredicesimo pilone del ponte parigino de l’Alma, il 31 agosto 1997. Diana è in auto con il suo ultimo amante, Dodi Al-Fayed, inseguita dai soliti paparazzi. La folle corsa finisce in modo drammatico. Nascono complotti, cospirazioni, si dice che siano stati i servizi segreti britannici a provocare la sua morte, la verità non si saprà mai.
La morte di Diana sconvolge il mondo e porta Elisabetta sul banco degli imputati: "Quello che vi dirò, come regina e come nonna, viene dal cuore. Primo, voglio rendere omaggio a Diana personalmente. Era un essere umano eccezionale e dotato. Nei momenti buoni e in quelli cattivi, non ha mai perso la capacità di sorridere e ridere, né di ispirare gli altri con il suo calore e la sua gentilezza. L’ho ammirata e rispettata per la sua energia e il suo impegno verso gli altri e in particolare per la sua devozione verso i suoi due ragazzi. Questa settimana a Balmoral siamo rimasti uniti nel cercare di aiutare William e Harry a venire a patti con la devastante perdita che sia loro che il resto di noi ha subìto". I funerali di Stato, con i figli che seguono il feretro commuovendo il mondo intero, vedono infine l'ultimo omaggio della Regina a Diana: come si vede nel video, la sovrana si inchina leggermente alla donna che ha messo in pericolo la monarchia ma che ha anche insegnato a tutti come si parla al popolo.


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sabato 6 agosto 2022

Il Football Negativo e Le Long Ball Di Paul Hart: Portsmouth e QPR

Spesso etichettato come un manager reo di adottare "tattiche negative" (4-5-1) e di "long ball", Paul Hart se si esclude l'esperienza con Chesterfield e Nottingham Forest non è mai durato più di 3 anni con un singolo club. La sua carriera recita una mediocre % di vittoria del 29.9% con i picchi avuti proprio con Chesterfield e Forest. Con il Nottingham ebbe il merito di sviluppare molto il settore giovanile ad inizio millennio, nel 2002/03 guidò il Forest agli spareggi per salire in prima divisione ma perse 5-4 contro lo Sheffield Utd in semifinale. Venne esonerato dal Forest nella stagione successiva dopo una striscia di 14 partite senza vittorie.
Per il resto un sacco di record negativi come l'esordio flash con il Queens Park Rangers (5 partite) e la disastrosa % di vittorie con lo Swindon (9% su 11 partite da manager). Dopo l'esonero nei Rushden & Diamonds (8 partite senza vittorie nel 2006), molti se lo ricorderanno in Premier League al Portsmouth nel 2009 quando sostituì Tony Adams riuscendo a salvare i Pompies dalla retrocessione. Era l'ambizioso (e spendaccione) Portsmouth di Harry Redknapp (Glen Johnson, Lassana Diarra, Niko Kranjkar, Peter Crouch, Sulley Muntari, etc) che vinse anche la FA Cup nel 2007/08. Redknapp poi andato al Tottenham venne sostituito dal disastroso regno di soli 4 mesi sotto Tony Adams. 

Paul Hart al Daily Mirror: "Ascolto i tifosi e dicono che siamo molto negativi, non lo capisco. Abbiamo colpito il palo in ogni partita, abbiamo avuto la possibilità di vincere ogni partita e in questo includo quella contro il Chelsea. Il motivo per cui ci troviamo in questa situazione è dovuto a una serie di fattori che potrebbero dover essere affrontati in estate. In questo momento sappiamo dove siamo, dobbiamo avere un po' di realismo e non essere troppo avventati o stupidi. Ovviamente, ci sono partite che sentivamo di dover vincere. Dobbiamo lavorare su queste basi"

Hart malgrado non sia mai stato amato dai suoi tifosi (si ricordano i fischi dopo il 2-2 contro il fanalino di coda West Bromwich) appunto riuscì a salvare il club e rinnovò per 2 anni a luglio 2009 ma il Portsmouth iniziò a navigare in cattive acque a causa dei problemi economici.

Portsmouth (4-5-1) 
James
Johnson, Campbell, Distin, Hreidarsson
Pennant, Basinas, Davis, Kranjcar, Nugent
Crouch

Paul Hart (dopo 11 sconfitte in 22 partite): "Cosa ho da temere? So cosa faccio giorno dopo giorno, quindi non ho nulla da temere"
Tuttavia, poco dopo, a causa di carenza di risultati e club quasi in amministrazione controllata fu esonerato dopo un inizio stagionale con sole 2 vittorie in 13 partite (7 sconfitte nelle prime 7 partite). In seguito venne messo sotto contratto dal QPR dove in 5 partite giocò quasi esclusivamente con palle lunghe e pare che fu questo a costargli il posto da manager. La sconfitta interna per 3-2 contro lo Sheffield United in FA Cup davanti a oltre 5.000 fan è stata la goccia che fece traboccare il vaso per il suo esonero, regno durato solo 28 giorni (un po' come Tommy Docherty nel 1968 durato lo stesso numero di giorni). Dopo la breve esperienza al Crystal Palace, il disastroso record negativo allo Swindon Town con 1 vittoria in 11 partite. La sua carriera come manager finisce al Notts County con 3 pareggi nel 2015.



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sabato 30 luglio 2022

Nazionali UK Contro Emisfero Sud ed Italia: Scontri Diretti (Rugby)

In questo articolo vedremo tutti i testa a testa tra le 4 nazioni del Regno Unito (compresa l'Irlanda) di Rugby con quelle dell'Emisfero Sud più Francia ed Italia. Le prime 4 partecipano al "The Rugby Championship" (chiamato prima Thee Nations, senza l'Argentina). Sono considerati tutti i match ufficiali ed anche i test match.


GALLES
Contro l'Argentina: 14 vittorie, 6 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 13 vittorie, 31 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 51 vittorie, 49 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 28 vittorie, 3 sconfitte e 1 pareggio
Contro la Nuova Zelanda: 3 vittorie, 34 sconfitte e 0 pareggi
Contro il Sud Africa: 7 vittorie, 32 sconfitte e 1 pareggio


INGHILTERRA
Contro l'Argentina: 19 vittorie, 5 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 28 vittorie, 26 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 60 vittorie, 43 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 30 vittorie, 0 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 8 vittorie, 33 sconfitte ed 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 16 vittorie, 27 sconfitte e 2 pareggi


IRLANDA
Contro l'Argentina: 13 vittorie, 6 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 14 vittorie, 22 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 36 vittorie, 59 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 31 vittorie, 4 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 5 vittorie, 30 sconfitte ed 1 pareggio
Contro il Sud Africa: 8 vittorie, 18 sconfitte e 1 pareggio


SCOZIA
Contro l'Argentina: 11 vittorie, 11 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 12 vittorie, 22 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Francia: 39 vittorie, 57 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 26 vittorie, 8 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 0 vittorie, 30 sconfitte e 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 5 vittorie, 23 sconfitte e 0 pareggi


ALBO D'ORO COPPA DEL MONDO (1987-2019)
Nuova Zelanda e Sud Africa: 3
Australia: 2
Inghilterra: 1


ALBO D'ORO 6 NAZIONI (1883-2023)
Inghilterra e Galles: 39
Francia: 26
Irlanda:23 
Scozia: 22


ALBO D'ORO THREE NATIONS/THE RUGBY CHAMPIONSHIP (1996-2022)
Nuova Zelanda: 19
Australia e Sud Africa: 4


AGGIORNATO AL 15 APRILE 2023


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sabato 16 luglio 2022

Il Saluto Nazista Come Festeggiamento: I Casi Barton, Anelka, Shearer

Sono tanti i calciatori ad esser finiti nel mirino della critica per aver osteggiato un "presunto" saluto nazista per festeggiare la loro rete.
Uno dei casi più noti fu quello di Giorgios Katidis, centrocampista dell'AEK Atene, poi messo fuori rosa dalla squadra e bandito anche dalle nazionali.
Ci sono stati casi anche di giocatori più noti.
Nel 2010 Joey Barton (poteva mancare lui?) a seguito di una rete contro l'Aston Villa (quando militava con il Newcastle) era stato costretto a respingere le accuse del saluto nazista. La controversa celebrazione di Barton gli costò un mare di critiche.
Si difese dicendo che c'era solo un riferimento ai famosi baffi che doveva continuare a far crescere fino a quando il Newcastle non avrebbe vinto in Premier League.
Ma Barton ha insistito dopo la partita: "Stavo semplicemente dicendo: i baffi stanno andando".
Nikolas Anelka nel 2013 era stato squalificato dalla Federazione inglese per 5 giornate perchè quando militava nel West Bromwich esultò mimando il gesto della quenelle, ritenuto simbolo antisemita (cioè una variante del saluto nazista o del gesto dell'ombrello). Anelka aveva esultato dopo aver segnato un gol nel match di campionato del 28 dicembre 2013 contro il West Ham.
L'attaccante si era difeso negando che il gesto, considerato come un un saluto nazista invertito, avesse riferimenti antisemiti. La Commissione disciplinare della FA però decise di squalificare il giocatore, infliggendogli anche una multa di 80.000 sterline. La quenelle era stata resa popolare dal comico francese Dieudonné M'Bala M'Bala, condannato più volte in Francia per incitamento all'odio razziale e per antisemitismo.
Più o meno in quel periodo alcuni tifosi del Tottenham vennero accusati di aver usato la parola "yid" nelle partite della propria squadra (yid sta per "ebreo". Secondo alcuni l'etimologia della parola è offensiva, secondo altri no. Qui la cosa è molto controversa perchè in genere la tifoseria del Tottenham è considerata di origine ebrea quindi i tifosi rivali usano questo termine in modo dispregiativo. Pare però che i tifosi Spurs si identificano tramite questa parola con orgoglio).
I tifosi Spurs vennero accusati di aver usato parole e comportamenti minacciosi ed offensivi.
Il club sottolineò la propria posizione sul mantenimento di "tolleranza zero sugli abusi antisemiti".
Un modo di esultare rimasto nella storia della Premier League e della nazionale inglese fu sicuramente quello di Alan Shearer. Un gesto che ha sempre ricordato il saluto nazista, anche se pare difficile immaginare che una persona patriottica ed intelligente come Alan si riferisse a quello.
Per rendere della caratura di Shearer (tra i più forti giocatori degli anni 90 a livello mondiale) basti dire che è il miglior cannoniere del Newcastle in patria (206 reti) e in Europa (30), detiene il primato di ben 5 reti realizzate in un'unica partita, miglior marcatore di tutti i tempi della PL (260 reti), diverse volte capocannoniere del campionato (1995, 1996 e 1997) e di Euro 1996, inserito nella top 100 dalla FIFA. Vincitore anche di un campionato nel 1994/95 con il Blackburn Rovers.
Shearer non è mai stato criticato per il suo modo di esultare, anche se come detto all'inizio pare difficile che il riferimento fosse antisemita.


SIGNIFICATO DEL SALUTO NAZISTA E I CONFLITTI BELLICI
Ma qual è il significato del saluto nazista? Si tratta di una variante del saluto romano (utilizzato nell'antica Roma e poi ripreso dal fascismo) adottato dalla Germania negli anni 20. Per Hitler incarnava lo spirito guerriero dei germani, mentre Himmler (capo delle squadre di protezione SS) lo credeva come un gesto di giuramento. Durante il Terzo Reich veniva utilizzato dai tedeschi nei comizi o come scambio di saluti tra cittadini o/e ufficiali.
Tra Inghilterra e Germania c'è sempre stata una grande rivalità e non solo calcistica (una nota massima di Gary Lineker, ex grande centravanti inglese, è "il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince"), per questo è assolutamente improbabile che l'allusione di Shearer fosse al nazismo. Al di là del calcio e parlando di storia, la prima guerra mondiale vide queste due nazioni ai ferri corti proprio perchè l'Inghilterra era una grande potenza coloniale ed industriale e non tollerava la concorrenza commerciale della Germania. Quando la Germania dichiarò guerra alla Serbia, le potenze Francia e Russia si schierarono con i serbi. Quando i tedeschi invasero il Belgio e dichiararono guerra a russi e francesi, l'Inghilterra (facendo parte della Triplice Intesa) fu costretta ad entrare nel conflitto a fianco di quest'ultimi.
La prima guerra mondiale vedrà la vittoria della Triplice Intesa (Gran Bretagna, Russia e Francia), mentre furono sconfitti gli imperi centrali (quello austro-ungarico e quello germanico).
Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, i due principali schieramenti contrapposti durante il conflitto furono l'Asse (Germania, Italia, Giappone, poi Finlandia, Romania, Ungheria, Bulgaria) e gli Alleati (Inghilterra, USA, Francia ed URSS). La guerra venne vinta ancora una volta dagli Alleati e si concluse con la resa tedesca e i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.


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venerdì 24 giugno 2022

L'Improvvisata Esperienza Da Manager Di Gary Neville A Valencia

Daily Mail: "Gary Neville non è più il più intelligente della stanza"

Gary Neville non ha bisogno di molte presentazioni: bandiera del Manchester United, simbolo della Nazionale Inglese. 12 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Champions League e 2 mondiali per club, i trofei di maggior spessore vinti. Oltre 400 presenze nei Red Devils e 85 nella nazionale inglese. Terzino destra aiutato dalla generazione di fenomeni del Manchester United degli anni 90, ovvero Paul Scholes, Ryan Giggs, David Beckham, Nicky Butt e suo fratello Phil Neville.  "The Class Of 92" hanno acquisito il club inglese Salford (Greater Manchester) nel 2014 subito portato in League Two, nel giro di qualche anno, tra i professionisti (era in settima divisione).
Ritiratosi dal calcio, ovvero nel 2012, Gary è diventato uno degli opinionisti di calcio più stimati a livello mondiale. Ha cominciato a lavorare per Sky Sport UK e a scrivere per la BBC. Grande esperto di tattica e di sketch con Carragher, suo ex rivale. In campo, fedelissimo di Sir Alex Ferguson, sapeva alla perfezione come e quando doveva muoversi dalla linea difensiva per spingere in avanti e tornare poi indietro. Con in mano il microfono la stessa cosa: si è sempre subito sentito a suo agio, nelle veste di opinionista. Sui social da anni, insieme a Carragher, i due hanno addirittura un hashtag personale di coppia, ovvero #Carraville. 
Nel 2019, all’inizio di una stagione di Premier League, quella poi vinta dal Liverpool (2019/20), Neville dichiarò "Credo proprio che se i Reds dovessero vincere la Premier, dovrò andare in Papua Nuova Guinea". Un commento a causa degli sfottò che gli sarebbero arrivati dai tifosi del Liverpool.
Il Liverpool effettivamente vinse il campionato, il 19esimo della sua storia (l'ultimo risaliva al 1990), venne creato un video in cui Carragher, lo cercava per tutta l’Inghilterra a suon di "Where is Gary Neville?". La scena finale del video vede un uomo di spalle, in aeroporto, con un biglietto in mano per la Papua Nuova Guinea.

Alan Shearer: "Non gli dispiaceva andare avanti, ma gli piaceva difendere ed era molto bravo. Era anche bravo a mettere le palle in area e gli piaceva attaccare, ma grazie alla sua forma fisica e agilità, poteva salire e scendere sulla linea laterale. Era un ottimo difensore e un organizzatore"

Paul Gascoigne: "Ho avuto la fortuna di giocare con dei grandi terzini destri, vedi i terzini di oggi, che avanzano, tornano indietro e lanciano cross e la gente dice che questo è il nuovo gioco, ma lui lo faceva 15 anni fa. Era un ragazzo molto tranquillo ed era un uomo squadra. Era un ragazzo che non avresti mai visto fare jogging, era su e giù per quella linea. Era un giocatore onesto"


IL FALLIMENTO DA ALLENATORE DEL VALENCIA
Praticamente dal nulla, da un giorno all'altro, il 2 dicembre del 2015 il Valencia annunciava di aver messo sotto contratto l’inglese come nuovo allenatore della prima squadra, in un momento critico di risultati per il club (6 punti dalla zone Champions League). Nuno Espirito Santo aveva lasciato il club per contrasti con la dirigenza. Un giornalista gli chiede: "sei pronto per tutto questo?", lui risponde "lo scopriremo".

"Sono molto emozionato e orgoglioso di aver ricevuto questa grande occasione. Il Valencia è un club enorme, di immenso prestigio, ricordo benissimo quando l'ho affrontato da giocatore: i suoi tifosi hanno grande passione e lealtà"

Si presentava con queste parole ad inizio dicembre ai tifosi del Valencia. Gary aveva nessuna esperienza da allenatore e la sua parentesi in panchina (nonostante la presenza del fratello Phil come collaboratore tecnico) fu un autentico disastro. 
Quando tutti gli chiedono perchè nelle sue condizioni (senza conoscere la lingua e senza aver mai allenato) aveva accettato l'incarico: "Quando ero giocatore, questo era un posto terribile in cui giocare fuori casa. So quanto può intimidire e la sfida è questa". 
Nominato a dicembre, come detto, venne allontanato dal Valencia soltanto nel marzo successivo, ufficialmente con una risoluzione contrattuale. Va sottolineato che nella negativa esperienza ci furono anche tanti infortuni (molti giocatori della primavera portati in panchina) e cessioni importanti (tra cui Otamendi ceduto al Manchester City). Neville ha iniziato ad allenare il Valencia con l’intento di schierare la squadra con un 4-3-3 o un 4-2-3-1, invitando i calciatori a giocare con la palla a terra fin dalla difesa e cercando di evitare i lanci lunghi. Poi è passato al 4-4-2 e 4-1-4-1. Neville ha utilizzato come centrali Mustafi, Aderlan e Abdennour, i quali commisero diversi errori sia difensivi che nell'impostazione della manovra dal basso. Sotto Neville si è spesso vista una pressione confusionaria e disorganizzata che ha lasciato spazi vuoti in mezzo al campo, favorendo così la rapida avanzata delle squadre avversarie.

Uno dei più grandi problemi fu la lingua: "Già dal primo discorso alla squadra ho capito che sarebbe stato complicato trasmettere qualcosa. Parli, poi aspetti che il traduttore traduca, poi continui a parlare e poi aspetti ancora. Non sai nemmeno se quello che sta dicendo il traduttore è esattamente quello che volevi dire"

Gary Neville esce a dicembre dalla Champions League, con una sconfitta decisiva contro il Lione (il Valencia colpisce un palo, il Lione trova un gol assurdo e uno in contropiede). Retrocesso in Europa League, esce subito anche da questa competizione nel doppio confronto tutto spagnolo contro l’Athletic Bilbao (gol decisivo dei baschi viziato da uno stop di mano). Dalla Copa del Rey esce in semifinale contro il Barcellona perdendo 7-0 (etichettata come "Una delle più brutte esperienze mai vissute nel calcio"). 
Realizza un filotto di 9 partite senza vincere, il primo pareggio contro l'Eibar il 12 dicembre 2015 dove afferma ("capisco che prendermi sia stato un grosso rischio"), la prima vittoria arriva il 16 febbraio 2016: 2-1 all'Espanyol. 

A seguito del pareggio con l'Eibar: "Fossi nella testa di un tifoso sarei sicuramente scettico, perché non dovrei essere scettico? Se fossi un tifoso del Valencia o un reporter, direi: ‘È un rischio, è un grosso rischio’ e penso che sia un grosso rischio anche per me. Ma il rischio che sto correndo è gestibile perché conosco i proprietari, cosa vogliono fare con il Valencia e cosa succederà anche dopo questa stagione"

Va però ricordato che riuscì a pareggiare sia contro il Real Madrid che contro il Barcellona, ed è arrivato in semifinale (poi persa malamente contro il Barcellona come detto) di Coppa del Re dopo aver eliminato il Granada e il Las Palmas. Si ricorda una dura protesta dopo la sconfitta interna 0-2 contro il Celta, con i tifosi che cantavano "Gary vattene ora" e i classici fazzoletti bianchi di disapprovazione. Per il resto anche molta sfortuna come nella partita contro lo Sporting Gijon (con Negredo che sbaglia l'impossibile) o quella contro il Betis (gol subito su errore difensivo, tante reti sbagliate dai suoi in avanti, un gol ingiustamente annullato ed infortuni in ruoli già martoriati dalle assenze). Una delle ultime partite è il derby perso con il Levante:

"Volevo scusarmi con i tifosi del Valencia. Non posso dire, come ho fatto alte volte, 'beh la squadra ha avuto un paio di opportunità che non abbiamo colto'. Stavolta non difenderò niente e nessuno. Non difenderò loro, la nostra prestazione, me stesso. Is absolutely unacceptable every single thing"

Nella Liga vince 3 partite su 16 giocate (5 pareggi e 8 sconfitte) e non mantiene mai la porta inviolata. Complessivamente guida il Valencia per 28 partite vincendo in 10 occasioni. Vista comunque la situazione del Valencia nei 5 anni successivi si può anche dire che Neville fu l'uomo sbagliato nel club sbagliato al momento sbagliato, immerso in una crisi che era impossibile invertire.

Dopo la risoluzione contrattuale: "È stata una decisione senza senso. Non avrei mai dovuto accettare l’offerta del Valencia: non ero abbastanza qualificato e non mi svegliavo ogni mattina col pensiero di dover allenare una squadra. Avevo troppi impegni. Lavorare per Sky, il giornale e il lavoro col Salford, oltre che alla Nazionale. Pianifico tutto nella mia vita, da cosa fare nei prossimi tre anni a quale té bere nel pomeriggio del giorno dopo. E quando prendo decisioni istintive le sbaglio tutte: allenare il Valencia, aprire un night club, gestire un ristorante. Tutti fallimenti della mia vita, ogni volta che agisco d’istinto, sbaglio"


LE STRANEZZE DI GARY NEVILLE A VALENCIA
Su 16 partite giocate in Liga, manda in campo 16 formazioni diverse. In queste 16 partite, manda in campo tutti e 3 i portieri. Al suo primo allenamento, per poter osservare i movimenti dall’alto, preferisce posizionare una troupe con telecamera sopra una gru a bordo campo (al posto dei droni). 
Curiosi anche i vari allenamenti dove rincorre i giocatori e grida in uno spagnolo traballante.
Contro la Real Sociedad, i suoi giocatori sbagliano l'impossibile ma subiscono 2 gol negli ultimi 10 minuti, a fine match Gary va a stringere la mano all'allenatore avversario, ridendo (sicuramente sarcastico). Contro il Deportivo, si vede Neville gridare le poche parole spagnole che conosceva "adelante" e "detras" (avanti ed indietro) più bestemmie in inglese "fucking be ready" rivolto ad un giocatore che si stava preparando per entrare, poi cambia idea e fa entrare un altro giocatore.
Prima di Barcellona-Valencia, sfida di Copa del Rey, gli chiedono su chi scommetterebbe, "visto che a voi inglesi piace scommettere". Neville per la prima volta risponde seriamente offeso, scoppia a ridere e poi dice: "hai degradato un intero popolo sullo stereotipo di birra e scommesse".

Paco Polit (giornalista di Valencia): "In una partita stava per fare un cambio e all'improvviso i tifosi dietro la panchina hanno iniziato ad urlare consigli e questo lo ha portato a cambiare idea. Quel tipo di incertezza mostra che non trasmetteva esattamente sicurezza. Era troppo irregolare con il suo processo decisionale, una settimana ha iniziato una formazione specifica e poi ha cambiato tutto la settimana successiva. A Valencia se hai bisogno di qualcosa per conquistare i tifosi devi essere sicuro al 100% di te stesso"
Anche se complessivamente è ben ricordato dai suoi vecchi giocatori (perchè lui si sentiva ancora uno di loro), ci sono stati anche dei critici quali Santiago Canizares: "mi aspettavo le sue dimissioni , così come alcune scuse. Quell'uomo ha trattato l'opportunità di allenare il Valencia come uno scherzo. Non è degno della mia opinione, né del mio rispetto"


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sabato 18 giugno 2022

La Fortuna Di Ancelotti e Del Real Madrid (Champions League 2021/22)

Vero che nel calcio chi vince ha sempre ragione ma la Champions League vinta quest'anno dal Real Madrid è assolutamente un qualcosa di folle. Il Real Madrid ha vinto la sua 14esima Coppa Campioni, invece Ancelotti la sua quarta Champions League da allenatore. Rimane però tuttavia lontano dagli allenatori più vincenti della storia del calcio:

Alex Ferguson (49)
Mircea Lucescu (34)
Pep Guardiola (31)
Valery Lobanovsky (27)
José Mourinho (26)
Ottmar Hitzfeld (25)
Jock Stein (25)
Giovanni Trapattoni (22)
Walter Smith (22)
Carlo Ancelotti (22)
Arsène Wenger (21)

Tuttavia, a livello di coppe europee, con 9 trofei vinti ha superato Ferguson rimasto fermo a 8. Tra gli altri in attività, Guardiola e Zidane sono a 5. A livello di Coppe Campioni idem, balzato al primo posto con 4 trofei, staccando l'inglese Bob Paisley e Zidane fermi a 3. Il Real Madrid si conferma squadra imbattibile nelle finali, l'ultima sconfitta in una finale di coppe europee fu per mano proprio di Alex Ferguson quando guidava l'Aberdeen (era la finale di Coppa Coppe del 1983).
Il Liverpool, dal canto suo, aveva già perso con il Real Madrid la finale nel 2017/18 per 3-1 con rete di Benzema, pareggio di Manè e doppietta di Bale. Ai tempi si ricordano le incredibili papere di Karius sull'1-0 Real (con una palla servita incredibilmente a Benzema) e poi sulla rete del 3-1 (con una palla non trattenuta a seguito di un tiro di Bale da circa 40 metri).
Per quanto riguarda quest'edizione la fortuna di Ancelotti e del Real Madrid inizia subito nello scontro contro il PSG. A Parigi è un vero e proprio assedio con il Real che praticamente non supera mai la metà-campo ma i francesi sprecano l'impossibile (sbagliando anche un rigore con Messi) e finisce sol 1-0. A Madrid, il PSG passa in vantaggio ma viene rimontato nella mezz'ora finale da una tripletta di Benzema.
Nei quarti di finale, arrivano i campioni in carica del Chelsea. Inglesi che non se la passano bene perchè a causa della guerra in Ucraina, il loro patron Abramovich (russo) viene sanzionato dalla FA e tutti i suoi beni congelati (Chelsea compreso). Al club viene bloccato il mercato e vengono tagliati i fondi (sono costretti a pagarsi le trasferte da soli o ad andare in bus). A Londra è una partita più o meno equilibrata ma grazie ad una tripletta dello scatenato Benzema, gli spagnoli si difendono con ordine ed espugnano Stamford Bridge per 1-3.
La musica però cambia nettamente a Madrid, dove gli inglesi dominano in lungo e largo e nel giro di 75 minuti vanno in rete 4 volte (di cui 1 gol viene annullato per un dubbio fallo di braccio): con reti di Mount, Rudiger e Werner. Qualche minuto dopo lo 0-3, visto che il Real non muore mai, è Rodrygo al 80esimo che la porta ai supplementari. Al 96esimo la rete decisiva è del solito Benzema per l'indolore 2-3 finale.
In semifinale ad attenderli è il Manchester City di Guardiola. Nei primi 10 minuti, il Manchester City assedia il Real che va subito sotto 2-0 (De Bruyne e G.Jesus) e potrebbe capitolare altre 2 volte nei 15 minuti successivi. Tuttavia alla prima vera occasione, Benzema la riapre per il 2-1. Foden ristabilisce le distanze per il 3-1, Vinicius accorcia 3-2, Silva segna il 4-2 in un tripudio celeste. Un rigore regalato da Laporte all'82esimo per un fallo di mano, permette al Real di accorciare nuovamente per il 4-3 finale.
A Madrid invece, il Manchester City controlla il match senza particolari patemi e gli spagnoli, anche se costretti a rimontare, sembrano non dare segni di vita. E' Mahrez che dà una svolta alla partita e al 73esimo insacca per lo 0-1. Grealish si vede negare lo 0-2 con un salvataggio sulla linea. Il Real Madrid ormai disperato lancia qualche palla in aria e nei minuti di recupero succede l'incredibile, prima pareggia al 90esimo, poi la porta ai supplementari 1 minuto dopo. Nei supplementari un altro rigore di Benzema regala agli spagnoli la qualificazione. Il Real gioca 6 minuti e riesce a segnare 3 gol!
F.Capello (dopo Real-Manchester City): "Ha avuto il colpo di fortuna al momento giusto, la fortuna di Carletto è famosa e dà il colpo d'ala che lo porta a volare. Aveva detto che voleva una difesa attenta, lo è stata abbastanza. Ha avuto un colpo di fortuna anche col salvataggio sulla linea"

Infine la finale con il Liverpool, rimandata di mezz'ora a causa di alcuni disordini provocati dai tifosi inglesi e da gente del posto, vede gli uomini di Klopp dominare per larga parte dell'incontro, soprattutto nel secondo tempo è un vero e proprio assedio con Courtois che riesce a parare di tutto. Sono almeno 8 le parate degne di nota, di cui alcune veri e propri miracoli. Il Real la decide con 1 gol di Vinicious al 59esimo ed agisce prevalentemente in contropiede per tutto l'incontro (riuscendo a creare anche 2 occasioni degne di nota ma malamente sprecate) ma gli basta Courtois per arrestare le folate dei rossi.
Sicuramente una Champions non si vince con la sola casualità, comunque si tratta di una squadra ed allenatore vincente che ha fatto fuori PSG, i vecchi campioni in carica del Chelsea e le due squadre più forti al mondo (Manchester City e Liverpool) però quantomeno è curioso constatare tutti gli episodi favorevoli tra gol nei minuti di recupero, rigori regalati dagli avversari e reti sprecate quando gli spagnoli erano con un piede e mezzo nel baratro.

A.Cassano: "Tra 10 anni conterà la bacheca, per cui vanno fatti i complimenti ad Ancelotti e al Real Madrid. Però poi vedo che il Liverpool ha fatto 26 tiri e il Real solo 2, e Vinicius ha segnato dopo un’azione nata da una ciabattata di Valverde. Poi non so come Courtois, che è stato pazzesco, sia riuscito a fare certe parate. Mi pare evidente che siano stati fortunati, anche nelle gare precedenti. La cosa che non capisco è come mai nessuno abbia fatto notare ad Ancelotti che ha avuto un po’ di fortuna"

C.Ancelotti (dopo la finale vinta): "Tutte le vittorie hanno un sapore speciale, quella di oggi è stata una sorpresa per tutti perché nessuno diceva che noi potessimo vincere. Piano piano ci abbiamo cominciato a credere. La chiave della partita era uscire bene da dietro, su un’uscita da dietro abbiamo fatto gol. Quando siamo saltati fuori dalla partita contro il Manchester City sicuramente abbiamo cominciato a crederci. Dopo quella partita le nostre possibilità sono iniziate ad aumentare. La differenza di questa squadra non è stata tanto la qualità individuale di Benzema ma la sua umiltà. Abbiamo giocatori d’esperienza e altri molto giovani, Courtois oggi ha fatto dei miracoli, Vinicius ha fatto gol e abbiamo avuto anche un po’ di fortuna ma io non ho mai visto qualcuno che vince senza fortuna"


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venerdì 10 giugno 2022

Il Terribile Spogliatoio Ospite Del Chelsea (Glenn Hoddle)

Che Stamford Bridge sia uno dei campi inglesi più caldi e la tifoseria una delle più pericolose degli anni 70/80 (Headhunters) è cosa risaputa. Anche in anni recenti, seppur il fenomeno Hooligans in Inghilterra sia scomparso, i tifosi dei Blues si fecero notare per episodi di razzismo a Parigi in una trasferta contro il PSG. Anche gli stessi spogliatoi della squadra ospite a Stamford Bridge sono realizzati in modo tale da rendere nervosi gli avversari. Il principio è cercare di mettere gli avversari nella peggiore condizione possibile, nel tentativo di renderli incapaci di esprimersi al meglio. Tutto questo non solo in campo, ma anche negli spogliatoi. Se i giocatori di casa dunque possono contare su stanze all'avanguardia e dotate di tutti i comfort, diametralmente opposte sono quelle di chi è in trasferta. 
Se la squadra di casa può prepararsi al meglio in quella che è a tutti gli effetti una suite, quello degli ospiti è molto scarno. Fu nei primi anni 90 (dal 1993 al 1996) l'allenatore Glenn Hoddle a volere ciò. Gli avversari dovevano stare scomodi, cambiarsi in un ambiente triste e poco accogliente, diceva Hoddle, perchè dovevano "feel miserable" (sentirsi dei miserabili/poveri) e conseguentemente entrare in campo avviliti e contrariati. Lo spogliatoio inizialmente era uno stanzone poco illuminato da una lampadina fioca, dove c'erano a malapena due docce, dove il riscaldamento veniva pompato al massimo nella stagione calda e veniva praticamente spento in quella fredda. Un vero e proprio tugurio.
Innanzitutto, come accade praticamente in tutti gli stadi, la stanza riservata alla squadra in trasferta è molto più piccola di quella dei padroni di casa ed assolutamente spartana e con pochi confort (illuminazione al neon, niente armadietti e poche docce). Inoltre ci sono anche una serie di "ostacoli" in termini di arredamento (ci sono solo due lettini per i massaggi) e a parete che cercano di complicare i piani negli spostamenti dei calciatori. La vivibilità poi è molto scarsa con le grucce dove appendere gli abiti posizionate molto in alto. In questo modo i calciatori ospiti sollecitano caviglie, braccia e muscoli posteriori delle cosce per raggiungerle, sforzandosi e innervosendosi. Il tabellone utilizzato per le tattica pre-partita si trova poi sul retro della porta degli spogliatoi, che deve essere sempre tenuta socchiusa come uscita antincendio, con il rischio che qualcosa trapeli verso l'esterno.
Gli specchi sono stati posizionati per non far rilassare i calciatori, essendo posizionati vicino alla porta e più stretti del normale per dare l'impressione a chi si specchia di essere più piccoli di quanto non siano realmente. Inoltre gli ospiti a Stamford Bridge devono fare i conti con un altro problema: il riscaldamento all'interno della stanza è molto alto e il soffitto basso non aiuta a far circolare l'aria che dopo un po' diventa molto pesante. L'obiettivo è quello di creare una sensazione di caldo e di far rilassare muscoli dei calciatori in trasferta.

Tuchel: "Le squadre in trasferta devono sentirsi a disagio quando vengono a Stamford Bridge"

Ad esempio nel ritorno degli ottavi di Champions nel marzo 2012, il Napoli sconfitto 4-1 dai Blues si lamentò della situazione presente negli spogliatoi: Mazzarri e i suoi giocatori trovarono una temperatura di circa 30°, con il presidente De Laurentiis che presentò un esposto all'UEFA. Nell'ottobre 2020 anche Hasenhuttl (manager del Southampton) si lamentò pubblicamente per un altro aspetto, legato alla collocazione dello spogliatoio-ospiti. Lo stesso, a causa anche delle linee-guida anti-Covid era stato spostato, e si raggiungeva in maniera tutt'altro che semplice con un percorso di circa 3 minuti. Una situazione che faceva perdere tempo alla squadra, riducendo invece quello a disposizione per ricaricare le energie e riorganizzare le idee.


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