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giovedì 11 dicembre 2025

Lanci Lunghi Di Nuovo In Premier League? No Tippy Tappy Football

"No Tippy Tappy Football"

Nel 2025, in Premier League, si sta re-iniziando a vedere un gioco più fisico e da lanci lunghi che andava in scena 10-15 anni fa. Portieri che calciano la palla lunga, attaccanti forti fisicamente e calci piazzati sempre più decisivi (ad esempio l'Arsenal). Con gli allenatori moderni che pongono sempre più enfasi sui calci piazzati e su lanci lunghi e cross, rinunciando a un gioco basato esclusivamente sul possesso palla (portato da Guardiola).
Negli ultimi 25 anni sono stati tanti i manager inglesi ad adottare questo gioco: da Gary Megson a Paul Hart, passando per Tony Pulis ed ovviamente Sam Allardyce. Erano i i manager della Long Ball (Kick & Rush). Big Sam ha portato il Bolton Wanderers dalla seconda divisione all'Europa, prima di allenare Newcastle, Blackburn e West Ham, e lo ha fatto con uno stile di calcio che sta tornando ad essere ricorrente in Premier League.

Allardyce racconta a BBC Sport: "All'epoca fummo pesantemente criticati ma eravamo un passo avanti e molte persone, soprattutto nei club più grandi, e persino la stampa, non ci fecero molti complimenti".


GUARDARE LA PARTITA DAGLI SPALTI
A volte si vede, Luis Enrique del Paris St-Germain guardare la partita dagli spalti e non della panchina.

Luis Enrique: "Ho visto a lungo gli allenatori di Rugby analizzare le partite dall'alto. Sono sempre aperto a qualsiasi cosa possa migliorare le nostre prestazioni".

Tornando indietro di 25 anni, Allardyce era uno dei pochi allenatori che preferiva gli spalti alla linea laterale: "Hai una visione d'insieme più ampia e migliore e non sei così coinvolto emotivamente". Oltre al contatto con la panchina tramite telefono e walkie-talkie, Allardyce aveva anche una buona comunicazione con i suoi assistenti, lo scienziato sportivo, il fisioterapista e il preparatore atletico.

Allardyce: "Ho seguito le gare in tribuna con il Bolton, con il Newcastle e il Blackburn. Quando sono andato al West Ham nel 2011, le lamentele erano 'cosa ci fa l'allenatore in tribuna e non in panchina a urlare contro i giocatori?'. Alla fine ho rinunciato. Ci sono tornato ogni tanto, ma mai così spesso come in quei tre club. Se i tuoi tifosi ti rimproverano perché non sei dove si aspettano che tu sia, devi creare l'ambiente giusto affinché capiscano che stai facendo la cosa giusta, anche se io pensavo che non fosse così".


LANCI LUNGHI E ATTACCANTI FORTI FISICAMENTE
Kevin Davies, Peter Crouch, Andy Carroll, etc: Allardyce preferiva un attaccante alto e forte fisicamente, e così anche il suo sistema di gioco. Erano fondamentali in una tattica che privilegiava un gioco di calcio diretto, ponendo l'accento sul passaggio in avanti piuttosto che laterale.
Tra i trasferimenti più importanti di quest'estate si può citare Benjamin Sesko (1,95 m) da parte del Manchester United, Nick Woltemade (1,95 m) del Newcastle, Viktor Gyokeres (1,89 m) per l'Arsenal, senza dimenticarci di Erling Haaland (1,95 m) al Manchester City da quando è arrivato nel 2022. Per ottenere il meglio da questi giocatori, la ragnatela di passaggi accuratamente elaborati dalla difesa sembra essere diventata meno di moda.

Allardyce: "È fantastico vedere gli attaccanti giocare come attaccanti per una volta. Gli attaccanti non si annoieranno più come negli ultimi quattro anni. Questo perché alle punte piace essere chiamate in causa o correre verso l'area. Sta cambiando di nuovo il gioco. Le statistiche dannose dicono che perdere palla nella propria metà campo porta a subire un gol più spesso di quanto non faccia l'avversario che costruisce la propria difesa e segna quindi forse la tendenza è quella di tornare a essere più accorti nell'utilizzare al massimo le capacità che si hanno in squadra. Non vogliamo che i difensori centrali abbiano più possesso palla di chiunque altro in squadra. Sapete cosa sono i difensori centrali? I difensori centrali sono difensori!".

Dal 2016/17 sino all'anno scorso la % dei lanci lunghi da parte dei portieri è gradualmente diminuita, sino a questa stagione, dove è tornata ad aumentare. Grazie all'elevata pressione e al modo coordinato in cui le squadre pressano, questa pratica è diventata più comune e più efficace. In generale un pressing alto efficace costringe l'avversario a calciare la palla lunga, spesso andando contro il suo piano, aumentando la probabilità che la palla venga data all'altra squadra. Aumenta anche la probabilità che gli avversari commettano un errore, creando occasioni da gol vicino alla porta, al punto che il rischio di costruire dalla difesa partendo dal basso ha iniziato a superare i vantaggi.
Secondo Opta, le squadre che hanno giocato la percentuale più alta di passaggi corti la scorsa stagione hanno tutte commesso più di 30 errori, dando luogo ad occasioni pericolose. Ad esempio David Raya dell'Arsenal è specializzato nei lanci lunghi dalla sua porta. Calciando lungo, Arteta riduce al minimo il rischio di costruire un attacco dal basso contro un buon pressing avversario. Permette inoltre all'Arsenal di sfruttare i punti di forza dei propri singoli, con Raya che vanta eccellenti capacità di calcio. Concentrare i calci di punizione in fascia riduce anche il rischio di essere scoperti al centro se si perde il duello iniziale. Con la palla verso la linea di touch, se esce dal gioco è probabile che sia per una rimessa laterale. Di solito i calci di punizione dell'Arsenal vengono sempre calciati nella metà-campo avversaria. Anche il Manchester City ha fatto sempre più ricorso ai lanci lunghi sui calci di punizione.
A differenza dell'Arsenal, i loro lanci lunghi vengono solitamente giocati con intenti offensivi piuttosto che per guadagnare territorio. Il City schiera giocatori in profondità per attrarre i giocatori avversari prima di cercare Haaland e Marmoush in attacco. Nelle ultime stagioni, City e Arsenal hanno giocato in modo simile, puntando a dominare la palla per gran parte della partita, schiacciando le squadre e riconquistando rapidamente la palla attraverso il pressing. La qualità di entrambe le squadre le aiuta a vincere la maggior parte delle partite quando dominano il possesso palla, ma aggiungere la capacità di accelerare il gioco e attaccare rapidamente in modo diretto (lanci lunghi o passaggi in avanti) quando le difese sono disorganizzate fornisce loro un livello di imprevedibilità. Giocare in modo più diretto può portare a perdere palla più spesso, ma, rendendo la partita più caotica, l'Arsenal mantiene comunque un vantaggio. Non basta affidarsi a un sistema che ha funzionato per numerose stagioni. Bisogna trovare nuovi vantaggi tattici, spesso in risposta a schemi tattici comuni.


CALCI PIAZZATI
Nel 2015, Allardyce ha preso in mano la squadra del Sunderland che a ottobre era in piena zona retrocessione senza vittorie in otto partite, e l'ha guidata alla salvezza in Premier League.
Certo, avere un attaccante come Jermain Defoe ha aiutato, ma l'arma dei Black Cats erano i calci piazzati.  Escludendo i rigori, nessuna squadra segnò più dei 14 gol del Sunderland su palla inattiva in quella stagione. La squadra evitò la retrocessione per due punti.

Allardyce: "Calci d'angolo e calci di punizione sono estremamente importanti. Bisogna usare rimesse lunghe. Se un giocatore non è a suo agio, non si usa. Ma se lo è, si usa. Ai miei tempi, gli obiettivi generali dei nostri giocatori erano cercare di superare le statistiche medie della Premier League. In difesa dovevamo essere migliori delle ultime otto squadre e segnare di più, se non su azione, almeno su calci piazzati".
Quest'anno in Premier League si è tornato a segnare tanto sui calci piazzati. L' Arsenal è stata la squadra migliore in questo senso nelle ultime due stagioni. Tanto da essere paragonata (in questi fondamentali) allo Stoke City di Tony Pulis.

Allardyce: "L'Arsenal ha fatto molto bene in questo senso. La bellezza sta nel mettere la palla in area. I giocatori dell'Arsenal mettono la palla nelle zone giuste quasi sempre. Se non hai quel giocatore, i tuoi calci piazzati falliscono".

Una tattica molto utilizzata nella Premier League del passato e in voga sino ad una 15cina di anni fa erano le lunghe rimesse laterali. Oggi ci sono circa 30 rimesse laterali a partita, ma nessuno ha pensato di cercare un'innovazione attorno al calcio piazzato più comune del gioco, e con un dettaglio (inspiegabile) pronto a essere sfruttato: niente fuorigioco. Forse il più forte giocatore della storia sulle rimesse laterali fu Rory Delap che giocò per lo Stoke City di Tony Pulis dal 2007 al 2013, le sue rimesse quasi da centrocampo che attraversano il cielo era una delle immagini più iconiche della Premier League. Le sue rimesse laterali portarono a 25 gol per lo Stoke City nelle sue prime quattro stagioni al club, terrorizzando le difese al punto che alcuni portieri preferirono concedere il corner e non la rimessa laterale (basta ricordare il portiere dell'Hull City Boaz Myhill che scelse di calciare la palla direttamente in angolo).


IMPROVVISAZIONE
Allardyce non ha mai avuto paura di provare qualcosa di nuovo e il suo consiglio è chiaro per qualsiasi giovane allenatore esitante nel testare la propria innovazione tattica: essere diversi.

Allardyce: "Fino a poco tempo fa, il continuo lavaggio del cervello del tipo 'puoi giocare solo in questo modo' spaventava a morte gli allenatori, in particolare quelli più giovani. Gli allenatori hanno paura di schierare un grande giocatore a causa delle critiche, non solo dei tifosi, ma anche di alcuni giornalisti. Dopo qualche settimana, tutti sanno cosa sta per succedere. Quindi inizi ad allenarti in base a quello. L'elemento sorpresa deve essere enorme, soprattutto nei primi 15 minuti. Ho visto allenatori saltare sulla linea laterale quando non avevano ancora capito il nostro sistema. Abbiamo ottenuto molti risultati con questo tipo di tattica, poi siamo tornati alla posizione in cui ci sentivamo più a nostro agio. Io seguirei questa strada. Troverei qualcosa da solo. Sii il primo a farlo e vedi se funziona. E se funziona, sorprenderai tutti".

Quindi, cambiare le carte in tavola, ricorrere a lanci lunghi o lanciare la palla in avanti direttamente dal calcio d'inizio (un'altra tattica adattata dal Rugby) potrebbe diventare la nuova normalità.


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mercoledì 8 gennaio 2025

Il 4-6-0 Di Craig Levein Utilizzato Con La Scozia (2010)

Craig Levein, allenatore del St.Johnstone ed ex CT della Scozia, è ricordato da tutti per aver utilizzato il 4-6-0 durante una partita degli scozzesi contro la Repubblica Ceca il 9 ottobre 2010, nelle qualificazioni per l'Euro 2012. Questa scelta tattica venne molto discussa e criticata, poiché la Scozia giocò senza un vero attaccante per tutta la partita. Levein però andrebbe ricordato anche per le grandi annate agli Hearts tra 2000 e 2004, dove riuscì a qualificare la squadra di Edimburgo ai gironi di Europa League (dopo aver eliminato il Braga). Dopo di allora ha allenato il Leicester, Raith Rovers, Dundee Utd, la Scozia tra 2009 e 2012, Hearts di nuovo e dal 2023 il St Johnstone.

Il famoso 4-6-0 della Scozia in quella partita fu:

McGregor, Hutton, Whittaker, McManus, Weir, Caldwell (Miller 76), Darren Fletcher, Morrison (Robson 84), Dorrans, Mackie (Iwelumo 76), Naismith
Sebbene Steven Naismith e Jamie Mackie fossero inclusi nella squadra, non c'era un numero 9 reale, il che significava che Steven Fletcher non era nemmeno stato convocato per la partita ed è rimasto imbronciato in tribuna, mentre Kenny Miller, alla vigilia della sua 50esima presenza, era anche lui furioso per essere stato costretto a fare il sostituto. La Scozia perse la partita 1-0, con il gol della Repubblica Ceca segnato da Roman Hubník. La scelta tattica di Levein fu ampiamente criticata perchè la mancanza di un attaccante venne vista come un approccio troppo difensivo e negativo (Kenny Miller venne lasciato in panchina). La Scozia, che stava nel girone con la Spagna, aveva 4 punti. Nella partita successiva perse 3-2 contro la Spagna schierando un 4-5-1. Nella partita finale dove servivano i 3 punti, gli scozzesi pareggiarono 2-2 contro la Repubblica Ceca (con 2 controversi rigore a favore) venendo eliminati. Levein disse che pensò a quella formazione quando la vide utilizzata dal Rubin Kazan contro il Barcellona. Mourinho all'Inter contro il Barcellona utilizzò il 7-1-1 nella Champions League 2010, andando poi in finale.

Craig Levein (dopo la partita): "Li ho studiati e osservati per mesi. La mia intenzione era di andarci e sperare di ottenere uno 0-0 o meglio. Non ha funzionato, ma per me il piano di gioco era solido. Saremo qui seduti tra due anni e le squadre giocheranno così regolarmente. Ricordate le mie parole, non so quando accadrà: tra uno, due, tre anni. Le squadre giocheranno senza un vero attaccante. Potremmo dover cambiare la percezione di cosa sia una partita interessante"

L'assistente Peter Houston (dopo la partita): "Se devo essere brutalmente onesto, i tifosi di calcio scozzesi probabilmente devono abituarsi al fatto che questo è il modo in cui le nostre squadre cercheranno di ottenere risultati. Quando giochi contro squadre di vertice, è quello che devi fare. I Rangers sono andati ad Old Trafford e ho pensato che fossero brillanti e che avrebbero dovuto avere un calcio di rigore da un contropiede. Erano così organizzati, hanno giocato sfruttando i loro punti di forza e i loro giocatori hanno fatto un lavoro fantastico. Tornando a venerdì sera, ho pensato che i nostri giocatori si fossero dati da fare e per lunghi periodi non li ho visti segnare. Non li ho visti creare un sacco di occasioni. Dovremo abituarci al fatto che la Spagna è tecnicamente superiore a noi. Forse è qualcosa a cui dovremmo guardare a livello giovanile, ma questo ci riporta a cose di cui abbiamo parlato prima. Se giochiamo con un 4-4-2 o un 4-3-3 o qualsiasi altro schema, siamo più esposti al rischio di subire gol. Craig ha una forte personalità, l'ho detto molte volte. Craig farà ciò che ritiene sia meglio per cercare di ottenere un risultato ed è quello che abbiamo fatto. Devo dire che ero d'accordo con lui, dopo aver guardato i nastri dei cechi"

Houston, in modo un po' disonesto durante l'intervista, ha paragonato quella sconfitta con la vittoria per 1-0 contro la Francia ad Hampden nel 2006 da parte della squadra di Walter Smith. Si trattava però di una squadra francese che aveva perso la finale della Coppa del Mondo ai rigori solo tre mesi prima: i cechi avevano appena perso in casa contro la Lituania e, a 37 anni, occupano appena 10 posizioni sopra gli scozzesi nella classifica FIFA. La Scozia di Alex McLeish raggiunse il 13° posto in questa classifica nel settembre 2007. Smith e McLeish resero la nazionale scozzese difficile da battere, ma Levein la rese difficile da guardare. Ex giocatori della Scozia (oltre a Gordon Smith, che durante il suo mandato come amministratore delegato della Scottish Football Association contribuì a nominare Levein) si schierarono per criticare le sue tattiche.

Poi Houston prosegue: "Guardate come si è organizzato il Liechtenstein contro di noi. Tutti si sono messi dietro la palla e per lunghi periodi sembrava che avrebbero ottenuto ciò per cui erano venuti e sarebbero stati al settimo cielo. Ci è voluto un gol vincente al 97° minuto da parte nostra"
Dopo essere stato licenziato, in un'intervista del 2013: "Ho scelto onestamente la squadra pensando che fosse la cosa giusta da fare. Quello che avrei dovuto fare era mettere un attaccante e chiedergli di arretrare a centrocampo e allora nessuno si sarebbe accorto della differenza. Abbiamo giocato contro il Belgio e ho chiesto a Fletcher di farlo quando non avevamo il possesso palla. In effetti era lo stesso sistema, ma poiché il nome di Fletcher era sulla maglia, tutti lo vedevano come un attaccante e nessuno se ne accorse. È diventata più grande di quello che era, poi la Spagna ha giocato senza attaccanti ed è stata leggermente migliore di noi. Alex McLeish è andato in Francia e ha vinto 1-0 grazie al gol di James McFadden da 30 metri. Hai bisogno che queste cose vadano a tuo favore"

Craig Levein (in un'intervista 10 anni dopo, nel 2020): "Guarda, non ho inventato io quella formazione. È stata usata dai altri prima di quella partita ed è stata usata anche in seguito. Non ho problemi a essere criticato perché non ha funzionato come volevo, ma non posso fare a meno di ridere del fatto che sono io quello che viene sempre associato a questa formazione. Per me, quel sistema funziona. Come difensore centrale, giocare contro un attaccante che dà profondità è davvero difficile perché non sai quando spingere, speravo di coglierli di sorpresa e magari segnare un gol in contropiede. Ottenere 3 punti sarebbe stato fantastico ma, ed era la prima volta che lo facevo, pensavo che un pareggio sarebbe stato sufficiente e ci avrebbe messo in una buona posizione nel girone"

"La Repubblica Ceca era una squadra decente, ma pensavo che se fossimo riusciti a dimostrare di essere difficili da battere e a pareggiare, allora, il gioco era fatto! Ma avevo anche un problema con gli attaccanti. L'unico in forma che poteva giocare lì da solo era Kenny Miller e non riuscivo proprio a decidere se giocare con un attaccante o seguire quest'altra strada. Sapevo che potevo sempre mettere gli attaccanti in panchina nel caso avessimo avuto bisogno in qualsiasi momento, quindi, no, non pensavo che ci sarebbe stato un tale clamore"

"Il motivo per cui ho scelto quel modulo è che avevo guardato le loro partite e i loro terzini avanzavano regolarmente e sentivo che potevamo andare dietro di loro e segnare un gol in contropiede. Le note mostrano che stavano andando avanti con 7 giocatori e si stavano esponendo dietro e l'idea era che avremmo potuto sfruttare questa situazione. La logica era sensata. Pensavo che potesse funzionare. Non ha funzionato e me ne assumo la piena responsabilità, ma quante volte la Scozia è andata all'estero ed è stata battuta 1-0, 2-0, 3-0? È stata un'altra sconfitta, ma ho provato a fare qualcosa e non è così semplice dire che se avessimo attaccato avremmo vinto. La gente continua a dirlo, ma lo avremmo fatto? O avremmo perso 3-0? Non lo sapremo mai. Immaginavo che usare quel sistema poteva essere rischioso. Ma credevo che fosse la cosa giusta da fare, e lo credo ancora. Anche se, se mi chiedete se cambierei qualcosa con il senno di poi, probabilmente metterei un altro uomo sul giocatore che ha segnato dal calcio piazzato!"
Dopo quella sconfitta, Fletcher abbandonò la Scozia e David Weir rivelò in seguito che gli attaccanti non erano stati gli unici a essere rimasti scioccati e frustrati da quella formazione.

"Il problema che avevo allora, Steve Clarke si ritrova a doverlo affrontare ora, proprio come Gordon [Strachan] ha dovuto affrontarlo. Non abbiamo un giocatore d'attacco riconosciuto a livello mondiale. Questo rende tutto molto più difficile. Se tutta la tua forza è a centrocampo e in difesa, allora dovresti essere più bravo a difendere che ad attaccare. Sono abbastanza sicuro che ci saranno poche partite in cui avremo il 90% di possesso palla. Semplicemente non abbiamo la qualità di giocatori offensivi che possono fare la differenza in queste grandi partite, quelle che contano davvero e senza quel numero 9 di livello mondiale devi cercare modi diversi di utilizzare ciò che hai"

Levein ricorda un testa a testa con il Galles e la futura partita della Scozia di nuovo contro la Repubblica Ceca in Nations League: "L'unica differenza in quella partita è stata Gareth Bale e lui lo ha fatta costantemente per il Galles. Poteva segnare dal nulla, senza alcun aiuto. È quello di cui abbiamo bisogno. Le squadre di Steve sono sempre molto ben organizzate e difficili da battere, ma per segnare, in particolare in trasferta nella Repubblica Ceca, abbiamo bisogno che qualcuno faccia qualcosa di speciale, a meno che non segniamo da un calcio piazzato"

Le gesta eroiche di Michael O'Neill con l'Irlanda del Nord hanno dimostrato che le squadre possono dare il massimo, ma che per riuscirci da sfavorite devono sfruttare al massimo i propri punti di forza: "Molte delle sue prestazioni sono state con le spalle al muro e forse 1 o 2 occasioni nella partita ma il tasso di conversione è stato impressionante. Ma anche allora, avevano Kyle Lafferty. Non direi che Kyle era un attaccante di prima categoria, ma sapeva concludere in grandi partite"

"Penso che per la Scozia, per quanto la gente voglia che sia una squadra che gioca un calcio offensivo, tutto a terra, passaggi e movimenti, sia difficile senza i giocatori. Ho fatto il lavoro, prima di me lo ha fatto George Burley, Alex McLeish, Berti Vogts e tutti hanno avuto difficoltà. Non penso che il mio record sia peggiore di quello di chiunque altro. Ma abbiamo bisogno di un manager che sia davvero bravo a livello organizzativo e difensivo e, di sicuro, Steve lo è, quindi spero che possa renderci difficili da battere e ottenere qualche risultato. Penso che sia quello che dovremo fare. Non ci vedo dominare il possesso palla o vincere le partite 4-0, e voi? Ma non c'è assolutamente tolleranza zero da parte dei media. Stiamo vivendo nel passato. Le persone che sono cresciute con noi qualificandosi per le fasi finali se lo aspettano ancora. È lo stesso con l'Aberdeen, i loro tifosi ricordano ancora gli anni di Fergie e i tifosi del Dundee United ricordano ancora l'era di Jim McLean. Si aspettano il successo ed è completamente diverso ora. In realtà provo pena per Steve, i riflettori sono puntati su di lui ma non ha gli strumenti di cui ha realmente bisogno. Non sto dicendo che non possiamo vincere, certo che possiamo, e spero davvero che ci riusciremo, ma per avere un qualsiasi tipo di progresso duraturo abbiamo bisogno di giocatori migliori. Questa è solo la mia opinione. Questo non compromette la mia carriera in Scozia, non per me e gli altri hanno il diritto di pensare quello che vogliono. Per me è acqua passata"
Craig Levein (in un'intervista a BBC Scotland nel 2021): "Sono stato fortunato ad aver fatto bene a Cowdenbeath e Hearts, ma il mio primo assaggio di fallimento è stato al Leicester City. È stato distruttivo per l'anima. È una sensazione terribile che ti perseguita per molto tempo. Alcune persone non riescono a riprendersi dal loro primo licenziamento, ma io me ne sono staccato per un po' e ho preso una grande quantità di appunti, rivalutando cosa era successo. Se ci sono 10.000 fan che cantano "domani mattina verrai licenziato", puoi riderci sopra e prenderla sul serio, ma quando arriva il licenziamento, è semplicemente devastante. Con i risultati sai cosa ti aspetta, ma ti chiedi quanto tempo avrai per cambiare le cose. L'unica volta in cui mi sono sentito dispiaciuto per un proprietario che mi ha licenziato è stato durante il mio ultimo periodo a Hearts. Andavo così d'accordo con Ann [Budge], che lei ne era parecchio sconvolta. Ma devi semplicemente accettarlo. Fa parte del gioco. Qualcuno deve assumersi la responsabilità e 99 volte su 100 è il manager, inoltre i proprietari sono più inclini a premere il grilletto ultimamente. Ho litigato con un sacco di manager nel corso degli anni, ma c'è un certo grado di empatia con il lavoro. È un lavoro così duro. Ecco perché ammiro i manager che sono nel game da molto tempo, ragazzi come Dick Campbell e David Moyes. C'è una pressione costante sui più anziani da parte degli allenatori più giovani. Questo è un altro discorso: la sfida tra allenatori esperti e allenatori giovani, brillanti e promettenti. Senza rendertene conto, passi effettivamente dall'essere un ragazzo a diventare un dinosauro. Ci sono nuovi allenatori che arrivano di continuo e che reinventano parole che il football usa da anni"
Poi torna sul famoso 4-6-0: "Accettare l'incarico di CT della nazionale è stata una situazione difficile perché non volevo lasciare il Dundee United, ma chissà se mi sarebbe capitata un'altra possibilità. 
Era così diverso da quello che facevo. La gestione del club è implacabile, ma la gestione internazionale sembrava quasi un lavoro part-time. Il tempo libero era straziante. La mia settimana consisteva nell'andare su e giù in autostrada verso l'Inghilterra a guardare i giocatori. Cercavo fondamentalmente di riempire la mia giornata. Non direi fosse noioso, ma era al limite di quello.
La gente ricorderà sempre la formazione 4-6-0 che abbiamo schierato contro i cechi, ma io cerco di dimenticarmene. Comunque, è meglio essere conosciuti per qualcosa che per niente, eh?
In tutta onestà, nessuno se ne sarebbe accorto se non fosse stato per un giocatore che lo aveva fatto trapelare alla stampa e, ancora oggi, sono a mio agio con quella decisione. Ripensandoci, farei la stessa cosa. Ma almeno dà alla gente qualcosa di cui parlare. Non ero d'accordo con tutto quello che è stato detto all'epoca e le domande mi hanno dato fastidio"


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sabato 1 aprile 2023

Il Gioco e Il De Zerbi-Ball Al Brighton

Pep Guardiola: "Il suo impatto in Inghilterra sarà enorme in futuro"

La tattica del Brighton di Roberto De Zerbi è quella di dominare il gioco, facendo un lungo possesso palla se non ci sono spazi e velocizzare invece l'azione quando si aprono buchi nella difesa avversaria.
Il Brighton di Graham Potter comunque ha colto ottimi risultati negli anni quindi è difficile dire se questo di De Zerbi riuscirà a fare meglio, sicuramente però si tratta di una squadra molto più concreta e brava a finalizzare le azioni create. Quando Potter ha lasciato la squadra, il Brighton aveva colto 4 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta in 6 partite (in generale a Brighton, il suo rollino di marcia recita 34 vittorie, 44 pareggi e 42 sconfitte. Miglior piazzamento in Premier League il nono posto del 2021/22. Potter ha vinto una Coppa di Svezia con l'Ostersund nel 2016/17, portato dalla quarta divisione alla massima divisione in 5 anni).
Quando De Zerbi è arrivato al Brighton a settembre, si stava unendo ad una squadra di buono livello che comunque stava facendo bene. Ai primi di Marzo 2023, lo score recita 11 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte con i Seagulls in lotta per l'Europa e per il miglior piazzamento nella storia del club.
Ma l'influenza di De Zerbi non riguarda solo i risultati raggiunti ma il modo in cui la sua squadra li sta raggiungendo. Il Brighton è stato a lungo in grado di giocare un ottimo "passing football". Ora, il dominio totale del gioco sta diventando la norma. I numeri sono abbastanza sorprendenti.
La loro recente partita contro il Crystal Palace è stata la quinta volta che hanno superato il 70% di possesso palla da quando De Zerbi è subentrato. In quel periodo, il Manchester City l'ha fatto quattro volte, l'Arsenal 3 volte, Liverpool e il Chelsea 2 volte.

Jurgen Klopp: "Spingere attraverso le tue idee cambiando ciò che probabilmente tutti a Brighton pensavano avesse funzionato abbastanza bene e ancora mettendo il tuo timbro è davvero un ottimo lavoro. Vedi la differenza. Hanno giocato a Potter-ball. Ora giocano a De Zerbi-ball"

In realtà gli stili non sono così diversi. Questa era l'idea, il motivo per cui l'amministratore delegato del Brighton, Paul Barber, ha parlato del fatto che il nuovo uomo è un adattamento culturale e tecnico. Lo stesso De Zerbi aveva notato le somiglianze tra l'approccio di Potter e le sue stesse idee.
Ogni cambiamento doveva essere lieve. L'enfasi è ancora sul possesso. "Abbiamo i giocatori per farlo", dice Alexis Mac Allister a Sky Sports ."Roberto è venuto qui perché sapeva di avere i giocatori giusti per poter interpretare l'idea che vuole giocare".
De Zerbi ha continuato inizialmente con una difesa a 3, un cenno al successo che Potter stava riscuotendo, e si diletta ancora con quella formazione, nonostante preferisca il suo sistema 4-2-3-1. I movimenti rimangono fluidi. Nessuna squadra in Premier League ha segnato più gol con i centrocampisti.

Tariq Lamptey: "Non posso dirti troppi segreti, ma puoi vederlo nel modo in cui stiamo giocando. Tutti si stanno godendo il nostro calcio e spero possa continuare a lungo. Abbiamo idee simili a quelle del manager precedente. Si tratta solo di costruire un po' su di esse"

Mac Allister fa anche paragoni tra i due allenatori: "Penso che siano allenatori simili perché entrambi vogliono avere il possesso palla e pressare alto. Ne è stato un esempio perfetto il primo gol per il 3-0 al Liverpool"

Sette tocchi dopo, da quattro diversi giocatori del Brighton, e la palla era in fondo alla rete di Alisson. È stato fluido ed è stato veloce, decisamente troppo bello per il Liverpool.
Il Brighton è al terzo posto in Premier League da quando De Zerbi è subentrato per palle perse alte finite con un tiro. Sono ancora una squadra da pressing. Ma non è l'aspetto chiave del suo calcio. Ha persino definito il pressing una scommessa. Preferisce incoraggiarlo agli avversari, cercando di attirarli. Richiede ai giocatori di sentirsi a proprio agio con la palla nella propria metà campo perché è felice di attirare lì gli avversari. Indietreggia e poi il Brighton prova a fare possesso palla.
De Zerbi: "Il possesso palla dipende sempre dalla pressione degli avversari. Più forte è la pressione, più verticale sarà l'ulteriore sviluppo. Minore è la pressione avversaria, maggiore sarà il nostro controllo della partita e il nostro possesso palla

Senza quella pressione, il Brighton può apparire passivo. Ma fa tutto parte dell'arte della provocazione per far scoprire gli avversari. Quando si aprono gli spazi, giocano in avanti e velocemente. Guarda il secondo gol contro il Liverpool. Da Pervis Estupinan a Ferguson a Solly March. Rete.

Mac Allister: "A Roberto piace di più l'idea di costruire da dietro e lo si vede nelle nostre partite. Adora avere il possesso e poi quando riusciamo a trovare i nostri terzini e i nostri attaccanti possiamo provare ad essere più verticali e segnare"

Carragher ha detto a Sky Sports 'Monday Night Football: "Stanno giocando come una squadra di alto livello e a volte pensi che stanno andando al di sopra del loro peso e per quanto tempo possono continuare così oppure riusciranno anche la prossima stagione? Voglio solo guardare il possesso del Brighton in questo momento e questo dal 29 settembre, quando Roberto De Zerbi è stato nominato allenatore. Quante squadre ottengono oltre il 60% in Premier League? Hai l'Arsenal, hai il Brighton e il Manchester City. Sono lassù insieme alle due migliori squadre del paese. Ancora una volta, non c'è un modo giusto o sbagliato per giocare. Guarda dove sono Manchester United e Tottenham, che sono tra i primi quattro in questo momento, ma giocano uno stile di calcio diverso. Ad esempio il Brentford è lì perché è diretto, ma il Brighton è lassù accanto alle due migliori squadre del paese"

Il portiere del Brighton Robert Sanchez ha diretto oltre il 74% dei suoi passaggi nella propria metà campo in questa stagione rispetto al 64.5% della scorsa stagione.
Attirando gli avversari su di loro, il Brighton può isolare i difensori. Questo è il punto di tutto ciò che passa. In situazioni uno contro uno, De Zerbi incoraggia il dribbling. Diventa più una questione di capacità dell'individuo e questo significa più libertà.

Lamptey: "Tutti sanno cosa dobbiamo fare nella nostra posizione e lui si aspetta cose diverse da ogni posizione"

Dalla nomina di De Zerbi, il Brighton è secondo dietro al Manchester City per numero di sequenze di 10 o più passaggi su azione. Sono anche secondi dietro ai campioni per le sequenze che finiscono con un tiro o un tocco in area. Tuttavia, in termini di efficienza nel convertire queste sequenze di passaggi di 10 o più passaggi che terminano con un tiro o un tocco all'interno dell'area, il Brighton è ancora più efficace del City. In effetti, solo l'Arsenal, capolista della Premier League, è più bravo.
Questo è importante. Mostra che il gioco di costruzione del Brighton funziona.
Sotto De Zerbi, fanno più progressi verso la porta avversaria per sequenza e giocano sfruttando maggiormente la larghezza del campo. Una squadra d'élite senza un budget d'élite, solo i primi tre in Premier League completano più passaggi nell'ultimo terzo del campo.
Nessuna squadra effettua più passaggi, definiti come "primo passaggio lontano dalla porta" con un solo tocco quando c'è pressione sul portatore. Il terzo gol contro l'Everton prevedeva proprio un'azione del genere. 

Lamptey: "Sicuramente ti motiva per le partite. Ti dà la fiducia per uscire e giocare perché ci ha dato gli strumenti durante la settimana sul campo di allenamento. Ci dà tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per uscire e fare risultato"

De Zerbi ha la personalità per trasmettere le sue idee.
Mac Allister: "È intenso, è appassionato, ma è davvero un bravo ragazzo. E quelle idee stanno impressionando tutti. Fin dall'inizio, sapevamo che la sua idea era fantastica. Ci stiamo davvero divertendo a giocare come lui vuole che giochiamo"

Carragher: "La cosa più importante, se pensi al Brighton della scorsa stagione, penso siano state le grandi occasioni create. Ne hanno avute tre in media a partita. Quest'anno hanno praticamente raddoppiato le loro occasioni da gol. Perché hanno raddoppiato le grandi occasioni da gol? Perché allora segnano più gol? Ovviamente stanno creando occasioni più grandi e migliori, quindi è per questo che, quando guardi al goal previsto per tiro, è passato dal 14esimo [posto a 0,09] al settimo [0,11 xG per tiro] e il loro la conversione è migliorata. Ora potresti dire, 'beh, sono andati a prendere un attaccante. Tutti dicevano passata stagione che Graham Potter aveva bisogno di un attaccante, beh, non sono andati a comprarne uno. Ovviamente ora hanno Ferguson in attacco, ma lui non sempre gioca in attacco. Il motivo per cui la conversione dei tiri è molto migliore è perché stanno creando occasioni più grandi, non si tratta solo di xG, si tratta della qualità delle loro possibilità, quindi stanno segnando più gol"
Qualcuno già sta ventilando che De Zerbi potrebbe andare a sostituire Potter, proprio al Chelsea. Il Chelsea è in difficoltà a metà classifica in Premier League e in generale ha realizzati 11 vittorie, 7 pareggi e 10 sconfitte. Per la verità però, in Champions League, i Blues si trasformano e dopo aver rifilato uno 0-2 e 3-0 al Milan hanno passato agevolmente il loro girone, dominando il doppio confronto con il Dortmund. Non a livello di punteggio (1-0 per i tedeschi e 2-0 per i londinesi a Stamford Bridge) ma proprio di gioco ed occasioni create (2 pali e 2 reti annullate al ritorno, più un dominio per quasi tutta la partita e nel 2t a Dortmund).



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martedì 6 dicembre 2022

Southgate è Un Allenatore Troppo Difensivo? Modulo e Tattica

Gareth Southgate con 49W, 18D e 13L in 80 gare ha gestito un'era di successi per l'Inghilterra, senza precedenti dal 1966. Malgrado questo viene (a ragione) etichettato come un CT "troppo difensivo", un allenatore "troppo cauto" e non in grado di gestire un'enorme talento offensivo. Del resto parliamo di un giocatori offensivi del calibro di Kane, Foden, Mount, Sterling, Saka, Rashford, Grealish, Maddison, etc Va ricordato che prima della sua nomina a CT della nazionale, Southgate aveva allenato (con scarsi risultati) il Middlesbrough dal 2006 al 2009. Al Middlesbrough aveva rilevato Steve McClaren (eletto CT inglese), ottenendo un sacco di critiche (perchè non aveva il patentino UEFA per allenare) e poi una media bassa classifica (di cui si ricorda un 8-1 inflitto al Manchester City), sino alla retrocessione nel 2008/09 (ed esonero ad inizio 2009 per cattivi risultati in Championship).
Le cose cambiano tuttavia con la nazionale inglese, visto che la % di W è di circa il 61% e da quando è in carica la sua squadra ha segnato 173 reti, subendone 55. Anche con l'U21 inglese parliamo di statistiche oltre la media con 73% di W (27W, 5D, 5 L). Per cominciare, dando un'occhiata alla squadra che Southgate ha scelto per la Coppa del Mondo in Qatar, l'Inghilterra ha incluso 9 difensori nei suoi 26. La maggior parte delle altre nazionali in Qatar ha convocato 10 difensori, come ha fatto Southgate nei precedenti tornei. Southgate ha spesso affermato che essere il CT dell'Inghilterra non è "fantacalcio" e che sebbene sia innegabile che abbia una vasta gamma di talenti offensivi tra cui scegliere, non possono essere tutti nell'XI titolare e questo è giustissimo e palese.
Gente come Rashford, Foden, Mount, Saka, Sterling sono tra i migliori attaccanti della Premier League. Senza scordarci di Kane, capocannoniere dell'ultimo mondiale.
Ma al di là dei numeri, che dire della filosofia di Southgate? Sicuramente è difensivo ma non pratica un gioco negativo, anche perchè con tanto talento offensivo sarebbe impossibile. 
Quando Southgate ha assunto la carica di allenatore dell'Inghilterra, lui e il suo assistente Steve Holland hanno iniziato ad analizzare esattamente il motivo per cui le vecchie generazioni di squadre inglesi avevano sottoperformato nei principali tornei. Non riuscivano a capire perché la squadra sembrava sempre dominare le qualificazione, per inciampare nelle fasi finali. Del resto negli ultimi 20 anni, l'Inghilterra con Lampard, Scholes, Gerrard, Beckham ha avuto sicuramente uno dei centrocampi offensivi più forti.
Quando era allenatore dell'Under 21 nel 2014, Southgate è stato un architetto chiave del programma "England DNA", insieme a Dan Ashworth, allora direttore dello sviluppo della FA.
Il fulcro di quel piano era creare un percorso per i giovani talenti per passare alla squadra senior ed essere pronti a vincere. Southgate ha studiato ciò che aveva reso l'Italia e la Germania, ad esempio, gli opposti polari dell'Inghilterra, essendo apparentemente storie di successo perenni nelle fasi finali, indipendentemente dalla forma e dai giocatori in cui si presentavano al torneo.
Parte della conclusione è stata che le squadre di maggior successo nei tornei erano anche le più avari a concedere reti agli avversari. In parole povere, nelle partite a eliminazione diretta, se non subisci gol, non puoi perdere. E così Southgate decise che le sue squadre sarebbero state basate su una solida base difensiva. Del resto Gareth era un difensore/centrocampista difensivo. Nell'ultima Coppa del Mondo in Russia, l'Inghilterra aveva subito 4 gol nelle prime 5 partite, prima della sconfitta in semifinale contro la Croazia, ottenendo un solo clean sheet. Nell'analisi post-torneo, Southgate e Holland hanno deciso che l'Inghilterra doveva essere più "tosta".
Agli Europei 2021, l'Inghilterra non ha subito gol fino alla semifinale contro la Danimarca. Sono 5 partite e 5 volte la rete inviolata. E l'Inghilterra alla fine è arrivata ad un paio di calci di rigore dal vincere il suo primo grande trofeo in 55 anni.
Visto che questo modello ha portato una semifinale ai mondiali nel 2018 (che mancava dal 1996, sconfitta ai rigori contro la Germania, dove fu proprio Southgate a sbagliare il rigore decisivo) e una finale agli europei, è ingenuo pensare che cambierà improvvisamente la sua filosofia essendo convinto che la sua ricerca e le sue tattiche siano state completamente confermate anche dai risultati sul campo.


CRITICHE A SOUTHGATE: I CENTRACAMPISTI DIFENSIVI
Southgate è stato spesso criticato per aver incluso regolarmente due centrocampisti difensivi nel suo 11 titolare, anche contro nazionali "non elite" del calcio mondiale. Ad esempio Declan Rice e Kalvin Phillips. Nel mondiale in Qatar, invece il più offensivo e di qualità Bellingham è stato (giustamente) preferito a Phillips. Southgate sa che la difesa dell'Inghilterra è il tallone d'Achille della squadra e cerca di proteggerla a tutti i costi. L'Inghilterra senza Reece James e Ben Chilwell assenti per infortunio, Kyle Walker che si sta riprendendo da un intervento chirurgico all'inguine, Harry Maguire che non è più il buon giocatore che era all'Hull e Leicester ed Alexander Arnold che è tutto fuorchè un difensore lasciano molti dubbi dietro. Ci sono stati poi giocatori che sono tornati in nazionale dopo diversi anni: Dier e Trippier (a causa delle grandi stagioni rispettivamente con Tottenham e Newcastle). E quindi è inevitabile che Southgate cerchi di difendere, spesso e volentieri, molto basso.


MODULO
Allo stesso modo, Southgate è criticato per aver spesso schierato tre difensori centrali in un 3-5-2. Secondo Southgate, questo modulo, libera i terzini dell'Inghilterra per spingere in avanti offrendo opzioni di attacco più ampie con i vari Walker/Trippier/Arnold e Shaw a sinistra.
Qualunque formazione scelga questa squadra inglese, attaccano con 5 giocatori e difendono con 5 giocatori. Non è diverso se si tratta di un difesa a 4 o 3.
Con una difesa a 4, l'Inghilterra è come la maggior parte delle squadre di club: i terzini sono istruiti a mantenere contatti tra loro e se uno si spinge in avanti per sostenere l'attacco, l'altro dovrebbe stare basso e coprire eventuali contropiedi dell'avversario.
Con 3 difensori centrali, entrambi i terzini dell'Inghilterra hanno la licenza di avanzare contemporaneamente perché hanno una copertura difensiva sufficiente per loro in caso di fallimento di un attacco. Quindi con entrambe le formazioni ci dovrebbero essere 3 difensori e 2 centrocampisti dalla mentalità difensiva per spezzare gli attacchi avversari. E, di conseguenza, ci sono 5 giocatori dalla mentalità offensiva che dovrebbero andare a segnare.
Se gli analisti di Southgate ritengono che un avversario sia vulnerabile all'esterno, potrebbe optare per 3 difensori centrali. Avere 2 terzini che attaccano liberamente nella formazione inglese, oltre a 2 ali, ha senso, per cercare di sfruttare quella debolezza.
Se gli analisti dell'Inghilterra ritengono che i terzini avversari siano forti e un attacco ristretto creerebbe più opportunità, allora una difesa a 4 potrebbe funzionare meglio, con un attaccante dell'Inghilterra in più in posizione centrale. Allo stesso modo, se l'analisi mostra che un avversario ha forti opzioni di attacco largo, avere due terzini inglesi che spingono e lasciano molto spazio dietro, non ha senso. Per riassumere, è troppo semplicistico dire che Southgate è eccessivamente cauto, anche se è assolutamente giusto dire che Southgate ha una mentalità difensiva.


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sabato 6 agosto 2022

Il Football Negativo e Le Long Ball Di Paul Hart: Portsmouth e QPR

Spesso etichettato come un manager reo di adottare "tattiche negative" (4-5-1) e di "long ball", Paul Hart se si esclude l'esperienza con Chesterfield e Nottingham Forest non è mai durato più di 3 anni con un singolo club. La sua carriera recita una mediocre % di vittoria del 29.9% con i picchi avuti proprio con Chesterfield e Forest. Con il Nottingham ebbe il merito di sviluppare molto il settore giovanile ad inizio millennio, nel 2002/03 guidò il Forest agli spareggi per salire in prima divisione ma perse 5-4 contro lo Sheffield Utd in semifinale. Venne esonerato dal Forest nella stagione successiva dopo una striscia di 14 partite senza vittorie.
Per il resto un sacco di record negativi come l'esordio flash con il Queens Park Rangers (5 partite) e la disastrosa % di vittorie con lo Swindon (9% su 11 partite da manager). Dopo l'esonero nei Rushden & Diamonds (8 partite senza vittorie nel 2006), molti se lo ricorderanno in Premier League al Portsmouth nel 2009 quando sostituì Tony Adams riuscendo a salvare i Pompies dalla retrocessione. Era l'ambizioso (e spendaccione) Portsmouth di Harry Redknapp (Glen Johnson, Lassana Diarra, Niko Kranjkar, Peter Crouch, Sulley Muntari, etc) che vinse anche la FA Cup nel 2007/08. Redknapp poi andato al Tottenham venne sostituito dal disastroso regno di soli 4 mesi sotto Tony Adams. 

Paul Hart al Daily Mirror: "Ascolto i tifosi e dicono che siamo molto negativi, non lo capisco. Abbiamo colpito il palo in ogni partita, abbiamo avuto la possibilità di vincere ogni partita e in questo includo quella contro il Chelsea. Il motivo per cui ci troviamo in questa situazione è dovuto a una serie di fattori che potrebbero dover essere affrontati in estate. In questo momento sappiamo dove siamo, dobbiamo avere un po' di realismo e non essere troppo avventati o stupidi. Ovviamente, ci sono partite che sentivamo di dover vincere. Dobbiamo lavorare su queste basi"

Hart malgrado non sia mai stato amato dai suoi tifosi (si ricordano i fischi dopo il 2-2 contro il fanalino di coda West Bromwich) appunto riuscì a salvare il club e rinnovò per 2 anni a luglio 2009 ma il Portsmouth iniziò a navigare in cattive acque a causa dei problemi economici.

Portsmouth (4-5-1) 
James
Johnson, Campbell, Distin, Hreidarsson
Pennant, Basinas, Davis, Kranjcar, Nugent
Crouch

Paul Hart (dopo 11 sconfitte in 22 partite): "Cosa ho da temere? So cosa faccio giorno dopo giorno, quindi non ho nulla da temere"
Tuttavia, poco dopo, a causa di carenza di risultati e club quasi in amministrazione controllata fu esonerato dopo un inizio stagionale con sole 2 vittorie in 13 partite (7 sconfitte nelle prime 7 partite). In seguito venne messo sotto contratto dal QPR dove in 5 partite giocò quasi esclusivamente con palle lunghe e pare che fu questo a costargli il posto da manager. La sconfitta interna per 3-2 contro lo Sheffield United in FA Cup davanti a oltre 5.000 fan è stata la goccia che fece traboccare il vaso per il suo esonero, regno durato solo 28 giorni (un po' come Tommy Docherty nel 1968 durato lo stesso numero di giorni). Dopo la breve esperienza al Crystal Palace, il disastroso record negativo allo Swindon Town con 1 vittoria in 11 partite. La sua carriera come manager finisce al Notts County con 3 pareggi nel 2015.



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venerdì 24 giugno 2022

L'Improvvisata Esperienza Da Manager Di Gary Neville A Valencia

Daily Mail: "Gary Neville non è più il più intelligente della stanza"

Gary Neville non ha bisogno di molte presentazioni: bandiera del Manchester United, simbolo della Nazionale Inglese. 12 campionati inglesi, 4 FA Cup, 2 Champions League e 2 mondiali per club, i trofei di maggior spessore vinti. Oltre 400 presenze nei Red Devils e 85 nella nazionale inglese. Terzino destra aiutato dalla generazione di fenomeni del Manchester United degli anni 90, ovvero Paul Scholes, Ryan Giggs, David Beckham, Nicky Butt e suo fratello Phil Neville.  "The Class Of 92" hanno acquisito il club inglese Salford (Greater Manchester) nel 2014 subito portato in League Two, nel giro di qualche anno, tra i professionisti (era in settima divisione).
Ritiratosi dal calcio, ovvero nel 2012, Gary è diventato uno degli opinionisti di calcio più stimati a livello mondiale. Ha cominciato a lavorare per Sky Sport UK e a scrivere per la BBC. Grande esperto di tattica e di sketch con Carragher, suo ex rivale. In campo, fedelissimo di Sir Alex Ferguson, sapeva alla perfezione come e quando doveva muoversi dalla linea difensiva per spingere in avanti e tornare poi indietro. Con in mano il microfono la stessa cosa: si è sempre subito sentito a suo agio, nelle veste di opinionista. Sui social da anni, insieme a Carragher, i due hanno addirittura un hashtag personale di coppia, ovvero #Carraville. 
Nel 2019, all’inizio di una stagione di Premier League, quella poi vinta dal Liverpool (2019/20), Neville dichiarò "Credo proprio che se i Reds dovessero vincere la Premier, dovrò andare in Papua Nuova Guinea". Un commento a causa degli sfottò che gli sarebbero arrivati dai tifosi del Liverpool.
Il Liverpool effettivamente vinse il campionato, il 19esimo della sua storia (l'ultimo risaliva al 1990), venne creato un video in cui Carragher, lo cercava per tutta l’Inghilterra a suon di "Where is Gary Neville?". La scena finale del video vede un uomo di spalle, in aeroporto, con un biglietto in mano per la Papua Nuova Guinea.

Alan Shearer: "Non gli dispiaceva andare avanti, ma gli piaceva difendere ed era molto bravo. Era anche bravo a mettere le palle in area e gli piaceva attaccare, ma grazie alla sua forma fisica e agilità, poteva salire e scendere sulla linea laterale. Era un ottimo difensore e un organizzatore"

Paul Gascoigne: "Ho avuto la fortuna di giocare con dei grandi terzini destri, vedi i terzini di oggi, che avanzano, tornano indietro e lanciano cross e la gente dice che questo è il nuovo gioco, ma lui lo faceva 15 anni fa. Era un ragazzo molto tranquillo ed era un uomo squadra. Era un ragazzo che non avresti mai visto fare jogging, era su e giù per quella linea. Era un giocatore onesto"


IL FALLIMENTO DA ALLENATORE DEL VALENCIA
Praticamente dal nulla, da un giorno all'altro, il 2 dicembre del 2015 il Valencia annunciava di aver messo sotto contratto l’inglese come nuovo allenatore della prima squadra, in un momento critico di risultati per il club (6 punti dalla zone Champions League). Nuno Espirito Santo aveva lasciato il club per contrasti con la dirigenza. Un giornalista gli chiede: "sei pronto per tutto questo?", lui risponde "lo scopriremo".

"Sono molto emozionato e orgoglioso di aver ricevuto questa grande occasione. Il Valencia è un club enorme, di immenso prestigio, ricordo benissimo quando l'ho affrontato da giocatore: i suoi tifosi hanno grande passione e lealtà"

Si presentava con queste parole ad inizio dicembre ai tifosi del Valencia. Gary aveva nessuna esperienza da allenatore e la sua parentesi in panchina (nonostante la presenza del fratello Phil come collaboratore tecnico) fu un autentico disastro. 
Quando tutti gli chiedono perchè nelle sue condizioni (senza conoscere la lingua e senza aver mai allenato) aveva accettato l'incarico: "Quando ero giocatore, questo era un posto terribile in cui giocare fuori casa. So quanto può intimidire e la sfida è questa". 
Nominato a dicembre, come detto, venne allontanato dal Valencia soltanto nel marzo successivo, ufficialmente con una risoluzione contrattuale. Va sottolineato che nella negativa esperienza ci furono anche tanti infortuni (molti giocatori della primavera portati in panchina) e cessioni importanti (tra cui Otamendi ceduto al Manchester City). Neville ha iniziato ad allenare il Valencia con l’intento di schierare la squadra con un 4-3-3 o un 4-2-3-1, invitando i calciatori a giocare con la palla a terra fin dalla difesa e cercando di evitare i lanci lunghi. Poi è passato al 4-4-2 e 4-1-4-1. Neville ha utilizzato come centrali Mustafi, Aderlan e Abdennour, i quali commisero diversi errori sia difensivi che nell'impostazione della manovra dal basso. Sotto Neville si è spesso vista una pressione confusionaria e disorganizzata che ha lasciato spazi vuoti in mezzo al campo, favorendo così la rapida avanzata delle squadre avversarie.

Uno dei più grandi problemi fu la lingua: "Già dal primo discorso alla squadra ho capito che sarebbe stato complicato trasmettere qualcosa. Parli, poi aspetti che il traduttore traduca, poi continui a parlare e poi aspetti ancora. Non sai nemmeno se quello che sta dicendo il traduttore è esattamente quello che volevi dire"

Gary Neville esce a dicembre dalla Champions League, con una sconfitta decisiva contro il Lione (il Valencia colpisce un palo, il Lione trova un gol assurdo e uno in contropiede). Retrocesso in Europa League, esce subito anche da questa competizione nel doppio confronto tutto spagnolo contro l’Athletic Bilbao (gol decisivo dei baschi viziato da uno stop di mano). Dalla Copa del Rey esce in semifinale contro il Barcellona perdendo 7-0 (etichettata come "Una delle più brutte esperienze mai vissute nel calcio"). 
Realizza un filotto di 9 partite senza vincere, il primo pareggio contro l'Eibar il 12 dicembre 2015 dove afferma ("capisco che prendermi sia stato un grosso rischio"), la prima vittoria arriva il 16 febbraio 2016: 2-1 all'Espanyol. 

A seguito del pareggio con l'Eibar: "Fossi nella testa di un tifoso sarei sicuramente scettico, perché non dovrei essere scettico? Se fossi un tifoso del Valencia o un reporter, direi: ‘È un rischio, è un grosso rischio’ e penso che sia un grosso rischio anche per me. Ma il rischio che sto correndo è gestibile perché conosco i proprietari, cosa vogliono fare con il Valencia e cosa succederà anche dopo questa stagione"

Va però ricordato che riuscì a pareggiare sia contro il Real Madrid che contro il Barcellona, ed è arrivato in semifinale (poi persa malamente contro il Barcellona come detto) di Coppa del Re dopo aver eliminato il Granada e il Las Palmas. Si ricorda una dura protesta dopo la sconfitta interna 0-2 contro il Celta, con i tifosi che cantavano "Gary vattene ora" e i classici fazzoletti bianchi di disapprovazione. Per il resto anche molta sfortuna come nella partita contro lo Sporting Gijon (con Negredo che sbaglia l'impossibile) o quella contro il Betis (gol subito su errore difensivo, tante reti sbagliate dai suoi in avanti, un gol ingiustamente annullato ed infortuni in ruoli già martoriati dalle assenze). Una delle ultime partite è il derby perso con il Levante:

"Volevo scusarmi con i tifosi del Valencia. Non posso dire, come ho fatto alte volte, 'beh la squadra ha avuto un paio di opportunità che non abbiamo colto'. Stavolta non difenderò niente e nessuno. Non difenderò loro, la nostra prestazione, me stesso. Is absolutely unacceptable every single thing"

Nella Liga vince 3 partite su 16 giocate (5 pareggi e 8 sconfitte) e non mantiene mai la porta inviolata. Complessivamente guida il Valencia per 28 partite vincendo in 10 occasioni. Vista comunque la situazione del Valencia nei 5 anni successivi si può anche dire che Neville fu l'uomo sbagliato nel club sbagliato al momento sbagliato, immerso in una crisi che era impossibile invertire.

Dopo la risoluzione contrattuale: "È stata una decisione senza senso. Non avrei mai dovuto accettare l’offerta del Valencia: non ero abbastanza qualificato e non mi svegliavo ogni mattina col pensiero di dover allenare una squadra. Avevo troppi impegni. Lavorare per Sky, il giornale e il lavoro col Salford, oltre che alla Nazionale. Pianifico tutto nella mia vita, da cosa fare nei prossimi tre anni a quale té bere nel pomeriggio del giorno dopo. E quando prendo decisioni istintive le sbaglio tutte: allenare il Valencia, aprire un night club, gestire un ristorante. Tutti fallimenti della mia vita, ogni volta che agisco d’istinto, sbaglio"


LE STRANEZZE DI GARY NEVILLE A VALENCIA
Su 16 partite giocate in Liga, manda in campo 16 formazioni diverse. In queste 16 partite, manda in campo tutti e 3 i portieri. Al suo primo allenamento, per poter osservare i movimenti dall’alto, preferisce posizionare una troupe con telecamera sopra una gru a bordo campo (al posto dei droni). 
Curiosi anche i vari allenamenti dove rincorre i giocatori e grida in uno spagnolo traballante.
Contro la Real Sociedad, i suoi giocatori sbagliano l'impossibile ma subiscono 2 gol negli ultimi 10 minuti, a fine match Gary va a stringere la mano all'allenatore avversario, ridendo (sicuramente sarcastico). Contro il Deportivo, si vede Neville gridare le poche parole spagnole che conosceva "adelante" e "detras" (avanti ed indietro) più bestemmie in inglese "fucking be ready" rivolto ad un giocatore che si stava preparando per entrare, poi cambia idea e fa entrare un altro giocatore.
Prima di Barcellona-Valencia, sfida di Copa del Rey, gli chiedono su chi scommetterebbe, "visto che a voi inglesi piace scommettere". Neville per la prima volta risponde seriamente offeso, scoppia a ridere e poi dice: "hai degradato un intero popolo sullo stereotipo di birra e scommesse".

Paco Polit (giornalista di Valencia): "In una partita stava per fare un cambio e all'improvviso i tifosi dietro la panchina hanno iniziato ad urlare consigli e questo lo ha portato a cambiare idea. Quel tipo di incertezza mostra che non trasmetteva esattamente sicurezza. Era troppo irregolare con il suo processo decisionale, una settimana ha iniziato una formazione specifica e poi ha cambiato tutto la settimana successiva. A Valencia se hai bisogno di qualcosa per conquistare i tifosi devi essere sicuro al 100% di te stesso"
Anche se complessivamente è ben ricordato dai suoi vecchi giocatori (perchè lui si sentiva ancora uno di loro), ci sono stati anche dei critici quali Santiago Canizares: "mi aspettavo le sue dimissioni , così come alcune scuse. Quell'uomo ha trattato l'opportunità di allenare il Valencia come uno scherzo. Non è degno della mia opinione, né del mio rispetto"


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venerdì 10 giugno 2022

Il Terribile Spogliatoio Ospite Del Chelsea (Glenn Hoddle)

Che Stamford Bridge sia uno dei campi inglesi più caldi e la tifoseria una delle più pericolose degli anni 70/80 (Headhunters) è cosa risaputa. Anche in anni recenti, seppur il fenomeno Hooligans in Inghilterra sia scomparso, i tifosi dei Blues si fecero notare per episodi di razzismo a Parigi in una trasferta contro il PSG. Anche gli stessi spogliatoi della squadra ospite a Stamford Bridge sono realizzati in modo tale da rendere nervosi gli avversari. Il principio è cercare di mettere gli avversari nella peggiore condizione possibile, nel tentativo di renderli incapaci di esprimersi al meglio. Tutto questo non solo in campo, ma anche negli spogliatoi. Se i giocatori di casa dunque possono contare su stanze all'avanguardia e dotate di tutti i comfort, diametralmente opposte sono quelle di chi è in trasferta. 
Se la squadra di casa può prepararsi al meglio in quella che è a tutti gli effetti una suite, quello degli ospiti è molto scarno. Fu nei primi anni 90 (dal 1993 al 1996) l'allenatore Glenn Hoddle a volere ciò. Gli avversari dovevano stare scomodi, cambiarsi in un ambiente triste e poco accogliente, diceva Hoddle, perchè dovevano "feel miserable" (sentirsi dei miserabili/poveri) e conseguentemente entrare in campo avviliti e contrariati. Lo spogliatoio inizialmente era uno stanzone poco illuminato da una lampadina fioca, dove c'erano a malapena due docce, dove il riscaldamento veniva pompato al massimo nella stagione calda e veniva praticamente spento in quella fredda. Un vero e proprio tugurio.
Innanzitutto, come accade praticamente in tutti gli stadi, la stanza riservata alla squadra in trasferta è molto più piccola di quella dei padroni di casa ed assolutamente spartana e con pochi confort (illuminazione al neon, niente armadietti e poche docce). Inoltre ci sono anche una serie di "ostacoli" in termini di arredamento (ci sono solo due lettini per i massaggi) e a parete che cercano di complicare i piani negli spostamenti dei calciatori. La vivibilità poi è molto scarsa con le grucce dove appendere gli abiti posizionate molto in alto. In questo modo i calciatori ospiti sollecitano caviglie, braccia e muscoli posteriori delle cosce per raggiungerle, sforzandosi e innervosendosi. Il tabellone utilizzato per le tattica pre-partita si trova poi sul retro della porta degli spogliatoi, che deve essere sempre tenuta socchiusa come uscita antincendio, con il rischio che qualcosa trapeli verso l'esterno.
Gli specchi sono stati posizionati per non far rilassare i calciatori, essendo posizionati vicino alla porta e più stretti del normale per dare l'impressione a chi si specchia di essere più piccoli di quanto non siano realmente. Inoltre gli ospiti a Stamford Bridge devono fare i conti con un altro problema: il riscaldamento all'interno della stanza è molto alto e il soffitto basso non aiuta a far circolare l'aria che dopo un po' diventa molto pesante. L'obiettivo è quello di creare una sensazione di caldo e di far rilassare muscoli dei calciatori in trasferta.

Tuchel: "Le squadre in trasferta devono sentirsi a disagio quando vengono a Stamford Bridge"

Ad esempio nel ritorno degli ottavi di Champions nel marzo 2012, il Napoli sconfitto 4-1 dai Blues si lamentò della situazione presente negli spogliatoi: Mazzarri e i suoi giocatori trovarono una temperatura di circa 30°, con il presidente De Laurentiis che presentò un esposto all'UEFA. Nell'ottobre 2020 anche Hasenhuttl (manager del Southampton) si lamentò pubblicamente per un altro aspetto, legato alla collocazione dello spogliatoio-ospiti. Lo stesso, a causa anche delle linee-guida anti-Covid era stato spostato, e si raggiungeva in maniera tutt'altro che semplice con un percorso di circa 3 minuti. Una situazione che faceva perdere tempo alla squadra, riducendo invece quello a disposizione per ricaricare le energie e riorganizzare le idee.


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domenica 3 aprile 2022

La Storia Di Roy Hodgson: La Carriera e i Problemi All'Inter

Roy Hodgson nacque a Croydon il 9 agosto del 1947 e divenne manager addirittura nel 1971 a Maidstone però come vice. L'esordio risale al 1976 dove lasciò l'Inghilterra, per andare in Svezia con l'Halmstad. Hodgson ha avuto il grande merito in carriera di risvegliare giocatori, motivandoli al massimo. Il calcio di Hodgson è sempre stato abbastanza tradizionale ed equilibrato: un misto tra gioco inglese ancorato al 4-4-2 e all'italiana anni 60/70, a causa della grande compattezza difensiva (lui ha sempre ribadito di essere stato influenzato dal gioco all'italiana degli anni 60/70).
Da allenatore ha conquistato quattro campionati svedesi, due con l’Halmstad (1976, 1979) e due con il Malmö (1986, 1988), due Coppe di Svezia sempre con il Malmö (1985/86, 1988/89). Nella stagione 2000/01, andò ad allenare in Danimarca, conquistando anche un Double alla guida del Copenhagen, vincendo campionato e Coppa di Danimarca.
Nel 1990, Hodgson si trasferì in Svizzera, precisamente al Neuchatél Xamax, dove non ottenne grandi risultati, ma riuscì nell’impresa di battere grandi squadre come Celtic Gasgow e Real Madrid in campo internazionale. Nel 1992 gli venne affidato l’incarico di commissario tecnico della nazionale svizzera.
Con la nazionale svizzera, Hodgson centrò una storica qualificazione ai Mondiali statunitensi di Usa 1994, per ripetersi due anni dopo, qualificando la Svizzera agli Europei di Inghilterra 1996.
Il manager inglese rassegnò le dimissioni prima che iniziassero gli Europei, poiché decise di firmare un contratto con l’Inter. Infatti nel 1995, Roy Hodgson divenne allenatore dell’Inter, fortemente voluto dal presidente Massimo Moratti. Moratti la stagione precedente aveva messo a disposizione 60 miliardi di vecchie lire per: Paul Ince, Roberto Carlos, Maurizio Ganz, Salvatore Fresi, Benito Carbone, Javier Zanetti ed Alessandro Pedroni.
Sotto Hodgson arrivano Alessandro Pistone, Caio e Marco Branca. Hodgson cambia modulo e passa al 4-4-2, abbandona la marcatura ad uomo in cambio della zona ed elimina il libero.
Hodgson qui è ricordato soprattutto per la storia di Roberto Carlos che cercò di vendere a tutti i costi al Real Madrid, perché a detta sua non sapeva difendere ed era indisciplinato tatticamente. Gli preferì Alessandro Pistone. In seguito Roberto Carlos divenne uno dei terzini più forti al mondo, anche se ai tempi con l'Inter non era ancora paragonabile a quello che poi sarebbe diventato. 

Hodgson in un'intervista recente: "Il fatto che con me giocasse fuori posizione è una sciocchezza. Ogni partita che ha giocato con la mia Inter l'ha fatta come terzino sinistro. Segnò quattro gol credo nelle prime sei o sette partite su calci di punizione. Durante il resto della stagione ha preso circa 28 calci di punizione e non ha mai più segnato! Quindi non posso sapere se sia stata solo colpa mia. Roberto Carlos era un terzino sinistro molto offensivo, era giovane ed io ero nuovo al lavoro. Non avevamo un brutto rapporto ma quando se n'è andato si è scatenato l'inferno. La decisione di lasciarlo andare è stata una decisione del club, ed era principalmente legata al fatto che il nuovo amministratore delegato dell'Inter, Luigi Predeval, era molto ansioso di ridurre il budget per i trasferimenti e cercava di portare un po' di soldi nel club. E Roberto Carlos era uno dei giocatori vendibili. Così è stato venduto"

L’allenatore inglese litigò anche con Javier Zanetti. Il 21 maggio 1997 l’Inter fu a un passo dalla conquista della Coppa Uefa, che giocò contro i tedeschi dello Schalke 04 all'andata finì 1-0 per i tedeschi.
Al ritorno a San Siro finì 1-0 con rete di Zamorano, così le due squadre andarono ai calci di rigore. Hodgson, poco prima della fine dei supplementari, in previsione dei rigori, tolse Zanetti, inserendo Nicola Berti. L’epilogo fu amaro e a trionfare fu la squadra tedesca: nel dopo partita si scatenò un litigio tra Roy Hodgson e Javier Zanetti che rischiarono di venire alle mani, anche se poi alla fine si abbracciarono. Roy, subito dopo quella finale, rassegnò le dimissioni.
Hogson ritornò poi in Inghilterra, nelle fila del Blackburn Rovers, dove venne esonerato dopo una sola stagione, Moratti curiosamente lo richiamò a Milano, dove Hodgson dopo una vittoria per 4-5 a Roma, tentò di vendere Javier Zanetti al Real Madrid, affare che non andò mai in porto. L’allenatore d’oltremanica terminò il contratto e decise di tornare ad allenare in Svizzera.
Roy, a cui mancava l’Italia, dopo una sola stagione con gli svizzeri del Grasshoppers, prese in mano l’Udinese ma dopo qualche mese fu esonerato, precisamente nel dicembre 2001, in seguito a un’intervista nella quale Hodgson dichiarò di essersi pentito di aver scelto il club friulano. Hodgson aveva iniziato così così ma quando venne esonerato, l'Udinese veniva da 2 vittorie consecutive (e 3 in trasferta: a Perugia, Bergamo e Piacenza) e dal passaggio del turno in Coppa Italia (battute Parma e Verona).
Dopo la parentesi all’Udinese, Roy allenò diverse nazionali tra cui quella degli Emirati Arabi Uniti e la nazionale finlandese.
Nel dicembre 2007, Hodgson accettò l’incarico di manager del Fulham. La prima annata fu molto complicata e Roy riuscì a salvare i Cottagers solo all’ultima giornata di campionato, con una rete segnata negli ultimi minuti. Nella stagione successiva, 2008/09, Hodgson fu confermato sulla panchina dei Cottagers. In quella stagione riuscì a qualificarsi in Europa League, poi nel 2009/10 raggiunse incredibilmente la finale, perdendo poi ai supplementari contro l’Atletico Madrid con rete del 2-1 d Forlan al 116esimo. In quell’edizione di Europa League, il Fulham umiliò la Juventus ai quarti di finale con un 4 a 1 a Craven Cottage.
Dopo questa finale persa, Roy lasciò Londra ma da allenatore del Liverpool non durò molto e così tentò la fortuna in quel di Birmingham, dove prese le redini del West Bromwich Albion, deludendo parecchio.
In seguito venne scelto dalla federazione inglese che nella primavera 2012, lo nominò commissario tecnico della Nazionale, nella successione a Fabio Capello. Nel 2013 condusse gli inglesi ai Mondiali, ma l’Inghilterra non riuscì a passare il girone (anche l'Italia, nello stesso raggruppamento, venne eliminata). Roy ebbe un’altra grande occasione, forse l’ultima della sua carriera, gli Europei del 2016 (nelle qualificazioni, gli inglesi vinsero 10 partite su 10, subendo solo 3 gol), in cui però fu protagonista di un’altra delusione, ovvero l’eliminazione negli ottavi contro l’Islanda. In quell’occasione fu criticato dalla stampa per alcune decisioni incomprensibili, come quella di far battere i corner a Harry Kane o tenere Jamie Vardy in panchina.
In seguito si accasò al Crystal Palace, dove disputò buone stagioni, prima del ritiro avvenuto nel 2021. Ritiro evidentemente non definitivo visto che ad inizio 2022, si accasa al Watford, sostituendo l'esonerato Ranieri.


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