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venerdì 3 dicembre 2021

Camere Ipobariche e Tende Ipossiche: Si Tratta Di Doping?

L'idea di soggiornare in altura è utile per ciclisti e non solo, per aumentare il trasporto e l’utilizzo di ossigeno nel sangue senza accusare gli effetti che invece comporta una prolungata esposizione all’ipossia (carenza di ossigeno).
Le mete privilegiate sono Sierra Nevada, Livigno, Stelvio e le Canarie nell’inverno europeo.
Anche se, secondo molti, i viaggi in altura erano un modo per nascondere e rendere più duraturi il massiccio uso di EPO ed altre sostanze dopanti.
In realtà con lo sviluppo di nuove tecnologie, molti atleti possono starsene comodamente a casa sperimentando le stesse condizioni, grazie ad apposite tende collegate ad una rumorosa pompa: in altitudine, la pressione parziale di ossigeno si abbassa, mentre l’apposita tenda è provvista di alcuni meccanismi che iniettano aria, con un ridotto contenuto di ossigeno, in un’area domestica ristretta.
Per la WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) non si tratta di doping.


CAMERE IPOBARICHE E TENDE IPOSSICHE
Camere ipobariche o tende ipossiche servono per abituare il fisico a condizioni estreme (alta quota ad esempio).
La tenda ipossica riduce solo la quantità di ossigeno, invece la camera iperbarica riproduce non solo la diminuzione di ossigeno ma anche quella della pressione dell'aria.
La finalità, a fini scientifici e di ricerca, è anche studiare cosa accade nella fase dopo l'acclimamento.
Il preacclimatamento può anche avvenire in tenda ipossica per abbreviare i tempi di esposizione all'alta quota sulla montagna (si è già pronti alle nuove condizioni di temperatura ed ossigeno).
Nelle camere ipobariche viene riprodotto il diminuire della pressione dell'aria che si verifica salendo di quota e che causa la rarefazione dell'ossigeno.
Con camere di questo tipo è possibile studiare: tempo di esposizione, quote, condizioni di umidità, vento e temperatura. Si possono simulare quote sino ad oltre 8000 metri, nevicate e venti a 120 km/h.
Vengono studiati gli effetti sul corpo umano e le capacità di adattamento.
Queste macchine sono state originariamente sviluppate per i bisognosi che necessitano di più ossigeno per potersi curare; la pompa aspira l’aria attraverso una presa, e poi usa la reazione chimica per rimuovere l’azoto dell’aria, con due scarichi.
L’atleta si collega al tubo di scarico, in cui l’azoto viene convogliato in uno spazio sigillato.
L’aria all’interno della tenda viene monitorata al fine di garantire il livello voluto, con un un dispositivo a regolazione costante, che cattura l’ossigeno come detto senza diminuire però la pressione.
Nel mondo reale, ad alta quota vi è una condizione ipobarica: nella tenda invece l’ambiente è ipossico, si sostituisce parte della percentuale di "aria" con azoto; c’è solo un po ‘più di azoto e un po’ meno ossigeno rispetto alla normale ripartizione.
L’azoto impoverisce l’aria diminuendone la % di ossigeno.
In tal modo si ottiene la simulazione dell’altura.
Ma ciò cosa evidenzia a livelli di prestazione? L’ossigeno viene trasportato più velocemente nel sangue. Nei muscoli c’è maggiore trasporto di ossigeno che comporta minor fatica e migliori performance oltre a un miglioramento dei tempi e delle modalità di recupero da uno sforzo.


ESEMPI FAMOSI DI UTILIZZO
Oltre ai ciclisti (si ricorda ad esempio Bradley Wiggins), è molto utilizzata anche da chi deve andare in altura.
Nel mondo del calcio è utilizzata dalla nazionale spagnola e francese e pare che nel preparare i mondiali del 2010, secondo un tabloid inglese ben informato, Fabio Capello (CT ai tempi della nazionale Inglese) effettuò una serie di appositi esami nel ritiro pre-mondiale, in merito alla distinzione tra responders e non. Lo staff del London Altitude Centre sottopose tutti i giocatori ad una serie di test, atti a stabilire quali calciatori fossero influenzati positivamente dall’altitudine, e fornendo subito ai soggetti "geneticamente" inclini le tende ipossiche.

Benjamin Mendy (terzino del Manchester City e della Francia campione del mondo), a seguito di un duro allenamento sotto i 35 gradi, il 65% di umidità e a 3.200 metri di altitudine con solo il 14% di ossigeno nell’aria afferma: "Dentro non si respira, è molto faticoso, anche perché è caldissimo. Ma poi in campo si vola!".

Che sia una stanza in cui allenarsi o una tenda sotto la quale dormire, poco cambia: sul sito del produttore Altitude Center ci sono tutti i clienti: City, United e Liverpool.
Si possono citare anche atleti del passato quali Raul a Beckham, passando per Lance Armstrong, Cristiano Ronaldo ai tempi del Real, il tennista Djokovic, M.Bryan, A.Schwazer, giocatori di Football Americano ed anche LeBron James.
Queste camere sono utilizzate anche da molte nazionali sud-americane soprattutto quando devono recarsi nel temutissimo stadio Hernando Siles, a 3600 metri di altezza (La Paz, Bolivia).
Infatti gli oltre 3600 m di La Paz creano non poche difficoltà agli avversari, costretti a giocare in condizioni di aria rarefatta, con conseguenze quali affaticamento più rapido e maggior velocità dei palloni calciati. Condizioni cui invece i giocatori boliviani (giocando sempre lì) sono perfettamente abituati.
In un primo momento nel 2007, la FIFA aveva deciso di vietare che gare internazionali potessero svolgersi a più di 2500 m s.l.m. Il tutto ha generato inevitabili proteste non solo boliviane, ma pure da parte delle federazioni calcistiche dell'Ecuador (il cui stadio nazionale, l'Olímpico Atahualpa di Quito, sorge a 2850 m) e della Colombia (ove El Campín di Bogotà si trova a 2640 m).
La Bolivia per protestare organizzò una partita giocata su un improvvisato campo da calcio sulle Ande a oltre 5000 m per dimostrare che si può giocare a pallone anche a simili altitudini.
Il 27 giugno, la FIFA modificò la propria decisione, portando a 3000 m s.l.m. il limite massimo cui si può giocare una partita internazionale, ma ai boliviani venne concesso uno speciale permesso per poter giocare all'Hernando Siles.


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martedì 16 aprile 2019

Tecniche Usate Per Eludere I Controlli Anti-Doping

Lo specchietto della WADA usato per smascherare eventuali casi di Doping è il seguente:
1) Parametri biologici anormali
2) Infortuni, assenza dai tornei programmati o ritiri
3) Precedenti sospetti di doping
4) Miglioramenti importanti improvvisi nelle prestazioni
5) Omissione ripetuta di informazioni, compresi spostamenti geografici
6) Età e storia dell’atleta
7) Reintegrazione dell’atleta dopo un periodo di ineleggibilità
8 ) Incentivi finanziari per migliori prestazioni
9) Associazione dell’atleta con terzi quali un coach o un medico con precedenti in materia doping
10) Informazioni affidabili dai terzi

Tuttavia, tante sono le tecniche utilizzate dagli atleti, per farla franca ai controlli.
Vediamo le tecniche principali, storiche e non.


TRUCCO DELL'ACCAPPATOIO
Carlo Petrini (ex giocatore): "I medici preposti alle pipì per i controlli Antidoping avevano zero possibilità di scoprire i nostri imbrogli.
Avevamo pronti tre accappatoi con doppia tasca e facevano pipì in una provetta da clistere quelli che non giocavano.
Chi doveva presentarsi, nascondeva la provetta sotto l’accappatoio e ne spremeva il contenuto nel barattolo federale.
Nessun medico, finchè sono rimasto in attività, avvertì l’obbligo d’accertare, da vicino, cosa cavolo combinassimo nel ripostiglio, davanti al rubinetto dell’acqua.
Nessuno controllava gli accappatoi"


TRUCCO DEL RUBINETTO
Carlo Petrini (ex giocatore): "A volte si diceva al medico che la pipì non veniva e si apriva il rubinetto per indurre lo stimolo, poi di nascosto si aggiungeva un po' d'acqua all'urina per diluirla e abbassarne i valori. E così via: devo ancora vedere un medico che sta 30-35 minuti con gli occhi puntati sui genitali di un calciatore, dopo la partita, per controllare che non aggiunga niente"


WIZZINATOR
Michel Pollentier, onesto gregario belga, vinse a sorpresa il Giro del 1977.
Lo beccarono positivo l'anno dopo al Tour, all'Alpe d'Huez: sotto la maglietta, una vescica artificiale.
Oggi si chiama Wizzinator.
Il Wizzinator è un attrezzo, venduto su Internet, costituito da una sorta di cintura inguinale, cioè una pancera da indossare al posto delle mutande, che nasconde una piccola sacca di plastica dalla quale fuoriesce un pene artificiale, riprodotto con fedeltà impressionante (addirittura 5 le tonalità di colore: dal bianco, al "latino", al marrone, al nero).
Riempita la sacca di urina "pulita" (viene fornita una confezione liofilizzata da preparare poco prima) con una piccola pressione sulla fascia che all'esterno ha tutta l' apparenza di uno slip, la minzione è perfettamente reale.
Il kit, con tanto di termometro per misurare la giusta temperatura, completo di istruzioni dettagliatissime, costa 150 dollari.


FALSA RESIDENZA
La WADA, il World Antidoping Agency, nel proprio Codice ha stabilito che tutti gli atleti devono dare sempre la propria reperibilità, cioè il cosiddetto "whereabouts".
In pratica tutti gli atleti devono comunicare ogni tre mesi i propri luoghi di residenza, di allenamento, del tempo libero e di vacanza.
Perché solo così la WADA può decidere un controllo in qualunque momento.
Ebbene, dall’inchiesta, che ha visto convocati una cinquantina di testimoni, è emerso che questo tipo di informazione veniva data in modo tardivo dopo uno o due mesi, rendendo di fatto inutile l’attività di contrasto alle pratiche illecite voluta nel 2009 dal Comitato Olimpico Internazionale.


INFORTUNI E RITIRI IMPROVVISI DA CORSE E TORNEI
In vista delle Olimpiadi di Atene (2004) Konstantinos Kenterīs e la sua compagna di allenamenti Ekateríni Thánou saltarono un test Antidoping.
Inizialmente i due atleti si giustificarono asserendo di essere stati vittime di un incidente motociclistico mentre si stavano recando al villaggio olimpico per eseguire il test dopo aver appreso la notizia della loro infrazione.
In seguito però un'indagine ufficiale appurò che l'incidente era stata una messa in scena.
Idem per quanto riguarda eventuali infortuni che permettono di saltare i controlli.
Anche molti ciclisti utilizzarono tecniche simili, ritirandosi da X corsa a tappe per "prepararsi" in vista del vero obiettivo stagionale.
Ovviamente non per tutti c'erano motivi di Doping ma anche.


DIURETICI
Si tratta di farmaci che non sono dopanti, ma che possono nascondere la presenza di altre sostanze. Sono i cosiddetti coprenti e se trovati possono costare una squalifica esattamente come anabolizzanti, EPO ed ormoni della crescita.


PRELIEVO DEL SANGUE
Prentice Steffen, ex medico dell'US Postal che aveva lasciato la squadra nel 1996, prima dell'arrivo di Lance Armstrong dice: "Nel periodo precedente alla partenza del Tour, i corridori nei loro campi di allenamento prendono dell'EPO che aumenta il loro ematocrito, che può arrivare intorno a 60. 
Poi un medico preleva da loro del sangue, per far tornare i parametri ematici nella norma e passare i controlli prima del Tour. 
Le squadre sanno bene che, durante la corsa, i vampiri (i medici che eseguono i controlli) possono arrivare in qualunque giorno, ma sempre tra le 7 e le 8 del mattino. Passata quell'ora non ci sono più controlli e i corridori possono allora farsi iniettare nuovamente il loro sangue, arrivando ad un ematocrito tra 55 e 58. La sera, in albergo viene loro di nuovo prelevato l'eccesso di sangue. È talmente semplice da fare e non c'è alcun rischio di farsi scoprire se non interviene la polizia. Il sangue viene portato in moto in compartimenti refrigerati"


SOSTANZE RICONOSCIUTE ALL'ANTIDOPING: MICRODOSI
Si tratta di sostanze che vengono facilmente riconosciute all'Antidoping se non si usano i giusti accorgimenti.
Sandro Donati: "Parliamo dell'EPO o degli stimolanti. Il controllo Antidoping può essere aggirato con le microdosi che si sommano tra loro e producono un effetto giornaliero che è importante. 
Se si usano le microdosi l'esame antidoping non le riconosce. 
Spesso sono stato consulente in indagini giudiziarie ed emergeva chiaramente dalle intercettazioni che si usavano le microdosi e i soggetti risultavano sistematicamente negativi all'Antidoping"


SOSTANZE NON RICONOSCIUTE
Si tratta di sostanze nuove o che per qualche motivo risultano invisibili ai controlli.
L'EPO negli anni 90 era una di queste, poi venne introdotto nel 2000 un test per riconoscere quello ricombinante da quello naturale.
E' stato emblematico anche il caso del CERA, l’EPO sintetico di terza generazione usato da alcun ciclisti per moltiplicare il numero dei globuli rossi nel sangue e non ancora rilevabile dai test in uso in quel periodo.
Il CERA era all’epoca in fase di studio per la cura di pazienti affetti da gravi forme di anemia e con insufficienza renale.
Un altro scandalo clamoroso fu quello della Balco, il laboratorio di S.Francisco che forniva prodotti dopanti agli atleti statunitensi di spicco.
La Balco somministrava ai propri “clienti” il Narboletone, uno steroide anabolizzante utilizzato solamente in alcuni studi di laboratorio negli anni 70 e che non era mai stato commercializzato come prodotto farmaceutico prescrivibile ma era disponibile solo sotto forma di un preparato grezzo venduto esclusivamente ai laboratori specializzati.
Inoltre erano riusciti a sintetizzare in laboratorio un anabolizzante sintetico nuovo, il tetraidrogestrinone o THG, unendo due molecole di anabolizzanti, il gestrinone e il trenbolone, in modo tale da crearne una sola del tutto irrintracciabile con i test in uso.
La Balco aveva anche modificato in laboratorio la molecola di testosterone per aumentarne la penetrazione in circolo attraverso la pelle mediante una lozione da cospargere su tutto il corpo.
Anche in questo caso, nessun tennista è stato coinvolto.
Sandro Donati: "Sono  sostanze che non vengono riconosciute negli esami ed è purtroppo una categoria abbastanza vasta. 
Ci sono gli ormoni peptdici come, per esempio, le gonadoreline che sono ormoni usati come terapia in caso di tumore ai testicoli. 
Ma qui entriamo anche nel campo del sistema che fa finta di controllare. 
Di queste gonadoreline ho sentito parlare per la prima volta da un medico onesto della nazionale italiana dilettanti che disse: 'State attenti a questi certificati di testosterone naturalmente elevato esibiti dai corridori perché in realtà non sono altro che il risultato di un uso sistematico delle gonadoreline'. L'analisi antidoping le vede solo se il soggetto le ha assunte nei minuti precedenti l'esame, cosa che è un'ipotesi assolutamente astratta.
Il Gh si riconosce solo se il soggetto lo ha assunto una manciata di minuti prima del controllo, altrimenti i tempi di vita sono così brevi che nelle urine scompare in fretta ogni traccia"


DOPING GENETICO
Carlo Giammattei (medico): "Per doping genetico si intende il trasferimento di cellule o di elementi genetici all’interno di un individuo allo scopo di modulare l’attività di geni endogeni per migliorarne le prestazioni atletiche.
Il procedimento è quello che è anche alla base della “terapia genica”: si usa un virus (generalmente un adenovirus) da cui sono stati eliminati dal DNA i geni responsabili dell’attività patogena. Il frammento di DNA rimanente, potenzialmente“innocuo”, viene legato con un frammento di DNA dell’atleta che codifichi la proteina di interesse. 
Il virus così modificato è poi utilizzato per “infettare” le cellule dell’atleta: al loro interno il nuovo DNA virale può, grazie a complessi processi biologici, inserirsi nel DNA della cellula ospite e cominciare a produrre la proteina di interesse, praticamente identica a quella di origine endogena e quindi non identificabile dalle tecniche in uso.
Oltre al trasferimento attraverso vettori virali, ci sono altri metodi di modificazione genetica conosciuti: impianti di cellule staminali, blocco o stimolazione dell’attività genica con anticorpi, recettori solubili, peptidi o piccole molecole. Ovviamente, tale approccio può essere applicato o immaginato solo nell’ambito di proteine che abbiano un significato per il miglioramento delle prestazioni, quali ad esempio l’EPO, il GH, l’IGF-1, la somatostatina, la miostatina (regolatore negativo della crescita muscolare).
Si sospetta che alcuni atleti abbiano già fatto uso di questo approccio per fini dopanti. 
Ad esempio studi preclinici sui topi hanno dimostrato ormai da qualche anno che l’aumento dell’espressione di IGF-1 nel muscolo scheletrico mediato da vettori virali favorisce un incremento della massa e della forza muscolare, così come l’inibizione della miostatina, determina crescita muscolare e diminuzione dei depositi di grasso, come dimostrato in una particolare razza di tori belga “Blue Bull”, che possiede una naturale inibizione della miostatina.
Attualmente poi sono in fase di studio clinico strategie di terapia genica con EPO per il trattamento di gravi anemie, che prevedono l’inserimento in sede muscolare del gene che codifica per l’EPO, con conseguente produzione della proteina qualora si verifichi un anormale diminuzione dell'ossigeno contenuto nel sangue"


PASSAPORTO BIOLOGICO E MICRODOSI
Pierre Sallet, un medico, fisiologo ed atleta francese, ha condotto un particolare esperimento scientifico.
Sallet ha sottoposto otto atleti professionisti per un mese a Doping, ne ha misurato le prestazioni e ha verificato se potessero essere scoperto in un controllo.
Sallet: "L’obiettivo di questa esperienza è di testare i metodi della lotta Anti-doping. L’idea è di misurare prima le prestazioni senza Doping, dopodiché gli facciamo assumere Doping e poi rifacciamo i test.
Nel frattempo facciamo dei prelievi di sangue e urine per il passaporto biologico, in modo da rilevare l’assunzione del doping".
L’esperimento comincia testando le capacità atletiche naturali degli sportivi, spingendoli al loro massimo.
Poi continua con l’assunzione di sostanze.
E si conclude con i risultati dei nuovi test eseguiti nelle stesse condizioni ambientali.
Le sostanze proibite somministrate sono sostanzialmente tre: l’EPO, che aumenta artificialmente la resistenza, l’ormone della crescita, che serve ad aumentare la forza e corticoidi che riducono o eliminano la sensazione di dolore.
Agli atleti vengono somministrate microdosi di sostanze, per migliorare le prestazioni riducendo al minimo la rintracciabilità nel sangue e nelle urine.


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venerdì 27 ottobre 2017

L'Inganno Di Melky Cabrera e Il Sito Web Fake (MLB)

Melky Cabrera nel 2012 in forza ai San Francisco Giants, visse una stagione da sogno, prima della seconda sospensione per doping (alti livelli di testosterone) dopo la prima sospensione risalente all'Operazione Balco.
Prima della sospensione, guidava in MLB la stat con 159 Hit ed era secondo nella NL con una media di battuta .346.
Poi 11 HR, 10 tripli, 60 RBI e 13 basi rubate in 18 opportunità.
Assolutamente eleggibile come miglior battitore della NL.
Cabrera per evitare d'incorrere nella squalifica di 50 partite con altri del suo entourage contattò Juan Nunez (10mila dollari la retribuzione) che avrebbe dovuto comprare e modificare un sito web già esistente con il preciso compito di vendere un integratore sportivo (in realtà inesistente) che contenesse testosterone ed altri steroidi.
Ovviamente creare un sito web da zero non avrebbe avuto senso (visto che la data di creazione del sito è facilmente controllabile).
Cabrera e soci in poche parole stavano cercando di sintetizzare lo stesso Testosterone (che era apparso nel campione di urine di Cabrera) nell'integratore che avrebbero dovuto vendere sul sito web di Nunez.
L'idea, a quanto pare, era quella di dimostrare che Cabrera avesse ordinato quell'integratore che provocò il test positivo e poi ad affidarsi a una clausola del regolamento antidoping che consente a un giocatore positivo di appellarsi o comunque di fare ricorso per aver ingerito una sostanza vietata senza avere colpe.

Un suo familiare: "Un prodotto ha causato la sua positività"
Nel mentre Jeff Novitzky, famoso investigatore per quanto riguarda casi di doping (Food And Drug Administration che smascherò anche l'Operazione Balco), si mise subito all'opera cercando di smascherare la truffa tramite analisi forensi.
Poco dopo il sito scomparve nel nulla, ma le forze federali tramite tracciamento riuscirono a risalire a lui.
Juan Nunez (creatore del sito): "Sono stato io a gestire il sito, Seth e Sam Levinson (agenti del giocatori) non ne sapevano niente"

Lo scopo era quello di ingannare MLB e l'unione dei giocatori, presentando loro un sito web fake e le conseguenti informazioni su prodotti falsi, facendo credere che Cabrera avesse ordinato un integratore con testosterone, causando così il controllo positivo.

Smascherato l'inganno Cabrera dirà: "Il mio test positivo è stato il risultato dell'uso di una sostanza che non avrei dovuto usare. Accetto la sospensione nell'ambito del Joint Drug Program e cercherò di continuare con la mia vita. Mi dispiace profondamente per il mio errore e mi scuso con i miei compagni di squadra, con l'organizzazione di San Francisco Giants e con i tifosi per averli abbandonati"

Cabrera saltò le 45 partite rimanenti della stagione regolare e poi avrebbe dovuto scontare il resto in post-season o nella stagione 2013.
In realtà i Giants vinceranno le World Series quindi Cabrera, in teoria, sarebbe stato eleggibile per giocare nel proseguo della post-season ma non venne schierato.
Riceverà comunque l'anello di campione, per aver contribuito appunto al successo dei Giants nella prima parte di stagione.
Nelle stagioni successive Cabrera andrà prima in Canada con i Toronto Blue Jays, poi con i Chicago White Sox ed infine nel 2017 si accaserà con i Kansas City Royals.



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venerdì 29 settembre 2017

L'Analisi Di Antoine Vayer: Standard Power, Watts/Kg, VAM (Doping)

L'indagine condotta dall'ex coach della Festina Antoine Vayer (1995-1998) è molto interessante.
Vayer ha analizzato i valori di standard power dei vincenti del Tour De France dal 1982 in poi.
La WADA etichettò il doping di Lance Armstrong, campione di spogliato dei 7 Tour de France, come il "programma di doping più efficace della storia". Ma a ben vedere non è stato così.

Vayer: "Con la sua media record di 438 watt nel Tour del 2001, il texano si trova solo al sesto posto di questa speciale classifica. I valori raggiunti da Indurain ben difficilmente potranno essere detronizzati, grazie alla sua media di 455 watt nell'edizione 1995. Il fatto che il regno di Armstrong iniziò dopo l'affare Festina nel 1998 e quindi l'introduzione del test per l'EPO lo costrinse a prestare maggiore attenzione: non poteva prendere EPO in modo illimitato come i suoi predecessori degli anni 90"

Poi aggiunge: "Prima del 1990, eravamo nell'era pre-EPO: i corridori stavano flirtando con valori poco superiori a 400 watt grazie ai corticoidi e agli steroidi. Poi c'è stato un salto a 450 watt grazie all'utilizzo massiccio di EPO fino al 1998. Dopo l'introduzione del test per l'EPO, le trasfusioni di sangue hanno fatto il loro grande ritorno: nell'era di Armstrong, i livelli si sono stabilizzati sui 430 watt. Dal 2011 possiamo parlare di una nuova era "mista" in cui comunque ci sono potenze sospette superiori a 410 watt"


SPIEGAZIONE VALORI
Secondo la scala varata da Vayer, ogni valore superiore a 450 cade nella categoria "mutante", mentre quelle tra 430 e 450 sono descritte come "miracolose", da 430 a 410 "sospette" e sotto i 410 "normali".
La classifica è come detto guidata da Indurain (versione 1995) con 455 watt di media, davanti a Bjarne Riis (449) e Marco Pantani (446). Lo stesso Pantani scalò l'Hautacam nel 1994 con una standard power di 465 (7.05 watts/kg). Tra i "miracolosi" sono presenti altri tre vincitori del Tour: Jan Ullrich (441), Alberto Contador nel 2009 (439) e Lance Armstrong nel 2001 (438), 2003 (432) e 2004 (438).


ANNI 80
Alla domanda se i vincitori dei Tour degli anni 80 sono al di là di ogni sospetto, Vayer ha risposto "Greg LeMond sembra aver prodotto performance umane ". 381 watt nel 1986, 408 nel 1989 e 407 nel 1990.
Poi ha aggiunto "con l'arrivo dell'EPO agli inizi degli anni '90, qualsiasi corridore che negli anni 80 riusciva a produrre 400 watt per 20 minuti sarebbe riuscito a produrre 440 watt per 40 minuti! 
Questo è il caso di Bjarne Riis che nel 1993 raggiunse 399 watt, ma ha progredito a 449 watt durante il tour vinto nel 1996 quando aveva 32 anni. Lemond rimase a 410 watt dopo il 1990 e venne facilmente oltrepassato sia da corridori più anziani di lui che più giovani"

Riguardo Laurent Jalabert, sprinter nei suoi primi anni da pro e due volte maglia a Pois al Tour (cioè miglior scalatore), Vayer disse "Durante le Vuelta del 1996 e del 1997, il francese si arrampicò a Lagos de Covadonga, 8,5 km al 9,18%, in meno di 25 minuti, con una potenza rispettivamente di 468 e 478 watt. Al Tour 1995 durante la salita del Col de Mende, Jalabert, fece segnare ben 495 watt!"


ANALISI GLOBALE
Greg Lemond ha raggiunto una media di 5,7 watts/kg nelle salite finali durante due dei tre Tour vinti. Indurain iniziò la carriera con una potenza media di 5,3 watts/kg, seguita da 4,91 watts/kg e poi ha cominciato ad aumentare i giri del suo motore, tanto che quando vinse il suo quinto Tour nel 1995, la sua potenza media sulle salite finali era un'incredibile 6,35 watts/kg.
Riis ha raggiunto la media di 6,47 watts/kg, Ullrich 6,33 watts/kg e poi Marco Pantani ha portato questi valori su un altro pianeta raggiungendo vette disumane di 6,63 watts/kg durante il Tour del 1998. Partendo dal 1982 riporto i watts dei vari vincitori del Tour: 388 per Hinault nel 1982, 383 per Fignon nel 1983, 409 per lo stesso nel 1984 (454 a La Ruchere), non presenti dati globali per il Tour 1985, 381 per Lemond nel 1986, 400 per Roche nel 1987, non presenti dati per il Tour 1988, 408 per Lemond nel 1989, 407 per lo stesso nel 1990, 371 per Indurain nel 1991, 397 l'anno successivo per lo stesso, 407 per lo spagnolo invece nel 1993. Dal 1994 sembra che succeda qualcosa e i valori aumentano esponenzialmente: Indurain vince il quarto Tour con 435 watts (470 ad Hautacam), l'anno successivo il quinto Tour con addirittura 455 di media (470 a Guzet Neige), 449 per Riis nel 1996 (Hautacam 479), 441 per Ullrich nel 1997 (474 ad Arcalis e 494 a Cheubouret), 446 per Pantani nel 1998 (450 a Peyresourde e alle Deux Alpes). Nel 1999, che è stato l'anno dopo il grande scandalo Festina, la potenza è scesa a 5,88 watts/kg e poi ha iniziato una progressiva salita nel 2000 e nel 2001.
Lance Armstrong sull'Alpe d'Huez nel 2004 fece segnare 495 watts per 6,97 watts/ kg (va sottolineato però che non c'erano altre salite nella tappa). La tabella seguente mostra la potenza stimata per Lance Armstrong durante tre vittorie al Tour (tra 1999 e 2001):
Nel 2002 su La Mongie 432 watt e 430 su Les Deux Alpes.
L'anno successivo 446 a Luz Ardiden, nel 2004 invece 462 a La Mongie, nell'ultimo Tour del 2005 a Courchevel 435 e la Bonsacre 453. Riguardo i valori medi figura come "normale" il Tour del 1999 (406 di media), "sospetti" 2000 (428), 2002 (417) e 2005 (425), infine come "miracolosi" 2001 (438), 2003 (432) e 2004 (438). Ovviamente questi valori vogliono dire poco o comunque forse la soglia di "normale" è stata considerata troppo alta se consideriamo che il Tour 2006 vinto da Floyd Landis (poi squalificato per Doping) figurava come "normale" (395 watts di media con 440 sull'Alpe D'Huez e 395 sullo Joux Plane). Nel 2007 invece 423 watt di media per Contador, 415 per Sastre nel 2008, 439 per Contador nel 2009 (etichettata come "miracolosa" con 491 watt a Verbier), 417 sempre per Contador nel 2010, 406 per Evans nel 2011 e 415 per Wiggins l'anno successivo. Nel 2014 invece 417 per Nibali. L'ex coach della Festina descrive come "normale" la media di 406 watt del Tour 2011 di Cadel Evans che si trova nella zona "verde" sotto i 410 watt.
Chris Froome nel 2015 raggiunse una potenza media di 414 watt (5.78 watt per kg ed una VAM di 1602) sulla salita La Pierre St.Martin. Vedendo nel dettaglio le sue prestazioni: potenza nei 4 minuti prima dell'attacco (449 watt con 1777 di VAM), durante l'attacco di 24 secondi (556 watt media), 4 minuti dopo l'attacco (435 watt con 1718 di VAM). Nella tappa 12 di Plateau de Beille, potenza media per 30 minuti di 414 watt, estendendo a 60 minuti invece 373 watt. Questi invece i valori per il Tour 2017:


INTERPRETAZIONI
Greg Lemond e i primi tour di Miguel Indurain sono stati vinti con rendimenti inferiori ai valori sospetti citati, ma dagli anni 90 in poi, qualsiasi valore inferiore a 6 watts/kg non sarebbe stato abbastanza per vincere. Infatti, a partire dalla metà degli anni '90, sembra che il requisito minimo per vincere sia stato di 6,2 watts/kg, a parte l'annata 1999 che figura come valori simili all'epoca pre-EPO (il primo Tour vinto da Armstrong). Fisiologicamente parlando, 6,2 watts/kg per 40 minuti è un qualcosa di abbastanza straordinario. Se un corridore è in grado di sostenere una potenza di 6,3 watts/ kg per 30 minuti, potete concludere che la sua potenza di picco sarà da 7 a 7,5 watts/ kg, cioè incredibilmente elevata. Greg Lemond vinceva i Tour con 5,7 watts/kg, poi entro 5 anni, la potenza è salita del 10% e poi è continuata a salire, al punto che Marco Pantani abbia raggiunto valori del 15% in più rispetto a Lemond.
Questo livello di progresso non è tipico della mera fisiologia, quindi fa riferimento a qualcosa, e quel "qualcosa" naturalmente è il doping. Sicuramente i cambiamenti tecnologici, come la riduzione del peso della bici e componenti migliori, hanno avuto anche la loro importanza ma le differenze rimangono abnormi quindi probabilmente farmacologiche.



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martedì 8 agosto 2017

Le Scuse Più Assurde Per Giustificare Il Doping

Quali sono le scuse/giustificazioni più assurde degli atleti implicati in casi di Doping?
Ce n'è di tutti i tipi, anche se la più ricorrente è quella della carne contaminata o dei cosmetici contenenti  X sostanza dopante. Anche le scuse a base di sesso sono molto usate.


Angelo Peruzzi ed Andrea Carnevale (Calcio)
Nel 1990 Peruzzi venne trovato positivo al Lipopill (stessa sorte per Carnevale).
Il portiere cercò di spiegare il fatto raccontando che "il Lipopill ce l'ha dato mia madre per smaltire una cena troppo generosa cucinata da lei dopo la gara con il Benfica".
I giudici non gli credettero e lui e Carnevale vennero squalificati per un anno.


Squadra PDM (Ciclismo)
Durante il Tour de France del 1992, la squadra francese PDM si ritira in blocco dalla corsa a tappa alla vigilia di un controllo antidoping.
Il motivo? Intossicazione alimentare e problemi intestinali dovuti all’aria condizionata dell’albergo in cui avevano alloggiato la sera precedente.


Daniel Plaza (Atletica)
Vincitore dell’oro olimpico nella marcia 20 km a Barcellona 1992, quattro anni dopo risulta positivo agli steroidi.
Replica dicendo di aver fatto sesso orale con la moglie incinta e di aver ingerito grandi dosi di testosterone prodotto in eccesso dalla stessa compagna.


Mario Boni (Basket)
Nel 1993, il c.t. Messina lo convocò per gli Europei di Germania, però lo scartò alla vigilia e tempo dopo venne resa nota la sua positività (nandrolone).
Come si giustifico? Affermando che, deluso per l'esclusione e prossimo al matrimonio, per non far cilecca nel viaggio di nozze, aveva chiesto un "ricostituente" a un medico amico.



Bernard Lama (Calcio)
Viene trovato positivo alla Cannabis nel 1998.
Il francese si giustificherà così davanti all'antidoping: "Sono stato troppo educato: volevo rifiutare lo spinello, ma temevo di fare la figura dello scortese".


Dennis Mitchell (Atletica)
Risulta positivo nel 1998 al testosterone.
Risponde affermando che, la sera prima del test, avrebbe bevuto 5 birre e fatto una maratona di sesso con la moglie per festeggiare il suo compleanno.
Viene squalificato per due anni.


Petr Korda (Tennis)
Positivo al nandrolone nel 1998 dopo aver vinto l’Australian Open, il cieco si difende dicendo di aver consumato grandi quantità di carne di vitello allevato con anabolizzanti.
La Federtennis internazionale replica affermando che, per raggiungere una concentrazione tale di nandrolone nel sangue, avrebbe dovuto mangiare 40 vitelli al giorno per 20 anni.


Dieter Baumann (Atletica)
Nel 1999 risulta positivo al nandrolone e riceve una squalifica di due anni.
Dopo una serie di test ripetuti, emerge che i valori risultano molto differenti a seconda dei momenti della giornata in cui vengono effettuati: la difesa sostiene che il nandrolone si trova nel dentifricio utilizzato dall’atleta, appositamente iniettato da qualcuno con una siringa.


Javier Sotomayor (Atletica)
Nel 1999 vinti i Giochi Panamericani il cubano è trovato positivo alla cocaina: Fidel Castro interviene affermando che i test sono stati alterati per danneggiare Cuba e la sua reputazione comunista.
Anche lui si dice vittima di una cospirazione.
Sotomayor viene ammesso alle Olimpiadi di Sydney 2000, ma l’anno dopo risulta nuovamente positivo al nandrolone e costretto al ritiro.


Linford Christie (Atletica)
L'anglo giamaicano viene pizzicato dall'antidoping nel 1999, anche per lui nandrolone.
Il motivo? Aver mangiato l'avocado! (avrebbe dovuto consumarne circa una tonnellata)
Fu la seconda volta per Christie, trovato positivo alla pseudoefedrina nel 1988: lì fu colpa del Ginseng (venne comunque scagionato).


Christian Henn (Ciclismo)
Il tedesco per giustificare l’alto valore di testosterone  fece appello alla tisana alle erbe fatta in casa dalla suocera e da lei consigliata per aumentare la sua capacità riproduttiva.


Christian Bucchi e Salvatore Monaco (Calcio)
Alla fine dello scorso millennio in Italia scoppiò il caso nandrolone.
I due giocatori, all’epoca al Perugia, furono tra i primi a risultare positivi.
La giustificazione anche in questo caso fu alimentare: eccessivo consumo di carne di cinghiale dopo una grigliata. 8 mesi di squalifica.


Fernando Couto, Manuele Blasi, Edgar Davids, Pep Guardiola, Mohammed Kallon e Santos Mozart (Calcio)
Dopo il caso Bucchi e Monaco, poi toccò a molti altri che giocavano in Serie A all'epoca.
Per Fernando Couto fu invece "tutta colpa di quello shampoo che conteneva nandrolone. E con la chioma che ho, io devo usarne molto".
Blasi disse che "deve essere stato lo schiarente che uso per i capelli": anche lì c'era del nandrolone. Sospesi per la stessa sostanza, e dopo spiegazioni più o meno fantasiose anche Gillet (Bari), Torrisi (Parma), De Rold (Pescara), Caccia e Sacchetti (Piacenza) e lo juventino Edgar Davids ("avevo la tosse e ho usato uno sciroppo omeopatico che conteneva nandrolone").
Pep Guardiola trovato positivo alla stessa sostanza quando giocava nel Brescia, si giustificò dicendo di aver mangiato carne di manzo.
Per il procuratore di Kallon (Inter) è il motivo era una crema "allungata" con il nandrolone: serviva per curare l'acne.
Infine per il calciatore brasiliano Santos Mozart la colpa era della crema applicata sulla pelle della figlia punta da un insetto.


Jan Ullrich (Ciclismo)
Trovato positivo alle anfetamine nell’estate del 2002 nonostante fosse in pausa da allenamenti, il vincitore del Tour 1997 Jan Ulrich si scusò raccontando che gli erano state passate un paio di pillole durante una notte in discoteca.


Frank Vandenbroucke (Ciclismo)
Il belga torna a correre nel 2002, dopo due stagioni di stop per via di una forte depressione (e di un arresto per esser stato trovato positivo in Francia), viene trovato in possesso di fiale di EPO, prodotti ormonali, morfina e clenbuterolo.
Il belga si rifiutò di fare ammissioni riguardo alle sostanze che gli furono trovate a casa, limitandosi a dire che gli sarebbero servite per il cane.
Viene licenziato dalla squadra.
Nel 2007 prova il suicidio, nel 2009 viene trovato morto in Tailandia.


Mark Bosnich (Calcio)
Il portiere australiano risulta positivo alla cocaina nel 2002, quando milita nel Chelsea.
Dice di aver fatto utilizzo di droga per sensibilizzare la moglie Sophie Anderton a smettere: “Le ho detto che, per ogni striscia che si fosse fatta, io me ne sarei fatte due. E così è successo”.
I due poco dopo si separano, Bosnich finisce anche in bancarotta, l'australiano poi ammette di aver fatto uso di cocaina a lungo.


Gilberto Simoni (Ciclismo)
Nel 2002 risulta positivo alla cocaina e viene squalificato al Giro d’Italia.
Si difende dicendo di aver consumato caramelle balsamiche e analgesiche per il mal di gola acquistate dalla zia in un viaggio in Perù, che contengono cocaina in piccole dosi.


Raimondas Rumsas (Ciclismo)
Positivo all’EPO e trovato in possesso di un arsenale di sostanze dopanti nella macchina affidata alla moglie, il ciclista lituano si difende affermando di aver acquistato i farmaci per curare la matrigna, molto malata, e di aver incaricato la moglie di consegnarglieli.


Shane Warne (Cricket)
Nel 2003 il giocatore di Cricket australiano Shane Warne saltò il mondiale dopo la positività a un diuretico.
Le autorità non credettero alla versione ufficiale: ovvero mamma Warne, che vedendo il figlio leggermente in sovrappeso, pensò bene di dare al figlio un paio di pillole delle sue.
L’antidoping disse che il diuretico era per coprire il doping e Warne si beccò 12 mesi di squalifica.


Adrian Mutu (Calcio)
Il giocatore rumeno verrà più volte pizzicato all'antidoping nel 2004, in seguito spiegò di aver preso cocaina "per migliorare le prestazioni sessuali".
Aveva infatti conosciuto una pornostar romena e voleva essere all'altezza.


Mario De Clercq (Ciclocross)
Il corridore spiegò agli inquirenti che gli avevano trovato due diari con la descrizione dei programmi di allenamento (e le sostanze illecite assunte) che si trattava di un romanzo di fantasia che stava scrivendo.


Lenny Paul (Bob)
L'atleta di Bob, trovato positivo, accusò il macinato di vitello (e di nandrolone) usato per un ragù alla bolognese, anche in questo caso con il vitello in contumacia.


Tyler Hamilton (Ciclismo)
Nel 2005 nel sangue di Tyler Hamilton furono trovate tracce non appartenenti al suo DNA, evidente segnale di trasfusioni di sangue.
L’americano si giustificò così: le cellule estranee trovate nel suo sistema sanguigno erano frutto di una Chimera, ovvero un organismo con due o più popolazioni di cellule geneticamente distinte, prodotto da un fratello gemello che è morto prima della nascita.
Si beccò 2 anni di squalifica.


Floyd Landis (Ciclismo)
Il ciclista americano, ex gregario di Armstrong all'US Postal, risulta positivo al testosterone nel 2006 dopo la fantastica tappa di Morzine, quindi cerca di difendersi con una lista di scuse: una nottata a base di whisky, iniezioni di cortisone per placare dolori all’anca, medicine per la tiroide e problemi naturali di metabolismo.
Cerca anche di hackerare i dati ufficiali sul computer.
Squalificato per due anni, Landis ammette nel maggio del 2010 di aver fatto uso di sostanze dopanti.


Marco Borriello (Calcio)
Marco Borriello, nel 2006 disse di avere avuto un rapporto sessuale non protetto con Belen Rodriguez la quale, per curare un’infezione vaginale, assumeva una crema al cortisone (che lo rese positivo ai controlli). Ebbe tre mesi di squalifica.


Justin Gatlin (Atletica)
Nell’aprile 2006, tre mesi dopo aver segnato il record del mondo nei 100 metri a Doha, risulta positivo al testosterone: replica accusando il massaggiatore, con cui avrebbe avuto un acceso litigio, di avergli passato una crema al testosterone per vendetta.
Viene squalificato per otto anni, pena poi dimezzata, ma evita la sospensione a vita per aver collaborato con le autorità.


LaShawn Merritt (Atletica)
Dopo essere risultato positivo a uno steroide anabolizzante nel 2009, Merritt afferma di aver fatto utilizzo di un prodotto per aumentare le dimensioni del pene, responsabile dei valori alterati del sangue. Viene squalificato.


Richard Gasquet (Tennis)
Nel marzo 2009 si ritira improvvisamente dal torneo di Miami, e due mesi dopo riceve una squalifica di due anni per cocaina.
Si difende dicendo che, la sera precedente, in discoteca, avrebbe baciato una ragazza che aveva assunto la sostanza e che gliela “avrebbe” passata attraverso la saliva.
La Federtennis lo riammette nel circuito a luglio.


Stefano Garzelli (Ciclismo)
Il vincitore del Giro d'Italia 2000 viene trovato positivo al probenecid nel 2009.
Il motivo? Aver mangiato carne di pollo contaminata.
Viene squalificato 8 mesi.


Alberto Contador (Ciclismo)
Nel 2010 lo spagnolo viene trovato positivo al clenbuterolo e la giustificazione ufficiale fu anche in questo caso legata al consumo di carne.
Contador fu prima smentito dalla associazione di allevatori spagnoli e successivamente condannato dal TAS di Losanna a 2 anni di squalifica.


Melky Cabrera (Baseball)
Il Cabrera meno noto, risultato positivo al testosterone nel 2012, investì 10.000 dollari per comprare un sito web già esistente, per pubblicizzare la vendita di un prodotto fasullo che avrebbe assunto alterando i valori sanguigni (un prodotto che conteneva testosterone e steroidi "mascherati").
L'inganno viene scoperto poco dopo dagli agenti investigativi federali e Cabrera è subito squalificato.


Sun Yang (Nuoto)
Sun Yang viene squalificato nel 2014 per uno stimolante che, a suo dire, sarebbe stato contenuto in una medicina utilizzata per problemi di cuore.


Alex Schwazer (Atletica)
Viene trovato positivo per la seconda volta nel 2016, secondo il procuratore la colpa sarebbe stata di una bistecca contenente testosterone.



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giovedì 27 luglio 2017

Da Cosa Dipende L'Aumento Degli Home Run? Possibili Spiegazioni (MLB)

Negli ultimi due anni in MLB si è assistito ad una crescita impressionante di R e soprattutto HR.
Nel 2015 sono stati realizzati 1398 HR in più rispetto al 2014.
Poi l'aumento è stato esponenziale nel 2016 e 2017.
Soltanto nel 2000 se ne misero a segno di più.
Ma quella stagione era l’apice della cosiddetta steroid era.
Tanto per citare qualche incredibile record, Giancarlo Stanton nell' HR Derby 2016 battè la cifra record di 61 fuoricampo.
Vero Mark McGwire realizzò 70 HR nel 1998, Barry Bonds 73 nel 2001, Sammy Sosa 66 nel 1998 ma come già detto queste prestazioni erano macchiate dalla piaga Doping.


HR DIMINUITI E VALORI ANOMALI NEL TEMPO
Più del 14 % di R nel 2017 sono HR, 13.3 % nel 2016, 11.7 % nel 2015, invece tra 1994 e 2005 l'11.8% (con l'introduzione di controlli più approfonditi nel 2006 e sino al 2014 si era scesi all'11.1 %).
Tra 1977 e 1993 il 9.1 %.
Negli anni gli HR erano diminuiti: da una parte la lotta nei confronti del doping, che a cavallo del nuovo millennio aveva raggiunto livelli inauditi, con l’introduzione a partire dal 2006 di controlli sempre più stringenti e puntuali, all’espansione della strike zone, all’aumento delle velocità dei lanci dei pitcher e la crescita esponenziale dei defensive shift.
Le soluzioni che vennero in mente a Manfred furono le più disparate come proibire i defensive shift, introdurre il battitore designato anche nella National League o restringere l’area di strike.
Non se ne fece nulla.
Tuttavia all’improvviso i numeri di home run e punti segnati sono cominciati a crescere.
È capitato altre volte che il numero degli HR crescesse di 700 o più unità rispetto alla precedente stagione, come è accaduto nel 2015.
Ma ogni volta l’evento era correlato ad un fatto ben preciso.
Nel 1977 fu cambiata l’azienda produttrice delle palline, dalla Spalding si passò alla Rawlings. Nell’82 e nel ‘94 ciò fu causato dagli scioperi che diminuirono il numero delle partite.
Altre disproporzioni di HR avvennero negli anni 70, quando si abbassò il monte di lancio, o nel ’47 dopo il ritorno dei reduci dalla seconda guerra mondiale.


HR CHE TORNANO AD AUMENTARE: DOPING?
Nonostante dal 2015 non ci sono stati cambiamenti, il numero di HR è cresciuto a dismisura e non si sa bene perchè.
L’ipotesi doping in queste situazioni è sempre presente.
Ma il fenomeno è troppo generalizzato e si potrebbe spiegare solo se tutti i giocatori abbiano cominciato a doparsi assumendo una sostanza in grado di sfuggire ai controlli.


NESSUNA PAURA DEGLI STRIKEOUT
Un'altra spiegazione potrebbe essere che, dopo l’avvento della Sabermetrica, i giocatori considerano relativamente la media battuta e quindi non temono, come si faceva un tempo, gli strikeout.
Quindi tendenzialmente vanno al piatto e sparano al massimo.
La conseguenza quindi è una maggiore propensione a girare la mazza per buttare la pallina più lontano possibile.
Che d’altra parte è un rimedio contro i defensive shift.
Negli ultimi anni inoltre sono aumentate le fly ball che diventano HR.


POWER PITCHERS
Il volo fuori dal campo delle palline dipende anche dalla velocità impressa dal lanciatore.
Quindi il fenomeno crescente dei power pitcher può in parte spiegare l’aumento di fuoricampo.

Josh Donaldson: "La velocità media di una fastball sei o sette stagioni fa era 91 mph. Oggi invece è 93. Se la velocità è maggiore e colpisci la palla bene andrà più lontano. Questa è scienza"

Ma l’ossessione per la velocità a discapito del controllo, se da un lato produce molti strikeout, dall’altro può portare a meno accuratezza e quindi più HR.

Stephen Vogt: "La cutter è un grande lancio e sono in molti che la tirano. Ma se la cutter non gira al momento giusto è veramente un buon lancio da buttare fuori"


AVANZAMENTO DELLE BARRIERE IN ALCUNI BALLPARK
L’altra ipotesi da scartare è l’avanzamento delle barriere in alcuni stadi come il Petco Park, il Citi Field o il Marlins Park, che chiaramente potrebbero aver favorito l’aumento del numero di HR, ma si tratta di singoli casi che da soli non riescono a spiegare a livello numerico l’intero fenomeno in atto.
Ballpark Hitter Friendly e Pitcher's Ballpark: Park Factor 


LA TEMPERATURA TROPPO ALTA
Alan Nathan, professore di fisica all’Università dell’Illinois ha dimostrato che esiste una correlazione tra l’aumento della temperatura e il volo della pallina.
Un grado Fahrenheit in più, secondo Nathan, si traduce in un +0,6% HR.
Se è vero che il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre, l’aumento % degli HR (+17,3% tra ’14 e ’15) rimane comunque inspiegabile.
Coors Field: Home Run ed Umidificatori (Colorado Rockies)
L'Influenza Del Vento e Del Clima Nel Baseball: La Windy City
I Tampa Bay Rays e Il Tropicana Field (Problematiche e Grand Rules)


PALLINE
Un altro motivo potrebbe essere l'introduzione, all’insaputa di tutti, di palline più performanti capaci di generare più fuoricampo.
C’è uno studio condotto da FiveThirtyEight, il blog fondato da Nate Silver, che ha provato ad addebitare la crescita esponenziale degli HR proprio alle palline.
Sebbene le analisi di laboratorio sul coefficiente di restituzione tra differenti tipi palline (uno dei fattori che se variato potrebbe spiegare la capacità di percorrere maggiori distanze) non abbiano mostrato risultati soddisfacenti, l’unica spiegazione plausibile, secondo gli autori di FiveThirtyEight, potrebbe risiedere nel processo di costruzione.
Un’ipotesi che sarebbe confermata dal timing con cui l’esplosione degli HR è avvenuta, ovvero dopo l’All Star Break 2015, quando cioè le squadre si assicurano la fornitura di palline per la seconda parte della stagione.
A rinforzare questa tesi ci sarebbero delle discrepanze nel numero degli HR tra Majors e Minors, la cui forbice si sarebbe allargata proprio a partire dal 2015, e che potrebbe dipendere dalle palline, se è vero che quelle delle Majors sono prodotte in Costa Rica mentre quelle delle Minors arrivano dalla Cina.



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giovedì 9 marzo 2017

Il Mitchell Report e Il Doping In MLB: Lista Giocatori Coinvolti (2007)

Nelle 409 pagine del "Mitchell Report" (redatto dall'ex senatore USA uscito nel 2007 ed inerente il Doping in MLB (PED=Performance Enhancing Drug) vennero fatti un'ottantina di nomi.
In realtà il vaso di pandora venne scoperchiato nel 2005 quando Josè Canseco (ex giocatore degli Oakland Athletics) ed MVP dell'American League nel 1988 ammise l'utilizzo di steroidi anabolizzanti (assieme a Jorge Delgado, Damaso Moreno e Manuel Collado) in una autobiografia chiamata: "Juiced: Wild Times, Rampant 'Roids, Smash Hits & How Baseball Got Big".
Canseco scrisse che l'85% dei più forti giocatori di Baseball ha fatto uso di doping.
Nel libro, fece il nome di ex compagni di squadra come Mark McGwire, Jason Giambi, Rafael Palmeiro, Iván Rodríguez e Juan González.
Scrisse inoltre di aver personalmente iniettato steroidi a McGwire e che aveva anche visto quest'ultimo farlo reciprocamente con Jason Giambi.
Non solo, ma nel 1992 quando era con i Teaxs Rangers, Canseco aveva anche fatto conoscere le sostanze anabolizzanti a Palmeiro, Rodriguez e Juan Gonzalez.
Canseco si era definito come una sorta di "padrino del doping" sostenendo che "da solo aveva cambiato il gioco del Baseball portando alla ribalta gli steroidi".
Nel 2008 lo stesso Canseco pubblicò il seguito del suo libro, intitolato Vindicated, in cui continuò a parlare dell'uso di steroidi nel Baseball.
Infatti dopo aver esaminato il report, Canseco che compare 105 volte, più di Bonds (103) o Clemens (82) ed il suo avvocato rimasero delusi dall'assenza di alcuni nomi come Rafael Palmeiro e Ivan Rodriguez.
"Tutto quello che posso dire è che il rapporto Mitchell è incompleto"

A luglio, Canseco aveva detto all'emittente WEEI di Boston di avere altro materiale su Rodriguez, che aveva definito come un 'ipocrita.
Un altro tema affrontato nel libro di Canseco sarà di come il suo ex-compagno di squadra Mark McGwire chiese l'immunità prima di comparire davanti al Congresso nel 2005.
Ai tempi molti giocatori negarono, inoltre nessuno della MLBPA, l'associazione dei giocatori, ha contribuito ha scoperchiare in modo oggettivo il vaso di pandora.


HALL OF FAME
Cosa si farà con la Hall Of Fame quando arriverà  il momento dell'elezione di Bonds o di Clemens?
Il punto è che sappiamo che ce ne sono stati tantissimi altri, ma solo alcuni sono stati sfortunati e quindi beccati.
Punirli o guardare al futuro facendo valere l'assunto "non colpevoli sino a prova contraria"?
O comunque "puliti perchè valgono le regole del tempo quindi i controlli in vigore all'epoca e non post-datati".
Al di là di ciò, tantissimi sono stati beccati ma non possiamo dire che gli scagionati siano innocenti.
Una conclusione indiretta del Mitchell Report è che i giocatori sempre rotti e che perdono efficacia da un giorno all'altro possano essere ex-utilizzatori di prodotti dopanti (specie per guarire dagli infortuni).
E' il caso di Donnelly e Gagne.
Va comunque considerato che sino ad un 12/13 anni fa il doping era legale (come accennato sul caso Guillen).
Sino ai primi anni del 2000 non c'era un test per l'HGH.
Il THG è diventato illegale solo nel 2004 e gli steroidi anabolizzanti pochi anni prima.
I test non ci sono stati fino al 2004 e le sospensioni erano ridicole.


BOSTON RED SOX
Non pare che ci sia stato doping di squadra ma se ai tempi le squadre probabilmente non spingevano a doparsi, è altrettanto vero che non facevano assolutamente nulla per impedirlo.
Si ricordi ad esempio che i Red Sox acquisirono Donnelly e Gagne nonostante avessero forti dubbi sul loro passato.
La loro inefficacia ed i loro infortuni successivi all'acquisizione corroborano i dubbi, e se da una parte in teoria dimostrerebbero come il doping sia cessato una volta arrivati a Boston, dall'altra mostrano anche il menefreghismo della squadra nei confronti delle precedenti abitudini dei giocatori. Ovviamente Boston è un esempio, ma pare che fosse un comportamento diffuso tra le squadre.
I Red Sox, nei confronti dei quali si temeva che Mitchell potesse essere generoso, hanno visto più di 10 giocatori o ex implicati, e sono una delle squadre più toccate.
Prevalentemente questo è anche dovuto al fatto che Radomski lavorasse per i Mets e rifornisse molti clienti sulla costa orientale.


NEW YORK YANKEES
Gli Yankees furono la squadra più colpita in termini di giocatori.
Alcuni quali Sheffield o Giambi, si sono dopati altrove, mentre altri lo hanno fatto tra la fine degli anni '90 e l'inizio di questo millennio.
Se tanti nomi appaiono degli Yankees di quel periodo (come Clemens, Knoblauch, Pettitte), è anche perché una delle fonti principali è stato Brian McNamee, ex preparatore atletico di Toronto e New York Yankees, uno dei principali clienti di Radomski.
Andy Pettitte avrebbe potuto utilizzare l'ormone della crescita in varie situazioni, ma poi l'ha utilizzato solo per recuperare più velocemente dagli infortuni.
Roger Clemens, venne distrutto da 9 pagine dedicate appositamente a lui.
Da allora la sua carriera, in particolare dal passaggio ai Toronto Blue Jays in poi, è sempre stata vista sotto un'altra luce.


BALTIMORE ORIOLES
Un'altra squadra particolarmente colpita fu quella degli Orioles, soprattutto a seguito delle ammissioni di Grimsley, oltre che di Radomski.
Inutile criminalizzare alcune squadre più di altre: tutte sicuramente sapevano, forse nessuna incoraggiava, tutte sicuramente chiudevano entrambi gli occhi.


GIOCATORI COINVOLTI
Chad Allen, Mike Bell, Gary Bennett, Larry Bigbie, Ricky Bones, Kevin Brown, Ken Caminiti, Mark Carreon, Jason Christiansen, Howie Clark, Roger Clemens, Paxton Crawford, Jack Cust, Brendan Donnelly, Chris Donnels, Lenny Dykstra, Matt Franco, Ryan Franklin, Eric Gagne, Jason Grimsley, Jerry Hairston, Phil Hiatt, Matt Herges, Glenallen Hill, Todd Hundley, Ryan Jorgensen, Wally Joyner, Mike Judd, David Justice, Chuck Knoblauch, Tim Laker, Mike Lansing, Paul Lo Duca, Exavier "Nook" Logan, Josias Manzanillo, Cody McKay, Kent Mercker, Bart Miadich, Hal Morris, Daniel Naulty, Denny Neagle, Rafael Palmeiro, Jim Parque, Luis Perez, Andy Pettitte, Adam Piatt, Todd Pratt, Stephen Randolph, Adam Riggs, Brian Roberts, F.P. Santangelo, David Segui, Mike Stanton, Ricky Stone, Miguel Tejada, Derrick Turnbow, Mo Vaughn, Ron Villone, Fernando Vina, Rondell White, Jeff Williams, Todd Williams, Kevin Young e Gregg Zaun.


RIFERIMENTO A SOSTANZE DOPANTI TRAMITE INTERNET
Rick Ankiel, David Bell, Paul Byrd, Jose Canseco, Jay Gibbons, Troy Glaus, Jose Guillen, Darren Holmes, Gary Matthews Jr., John Rocker, Scott Schoeneweis, Ismael Valdez, Matt Williams e Steve Woodard.


SCANDALO BALCO
Marvin Benard, Barry Bonds, Bobby Estalella, Jason Giambi, Jeremy Giambi, Benito Santiago, Gary Sheffield, Randy Velarde.
Per approfondire: Scandalo BALCO e Scandalo Biogenesis



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