Visualizzazioni totali

martedì 30 luglio 2013

La Storia Di Herbert Chapman e Il Sistema (Arsenal)

La prima partita ufficiale come sappiamo fu disputata da Inghilterra e Scozia(1872): gli inglesi si schieravano con l'1-1-8 , gli scozzesi con il 2-2-6, questi erano i classici schemi dell'epoca.
Dopo fu la volta della cosiddetta piramide di Cambridge inventata appunto dal Cambridge e utilizzata anche dal Blackburn che a fine 1800 proprio con questo sorta di 2-3-5 vinse diverse F.A.Cup.


LA RIVOLUZIONE DI CHAPMAN
Chapman arrivò ad Highbury nel 1925 e alla firma del contratto promise che in cinque anni quella mediocre squadra, che non aveva ancora alcun titolo in bacheca, sarebbe diventata una realtà vincente.
Puntuale come le tasse il 26 aprile 1930 arrivò il primo alloro.
Wembley assiste al trionfo dei Gunners nella finale di F.A. Cup contro l'Huddersfield Town, l'ex squadra di Chapman, nella partita che cambiò il verso della storia dell'Arsenal.
Chapman era un uomo proiettato nel futuro, un precursore che rivoluzionò il calcio con nuove idee e nuove tattiche capaci di segnare un'epoca.
Poco prima del suo avvento sulla panchina dell'Arsenal, era stata modificata la regola del fuorigioco in modo da favorire gli attaccanti e incrementare lo spettacolo grazie all'inevitabile aumento delle reti segnate.
Prima del 1925 un giocatore veniva considerato in fuorigioco se fra lui e la linea di porta avversaria non vi erano almeno tre giocatori, da quella stagione il numero scese a due e mettere in fuorigioco gli attaccanti divenne più arduo.
Chapman capì che occorreva rinforzare il reparto arretrato per non venire sepolti di reti dagli avversari.
Con la modifica della regola del fuorigioco bisognava coprire di più la difesa per impedire che gli attaccanti avversari imperversassero.
Nacque così un nuovo modulo chiamato Sistema.
Chapman non venne subito apprezzato, fu definito difensivista, non rifiutando mai di ammettere la necessità di una forte difesa al di sopra di qualsiasi altra cosa, come disse nel 1933: «I miei giocatori e io siamo qui per vincere. E' chiaro che la squadra che segna più reti vince la partita, ma per fare ciò tu hai bisogno che la difesa sia preparata e sveglia. Tutto ciò è elementare, ma è il fondamento base del calcio».
«Puoi anche attaccare per tutta la partita e non è detto che vincerai. Secondo me le occasioni migliori nascono quando ti stai difendendo dagli attacchi avversari e puoi ripartire all'improvviso e velocemente, sorprendendo la difesa altrui impreparata».


MODULO VINCENTE
Il suo modulo, al di là delle modifiche di schieramento accennate, si può riassumere nel tentativo di trasformare la partita in una serie di duelli individuali. In quel caso, chi disponeva dei giocatori migliori avrebbe vinto.
Come promesso, in cinque anni Chapman portò l'Arsenal alla conquista del suo primo trofeo: la F.A. Cup del 1930.
Da realtà perdente i Gunners divennero in breve la squadra più forte e più ricca di tifosi nel mondo. Chapman riuscì a portare finalmente una squadra londinese alla conquista del campionato (1931), diventando il secondo allenatore inglese dopo Tom Watson (Sunderland 1892, 1893, 1895 e Liverpool 1901) a vincere con squadre diverse, prima di Brian Clough (Derby County 1972 e Nottingham Forest 1978) e Kenny Dalglish (Liverpool 1986, 1988, 1990 e Blackburn 1995).
Un privilegio di pochi, come si vede, nella storia del calcio inglese.
Oltre ad essere stato uno dei migliori allenatori della storia Chapman è stato un formidabile innovatore. Rivoluzionò il modo di allenarsi e di giocare, era un fine psicologo, riusciva sempre a trovare le parole giuste per motivare i suoi giocatori promuovendo settimanali incontri individuali con loro, e imponeva una ferrea disciplina con metodi autoritari.
La sua mente era proiettata in avanti per migliorare il calcio, non solo dal punto di vista tecnico e tattico: il 25 agosto 1928 l'Arsenal fu la prima squadra a giocare con i numeri sulle maglie, contro lo Sheffield Wednesday.
La F.A. gli impose di usare casacche tradizionali, ma Chapman si prese una piccola rivincita facendo indossare le maglie numerate alla squadra riserve.
Propose di costruire impianti di illuminazione negli stadi per poter giocare partite notturne (allora anche le partite infrasettimanali, nei giorni lavorativi, si giocavano alle 15 con evidenti perdite ai botteghini), ma anche ciò non gli venne mai permesso.
Suggerì di disegnare, dieci anni prima della sua effettiva adozione, il semicerchio a ridosso dell'area di rigore per delimitare la distanza a cui dovevano attenersi i giocatori prima della battuta del penalty. Riuscì a convincere le autorità cittadine a cambiare il nome della fermata di Gillespie Road della metropolitana londinese, linea Piccadilly, in "Arsenal" come ulteriore lancio pubblicitario per la sua squadra e richiamo per tifosi e turisti, visto che i Gunners erano la squadra più famosa d'Europa.
Tutto questo era Herbert Chapman, non solo un semplice genio della panchina, ma anche un personaggio nettamente avanti rispetto ai suoi tempi.


T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

mercoledì 24 luglio 2013

I Dopati Del Tour 1998: Risultati Dell'Antidoping

Il primo nome a essere svelato è stato quello del francese Laurent Jalabert.
Il Tour de France non era ancora inziato e le prime indiscrezioni circa il rapporto della Commissione del Senato francese ebbero l’effetto di una enorme ombra sulla Grande Boucle del centenario.
Non tanto perché veniva annunciata la pubblicazione della lista dei ciclisti positivi all’Epo su campioni di sangue risalenti al 1998, bensì perché la notizia sarebbe arrivata il 18 luglio, giorno dell’Alpe d’Huez.
Il sindacato dei ciclisti riuscì a far slittare la pubblicazione, che è avvenuta oggi durante una conferenza stampa.
E ha confermato tutte le indiscrezioni della vigilia.

Ecco la lista:
Marco Pantani (Ita)
Mario Cipollini (Ita)
Antrea Tafi (Ita)
Fabio Sacchi (Ita)
Nicola Minali (Ita)
Eddy Mazzoleni (Ita)
Ermanno Brignoli (Ita)
Alain Turicchia (Ita)
Giuseppe Calcaterra (Ita)
Stefano Zanini (Ita)
Jan Ullrich (Ger)
Erik Zabel (Ger)
Jens Heppner (Ger)
Bobby Julich (USA)
Kevin Livingston (USA)
Abraham Olano (Spa)
Manuel Beltran Martinez (Spa)
Marcos Serrano (Spa)
Jacky Durand(Fra)
Laurent Desbiens (Fra)
Laurent Jalabert (Fra)
Frederic Moncassin (Fra)
Pascal Chanteur (Fra)
Stephane Barthe (Fra)
Jeroen Blijlevens (Ola)
Axel Merckx (Bel)
Bo Hamburger (Dan)
Stuart O'Grady(Aus)
Roland Meier(Svi)


Le analisi sono state fatte sui campioni di EPO B ricombinante.
Oltre l'80% viene considerato doping(il massimo è il 100%).
I dati sono presi dal documento di 800 pagine del Senato Francese che potete trovare qui:
http://www.senat.fr/rap/r12-782-2/r12-782-21.pdf


1) Tappe di alta montagna/crono

Pantani 95,6% (Plateau De Beille)
Pantani 95.8% (Les Deux Alpes)
Pantani 97.9% (Albertville)

Ullrich 95.5% (Cap D'Agde)
Ullrich 89.1% (Les Deux Alpes)
Ullrich 99.9% (Crono Finale)

Olano 100% (Crono Finale)

L.Jalabert 94.8% (Plateau De Beille)

Livingston 93.9% (Carpentas)

Beltran 93.6% (Plateau De Beille)

Serrano 90.5%




2) Tappe velocisti/media montagna

Cipollini 98.8%

Durand 97.4%

Hamburger 96.9%

Blijlevens 92.6%

Tafi 90.7%

Heppner 88.3%

Bolts 86.8%

Zabel 84.1%

Calcaterra 83.1%




3) Non dopati(almeno quel giorno)

Zabel 73.3%

O'Grady 61.3%

Svorada 35.4%

Den Bakker 25.9%

O'Grady 22.9%

McEwen 17.6%


T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

lunedì 15 luglio 2013

Chris Froome Dopato?

Una superiorità schiacciante quella di Chris Froome, al Tour De France 2013, una supremazia a tratti imbarazzante che fa storcere il naso a chi segue le vicende del ciclismo e chi ne conosce i travagliatissimi ultimi 20 anni, quelli cominciati con lo scandalo Festina e proseguiti fino alla cancellazione dei sette Tour de France vinti da Lance Armstrong.
Passando per le confessioni di Riis, Ullrich e i vari scandali che hanno riguardo Marco Pantani(ad esempio l'inchiesta del Senato Francese che accertò l'uso di EPO nel Tour De France 1998).
Chi nel vedere le azioni di Froome e della Sky non ha subito ripensato ai vecchi tempi di Lance e della sua US Postal?
Dopo lo scatto con cui Froome sul Ventoux ha lasciato sul posto Alberto Contador, si è scritto e letto di tutto, paragonando la performance di Froome a quelle di Lance Armstrong.
Tuttavia un’analisi dei dati numerici, però, getta acqua sul fuoco di molte delle frasi a effetto che hanno paragonato l’ascesa di Froome a quelle di Pantani e di Armstrong.
Il Ventoux è lungo 21 km, secondo i cronometraggi effettuati sugli ultimi 15.65 km di gara Froome ha coperto i 1368 metri della salita finale in 47 minuti e 40 secondi a una media di 19,7 km/h.
Froome ha fatto registrare una VAM di 1722 m/h, una prestazione eccezionale ma non ai livelli di Armstrong nè degli altri corridori poi scopertosi dopati(Pantani, Riis, Contador e compagnia).



CONFRONTI CON IL PASSATO(VAM)
Come detto Froome ha fatto registrare una VAM di 1722 m/h.
Lance Armstrong, nei suoi anni di supremazia al Tour de France era solito superare questo muro, così come Marco Pantani nelle sue scalate record(Alpe d’Huez al Tour del 1997).
Alberto Contador nella tappa di Verbier al Tour de France 2009 arrivò a 1865 m/h, Bjarne Riis a Hautacam superò i 1840 m/h.
Pantani nel 1995 e nel 1997 all’Alpe d’Huez scalò con una VAM di circa 1820 m/h, Lance Armstrong nella cronoscalata dell’Alpe d’Huez del 2004 arrivò a sfiorare i 1790 m/h.
Sono cifre altissime, come è incredibile scoprire che il gruppo dei migliori, non il singolo ciclista ma il gruppo dei migliori transitò sul Col de Marie Blanque nel 2007 con una VAM di 1760, quindi tutto il plotone andò più forte di quanto è andato ieri Froome nel finale di ieri.



LE ASCESE PIU' VELOCI SUL VENTOUX DURANTE LA TAPPA(ULTIMI 15 KM e 65)
1. Marco Pantani 46 minuti (1994)
2. Christopher Froome 47 minuti e 40 secondi (2013)
3. Lance Armstrong 48 minuti e 33 secondi (2005)
4. Alberto Contador/Andy Schleck 48 minuti e 57 secondi (2009)
5. Lance Armstrong/Marco Pantani 48 minuti e 59 secondi (2000)



LE ASCESE PIU' VELOCI SUL VENTOUX COMPRESE LE CRONOSCALATE(21 KM e 50)
1.  2004: 55:51 Iban Mayo 23.10 km/h
2.  2004: 56:26 Tyler Hamilton 22.86 km/h
3.  1999: 56:50 Jonathan Vaughters 22.70 km/h
4.  2004: 56:54 Oscar Sevilla 22.67 km/h
5.  1999: 57:33 Alexander Vinokourov 22.42 km/h
6.  1994: 57:34 Marco Pantani 22.41 km/h
7.  1999: 57:34 Vladimir Belli 22.41 km/h
8.  2004: 57:39 Juan Miguel Mercado 22.38 km/h
9.  1999: 57:42 Joseba Beloki 22.36 km/h
10. 2004: 57:49 Lance Armstrong 22.31 km/h
11. 1999: 57:52 Lance Armstrong 22.29 km/h
12. 2004: 58:14 Inigo Landaluze 22.15 km/h
13. 1999: 58:15 Kevin Livingston 22.15 km/h
14. 1999: 58:31 David Moncoutie 22.05 km/h
15. 2004: 58:35 José Enrique Gutierrez 22.02 km/h
16. 2009: 58:45 Andy Schleck 21.96 km/h
17. 2009: 58:45 Alberto Contador 21.96 km/h
18. 2009: 58:48 Lance Armstrong 21.94 km/h
19. 2009: 58:50 Fränk Schleck 21.93 km/h
20. 1999: 58:51 Unai Osa 21.92 km/h
21. 2009: 58:53 Roman Kreuziger 21.91 km/h
22. 2002: 59:00 Lance Armstrong 21.86 km/h
23. 2013: 59:00 Chris Froome 21.86 km/h
24. 1994: 59:02 Richard Virenque 21.85 km/h
25. 1994: 59:02 Armand De Las Cuevas 21.85 km/h
26. 1994: 59:02 Luc Leblanc 21.85 km/h
27. 1994: 59:02 Miguel Indurain 21.85 km/h
28. 1994: 59:02 Roberto Conti 21.85 km/h
29. 2009: 59:03 Franco Pellizotti 21.85 km/h
30. 2000: 59:05 Marco Pantani 21.83 km/h
31. 2000: 59:05 Lance Armstrong 21.83 km/h
32. 2009: 59:05 Vincenzo Nibali 21.83 km/h
33. 1994: 59:07 Pascal Lino 21.82 km/h
34. 1999: 59:08 Tyler Hamilton 21.82 km/h
35. 1999: 59:08 Roberto Laiseka 21.82 km/h
36. 2009: 59:10 Bradley Wiggins 21.80 km/h
37. 2004: 59:12 Levi Leipheimer 21.79 km/h
38. 2004: 59:24 Michael Rasmussen 21.72 km/h
39. 2004: 59:27 Stéphane Goubert 21.70 km/h
40. 2013: 59:29 Nairo Quintana 21.69 km/h
41. 2000: 59:30 Joseba Beloki 21.68 km/h
42. 2000: 59:34 Jan Ullrich 21.66 km/h
43. 1999: 59:35 Del Olmo 21.65 km/h
44. 1999: 59:43 Kurt van de Wouwer 21.60 km/h
45. 2009: 59:46 Jurgen Van Den Broeck 21.58 km/h
46. 2004: 59:47 Oscar Pereiro 21.58 km/h
47. 2006: 59:47 Denis Menchov 21.58 km/h
48. 2006: 59:47 Christophe Moreau 21.58 km/h
49. 2009: 59:49 Andreas Klöden 21.57 km/h
50. 2004: 59:50 David Moncoutie 21.56 km/h


Considerando solo la prima classifica quindi il Ventoux come arrivo di tappa(ed escludendo le cronoscalate)e solamente gli ultimi 15 km e 65 il tempo di Froome è ovviamente notevole ma poco attendibile e spiego anche i motivi(poco attendibile, così come lo sono quelli di Pantani, di Armstrong, etc).
Infatti l'unico parametro obbiettivo per fare confronti di questo tipo sono le cronoscalate, dal momento che si va a tutta dal km zero(ovvero dalla partenza).
Invece quando la salita viene affrontata come arrivo di tappa, magari nei primi 9/10 km si sta a ruota quindi si va più piano rispetto a quanto si andrebbe in una cronoscalata.
Non sorprende infatti che i migliori tempi(sui 21 km) siano detenuti da Mayo o Hamilton che fecero meglio di Armstrong e Pantani.
Fecero meglio perchè presero la salita a tutta dall'inizio alla fine.
Cosa che probabilmente non fece Armstrong che partì ad esempio a 7 km dal traguardo.
Dunque è sbagliato prendere come raffronto i tempi.

Poi ci sono altri fattori che rendono il confronto poco attendibile:
1) Le condizioni meteoreologiche diverse
2) I km percorsi nella tappa
3) La fatica accumulata nella stessa tappa(GP della montagna e quant altro)
4) La fatica accumulata nelle settimane precedenti
5) Appunto il km in cui inizia lo scatto


CONCLUSIONI
Ovviamente la mano sul fuoco non la si può mettere su nessuno.
Froome è andato fortissimo e lo scatto con cui ha lasciato sul posto Contador è stato qualcosa di fantascientifico MA:
1) Prima del Ventoux le difficoltà altimetriche erano assenti
2) Tour sino al 14 Luglio molto semplice(Ax 3, insieme al Ventoux, unica vera salita)
3) Soffiava un forte vento a favore
4) Sui tempi ho detto tutto
5) Sulla VAM idem ed aggiungo che il valore fatto registrare da Froome su Ax 3 era simile a quello di Nibali sulle Tre Cime di Lavaredo

Non è dopato? A questa domanda non si può rispondere, la cosa certa è che i tempi dicono poco o nulla.


T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

domenica 30 giugno 2013

Pantani, l'Ematocrito e l'EPO (Tour 1998 e Carriera)

Effettivamente Pantani non venne trovato positivo a Madonna di Campiglio 1999.
Ma all'epoca nessuno veniva trovato positivo all'EPO.
Perchè? Perchè ai tempi l'EPO non poteva essere rilevato ai controlli antidoping(sarà possibile solo negli anni seguenti).
Le regole UCI erano chiare: c'era questa soglia(50%) superata la quale eri fuori, senza "se" e senza "ma".
Era un valore d' "ufficio", nel senso che i medici non potendo rilevare l'EPO ai controlli (tutti già sapevano l'esistenza di questa miracolosa sostanza dopante) avevano fissato questa soglia, sapendo che in condizioni normali per un atleta era abbastanza difficile superare questo limite (a patto, appunto, di non usare sostanze dopanti).
Al di là del numerino in sè, la cosa importante erano appunto le variazioni dell'ematocrito stesso.
Variazioni del 10% / 15% che non erano spiegabili naturalmente, se non subendo un trattamento di EPO.
Come si capisce dal database Dlab di Conconi, Pantani nei primi anni 90 (come molti altri atleti italiani e pure qualche straniero, tipo Indurain) subì trattamenti a base di EPO.
Generalmente il suo ematocrito era sul 44% con balzi del 55% sino a giungere ad oltre il 60% in prossimità delle corse (ad esempio Milano-Torino del 1995 ma non solo).
A Madonna di Campiglio leggendo i suoi incredibili valori: 490 Watt (di Standard Power) e 7.32 Watts/kg (valori simili, anzi superiori, alla tristemente famosa scalata di Riis sull'Hautacam nel 1996 quando corse con un ematocrito del 65%) mi vien da pensare che l'ematocrito di Pantani era ben superiore al 50%.
All'epoca la Mercatone Uno (squadra di Pantani) usava delle centrifughe che permettevano di misurare l'ematocrito la sera prima dei controlli a "sorpresa" (lo so, la cosa fa abbastanza ridere).
Probabilmente a Pantani la "ripulitura" del sangue non riuscì, anzi riuscì solo in parte, per questo non ce la fece a "rientrare" sotto la soglia del 50%.
Qui la storia completa: Pantani e Il Doping (Carriera)


CONCLUSIONI FINALI
Come avrebbe potuto essere trovato positivo, se ai tempi l'EPO era "invisibile" ai controlli?
L'agenzia antidoping francese nel 2004, si prese la briga di rianalizzare i campioni di 60 corridori iscritti al Tour del 1998(quello del famoso scandalo Festina e vinto appunto da Pantani).
Ebbene 44 su 60 risultarono positivi all'EPO.
Il primo nome ad essere uscito fu quello di Laurent Jalabert.
Altri corridori positivi all'EPO che uscirono nei giorni seguenti: Zabel, Ullrich ed appunto Pantani.

T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

L'EPO Nel Ciclismo: Ematocrito e Test Antidoping (Storia)

Come è noto i globuli rossi trasportano l'ossigeno ai tessuti e negli sport di resistenza, ad esempio ciclismo, sci di fondo ecc., le richieste di ossigeno sono molto elevate.
Da tempo, pertanto, sono state indagate strategie per aumentare la produzione dei globuli rossi in modo da migliorare la performance sportiva,
La più recente strategia è basata sul ruolo dell'eritropoietina (EPO) nello stimolare il midollo osseo a produrre globuli rossi.
Come doping si usa l' EPO ricombinante umana (rHuEPO) e sostanze affini.
L'EPO ha una vita relativamente breve nell'organismo mentre il suo effetto stimolante può durare fino a due settimane.

Di EPO si sente molto parlare anche in ambito sportivo, dal momento che si tratta di una sostanza prodotta dal nostro corpo e che viene impiegata per curare anemie, soprattutto in pazienti con patologie renali o tumorali. L'aumento da eritropoietina della concentrazione dei globuli rossi nel sangue circolante si contrappone all'adattamento che l'allenamento provoca nell'atleta e che consiste in una "emodiluizione" ossia in un relativo aumento della parte liquida del sangue (plasma) nei confronti di quella corpuscolata (globuli rossi). In realtà in molti atleti si dovrebbe verificare se l'ematocrito basso è un effetto derivante dell'emodiluizione o di un relativamente basso numero di globuli rossi (come spesso avviene). 
All'aumentare dell'ematocrito e/o della durata del trattamento gli effetti collaterali dell'eritropoietina sono:
  
1) Tendenza alla trombofilia, indipendente dal valore di ematocrito. 
Anche con ematocrito basso si potrebbero verificare dei trombi. 
2) Tendenza alla trombofilia, dipendente dal valore dell'ematocrito.
3) Potenziale incremento delle resistenze vascolari nelle zone profonde del cervello, con possibile invecchiamento precoce delle strutture.
4) Ipertensione arteriosa, con conseguente sclerosi vascolare, accresciuto rischio di infarto cardiaco ed encefalopatia ipertensiva.
5) Convulsioni.
  

SOGLIA A RISCHIO: 50%
L'UCI nel 1997 stabilì un limite.
Cioè un dato numerico che indichi il reale pericolo. 
In altri termini, poiché è fissato un limite di ematocrito a 50, può bastare questo limite (a prescindere che si assuma o meno l'EPO) a preservare la salute dell'atleta? 
Il problema di fondo è che fissando un valore di soglia si dà per scontato che l'assunzione di EPO non provochi problemi quando si resta sotto questo valore.
Il discorso sulle patologie soprariportate è ovviamente corretto se l'atleta passa da 43 a 60 di ematocrito, ma se si passa da 46 a 48? Per esempio, con un innalzamento da 43 a 60 la pressione arteriosa potrebbe schizzare da 100 a 180 con gravi danni alla salute, ma con un innalzamento da 46 a 48 passerebbe da 120 a 125 con danno probabilmente minimo. È cioè necessario che siano scientificamente provati danni da piccoli incrementi per disincentivare chi utilizza l'EPO ai limiti del consentito per averne un vantaggio che, se ininfluente in assoluto, diventa significativo a livelli d'élite in cui pochi secondi possono far passare dal primo posto all'esclusione dal podio.


EPO NEL SANGUE
Un vecchio studio franco-canadese (1996) mostra che la presenza dell'eritropoietina esogena è rilevabile fino a 7 giorni dall'ultima assunzione nel sangue e fino a 4 giorni nelle urine. 
I benefici permangono invece più a lungo (secondo il salto di ematocrito che ha generato). 


NUOVI TEST PER RILEVARE L'EPO
Nel 2000, un'equipe del laboratorio francese di Chatenay-Malabry e diretta da Jacques De Ceaurriz ha proposto un particolare metodo di rilevazione dell'EPO attraverso le urine (lo studio fu pubblicato l'8 giugno 2000 sul mensile inglese "Nature"). 
Il metodo si basa sull'analisi delle varie forme dell'eritropoietina (con proprietà elettriche diverse) che consente di evidenziare quella naturale da quella ricombinante. Anche in questo caso resta il problema della rapida scomparsa dalle urine dell'EPO. 
Negli ultimi anni non sono stati fatti passi avanti particolarmente significativi relativamente ai test per l'EPO, tant'è che la WADA ha tentato una nuova strada: l'introduzione del passaporto biologico, una tecnica antidoping che consiste nel tracciare nel tempo i parametri ematici degli atleti. Questa tecnica (peraltro costosa e complessa da gestire) è una tecnica indiretta; attraverso il passaporto biologico non si rileva infatti la presenza di una sostanza dopante, ma si individuano le anomalie che tali sostanze inducono nell'organismo; ciò dovrebbe rivelare un'eventuale assunzione di sostanze proibite sia sul breve che nel medio e lungo termine. 


T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

martedì 25 giugno 2013

Scandalo Doping Festina (Tour De France 1998)

Lo scandalo Festina esplose pochi giorni prima del via del Tour de France 1998.
La squadra ciclistica francese, sponsorizzata dalla ditta di orologi, venne estromessa dalla Grande Boucle di quell'anno, vinta poi Marco Pantani.
Il motivo che portò all'esclusione riguarda il "doping di squadra", ovvero non semplicemente doping di singoli atleti all'interno di una formazione ma sostanze proibite somministrate sistematicamente dai medici del team a tutti i ciclisti in corsa.
Dunque lo scandalo Festina 98 fece tanto scalpore perché coinvolse una squadra intera compresa di direttori sportivi, massaggiatori e medici. Fu uno dei rarissimi casi di doping in cui nessun corridore venne trovato positivo ad un controllo ma un’intera squadra venne cacciata via dalla corsa ciclistica per eccellenza, il Tour de France.


L'INIZIO
L’8 luglio 1998 fu l’inizio della fine per una delle squadra professionistiche più forti dell'epocao: all’alba di quel giorno, Willy Voet, massaggiatore della Festina, fu fermato alla dogana svizzera con in macchina una quantità spropositata di sostanze dopanti: 234 dosi di Epo, 80 flaconi di Gh (ormone della crescita), 160 capsule di ormoni maschili e di testosterone, 60 di Asaflow (un farmaco che fluidifica il sangue). La procura francese aprì subito un’inchiesta, Voet venne interrogato per ore: di fronte a prove evidentissime, non solo non negò ma chiamò in causa il direttore sportivo Roussel e il medico della squadra Erik Ryckaert.
I viaggi di Voet erano su commissione, i "mandanti" erano Roussel e Ryckaert.


GLI ARRESTI
Alla Gran Boucle fu il caos.
I fermi vennero trasformati in arresti e, per la prima volta nella storia del ciclismo, l’UCI inflisse a Roussel una sospensione a tempo indeterminato dalle sue funzioni di direttore sportivo.
Non era mai successo. In quella squadra c’erano corridori come Zulle, Brochard e il capitano, Richard Virenque. Loro dichiararono fino all’ultimo di voler continuare la corsa, appellandosi al fatto che non c’era nessuna positività effettiva dei corridori, al di là delle dichiarazioni scottanti di Voet e compagnia.
Si parlò addirittura di uno sciopero dei corridori.
Jean Marie Leblanc, a quel punto, per evitare proteste, decise per la sospensione dell’intera squadra.


LE CONFESSIONI
Quale fu il bollettino di guerra?
Laurent Brochard, il campione del mondo su strada del 1997, alla Festina dal 1995 al 1999, ammise l’uso di sostanze dopanti e fu squalificato per 4 mesi.
Alex Zülle, campione del mondo a cronometro nel 1996 e vincitore di due Vuelte, arrivato alla Festina proprio nel 1998, confessò le pratiche di doping “di squadra” e fu fermato per 9 mesi.
L’ultimo ad arrendersi fu Richard Virenque: il sette volte vincitore della maglia a pois al Tour si dichiarò estraneo ai fatti con tanto di lacrime in diretta tv, scrisse un libro per raccontare la sua verità (e la sua innocenza), ma, nel 2000, crollò inesorabilmente e venne squalificato per un anno.


VOET RACCONTA COME ELUDEVANO I CONTROLLI
Secondo il racconto di Voet, che è stato rinchiuso a lungo in carcere, le due ruote sono prigioniere da tempo delle pratiche dopanti e della cultura della scorciatoia. Così ad esempio cita gli stratategemmi adottati dai ciclisti per eludere i controlli delle urine. Dal vecchio sistema della peretta nascosta sotto al braccio (svelata da Pollentier nel 1978, quando il maldestro belga fu scoperto al Tour), alla provetta nascosta nel braccio ingessato, a quella appesa alla schiena, per non parlare della cannula infilata nell'ano e contenente un preservativo gonfio di urina "pulita".
Un campionario intero di modi per eludere i controlli a sorteggio di fine gara.
Ma ancora più accurati e collaudati i mezzi per gestire i corridori a cui forniva le sostanze.
Così con le perfusioni di sodio, preparati a base di acqua che servono per fra diminuire il tasso di ematocrito nel sangue, cioè la quantità di globuli rossi.
Voet ha raccontato che li faceva avere ai ciclisti avvolte in tovaglioli e cosi venivano tenute pronte sotto ai letti di albergo. In caso di emergenza, leggi controlli improvvisi, potevano essere appese ad un chiodo (al posto dei quadri) e così utilizzate come flebo per smaltire l'ematocrito troppo alto per le soglie stabilite dall'UCI.
Già nel ‘97 inoltre, rivela ancora Voet, i due terzi dei ciclisti possedeva la "lavatrice" che serve ad isolare i globuli bianchi da quelli rossi e controllare così il tasso: un'operazione semplice e rapida resa possibile da quell'apparecchio che gli atleti hanno comprato per corrispondenza e in modo anonimo, facendo l'acquisto spesso a nome della moglie o di un parente.
Ancora più inquietante il particolare del cosiddetto "barattolo belga", un cocktail di sostanze e farmaci. Una specie di intruglio che somministrato in dosi da pochi millilitri assicura un propellente energetico enorme. È composto infatti da analgesici, anfetamine, caffeina, cocaina, eroina e spesso corticoidi. Voet, sul cortisone, denuncia un inquietante verità.
E cioè che quello somministrato ai corridori con un'intramuscolo (iniezione serale, verso le 22) non è rilevabile nel controllo delle urine, mentre in quello ematico è difficile dimostrare che sia di natura esogena perchè viene prodotto in modo naturale dai surreni.
Il prodotto che impiegava Voet già nel 1997 era il Kenacort, assunto in dosi da 10 milligrammi. Insomma, una vera e propria scienza parallela dell'illecito e della scorciatoia che secondo Voet impera da tempo e tutt'ora nel mondo delle due ruote. "I corridori sanno, sanno tutto" ha scritto tra l'altro. "Quando penso che ancora oggi, dopo un controllo positivo, continuano a giurare sulla testa di loro madre che sono stati dopati a loro insaputa".


MA COSA SUCCESSE IN QUEL TOUR?
Rischiò di non arrivare a Parigi. Soste, proteste e abbandoni costringono la giuria ad annullare tappe.
Sul traguardo di Aix Les Bains, al termine dell'ultima tappa alpina, si presentò un gruppo di corridori dilaniati dai dubbi, incerti se continuare a faticare fino a Parigi o fare le valigie come Jalabert e tutta la Once, gli spagnoli della Banesto e i superstiti della Riso Scotti.
I commentatori della Tv francese definirono "surreale" questa interminabile giornata, cominciata con i controlli di sei corridori della Tvm martedi notte e finita il giorno successivo a tarda ora con la perquisizione degli alberghi che ospitavano Once, Casino, Polti, Francaais des Jeux e di tutti i mezzi delle quattro squadre.
Proprio i metodi riservati dai 20 gendarmi provenienti da Reims ai corridori della Tvm (prelevati in albergo durante la doccia e i massaggi, trasferiti in ospedale per gli esami del sangue, delle urine e dei capelli, tenuti senza mangiare fino alle 23.50, quando sono stati rilasciati) scatenarono la reazione del gruppo. Dopo aver raccontato ai giornalisti la loro notte a cavallo di due tappe alpine (Blijlevens disse che gli sembrò d'assistere a un brutto film poliziesco di cui era, suo malgrado, l'interprete), i corridori della Tvm misero al corrente della loro brutta esperienza tutti i colleghi.
Outschakov, poco prima della partenza, avvicinò Pantani spiegandogli dettagliatamente l'accaduto.
I corridori prese regolarmente il via, ma impiegarono un'ora per percorrere 24 chilometri e per mettere a punto una strategia comune.
Al chilometro 32 si fermarono staccandosi il numero di gara dalla schiena mandando il danese Bjarne Riis, eletto loro rappresentante e portavoce, a trattare con Leblanc, il direttore del Tour.
Chiaro il segnale lanciato agli organizzatori: togliendosi il numero chiedevano l'annullamento della tappa, ma erano disposti a salvare la corsa e ad arrivare fino a Parigi a patto che la polizia accettasse di trattare i corridori come atleti e non come delinquenti.


I RITIRI
Ma non tutti i concorrenti erano dello stesso avviso: mentre i corridori riprendevano a pedalare in attesa di una risposta al loro ultimatum, Jalabert salì sull'ammiraglia ritirandosi e obbligando i suoi compagni a fare altrettanto.
"In una situazione simile non si può andare avanti, non si può continuare a essere trattati come bestie". Al chilometro 80, dov'era fissato il rifornimento, anche i sei superstiti della Banesto (che già aveva perso per strada i leader Olano e Jimenez) si fermavano, imitati poco dopo dai tre corridori della Riso Scotti. La pedalata dei 116 superstiti in mezzo alla marea di gente che lungo i tre colli previsti sperava di assistere a ben altro spettacolo (ma rari furono gli episodi di contestazione del pubblico), si concluse sul traguardo di Aix Les Bains dove, tenendosi per mano, sfilarono per primi i corridori della Tvm, seguiti dai tre leader delle classifiche: la maglia gialla Pantani, la maglia verde Zabel, la maglia a pois Massi. Tutto finito? Al contrario.
La polizia di Lilla, dopo le rivelazioni dei corridori interrogati a Lione (soprattutto dopo le ammissioni di Zuelle), interrogò anche ex corridori della Festina come Leblanc, Lebreton, Robin e Lino.
Secondo indiscrezioni, Zuelle avrebbe confessato al magistrato che alla Once, tra le cui file aveva corso fino alla stagione precedente, vigeva un sistema di approvvigionamento di prodotti dopanti, con tanto di fondi neri messi a disposizione dei corridori.
In serata Nicolas Terrados, il medico della squadra spagnola (che ha fatto intervenire un membro dell'ambasciata di Francia a Parigi e ha coinvolto il governo attraverso il ministero dello Sport), venne condotto al commissariato per firmare il verbale dell'avvenuta perquisizione.
Sempre in serata l'altra squadra spagnola Vitalicio Seguros, per disposizione giunta al direttore sportivo Minguez, decise di abbandonare il Tour.
Anche la Kelme decise di lasciare, dopo che il team spagnolo rimase vittima del clima di caccia alle streghe di questi giorni.
La mattina successiva, un'ammiraglia che aveva accompagnato a Ginevra un corridore ritirato, venne fermata alla frontiera franco - svizzera e minuziosamente perquisita: alcune pillole vennero sequestrate.
"Semplici aspirine per combattere il mal di testa", spiegò il manager che era al volante e che venne trattenuto per tutta la giornata.
In seguito a tarda sera anche il direttore sportivo della Casino, Lavenu, venne condotto in questura per essere interrogato. Il Tour poi arrivò a Parigi e vide la vittoria di Marco Pantani.



T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

domenica 23 giugno 2013

Pantani Dopato Al Tour 1998?

Secondo quanto riferito da Jean-Pierre Verdy, attuale presidente dell’agenzia francese della lotta al doping, esisterebbe una lista dei corridori trovati positivi al Tour de France nel biennio 1998/1999.
Davanti ad una commissione d’inchiesta volta a fare “il punto circostanziato delle pratiche dopanti e della politica pubblica nell’ambito della lotta al doping”, Verdy ha fatto il nome del vincitore del Tour De France 1998: ovvero Marco Pantani.

Secondo quanto riportato dal settimanale d’Oltralpe “Le Nouvel Observateur”, infatti, sarebbero diversi gli atleti presenti sulla lista fatta sparire misteriosamente dal Ministero dello Sport negli anni scorsi.
Tra gli altri, comparirebbe anche quello di Lance Armstrong, in quanto l’elenco è stato redatto nel 2005, proprio lo stesso anno in cui l’AFLD decise di rianalizzare, mediante nuove tecniche, i campioni delle Grande Boucle vinte dal Pirata e dal texano.
I dati rivelerebbero che ben 44 dei 60 campioni testati, risalenti al 1998, contenevano tracce di EPO.

Trend in discesa ma ugualmente preoccupante quello relativo all’ultima edizione del secondo millennio, con 20 su 54 positivi.
Il periodico rivela come il noto laboratorio di Chatenay-Malabry non fosse a conoscenza dei nomi degli atleti ma esclusivamente dei codici dei campioni, trasmessi in un secondo momento al Ministero.
Verdy ha ammesso di aver avuto modo di vedere la lista ma che gli venne categoricamente impedito di farne una copia prima che questa terminasse nei meandri del Ministero.
Il primo nome ad esser uscito in questi giorni è quello di Laurent Jalabert trovato positivo all'EPO all'undicesima tappa quella che portava a Plateua De Beille.
Il 24 Luglio 2013 verranno resi noti tutti gli altri nomi.



T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)