Lista di libri in italiano sul Football Americano (NFL):
Dove Gli Uomini Diventano Eroi
Football Americano. Guida Completa Per Giocatori Di Ogni Categoria
Football & Texas
I Mastini Di Dallas
Il Professionista
Il Vincente
L'Allenatore
L'Europa Lunga Un Piede: Come Il Football Americano Ha Conquistato Il Vecchio Continente
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
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martedì 1 marzo 2016
Lista Di Libri Sul Football Americano (NFL)
venerdì 26 febbraio 2016
La Storia Di Johnny Manziel: Tra Squalifiche, Foto Scandalistiche ed Alcool
Jonnhy Manziel, detto anche "Johnny Football", è tra i QB più promettenti della NFL.
QB velocissimo nell' evitare sack, molto mobile rendendolo difficilissimo da placcare, cosa che gli permette di tener viva l’azione per molti secondi.
Grazie a questo riesce anche a guadagnare tanto tramite corse.
Giocatore elettrizzante, buon produttore di giocate spettacolari e con un braccio molto potente.
Vinse l'Heisman Trophy nel 2012 e, a livello universitario, si mise in luce con Texas A&M.
L'ACCUSA DEGLI AUTOGRAFI DIETRO COMPENSO
Per lui però, tra feste e gioco d'azzardo, già nel 2013 iniziano i problemi: viene infatti accusato di aver firmato autografi a pagamento e minacciato di essere sospeso da parte della NCAA (denuncia presentata da un broker secondo il quale avrebbe firmato più di 300 autografi dietro il pagamento di un compenso in denaro).
In un video si vedrebbe appunto Manziel firmare caschetti, cappellini, e altro materiale di merchandising, in parte poi finito in vendita su eBay, ma non si nota comunque nessuno passare dei contanti, o proporre un pagamento al giovane QB degli Aggies in cambio delle sue preziose firme.
Rischiò di saltare tutta la stagione ma poi venne scagionato dalle accuse.
Venne tenuto fuori contro Rice University e quando entrò in campo, dopo il primo TD, esultò mimando con il gesto di firmare autografi.
Nello stesso anno comunque fu protagonista di un’ottima stagione, i media (specie ESPN) lo etichettano come tra i giocatori più forti dell'ultimo decennio anche se i suoi problemi fuori dal campo (alcol, multe, sospensioni e feste) fanno storcere il naso alle franchigie NFL.
LA NFL, LE CONTROVERSIE, LE FESTE, LE RISSE E L'ALCOOL
Verrà scelto solo come 22esima scelta dai Cleveland Browns.
Nella prima giornata di pre-season viene multato di $12,000 dalla Commissione Disciplinare della NFL.
La multa viene inflitta al giocatore in seguito al gestaccio dedicato alla difesa dei Washington Redskins durante il terzo quarto della seconda sfida di preseason, una reazione che è stata ripresa dalle testate giornalistiche di mezzo mondo.
Ad ogni modo prima stagione da rookie, una sola partita da titolare (tragica) qualche lampo ma nulla di che, il ragazzo ammette i suoi problemi d’alcolismo ed entra in riabilitazione.
La sua vita fuori dal campo è davvero spericolata: tra foto ubriaco in cui cavalca un cigno con una bottiglia di champagne (in un night ad Austin, Texas) a foto in cabine telefoniche che lo ritraggono alterato da alcool mentre impugna al posto della cornetta del telefono...un mazzetto di dollari.
Senza scordarci delle sue scampagnate a Las Vegas o delle sue assenze dagli allenamenti.
Finisce in una clinica di Reading dove rimane per 73 giorni.
Esce, va a vedere un torneo di golf e litiga con un tifoso scagliandogli una bottiglietta d'acqua addosso.
I Browns stentano ma comunque nel 2015 decidono di dargli un’altra chance, gioca titolare e trascina i Brown al successo contro i Titans di Marcus Mariota, Cleveland però continua a puntare sul veterano Josh McCown (36 anni) ma coach Mike Pettine, viste le difficoltà di McCown, prende la decisione: Manziel titolare fino a fine stagione!
È il suo momento, i Browns perdono sia a Cincinnati che a Pittsburgh ma “Johnny Football” dà segnali importanti e tutto fa presagire ad un finale di stagione in crescita sino a che i demoni di Manziel tornano alla carica.
Torna a casa in Austin e si ubriaca ad un party con tanto di video che lo immortala con una bottiglia in mano mentre rappa.
Qualche settimana prima (12 ottobre) invece aveva rischiato l’arresto per aver picchiato la sua fidanzata.
Più o meno nello stesso periodo era finito nuovamente in riabilitazione per curare definitivamente le sue dipendenze alcoliche.
I Browns non hanno altra scelta: retrocesso a 3° QB della rotazione con la squadra che fino alla fine sarà nelle mani di McCown con la seguente dichiarazione di coach Pettine:
"Sono particolarmente deluso nelle sue azioni e comportamenti perché ha lavorato molto duramente. I miglioramenti rispetto all’anno scorso sono stati enormi ma deve ancora dimostrare costantemente che ha acquisito una buona comprensione di ciò che serve per avere successo nella posizione di QB a questo livello che va ben oltre il campo. Abbiamo intenzione di continuare a sostenerlo in ogni modo possibile, ma a questo punto, abbiamo deciso che è meglio andare con Josh fino alla fine".
Ad inizio 2016, in un residence minaccia di uccidere la sua ragazza e poi di suicidarsi: la polizia apre un'inchiesta.
Intanto i Browns decidono di tagliarlo: sarà free agent il 9 marzo 2016.
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QB velocissimo nell' evitare sack, molto mobile rendendolo difficilissimo da placcare, cosa che gli permette di tener viva l’azione per molti secondi.
Grazie a questo riesce anche a guadagnare tanto tramite corse.
Giocatore elettrizzante, buon produttore di giocate spettacolari e con un braccio molto potente.
Vinse l'Heisman Trophy nel 2012 e, a livello universitario, si mise in luce con Texas A&M.
L'ACCUSA DEGLI AUTOGRAFI DIETRO COMPENSO
Per lui però, tra feste e gioco d'azzardo, già nel 2013 iniziano i problemi: viene infatti accusato di aver firmato autografi a pagamento e minacciato di essere sospeso da parte della NCAA (denuncia presentata da un broker secondo il quale avrebbe firmato più di 300 autografi dietro il pagamento di un compenso in denaro).
In un video si vedrebbe appunto Manziel firmare caschetti, cappellini, e altro materiale di merchandising, in parte poi finito in vendita su eBay, ma non si nota comunque nessuno passare dei contanti, o proporre un pagamento al giovane QB degli Aggies in cambio delle sue preziose firme.
Rischiò di saltare tutta la stagione ma poi venne scagionato dalle accuse.
Venne tenuto fuori contro Rice University e quando entrò in campo, dopo il primo TD, esultò mimando con il gesto di firmare autografi.
Nello stesso anno comunque fu protagonista di un’ottima stagione, i media (specie ESPN) lo etichettano come tra i giocatori più forti dell'ultimo decennio anche se i suoi problemi fuori dal campo (alcol, multe, sospensioni e feste) fanno storcere il naso alle franchigie NFL.
LA NFL, LE CONTROVERSIE, LE FESTE, LE RISSE E L'ALCOOL
Verrà scelto solo come 22esima scelta dai Cleveland Browns.
Nella prima giornata di pre-season viene multato di $12,000 dalla Commissione Disciplinare della NFL.
La multa viene inflitta al giocatore in seguito al gestaccio dedicato alla difesa dei Washington Redskins durante il terzo quarto della seconda sfida di preseason, una reazione che è stata ripresa dalle testate giornalistiche di mezzo mondo.
Ad ogni modo prima stagione da rookie, una sola partita da titolare (tragica) qualche lampo ma nulla di che, il ragazzo ammette i suoi problemi d’alcolismo ed entra in riabilitazione.
La sua vita fuori dal campo è davvero spericolata: tra foto ubriaco in cui cavalca un cigno con una bottiglia di champagne (in un night ad Austin, Texas) a foto in cabine telefoniche che lo ritraggono alterato da alcool mentre impugna al posto della cornetta del telefono...un mazzetto di dollari.
Senza scordarci delle sue scampagnate a Las Vegas o delle sue assenze dagli allenamenti.
Finisce in una clinica di Reading dove rimane per 73 giorni.
Esce, va a vedere un torneo di golf e litiga con un tifoso scagliandogli una bottiglietta d'acqua addosso.
I Browns stentano ma comunque nel 2015 decidono di dargli un’altra chance, gioca titolare e trascina i Brown al successo contro i Titans di Marcus Mariota, Cleveland però continua a puntare sul veterano Josh McCown (36 anni) ma coach Mike Pettine, viste le difficoltà di McCown, prende la decisione: Manziel titolare fino a fine stagione!
È il suo momento, i Browns perdono sia a Cincinnati che a Pittsburgh ma “Johnny Football” dà segnali importanti e tutto fa presagire ad un finale di stagione in crescita sino a che i demoni di Manziel tornano alla carica.
Torna a casa in Austin e si ubriaca ad un party con tanto di video che lo immortala con una bottiglia in mano mentre rappa.
Qualche settimana prima (12 ottobre) invece aveva rischiato l’arresto per aver picchiato la sua fidanzata.
Più o meno nello stesso periodo era finito nuovamente in riabilitazione per curare definitivamente le sue dipendenze alcoliche.
I Browns non hanno altra scelta: retrocesso a 3° QB della rotazione con la squadra che fino alla fine sarà nelle mani di McCown con la seguente dichiarazione di coach Pettine:
"Sono particolarmente deluso nelle sue azioni e comportamenti perché ha lavorato molto duramente. I miglioramenti rispetto all’anno scorso sono stati enormi ma deve ancora dimostrare costantemente che ha acquisito una buona comprensione di ciò che serve per avere successo nella posizione di QB a questo livello che va ben oltre il campo. Abbiamo intenzione di continuare a sostenerlo in ogni modo possibile, ma a questo punto, abbiamo deciso che è meglio andare con Josh fino alla fine".
Ad inizio 2016, in un residence minaccia di uccidere la sua ragazza e poi di suicidarsi: la polizia apre un'inchiesta.
Intanto i Browns decidono di tagliarlo: sarà free agent il 9 marzo 2016.
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lunedì 15 febbraio 2016
Classifica DASPO Serie A e B: Tifoserie Con Più Bannati (2015)
La statistica riportata tiene conto della somma dei DASPO emessi per ogni singola squadra (in casa e in trasferta).
Ciò vuol dire che, ipoteticamente, se in un Roma-Juventus sono daspati in 10 (8 e 2) si sommerà il numero 8 alla squadra Roma e il 2 alla Juventus.
C'è un altro tipo di statistica (che non riporto, in quanto meno precisa) che riguarda i DASPO emessi dalla città che ospita la partita.
Ovvero rifacendo l'esempio di prima: se si gioca a Roma e sono daspati 8 romani e 2 juventini, i 10 DASPO vengono attribuiti tutti alla squadra Roma (in quanto emessi dalla questura della città che ospitava la partita).
Si può facilmente capire come questa statistica abbia poco senso in quanto, estremizzando il discorso, se si giocasse ad esempio un Atalanta-Napoli a Bergamo con 3 bergamaschi e 30 napoletani daspati, i 33 DASPO verrebbero tutti attribuiti all'Atalanta in quanto ospitava il match.
Per questo motivo, nello stesso anno, potrebbero esserci statistiche diverse: appunto bisogna leggere con attenzione cosa è stato catalogato.
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giovedì 11 febbraio 2016
La Storia Di Cam Newton: Dal Computer Rubato Alla NFL
Cam Newton nasce nel 1989 ad Atlanta, alto 1.96 per 113 kg.
Nonostante il SuperBowl numero 50 perso contro Manning e i suoi Broncos, è sicuramente il giocatore di Football del momento avendo ridefinito il ruolo di Quarterback.
Essendo riuscito ad unire potenza e velocità, rendendo il gioco più difficile da leggere per le difese avversarie.
GLI ANNI UNIVERSITARI, IL COMPUTER RUBATO E I PROBLEMI DI CONDOTTA
Fino all’ultimo anno di università nessuno scommetteva sul suo successo e al draft della NFL il pubblicò criticò rumorosamente la decisione dei Panthers di sceglierlo.
Quando finì il liceo, Cam era uno dei giovani atleti più promettenti degli Stati Uniti.
Fu ammesso alla University Of Florida, dove c’è una delle migliori squadre del campionato universitario.
Per due anni fu la riserva di Tim Tebow, fra i giocatori universitari più popolari di sempre.
Newton giocò poche partite e per pochi minuti, e poi fu arrestato perché trovato in possesso di un computer che era stato rubato ad un altro studente.
Oggi Newton ammette la sua colpa ma sottolinea che non era stato rubato dal suo compagno ma comprato per 120 dollari da un tizio del campus (che l'aveva rubato non si sa a chi).
Newton sapeva di ciò, inoltre durante l'ispezione lanciò il computer dalla finestra.
L’accusa fu lasciata cadere quando Newton accettò di fare del servizio sociale.
Newton comunque lasciò quest'università perchè non gli andava di fare la riserva (in realtà fonti americane dicono che abbia lasciato l'università perchè aveva imbrogliato in diversi esami universitari e prima che venisse sospeso dalla commissione, andò via di sua spontanea volontà).
Decise di ricominciare da capo in un’università texana di livello minore, i cosiddetti “junior college” (che durano due anni, e poi permettono a chi li frequenta di proseguire gli studi in un’altra università).
Lì riuscì a giocare di più.
In seguito ebbe offerte da squadre universitarie e scelse Auburn, in Alabama, dove vinse tutto.
Anche qui ebbe però diversi problemi e sospensioni: pare (secondo ESPN) che lui e il padre abbiano trattato il suo passaggio a Mississippi State dietro pagamento (180mila dollari).
Viene sospeso dalla NCAA ma comunque alla fine viene scagionato.
LA SCELTA AL DRAFT: CRITICHE INFINITE
Subito dopo la stagione di Auburn, Newton si candidò per il draft del 2011.
Come si sa, l’ordine di scelta di un giocatore al draft è stabilita sulla base dei risultati ottenuti l’anno precedente: la squadra peggiore è la prima a scegliere.
Newton fu scelto dai Carolina Panthers, tra molte critiche: Newton aveva giocato ad alti livelli ad Auburn solo per un anno, e in molti lo ritenevano poco pronto per il campionato professionistico.
Si pensava anche che non avesse particolare precisione nei lanci, che è la qualità principale per un Quarterback.
Viene fatto letteralmente a pezzi dagli analisti di ESPN, NFL Network ed altri ex giocatori che non credono possa essere una prima scelta tantomeno un giocatore d'alto livello/futuribile.
La sera del draft la contestazione del pubblico in sala fu molto rumorosa, ma la prima stagione di Newton andò alla grande.
Leggermente sottotono gli anni successivi ma la consacrazione avviene nel 2015.
LA TRASFORMAZIONE E IL TITOLO MVP
Newton nel 2015 è il primo Quarterback nero a vincere da solo l’MVP: nel 2003 il premio fu vinto da Steve McNair (anche lui nero) ma a pari merito con Peyton Manning.
Nel corso della sua carriera in NFL Newton ha sviluppato una capacità di gioco rara, che non si era mai vista prima.
La qualità più richiesta in un Quarterback normalmente è la precisione e la velocità nell’esecuzione nei passaggi.
"Sono un Quarterback afroamericano che può mettere paura a tanta gente perchè non hanno mai visto nulla di simile al quale paragonarmi"
Nelle sue prime stagioni da professionista Newton non è stato eccellente nei lanci, ma quest’anno si è migliorato parecchio, segnando 35 Touchdown su passaggio.
Newton inoltre ha una struttura fisica che gli permette di correre molto bene con la palla ed è quasi inarrestabile sulle brevi distanze.
Cam non si limita alla spettacolarità, riesce anche a evitare tonnellate di placcaggi avversari e a trasformare un possibile Sack in un grande guadagno di yard grazie alla sua eleganza nei movimenti, alla sua coordinazione e alla sua accelerazione midiciale sulle breve distanze.
"Gente che non ha idea di come tenere in mano la palla, aveva detto che la meccanica del mio movimento era sbagliata. Adesso volevano un'intervista. No, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo"
La sua stazza gli permette inoltre di affrontare i placcaggi avversari, senza tuffarsi a terra come fanno la maggiorparte.
Gli analisti sportivi lo descrivono spesso come “una combinazione unica di stazza, forza e agilità“, e il suo soprannome è “Superman”.
"So di avere il talento per cambiare questo gioco. Ma non voglio bussare alla porta: voglio buttarla giù come fanno gli Swar"
Nel 2015 Cam realizza una stagione irreale in cui non solo ha messo a segno 35 Touchdown a fronte di 10 intercetti con il 59.8% di realizzazione nei passaggi, ma anche 636 yards corse con 10 Touchdown.
Il Super Bowl è di Manning e dei Broncos ma il futuro è dalla parte di Cam.
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Nonostante il SuperBowl numero 50 perso contro Manning e i suoi Broncos, è sicuramente il giocatore di Football del momento avendo ridefinito il ruolo di Quarterback.
Essendo riuscito ad unire potenza e velocità, rendendo il gioco più difficile da leggere per le difese avversarie.
GLI ANNI UNIVERSITARI, IL COMPUTER RUBATO E I PROBLEMI DI CONDOTTA
Fino all’ultimo anno di università nessuno scommetteva sul suo successo e al draft della NFL il pubblicò criticò rumorosamente la decisione dei Panthers di sceglierlo.
Quando finì il liceo, Cam era uno dei giovani atleti più promettenti degli Stati Uniti.
Fu ammesso alla University Of Florida, dove c’è una delle migliori squadre del campionato universitario.
Per due anni fu la riserva di Tim Tebow, fra i giocatori universitari più popolari di sempre.
Newton giocò poche partite e per pochi minuti, e poi fu arrestato perché trovato in possesso di un computer che era stato rubato ad un altro studente.
Oggi Newton ammette la sua colpa ma sottolinea che non era stato rubato dal suo compagno ma comprato per 120 dollari da un tizio del campus (che l'aveva rubato non si sa a chi).
Newton sapeva di ciò, inoltre durante l'ispezione lanciò il computer dalla finestra.
L’accusa fu lasciata cadere quando Newton accettò di fare del servizio sociale.
Newton comunque lasciò quest'università perchè non gli andava di fare la riserva (in realtà fonti americane dicono che abbia lasciato l'università perchè aveva imbrogliato in diversi esami universitari e prima che venisse sospeso dalla commissione, andò via di sua spontanea volontà).
Decise di ricominciare da capo in un’università texana di livello minore, i cosiddetti “junior college” (che durano due anni, e poi permettono a chi li frequenta di proseguire gli studi in un’altra università).
Lì riuscì a giocare di più.
In seguito ebbe offerte da squadre universitarie e scelse Auburn, in Alabama, dove vinse tutto.
Anche qui ebbe però diversi problemi e sospensioni: pare (secondo ESPN) che lui e il padre abbiano trattato il suo passaggio a Mississippi State dietro pagamento (180mila dollari).
Viene sospeso dalla NCAA ma comunque alla fine viene scagionato.
LA SCELTA AL DRAFT: CRITICHE INFINITE
Subito dopo la stagione di Auburn, Newton si candidò per il draft del 2011.
Come si sa, l’ordine di scelta di un giocatore al draft è stabilita sulla base dei risultati ottenuti l’anno precedente: la squadra peggiore è la prima a scegliere.
Newton fu scelto dai Carolina Panthers, tra molte critiche: Newton aveva giocato ad alti livelli ad Auburn solo per un anno, e in molti lo ritenevano poco pronto per il campionato professionistico.
Si pensava anche che non avesse particolare precisione nei lanci, che è la qualità principale per un Quarterback.
Viene fatto letteralmente a pezzi dagli analisti di ESPN, NFL Network ed altri ex giocatori che non credono possa essere una prima scelta tantomeno un giocatore d'alto livello/futuribile.
La sera del draft la contestazione del pubblico in sala fu molto rumorosa, ma la prima stagione di Newton andò alla grande.
Leggermente sottotono gli anni successivi ma la consacrazione avviene nel 2015.
LA TRASFORMAZIONE E IL TITOLO MVP
Newton nel 2015 è il primo Quarterback nero a vincere da solo l’MVP: nel 2003 il premio fu vinto da Steve McNair (anche lui nero) ma a pari merito con Peyton Manning.
Nel corso della sua carriera in NFL Newton ha sviluppato una capacità di gioco rara, che non si era mai vista prima.
La qualità più richiesta in un Quarterback normalmente è la precisione e la velocità nell’esecuzione nei passaggi.
"Sono un Quarterback afroamericano che può mettere paura a tanta gente perchè non hanno mai visto nulla di simile al quale paragonarmi"
Nelle sue prime stagioni da professionista Newton non è stato eccellente nei lanci, ma quest’anno si è migliorato parecchio, segnando 35 Touchdown su passaggio.
Newton inoltre ha una struttura fisica che gli permette di correre molto bene con la palla ed è quasi inarrestabile sulle brevi distanze.
Cam non si limita alla spettacolarità, riesce anche a evitare tonnellate di placcaggi avversari e a trasformare un possibile Sack in un grande guadagno di yard grazie alla sua eleganza nei movimenti, alla sua coordinazione e alla sua accelerazione midiciale sulle breve distanze.
"Gente che non ha idea di come tenere in mano la palla, aveva detto che la meccanica del mio movimento era sbagliata. Adesso volevano un'intervista. No, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo"
La sua stazza gli permette inoltre di affrontare i placcaggi avversari, senza tuffarsi a terra come fanno la maggiorparte.
Gli analisti sportivi lo descrivono spesso come “una combinazione unica di stazza, forza e agilità“, e il suo soprannome è “Superman”.
"So di avere il talento per cambiare questo gioco. Ma non voglio bussare alla porta: voglio buttarla giù come fanno gli Swar"
Nel 2015 Cam realizza una stagione irreale in cui non solo ha messo a segno 35 Touchdown a fronte di 10 intercetti con il 59.8% di realizzazione nei passaggi, ma anche 636 yards corse con 10 Touchdown.
Il Super Bowl è di Manning e dei Broncos ma il futuro è dalla parte di Cam.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
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venerdì 5 febbraio 2016
La Storia Di DeMarcus Cousins: Falli Tecnici ed Espulsioni
DeMarcus Cousins nasce il 13 agosto del 1991 a Birminghan, ma pochi anni dopo si trasferisce con la sua famiglia a Mobile, per giocare nella LeFlore High School.
2.11m per 132 kg.
DeMarcus guida il suo team alla finale nazionale dell’Alabama dove si devono inchinare a quello che poi sarà il futuro compagno di squadra, nonché migliore amico di DMC nel college, Eric Bledsoe, e non poterono contrastare il maggiore tasso di talento presente nella Parker High School Thundering Herd.
Cousins viene successivamente nominato Parade All-American e partecipa nel 2009 al McDonald All-American dove totalizza 14 punti.
DeMarcus decide di rinunciare alle sue ultime tre stagioni collegiali dichiarandosi eleggibile per il Draft del 2010.
Il centro viene preso con la quinta scelta assoluta dai Sacramento Kings, trovandosi nella green room insieme ad altri cinque giocatori della sua stessa Università che vengono selezionati al primo round.
In quella stessa stagione si trova di fronte un compagno di squadra piuttosto vivace: Hassan Whiteside.
Durante un allenamento nel quale si trova a marcare l’attuale centro dei Miami Heat, coach Smart chiede a Whiteside di essere un po’ più aggressivo.
Hassan probabilmente interpreta male il compito datogli dal suo allenatore, facendo scatenare una rissa tra i due giocatori.
La sua stagione da rookie finisce con una media di 14.1 punti, 8.6 rimbalzi e 2.5 assist.
DeMarcus imposta così una nuova era per la franchigia di Sacramento, rompendo diversi record tra i quali quello del numero totale di rimbalzi per una matricola e quello del maggior numero di rimbalzi nella propria squadra dai tempi di Lionel Simmons.
Nelle successive tre stagioni il giocatore incrementa il suo tabellino, portandolo dai 17.1 punti della stagione 2012/2013 ai 27.6 della stagione attuale.
Sicuramente un grandissimo giocatore, completo ma con tutti i pro e i contro del caso: in primis le palle perse, i tanti tecnici ed espulsioni subite.
FALLI TECNICI ED ESPULSIONI
Cousins, da questo punto di vista, a fine carriera probabilmente batterà tutti i record.
Nel gennaio 2012 viene messo fuori rosa da Whestpal con l’accusa di non essere adatto a remare nella stessa direzione della squadra.
A novembre squalifica di due giornate per aver insultato l’ex giocatore e opinionista Sean Elliot in un parcheggio, reo di aver sbeffeggiato il suo trash talking nei confronti di Tim Duncan.
Prende un'altra sospensione quando impedisce al compagno Isaiah Thomas di stringere la mano a Chris Paul al termine dell’incontro contro i Clippers, da cui uscirono sconfitti per un punto con tanto di tiro sbagliato all’ultimo secondo da DeMarcus.
Coach Smart, subentrato a Westphal, sospende DeMarcus indefinitamente per “comportamento non professionale e condotta dannosa per la squadra” a seguito di una partita contro i Los Angeles Clippers (in cui aveva pesantemente insultato compagni ed allenatore).
A marzo 2013 gomitata in testa a Dunleavy Jr.
A febbraio 2014, DeMarcus viene sospeso per una gara dopo aver sferrato di soppiatto un pugno al ventre di Patrick Beverley.
Sempre nel 2014, nella sua ultima partita di stagione contro i Minnesota Timberwolves, Cousins viene sanzionato per il suo 16esimo fallo tecnico, che lo ha portato ad una sospensione per l’ultima gara stagionale.
Cousins rimproverò Thomas durante un timeout per non avergli passato la palla.
Thomas era seduto di lato e sorrise per tutto il rimprovero.
Poi Gay si alzò in piedi e ricordò a Cousins che i Kings stavano vincendo.
A settembre 2014 al Mondiale, Cousins colpisce il petto di Jonas Valanciunas, colpevole di avergli portato il gomito alla gola.
A novembre 2014 litiga con Charles Barkley, il quale avrebbe avuto la colpa di stilare un rapporto critico sul comportamento tenuto da Cousins in una partita di Play Off ai tempi della high school, in cui si lamentò incessantemente con l’arbitro per le sue chiamate, ma tuttavia ne riconosceva le indubbie qualità tecniche.
Un affronto che proprio non deve essere andato giù a DeMarcus che insultò pesantemente Barkley dicendo di non avere rispetto per lui e che i due non hanno nulla da spartire.
A dicembre 2014 prende Marcus Smart dei Boston Celtics e lo butta a terra.
Tra 2010 e 2015: 5 flagrants, 65 tecnici, 9 espulsioni.
Nella stagione corrente in men che non si dica si becca 10 tecnici ed un’espulsione per doppio tecnico(contro i Golden State Warriors a fine dicembre 2015).
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Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
2.11m per 132 kg.
DeMarcus guida il suo team alla finale nazionale dell’Alabama dove si devono inchinare a quello che poi sarà il futuro compagno di squadra, nonché migliore amico di DMC nel college, Eric Bledsoe, e non poterono contrastare il maggiore tasso di talento presente nella Parker High School Thundering Herd.
Cousins viene successivamente nominato Parade All-American e partecipa nel 2009 al McDonald All-American dove totalizza 14 punti.
DeMarcus decide di rinunciare alle sue ultime tre stagioni collegiali dichiarandosi eleggibile per il Draft del 2010.
Il centro viene preso con la quinta scelta assoluta dai Sacramento Kings, trovandosi nella green room insieme ad altri cinque giocatori della sua stessa Università che vengono selezionati al primo round.
In quella stessa stagione si trova di fronte un compagno di squadra piuttosto vivace: Hassan Whiteside.
Durante un allenamento nel quale si trova a marcare l’attuale centro dei Miami Heat, coach Smart chiede a Whiteside di essere un po’ più aggressivo.
Hassan probabilmente interpreta male il compito datogli dal suo allenatore, facendo scatenare una rissa tra i due giocatori.
La sua stagione da rookie finisce con una media di 14.1 punti, 8.6 rimbalzi e 2.5 assist.
DeMarcus imposta così una nuova era per la franchigia di Sacramento, rompendo diversi record tra i quali quello del numero totale di rimbalzi per una matricola e quello del maggior numero di rimbalzi nella propria squadra dai tempi di Lionel Simmons.
Nelle successive tre stagioni il giocatore incrementa il suo tabellino, portandolo dai 17.1 punti della stagione 2012/2013 ai 27.6 della stagione attuale.
Sicuramente un grandissimo giocatore, completo ma con tutti i pro e i contro del caso: in primis le palle perse, i tanti tecnici ed espulsioni subite.
FALLI TECNICI ED ESPULSIONI
Cousins, da questo punto di vista, a fine carriera probabilmente batterà tutti i record.
Nel gennaio 2012 viene messo fuori rosa da Whestpal con l’accusa di non essere adatto a remare nella stessa direzione della squadra.
A novembre squalifica di due giornate per aver insultato l’ex giocatore e opinionista Sean Elliot in un parcheggio, reo di aver sbeffeggiato il suo trash talking nei confronti di Tim Duncan.
Prende un'altra sospensione quando impedisce al compagno Isaiah Thomas di stringere la mano a Chris Paul al termine dell’incontro contro i Clippers, da cui uscirono sconfitti per un punto con tanto di tiro sbagliato all’ultimo secondo da DeMarcus.
Coach Smart, subentrato a Westphal, sospende DeMarcus indefinitamente per “comportamento non professionale e condotta dannosa per la squadra” a seguito di una partita contro i Los Angeles Clippers (in cui aveva pesantemente insultato compagni ed allenatore).
A marzo 2013 gomitata in testa a Dunleavy Jr.
A febbraio 2014, DeMarcus viene sospeso per una gara dopo aver sferrato di soppiatto un pugno al ventre di Patrick Beverley.
Sempre nel 2014, nella sua ultima partita di stagione contro i Minnesota Timberwolves, Cousins viene sanzionato per il suo 16esimo fallo tecnico, che lo ha portato ad una sospensione per l’ultima gara stagionale.
Cousins rimproverò Thomas durante un timeout per non avergli passato la palla.
Thomas era seduto di lato e sorrise per tutto il rimprovero.
Poi Gay si alzò in piedi e ricordò a Cousins che i Kings stavano vincendo.
A settembre 2014 al Mondiale, Cousins colpisce il petto di Jonas Valanciunas, colpevole di avergli portato il gomito alla gola.
A novembre 2014 litiga con Charles Barkley, il quale avrebbe avuto la colpa di stilare un rapporto critico sul comportamento tenuto da Cousins in una partita di Play Off ai tempi della high school, in cui si lamentò incessantemente con l’arbitro per le sue chiamate, ma tuttavia ne riconosceva le indubbie qualità tecniche.
Un affronto che proprio non deve essere andato giù a DeMarcus che insultò pesantemente Barkley dicendo di non avere rispetto per lui e che i due non hanno nulla da spartire.
A dicembre 2014 prende Marcus Smart dei Boston Celtics e lo butta a terra.
Tra 2010 e 2015: 5 flagrants, 65 tecnici, 9 espulsioni.
Nella stagione corrente in men che non si dica si becca 10 tecnici ed un’espulsione per doppio tecnico(contro i Golden State Warriors a fine dicembre 2015).
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
sabato 23 gennaio 2016
Lo Scandalo Scommesse Tennis Gate: Match Truccati e Liste Di Nomi
In questi giorni è esploso il cosiddetto "Tennis Gate", scandalo scommesse inerente il Tennis.
Match truccati anche durante Roland Garros e Wimbledon, 16 tennisti tra i Top 50 coinvolti, tra cui vincitori di Slam in singolo e doppio, nell’immobilismo dell’ATP, colpevole d’aver insabbiato i casi.
Alle loro spalle una rete di scommettitori che spazia dalla Russia all’Italia.
La grave accusa viene diffusa dalla britannica BBC e dall'americana Buzzfeed in una lunga inchiesta.
Il periodo analizzato va dal 2003 al 2008 e secondo il capo della TIU, Nigel Willerton, non è stato possibile applicare in maniera retroattiva il codice di controllo, varato proprio nel 2008, che avrebbe potuto portare a esiti diversi.
Del resto è da tempo che circolano sospetti attorno a una “black list” di tennisti e questa non è la prima indagine sul Match Fixing sotto rete.
Daniel Koellerer, ex numero 55 al mondo, venne radiato nel 2011 e molti giocatori di buon livello sono stati fermati (anche a vita) perché ritenuti colpevoli di Fixed Match
Un fenomeno diffuso soprattutto nei tornei minori, ai quali prendono parte tennisti fuori dalla Top 100 mondiale, coloro che sono lontani dal grande circuito di montepremi milionari e sponsor.
La storia comincia nel 2009, quando il giornalista Simon Cox, da anni impegnato in un'inchiesta sulle scommesse, incontra qualcuno nel suo ufficio di Londra.
Cox ha indagato a fondo, alcuni report confidenziali gli hanno dimostrato che alcuni top player scommettono e sono implicati in un giro di puntate sospette, ma nessuno ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto.
Sino appunto a quest'incontro datato 2009.
L'ORIGINE DI TUTTO: SOPOT 2007
La storia comincia nel 2007 a Sopot, una piccola città della Polonia, dove si tiene annualmente un torneo minore.
Nel secondo turno, il 2 Agosto 2007 si sfidano il russo Nikolay Davydenko e l'argentino Martin Vassallo Arguello.
Normalmente un evento come questo attrae piccole somme, ma scatta l'allarme quando emerge un giro superiore ai tre milioni di sterline.
La gara fu vinta a sorpresa dall’argentino, numero 87 del ranking ATP, che approfittò del ritiro del russo sul punteggio di 6-2 3-6 1-2.
La mole di scommesse sull’incontro, una cifra superiore ai 4 milioni di euro, insospettì Betfair, una delle agenzie più importanti di betting exchange, che annullò le puntate, restituì i soldi e aprì un’indagine avvisando i responsabili dell’ATP.
La Betfair invalidò la partita, annullando le scommesse.
Destarono molti sospetti anche le origini delle scommesse: circa il 20% del totale proveniva infatti da conti registrati a Mosca.
Le quote della gara subirono degli sbalzi assolutamente pazzeschi ed anomali: il successo del russo inizialmente era bancato a 1,20 ma nel corso della giornata, prima dell’inizio del match, toccò quota 2,44. Durante l’indagine l’ATP si avvalse dell’aiuto degli esperti della sicurezza del mondo delle corse dei cavalli (British Horseracing Authority) che aveva molta esperienza in questo ambito.
Emerse anche un altro particolare che alimentò molti dubbi: tre giorni prima della partita, Davydenko chiese al medico del torneo se l’infiammazione al tendine che lamentava potesse essere una ragione sufficiente per ritirarsi.
Il manager del russo, chiamato a rispondere davanti ai giornalisti, parlò di frattura da stress ma questa problematica non fu mai riscontrata in una cartella clinica.
L’inchiesta fu comunque archiviata nel settembre del 2008.
La vicenda sembrò chiudersi con un nulla di fatto anche se il comunicato dell’Associazione giocatori, che gestisce il circuito dei tornei pro, sembrò lasciare aperto qualche dubbio: «Oltre ad aver interrogato una serie di persone coinvolte in qualche modo nel match e aver analizzato i movimenti contabili di coloro che hanno scommesso online sull’evento, la squadra investigativa ha preteso e ottenuto registrazioni telefoniche dei due diretti interessati e di membri facente parte del loro staff. Alcuni si erano inizialmente sottratti alle richieste dell’ATP e si erano appellati contro tale iniziativa. Al termine di una serie di procedimenti legali, sono stati costretti per legge a fornire i dati richiesti ma, a causa del protrarsi delle vicende legali, le compagnie telefoniche hanno confermato l’avvenuta eliminazione di alcune registrazioni. Perciò il tutto fu archiviato».
L'INCHIESTA DELLA BETFAIR
Intanto gli uffici londinesi della Betfair decisero di andare a fondo.
Si svolge una riunione in cui appare un elenco di sei/sette giocatori sospetti.
Le indagini successive portano alla scoperta di tre grosse centrali di scommesse coinvolte in questa storia.
Nella prima, in Russia, si sono verificate le giocate su cinque partite sospette e profitti per 250 sterline. Poca roba, ma sufficiente per andare avanti nell'inchiesta.
E' in Italia che il fenomeno assume dimensioni spaventose e fa scattare l'allarme.
C'è infatti una seconda base, in Sicilia, in cui sono state realizzate scommesse su dodici match sospetti e ricavato un profitto di oltre 650 mila sterline.
Un terzo centro viene individuato nel Nord Italia e qui la portata del fenomeno assume dimensioni maggiori, con le puntate su ventuno gare e un giro di incassi superiore alle 650 mila sterline.
Trapelano anche i particolari delle combine.
Ad esempio, un tennista vince un set, poi durante la pausa, scatta un flusso anomalo di puntate sul match. Riprende la partita e il tennista che prima aveva perso il set si aggiudica otto giochi di fila.
Nei documenti che l'insider ATP ha girato a BuzzFeed News, compare un numero ricorrente che scambia ben 82 sms con Vassallo Arguello, uno dei giocatori i cui match mostrano flussi di scommesse anomali. "Sei sveglio? Posso chiamarti? Stanza numero 1", alcuni dei messaggi in codice.
Secondo la ricostruzione del magazine, l'autore dei messaggi sarebbe stato Fabrizio Guttadauro, 43enne palermitano che, a quanto risulta dalle indagini, avrebbe scommesso e vinto su alcuni match dell'argentino. Contattato una prima volta da BuzzFeed, quello che nei documenti viene definito "the sicilian gambler", avrebbe negato di conoscere Vassallo Arguello sostenendo che il suo telefono fosse stato hackerato durante il torneo.
Il materiale investigativo viene girato all'ATP, ma la risposta è che non ci sono elementi sufficienti per prendere provvedimenti immediati.
Viene solo aperta un'inchiesta interna, in cui vengono interrogati giocatori e arbitri.
I risultati sono deludenti.
I problemi sono sostanzialmente due: l'omertà dell'ambiente e i metodi di indagine limitati.
WIMBLEDON 2005, 2006, 2009
Addirittura ci sarebbero anche match sotto inchiesta nel torneo di Wimbledon, quattro in particolare.
La notizia è stata pubblicata dal Daily Mail, con grande risalto al coinvolgimento del britannico Richard Bloomfield.
Le prime due gare furono giocate il 21 maggio 2005 e riguardano il primo turno: Arthurs-Volandri (6-3 6-4 6-4 per l’australiano) e Elseneer-Starace (6-3 7-6 6-3 per il belga).
Le terza è datata 27 giugno 2006, il primo turno tra Bloomfield e l’argentino Berlocq: vinse il britannico 6-1, 6-2, 6-2 (furono puntate 340mila sterline).
La quarta risale al 23 giugno 2009, ancora una volta primo turno: Melzer-Odesnik, con successo dell’austriaco per 6-1 6-4 6-2.
Nel match di Volandri, il tennista più citato nei report dell’inchiesta curata dall’ATP nel 2008, ci fu un’impressionante volume di giocate a favore del successo del belga.
Volandri era in quel momento il numero 32 al mondo.
Nella partita di Starace, 34 anni, radiato e poi assolto nel 2015, pare che il belga Elseneer fu contattato alla vigilia del match e gli furono offerti 100 mila dollari per perdere.
Elseneer vinse la gara ed è una delle sfide sulle quali l’inchiesta dell’ATP ha concentrato i suoi sforzi.
I risultati dell’indagine non sono stati ancora resi pubblici.
Altre sfide di Wimbledon in questi anni avrebbero registrato un volume anomalo di giocate, ma finora non sono trapelati altri casi come i quattro sui quali si è sviluppata l’inchiesta.
LE CONFESSIONI DI UN TENNISTA SUDAMERICANO ANONIMO
La trasmissione "File On 4" su BBC, in questi giorni ha diffuso un'intervista ad un ex giocatore sudamericano, che non ha voluto rivelare la sua identità, che ha detto di essere consapevole del fatto che interi tornei sono stati truccati, tra cui alcuni Masters Series: "Quando ho iniziato a credere negli intrighi? E' stato quando una persona mi ha detto i risultati dei due seguenti tornei. Mi ha detto che avrebbe vinto e come avrebbe vinto. Mi ha detto esattamente come sarebbe andata. Quando l'ho visto con i miei occhi non riuscivo a crederci. Ha parlato di un Masters Series, lì ci sono nomi importanti".
"Si sa chi lo fa e chi no. E' un segreto che tutti conoscono nel circuito, ma nessuno dice nulla. Semplicemente guardiamo e continuiamo a lavorare. Perché non ho mai denunciato niente? Non ho parlato con le autorità perché sanno esattamente chi lo fa. Se vogliono fermare tutto questo, lo possono fare ora. Lo fermino oggi. Sanno esattamente chi lo fa e come. E' molto facile. Semplicemente non vogliono fermarlo".
Nel dettaglio dello schema, ci sarebbero "tre grossi gruppi" che controllano le scommesse; le mazzette ai giocatori coinvolti verrebbero consegnate cash per evitare la tracciabilità.
"Ogni gruppo ha diversi scagnozzi che vanno a parlare coi giocatori. Hanno molti uomini nel circuito e 50-60 conti dove tengono piccole somme. Da giocatore mi rendo conto di chi sbaglia di proposito. Perciò ci troviamo in mezzo, lo sappiamo".
LA LISTA DEL SVENSKA DAGBLADET (2011)
Intanto il Blick in questi giorni ha tirato fuori due liste pubblicate nel 2011 dal quotidiano svedese "Svenska Dagbladet", una "lista nera" e una "lista dei sospetti", che comprendono i nomi di 41 tennisti che allora erano accusati di avere truccato delle partite.
Una lista che ai tempi era presto stata dimenticata, in ogni caso non si hanno comunque certezze nè son prove di colpevolezza.
Vi si ritrova comunque il vincitore di un US Open, ovvero il croato Marin Cilic.
"Forse il solo fatto di essere stata contattata è sufficiente per finire sulla lista" aveva dichiarato allora Oprandi.
La lista nera del 2011:
Philipp Kohlschreiber, Potito Starace, Andreas Seppi, Fabio Fognini, Janko Tipsarevic, Michael Llodra, Nikolay Davydenko, Teymuraz Gabashvili, Victor Crivoi, Christophe Rochus, Oscar Hernandez, Yevgeny Korolev, Filippo Volandri, Wayne Odesnik, Victoria Azarenka, Agnieszka Radwanska, Francesca Schiavone, Sara Errani, Maria Kirilenko, Kateryna Bondarenko.
La lista dei sospetti del 2011:
Brian Dabul, Eduardo Scwhank, Jeremy Chardy, Simone Bolelli, Lukasz Kubot, Carlos Berlocq, Igor Kunitsyn, Andrey Golubev, Alex Bogomolov, Somdev Devvarman, Steve Darcis, Marin Cilic, Flavio Cipolla, Ivo Karlovic, Viktor Troicki, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Virginie Razzano, Romina Oprandi, Dominika Cibulkova, Eleni Daniilidou.
LA LISTA DI SHOWLEGEND (2015)
Dopo le liste del 2011 rispolverate dal Blick, è spuntata nelle scorse ore una nuova lista di nomi dei tennisti che sarebbero coinvolti nello scandalo di corruzione rivelato lunedì da BBC e Buzzfeed News.
In questo caso, secondo i due blogger di Showlegend che l'hanno diffusa, si tratterebbe di una lista attuale, realizzata incrociando le informazioni fornite dai due media con le statistiche delle vittorie e delle sconfitte di tutti i giocatori che hanno militato nel circuito ATP negli ultimi cinque anni.
La lista dei sospetti comprende i seguenti 15 nomi:
Igor Andreev, Lukas Lacko, Ivan Dodig, Andrey Golubev, Juan Ignacio Chela, Lleyton Hewitt, Jan Hajek, Albert Montanes, Daniel Gimeno-Traver, Janko Tipsarevic, Alex Bogomolov Jr, Matthew Ebden, Denis Istomin, Teymuraz Gabashvili e Michael Russell.
Il sito d’informazione ha precisato però che si tratta solo dei nomi che sono stati comunicati.
Perciò, non necessariamente, questi tennisti sono colpevoli di aver aggiustato volontariamente il risultato di un loro match.
Lleyton Hewitt, accusato il giorno dopo essersi ritirato tra la gloria generale, non ci sta: “Questa situazione è una farsa assoluta. E’ assurdo il fatto che sia uscito il mio nome in questa vicenda”.
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Match truccati anche durante Roland Garros e Wimbledon, 16 tennisti tra i Top 50 coinvolti, tra cui vincitori di Slam in singolo e doppio, nell’immobilismo dell’ATP, colpevole d’aver insabbiato i casi.
Alle loro spalle una rete di scommettitori che spazia dalla Russia all’Italia.
La grave accusa viene diffusa dalla britannica BBC e dall'americana Buzzfeed in una lunga inchiesta.
Il periodo analizzato va dal 2003 al 2008 e secondo il capo della TIU, Nigel Willerton, non è stato possibile applicare in maniera retroattiva il codice di controllo, varato proprio nel 2008, che avrebbe potuto portare a esiti diversi.
Del resto è da tempo che circolano sospetti attorno a una “black list” di tennisti e questa non è la prima indagine sul Match Fixing sotto rete.
Daniel Koellerer, ex numero 55 al mondo, venne radiato nel 2011 e molti giocatori di buon livello sono stati fermati (anche a vita) perché ritenuti colpevoli di Fixed Match
Un fenomeno diffuso soprattutto nei tornei minori, ai quali prendono parte tennisti fuori dalla Top 100 mondiale, coloro che sono lontani dal grande circuito di montepremi milionari e sponsor.
La storia comincia nel 2009, quando il giornalista Simon Cox, da anni impegnato in un'inchiesta sulle scommesse, incontra qualcuno nel suo ufficio di Londra.
Cox ha indagato a fondo, alcuni report confidenziali gli hanno dimostrato che alcuni top player scommettono e sono implicati in un giro di puntate sospette, ma nessuno ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto.
Sino appunto a quest'incontro datato 2009.
L'ORIGINE DI TUTTO: SOPOT 2007
La storia comincia nel 2007 a Sopot, una piccola città della Polonia, dove si tiene annualmente un torneo minore.
Nel secondo turno, il 2 Agosto 2007 si sfidano il russo Nikolay Davydenko e l'argentino Martin Vassallo Arguello.
Normalmente un evento come questo attrae piccole somme, ma scatta l'allarme quando emerge un giro superiore ai tre milioni di sterline.
La gara fu vinta a sorpresa dall’argentino, numero 87 del ranking ATP, che approfittò del ritiro del russo sul punteggio di 6-2 3-6 1-2.
La mole di scommesse sull’incontro, una cifra superiore ai 4 milioni di euro, insospettì Betfair, una delle agenzie più importanti di betting exchange, che annullò le puntate, restituì i soldi e aprì un’indagine avvisando i responsabili dell’ATP.
La Betfair invalidò la partita, annullando le scommesse.
Destarono molti sospetti anche le origini delle scommesse: circa il 20% del totale proveniva infatti da conti registrati a Mosca.
Le quote della gara subirono degli sbalzi assolutamente pazzeschi ed anomali: il successo del russo inizialmente era bancato a 1,20 ma nel corso della giornata, prima dell’inizio del match, toccò quota 2,44. Durante l’indagine l’ATP si avvalse dell’aiuto degli esperti della sicurezza del mondo delle corse dei cavalli (British Horseracing Authority) che aveva molta esperienza in questo ambito.
Emerse anche un altro particolare che alimentò molti dubbi: tre giorni prima della partita, Davydenko chiese al medico del torneo se l’infiammazione al tendine che lamentava potesse essere una ragione sufficiente per ritirarsi.
Il manager del russo, chiamato a rispondere davanti ai giornalisti, parlò di frattura da stress ma questa problematica non fu mai riscontrata in una cartella clinica.
L’inchiesta fu comunque archiviata nel settembre del 2008.
La vicenda sembrò chiudersi con un nulla di fatto anche se il comunicato dell’Associazione giocatori, che gestisce il circuito dei tornei pro, sembrò lasciare aperto qualche dubbio: «Oltre ad aver interrogato una serie di persone coinvolte in qualche modo nel match e aver analizzato i movimenti contabili di coloro che hanno scommesso online sull’evento, la squadra investigativa ha preteso e ottenuto registrazioni telefoniche dei due diretti interessati e di membri facente parte del loro staff. Alcuni si erano inizialmente sottratti alle richieste dell’ATP e si erano appellati contro tale iniziativa. Al termine di una serie di procedimenti legali, sono stati costretti per legge a fornire i dati richiesti ma, a causa del protrarsi delle vicende legali, le compagnie telefoniche hanno confermato l’avvenuta eliminazione di alcune registrazioni. Perciò il tutto fu archiviato».
L'INCHIESTA DELLA BETFAIR
Intanto gli uffici londinesi della Betfair decisero di andare a fondo.
Si svolge una riunione in cui appare un elenco di sei/sette giocatori sospetti.
Le indagini successive portano alla scoperta di tre grosse centrali di scommesse coinvolte in questa storia.
Nella prima, in Russia, si sono verificate le giocate su cinque partite sospette e profitti per 250 sterline. Poca roba, ma sufficiente per andare avanti nell'inchiesta.
E' in Italia che il fenomeno assume dimensioni spaventose e fa scattare l'allarme.
C'è infatti una seconda base, in Sicilia, in cui sono state realizzate scommesse su dodici match sospetti e ricavato un profitto di oltre 650 mila sterline.
Un terzo centro viene individuato nel Nord Italia e qui la portata del fenomeno assume dimensioni maggiori, con le puntate su ventuno gare e un giro di incassi superiore alle 650 mila sterline.
Trapelano anche i particolari delle combine.
Ad esempio, un tennista vince un set, poi durante la pausa, scatta un flusso anomalo di puntate sul match. Riprende la partita e il tennista che prima aveva perso il set si aggiudica otto giochi di fila.
Nei documenti che l'insider ATP ha girato a BuzzFeed News, compare un numero ricorrente che scambia ben 82 sms con Vassallo Arguello, uno dei giocatori i cui match mostrano flussi di scommesse anomali. "Sei sveglio? Posso chiamarti? Stanza numero 1", alcuni dei messaggi in codice.
Secondo la ricostruzione del magazine, l'autore dei messaggi sarebbe stato Fabrizio Guttadauro, 43enne palermitano che, a quanto risulta dalle indagini, avrebbe scommesso e vinto su alcuni match dell'argentino. Contattato una prima volta da BuzzFeed, quello che nei documenti viene definito "the sicilian gambler", avrebbe negato di conoscere Vassallo Arguello sostenendo che il suo telefono fosse stato hackerato durante il torneo.
Il materiale investigativo viene girato all'ATP, ma la risposta è che non ci sono elementi sufficienti per prendere provvedimenti immediati.
Viene solo aperta un'inchiesta interna, in cui vengono interrogati giocatori e arbitri.
I risultati sono deludenti.
I problemi sono sostanzialmente due: l'omertà dell'ambiente e i metodi di indagine limitati.
Addirittura ci sarebbero anche match sotto inchiesta nel torneo di Wimbledon, quattro in particolare.
La notizia è stata pubblicata dal Daily Mail, con grande risalto al coinvolgimento del britannico Richard Bloomfield.
Le prime due gare furono giocate il 21 maggio 2005 e riguardano il primo turno: Arthurs-Volandri (6-3 6-4 6-4 per l’australiano) e Elseneer-Starace (6-3 7-6 6-3 per il belga).
Le terza è datata 27 giugno 2006, il primo turno tra Bloomfield e l’argentino Berlocq: vinse il britannico 6-1, 6-2, 6-2 (furono puntate 340mila sterline).
La quarta risale al 23 giugno 2009, ancora una volta primo turno: Melzer-Odesnik, con successo dell’austriaco per 6-1 6-4 6-2.
Nel match di Volandri, il tennista più citato nei report dell’inchiesta curata dall’ATP nel 2008, ci fu un’impressionante volume di giocate a favore del successo del belga.
Volandri era in quel momento il numero 32 al mondo.
Nella partita di Starace, 34 anni, radiato e poi assolto nel 2015, pare che il belga Elseneer fu contattato alla vigilia del match e gli furono offerti 100 mila dollari per perdere.
Elseneer vinse la gara ed è una delle sfide sulle quali l’inchiesta dell’ATP ha concentrato i suoi sforzi.
I risultati dell’indagine non sono stati ancora resi pubblici.
Altre sfide di Wimbledon in questi anni avrebbero registrato un volume anomalo di giocate, ma finora non sono trapelati altri casi come i quattro sui quali si è sviluppata l’inchiesta.
LE CONFESSIONI DI UN TENNISTA SUDAMERICANO ANONIMO
La trasmissione "File On 4" su BBC, in questi giorni ha diffuso un'intervista ad un ex giocatore sudamericano, che non ha voluto rivelare la sua identità, che ha detto di essere consapevole del fatto che interi tornei sono stati truccati, tra cui alcuni Masters Series: "Quando ho iniziato a credere negli intrighi? E' stato quando una persona mi ha detto i risultati dei due seguenti tornei. Mi ha detto che avrebbe vinto e come avrebbe vinto. Mi ha detto esattamente come sarebbe andata. Quando l'ho visto con i miei occhi non riuscivo a crederci. Ha parlato di un Masters Series, lì ci sono nomi importanti".
"Si sa chi lo fa e chi no. E' un segreto che tutti conoscono nel circuito, ma nessuno dice nulla. Semplicemente guardiamo e continuiamo a lavorare. Perché non ho mai denunciato niente? Non ho parlato con le autorità perché sanno esattamente chi lo fa. Se vogliono fermare tutto questo, lo possono fare ora. Lo fermino oggi. Sanno esattamente chi lo fa e come. E' molto facile. Semplicemente non vogliono fermarlo".
Nel dettaglio dello schema, ci sarebbero "tre grossi gruppi" che controllano le scommesse; le mazzette ai giocatori coinvolti verrebbero consegnate cash per evitare la tracciabilità.
"Ogni gruppo ha diversi scagnozzi che vanno a parlare coi giocatori. Hanno molti uomini nel circuito e 50-60 conti dove tengono piccole somme. Da giocatore mi rendo conto di chi sbaglia di proposito. Perciò ci troviamo in mezzo, lo sappiamo".
LA LISTA DEL SVENSKA DAGBLADET (2011)
Intanto il Blick in questi giorni ha tirato fuori due liste pubblicate nel 2011 dal quotidiano svedese "Svenska Dagbladet", una "lista nera" e una "lista dei sospetti", che comprendono i nomi di 41 tennisti che allora erano accusati di avere truccato delle partite.
Una lista che ai tempi era presto stata dimenticata, in ogni caso non si hanno comunque certezze nè son prove di colpevolezza.
Vi si ritrova comunque il vincitore di un US Open, ovvero il croato Marin Cilic.
"Forse il solo fatto di essere stata contattata è sufficiente per finire sulla lista" aveva dichiarato allora Oprandi.
La lista nera del 2011:
Philipp Kohlschreiber, Potito Starace, Andreas Seppi, Fabio Fognini, Janko Tipsarevic, Michael Llodra, Nikolay Davydenko, Teymuraz Gabashvili, Victor Crivoi, Christophe Rochus, Oscar Hernandez, Yevgeny Korolev, Filippo Volandri, Wayne Odesnik, Victoria Azarenka, Agnieszka Radwanska, Francesca Schiavone, Sara Errani, Maria Kirilenko, Kateryna Bondarenko.
La lista dei sospetti del 2011:
Brian Dabul, Eduardo Scwhank, Jeremy Chardy, Simone Bolelli, Lukasz Kubot, Carlos Berlocq, Igor Kunitsyn, Andrey Golubev, Alex Bogomolov, Somdev Devvarman, Steve Darcis, Marin Cilic, Flavio Cipolla, Ivo Karlovic, Viktor Troicki, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Virginie Razzano, Romina Oprandi, Dominika Cibulkova, Eleni Daniilidou.
LA LISTA DI SHOWLEGEND (2015)
Dopo le liste del 2011 rispolverate dal Blick, è spuntata nelle scorse ore una nuova lista di nomi dei tennisti che sarebbero coinvolti nello scandalo di corruzione rivelato lunedì da BBC e Buzzfeed News.
In questo caso, secondo i due blogger di Showlegend che l'hanno diffusa, si tratterebbe di una lista attuale, realizzata incrociando le informazioni fornite dai due media con le statistiche delle vittorie e delle sconfitte di tutti i giocatori che hanno militato nel circuito ATP negli ultimi cinque anni.
La lista dei sospetti comprende i seguenti 15 nomi:
Igor Andreev, Lukas Lacko, Ivan Dodig, Andrey Golubev, Juan Ignacio Chela, Lleyton Hewitt, Jan Hajek, Albert Montanes, Daniel Gimeno-Traver, Janko Tipsarevic, Alex Bogomolov Jr, Matthew Ebden, Denis Istomin, Teymuraz Gabashvili e Michael Russell.
Il sito d’informazione ha precisato però che si tratta solo dei nomi che sono stati comunicati.
Perciò, non necessariamente, questi tennisti sono colpevoli di aver aggiustato volontariamente il risultato di un loro match.
Lleyton Hewitt, accusato il giorno dopo essersi ritirato tra la gloria generale, non ci sta: “Questa situazione è una farsa assoluta. E’ assurdo il fatto che sia uscito il mio nome in questa vicenda”.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
giovedì 14 gennaio 2016
La Maledizione Di Ramsey: Tutte Le Morti Celebri
Il popolo del Web, si sa, vive di leggende e la maledizione di Aaron Ramsey (giocatore gallese dell'Arsenal) è una di queste.
Cosa dice questa maledizione? Che quando segna Ramsey, da lì a poco, morirà qualcuno "famoso".
Ramsey inizia a giocare nel Cardiff City, poi nel 2008 (appena 18enne) si trasferisce all'Arsenal.
L'anno in cui il promettentissimo centrocampista gallese fa vedere qualcosa è quello successivo: nel 2009.
Tuttavia il 27 Febbraio 2010 in un violentissimo scontro contro il difensore dello Stoke City, Ryan Shawcross, s'infortunia gravemente.
Infatti una doppia frattura di tibia e perone della gamba destra mise a serio rischio la sua carriera.
9 mesi di stop.
Il suo ritorno coincise con il prestito al Nottingham Forest e alla sua ex squadra(il Cardiff City) per ritrovare la forma.
Dopo 1 anno dal terribile infortunio e come detto dopo qualche mese in Championship, ritorna all'Arsenal a Febbraio del 2011.
LA MALEDIZIONE E LE CELEBRITA' MORTE
Secondo il tabloid "The Sun" è proprio nei mesi successivi che inizia questa fantomatica maledizione, precisamente il 1 maggio del 2011.
Quel giorno Ramsey piegò il Manchester United (storico rivale dell'Arsenal), il giorno successivo Osama Bin Laden venne ucciso durante un raid compiuto dagli americani.
Poi il 2 ottobre dello stesso anno, Ramsey fece gol al Tottenham, tre giorni dopo fu annunciata la morte di Steve Jobs (Apple).
Il 19 ottobre, il centrocampista dei Gunners segnò contro il Marsiglia in Champions League e lo stesso il giorno il colonnello Muʿammar Gheddafi fu catturato, torturato e ucciso barbaramente.
Nel 2012 l’11 febbraio, Ramsey andò in rete contro il Sunderland e da Los Angeles arrivava la notizia della scomparsa di Whitney Houston.
Il 4 agosto 2012 Ramsey segnò con la nazionale britannica alle olimpiadi (contro la Corea), il giorno dopo passò a miglior vita Chavela Vargas (cantante messicana molto nota in centro America).
Il 22 marzo 2013 segnò durante Scozia-Galles, il giorno stesso se ne andò Bebo Valdes (pianista cubano).
Nel 2013 il gol al Wigan corrispose con la morte, tre giorni dopo, del dittatore Jorge Videla.
Il 18 settembre 2013 ad andarsene fu il pugile ed attore americano Ken Norton (Ramsey aveva segnato contro il Marsiglia in Champions League).
Il 30 novembre 2013 una doppietta Aaron avrebbe colpito sempre al di là dell'oceano, con la morte dell'attore Paul Walker.
Il 20 aprile 2014 Ramsey segna contro l'Hull, dopo poche ore muore il pugile Rubin "Hurricane" Carter.
Poi ci fu il suicidio di Robin Williams, era l'11 agosto 2014, e Ramsey aveva segnato il giorno prima contro il Manchester City.
In seguito toccò a Sir Richard Attenborough, di Jurassic Park, in quel caso il centrocampista di Wenger aveva gonfiato la rete dell'Everton.
Il 6 dicembre 2014 il gallese segna allo Stoke City e il giorno dopo muore Mango.
Poi si arriva al musicista David Bowie (rete contro il Sunderland) e il 14 gennaio 2016 ad Alan Rickman regista ed attore britannico (rete ad Anfield nel 3-3 contro il Liverpool).
RAMSEY PORTA SFIGA QUINDI?
Quindi è vero che quando segna Ramsey, muore qualcuno? Trattasi ovviamente di semplice fatalità e coincidenze perchè Ramsey di reti ne ha segnate comunque di più.
Da quando è ritornato all’Arsenal(febbraio 2011), infatti, è già andato a segno per 32 volte, a cui si dovrebbero sommare almeno altre 5 reti con la nazionale del Galles.
Nelle stagioni 2013-14 e 2014-15 il centrocampista è andato in gol con il proprio club rispettivamente 16 volte e 10 volte e nella stagione in corso è già a quota 5.
E direi che, viste le statistiche, i conti non tornano perchè una maledizione dovrebbe valere sempre...non a piacimento.
T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog: Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)
Cosa dice questa maledizione? Che quando segna Ramsey, da lì a poco, morirà qualcuno "famoso".
Ramsey inizia a giocare nel Cardiff City, poi nel 2008 (appena 18enne) si trasferisce all'Arsenal.
L'anno in cui il promettentissimo centrocampista gallese fa vedere qualcosa è quello successivo: nel 2009.
Tuttavia il 27 Febbraio 2010 in un violentissimo scontro contro il difensore dello Stoke City, Ryan Shawcross, s'infortunia gravemente.
Infatti una doppia frattura di tibia e perone della gamba destra mise a serio rischio la sua carriera.
9 mesi di stop.
Il suo ritorno coincise con il prestito al Nottingham Forest e alla sua ex squadra(il Cardiff City) per ritrovare la forma.
Dopo 1 anno dal terribile infortunio e come detto dopo qualche mese in Championship, ritorna all'Arsenal a Febbraio del 2011.
LA MALEDIZIONE E LE CELEBRITA' MORTE
Secondo il tabloid "The Sun" è proprio nei mesi successivi che inizia questa fantomatica maledizione, precisamente il 1 maggio del 2011.
Quel giorno Ramsey piegò il Manchester United (storico rivale dell'Arsenal), il giorno successivo Osama Bin Laden venne ucciso durante un raid compiuto dagli americani.
Poi il 2 ottobre dello stesso anno, Ramsey fece gol al Tottenham, tre giorni dopo fu annunciata la morte di Steve Jobs (Apple).
Il 19 ottobre, il centrocampista dei Gunners segnò contro il Marsiglia in Champions League e lo stesso il giorno il colonnello Muʿammar Gheddafi fu catturato, torturato e ucciso barbaramente.
Nel 2012 l’11 febbraio, Ramsey andò in rete contro il Sunderland e da Los Angeles arrivava la notizia della scomparsa di Whitney Houston.
Il 4 agosto 2012 Ramsey segnò con la nazionale britannica alle olimpiadi (contro la Corea), il giorno dopo passò a miglior vita Chavela Vargas (cantante messicana molto nota in centro America).
Il 22 marzo 2013 segnò durante Scozia-Galles, il giorno stesso se ne andò Bebo Valdes (pianista cubano).
Nel 2013 il gol al Wigan corrispose con la morte, tre giorni dopo, del dittatore Jorge Videla.
Il 18 settembre 2013 ad andarsene fu il pugile ed attore americano Ken Norton (Ramsey aveva segnato contro il Marsiglia in Champions League).
Il 30 novembre 2013 una doppietta Aaron avrebbe colpito sempre al di là dell'oceano, con la morte dell'attore Paul Walker.
Il 20 aprile 2014 Ramsey segna contro l'Hull, dopo poche ore muore il pugile Rubin "Hurricane" Carter.
Poi ci fu il suicidio di Robin Williams, era l'11 agosto 2014, e Ramsey aveva segnato il giorno prima contro il Manchester City.
In seguito toccò a Sir Richard Attenborough, di Jurassic Park, in quel caso il centrocampista di Wenger aveva gonfiato la rete dell'Everton.
Il 6 dicembre 2014 il gallese segna allo Stoke City e il giorno dopo muore Mango.
Poi si arriva al musicista David Bowie (rete contro il Sunderland) e il 14 gennaio 2016 ad Alan Rickman regista ed attore britannico (rete ad Anfield nel 3-3 contro il Liverpool).
RAMSEY PORTA SFIGA QUINDI?
Quindi è vero che quando segna Ramsey, muore qualcuno? Trattasi ovviamente di semplice fatalità e coincidenze perchè Ramsey di reti ne ha segnate comunque di più.
Da quando è ritornato all’Arsenal(febbraio 2011), infatti, è già andato a segno per 32 volte, a cui si dovrebbero sommare almeno altre 5 reti con la nazionale del Galles.
Nelle stagioni 2013-14 e 2014-15 il centrocampista è andato in gol con il proprio club rispettivamente 16 volte e 10 volte e nella stagione in corso è già a quota 5.
E direi che, viste le statistiche, i conti non tornano perchè una maledizione dovrebbe valere sempre...non a piacimento.
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