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sabato 25 aprile 2020

I "Fenomeni" Della Serie A Diventati "Bidoni" In Premier League (Dagli Anni 90 In Poi)

Negli anni 90 (quando il campionato italiano di Serie A contava qualcosa a livello europeo ed era forse il migliore al mondo) c'era la credenza che gli stranieri che venivano a giocare in Italia facevano fatica per le "arcigne" difese. Giocatori inglesi soprattutto.
Sicuramente ci sono stati stranieri (anche inglesi) che in Italia hanno fatto fatica e non si sono mai ambientati ma a ben vedere vale anche il viceversa e in numeri ben maggiori.
La cosa curiosa è che molti di questi nomi non sono solo degli ultimi anni (dove tra Premier League e Serie A c'è un abisso) ma risalgono anche agli anni 90 e soprattutto ad inizio millennio (dove la Serie A era di ben alto livello rispetto all'ultimo decennio).
Sono innumerevoli infatti, i giocatori che hanno segnato carrettate di gol in Serie A e poi in Premier League sono stati autentici fantasmi (allontanati dopo 1 anno o anche meno). Saranno citati ovviamente anche difensori e centrocampisti che giocavano (più o meno da protagonisti) in Italia e poi sono finiti in Inghilterra.
Vediamo i principali.

La rivista FourFourTwo nella classifica dei 50 bidoni che hanno giocato in Inghilterra, ha citato:
-Corrado Grabbi (30 presenze al Blackburn con 2 gol)
-Andrea Silenzi (12 presenze al Nottingham Forest con 0 gol)
-Tomas Brolin (32 presenze tra Leeds e Crystal Palace con 4 gol)
-Massimo Taibi (al Manchester Utd si ricorda la clamorosa papera su tiro di Le Tissier)
-Christian Poulsen (12 presenze al Liverpool)
-Roque Junior (un fenomeno nemmeno in Italia ma subito allontanato dal Leeds dopo 5 presenze)
-Andy Van Der Meyde (4 stagioni all'Everton e solo 20 presenze)



Ma ovviamente la rivista ha cercato di spaziare inserendo anche altri giocatori perchè in realtà i giocatori italiani/stranieri più o meno forti in serie A (fenomeni o presunti tali) che poi si sono rivelati bidoni in Premier League sono molti di più:
-Faustino Asprilla (48 presenze al Newcastle con 9 gol)
-Andrij Shevchenko (48 presenze al Chelsea con 9 gol)
-Hernan Crespo (49 presenze al Chelsea con 20 gol)
-Adrian Mutu (27 presenze al Chelsea con 6 gol)
-Juan Sebastian Veron (58 presenze in 3 anni tra Manchester Utd e Chelsea con 8 gol)
-Matteo Ferrari (8 presenze all'Everton)
-Per Kroldrup (2 presenze all'Everton)
-Andrea Dossena (18 presenze al Liverpool in 2 anni, 7 al Sunderland, 15 al Leyton Orient)
-Lorenzo Amoruso (18 presenze al Blackburn in 3 anni)
-Alberto Aquilani (18 presenze al Liverpool)
-Dino Baggio (9 presenze al Blackburn)
-Dario Marcolin (10 presenze al Blackburn)
-Gabriele Ambrosetti (16 presenze al Chelsea in 2 anni)
-Bernardo Corradi (25 presenze=3 gol al Manchester City)
-Massimo Maccarone (81 presenze al Middlesbrough con 18 gol)
-Vincenzo Montella (10 presenze al Fulham con 3 gol)
-David Di Michele (30 presenze al West Ham con 4 gol)
-Alberto Paloschi (10 presenze allo Swansea con 2 gol)
-Pablo Osvaldo (13 presenze al Southampton con 3 gol)
-Rolando Bianchi (19 presenze al Manchester City con 4 gol)
-Michele Padovano (12 presenze al Crystal Palace con 1 gol)
-Stefano Okaka (47 presenze tra Fulham e Watford con 7 gol)
-Stefan Jovetic (30 presenze al Manchester City con 8 gol)
-Federico Macheda (85 presenze tra Manchester Utd, QPR, Doncaster, Birmingham, Cardiff e Nottingham con 23 gol)
-Mario Balotelli (70 presenze tra Manchester City e Liverpool con 21 gol)
-Marco Borriello (2 presenze al West Ham)
-Simone Zaza (8 presenze al West Ham)
-Juan Cuadrado (13 presenze al Chelsea)
-Patrick Cutrone (12 presenze al Wolverhampton con 2 gol)



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giovedì 23 aprile 2020

Il Campionato Inglese a FIFA 20: ePremier League Invitational

A seguito dell'interruzione della Premier League (e di tutti i campionati inglesi ed europei) per via del Coronavirus, il sottosegretario alla Cultura Oliver Dowden, ha richiesto che le restanti partite vengano trasmesse in chiaro e quindi fruibili da tutti e non solo dagli abbonati alle pay tv Sky Sports e BT Sport (le due piattaforme che si sono assicurate i diritti delle gare del campionato inglese). Qualora si dovesse tornare in campo, si giocherebbe comunque a porte chiuse. Pertanto la preoccupazione principale è legata al fatto che i tifosi si possano riunire nelle case di chi possiede un abbonamento per seguire insieme i match, aumentando i rischi di contagio.
Nel mentre i calciatori della Premier League si stanno sfidando in questi giorni a FIFA 20 (EA Sports), torneo inaugurale ePremier League Invitational.
I giocatori si scontrano rappresentando la loro squadra in un torneo a eliminazione diretta per scoprire chi giocherà la finale, che sarà mostrata in diretta su Sky Sports sabato 25 aprile.
Il montepremi del torneo Invitational della ePremier League viene donato all'iniziativa #PlayersTogether, creata dai giocatori della Premier League per generare fondi per il Servizio sanitario nazionale e distribuirli dove c'è necessità.

Tra i giocatori che partecipano al torneo ci sono:
Trent Alexander-Arnold (Liverpool)
Raheem Sterling (Manchester City)
Wilfried Zaha (Crystal Palace)
John McGinn (Aston Villa)
Lys Mousset (Sheffield United) 
Diogo Jota (Wolverhampton Wanderers) 
Non troviamo solo giocatori della Premier League, ad esempio il Manchester Utd è rappresentato dal musicista Tom Grennan, stessa cosa l'Arsenal (da Josh Franceschi).
I round di apertura includeranno quattro partite al giorno tra le 12:00 e le 16:00 BST (da martedì 21 aprile a venerdì 24 aprile). Le semifinali e la finale saranno trasmesse in diretta su Sky Sports alle 15:00 BST di sabato 25 aprile.
Ovviamente si tratta di eSport a tutti gli effetti e su molti bookmaker (anche italiani) è possibile scommettere sull'esito delle partite.



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venerdì 17 aprile 2020

Spiegazione Ruoli Coach Football Americano: Head, Offensive, Defensive Coordinator e Special Team

In quest'articolo faremo chiarezza sui tanti ruoli e compiti dei coach del football americano ognuno specializzato ad allenare ogni fase di gioco o addirittura ogni ruolo.
Per quanto riguarda i giocatori:  Tutti I Ruoli Del Football Americano: Spiegazione e Compiti
Ovviamente in cima alla piramide c'è l'head coach ovvero l’allenatore della squadra.
Egli sviluppa il tipo di giocate da effettuare sia in attacco che in difesa, decide le varie sostituzioni da effettuare ed è il responsabile principale dell’andamento della squadra.
Ha quindi la massima responsabilità in un team ma è circondato da tanti collaboratori ed altri coach specializzati in ogni settore del campo.

Offensive Coordinator
Si tratta del coordinatore offensivo (e con quello difensivo) rappresenta il secondo livello della piramide manageriale.
In poche parole è il responsabile dell’attacco della squadra, ma sempre sotto la guida del proprio head coach.
Egli è per così dire il braccio (spiega ai giocatori cosa fare) dell’head coach.
Guidando quarterback e giocatori d'attacco propone le varie soluzioni al capo allenatore ed insieme decidono il da farsi (in pratica è l’head coach a decidere sotto parere del collaboratore).
In campo, invece, ad ogni drive provvede a comunicare quello giusto al quarterback.
Studia ogni possibile mossa e contromossa avversaria, se le cose non vanno bene dal punto di vista offensivo, molto spesso, le colpe sono le sue.

Defensive Coordinator
E’ il principale coordinatore della difesa. Ha le stesse funzioni e responsabilità dell’offensive coordinator, solo a squadra invertita.
Anche lui collabora con il coach nello scegliere gli schemi e a comunicarli successivamente sul campo alla difesa.
Lui e l'offensive coordinator si alternano sul campo.
Sia per l'attacco che per la difesa ci sono ulteriori coordinatori che però lavorano solo con i giocatori di linea o con singoli giocatori.

Special Team Coach
Il suo compito è quello di allenare tutti i componenti delle squadre speciali del team; così nelle situazioni di kick e punt scendono in campo i suoi giocatori.
Anche qui lui studia soluzioni e mosse a sorpresa.


Strenght & Conditioning Coordinator
Si tratta di un preparatore atletico e collaboratore dell’head coach.
Egli prepara atleticamente e fisicamente tutto il team durante il periodo dei training camp dove scegli gli esercizi da effettuare.



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domenica 12 aprile 2020

L'Evoluzione Dei Materiali Nelle Bici Da Corsa (Ciclismo)

La il materiale per costruire biciclette è un mix di elementi di meccanica, metallurgia, design, aerodinamica ed innovazione. Nel corso degli anni i progettisti e le case ciclistiche hanno sperimentato diverse soluzioni per contrastare lo strapotere dell’acciaio prima e del carbonio poi.
In origine le prime bici erano costruite quasi interamente in legno (oggi utilizzato solo per la costruzione di manubri e cerchi).
Il legno ha una buona resistenza a trazione, un peso ridotto e, come già detto, un’eccellente assorbimento delle vibrazioni.
Il punto debole è il facile invecchiamento che può essere migliorata attraverso trattamenti termici e chimici.
A livello ciclistico invece (primi decenni del 1900), le bici erano molto pesanti costruite da robuste tubazioni d'acciaio.
Circa 20 kg, in quanto dovevano resistere alle sollecitazioni meccaniche inferte dai terreni sconnessi (a quei tempi le strade non erano ancora asfaltate).
Vero che con il passare dei decenni, le bici diventano sempre meno pesanti ma la vera rivoluzione si ha negli ultimi 30 anni quando l'acciaio venne sostituito da materiali più leggeri e performanti, come l'alluminio, la fibra di carbonio ed il titanio; anche l'aerodinamica subì un'evoluzione: forme sempre più moderne ed esteticamente accattivanti, si resero necessarie per fare meno fatica e competere ad alti livelli.


GALLERIA DEL VENTO
Tra i primi a sperimentare la "Galleria del Vento" negli anni 90 fu Miguel Indurain.
Si tratta di un impianto a circuito chiuso verticale, al cui interno si trovano due sezioni di prova, dalle caratteristiche complementari, ottimizzate per le prove di Ingegneria del Vento (sezione a strato limite) e per quelle in ambito aeronautico.
All'interno troviamo 14 ventilatori in parallelo, del diametro di 2 metri ciascuno, che erogano una potenza complessiva di 1.5 MW (MegaWatt).
La parte superiore dell’edificio ospita la sezione di prova a strato limite.
La velocità massima del vento in questa sezione è di 16 m/s, pari a 57.6 km/h, con un Indice di Turbolenza (IT) inferiore al 2%, con possibilità di simulazione dello strato limite tipico del vento terrestre (IT>25%).
La bicicletta viene fissata su un supporto che consente la rotazione di entrambe le ruote, con due rulli collegati tra loro da una cinghia dentata, e permette all’atleta di assumere la posizione preferita. Sotto alla base si trova una grande bilancia di precisione che misura la forza di trascinamento (drag). Alcune telecamere riprendono gli esperimenti e interfacciano le immagini con il rilevamento dei dati strumentali.
E' presente anche una camera di prova aeronautica, che misura 4×3.84×6 metri, con la possibilità di effettuare prove sia in camera chiusa sia in getto libero. In questo ambito, la velocità massima del vento è di 55 m/s. Ciascuna camera è dotata di un piano rotante circolare del diametro di 2.5 metri e di un sistema di traversi che permette di effettuare rilievi di scia, variando anche l’angolo d’incidenza.
La sezione a strato limite viene utilizzata dalle case produttrici di telai, componenti ed abbigliamento.
Le misurazioni effettuate nella Galleria del Vento sono rivolte al miglioramento dell’efficienza aerodinamica, parametro che può portare benefici molto grandi in termini prestazionali. Gli obiettivi sono la riduzione della superficie di esposizione all’aria e l’ottimizzazione della posizione di guida, dell’abbigliamento e dei componenti.
Inoltre vengono condotti esperimenti su diversi modelli, per stabilire il risparmio energetico e l’incremento di velocità derivanti da una ipotizzata riduzione della superficie esposta all’aria.
La riduzione della superficie esposta all’aria passa attraverso lo studio di ogni singola componente del sistema bici+ciclista. Ciò che influenza maggiormente l’aerodinamica è la ruota anteriore, poiché è il primo ostacolo incontrato dal flusso dell’aria frontale.
Una ruota lenticolare (utilizzata nelle cronometro) garantisce la migliore penetrazione aerodinamica, innescando le turbolenze del drag solo dopo la sua intera sagoma. Tuttavia, una ruota lenticolare porta a problemi in presenza di vento laterale che complicano ulteriormente i due tipi di moto della ruota, quello traslatorio (lungo il senso di marcia) e quello rotatorio (intorno all’asse dei mozzi), rendendo molto difficoltosa la guida.
Le ruote ad alto profilo portano vantaggi aerodinamici in molte situazioni, risentendo però della massa inerziale durante le salite. L’utilizzo in fase costruttiva di materiali sempre più leggeri le sta rendendo tuttavia sempre più performanti e utilizzate.
Il drafting, cioè il pedalare in fila indiana, porta enormi vantaggi ai ciclisti che seguono il capofila. Il beneficio del secondo atleta in termini di resistenza aerodinamica è di circa il 45%, valore che aumenta con l’aggiunta di altri componenti la fila.


ALLUMINIO E CARBONIO
Come detto l'acciaio dominò per gran parte del secolo del 1900, sino a che iniziarono a vedersi negli anni 90 le prime bici in alluminio (anche se i primi prototipi risalgono agli anni 70).
Ad esempio si ricordi Biarne Riis nel Tour 1996.
Per quanto riguarda l'alluminio, in seguito è stato miscelato ad altre leghe, ad esempio il Duralcan: una lega di alluminio combinata con elementi ceramici. Questi ultimi vengono aggiunti alla lega base di alluminio per migliorare le caratteristiche di resistenza meccanica, di allungamento e la bassa resistenza alla fatica intrinseca dell’alluminio, senza però aumentarne il peso.
Sempre nello stesso periodo si sono viste le prime bici in carbonio (inizialmente nelle crono).
Il carbonio è un materiale composto di fibre di carbonio e resina epossidica che fa da collante e protegge le fibre dalle aggressioni chimiche, meccaniche e climatiche. L’intreccio delle fibre forma un tessuto molto leggero ma anche dalla grande resistenza meccanica che lo rende ideale per l’uso nell’industria ciclistica.
Il principale valore della fibra di carbonio è che può essere orientata in modo da fornire rigidezza o flessibilità nei punti critici del telaio a seconda delle esigenze progettuali e questo consente di creare telai molto reattivi ma anche in grado di assorbire le vibrazioni.
L’utilizzo di fibre più resistenti consente di utilizzare meno materiale e quindi di eliminare peso in eccesso.
Le lavorazioni in carbonio sono molto più difficoltose (quindi costose) di quelle in alluminio.


MAGNESIO
Tra i metalli strutturali il magnesio è quello più leggero. La sua densità è pari a soli 1,739 g/cm3, circa un terzo dell’alluminio (peso inferiore di circa il 35%, rispetto all'acciaio del 75%!).
La sua bassa densità, unita a proprietà meccaniche molto interessanti permette di realizzare componenti leggeri e molto resistenti.
Inoltre il materiale assorbe bene le vibrazioni.
Un difetto però può essere ricercato nella notevole predisposizione alla corrosione. L’utilizzo di leghe iperpure ha migliorato la situazione, riducendo al minimo la presenza di nichel, rame e ferro.
Il basso punto di fusione richiede inoltre una lavorazione molto attenta per cui arrivare alla tecnica migliore non è stato facile anche perché il magnesio fuso deve essere protetto dal contatto diretto dell’ossigeno che ne provocherebbe un decadimento veloce delle qualità. Le precauzioni da adottare per la sua lavorazione hanno dovuto fare i conti anche con la sua alta tendenza ad incendiarsi quando portato allo stato liquido.
Componenti in magnesio sono utilizzati da tempo, telai in magnesio solo dai primi anni del 2000.
Oscar Pereiro Sio, a seguito della squalifica di Floyd Landis al Tour De France 2006, vinse con una bici in lega di magnesio.


CARBONIO AEROSPAZIALE
La Pinarello ha sviluppato durante l'era "britannica" del Tour De France le primi bici asimmetriche in carbonio aerospaziale.
Si ricordi la dogma 60.1 di Bradley Wiggins.
Poi la dogma 65.1 e F8 di Chris Froome e l'F10 di Geraint Thomas.
Ad esempio l'F10 presentava un tubo obliquo innovativo a doppia sezione con alloggiamento per la centralina del cambio, rinforzato all’altezza dell’attacco sella, carro posteriore asimmetrico e forcella dritta di derivazione della dogma 60.1 con la quale Wiggins ha stabilito il record dell’ora.
Migliora così l’aerdinamica (12,6%), la rigidezza (7%) e cala il peso (6,3%).
Come si sa, la fibra di carbonio in caso di impatto violento si spezza provocando tante microfratture. Il carbonio aerospaziale ha sopperito a questo problema inventando di fatto un sistema che impedisce il propagarsi di microfratture o impedendo il cedimento immediato con la rottura netta della fibra.
Si tratta di nanoparticelle distribuite all’interno del reticolo fibroso del carbonio che in caso di urto agiscono sul problema.
L’utilizzo di una fibra ad altissima resistenza ed affidabilità come la Torayca 65HM1K Nanoalloy™ technology permette di utilizzare meno materiale rispetto ad altre fibre convenzionali, questo ovviamente a favore del peso aumentando paradossalmente la stabilità e la sicurezza.


MATERIALI ALTERNATIVI
Non sono utilizzati a livello di ciclismo però come materiale di costruzione sono molto utilizzati anche titanio e berillio.
La bici in titanio è leggera come l’alluminio, robusta come l’acciaio e resistente come la fibra di carbonio.
Il titanio è ricavato tramite procedimenti chimici da un minerale denominato ilmenite, dove l’elemento titanio è legato a minerali di ferro. Attraverso procedimenti chimici con acidi cloridrico prima e solforico poi, il titanio viene liberato dalla lega con il ferro e si presenta puro e lavorabile.
In realtà si parla di leghe di titanio, che si differenziano dal titanio puro poiché legate con altri minerali come il vanadio.
La sua applicazione nel ciclismo risale agli anni ’70.
Il titanio ha una densità che è circa la metà dell’acciaio, anche se si mantiene doppia rispetto a quella dell’alluminio. La resistenza a trazione e a compressione è molto elevata.
Il titanio eccelle sia per rigidezza che per resistenza a fatica, tanto che alcuni lo considerano un materiale eterno, alla pari della fibra di carbonio, che però soffre l’influsso dei raggi UV.
Inoltre il titanio, se lavorato correttamente, è immune alla corrosione, infatti viene utilizzato nelle coperture esterne di palazzi, poiché lo strato esterno del titanio è già ossidato da un film resistentissimo.
La realizzazione di un telaio in titanio è molto particolare e necessita di apparecchiature specifiche. Infatti questo materiale è molto difficile da lavorare alle macchine utensili, per via della sua durezza, e richiede elevate coppie e numeri di giri.
Il problema del titanio è che è molto costoso per via del complesso procedimento chimico per la sua estrazione e per la difficile lavorazione (richiede macchinari appositi).
Il berillio, elemento metallico molto duro e leggero, ha un costo di produzione elevatissimo, anche superiore a quello del titanio! Riesce però a essere meno denso dell’alluminio di quasi 1/3, ha un’ottima resistenza alla trazione e un alto modulo di resistenza. Se dividiamo il modulo di resistenza meccanica per la sua densità, otteniamo il valore più alto di tutti i metalli esistenti al mondo.
Tuttavia si tratta di un materiale raro e di difficile produzione.
Nella costruzione di telai di biciclette è stata testata una soluzione, formata da una lega di alluminio e berillio in % differenti, per ottenere un telaio molto resistente e leggerissimo ma dal prezzo improponibile.



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martedì 7 aprile 2020

Quale Fu La Prima Squadra Di Calcio Ad Avere Un Sito Internet?

Come si sa, il calcio è nato in Inghilterra.
Qualsiasi cosa collegata al calcio molto probabilmente è nata in Inghilterra: dalle invenzione delle porte, passando per il primo regolamento.
Ovviamente il primo club calcistico fu inglese (Sheffield FC, 1857), idem lo stadio più vecchio al mondo (Sandygate Road dell'Hallam FC, Sheffield, 1860), etc
Ma quale fu la prima squadra ad avere un sito internet? Inglese per caso? Yes.
Iniziamo col dire che Internet, per come lo conosciamo oggi, nasce nel 1991 e viene reso pubblico nel 1993.
La prima squadra di calcio ad avere una pagina web (non-ufficiale) fu l’Ipswich Town: più precisamente si tratta del sito TWTD
Essa finì online nell'ormai lontano 1995 ed è aggiornata tutt'ora (il sito è stato modernizzato, anche se poi neanche tanto).
A raccontare l'aneddoto fu Martyn Amos.
Lo stesso, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Guardian, affermò che l’idea del sito nacque per merito di Phil Clarke nel 1990, che lavorava presso la British Telecom (BT) nella cittadina di  Martlesham, nei pressi di Ipswich, quando il web era ancora in fase embrionale.
Fu anche Paul Felton, all’epoca studente all’Università di Norwich, a prendersi cura del progetto.
Una volta che Paul concluse gli studi, fu lo stesso Amos a prendersi carico del progetto quando quest’ultimo studiava a Warwick (1995-1996).
Paul tornò a gestire la pagina nel 1996 e fino al 2001, quando fu lo stesso club a capire le potenzialità del web in termini d’immagine, chiamando in causa un’azienda, l’AWS, che cominciò a farlo diventare più professionale.
Pur tuttavia, secondo altri, il primo sito dedicato ad una squadra di calcio fu quello del Reading: Hob Nob Anyone: oggi chiamato royals.org).
La diatriba su quale fosse la prima squadra di calcio a comparire su internet però è lunga da sbrigare.
Il loro sito a dire del fondatore dovrebbe essere nato nel 1994 e nel 2014 contava 8.000 membri e 37mila visite (uniche) mensili.
Secondo il parere del suo fondatore, Graham Loader, tutto nacque da un’email e dal fatto che trovò eccitante scrivere di calcio e ricevere domande anche da posti lontani come Canada ed Australia (la comunicazione avveniva tramite mail).

Loader (nel 2014): "È pazzesco. Non posso credere che siano passati 20 anni. Non è cambiato molto negli ultimi 15 anni. È lo stesso forum e le stesse persone di sempre. Adesso sarebbe davvero difficile smettere"

Pare che il Reading, abbia poi utilizzato questo sito, come ufficiale.
Prima ovviamente di costruirsi un sito in proprio.
In realtà, il calcio apparve su internet ancor prima ed addirittura nel settembre 1993 (desy.de), quando finì sul web una pagina che parlava delle vicende dello Sheffield Wednesday FC, grazie ad alcuni studenti che frequentavano l’Università di Nottingham.
Il sito era: nott.ac.uk
Ad essere precisi però la pagina comparve nel NCSA Mosaic, un browser che vide la luce nel 1992 e che serviva appunto per facilitare la navigazione (ai tempi non esistevano ancora i motori di ricerca).
La popolarità di Mosaic come browser diminuì dopo il rilascio di Netscape Navigator e dal 1998 il browser è praticamente scomparso.
Anche il sito, ormai, non è più accessibile.



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sabato 28 marzo 2020

La Storia Di Manti Te'o e La Truffa Della Fidanzata Virtuale (NCAA)

La carriera di Manti Te'o (oggi ai New Orleans Saints, NFL) sarà per sempre associata all'incredibile storia di "catfishing" (a suo dire) in cui fu protagonista nel 2012 quando giocava in NCAA con Notre Dame.
Per "catfishing" ci si riferisce a crearsi un'identità parallela sul web che sotto mentite spoglie (identità rubata e credenziali false) intrattiene relazioni sul web con uomini/donne ignari di tutto ciò.
Al giorno d'oggi per guadagnarsi copertine, interviste in TV e un seguito di fan, è necessaria una storia. E se non si hanno queste caratteristiche a propria disposizione, tanto vale inventarsela la storia. È quello che ha fatto Manti Te'o.
Pare infatti che il giocatore, con l'aiuto di un amico, si sia inventato di sana pianta una fidanzata appunto, chiamata Lennay Kekua e che con questa abbia intrattenuto sotto gli occhi di tutti una relazione "virtuale", soprattutto attraverso Twitter, finché la ragazza non è morta di leucemia l'11 settembre 2012 (6 ore prima era morta anche la nonna di Manti). I due si erano "conosciuti" in California nel 2009.
Una storia tragica dettata ancor di più dall'impossibilità del giocatore di partecipare al suo funerale per giocare un match importante.
Un match giocato splendidamente e dedicato alla memoria della nonna e della fidanzata morta, a seguito di una prestazione mostruosa (sarebbe stato il doppio lutto a spronarlo e a dare il meglio di sè).


IMBROGLIO SCOPERTO
Fu il sito statunitense Deadspin.com a svelare con un'attenta investigazione che la presunta storia d'amore era, in realtà, falsa.
E che Lennay Kekua non è mai esistita. E le foto diffuse con il suo nome appartengono a un'altra donna.
La dolce fidanzata Lennay era in realtà Ronaiah Tuiasosopo (un suo amico e cugino di Marques Tuiasosopo ex QB di Raiders e Jets), che ha usato foto di una sua ex compagna di liceo, Diane O’Meara, per il profilo Facebook di Lennay (in realtà su Twitter, dove i due innamorati si scrivevano, l'account era gestito da più persone).
Il coach Jack Swarbrick assunse investigatori privati ​​per far luce sulla vicenda chiarendo in ogni caso che il rapporto di Te'o con Kekua era "esclusivamente virtuale". Ciò era in conflitto con i precedenti resoconti di Te'o e della sua famiglia che affermavano che la coppia si era incontrata per la prima volta dopo una partita di Football e che lei gli aveva fatto visita alle Hawaii. Swarbrick informò Te'o della bufala il 26 dicembre dopo aver ricevuto una telefonata (il 6 dicembre) di una donna chiamata Kekua, sostenendo che era ancora viva. Te'o citò la morte di Kekua in almeno quattro interviste separate nei giorni successivi a quella telefonata.
Manti Te'o trapelato lo scoop si dichiarò "vittima" di un raggiro. Ma sono sempre stati in pochi a credergli. Per i fan e la stampa è difficile dimenticare le bugie, di Manti e del padre Brian, che parlavano di come Lennay fosse stata a casa loro alle Hawaii e del bellissimo rapporto tra i due giovani.
Il dubbio, dopo tante bugie, è che Manti sapesse bene che Lennay non era reale e che inventare una relazione potesse avere altri scopi: celare una sua eventuale omosessualità, essendo di fede mormone e una star del football, oppure appunto crearsi un "personaggio".
Tuiasosopo in seguito ha confessato dicendo di essersi innamorarsi di Te'o e di aver usato l'identità di Kekua come via di fuga. Ha anche ricreato la voce femminile. I genitori di Tuiasosopo, tuttavia, dissero al New York Post che la voce di Kekua apparteneva alla cugina di Tuiasosopo. Nonostante la rivelazione che Kekua non esistesse, l'ex giocatore della NFL Reagan Maui'a disse che aveva incontrato due volte qualcuno che affermava di essere Kekua e che le era stata presentata da Tuiasosopo.


SITI CHE PERMETTONO L'AFFITTO DI FIDANZATE VIRTUALI
Online comunque esistono molti siti che permettono di fare raggiri e scherzi del genere come "Assumi una fidanzata" ("Girlfriend Hire"). Uno dei tanti siti nati sulla scia di Fiverr.com, piattaforma che permette di offrire il proprio talento (per piccoli lavori) a 5$. Nel caso di GirlfriendHire gli utenti possono acquistare, sempre per 5 dollari, le false attenzioni di donne di ogni nazionalità, disposte tra le altre cose a scrivere finti messaggi d'amore sulla bacheca Facebook o direttamente sul cellulare dell'interessato. Per trasformarlo in un playboy o scatenare gelosie.
Sale decisamente il prezzo per "affittare" una ragazza immaginaria sul sito brasiliani Namoro Fake che permette di acquistare il falso profilo di una ragazza su Facebook per 39$ a settimana. La società che offre il servizio farà in modo che la ragazza virtuale cambi il suo status (da single a impegnata) e scriva sulla bacheca dell'acquirente messaggi su messaggi.
Il sito Fake Internet Girlfriend va oltre i semplici messaggi su Facebook. La finta fidanzata infatti effettuerà almeno due telefonate al mese e invierà fino a 10 messaggi di testo. Un "pacchetto completo" che costa circa 250$ al mese.


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sabato 21 marzo 2020

La Storia Di Graeme Le Saux e Le Accuse Di Omofobia

La storia di Graeme Le Saux, ex terzino sinistro del Chelsea, Blackburn e Southampton, merita di essere raccontata.
Non foss'altro perchè è una storia particolare e perchè Le Saux è stato un ottimo giocatore che per 6 anni è stato anche convocato per la nazionale inglese (36 presenze).
Al di là delle indubbie doti calcistiche, per tutti gli anni 90 è stato sbeffeggiato, deriso, preso in giro e accusato di essere omosessuale, una vicenda sfruttata da tifosi e squadre avversarie, tabloid e TV.

Le Saux ha raccontato la propria vicenda nella sua autobiografia: "non sono gay, e non lo sono mai stato, ma sono diventato vittima dell’ultimo tabù del calcio inglese. Siccome avevo interessi diversi, siccome non mi sentivo a mio agio nella cameratesca e machista cultura dell’alcol che era dominante nel calcio inglese di fine anni 80, fu dato per scontato dai miei compagni di squadra che in me c’era qualcosa di sbagliato. Ne seguì, naturalmente, che dovevo essere gay"

Nell’estate del 1991, quando Le Saux era un ragazzo appena uscito dalle giovanili, fece amicizia con un compagno di squadra chiamato Ken Monkou e fece una vacanza assieme. Al ritorno dalle vacanze, i compagni gli chiesero delle proprie vacanze e Le Saux aveva raccontato del viaggio. Da questo banale episodio cominciò a diffondersi nello spogliatoio la battuta su "Le Saux che va in campeggio con Monkou, com'è dormire solo soletto con lui?".
E giù di risate.

Le Saux anziché ridere delle prese in giro reagiva e protestava.
Del resto se non reagisci all’accusa vuol dire che quell’accusa è veritiera; se reagisci, è perché hai qualcosa da nascondere. In entrambi i casi sei fottuto.
Graeme prese seriamente in considerazione l'idea di smettere di giocare.

"Tutto quello che facevo veniva usato come prova che fossi omosessuale: come mi vestivo, la musica che ascoltavo, il fatto che andassi alle mostre, i giornali che leggevo, erano tutti indizi che andavano a confermare il loro pregiudizio sulla mia sessualità"

Dunque un altro fattore che confermava i pregiudizi del mondo del calcio e quindi sulla sua omosessualità, era il fatto che Le Saux leggesse il Guardian, un quotidiano generalista e con un’aura da intellettuale (diplomato ed anche iscritto all'università, prima di lasciare, una volta diventato professionista). Una volta Andy Townsend, un compagno di squadra, gli tolse il giornali di mano dicendo di voler leggerlo, e dopo un paio di secondi glielo gettò a terra dicendogli "ma non c’è un cazzo di sport qui dentro!". Il resto della squadra scoppiò a ridere.
Le Saux diventò oggetto di prese in giro giornaliere, e con la fama le cose peggiorarono.

"In quei giorni, se qualcuno pensava che tu fossi anche solo un poco effemminato, eri nei casini"
Il pettegolezzo si diffuse agli allenatori, alla società, e a settembre durante una partita col West Ham, il tifosi avversari cominciarono a cantare sul motivo di People Go West dei Village People "Le Saux, takes it up the arse" (Le Saux lo prende nel culo).

"Pensai: o mio Dio, è finita. Sapevo che da quel momento in poi i tifosi di qualunque squadra mi avrebbero rovinato la vita"

Se c’era un momento di vuoto nella partita, se non c’era un gol, se non si sapeva cosa cantare, quel coro era l’opzione di riserva.
Da questo, dice Le Saux, capisci molto della mentalità delle masse: se la partita comincia male, dirigono la loro rabbia e frustrazione verso di te.

"Provai a prevenirlo facendo il macho, pensate che vita miserabile deve essere, cercare di manifestarsi come macho in ogni cosa che si fa in campo: la cosa peggiore era quando andavo a battere un calcio d’angolo, e vedevo le persone a pochi metri da me, gente livida di rabbia che mi urlava insulti"

Le Saux, prima di ritornare al Chelsea, vince una Premier League anche con il Blackburn.
In questo periodo si ricorda una rissa con il suo compagno di squadra David Batty, quando i Rovers stavano giocando contro lo Spartak Mosca in Champions League.
Un episodio che lo colpì molto accadde in casa del Liverpool ad Anfield Road: andò a battere un fallo laterale e vide a pochi metri di distanza un padre e un bambino di non più di dieci anni che gli gridava "frocio, lo prendi nel culo!".
Un altro caso eclatante fu quello con Paul Ince, con cui Le Saux aveva sempre avuto un bel rapporto. Durante una partita, Ince aveva provocato varie volte Le Saux con il solito insulto "frocio, frocio!" e dopo avergli fatto un fallo, con Le Saux a terra, gli disse: "alzati, signorina, non ti sei fatta nulla".
A quel punto Le Saux rispose con un insulto alla moglie di Ince.
Questi impazzì, per tutto il resto della partita provo a spezzargli una gamba, e sulla via degli spogliatoi gli tirò un cazzotto.

"Voleva ammazzarmi ma volevo fargli provare un po’ della stessa moneta. Mi sono domandato se fosse diffamatorio essere chiamato omosessuale dato che non lo ero ma nel calcio penso che lo sia, perché uno si deve difendere: ammettere di essere gay può voler dire la fine della tua carriera”, nessuna squadra ti cerca più, nessun allenatore ti vuole più in squadra perché pensa che potresti creare problemi allo spogliatoio. È un atto d’accusa per il calcio, ma è così"

Il culmine della vicenda capitò sempre contro il Liverpool nel 1999, a Stamford Bridge.
Robbie Fowler, attaccante noto per le sue trovate (tipo segnare e festeggiare sniffando l'erba come se fosse cocaina), fece un fallo su Le Saux, seguito dal solito "alzati frocio". Poi si piegò con il sedere verso Le Saux come a dirgli "vieni, vieni, è per te".
Il guardalinee aveva visto tutto e Graeme andò da lui a chiedergli cosa pensasse di fare.
Quando Le Saux disse che non avrebbe ripreso a giocare se la terna arbitrale non avesse preso provvedimenti, l’arbitro ammonì Le Saux stesso per perdita di tempo.

"Forse avrei dovuto rifiutarmi comunque di battere se non lo avesse espulso, e così venire espulso io, ma non mi andava di diventare un martire della causa"

Fowler continuò con lo stesso gesto nel corso di tutta la partita, quindi Le Saux andò da lui e gli disse: "Robbie, sono sposato"(sposato con Mariana e con 2 figli).
Fowler rispose: "anche Elton John lo è, amico".
A quel punto Le Saux non ci vide più, tra calcetti e spinte continue, sino che, a palla lontana, tirò una gomitata sul viso a Fowler (non venne visto dalla terna però).
Prima di venire espulso, viene sostituito. Le Saux verrà squalificato per 1 giornata, Fowler per 2.
Graeme si ritirerà a 37 anni, nel 2005. Indipendentemente dal fatto che la federazione inglese non prese seri provvedimenti, questa vicenda fece prendere coscienza il mondo del calcio che esisteva un problema.


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