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martedì 24 novembre 2020

Arbitri Casalinghi? Lo Dimostra Lo Studio "Animals Spirits In The Beautiful Game"

Storicamente si è spesso fatto uso del detto "arbitro casalingo" etichettando quei fischietti che usano un metro di giudizio diverso a seconda delle squadre coinvolte (se di casa o trasferta). Un luogo comune rimane pur sempre un luogo comune (del resto sappiamo che i tifosi sono poco oggettivi nelle valutazioni), sino a che uno studio realizzato da Carlos Cueva nel 2020, ricercatore del Dipartimento di Analisi Economica dell'Università di Alicante, ha valutato l'effetto degli stadi vuoti sul calcio durante la pandemia. Effettivamente le statistiche dimostrano che senza tifosi (annullando quindi il fattore campo), gli arbitri sono più equi nel distribuire cartellini gialli, rossi, nel fischiare falli e rigori. I dati li troviamo nello studio "Animal Spirits In The Beautiful Game" (dal 1993 al 2020: 230,000 partite).
Prima di questo studio, l'International Of Environmental And Science Education, aveva analizzato 141,000 partite (dal 1963 al 2018) evidenziando che in Premier League le squadre di casa avevano una % di punti portati a casa del 61,9% (63,2% in Serie A, 64,2% in Germania e 66,4% in Spagna).
Secondo questo nuovo studio (che confronta il pre-Lockdown con quello che sta succedendo ora: partite a porte chiuse), la mancanza di pressione sociale esercitata dai tifosi di casa avrebbe ridotto i vantaggi della squadra interna.

Cueva: "Prima che gli stadi venissero chiusi al pubblico, la squadra di casa vinceva il 45% delle partite contro il 29% della squadra ospite, una differenza del 16%. Dopo la chiusura dello stadio, abbiamo il 41% delle vittorie locali e il 33% degli ospiti, una differenza di 8%"

E' stata anche studiata la variazione del metro arbitrale: "Il periodo della pandemia è l'unico in cui gli arbitri non puniscono maggiormente gli ospiti rispetto ai locali", dice l'economista. "Con il pubblico, la squadra ospite subiva il 3% di falli in più e riceveva il 17% in più di cartellini gialli e il 33% in più di cartellini rossi rispetto alla squadra di casa. Dopo la chiusura delle fasi, queste differenze, statisticamente molto significative, sono scomparse"

Quindi, ora una squadra che gioca in casa ha il 4% in meno di possibilità di vincere rispetto a prima della pandemia. La mancanza di tifosi ha portato gli arbitri a fischiare il 10% in più alla squadra di casa (cresciuto anche il numero di falli degli ospiti ma decisamente meno in proporzione), il 22% di gialli (1,79 gialli a partita prima del lockdown, oggi 2,18; valore inalterato per gli ospiti) e il 33% di rossi in più sempre per la squadra interna (0,09 rossi pre-Covid e 0,12 rossi ora; per le squadre in trasferta il numero è rimasto uguale: 0,12).


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venerdì 20 novembre 2020

Gli 8000 e Le Polemiche Sulla Scalata di Herzog e Lochenal (1950)

Maurice Herzog e Louis Lachenal il 3 giugno 1950 compiono una grande impresa diventando i primi uomini a conquistare un 8000 (Annapurna). Queste vette erano state sempre circondate da tragedie come quella degli inglesi George Mallory ed Andrew Irvine (scomparsi sull'Everest nel 1924 a circa 240 m dalla vetta, sommersi da folate di neve).
I 14 ottomila sono rappresentati da 9 nell’Himalaya e 5 nel Karakorum:

1 Everest 8848 m
2 K2 8611 m
3 Kanghenjunga 8586 m
4 Lhotse 8516 m
5 Makalu 8463 m
6 Cho Oyu 8201 m
7 Daulagiri 8167 m
8 Manaslu 8163 m
9 Nanga Parbat 8125 m
10 Annapurna 8091 m
11 Gasherbrum I 8068 m
12 Broad Peak 8047 m
13 Gasherbrum II 8035 m
14 Shisha Pangma 8027 m
Nel 1953 l'Everest verrà scalato per la prima volta dal neozelandese Edmund Hillary. L'ultimo dei 14 ottomila (Shisha Pangma) sarà profanato nel 1964.
Per approfondire: Le Morti Sull'Everest e La Tragedia Del 1996
L'unico mai violato d'inverno rimane il K2.
Per Herzog nella prima scalata di un ottomila (come detto nel 1950), il prezzo da pagare fu il congelamento di mani e piedi. Lachenal fu anche inghiottito da un crepaccio dove trascorsero una notte. Lachenal, al ritorno in patria, subì 14 operazioni in tre anni. Una conquista che fu un calvario e che trascinò per anni polemiche a non finire. Il mistero di quanto accadde sull’Annapurna 70 anni fa resterà tale.
Come accadeva in quegli anni, la spedizione Annapurna era segreta, soltanto Herzog poteva rendere pubblica l’impresa. E così fu. Tuttavia la sua versione non coincideva con quella di Lachenal, eroe rimasto nell’ombra. Soltanto alla fine degli 90, dopo una pubblicazione censurata dei suoi diari, vennero pubblicati i suoi appunti in cui la figura di Herzog venne ridimensionata. Herzog non voleva rinunciare alla vetta e Lachenal aveva scritto nei diari che lo aveva seguito per "portarlo indietro vivo. Se avessi dovuto lasciare i miei piedi per l’Annapurna me ne sarei infischiato.

"Quella marcia verso la vetta non era una questione di prestigio nazionale, ma un affare di cordata. Ambizione sfrenata"

E ci fu anche chi mise in dubbio che i due avessero mai raggiunto la vetta.
La fotografia di Herzog lo mostra su un pendio glaciale con al di sopra una spalla innevata che prosegue, i famosi 100 metri. Lachenal morì nel 1955 in un crepaccio del Monte Bianco, mentre scendeva nella Vallée Blanche.
La stessa figlia di Maurice Herzog, Félicité, qualche anno fa pubblicò un romanzo dal titolo "Un eroe" in cui mette in dubbio la veridicità del racconto del padre.

In un intervista al «Dauphiné Libéré»: "C’è stata la costruzione di un mito con una dose di menzogne. Sotto la pressione politica nazionalista mio padre e Lachenal avrebbero stretto un patto"

Félicité, turbata dalla vita disordinata del padre, con disattenzioni e infedeltà coniugali e familiari, e dalla malattia psichica del fratello Laurent aggiunge "Non si saprà mai che cosa accadde sulla cima dell’Annapurna".


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sabato 14 novembre 2020

L'Inviolabilità Del Vecchio Wembley Stadium (Statistiche & Record 1924-2000)

Il vecchio Wembley Stadium fu sicuramente il campo da calcio più famoso del mondo. Poiché l'Inghilterra è stata la culla del calcio condividendo con la Scozia il ruolo di fondatrice del calcio internazionale. Wembley, evolvendosi nello stadio nazionale inglese, guadagnò la considerazione mondiale come campo inviolabile e terreno sacro. Dopo che l'Inghilterra iniziò a giocare contro squadre diverse dalle altre dell'Union, le squadre nazionali mondiali considerarono un grande onore l'invito a giocare lì. La nazionale inglese ha giocato 223 partite nel vecchio Wembley.  Iniziarono la Scozia negli anni '20 e in seguito il Galles e l'Irlanda del Nord. Per questo motivo, la Scozia ha giocato il maggior numero di partite contro l'Inghilterra a Wembley (30), seguita dall'Irlanda del Nord (18) e Galles (16). Fuori dall'Union, Brasile e Germania/Germania Ovest hanno giocato 9 partite a testa.
Sono state 51 le nazionali ad aver giocato a Wembley. Due di queste squadre, il Resto d'Europa e il Resto del Mondo, non erano selezioni nazionali, ma squadre rappresentative composte da giocatori provenienti da diverse nazioni. L'Inghilterra ha quindi sfidato 49 squadre nazionali (comprendendo anche Germania unita e Germania Ovest da un lato, Cecoslovacchia e Repubblica Ceca dall'altro).  
Gli scozzesi sono stati battuti 16 volte su 30 partite, l'Irlanda del Nord 13 volte in 18 e il Galles 10 in 16 partite Tra le nazionali estere, l'Ungheria è stata sconfitta a Wembley più spesso di ogni altra, 6 volte in 7 partite (gli ungheresi, tra l'altro, furono la prima squadra a violare Wembley nel famoso 3-6 del 1953).   La vittoria più importante dell'Inghilterra a Wembley è, ovviamente, il 4-2 ai supplementari sulla Germania Ovest nella finale della Coppa del Mondo 1966.  Poiché l'Inghilterra era ampiamente considerata come la principale potenza calcistica mondiale, Wembley è sicuramente ricordato per la sua inviolabilità ma anche per alcune famose sconfitte inglesi. 


SCOZIA PRIMA A VINCERE A WEMBLEY (1938)
La Scozia è stata la prima di 17 nazionali a battere l'Inghilterra a Wembley (16 se la Germania e la Germania Ovest sono considerate come una sola). La loro prima delle 9 vittorie a Wembley arrivò nel 1928 nella seconda partita nazionale giocata a Wembley, quando la squadra ricordata come i "Wembley Wizards" distrussero l'Inghilterra, 5-1. 
Sino al 1951, la Scozia aveva ottenuto altre 3 vittorie lì: 1-0 nel 1938, 3-1 nel 1949 e 3-2 nel 1951. 
Così, nel 1953, quando l'Ungheria divenne la seconda squadra nazionale a battere l'Inghilterra a Wembley, battendola 6-3 con una squadra ancora acclamata mezzo secolo dopo come i "Magici Magiari", la Scozia aveva già realizzato l'impresa 4 volte. Tuttavia, come prima ad espugnare Wembley è sempre stata considerata l'Ungheria perchè la Scozia erano comunque britannici all'interno dell'UK. 


REPUBBLICA D'IRLANDA SECONDA A VINCERE A WEMBLEY (1949)
In realtà già 4 anni prima, nel 1949, la Repubblica d'Irlanda aveva battuto l'Inghilterra, 2-0 però al Goodison Park di Liverpool. Dato che anche l'Irlanda era composta da giocatori che giocavano regolarmente per i club della Football League in Inghilterra ed anche perchè erano sotto il controllo britannico, gli inglesi non consideravano l' EIRE come una nazionale straniera. 


UNGHERIA PRIMA NAZIONALE AL DI FUORI DELL'UK (1953)
È innegabile, tuttavia, che la Repubblica d'Irlanda sia stata la prima squadra straniera a battere l'Inghilterra su suolo inglese, e l'Ungheria detiene il record "solo" come prima squadra al di fuori delle isole britanniche. Eppure l'Ungheria ottenne la gloria per il modo in cui battè l'Inghilterra. La loro vittoria in quel tetro pomeriggio di novembre di 70 anni fa infranse l'affermazione secondo cui il calcio inglese era nettamente superiore al resto del mondo.
In realtà l'Inghilterra aveva esordito per la prima volta al mondiale 1950 dominando gli USA ma venendo incredibilmente sconfitta 1-0 (talmente tanta la differenza che i bookmakers quotavano la vittoria USA a 500 e che quando arrivò la notizia della vittoria americana molti giornali USA non pubblicarono la notizia credendo ad uno scherzo; gli inglesi con il loro humour scrissero 10-1 sui tabloid). E dire che il cammino inglese prima del mondiale 1950 era stato tutt'altro che banale: la nazionale inglese, allenata dal 1947 da Walter Winterbottom, aveva collezionato ben 22 vittorie su 29 partite disputate. I Paesi Bassi furono umiliati 8-2 il 27 novembre 1946 ad Huddersfield, il Portogallo perse 10-0 il 18 maggio 1947 a Lisbona, il Belgio 5-2 il 21 settembre 1947 a Bruxelles, l'Italia due volte campione del mondo venne sconfitta 4-0 il 16 maggio 1948 a Torino con gli azzurri che schieravano una formazione composta per gran parte dai giocatori del Grande Torino e la Svizzera 6-0 il 2 dicembre 1948 a Londra. Tornando alla storia di Wembley, dopo Scozia, Irlanda, Ungheria, Austria e Germania la sesta nazionale a vincere a Wembley fu proprio l'Italia nel 1973 (all'epoca seconda vittoria italiana in 10 confronti diretti contro gli inglesi).
Quasi 50 anni dopo, quando il vecchio Wembley chiuse i battenti per la demolizione e la costruzione di un nuovo stadio nazionale che soddisfacesse gli standard moderni, arrivò una triste sconfitta per 1-0 contro una modesta Germania. Il match venne disputato in un piovoso sabato pomeriggio del 7 ottobre 2000, segnando la fine del grande tempio calcistico. Più precisamente fu la 30a sconfitta dell'Inghilterra a Wembley nei 76 anni di storia (223 le partite giocate).


CHI HA VINTO DI PIU' A WEMBLEY?
La Scozia ha vinto di gran lunga il maggior numero di partite contro l'Inghilterra a Wembley, 9, seguita da diversi paesi con 2 vittorie: Brasile, Italia, Irlanda del Nord, Germania e Germania Ovest. Oltre all'Ungheria, la cui straordinaria prestazione nel 1953 fu la loro unica vittoria a Wembley a fronte di 6 sconfitte, le squadre nazionali che vinsero 1 singola partita contro l'Inghilterra nel loro stadio furono Austria, Cile, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, URSS, Uruguay e Galles.
Solo due squadre ospiti, Cile e Italia, hanno chiuso con un record positivo di vittorie contro l'Inghilterra a Wembley. Il Cile ci ha giocato solo due volte, vincendone 1 e pareggiando l'altra. L'Italia ha giocato a Wembley 5 volte, vincendone 2, pareggiandone 2 e perdendone 1. 
Inghilterra ed Italia dal 1933 al 1973 (anno della prima vittoria italiana) si erano sfidate 8 volte e il bilancio era di 4 vittorie inglesi e 4 pareggi (chiaramente non sono state giocate a Wembley ma in altri stadi inglesi o in Italia). In generale in Inghilterra, il bilancio tra le 2 nazionali è in perfetta parità: 3 vittorie a testa e 3 pareggi (in tutti i confronti, considerando anche quelli giocati in Italia e in campo neutro, l'Italia conduce 10-8 con 9 pareggi). Contro il Brasile il bilancio è di 2 vittorie a testa e 5 pareggi. Infine tutte e 4 le partite di Wembley con la Romania sono finite in pareggio.  Prima della demolizione, come si vede nella tabella di sopra, il record complessivo è di 132 W, 30 L e 61 pareggi.


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sabato 7 novembre 2020

Gary Croft, L'Arresto e Il Tag Elettronico In Campo

Gary Croft, terzino sinistro inglese, è ricordato per la sua carriera con i Mariners a Blundell Park tra le file del Grimsby Town (1992-1996). Altri suoi club sono stati Blackburn, Ipswich, Wigan e Cardiff. Giocò anche 4 partite con l’Under 21 inglese debuttando insieme a David Beckham in un'amichevole contro il Brasile nel 1995 (in campo era presente anche Phil Neville). Chiuderà la sua carriera professionistica con 431 presenze e 9 reti.


PARTITE CON TAG ELETTRONICO 
In realtà Croft è ricordato soprattutto perchè ai tempi dell’Ipswich Town (allora 25enne), si vide la patente sospesa, continuando tuttavia a guidare. Fu fermato per un controllo e tratto in arresto per 4 mesi. Dopo un mese e mezzo di galera, ecco la sentenza: il difensore si vide ridurre della metà la pena. Gli venne anche permesso di tornare in campo ma avrebbe dovuto portare un tag elettronico alla caviglia. Così, il 15 gennaio del 2000, in occasione della gara interna contro lo Swindon, entrò al 71 ° minuto, per sostituire Mike Stockwell. L'Ipswich vinse 3-0.
Gli venne vietato però di giocare le gare serali (avendo coprifuoco notturno dalle 19:00 alle 7:00 di mattina). In realtà già qualche giorno prima, Croft aveva giocato per le riserve dell'Ipswich Town nella vittoria per 1-0 sul Gillingham. L’anomalia si ripeté nelle successive due partite contro Bolton e Sheffield United, terminate entrambe 1-1. Poi Gary Croft tornò lentamente alla normalità. L’Ipswich si classificò al terzo posto in classifica, riuscendo a conquistare la promozione sul campo. Nel 2002 venne ceduto in prestito al Wigan. Successivamente l’esperienza al Cardiff (travagliata dagli infortuni), prima in prestito e poi a titolo definitivo. Croft chiuse la sua carriera nel 2015 all’età di 41 anni con la maglia del Grimsby, il club che lo aveva lanciato.


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venerdì 23 ottobre 2020

Le Annate Di Shamrock e Dundalk In EL: 2011, 2016 e 2020

Sono due le squadre irlandesi che sono state capaci di accedere ai gironi di Europa League: Shamrock nel 2011, Dundalk nel 2016 e 2020. 
Ripercorriamo questi grandi cammini soffermandoci sui principali protagonisti: gli allenatori.


LO SHAMROCK ROVERS DI MICHAEL O'NEILL: 2011
Manager della grande stagione dello Shamrock fu Michael O'Neill (che ora allena lo Stoke City). In Irlanda ci finisce a dicembre 2008 guidando i Rovers al secondo posto (che gli Hoops non raggiungevano da 7 anni). Il 2010 arrivò il titolo d'Irlanda che mancava dal 1994 e nella stagione successiva la sconfitta contro la Juventus nell'ultimo turno per accedere all'Europa League. Arriva però a fine stagione il secondo titolo consecutivo. Nel 2011/12, dopo aver eliminato il Flora Tallin si dovettero fermare contro il Copenaghen nei preliminari di Champions League. Retrocessi in Europa League, battendo il Partizan Belgrado, riuscirono a qualificarsi ai gironi (con Tottenham, PAOK, Rubin Kazan) chiudendo all'ultimo posto con 0 punti ma 4 reti realizzate (a Londra, in Russia e nel doppio confronto contro il PAOK) e 19 subite.
Protagonisti di questa grande annata sono stati: Billy Dennehy (16 reti), Gary Twigg (15 reti), Karl Sheppard (15 reti), Gary McKabe (9 reti) e Ciaran Kilduff (9 reti).
Fu l'ultima stagione di O'Neill che poi diventerà CT del Nord Irlanda (portata agli europei del 2016 e poi agli ottavi, eliminata dal Galles di Gareth Bale).
O'Neill non ha mai avuto dei moduli preferiti ed ha sempre schierato una gran varietà di formazioni, con sempre l'obiettivo di "soffocare" il gioco degli avversari.
L'Irlanda del Nord di O'Neill ha spesso giocato con il 4-1-4-1 o 4-3-3, a volte anche il 3-5-2 o il 4-2-3-1 (come contro l'Olanda).

A Ronald Koeman non è piaciuto il modo di giocare di O'Neill, tant'è vero che affermò: "È oltraggioso, il calcio che giocano ma è permesso e ottengono il massimo dalle loro qualità. Lo rispetto, ma è terribile da guardare"

O'Neill: "Non siamo andati lì per intrattenere Ronald Koeman, non era quello lo scopo di quello che abbiamo fatto"

I risultati per O'Neill sono sempre stati l'unica priorità: "Dovremo essere "orribili" per i nostri avversari".
Il suo approccio ha sempre riguardato la disciplina e il fatto che la somma di tutto è maggiore delle parti.

"Abbiamo giocatori nella nostra squadra che sono tecnicamente bravi, ma dovremo superare gli avversari, difendere molto bene i calci piazzati ed essere una minaccia su questi in avanti quindi nella parte finale del campo dobbiamo massimizzare queste opportunità il più possibile"

"Mi piace anche giocare ad alti ritmi, pressare gli avversari quando c'è l'opportunità. Allo stesso modo mi piace anche dominare il possesso palla. Tuttavia la priorità è ottenere punti sul tabellone prima di tutto e lo faremo con ogni mezzo possibile"

Ci sarebbero potuti essere più tornei da assaporare per O'Neill e il Nord Irlanda. Solo uno scandaloso rigore separò l'Irlanda del Nord e la Svizzera negli spareggi della Coppa del Mondo 2018, quando il tiro al volo di Xherdan Shaqiri colpì Corry Evans sulla schiena e l'arbitro, Ovidiu Hategan, indicò incredibilmente il dischetto.
O'Neill è stato due vittorie agli spareggi alla guida dell'Irlanda del Nord sino a che la pandemia ha messo tutto in discussione con il rinvio delle partite, portando lo stesso ad accasarsi allo Stoke City.


IL DUNDALK DI STEPHEN KENNY: 2016
Nel 2016 anche al Dundalk riesce la grande impresa di qualificarsi ai gironi di Europa League. Gli irlandesi sono guidati da Stephen Kenny capace di vincere il titolo con il Bohemians nel 2003 e poi 4 con il Dundalk (2014, 2015, 2016 e 2018). Oltre a diverse coppe nazionali. Nel 2016 dopo aver eliminato in aggregate 3-1 il Bate Borisov, gli irlandesi si fermano contro il Legia Varsavia ad un passo dalla qualificazione in Champions League ma finiscono nei gironi di Europa League con Zenit San Pietroburgo, AZ Alkmaar e Maccabi Tel Aviv. Il cammino è migliore dei Rovers: gli irlandesi chiudono con 4 punti (1-1 in Olanda contro l'AZ e vittoria per 1-0 contro il Maccabi Tel Aviv). Sarà ultimo posto ma con 5 reti fatte (retei anche nel doppio confronto con lo Zenit ed ancora al Maccabi al ritorno) e 8 subite. 
Nel 2016 il protagonista della stagione è stato David McMillan con 21 reti (di cui 5 in Europa), seguito da Ciaran Kilduff con 11, Daryl Horgan con 9, Ronan Finn con 8 e il difensore Brian Gartland con 7.
Kenny ha guidato il Dundalk sino al 2018, poi è diventato CT dell'U21 irlandese, prima di diventare selezionatore della maggiore nel 2020 (guidata prima da Martin O'Neill e poi da Mick McCarthy).
L'allenatore di Dublino ha sempre preferito un approccio basato sul possesso palla e condivide la frustrazione del pubblico con le tattiche negative e paurose tipicamente impiegate dai manager irlandesi.

"Tradizionalmente, non pensiamo di essere abbastanza bravi come nazione. Per me è inaccettabile. Dobbiamo chiedere di più a noi stessi"

Stephen Kenny e i suoi principi di gioco: "Voglio che i nostri 4 difensori occupino la massima larghezza del campo in fase di possesso. Ci deve essere una certa distanza tra i difensori centrali quando si passano la palla. Voglio difensori che si sentano a proprio agio nel possesso palla e possano giocare testa alta"

Le squadre di Kenny cercano di giocare da dietro quando possibile, utilizzando l'intera larghezza del campo. La prima priorità di Kenny è costruire dalla difesa.

 "Ogni passaggio dovrebbe essere davanti ai difensori. Non ha senso che il terzino sia troppo avanzato rispetto ai centrali dovendo poi controllare la loro corsa e tornare indietro. Dobbiamo creare ritmo nel gioco"

L'idea è di passare in modo efficiente tale da consentire ai giocatori di continuare ad andare avanti, mantenendo lo slancio e aumentando la velocità complessiva dell'attacco. 

"Voglio che i terzini e le ali non siano sulla stessa linea. Voglio i terzini stretti e le ali larghe, o l'ala interna e il terzino largo. In modo da realizzare uno due e creare spazio l'uno per l'altro"

Per sfruttare aree ampie, Kenny esige che le sue ali e terzini evitino di posizionarsi sulla stessa linea verticale. Questo viene fatto per creare migliori angoli di passaggio tra la coppia, oltre a creare spazio l'uno per l'altro. Se l'esterno è più interno, il terzino avrà più spazio per sovrapporsi. Generare 1v1 sui fianchi è uno schema di gioco importante per le squadre di Kenny e per eseguire questi scenari in modo efficace, cerca di mettere in campo sempre giocatori bravi nei dribbling.

"Giochiamo sempre con 3 a centrocampo, qualunque sia la configurazione. È importante avere un'interazione fluida in cui i giocatori non sono statici. Che si tratti di due holding e un numero 10, o uno e due, vogliamo fluidità e giocatori che possano scambiarsi"

Fondamentale per la formazione di Kenny, il centrocampo dovrebbe essere fluido dal punto di vista della posizione. Uno dei centrocampisti in possesso, spesso cade negli spazi tra i difensori centrali e i terzini per ricevere come giocatore libero prima di cercare di giocare passaggi che interrompono la linea. Inoltre, il numero 10 scambia regolarmente posizione con un giocatore in possesso per interrompere la marcatura dell'avversario. Sia che giochi con un 4-2-3-1 o un 4-3-3, il centrocampo cerca sempre di impegnarsi in movimenti dinamici per generare gioco centralmente.

"Avere la determinazione a dominare il possesso a prescindere dagli avversari. Puoi farlo solo sovraccaricando il centrocampo e fidandoti del tuo talento. Voglio giocatori che siano disposti a prendere la palla in aree ristrette. Una volta che riesci a controllare una partita, è importante iniettare tempo e ritmo nell'attacco"

Da un punto di vista psicologico, ai giocatori viene instillata la sicurezza di esprimere il proprio talento e di non temere nessun avversario. L'incoraggiamento a passaggi rapidi, combinazioni e azioni creative aiuta ad aumentare il ritmo ed evitare possesso palla sterile.
 
"Gioco sempre con 5 giocatori offensivi. Questo non include i miei terzini, quindi possono essere 7. Se abbiamo un'ala destra che scende lungo la linea, stiamo cercando di portare il nostro centravanti e la nostra ala sinistra in area. Il numero 10 è il prossimo ad entrare, se giochiamo con il 4-2-3-1. Ma se è coinvolto nel gioco e non può entrare in area, deve farlo uno dei centrocampisti centrali. Ecco perché parlo di attaccare con 5 giocatori"

Ci si aspetta che 2 centrocampisti, entrambe le ali e il centravanti, contribuiscano alla fase offensiva, con un sostegno extra proveniente dai terzini se necessario. Come ha sottolineato Kenny, questo crea le condizioni ideali per i cross. Ha anche sottolineato, tuttavia, che la sua difesa deve sempre avere un vantaggio numerico sulla linea di attacco avversaria, con almeno un centrocampista che rimane indietro per mantenere l'equilibrio.
Kenny esige versatilità dai suoi attaccanti, chiedendo di variare il loro gioco.
Per quanto riguarda la difesa, fondamentalmente, vuole che le sue squadre abbiano la palla e come tale, molte delle sue idee difensive riguardano l'impedimento agli avversari di giocare da dietro e ottenere un controllo reale sul gioco (quindi pressing a tutto campo).
In generale una forte etica di squadra, una buona comunicazione e l'aggressività giocano un ruolo fondamentale per il pressing a tutto campo.

Kenny (alla prima conferenza con l'Irlanda maggiore): "Non sono una celebrità, sono solo un allenatore di calcio e questo è tutto quello che voglio essere. Non vedo l'ora di lavorare con i giocatori. Abbiamo un grande gruppo e sono onorato di lavorare con loro. Il mio lavoro è sbloccare il loro potenziale. Avremo un modo molto preciso di giocare. La vita è breve e hai solo una possibilità per questo. Voglio che la mia squadra giochi senza paura.
Questo non è un trampolino di lancio per me. Questo è il lavoro che sogneresti. Abbiamo un enorme supporto e penso che non vedano l'ora di venire all'AVIVA e vedere una squadra giocare la palla, aprirsi e divertirsi davvero"


IL DUNDALK DI VINNY PERTH E FILIPPO GIOVAGNOLI: 2020
Vinny Perth dal 2013 era assistente di Kenny al Dundalk, dopo la dipartita di quest'ultimo verso l'U21 irlandese, Perth è diventato l'allenatore portando la squadra al titolo nel 2019. Tuttavia la luna di miele è durata poco perchè gli irlandesi nel 2020 sono stati battuti dagli sloveni del Celje ai preliminari di Champions, provocando il suo esonero.
A sostituirlo è subentrato l'italiano Filippo Giovagnoli, arrivato in Irlanda da completo sconosciuto.
Le qualificazioni per l'Europa League hanno visto i Lilywhites superare i campioni di Andorra l'Inter Club d'Escalades (1-0) e lo Sheriff Tiraspol della Moldova, infine il KÍ Klaksvik delle Far Oer per 3-1.

"Se fai bene, hai un'opportunità. Questa è la mia missione. Devo fare bene perché poi ottengo di nuovo il lavoro. Ecco perché parlo di una missione kamikaze. Penso che avessero molte persone. Ho letto di grandi nomi. Mi hanno fatto molte domande forse per capire quale fosse la mia personalità. Ero super eccitato. Forse l'hanno visto. Forse è per questo che hanno scelto me. È una grande sfida. Capisco i successi che la squadra ha avuto in passato. Se volessi fare un buon lavoro e comincio a pensare a quello che hanno fatto prima, questo mi influenzerà. Quello che devo fare in un breve lasso di tempo è lavorare sodo e fare del mio meglio"



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giovedì 15 ottobre 2020

La Strategia Dei Tampa Bay Rays: Rilievi e Forte Difesa (MLB)

Il gioco del baseball (MLB) è passato nel corso del secolo scorso evolvendosi e cambiando continuamente a livello di strategie di gioco. Si è passati dalla "Dead Ball Era" dei primi decenni del 900 (gioco basato sul batti e corri, i bunt e le rubate). Ai tempi i ballpark erano molto ampi e limitavano i giocatori di potenza: il West Side Grounds dei Chicago Cubs, distava 560 piedi (171 m) alla recinzione del centro del campo, l'Huntington Avenue Grounds dei Boston Red Sox misurava 635 piedi (194 m) alla recinzione del centro del campo. Anche il Braves Field era enorme. La "Lively Ball Era" inizio dal 1920 in poi con alcune variazioni: sia nelle regole che nelle palle utilizzate che nella dimensione dei ballpark. Ciò portò ad aumento degli arrivi in base e ad un gioco di potenza (aumentano le medie battute). Un gioco maggiormente basato sui rilievi avviene negli anni 50 e 60.


BATTITORI DI POTENZA
Nell'epoca moderna si predilige il gioco di potenza, anche se quà e là vediamo ancora qualche manager che prova a giocare sulle rubate prediligendo un gioco più veloce ed aggressivo (Craig Counsell dei Milwaukee Brewers, Bryan Price con i Cincinnati Reds di qualche anno fa e Dave Stewart con gli Arizona Diamondbacks, Jerry Dipoto dei Seattle Mariners, Mike Matheny dei Kansas City Royals, Chris Woodward con i Texas Rangers). Poi ci sono grandi comunicatori quali Joe Maddon che riuscì, dopo 108 anni, a riportare sul tetto del mondo i Chicago Cubs (con una strategia che prediligeva un gioco misto: tra battitori di potenza ed arrivi in base).


BULLPEN E RILIEVI
Allo stesso modo negli anni ci sono state squadre che hanno puntato molto sul bullpen: ad esempio si ricordano i Cleveland Indians di Terry Francona, i Kansas City Royals di Ned Yost (con la sacra triade Kelvin Herrera, Wade Davis e Greg Holland) e i Tampa Bay Rays di Kevin Cash. 
Sappiamo che il Tropicana Field di St.Petersburg è pitcher friendly quindi la costruzione di un roster di questo tipo, probabilmente, è stata dettata anche dal loro ballpark. E dagli infortuni.
Si tratta di un esempio estremo di utilizzo di rilievi.


RILIEVI COME STARTERS: TAMPA BAY RAYS
Tutto iniziò nel 2018 quando la rotazione iniziale dei Rays venne ridotta a zero. In DL ci finirono diversi pitchers tra cui Blake Snell. Nate Eovaldi venne mandato a Boston, invece Chris Archer a Pittsburgh.
Per la maggior parte delle squadre, non avere una rotazione è segno di nubi nere all'orizzonte. Per i Rays, però, fu il risultato involontario di una nuova strategia che ribaltò la loro stagione.
Il bullpen venne soprannominato "The Opener".

"Sì", disse il manager Kevin Cash quando gli venne chiesto se la squadra anche nel futuro avrebbe continuato a giocare con un forte bullpen in grado di iniziare anche le partite.

"Niente è scolpito sulla pietra, e stiamo progredendo ma quello che abbiamo scoperto è che se hai i giocatori giusti, può funzionare"

I Rays partivano con rilievi che iniziano la partita lanciando da 1 a 3 inning (Sergio Romo ai tempi), lasciando il posto ad un nuovo rilievo (lungo), che di solito lancerà da 3 a 5 inning come secondo. Nel proseguo si sono visti come starter da pochi inning anche Ryan Yarbrough, Ryne Stanek, Hunter Wood, Wilmer Font, Jonny Venters, Matt Andriese, Diego Castillo e Yonny Chirinos. 
Gli uomini che seguono il rilievo starter sono altrettanto importanti per il suo successo, però.  E vennero spesso scelti gli stessi Yarbrough e Stanek.
Anche Tyler Glasnow, arivato da Pittsburgh come rilievo, lanciò qualche primo inning.
Altre squadre, tra cui Blue Jays e Dodgers, utilizzarono la stessa strategia quell'estate, anche se ciò era dovuto principalmente a infortuni che esaurirono le loro rotazioni. 

"Meno starters significa che non devi pagare grandi pitchers", disse ai giornalisti il terzo base degli Angels Zack Cozart non molto tempo dopo che i Rays iniziarono ad usare questta strategia. 

Vale la pena notare che i Rays negli anni hanno spesso avuto il libro paga più basso di tutta la MLB.
L'idea è quella di una squadra giovane piena di giocatori con contratti a basso costo che cercano di sfruttare una potenziale inefficienza sia sul campo che a livello salariale. 

Beeks: "Tutti pensano che sia strano perchè è una cosa nuova. Tutto è strano quando qualcuno lo fa per primo. Questo potrebbe cambiare il gioco"
In realtà, negli anni successivi, i Rays oltre ad un forte bullpen hanno rinforzato anche il parco partenti con Tyler Glasnow diventato starter a tutti gli effetti più l'esperto Charlie Morton e Blake Snell.
Nel 2020 i Rays sono ad un passo dalle World Series, in questa pazza stagione, rimandata e poi ridotta a causa del Covid19. Nella gara decisiva contro i New York Yankees, i Rays hanno scelto per i 9 inning... 4 lanciatori diversi che non avrebbero dovuto lanciare più di 2 inning a testa.

Glasnow 2.1IP
Anderson 2.2IP
Fairbanks 2IP
Castillo 2IP

9 strikeout e sole 3 valide per gli Yankees (battuti 2-1 e sconfitti 3-2 nella serie). Solo i Dodgers nel 1988 avevano vinto una partita delle World Series con una strategia simile.
Nella finale dell'American League contro gli Astros, i floridiani hanno ugualmente puntato sul fortissimo bullpen e su una difesa insuperabile. Qui, la differenza, la stanno facendo anche gli starters: Morton, Glasnow e Bell. Va sottolineato però che le prime 3 gare sono state macchiate dai clamorosi errori in seconda e prima base del duo texano Altuve e Gurriel.



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martedì 13 ottobre 2020

Come Funzionano I Betting Exchange: Back And Lay (Betfair)

Fu il sito inglese Betfair a lanciare il primo sito di Betting Exchange, ovvero una modalità di scommessa che si differenzia dalle giocate tradizionali per una caratteristica fondamentale. Gli scommettitori possono acquistare ("back" ovvero "puntare") o vendere ("lay" cioè "bancare") le quote, facendo trading mentre un evento è in corso (quindi incassando o riducendo le eventuali perdite). Gli inventori di questo sistema furono Andrè Black (sviluppatore di software e scommettitore) ed Edward Wray (trader di JP Morgan), fondatori di Betfair. L’obiettivo era quello di sottrarre le scommesse live all’arbitrio dei bookmaker tradizionali, lasciando che fossero le naturali dinamiche di mercato a stabilire le quote degli incontri. Domanda e offerta si sarebbero venute incontro per stabilire una quota equa ("fair"), ovvero Trading in senso stretto (che siano azioni, criptovalute o appunto scommesse). L’idea era offrire agli stessi giocatori la possibilità di fare le quote e assumere il ruolo di bookmaker. Altri giocatori, se avessero trovato l’offerta interessante, avrebbero comprato le quote e abbinato la scommessa in base alla liquidità del giocatore che funge da banca. 

BACK & LAY
Questo gioco è conosciuto in tutto il mondo, anche con il nome di back & lay, tradotto in italiano con punta & banca. Il back è una semplice scommessa: ad esempio puntare 10€ su una quota della colonna back è possibile vincere la posta moltiplicata per la quota contrassegnata in blu. La differenza con le scommesse tradizionali risiede nel fatto che si sta scommettendo contro un altro giocatore invece che contro il bookmaker e che esiste un limite oltre al quale non è possibile scommettere. Il giocatore offrendo una quota su un risultato, scommette contro l’avverarsi di quel risultato, sul quale punterà invece un altro scommettitore che ha accettato la quota proposta. 
Se lo scommettitore che banca non è soddisfatto della quota accettata da chi punta, può offrire la giocata a un altro utente, decidendo nuovamente quota e limite di puntata. Bancare una scommessa su Betfair significa effettuare una puntata in doppia chance: puntando contro la vittoria di una squadra, si vince se il risultato finale è un pareggio o una sconfitta. Ad esempio bancando 10€ con quota 1.50 una vittoria del Manchester Utd, chi gioca in modalità lay potrà vincere 10€ in caso di pareggio o di sconfitta dei Red Devils, mentre in caso di vittoria perderà 15€ (10€ moltiplicato per 1.50). 
La liquidità invece è la somma di scommesse abbinate e di denaro (in attesa di essere abbinato). Costituisce la disponibilità di soldi su un mercato di Punta & Banca. Grazie alla liquidità è possibile abbinare puntate su di un determinato evento. Sotto ad ogni quota, sarà riportata la quantità di soldi che si può scommettere. In generale un mercato meno liquido genera meno oscillazioni di quota: è quindi meno conveniente per gli utenti speculare.
Oltre allo storico BetFair, si può citare anche BetFlag.


DIFFERENZE
In questo settore il ruolo del bookmaker viene svolto da altri scommettitori e le % variano come se fossero azioni in Borsa. Chi si iscrive per la prima volta su un sito di Betting Exchange può trovarsi spiazzato di fronte alle quote proposte. Le quote contrassegnate dal colore blu sono quelle di chi punta, mentre quelle in rosa si riferiscono a chi banca. Come si può notare, la differenza tra chi punta e chi banca è minima. Posso trovare quote perfettamente allineate che scalano di un decimale ad ogni quadratino, passando da a 1.90 a 1.91 a 1.92 a 1.93.Cosa possiamo fare? Accettare la quota disponibile (per esempio quella a 1.90) e puntare 10€ sul 2. Cliccando sul pulsante blu vedremo la liquidità corrispondente a quel pulsante scendere da 600€ a 590€. Quei soldi sono lì perché qualcuno ha deciso di fare una puntata opposta alla nostra, ovvero di bancare quel risultato, giocando il contrario nostro (e puntando quindi su un 1X). Se vinciamo la scommessa, guadagneremmo 19€ (10×1.90), se dovessimo perdere ne perderemmo 10.


QUOTE MATURE
È possibile anche puntare i nostri 10€ su una quota più alta, quella contrassegnata per esempio dal colore rosa a 1.92. In questo caso vedremmo la liquidità corrispondente crescere da 47€ a 57€, in attesa di qualcuno che abbini la nostra giocando quella squadra. Prima di un qualsiasi match soprattutto per quelli di leghe inferiori potrò notare quote strane come pareggi dati a 1.01 e punteggi bancati ad oltre 600. Probabilmente si tratta di qualche trappola di un utente che cerca di invogliare il principiante a giocare. La forbice tra Punta e Banca andrà gradualmente riducendosi man mano che ci si avvicina all’evento e l’interesse per quella partita aumenterà, consentendo alle dinamiche del mercato di "aggiustare" le quote. Il Punta & Banca è un meccanismo simile ai tradizionali exchange finanziari ma si tratta di uno scambio di scommesse tra utenti con un conto di gioco presso un bookmaker. Gli exchange finanziari lavorano invece in Borsa, e scambiano azioni, titoli di stato o derivati.
Ma è più conveniente puntare o bancare? Non esiste una risposta univoca a questa domanda: per ogni puntata esiste una scommessa opposta in modalità lay. Per quanto riguarda la puntata valgono le stesse considerazioni delle scommesse tradizionali. La modalità banca ha invece caratteristiche più particolari. Bancare significa scommettere su una doppia: se in Chelsea-Manchester Utd banco il Chelsea, significa che credo che la partita finirà in pareggio o che vincerà il Manchester Utd. È inoltre possibile giocare con tutte e due le modalità sullo stesso incontro. Se la quota della puntata è maggiore della quota della bancata, puntando e bancando la stessa cifra ci si potrà garantire un introito sicuro. Seguendo la stessa logica, puntando su una quota e bancando in seguito lo stesso risultato ad una quota inferiore, si può ottenere un profitto sicuro.


VINCERE PRIMA DELLA FINE DELL'INCONTRO
Non è necessario aspettare la fine di un incontro per ottenere un introito. Una di queste strategie consiste infatti nel puntare sulla squadra favorita mentre sta perdendo, ad esempio, per 2-0, e quindi la quota che la vede vincente sarà molto più alta che nel pre match. Sarà sufficiente che questa metta a segno un gol per veder crollare la quota. Basta a quel punto fare cashout e realizzare così un guadagno senza dover aspettare che la rimonta sia compiuta.


SCALPING
Questa tecnica consiste nel puntare ad una quota che si ritiene sia eccessivamente alta e bancare quando questa è scesa, o viceversa. La logica è la stessa del Trading classico. Per seguire questa strategia è necessario puntare e bancare su tanti avvenimenti. Si tratta insomma di speculare sui piccoli movimenti delle quote (in genere pochissimi tick, ovvero minime variazioni decimali della quota stessa) e di farlo su larga scala. 


DUTCHING
E' una tecnica presa in prestito dal mondo dell’ippica che consiste nel puntare su più cavalli vincenti in una singola corsa. Grazie a calcolatori appositi è possibile suddividere su più risultati il budget in modo da minimizzare il più possibile una perdita. Applicando questa tecnica si riduce anche il possibile margine di guadagno però.
Proprio come in una corsa di cavalli, questa strategia trova la sua applicazione per quei mercati che offrono maggiori possibilità di scelta, come il Risultato esatto primo tempo o il Risultato esatto finale.
Qui per approfondire sulla riscossione sicura dei bonus scommesse sui bookmakers: Cos'è Il Matched Betting? Funziona Davvero? Quanto Si Guadagna?



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