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sabato 30 maggio 2020

La Maledizione Del Liverpool In Premier League (1990-2020)

Bill Shankly: "Se sei il primo, sei primo. Se sei il secondo, non sei niente"

Nel 1988/89 si ricorda l'incredibile titolo vinto all'ultima giornata dall'Arsenal che interruppe un digiuno di 18 anni per i Gunners; titolo vinto ad Anfield per differenza reti a seguito dello 0-2 (con lo 0-1 avrebbe vinto il Liverpool).
L'ultimo titolo del Liverpool risale alll'anno successivo 1989/90, il 18esimo. Nel 1990 al secondo posto (come titoli complessivi) c'era l'Arsenal con 10.
Poi a seguire Everton con 9, Aston Villa e Manchester Utd con 7. L'ultimo titolo della vecchia first division andò al Leeds (il terzo della sua storia) nel 1992.


LA NASCITA DELLA PREMIER LEAGUE
Poi la nascita della Premier League (e l'avvento di Alex Ferguson e dei magnati russi ed arabi) ha cambiato tutto: il Manchester Utd ha vinto ben 13 titoli (arrivando a 20), 5 il Chelsea (6 in totale), 4 il Manchester City (6 in totale), 3 l'Arsenal (13) ed 1 Blackburn e Leicester.
Il Liverpool è rimasto a 18.
Quello del 1990 era l'ottavo titolo in 13 stagioni per Alan Hansen del Liverpool. In quegli anni (dal 1985) e per 5 stagioni tutte le squadre inglesi erano state escluse dalle coppe europee per la tragedia dell'Heysel dove durante la finale Liverpool-Juventus persero la vita 39 tifosi della Juventus.

Gillispie: "Se mi avessero detto che non avremmo altri titoli da qui al 2020 avrei detto 'Sei fuori di testa!' "

Alex Ferguson: "L'obiettivo era far scendere giù il Liverpool dal suo cazzo di trespolo"

Un mese dopo la strage di Hillsborough (96 vittime), il Liverpool perderà il campionato ad Anfield perdendo 0-2 contro l’Arsenal.
Nel trentennio fra il 1960 e il 1990 i Reds hanno vinto 41 trofei; in quello successivo, che si concluderà nel 2020, solo 16. Certo, sono arrivate 2 Champions League (2005 e 2019) e diverse finali perse (2007 e 2018) ma i titoli sono rimasti 18, dal 1990.
In questi trent’anni, i Reds sono arrivati 4 volte secondi e in alcune di queste occasioni il titolo è sfuggito per pochissimo.
Nel 1994, venne abbattuta la vecchia Spion Kop fatta di mattoni e legno e capace di ospitare fino a 28mila spettatori. Come dimenticare poi la magica annata 2000/01 con 5 trofei nell'arco della stessa stagione sportiva ma senza titolo.


LA MALEDIZIONE DELLA VETTA A NATALE (SOLO PER IL LIVERPOOL)
Alla fine del 2008, il Liverpool di Benitez era in vetta alla classifica a Natale ma alla fine del campionato si classificava secondo a 4 lunghezze dal Manchester United, primo, a 90 punti. Poi è nata una tradizione che si è radicata nel decennio successivo: chi è primo a Natale è primo tutto l’anno. Un tradizione finora rotta solo dal Liverpool (per ben 2 volte).
L'altra annata è il 2013/14 sotto Brendan Rodgers ma di questa stagione parleremo nel prossimo paragrafo.


LA SCIVOLATA DI GERRARD E LA RIMONTA DEL CRYSTAL PALACE (2014)
Come detto il Liverpool chiude il girone di andata in vetta alla classifica e sembra che questa volta il trend che vuole la capolista del girone di andata...poi campione d'Inghilterra venga rispettato.
Tuttavia balziamo al 24 aprile del 2014 con il Liverpool primo in classifica che affronta il Chelsea terzo.
Alla fine del primo tempo, però, il risultato è ancora sullo 0-0 e sarebbe stato quello il risultato finale se Gerrard non fosse scivolato allo scadere facendo involare Demba Ba, per la rete decisiva (in realtà ne esce fuori un tiraccio con Mignolet non perfetto).
Il Chelsea vincerà quella la partita e il Liverpool in seguito verrà beffato dal Crystal Palace a Selhurst Park: con il punteggio sul 3-0, la squadra di Rodgers prova disperatamente a segnare altri gol per accorciare la differenza reti nei confronti del City di Pellegrini (le 2 erano appaiate in testa alla classifica), così si sbilancia e subisce invece 3 reti negli ultimi 10 minuti. In quello che diventerà una parodia (invertita) della notte di Istanbul (dove il Liverpool recupera 3 reti al Milan andando a vincere la Champions).
La partita verrà ribattezzata "Crystanbul".
L’errore di Gerrard, il più forte della squadra, significò il fallimento del Liverpool: il suo capitano e giocatore simbolo che scivola letteralmente sul terreno di gioco.In Inghilterra ormai quella situazione è ricordata come "The Slip" (Gerrard si ritirerà la stagione successiva).
Ovviamente Gerrard fu vittima di terribili derisioni, scherni e prese in giro ma ovviamente ciò non ne sminuisce la grandissima carriera (a livello di assist e goal molto meglio di un Pirlo, per dire).
Considerando solo le partite giocate in Premier League:



SECONDO POSTO CON 97 PUNTI (2019)
Jurgen Klopp arrivato a Liverpool era considerato un perdente: aveva vinto 2 campionati ma perse 3 finali: 1 di Champions e 2 di Coppa di Germania.
Arrivato ad Anfield, Klopp e il Liverpool hanno continuato a perdere: dopo la finale persa contro il Siviglia nell’Europa League del 2016, poi un’altra finale di Champions League nel 2018 contro il Real Madrid (con le clamorose papere di Karius).
Poi è arrivato il campionato 2018/19, la migliore stagione di una squadra che non ha alzato il titolo. La squadra di Klopp metterà insieme 97 punti, mai nessuna ne ha totalizzati tanti senza poi vincere il titolo, in nessuno dei maggiori cinque campionati europei.
Il City chiuderà con 1 punto in più: 98 (e si ricorda nello scontro diretto il clamoroso salvataggio sulla linea di Stones, altri 3 cm e sarebbe stato gol).
Questa stagione verrà comunque ricordata per la vittoria in Champions League nella finale tutta inglese con il Tottenham, dopo che i Reds avevano travolto per 4-0 il Barcellona ad Anfield.


IL CORONAVIRUS (2020)
Dopo la vittoria in Champions e i 97 punti in campionato, era opinione comune che il Liverpool fosse "una squadra da Champions" o comunque da coppe. Infatti i Reds nel 2019/20 vincono la Supercoppa Europea contro il Chelsea e poi il mondiale per club.
Tuttavia è evidente che il Liverpool abbia la testa solo sulla Premier League, dominata in lungo e largo sino al 7 marzo, giorno in cui c'è stata la sospensione dei campionati (e di tutti gli sport) a causa del Coronavirus.
Anche quest'anno i Reds erano primi a Natale e prima della sospensione con 25 punti di vantaggio sul Manchester City, secondo. Il 7 marzo, battendo il Norwich, la squadra di Jurgen Klopp totalizzò 22 vittorie consecutive: poi il calcio si è fermato per la già citata pandemia.
Oggi sembra probabile che la Premier League riprenda a metà giugno o che il titolo venga assegnato ugualmente ai Reds ma la frase che riassume tutta questa è situazione è di Gary Neville:

"Negli annali ci sarà sempre un asterisco accanto a questo titolo, una piccola nota 'Il Liverpool ha vinto il campionato ma...' "


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mercoledì 20 maggio 2020

Quando Graham Poll Ammonì Simunic 3 Volte (Mondiale 2006)

L'arbitro inglese Graham Poll, internazionale dal 1996 ed oggi opinionista TV e collaboratore del Daily Mail, è ricordato dai tifosi di calcio per alcuni clamorosi errori occorsi soprattutto a livello di nazionali. Nei campionati inglesi arbitrò comunque oltre 1500 gare venendo considerato tra i migliori arbitri.
Arbitrò anche la finale di Coppa UEFA 2005 e fu spesso l'arbitro inglese disegnato per mondiali (2002 e 2006) ed europei (2000).
Uno degli errori più clamorosi che commise in Premier League avvenne negli ultimi secondi del derby del Merseyside tra Everton e Liverpool il 21 aprile 2000 con il punteggio fissato sullo 0-0.
Il portiere del Liverpool calciò la palla sulla schiena di Don Hutchison mentre quest'ultimo si stava dirigendo verso la propria metà campo. La palla terminò in fondo al sacco ma Poll non convalidò la rete, sostenendo di aver già fischiato la fine della partita. Le immagini al rallentatore televisivo dimostrarono che non fu così. A seguito del suo ritirò si pentì di quella scelta ammettendo l'errore.
Nel mondiale 2002 annullò 2 reti controverse in Italia v Croazia.
Invece dopo le prime 2 partite del mondiale 2006 filate lisce, la sua ultima apparizione a livello di nazionali fu Croazia v Australia (22 giugno 2006, stesso giorno e mese in cui Maradona segnò di mano eliminando l'Inghilterra dai mondiali del 1986).
Josip Šimunić venne espulso solo a seguito del terzo cartellino giallo.
Croazia e Australia si giocavano la qualificazione agli ottavi di finali con i canguri messi meglio in classifica, mentre la Croazia per qualificarsi doveva solo vincere. Simunic con una dura entrata su Kewell in avvio di secondo tempo si beccò il primo cartellino giallo. Sul finire della partita, il croato viene ancora ammonito, ma il cartellino rosso non fu estratto da Poll. La cosa curiosa è che nessuno (nè panchina nè giocatori in campo dell'Australia) si accorsero della cosa.
Poi a tempo scaduto, Simunic per proteste vide sventolarsi in faccia ancora un cartellino giallo (il terzo della sua partita). E a questo punto arrivò finalmente il rosso.
L’errore di Poll non compromise comunque la gara dell’Australia (che in rimonta ottenne il 2-2 finale), qualificatasi agli ottavi di finale, dove poi verrà eliminata a seguito di un controverso rigore assegnato all'Italia. Probabilmente se l'Australia fosse stata eliminata a causa di quest' errore tecnico, la gara contro la Croazia sarebbe stata ripetuta. Poll comunque venne escluso dalle successive designazioni del mondiale.

"Simunic aveva l’accento australiano e pensavo di aver ammonito un giocatore dell’Australia"

Poll ha dichiarato di aver commesso l'errore nella sua seconda ammonizione di Šimunić, segnando il numero corretto (3) ma nella colonna sbagliata, il che significava che non aveva alcun ammonizione precedente. Maria Villar Llona, ​​presidente del comitato arbitrale della FIFA, disse: "È un arbitro eccezionale e un grande sportivo, sarà in grado di superare la situazione grazie alla sua forte personalità e all'amore per il gioco"

In realtà Poll si ritirò dal calcio internazionale il 29 giugno 2006, citando come motivo l'errore appunto.

"Quello che ho fatto è stato un mio errore. Non ci possono essere controversie. Non è stato causato da una direttiva FIFA, non è stato causato dal fatto che mi è stato chiesto di arbitrare diversamente dal modo in cui arbitro in Premier League. Le regole del gioco sono molto specifiche. L'arbitro si assume la responsabilità delle sue azioni sul campo di gioco. Ero l'arbitro quella sera. È stato un mio errore e la mia carriera finisce qui"



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giovedì 14 maggio 2020

John Carver? Sono Il Miglior Manager Della Premier League (2014/15)

La carriera ufficiale del manager John Carver inizia nel 2004, quando sostituisce Bobby Robson al Newcastle. In realtà guiderà la squadra solo nella vittoria per 3-0 al Blackburn Rovers.
Poi per lui ci sarà qualche guida manageriale come "traghettatore" quà e là sino all'esperienza negli USA con i canadesi Toronto (2008) dove chiuderà la stagione con 12 W, 12 pareggi e 16 sconfitte.
La seconda esperienza come manager fisso è al Newcastle quando sostituisce il mai troppo amato Alan Pardew (Carver ne era l'assistente storico).
Durante la sua iniziale permanenza, accumulò tre sconfitte e un pareggio in tutte le competizioni. Cinque giorni dopo (il 26 gennaio) Carver è stato nominato manager fino alla fine della stagione, vinse la sua prima partita il 31 gennaio contro l' Hull City.
Ad inizio febbraio, l'amministratore delegato Lee Charnley esortò i fan a supportare Carver e il team. Stava rispondendo ai canti "Sei Pardew sotto mentite spoglie?" che erano mirati all'allenatore durante il pareggio per 1-1 contro il Crystal Palace (Carver nella ripresa aveva fatto dei cambi difensivi per mantenere il pareggio).
Ma Carver determinato a dimostrare di essere un uomo con le sue idee analizzò i video della prestazione a Selhurst Park con i suoi giocatori, confrontando le loro prestazioni con i filmati del campo di allenamento (una nuova iniziativa sotto Carver) offrendo consigli, critiche ed elogi.
Era solito ricordare ai suoi attaccanti che le punte segnano solo nell'aria di rigore (soprattutto ad Ayoze Perez), incoraggiandoli ad emulare i movimenti in area di Harry Kane.
Carver modificò anche la formazione 4-2-3-1 che aveva ereditato da Alan Pardew, spiegando i punti deboli di quel sistema in determinati scenari.

"Ho chiesto ad un fan quale sarebbe stata la sua formazione preferita e di scrivere la sua squadra su un pezzo di carta. Aveva messo in campo due difensori in un sistema 2-6-2, gli ho detto che lo avremmo fatto contro il Manchester City!"

Dal 4 marzo al 2 maggio, guidò la squadra in una serie di 8 sconfitte consecutive in campionato, un record negativo per il Newcastle in Premier League.

Verso fine aprile in piena bufera sconfitte: "Abbiamo bisogno di trovare una soluzione, una formula per vincere una partita. Se significa essere un po' più diretti, allora è quello che dovremo fare.
Devo trovare un modo di giocare che potrebbe non essere bello per gli occhi, ma ho bisogno di trovare un modo per ottenere risultati ed alcuni punti"

Del resto St James' Park era uno stadio rinomato per il calcio attraente e offensivo giocato, con Kevin Keegan e Bobby Robson due manager che portarono la squadra quasi al titolo.
Questo era ormai scomparso negli ultimi anni, anche se Alan Pardew (al di là delle critiche) aveva portato sparodici momenti di buon calcio e la squadra in Europa.
Il gioco difensivo di Carver non lo fece mai diventare un idolo dei fans e i risultati stavano peggiorando giornata dopo giornata.
A seguito di una sconfitta per 3-2 contro lo Swansea: "Ho giocato con una formazione diversa, con due attaccanti e un trequartista, Remy Cabella, proprio dietro i due attaccanti, e ho pensato che in realtà giocassimo un bel calcio, pensavo che saremmo potuti arrivare 2-0...i tuoi discorsi sulla squadra cambiano a metà tempo perché avresti potuto chiudere 1-0, ma subiamo l' 1-1 e ciò è deludente. Ma ero ancora abbastanza positivo a causa di quello che ho visto nella prima metà. Siamo usciti nel secondo tempo ed abbiamo subito un altro gol quindi questo ha fatto la differenza"

A Steve McClaren (allora manager del Derby County) venne chiesto di prendere il posto di Carver per le ultime tre partite della stagione.
Tuttavia, McClaren dichiarò di essere "impegnato al 100%" con i Rams, mentre i Magpies annunciarono che Carver sarebbe rimasto al comando.

"Non mi sono mai offerto di dimettermi, di andarmene. Una volta ho avuto una conversazione con Lee Charnley, sapevo quale fosse la mia posizione. Non mi hanno mai chiesto di dimettermi. Sapevo di essere ancora qui per le prossime 3 partite"

Nonostante questi numeri, Carver disse di essere "il miglior allenatore della Premier League".
"Penso ancora di essere il miglior allenatore della Premier League.
Se ho gli strumenti giusti posso fare il mio lavoro. Sto facendo il tutto al meglio delle mie capacità"

Va detto comunque che al manager inglese non mancavano di certo l'idee avendo usato dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2.
Carver è stato affrontato anche da un gruppo di sostenitori durante la sconfitta in casa di aprile contro lo Swansea, organizzando l'incontro con due fan per una "tazza di tè".
I sostenitori hanno anche sfogato le loro frustrazioni per il proprietario Mike Ashley, mettendo in scena proteste e chiamandolo a lasciare il club.
Nell'ultima giornata, il Newcastle battè il West Ham United 2-0 confermando la sua salvezza per la stagione 2015/16.
Malgrado ciò Carver risolse il suo contratto da allenatore (3 vittorie in 20 partite), prima dell'annuncio di Steve McClaren come nuovo manager (Newcastle che nel 2015/16, dopo l'esonero di McClaren, retrocederà in Championship con Benitez).
Nel 2016 Carver viene ingaggiato dai ciprioti dell'Omonia Nicosia, chiuderà la sua esperienza in Cipro con 17 vittorie in 30 partite.
Nonostante diverse vittorie in più, anche con i ciprioti finisce male.
I rapporti si raffreddano quando la squadra di Carver scese 12 punti sotto rispetto agli avversari storici dell' Apoel. La goccia che fece traboccare il vaso fu una sconfitta nella Coppa di Cipro nel quarto di finale contro l'Apollon.
La partita venne anche sospesa perchè i tifosi lanciavano petardi e razzi in campo chiedendo il licenziamento di Carver.
In realtà va detto che il club cipriota era ormai in crisi finanziaria da diversi anni: l'anno precedente erano finiti al quarto posto, invece nella stagione sotto Carver al quinto con cambio anche del presidente. L'anno successivo al sesto posto.


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lunedì 4 maggio 2020

Valore Atteso, Varianza e Probabilità Di Vittoria (Lotterie, Casinò, Scommesse)

Il concetto di Valore Atteso (Expected Value, EV) viene usato per valutare quale opzione scegliere affinchè possano essere massimizzati i profitti e minimizzate le perdite.
Tale concetto non tiene in considerazione nessun fattore personale o soggettivo ma oggettivo (con qualche variazione per le scommesse sportive per via dell'aggio: ovvero dare una quota più bassa del dovuto). Il valore atteso EV è un indicatore positivo (+EV) o negativo (-EV) che fa da guida per effettuare la migliore scelta quando si scommette perchè consente di determinare quale giocata è proficua e quale no.


LOTTERIA
In una lotteria, immaginiamo che tutte le combinazioni possibili siano 10 milioni e che ci sia solo 1 combinazione vincente. Consideriamo un montepremi di 60 milioni di euro e il costo del biglietto è 1 euro. Devo calcolare il valore atteso. Per ciascun esito possibile (vincente oppure no), si moltiplica la probabilità di quell'esito per il valore del biglietto dato quell'esito, quindi si sommano i singoli risultati ottenuti. Dal momento che il mio biglietto vale 0 euro 9.999.999 volte su 10.000.000 e vale 60.000.000 di euro 1 volta su 10.000.000, il suo valore atteso è pari a (9.999.999/10.000.000 x 0 €) + (1/10.000.000 x 60.000.000 €) = 6 €. Dunque, poiché il valore atteso del mio biglietto è di 6 €, mi conviene puntare su quella lotteria. Nel caso il montepremi fosse stato di 10 milioni €, il valore atteso del biglietto sarebbe stato di 0,60 € cioè meno di quanto l'ho pagato.
Ovviamente oltre al montepremi, anche le combinazioni totali influenzano il valore atteso.
Il valore atteso è un ottimo metodo per calcolare mediamente il giusto prezzo di un evento e oggi viene applicato non solo alla valutazione del valore di biglietti della lotteria ma anche a quello di qualsiasi altro gioco d'azzardo. Ad esempio nei test a risposta multipla, di solito, se si risponde correttamente ad una domanda si guadagna 1 punto, se la si lascia in bianco si totalizzano 0 punti, mentre se si dà la risposta sbagliata si viene penalizzati con un punteggio negativo uguale a -0,25 (supponendo che ogni domanda presenti 5 alternative), in questo modo il valore atteso del risultato di chi risponde sparando a caso è uguale al risultato di chi lascia la domanda in bianco (consentendo una valutazione giusta ed equilibrata). Infatti, coloro che si affidano alla fortuna, 4 volte su 5 sbagliano beccandosi un -0,25, 1 volta su 5 ci azzeccano accaparrandosi 1 punto.
Dunque, il valore atteso del risultato è uguale a 4/5 x (-0,25) + 1/5 x 1 = 0.


CASINO'
Introduciamo anche il concetto di varianza. La varianza è il valore che indica di quanto si discosta il risultato di un evento dal suo valore atteso. Se lanciassimo una moneta 1 volta, potrebbe uscire testa, se la lanciassimo 5 volte potrebbe uscire 5 volte testa, se la lanciassimo 10 volte potrebbe uscire 10 volte testa, se la lanciassimo 100 volte? All' infinito, i casi in cui è uscita testa saranno quasi gli stessi di quelli in cui è uscita croce.
Il lancio della moneta (o un rosso/nero al Casinò) non ha memoria, se esce 9 volte croce al decimo lancio la possibilità tra testa/croce sarà del 50% (i lanci saranno equiprobabili) ma all'infinito i due valori (testa/croce o rosso/nero) tenderanno ad equivalersi. Quando lanciamo la moneta 10 volte ed esce un risultato inaspettato (10 testa 0 croce, 9 testa 1 croce, 8 testa 2 croce o viceversa) siamo in presenza di alta varianza. Nel breve periodo (1, 10 lanci) giocando con le regole sopra riportate: scommetto 1€ per vincere 1€ è possibile perdere o vincere 1€ o 10€ a causa della varianza, nonostante in media ci dovremmo trovare con 0 € vinti o persi (ciò all'infinito). Ipotizziamo di giocare 1 € su croce con vincita di 2 € (quindi vincita effettiva di 1 €). Ovvero all'infinito: 0,5 (probabilità di vittoria) per 1 (vincita) - 0,5 (probabilità di sconfitta) per 1 (importo giocato) = 0.
Questo il motivo per cui in eventi del genere (rosso/nero o testa/croce), conviene giocare al raddoppio sempre sino a quando non si vince (ciò permette di recuperare i soldi persi delle puntate precedenti e fare comunque una vincita).


COSA SUCCEDE CON LE SCOMMESSE SPORTIVE?
E' possibile applicare questo metodo alle scommesse sportive, per sapere se conviene puntare una certa somma oppure no? Con un 1X2 la probabilità (matematica) che esca 1 dei 3 esiti è del 33,33%.
Invece in un "testa a testa" (2 eventi), del 50%. In realtà le cose sono molto più complesse perchè va considerata in questo discorso anche la quota. Per prima cosa calcoliamo la probabilità di vincita su un dato evento singolo o in multipla, poi calcoliamo il valore atteso e verifichiamo se è convenuta oppure no. La probabilità può essere calcolata come segue oppure (anche se è meno preciso) dividendo semplicemente 1/quota (invece come è spiegato qui di seguito si tiene conto anche della tipologia di scommessa: se a 3 esiti come 1X2, a 2 esiti Goal/NoGoal o Under/Over).
Ipotizziamo che il bookmaker proponga le seguenti quote:

1) 1 (2.17), X (3.44), 2 (4.00)
Probabilità evento 1: (1/3 + 1/2.17)/2 = (0.33 + 0.46)/2 = 39.5%
Probabilità evento X: (1/3 + 1/3.44)/2 = (0.33 + 0.29)/2 = 31%
Probabilità evento 2: (1/3 + 1/4.00)/2 = (0.33 + 0.25)/2 = 29.5%
1/3 ovviamente si riferisce al 33.33% citato prima.
Ipotizziamo di giocare 5 € sull'1 dato a 2.17 (con vincita totale di 10,85 €), avremmo: il biglietto è vincente 39,5 volte su 100, invece sarà perdente 60,5 volte su 100.
Il montepremi è di 10,85 € quindi 0,395 (sarebbe la probabilità di vittoria) per 10,85 € (vincita totale compreso l'importo giocato) dà 4,23 (per la vincita effettiva va sottratto l'importo giocato a 10,85 cioè 10,85 € - 5 €= 5,85 € poi l'operazione rimane la stessa; per piccoli importi sarebbe il calcolo più corretto, per grandi importi quindi grosse vincite è quasi ininfluente ai fini del calcolo).
Il valore ottenuto 4,23 va sottratto a 0,605 (probabilità di perdere) per 5 € (importo giocato) ovvero 3,02 €. Facendo la differenza tra 4,23 e 3,02 otterrò 1,21 € come valore atteso che è un valore buono sul lungo termine in quanto positivo (anche se inferiore al costo della scommessa ma come detto qui c'è l'aggio).

2) Under 1.5 (1.75), Over 1.5 (2.38)
Probabilità evento Under 1.5: (1/2 + 1/1.75)/2 = 0.54 = 54%
Probabilità evento Over 1.5: (1/2 + 1/2.38) = 0.46 = 46%
Stesso discorso qui (1/2=50%: Under o Over, cioè 2 esiti)
Ipotizziamo di giocare 50 € sull'Under 1.5 dato ad 1.75 (vincita totale 87,5 €), avremmo: il biglietto è vincente 54 volte su 100 (0,54), invece è perdente 46 volte su 100 (0,46) e il montepremi è di 87,5 €.
47,25 (probabilità di vincita per importo vinto) - 23 (probabilità di perdere per importo giocato) = 24,25 €.

3) Se invece volessimo giocare in multipla questi 2 eventi (cioè entrambi contemporaneamente):
Ipotizziamo di giocare X (0.31 = 31%) ed Over 1.5 (0.46 = 46%)
Probabilità di vincita della multipla: 0.31 * 0.46 = 14%
La X è data a 3.44, invece l'Over 1.5 a 2.38 quindi giocando 50 euro, la vincita sarà di: 409,36 €.
Il valore atteso sarà 57,31 - 43 = 14,31 €

Maggiori saranno le partite aggiunte e minori saranno le probabilità di vittoria con il valore atteso sempre più lontano dal costo del biglietto. Qual è la morale della storia? Che sul lungo termine, ovviamente, conviene giocare in singola (il valore atteso è più vicino a quanto sborsato per effettuare la scommessa)


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sabato 25 aprile 2020

I "Fenomeni" Della Serie A Diventati "Bidoni" In Premier League (Dagli Anni 90 In Poi)

Negli anni 90 (quando il campionato italiano di Serie A contava qualcosa a livello europeo ed era forse il migliore al mondo) c'era la credenza che gli stranieri che venivano a giocare in Italia facevano fatica per le "arcigne" difese. Giocatori inglesi soprattutto.
Sicuramente ci sono stati stranieri (anche inglesi) che in Italia hanno fatto fatica e non si sono mai ambientati ma a ben vedere vale anche il viceversa e in numeri ben maggiori.
La cosa curiosa è che molti di questi nomi non sono solo degli ultimi anni (dove tra Premier League e Serie A c'è un abisso) ma risalgono anche agli anni 90 e soprattutto ad inizio millennio (dove la Serie A era di ben alto livello rispetto all'ultimo decennio).
Sono innumerevoli infatti, i giocatori che hanno segnato carrettate di gol in Serie A e poi in Premier League sono stati autentici fantasmi (allontanati dopo 1 anno o anche meno). Saranno citati ovviamente anche difensori e centrocampisti che giocavano (più o meno da protagonisti) in Italia e poi sono finiti in Inghilterra.
Vediamo i principali.

La rivista FourFourTwo nella classifica dei 50 bidoni che hanno giocato in Inghilterra, ha citato:
-Corrado Grabbi (30 presenze al Blackburn con 2 gol)
-Andrea Silenzi (12 presenze al Nottingham Forest con 0 gol)
-Tomas Brolin (32 presenze tra Leeds e Crystal Palace con 4 gol)
-Massimo Taibi (al Manchester Utd si ricorda la clamorosa papera su tiro di Le Tissier)
-Christian Poulsen (12 presenze al Liverpool)
-Roque Junior (un fenomeno nemmeno in Italia ma subito allontanato dal Leeds dopo 5 presenze)
-Andy Van Der Meyde (4 stagioni all'Everton e solo 20 presenze)



Ma ovviamente la rivista ha cercato di spaziare inserendo anche altri giocatori perchè in realtà i giocatori italiani/stranieri più o meno forti in serie A (fenomeni o presunti tali) che poi si sono rivelati bidoni in Premier League sono molti di più:
-Faustino Asprilla (48 presenze al Newcastle con 9 gol)
-Andrij Shevchenko (48 presenze al Chelsea con 9 gol)
-Hernan Crespo (49 presenze al Chelsea con 20 gol)
-Adrian Mutu (27 presenze al Chelsea con 6 gol)
-Juan Sebastian Veron (58 presenze in 3 anni tra Manchester Utd e Chelsea con 8 gol)
-Matteo Ferrari (8 presenze all'Everton)
-Per Kroldrup (2 presenze all'Everton)
-Andrea Dossena (18 presenze al Liverpool in 2 anni, 7 al Sunderland, 15 al Leyton Orient)
-Lorenzo Amoruso (18 presenze al Blackburn in 3 anni)
-Alberto Aquilani (18 presenze al Liverpool)
-Dino Baggio (9 presenze al Blackburn)
-Dario Marcolin (10 presenze al Blackburn)
-Gabriele Ambrosetti (16 presenze al Chelsea in 2 anni)
-Bernardo Corradi (25 presenze=3 gol al Manchester City)
-Massimo Maccarone (81 presenze al Middlesbrough con 18 gol)
-Vincenzo Montella (10 presenze al Fulham con 3 gol)
-David Di Michele (30 presenze al West Ham con 4 gol)
-Alberto Paloschi (10 presenze allo Swansea con 2 gol)
-Pablo Osvaldo (13 presenze al Southampton con 3 gol)
-Rolando Bianchi (19 presenze al Manchester City con 4 gol)
-Michele Padovano (12 presenze al Crystal Palace con 1 gol)
-Stefano Okaka (47 presenze tra Fulham e Watford con 7 gol)
-Stefan Jovetic (30 presenze al Manchester City con 8 gol)
-Federico Macheda (85 presenze tra Manchester Utd, QPR, Doncaster, Birmingham, Cardiff e Nottingham con 23 gol)
-Mario Balotelli (70 presenze tra Manchester City e Liverpool con 21 gol)
-Marco Borriello (2 presenze al West Ham)
-Simone Zaza (8 presenze al West Ham)
-Juan Cuadrado (13 presenze al Chelsea)
-Patrick Cutrone (12 presenze al Wolverhampton con 2 gol)



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giovedì 23 aprile 2020

Il Campionato Inglese a FIFA 20: ePremier League Invitational

A seguito dell'interruzione della Premier League (e di tutti i campionati inglesi ed europei) per via del Coronavirus, il sottosegretario alla Cultura Oliver Dowden, ha richiesto che le restanti partite vengano trasmesse in chiaro e quindi fruibili da tutti e non solo dagli abbonati alle pay tv Sky Sports e BT Sport (le due piattaforme che si sono assicurate i diritti delle gare del campionato inglese). Qualora si dovesse tornare in campo, si giocherebbe comunque a porte chiuse. Pertanto la preoccupazione principale è legata al fatto che i tifosi si possano riunire nelle case di chi possiede un abbonamento per seguire insieme i match, aumentando i rischi di contagio.
Nel mentre i calciatori della Premier League si stanno sfidando in questi giorni a FIFA 20 (EA Sports), torneo inaugurale ePremier League Invitational.
I giocatori si scontrano rappresentando la loro squadra in un torneo a eliminazione diretta per scoprire chi giocherà la finale, che sarà mostrata in diretta su Sky Sports sabato 25 aprile.
Il montepremi del torneo Invitational della ePremier League viene donato all'iniziativa #PlayersTogether, creata dai giocatori della Premier League per generare fondi per il Servizio sanitario nazionale e distribuirli dove c'è necessità.

Tra i giocatori che partecipano al torneo ci sono:
Trent Alexander-Arnold (Liverpool)
Raheem Sterling (Manchester City)
Wilfried Zaha (Crystal Palace)
John McGinn (Aston Villa)
Lys Mousset (Sheffield United) 
Diogo Jota (Wolverhampton Wanderers) 
Non troviamo solo giocatori della Premier League, ad esempio il Manchester Utd è rappresentato dal musicista Tom Grennan, stessa cosa l'Arsenal (da Josh Franceschi).
I round di apertura includeranno quattro partite al giorno tra le 12:00 e le 16:00 BST (da martedì 21 aprile a venerdì 24 aprile). Le semifinali e la finale saranno trasmesse in diretta su Sky Sports alle 15:00 BST di sabato 25 aprile.
Ovviamente si tratta di eSport a tutti gli effetti e su molti bookmaker (anche italiani) è possibile scommettere sull'esito delle partite.



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venerdì 17 aprile 2020

Spiegazione Ruoli Coach Football Americano: Head, Offensive, Defensive Coordinator e Special Team

In quest'articolo faremo chiarezza sui tanti ruoli e compiti dei coach del football americano ognuno specializzato ad allenare ogni fase di gioco o addirittura ogni ruolo.
Per quanto riguarda i giocatori:  Tutti I Ruoli Del Football Americano: Spiegazione e Compiti
Ovviamente in cima alla piramide c'è l'head coach ovvero l’allenatore della squadra.
Egli sviluppa il tipo di giocate da effettuare sia in attacco che in difesa, decide le varie sostituzioni da effettuare ed è il responsabile principale dell’andamento della squadra.
Ha quindi la massima responsabilità in un team ma è circondato da tanti collaboratori ed altri coach specializzati in ogni settore del campo.

Offensive Coordinator
Si tratta del coordinatore offensivo (e con quello difensivo) rappresenta il secondo livello della piramide manageriale.
In poche parole è il responsabile dell’attacco della squadra, ma sempre sotto la guida del proprio head coach.
Egli è per così dire il braccio (spiega ai giocatori cosa fare) dell’head coach.
Guidando quarterback e giocatori d'attacco propone le varie soluzioni al capo allenatore ed insieme decidono il da farsi (in pratica è l’head coach a decidere sotto parere del collaboratore).
In campo, invece, ad ogni drive provvede a comunicare quello giusto al quarterback.
Studia ogni possibile mossa e contromossa avversaria, se le cose non vanno bene dal punto di vista offensivo, molto spesso, le colpe sono le sue.

Defensive Coordinator
E’ il principale coordinatore della difesa. Ha le stesse funzioni e responsabilità dell’offensive coordinator, solo a squadra invertita.
Anche lui collabora con il coach nello scegliere gli schemi e a comunicarli successivamente sul campo alla difesa.
Lui e l'offensive coordinator si alternano sul campo.
Sia per l'attacco che per la difesa ci sono ulteriori coordinatori che però lavorano solo con i giocatori di linea o con singoli giocatori.

Special Team Coach
Il suo compito è quello di allenare tutti i componenti delle squadre speciali del team; così nelle situazioni di kick e punt scendono in campo i suoi giocatori.
Anche qui lui studia soluzioni e mosse a sorpresa.


Strenght & Conditioning Coordinator
Si tratta di un preparatore atletico e collaboratore dell’head coach.
Egli prepara atleticamente e fisicamente tutto il team durante il periodo dei training camp dove scegli gli esercizi da effettuare.



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