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venerdì 7 novembre 2014

La Rivalità Tra Golden State Warriors e Los Angeles Clippers (NBA)

Quella tra Golden State Warriors e Los Angeles Clippers è in fin dei conti una rivalità molto recente.
Nel senso che sicuramente le due franchigie non si sono mai amate però proprio alla fine dell'anno scorso ne successero di tutti i colori accentuando ancor di più la loro rivalità(che ovviamente comprende anche i Los Angeles Lakers e i Sacramento Kings, altre squadre californiane e rivali ad Ovest).


RISSE ED ESPULSIONI
L’antagonismo nasce così quando due squadre si lasciano dietro anni di anonimato e si trovano a lottare per la supremazia.
E’ quello che sta succedendo nella Pacific Division dove il giorno di Natale dell'anno scorso è andata in scena la battaglia tra Golden State Warriors e Los Angeles Clippers vinta dalla squadra di Oakland per 105 a 103 gara finita con le espulsioni e i falli intenzionali di Griffin, Green e Bogut, dopo che nella prima partita della serie lo scorso 31 ottobre Bogut e DeAndre Jordan non si erano certo scambiati abbracci amichevoli.
Blake Griffin, ala dei Los Angeles Clippers, al termine della partita disse che i Golden State Warriors, giocarono un basket “da codardi”.
Griffin venne espulso nel quarto quarto della gara di Natale per un alterco con Andrew Bogut.
“Se riguardate le scene, non ho fatto niente per essere espulso. Per me loro hanno avuto un comportamento scorretto.”
“Al posto di giocare una normale partita testa a testa, quella di ieri è diventata qualcosa di più e questo non va bene perchè nessuno vuole giocare una gara del genere.”
I due coach Marck Jackson e Doc Rivers, dall’alto della loro esperienza hanno minimizzato, ma senz’altro ammettono che sta nascendo una rivalità nella division, adesso che momentaneamente i Lakers non sono la squadra da battere e siamo un po' lontani dai Sacramento Kings di Chris Webber, Vlade Divac e Doug Christie.
Per i Clippers la geografia direbbe Lakers o le ultime due uscite ai playoff i Memphis Grizzles, mentre per gli Warriors la cartina punterebbe su Sacramento e il campo sugli Spurs ma entrambi i team arrivano da una storia di perdenti, entrambi i team hanno virato e stanno puntando nella giusta direzione.
Per quanto Warriors e Clippers non si vedano di buon occhio, entrambi gli allenatori riconoscono che la propria squadra dovrà vincere qualcosa affinchè si possa parlare di vera rivalità.
Rimane il fatto che l’ultima apparizione degli Warriors alle finali di conference data 1976 mentre i Clippers non ci sono mai arrivati.
Golden State ha vinto 3 titoli NBA.
“Non mi interessa il passato a parte il fatto di studiarlo” dice Doc Rivers “ma il futuro è nelle nostre mani. Sono sicuro che Mark e Golden State la pensano allo stesso modo e l’unica maniera per far nascere una rivalità è continuare sulla strada verso il successo”.


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giovedì 6 novembre 2014

La Rivalità Tra Green Bay Packers e Chicago Bears (NFL)

Green Bay Packers e i Chicago Bears è sicuramente tra le rivalità più accese della NFL.
Entrambe le squadre furono fondate nel 1919 e da allora di partite (e botte) ce ne sono state.
Il punteggio, non è a favore dei verde-oro.
Vede quindi il vantaggio della squadra della Windy City, i Bears infatti sono con la testa avanti dal 1933, anche se dal 1990 in poi i Packers hanno estremamente ridotto il gap, vincendo la maggior parte degli scontri in questi ultimi 24 anni.
La questione però non si ferma al mero numero di partite vinte dato che, anche se una delle due squadre terminasse la stagione con record negativo, sarebbe “relativamente” di poca importanza, in caso di vittoria di questo grande match, capace di esaltare un’intera tifoseria, un’intera città.
Tanto per portare alla luce qualche numero, le due squadre con più titoli in assoluto nella storia NFL sono proprio i Packers e i Bears.
Inoltre, quali sono le due squadre ad avere il maggior numero di inductees nella Hall Of Fame?
Ovviamente Packers e Bears!


CONFRONTI DIRETTI
La storia insegna che questa partita è molto sentita,ed è riscontrabile già negli anni 60’ quando, nella preparazione di questo titanico scontro, George Halas, leggenda della sideline dei Bears, si persentò alla base di Green Bay affermando di voler vedere immediatamente e urgentemente Lombardi.
Una volta presentatosi, Lombardi gli chiese cosa volesse e lui gli disse di preparare a modo i suoi, perché se non lo fossero stati a Chicago li avrebbero presi a calci nel sedere!
Il primo incontro avvenne nel lontano 27 novembre 1921, in cui i Bears distrussero i Packers con il punteggio di 20-0.
Da quella partita le due squadre si sono scontrate in ogni singolo anno almeno una volta, fatta eccezione per il 1982, quando una stagione più corta non mise contro le due formazioni.
In questo grande arco di tempo c’è stato un numero immane di eventi storici tra guerre, rivoluzioni e altro, e sono passati addirittura 16 Presidenti degli Stati Uniti d’America dallo Studio Ovale.
Inoltre, dal 1919, Chicago è la squadra con il maggior numero di vittorie in singole partite, con i Packers subito dietro.
Entrambe ben oltre quota 600, sono accompagnate in questa categoria dai soli New York Giants e Pittsburgh Steelers.
Infine, anche se non viene pubblicamente ammesso, c’è un grande sentimento di odio-rispetto tra le due tifoserie, che accolgono tranquillamente la controparte quando c’è LA partita della NFC North, e ad affermarlo è lo stesso Aaron Rodgers in un’intervista di un paio di anni fa: “Penso sia una rivalità bella tosta, tra le due squadre e gli stessi giocatori, ma c’è anche un sacco di rispetto tra le due parti.
Io per lo meno ne ho molto per loro, non è come la rivalità tra Ravens e Steelers, dove in ogni giocata si accende una miccia che può far scoppiare una guerra.
Si tratta solo di due grandi e competitive squadre che adorano scontrarsi e giocarsela, fino alla fine”.


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La Rivalità Tra Dallas Cowboys e Washington Redskins (NFL)


Dallas Cowboys-Washington Redskins è classificata da Sports Illustrated(rivista americana) “la rivalità numero uno nella NFL e una delle più forti di tutti i tempi”.
Ad ogni modo, questa è una rivalità nata nel 1960, e da allora, dato che queste due squadre si sono sempre trovate nella stessa Division, almeno per due volte l’anno, accadono dei veri e propri scontri, sul campo, di livello altissimo per quanto riguarda l’agonismo.
In questi match, i giocatori poi non hanno mai lesinato colpi forti e comportamenti che esaltavano la folla. Sempre nell’altrui rispetto, si intende.
A livello statistico, queste due squadre hanno sviluppato siffatta rivalità anche grazie alle vittorie conseguite: Cowboys e Redskins, sono infatti, due tra le squadre più vincenti della storia della NFL.


SCONTRI DIRETTI E RIVALITA'
I Redskins vinsero la prma partita 26-14 nel 1960, dall’anno successivo i Cowboys furono inseriti nella NFL Eastern Conference e il doppio scontro annuale esiste da allora.
Negli anni ’60 la forza di Washington era un potente attacco aereo capeggiato da Sonny Jurgensen, Charlie Taylor, Bobby Mitchell e Jerry Smith.
I Cowboys, che persero il titolo contro Green Bay nel 1966 e 1967 (tra cui il famoso IceBowl) avevano Don Meredith, Bob Hayes e una grande difesa.
“Avevano un gioco aereo esplosivo” disse Bob Lilly, defensive tackle dei Cowboys, inserito nella Hall Of Fame, “Sonny faceva sempre paura, Bobby era veloce, Taylor sempre libero e Smith un’ottimo ricevitore per essere un tight end. Il gioco di corse non era granchè, ma con Sonny non ne avevi veramente bisogno“. Ma i Cowboys vinsero 6 partite consecutive tra il 1968 e il 1970, prima dell’arrivo di qualcuno che avrebbe poi intensificato drasticamente la rivalita: George Allen. Oltre alla sua attitudine difensiva, Allen portò ai Redskins anche un’altra caratteristica: detestava Dallas.
Dai primi anni ’70 continuando nella metà degli anni ’80, l’ NFC East riserva una battaglia epica dopo l’altra. Kenny Houston che placca Walt Garrison sulla goal line per mantenere una vittoria nel Monday Night nel 1973 per i Redskins.
Il rookie Clint Longley lancia un TD pass da 50 yard a Drew Pearson negli ultimi secondi del giorno del Ringraziamento nel 1974.
L’intercetto di Darryl Grant riportato in endzone che da la vittoria nel Championship del 1982.
Darrell Green che placca Tony Dorsett in un Monday Night nel 1983.

“L’intensità che avevamo giocando contro Dallas era incredibile” dice Kenny Houston, safety nella Hall Of Fame, che ha giocato per i Redskins dal 1973 al 1980, “avrei desiderato giocare ogni partita contro di loro“.
Aggiunge Roger Staubach, QB di Dallas di quell’epoca, “Entrambe erano davvero intense, non ci piacevano e noi non piacevamo a loro, ma c’era grande rispetto“.

Lo stesso George Preston Marshall, fondatore dei Redskins, mise un voto di opposizione alla nascita della franchigia texana, per il timore che questa potesse portare via tifosi ed interesse verso i Redskins negli stati del Sud.
Ma alla fine Marshall dovette cedere, ed i Cowboys presero vita.
Washington vinse subito il primo confronto del 1971 per 20-16, perdendo poi il ritorno per 13-0.
Ma i Redskins andarono ai playoffs per la prima volta da un quarto di secolo.
Ancora nel 1972 sfida per il Championship della NFC. Billy Kilmer gioca la partita della vita con 14/18 per 194 yards e 2 TDs per Charlie Taylor, nella vittoria dei Redskins per 26-3. “Ci sentivamo in cima al mondo dopo quella partita” disse il DE Ron McDoyle, “ Fu una specie di nostro SuperBowl“.
Tra il 1979 ed il 1982 ci furono sei vittorie consecutive dei Cowboys, striscia che finì in un freddo e grigio giorno a Washington, il 22 Gennaio 1983. L’allenatore era un giovane Joe Gibbs, ed era di nuovo il Championship della NFC.
Due giochi su tutti. Dexter Manley che atterra il QB di Dallas Danny White, il quale deve lasciare il campo nel secondo quarto e l’intercetto di Darryl Grant su una palla pizzicata sempre da Manley, riportata poi da Grant in endzone per il TD che chiude la partita 31-17.
L’RFK Stadium in quel momento ruggì come mai prima… “La gente batteva i piedi sui sedili dalla felicità, sentii la terra tremare…” disse Joe Theismann.
L’11 Dicembre del 1983, Washington vinse a Dallas per 31-10, e durante il viaggio i giocatori indossarono uniformi militari per provarsi che la loro missione era “Invasione di Dallas”.
Fu la prima di tre vittorie di fila, prima striscia dei Redskins nella serie, poi ne verrà un’altra da 4 verso la fine degli ’80.
Nel 1989 Dallas chiuse con un record di 1-15, ma, è inutile dirlo, immaginerete gia con chi vinsero quell’unica partita. Con i Redskins, per 13-3.
Nel 1991 i Redskins erano 11-0 nella marcia verso il terzo SuperBowl della loro storia, e la striscia, manco a dirlo, fu interrotta dai Cowboys (24-21 il punteggio).
Poi vennero Troy Aikman, Emmith Smith e Michael Irvin, 3 vittorie nel SuperBowl per Dallas ed anni bui per i Redskins.


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La Rivalità Tra Boston Red Sox e New York Yankees (MLB)

Boston Red Sox-New York Yankees è forse la più grande rivalità dellla MLB.
E' anche però una rivalità tra città del nord-est degli Usa: Boston era il porto più prossimo all’Oceano, era il polo culturale, educazionale, artistico ed economico, degli Usa.
Dal XX secolo, New York è diventata “la capitale economica” degli Usa, soprattutto per la presenza di Wall Street, e quindi, l’appeal della “Big Apple” si è fatto via via più profondo.
Nei primi anni del 1900, l’ago della bilancia è sempre andato pendendo verso Boston.
Fino al 1918, i Red Sox dominarono la scena del baseball.
Soprattutto grazie a “Babe” Ruth, un fantastico slugger, uno dei veri pionieri del gioco.
Fino al 1918 però perchè l’allora presidente di Boston, per questioni soprattutto economiche vendette Ruth proprio agli Yankees.


LA MALEDIZIONE DI BABE RUTH
Ed è così che Ruth, scagliò addosso ai Red Sox la “Maledizione del Bambino”: “Senza di me, non vincerete più”.
E così è stato: per decenni, i Red Sox furono l’epitome degli eterni incompiuti.
Fino al 2004. ALCS, serie di finale di conference.
Fino ad allora, anche in post season, gli Yankeees avevano dominato le serie: 11-8 il computo.
Ma appunto, nel 2004, accade quello che molte generazioni di tifoso Red Sox, speravano: dopo 86 anni, i Red Sox, con una rimonta eroica, da sotto 0-3 nella serie, rimontarono, vinsero la serie 4-3, approdarono alle World Series e schiantarono i St.Louis Cardinals, con un roboante 4-0.
I Red Sox, così, sfatarono due maledizioni: quella del Bambino e quella nelle WS.


LA MAGLIA SEPOLTA DI DAVID ORTIZ NEL NUOVO YANKEE STADIUM
Nel 2008  il nuovo Yankee Stadium era stato appena costruito.
Qui venne ritrovata una maglietta dei Red Sox: la numero 34 di David Ortiz, per la precisione.
Non un giocatore qualsiasi, visto che "Big Papi" nell'eroica cavalcata di Boston fino al titolo del 2004 (che aveva compreso, lo ricorderete, l'incredibile rimonta da 0-3 a 4-3 nella serie finale dell'American League proprio contro gli Yankees) fu a dir poco determinante con tre decisivi fuoricampo nelle ultime 4 partite.
La maglietta di Ortiz pare che sia stata piazzata nel nuovo Yankee Stadium da un tifoso di Boston, Gino Castignoli, uno dei responsabili della costruzione dell'impianto.
Scoperto dai colleghi, che hanno poi avvertito il New York Post, l'uomo ha ammesso di aver nascosto la divisa (in una zona che ospiterà un ristorante) già l'estate scorsa, sotto un metro di cemento.
Un modo per segnare a vita il nuovo stadio.
Gli Yankees, tuttavia, non intrapresero azioni legali nei confronti di Castignoli, anzi misero all'asta la maglia di Ortiz e diedero il ricavato in beneficenza.


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lunedì 3 novembre 2014

La Storia Di Irving Fryar: Alcool, Droga e Frode (NFL)

Irving Fryar nasce nel 1962 nel ruolo di Wide Receiver gioca per 17 stagioni nella NFL.
Fu scelto come primo assoluto nel Draft NFL 1984 dai New England Patriots, il primo Wide Receiver della storia ad essere selezionato con la prima chiamata assoluta.
Fryar giocò il Super Bowl XX coi Patriots segnando il loro unico touchdown nella sconfitta 46-10 contro i Chicago Bears.
In carriera giocò un totale di 255 gare, venendo convocato per 5 Pro Bowl(l'ultimo nel 97).
Fryar si ritirò dalla NFL nel 2001 dopo 17 stagioni come professionista.


PROBLEMI FUORI DAL CAMPO
Fryar frequentava la banda del Ghetto Town, essa difendeva il loro territorio con mazze da baseball.
Iniziò a fumare Marijuana in giovanissima età.
Fryar durante i primi anni della sua carriera venne indagato dalla NFL per scommesse sulle proprie partite, ma non venne mai sanzionato dopo l'utilizzo della macchina della verità che lo scagionò.
Ha anche affrontato numerose accuse penali e cause civili con l'accusa di violenza domestica, in particolare nel 1986 quando picchiò sua moglie incita.
Devastato da alcool e droghe, inoltre, provò più volte il suicidio pare che una volta si salvò perchè quando premette il grilletto la pistola si inceppò.
Nel 1990, venne arrestato per possesso di armi da fuoco.


LA CONVERSIONE E LA FRODE
Tuttavia è più o meno in questo periodo(primi anni 90) che avverrebbe la conversione.
Nel 2000 si ritirò, invece nel 2003 fondò la Casa di Dio Nuova Gerusalemme.
In seguito dal New Jersey si trasferirono al 400 Washington Street in Mt.Agrifoglio.
Tuttavia poco dopo, Fryar verrà accusato dal tribunale del New Jersey di aver usato la sua chiesa per azionare una frode da 690.000 $
In parrticolare la procura del New Jersey ha accusato Fryar, la madre Allene McGhee e l’agente immobiliare William Barksdale di aver organizzato una truffa a cinque banche per 690 mila dollari.
Fryar in poche parole falsificò il suo reddito in merito alle domande di mutuo.
Barksdale si è dichiarato colpevole e collabora con gli investigatori.
Il 14 ottobre 2014 Fryar respinge il patteggiamento, scegliendo piuttosto di andare a processo.
Se verrà dichiarato colpevole, Fryar, ritornerà esattamente nel posto da cui era partito.
In prigione.


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venerdì 31 ottobre 2014

La Rivalità Tra Maccabi ed Hapoel Tel Aviv (Basket Israeliano)

Per anni Hapoel Tel Aviv e Maccabi Tel Aviv sono stati considerati i primi due club di pallacanestro israeliana.
I derby tra le due squadre sono stati sempre considerati come match prestigiosi, spesso però accompagnati da un clima di odio tra le due tifoserie che si traducono in atti di violenza reciproca e teppismo.
La tensione tra i due club ha raggiunto il suo apice nella decade 1980.
Durante questo periodo si sono incontrati più volte in finale play-off di campionato e coppa.
Probabilmente l'incontro più celebre fu la finale del League Championship disputata nel mese di aprile del 1985.
Grazie a Mike Largey, l'Hapoel Tel Aviv vinse la prima partita in modo convincente.
Largey giocò sempre bene contro il Maccabi Tel Aviv battendolo 5 volte in 4 anni.
Prima del suo arrivo, Hapoel Tel Aviv non batteva il Maccabi Tel Aviv da 17 partite di fila.
Nella seconda partita ad inizio secondo tempo, dopo che il gioco si era fermato per un fallo, Motti Aroesti del Maccabi infilò la mano in faccia a Largey.
Largey rispose immediatamente gettando Aroesti a terra.
Successivamente, entrambi i giocatori vennero espulsi dalla partita e sospesi automaticamente da gara 3.
Largey era molto importante per l'Hapoel Tel Aviv, infatti dopo di ciò il Maccabi Tel Aviv vinse gara 2 e 3. Ancora oggi, la maggior parte dei tifosi dell' Hapoel Tel Aviv sono convinti che il Maccabi Tel Aviv escogitò questa provocazione di proposito.


ANNI SUCCESSIVI: TANGENTI E POLEMICHE
Nel corso degli anni il Maccabi Tel Aviv rafforzò la sua posizione dominante nel basket israeliano e il suo status di campioni quasi eterni.
I tifosi dell'Hapoel accusarono i rivali di vari illeciti, comprese l'offerta tangenti per gli arbitri, la firma dei contratti con i giocatori rivali durante la stagione regolare e i playoff e la ricezione di tanti fondi dalle televisioni di Stato per i diritti tv.
Queste accuse, tuttavia, non vennero mai dimostrate.
Con il declino dell'Hapoel negli ultimi anni le partite tra le due squadre son diventate un po a senso unico. Questo, naturalmente, ha portato solo al rafforzamento di odio e ripetuti atti di violenza tra i tifosi.


OLOCAUSTO ED INSULTI
Arriviamo agli anni recenti quando i tifosi dell'Hapoel Tel Aviv augurarono a squarciagola un olocausto a quelli del Maccabi(2006).
Passano altri sei anni e le due squadre si ri-affrontano nuovamente.
"Non c'è spazio per cori simili anche all'interno di una rivalità" disse Guy Pnini alla vigilia.
"So qual è il limite tra ciò che è lecito e ciò che non lo è".
Ventiquattr'ore dopo, lo stesso giocatore, capitano del Maccabi e nazionale israeliano, avrebbe usato altre parole sul parquet, etichettando l'avversario come nazista ed augurandogli malattie a lui e alla sua famiglia.
Il destinatario degli insulti era Jonathan Skjoldebrand, israeliano anche lui, ma biondo e di origini svedesi.
La vittima delle offese non reagì al momento: "Pensavo di non aver sentito bene, ma lui ha ripetuto continuamente", poi ha immediatamente riferito l'episodio ai dirigenti del suo team.
Infine sono state le telecamere a fare giustizia e a diffondere in giro per il mondo il virgolettato di Pnini pronunciato a 1'43" dal termine del terzo quarto, quando la sua squadra conduceva ampiamente sui rivali.
Il Maccabi, aprì immediamente un'indagine prendendo provvedimenti: sospensione a tempo indeterminato del giocatore cui è stata tolta la fascia di capitano e multa di circa 26 mila dollari.
Dalla federazione al coach della nazionale, tutti si sono espressi contro Pnini.
Il giocatore, dopo aver inizialmente cercato di giustificarsi asserendo che la sua era stata una reazione a un aggressione fisica e verbale subita da Skjoldebrand durante il match, ha rilasciato un messaggio pubblicato sul sito del Maccabi, dove ha ammesso che il suo è stata un gesto deprecabile: "Mi vergogno. Voglio chiedere scusa a Jonathan, alla sua famiglia e ai tifosi del Maccabi. Chiedo scusa anche alla mia famiglia che è stata vittima dell'Olocausto".


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Sospesa Turk Telekom v BNEI Hasharon (Eurocup 2008/09)


Il 6 gennaio 2009 la partita di basket di Eurocup tra la squadra turca del Türk Telekom e la squadra israeliana del Bnei Hasharon venne sospesa dopo che i tifosi turchi in segno di protesta, contro l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, iniziarono a lanciare di tutto in campo.
L'arbitro decise la sospensione del match ed ordinò ai giocatori di tornare nello spogliatoio dopo che centinaia fan del Türk Telekom hanno iniziato ad intonare "Israele, assassini!" e "Dio è grande" nel palazzetto dello sport di Ankara.
Ovviamente anche i giocatori del Türk Telekom rientrarono negli spogliatoi in mezzo al frastuono generale. Tifosi turchi lanciarono monete ed altri oggetti contro i giocatori israeliani, anche un ventilatore che colpì la scarpa di alcuni giocatori israeliani, la polizia usò scudi antisommossa per proteggerli.
Bnei Hasharon si rifiutò ovviamente di scendere in campo e di giocare in un clima così ostile.
Inoltre un gruppo di cittadini riuniti in precedenza al di fuori del palazzetto dello sport protestò dando alle fiamme una bandiera israeliana.
La squadra israeliana partì presto da Ankara tramite l'aeroporto Esenboða verso Istanbul, con misure di sicurezza rigorose, per prendere il volo per Tel Aviv dall' Istanbul Ataturk Airport.
Nel frattempo, la stampa israeliana etichettava la sospensione della partita come "Giornata di terrore in Turchia per il Bnei Hasharon".
Il capitano del Bnei Hasharon, Meir Tapiro, disse che i giocatori erano molto spaventati.
"Hanno gettato scarpe, accendini, bottiglie d'acqua. Siamo stati rintanati nello spogliatoio con la protezione della polizia ", ha detto Tapiro alla tv israeliana.
Gli israeliani inoltre si arrabbiarono molto per la probabile vittoria a tavolino del Türk Telekom(che poi arriverà) per essersi rifiutati di giocare(la polizia aveva comunque evacuato l'arena).
Il presidente Eldad Akunis disse che la decisione sarebbe stata scandalosa:
"In un clima del genere, era praticamente impossibile giocare. I giocatori erano solo preoccupati per la loro sicurezza ", disse Akunis.
Tuttavia una settimana dopo arriverà la notizia della vittoria per 20-0 dei turchi.


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