Il Chelsea vincerà la Champions League nel 2011/12, poi nel 2012/13 l'Europa League (bissata anche nel 2018/19), perdendo la finale di Champions League del 2008/09 contro il Manchester Utd. Poi si ricordano le semifinali del 2004, del 2005, del 2007, del 2009 e del 2014. La semifinale del 2009 contro il Barcellona fu quella dell'incredibile arbitraggio di Ovrebo con almeno 4 rigori netti non concessi. Qui ripercorriamo un'altra edizione sfortunata (a livello di arbitraggio): quella con l'Inter nella Champions 2010. L'Inter poi vincerà la Champions League battendo il Bayern Monaco e per via del "treble" tutti parleranno di stagione perfetta e così fu. Tuttavia le malelingue hanno sempre rinfacciato la molta fortuna che circondò l'annata della banda di Mourinho.
Ovviamente tutti ricordano il doppio confronto con il Barcellona, soprattutto il goal di Milito in fuorigioco e il penalty su Dani Alves non concesso (nel 3-1 dell'Inter all'andata), oltre che al ritorno il gol-qualificazione annullato a Bojan all'89esimo per un fallo di mano di Yaya Toure (in realtà era di petto). Nella stessa partita però il belga De Bleeckere aveva espulso Thiago Motta, lasciando l’Inter in 10 per quasi tutta la partita, per via di una sceneggiata di Busquets, buttatosi a terra fingendo di avere dolore in faccia e contemporaneamente sbirciando la decisione dell'arbitro.
Inoltre l'1-0 del Barcellona forse era irregolare. Diciamo che gli errori penalizzarono, a fasi alterne, entrambe le squadre. In realtà ancora prima l'Inter aveva eliminato il Chelsea con un arbitraggio a senso unico sia all'andata che al ritorno. A Milano finì 2-1.
Stavolta a finire sotto inchiesta fu l'arbitro spagnolo Mejuto Gonzalez reo di non aver concesso un rigore per reiterate trattenute in area di Thiago Motta su Ivanovic.
Ma ancora più clamoroso fu, a fine primo tempo, il netto rigore non concesso su Kalou (atterrato da Samuel a due passi da Julio Cesar). Ovviamente sarebbe stato rigore più espulsione.
Il quotidiano "The Sun": "Chelsea furioso per l'errore dell'arbitro" e riportò le dichiarazioni di Mourinho: "Il rigore c'era sicuramente, non so perchè l'arbitro non ha fischiato, ma non voglio parlarne". Al ritorno a Stamford Bridge al sesto minuto, Malouda viene bloccato da Lucio (fallo simile a quello di Iuliano su Ronaldo nel 1998) ma per Stark non è rigore.
Il Chelsea chiede altri due rigori: prima con Ivanovic (strattonata abbastanza prolungata di Thiago Motta) in situazione di calcio d'angolo.
Poi a fine 1t sempre su corner è ancora lo stesso Motta a strattonare Ivanovic e soprattutto Drogba viene atterrato da Samuel.
Thiago Motta tra sceneggiate, simulazioni, strattonate in area, perdite di tempo sul finire di partita fece infuriare Drogba. All'85esimo infatti l'ivoriano perde la testa e a palla lontana rifila un calcio a Motta venendo espulso (l'Inter era passata al 77esimo con Eto'o). Sicuramente fu una grande annata per gli uomini di Mourinho ma almeno in Champions League la fortuna fu davvero tanta.
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sabato 27 giugno 2020
domenica 14 giugno 2020
Critiche Per Il Linfield: La Maglia è Un Riferimento All'Ulster Volunteer Force?
Il Linfield fondato a Belfast (Nord Irlanda) nel 1866 dagli operai protestanti affiliati all'Ordine d'Orange è da sempre una squadra dichiaratamente anti-cattolica, al cui interno è stata in vigore a lungo la regola (non scritta) di tesserare soltanto giocatori protestanti.
Si tratta della società più vincente del Nord Irlanda (53 titoli e 43 coppe nazionali), capace negli anni 60 e 70 di figurare anche in Europa (si ricordano i quarti di finale nella Coppa Campioni 1966/67). Oggi è allenata da David Healy (che molti ricorderanno in Premier League nelle file del Fulham ma anche con il Leeds e in Scozia con i Rangers).
David Jeffrey (ex storico manager della squadra al timone per ben 17 anni sino al 2014) ha sempre affermato il desiderio dei giocatori di indossare la "famous blue shirt", senza alcun riferimento alla religione.
Nel Boxing Day del 1948 disputatosi a Windsor Park tra Linfield e Belfast Celtic, la partita finì con l'invasione di campo seguita da uno scontro tra le due fazioni, nel quale l'attaccante protestante del Belfast Celtic, Jimmy Jones, ne uscì ferito. L'anno successivo la società Belfast Celtic prese una decisione radicale: non partecipare più ad alcuna competizione nordirlandese, per sempre.
Nel 1988 la società ebbe problemi anche in Europa dove gli venne squalificato il campo per 2 partite a seguito di lancio di oggetti in campo durante la partita contro i norvegesi del Lillestrom.
Nel 1997, il match contro il Coleraine fu sospeso dopo che un tifoso scagliò due bottiglie sul terreno di gioco a seguito dell'espulsione di due giocatori del Linfield.
Nel maggio del 2005 ci sono stati problemi di ordine pubblico a Dublino in occasione della finale di Setanta Cup tra Linfield e Shelbourne.
Nella stessa stagione ai tifosi del Linfield venne vietata la trasferta al The Oval (Belfast sempre) per la sfida contro il Glentoran (cattolico), perché il mese prima duri scontri avevano coinvolto entrambe le tifoserie.
Nel 2008, tre sostenitori dei blues furono arrestati a Dublino, con l'accusa di reati contro l'ordine pubblico durante il match di Setanta Cup contro il St. Patrick’s Athletic. Nel maggio dello stesso anno, Conor Hagan, giocatore del Linfield, fu colpito da un razzo lanciato dalla tribuna dei sostenitori del Cliftonville.
A marzo 2012 in occasione della sfida tra il Linfield e il Derry City (club nord irlandese ma cattolico quindi iscritti al campionato irlandese), valida per il ritorno dei quarti di finale della Setanta Cup, giocata al Brandywell Stadium di Londonderry (città del tristemente famoso Bloody Sunday dove i britannici spararono contro una folla di manifestanti cattolici, uccidendone 26) durante la gara si è potuto assistere agli ormai consueti insulti anticattolici, contro l'IRA, il papa e gli scandali di pedofilia che hanno più volte interessato la Chiesa.
I tifosi del Derry hanno risposto con canti a favore dell'IRA (Irish Republican Army, in quel conflitto negli anni 70 morirono centinaia di soldati nord irlandesi) e altro ancora. La tensione all'interno dello stadio era alta al punto che, a fine gara, si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine per impedire gli scontri.
Identità, religione, politica, ma anche la complessa storia d'Irlanda ha reso forte ed aspra la rivalità tra il Linfield (e gli altri club protestanti) e le altre squadre dell'isola cattoliche; rivalità che sconfina molte volte in atti di violenza che vanno al di là del risultato sportivo e della partita giocata sul campo.
Per approfondire sugli scontri: La Rivalità Tra Linfield, Belfast Celtic e Glentoran: Scontri e Violenza
Il Linfield aveva comunque lanciato una campagna antirazzismo chiamata "Give Sectarianism The Boot" al punto che nel 2006, anche il presidente della FIFA Sepp Blatter, si congratulò con il club per il suo impegno profuso contro il razzismo.
In questi giorni però ha fatto scalpore la decisione della squadra di utilizzare una seconda maglia simile ai colori dell'Ulster Volunteer Force (un gruppo paramilitare protestante autore di molti attentati).
Secondo la società, la scelta dei colori per la nuova maglia da trasferta per la prossima stagione è stata del tutto casuale e involontaria.
Roy McGivern (presidente del Linfield) e la società stessa hanno fatto sapere: "Quella sarà la nostra nuova maglia da trasferta, non abbiamo niente da rimproverarci e non intendiamo modificarla. Si tratta di una divisa di una squadra di Calcio. Qualsiasi accusa o deduzione del contrario viene respinta con fermezza e vigore da questo club che si vanta di essere inclusivo, aperto a tutti e rappresentativo di tutti. Linfield FC è totalmente contrario a tutte le forme di bigottismo, pregiudizio, violenza e discriminazione"
Come già detto, i colori scelti dal club per la seconda maglia da gioco della stagione 2020/2021 (arancione e porpora con una banda trasversale) sono esattamente gli stessi del più famigerato gruppo paramilitare protestante, l'Ulster Volunteer Force. Un gruppo armato responsabile dell'uccisione di quasi 600 civili cattolici negli anni del conflitto, le cui bandiere sventolano ancora oggi sui lampioni di molti quartieri protestanti di Belfast e dell'Irlanda del Nord tutta.
Un membro dell'assemblea SDLP, Justin McNulty, ha dichiarato all'Irish News : "Il Calcio è uno sport per tutti. Spero che questa sia una vera svista da parte del club e che prenderanno le misure appropriate per evitare di causare offese o vecchi ricordi negativi"
La prima uniforme storica del Linfield è blu (come quella dei Rangers Glasgow), molto utilizzata è anche quella bianca, rossa e blu per richiamare i tradizionali colori dell'Union Jack, la bandiera della Gran Bretagna. La sua seconda maglia è stata spesso quella arancione proprio in onore dell'Orange Order, la società segreta anti-cattolica fondata dai presbiteriani dell'Ulster alla fine del XVIII secolo. Finora però non erano mai state adottate scelte cromatiche direttamente associabili al gruppo armato.
I tifosi del Linfield hanno fatto riferimento ai colori della loro identità e non a quelli dei paramilitari dell'UVF. Ma per la comunità cattolica dell'Irlanda del Nord è una provocazione grave e del tutto inopportuna, perché fa riferimento al tragico passato del Paese ed è assolutamente irrispettosa nei confronti dei familiari delle vittime.
Denise Mullen (consigliera comunale di Belfast): "Mio padre fu ammazzato da un commando dell'UVF che fece irruzione in casa nostra nel 1975 e non posso accettare che una squadra di Calcio scenda in campo con quella maglia vergognosa"
La stessa Mullen sta coordinando la protesta dei familiari delle vittime del gruppo paramilitare che hanno chiesto alla federazione calcistica nord-irlandese di far ritirare la maglia.
Stephen Farry (deputato del partito interconfessionale Alliance) ha chiesto al club di modificare i colori dell'uniforme "perché così offendono profondamente la comunità cattolica. Potrebbe essere puramente casuale e non intenzionale, ma penso che un ripensamento sarebbe appropriato.
La somiglianza con i colori UVF è troppo evidente. Sono disponibili molti altri colori e design. Perché lasciare così tante ambiguità e rischiare di offendere molta gente?"
Il Linfield ha già respinto ogni accusa e la maglia incriminata può già essere acquistata sul sito del club.
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Si tratta della società più vincente del Nord Irlanda (53 titoli e 43 coppe nazionali), capace negli anni 60 e 70 di figurare anche in Europa (si ricordano i quarti di finale nella Coppa Campioni 1966/67). Oggi è allenata da David Healy (che molti ricorderanno in Premier League nelle file del Fulham ma anche con il Leeds e in Scozia con i Rangers).
David Jeffrey (ex storico manager della squadra al timone per ben 17 anni sino al 2014) ha sempre affermato il desiderio dei giocatori di indossare la "famous blue shirt", senza alcun riferimento alla religione.
Nel Boxing Day del 1948 disputatosi a Windsor Park tra Linfield e Belfast Celtic, la partita finì con l'invasione di campo seguita da uno scontro tra le due fazioni, nel quale l'attaccante protestante del Belfast Celtic, Jimmy Jones, ne uscì ferito. L'anno successivo la società Belfast Celtic prese una decisione radicale: non partecipare più ad alcuna competizione nordirlandese, per sempre.
Nel 1988 la società ebbe problemi anche in Europa dove gli venne squalificato il campo per 2 partite a seguito di lancio di oggetti in campo durante la partita contro i norvegesi del Lillestrom.
Nel 1997, il match contro il Coleraine fu sospeso dopo che un tifoso scagliò due bottiglie sul terreno di gioco a seguito dell'espulsione di due giocatori del Linfield.
Nel maggio del 2005 ci sono stati problemi di ordine pubblico a Dublino in occasione della finale di Setanta Cup tra Linfield e Shelbourne.
Nella stessa stagione ai tifosi del Linfield venne vietata la trasferta al The Oval (Belfast sempre) per la sfida contro il Glentoran (cattolico), perché il mese prima duri scontri avevano coinvolto entrambe le tifoserie.
Nel 2008, tre sostenitori dei blues furono arrestati a Dublino, con l'accusa di reati contro l'ordine pubblico durante il match di Setanta Cup contro il St. Patrick’s Athletic. Nel maggio dello stesso anno, Conor Hagan, giocatore del Linfield, fu colpito da un razzo lanciato dalla tribuna dei sostenitori del Cliftonville.
A marzo 2012 in occasione della sfida tra il Linfield e il Derry City (club nord irlandese ma cattolico quindi iscritti al campionato irlandese), valida per il ritorno dei quarti di finale della Setanta Cup, giocata al Brandywell Stadium di Londonderry (città del tristemente famoso Bloody Sunday dove i britannici spararono contro una folla di manifestanti cattolici, uccidendone 26) durante la gara si è potuto assistere agli ormai consueti insulti anticattolici, contro l'IRA, il papa e gli scandali di pedofilia che hanno più volte interessato la Chiesa.
I tifosi del Derry hanno risposto con canti a favore dell'IRA (Irish Republican Army, in quel conflitto negli anni 70 morirono centinaia di soldati nord irlandesi) e altro ancora. La tensione all'interno dello stadio era alta al punto che, a fine gara, si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine per impedire gli scontri.
Identità, religione, politica, ma anche la complessa storia d'Irlanda ha reso forte ed aspra la rivalità tra il Linfield (e gli altri club protestanti) e le altre squadre dell'isola cattoliche; rivalità che sconfina molte volte in atti di violenza che vanno al di là del risultato sportivo e della partita giocata sul campo.
Per approfondire sugli scontri: La Rivalità Tra Linfield, Belfast Celtic e Glentoran: Scontri e Violenza
Il Linfield aveva comunque lanciato una campagna antirazzismo chiamata "Give Sectarianism The Boot" al punto che nel 2006, anche il presidente della FIFA Sepp Blatter, si congratulò con il club per il suo impegno profuso contro il razzismo.
In questi giorni però ha fatto scalpore la decisione della squadra di utilizzare una seconda maglia simile ai colori dell'Ulster Volunteer Force (un gruppo paramilitare protestante autore di molti attentati).
Secondo la società, la scelta dei colori per la nuova maglia da trasferta per la prossima stagione è stata del tutto casuale e involontaria.
Roy McGivern (presidente del Linfield) e la società stessa hanno fatto sapere: "Quella sarà la nostra nuova maglia da trasferta, non abbiamo niente da rimproverarci e non intendiamo modificarla. Si tratta di una divisa di una squadra di Calcio. Qualsiasi accusa o deduzione del contrario viene respinta con fermezza e vigore da questo club che si vanta di essere inclusivo, aperto a tutti e rappresentativo di tutti. Linfield FC è totalmente contrario a tutte le forme di bigottismo, pregiudizio, violenza e discriminazione"
Come già detto, i colori scelti dal club per la seconda maglia da gioco della stagione 2020/2021 (arancione e porpora con una banda trasversale) sono esattamente gli stessi del più famigerato gruppo paramilitare protestante, l'Ulster Volunteer Force. Un gruppo armato responsabile dell'uccisione di quasi 600 civili cattolici negli anni del conflitto, le cui bandiere sventolano ancora oggi sui lampioni di molti quartieri protestanti di Belfast e dell'Irlanda del Nord tutta.
Un membro dell'assemblea SDLP, Justin McNulty, ha dichiarato all'Irish News : "Il Calcio è uno sport per tutti. Spero che questa sia una vera svista da parte del club e che prenderanno le misure appropriate per evitare di causare offese o vecchi ricordi negativi"
La prima uniforme storica del Linfield è blu (come quella dei Rangers Glasgow), molto utilizzata è anche quella bianca, rossa e blu per richiamare i tradizionali colori dell'Union Jack, la bandiera della Gran Bretagna. La sua seconda maglia è stata spesso quella arancione proprio in onore dell'Orange Order, la società segreta anti-cattolica fondata dai presbiteriani dell'Ulster alla fine del XVIII secolo. Finora però non erano mai state adottate scelte cromatiche direttamente associabili al gruppo armato.
I tifosi del Linfield hanno fatto riferimento ai colori della loro identità e non a quelli dei paramilitari dell'UVF. Ma per la comunità cattolica dell'Irlanda del Nord è una provocazione grave e del tutto inopportuna, perché fa riferimento al tragico passato del Paese ed è assolutamente irrispettosa nei confronti dei familiari delle vittime.
Denise Mullen (consigliera comunale di Belfast): "Mio padre fu ammazzato da un commando dell'UVF che fece irruzione in casa nostra nel 1975 e non posso accettare che una squadra di Calcio scenda in campo con quella maglia vergognosa"
La stessa Mullen sta coordinando la protesta dei familiari delle vittime del gruppo paramilitare che hanno chiesto alla federazione calcistica nord-irlandese di far ritirare la maglia.
Stephen Farry (deputato del partito interconfessionale Alliance) ha chiesto al club di modificare i colori dell'uniforme "perché così offendono profondamente la comunità cattolica. Potrebbe essere puramente casuale e non intenzionale, ma penso che un ripensamento sarebbe appropriato.
La somiglianza con i colori UVF è troppo evidente. Sono disponibili molti altri colori e design. Perché lasciare così tante ambiguità e rischiare di offendere molta gente?"
Il Linfield ha già respinto ogni accusa e la maglia incriminata può già essere acquistata sul sito del club.
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giovedì 11 giugno 2020
Allenatori Che Hanno Speso Di Più In Carriera (e Trofei Vinti)
Secondo i dati di Calcio e Finanza (dal 2007 al 2016) è Mourinho il manager ad aver speso più di tutti i suoi colleghi sul mercato: ben 934 milioni di euro tra Chelsea, Inter, Real Madrid e Manchester United (con 15 trofei vinti). Sul secondo gradino del podio c’è Carlo Ancelotti (880 milioni), che di coppe ne ha portate a casa 9.
Guardiola ha vinto 21 trofei in quel periodo tra Barcellona e Bayern Monaco spendendo 758 milioni. Sir Alex Ferguson in quel periodo vinse 12 trofei (dal 2007 al 2013) spendendo 342 milioni (28,5 milioni di euro per ogni trofeo). Ovvero nettamente il migliore di tutti.
Molto costosi invece Ancelotti, Mancini e Wenger.
Bandiera nera invece per Pellegrini (1 campionato e 2 coppe di Lega e ben 825 milioni spesi).
Se allarghiamo il discorso a tutta la carriera (sino a fine 2019), questi sono gli allenatori più "spendaccioni":
26) Ronald Koeman (Olanda): 504,99 milioni di dollari per 71 giocatori (vinti 8 titoli)
25) Mauricio Pochettino (Argentina): 508,27 milioni per 41 giocatori (vinti 0 titoli)
24) Rudi Garcia (Francia): 521,2 milioni per 84 giocatori (vinti 2 titoli)
23) Maurizio Sarri (Italia): 535,55 milioni per 35 giocatori (vinto 1 titolo)
22) Brendan Rodgers (Nord Irlanda): 558,66 milioni per 65 giocatori (vinti 7 titoli)
21) Fabio Capello (Italia): 567,11 milioni per 65 giocatori (vinti 14 titoli)
20) Marcello Lippi (Italia): 582,14 milioni per 59 giocatori (vinti 19 titoli)
19) Leonardo Jardim (Portogallo): 594,14 milioni per 70 giocatori (vinti 4 titoli)
18) Mark Hughes (Galles): 595,82 milioni per 62 giocatori (vinto 0 titoli)
17) Luciano Spalletti (Italia): 621,56 milioni per 88 giocatori (vinti 8 titoli)
16) Jurgen Klopp (Germania): 641,27 milioni per 69 giocatori (vinti 7 titoli)
15) Louis Van Gaal (Olanda): 653,44 milioni per 65 giocatori (vinti 20 titoli)
14) Rafa Benitez (Spagna): 782,94 milioni per 100 giocatori (vinti 12 titoli)
13) Antonio Conte (Italia): 791,48 milioni per 73 giocatori (vinti 7 titoli)
12) Claudio Ranieri (Italia): 801,03 milioni per 95 giocatori (vinti 8 titoli)
11) Roberto Mancini (Italia): 801,57 milioni per 79 giocatori (vinti 13 titoli)
10) Ernesto Valverde (Spagna): 845,93 milioni per 50 giocatori (vinti 10 titoli)
9) Alex Ferguson (Scozia): 850 milioni per 105 giocatori (vinti 49 trofei)
8) Unai Emery (Spagna): 857,1 milioni per 69 giocatori (vinti 9 titoli)
7) Diego Simeone (Argentina): 903,04 milioni per 65 giocatori (vinti 7 titoli)
6) Arsene Wenger (Francia): 963,75 milioni per 103 giocatori (vinti 21 titoli)
5) Massimiliano Allegri (Italia): 1,02 miliardi per 87 giocatori (vinti 14 titoli)
4) Manuel Pellegrini (Cile): 1,13 miliardi per 88 giocatori (vinti 5 titoli)
3) Pep Guardiola (Spagna): 1,31 miliardi per 59 giocatori (vinti 27 titoli)
2) Carlo Ancelotti (Italia): 1,36 miliardi per 96 giocatori (vinti 19 titoli)
1) Jose' Mourinho (Portogallo): 1,56 miliardi per 97 giocatori (vinti 25 titoli)
Ma ad aprile 2020, chi sono gli allenatori più vincenti della storia del calcio?
1) Alex Ferguson (Scozia): 49
2) Mircea Lucescu (Romania): 34
3) Valery Lobanovsky (Ucraina): 27
4) Pep Guardiola (Spagna): 27
5) José Mourinho (Portogallo): 25
6) Ottmar Hitzfeld (Germania): 25
7) Jock Stein (Scozia): 25
8) Giovanni Trapattoni (Italia): 23
9) Walter Smith (Scozia): 22
10) Arsène Wenger (Francia): 21
Aggiornamento a settembre 2024:
Per approfondire: Allenatori Britannici Vincitori Di Coppe Europee
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sabato 6 giugno 2020
I Litigi Di Michael Jordan Con Steve Kerr e Gli Altri Compagni
"Se riescono a superare me, non avranno problema con gli altri in partita"
Con i Chicago Bulls vinse 6 titoli: 91, 92, 93, 96, 97 e 98 (più due ori olimpici: nel 84 e con il Dream Team nel 92).
MJ si ritirò una prima volta nel 1993 per poi tornare nel 1995. Tra l'altro in quel periodo venne girato anche il film Space Jam (poi uscito nel 1996) con altre star della NBA: Charles Barkley, Patrick Ewing, Larry Johnson, Muggsy Bogues e Shawn Bradley. In poche parole degli alieni rubano il talento di questi 5 giocatori della NBA per sfidare i Looney Tunes che sentendosi spacciati arruolano tra le proprie file MJ convincendolo a tornare a giocare a Basket.
Le cose per i Looney Tunes si mettono subito male ma grazie a discorsi motivazionali (appunto) ne verrà fuori una formidabile rimonta.
Conosciuto per la sua grande bravura e determinazione nel volersi sempre migliorare ma anche per alcuni atteggiamenti atti a spronare i suoi compagni di squadra facendoli rendere al meglio.
Per rendere l'idea in una partita degli anni 80 contro i San Diego Clippers di Lancaster Gordon, i Bulls vennero sconfitti facilmente con Jordan che giocò malissimo. Dopo la gara, andando verso gli spogliatoi, Gordon tira una pacca sul sedere di Jordan e gli dice "Buona partita".
Quando le due squadre s'incontrarono nuovamente, i Clippers furono distrutti.
"Nessuno può darmi una pacca sul sedere e dirmi buona partita"
Il croato Toni Kukoc venne scelto nel 1990 al Draft ma fino alla stagione 1993/94 non si trasferì negli USA.
Toni Kukoc: "In Europa hai il privilegio di poter crescere con più calma ma Jordan e Pippen non erano stati contenti della scelta. Un giocatore parcheggiato in Europa significa perdere una potenziale pedina utile nell’immediato, dovendo cercare un ripiego. Stavo per giocare nei Bulls campioni, tutti sono fortissimi. Arrivo a Chicago con l’idea di giocare con Michael, magari vincere un altro campionato e questa prospettiva svanisce quando Jordan si ritira"
Il ritiro nel 1993 del #23 influenzerà pesantemente le possibilità di vittoria dei Bulls, che l’anno successivo si fermeranno al secondo turno dei Playoff.
Alla fine, però, Jordan ritornerà, dando a Kukoc la possibilità di conoscerlo e di essere parte fondamentale di una squadra vincente.
"Mentre Scottie aveva un carattere più gentile, Michael era quasi sempre aggressivo nei miei confronti. Però, quando mi vedeva giù, veniva da me e dava una pacca amichevole sul sedere: 'Ti voglio bene, fratello jugoslavo'. Al che io rispondevo 'No, no: croato!' "
Uno dei più noti litigi fu quello in allenamento con tanto di rissa con il suo compagno Steve Kerr (nella pre-season 1995/96), ai tempi erano arrivati tanti volti nuovi: Bill Wennington, Toni Kukoc, Dennis Rodman e, appunto, Steve Kerr.Michael Jordan: "In quel periodo volevo che capissero cosa significava essere in trincea. Chi non lo sa, non è pronto quando inizia la guerra vera e propria. Steve Kerr e Luc Longley e tutti gli altri ragazzi, si facevano forti dei 3 titoli che avevamo vinto nel ’91 e ’92, ma loro non c’entravano un ca**o. Ma ormai giocavano per i Bulls. No, non è così: quando arrivai, eravamo una squadra di merda e dovevamo elevare il nostro gioco per tornare ad essere una squadra da titolo. Bisogna attenersi a certi standard. Non si può cazzeggiare. Non puoi arrivare scherzando e ridendo. Devi essere pronto a giocare.
Quindi, un giorno, durante un allenamento Phil mise Steve Kerr a marcarmi. Phil sentì la mia aggressività e cercò di calmarmi chiamando dei falli stupidi. Mi arrabbia e gli dissi: 'Così proteggi lui, ma questo non ci aiuta per quando affronteremo New York o altre squadre fisiche'. Lo fece di nuovo e lo colpii dicendo: 'Vuoi un fallo su Steve Kerr? Eccolo'. Mi colpì al petto, io risposi e gli tirai un pugno all’occhio. E Phil mi cacciò dall’allenamento"
Questa invece la versione di Steve Kerr: "Quando iniziò il training camp, Michael era in una forma incredibile, ma era anche molto arrabbiato. Una rabbia che proveniva dalle sconfitte. Quindi ogni giorno di quel training camp era una guerra con lui. Ci insultava spesso. Eravamo stati messi in squadre diverse durante uno scrimmage. E cominciò a fare il suo solito trash talking. Io ero nervoso perché ci stavano facendo il culo. Penso di avere una grande pazienza di base, ma ad un certo punto scatto. Perché anch’io, come lui, sono una persona estremamente competitiva. Di solito non sono tanto forte da avere la meglio, ma ci provo. Combatto"
Michael Jordan: "In doccia pensai: 'Ho picchiato il più piccolo in campo'. E mi vergognai. Salii in macchina e tornai al Berto Center e chiesi il numero di Steve Kerr. Chiamai Steve, mi scusai: 'Senti amico, non ce l’avevo con te. mi sento in colpa'. Si guadagnò il mio rispetto, perché non si era fatto intimorire in quella situazione"
Kerr si è recentemente aperto sull'argomento: "Mi ha chiamato più tardi quel giorno e si è scusato. In un modo strano, è stato quasi un passo necessario nella nostra relazione. E da quel momento in poi, penso che mi abbia capito molto meglio e viceversa. Andavamo molto d’accordo e gareggiavamo insieme e penso che si fidasse di più di me. Quindi alla fine è stato un litigio positivo. Ma non ne abbiamo mai parlato da allora. Ad essere sincero, non ci penso mai, ma mi viene chiesto perché è una situazione unica"
Riguardo Luc Longley si ricorda quello che successe nel 1997 in finale di Conference contro gli Utah Jazz (serie 2-2). Ad inizio del quarto quarto il punteggio è di 77 pari.
A 40 secondi dalla fine, Michael Jordan va in lunetta per portare i Chicago Bulls avanti nel punteggio, ma il secondo libero gli esce corto. I taglia fuori dei Jazz non sono di certo dei migliori e il rimbalzo lo prende proprio Jordan che dopo uno scarico dal post alto infila la tripla del +3 con appena 25 secondi da giocare. Possesso veloce dei Jazz che si riportano sotto di uno con la schiacciata di Greg Ostertag su assist di Stockton.
Michael Jordan riceve la rimessa ma i Jazz non fanno fallo, così The Air passa a Steve Kerr sulla metà campo e grazie ad un triangolo con Kukoc la palla arriva a Luc Longley, smarcato e liberissimo di allargarsi e portare il cronometro a 0, con soli 7.3 secondi dalla sua ricezione e con i Bulls in vantaggio 88 a 87. Longley però, sotto canestro, schiaccia e riporta i suoi sul +3, lasciando un possesso comodo ai Jazz con 6.2 secondi. Una scelta assolutamente folle. L’espressione di Jordan è tutto un programma: rabbia ed odio ma anche gioia. Ma il pallone è degli Utah. Gli uomini di Sloan subiscono fallo e Stockton in lunetta sbaglia un libero che condanna definitivamente la sua squadra.
Dennis Rodman vincitore di 5 titoli (3 a Chicago e 2 con i Bad Boys di Detroit), il verme, colui che frequentò tantissime donne e ne combinò di tutti i colori come quando (da avversario) nelle finali del 1991 scaraventò a terra il futuro compagno Pippen con un fallo assolutamente gratuito e cattivo o come quella volta che venne trovato in un parcheggio dell'arena dei Pistons con un fucile o si prese una squalifica di 11 partite nel 1997/98 dopo aver preso a calci un fotografo a bordocampo (pare abbia anche 28 fratelli): "Se giocasse ora, Michael farebbe 50 punti partita. Per come chiamano i falli oggi, non avrebbe problemi. Allora c’erano difese durissime, ma lui non si tirava mai indietro. E non si è mai riposato una volta: giocava ogni singola partita, non me ne ricordo una saltata per riposarsi. Duranti i miei tre anni a Chicago non abbiamo mai parlato al di fuori del campo. Venivo pagato per quello che facevo sul rettangolo di gioco e non per le conversazioni. Quindi non ho mai avuto conversazioni con Pippen né con Jordan se non quelle in mezzo al campo durante le partite"
"LeBron James se avesse giocato negli anni 80 o 90 sarabbe stato un giocatore normale. Non è paragonabile a Jordan, né come gioco né come carisma"
"È sopravvalutato perché è bianco" (quando giocava a Detroit disse di Larry Bird)
"Io, Mike (Jordan) e Scottie (Pippen) abbiamo rivoluzionato il gioco. Il modo in cui tutti giocano adesso, è quello che noi giocavamo vent’anni fa. E ora all’improvviso tutti parlano di Big Three. Adesso? Veramente? Noi eravamo i Big Three. Abbiamo costantemente vinto campionati. E l’unica ragione per cui non abbiamo conquistato il quattro anello di fila è perché Mike ha detto: 'Voglio X milioni di dollari'. E loro non volevano darglieli, quindi se ne n’è andato, io me ne sono andato, Scottie se ne andò e Phil Jackson se ne andò. Aspettavamo tutti Michael. È così che è finita la corsa"
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sabato 30 maggio 2020
La Maledizione Del Liverpool In Premier League (1990-2020)
Bill Shankly: "Se sei il primo, sei primo. Se sei il secondo, non sei niente"
Nel 1988/89 si ricorda l'incredibile titolo vinto all'ultima giornata dall'Arsenal che interruppe un digiuno di 18 anni per i Gunners; titolo vinto ad Anfield per differenza reti a seguito dello 0-2 (con lo 0-1 avrebbe vinto il Liverpool).
L'ultimo titolo del Liverpool risale alll'anno successivo 1989/90, il 18esimo. Nel 1990 al secondo posto (come titoli complessivi) c'era l'Arsenal con 10.
Poi a seguire Everton con 9, Aston Villa e Manchester Utd con 7. L'ultimo titolo della vecchia first division andò al Leeds (il terzo della sua storia) nel 1992.
LA NASCITA DELLA PREMIER LEAGUE
Poi la nascita della Premier League (e l'avvento di Alex Ferguson e dei magnati russi ed arabi) ha cambiato tutto: il Manchester Utd ha vinto ben 13 titoli (arrivando a 20), 5 il Chelsea (6 in totale), 4 il Manchester City (6 in totale), 3 l'Arsenal (13) ed 1 Blackburn e Leicester.
Il Liverpool è rimasto a 18.
Quello del 1990 era l'ottavo titolo in 13 stagioni per Alan Hansen del Liverpool. In quegli anni (dal 1985) e per 5 stagioni tutte le squadre inglesi erano state escluse dalle coppe europee per la tragedia dell'Heysel dove durante la finale Liverpool-Juventus persero la vita 39 tifosi della Juventus.
Gillispie: "Se mi avessero detto che non avremmo altri titoli da qui al 2020 avrei detto 'Sei fuori di testa!' "
Alex Ferguson: "L'obiettivo era far scendere giù il Liverpool dal suo cazzo di trespolo"
Un mese dopo la strage di Hillsborough (96 vittime), il Liverpool perderà il campionato ad Anfield perdendo 0-2 contro l’Arsenal.
Nel trentennio fra il 1960 e il 1990 i Reds hanno vinto 41 trofei; in quello successivo, che si concluderà nel 2020, solo 16. Certo, sono arrivate 2 Champions League (2005 e 2019) e diverse finali perse (2007 e 2018) ma i titoli sono rimasti 18, dal 1990.
In questi trent’anni, i Reds sono arrivati 4 volte secondi e in alcune di queste occasioni il titolo è sfuggito per pochissimo.
Nel 1994, venne abbattuta la vecchia Spion Kop fatta di mattoni e legno e capace di ospitare fino a 28mila spettatori. Come dimenticare poi la magica annata 2000/01 con 5 trofei nell'arco della stessa stagione sportiva ma senza titolo.
LA MALEDIZIONE DELLA VETTA A NATALE (SOLO PER IL LIVERPOOL)
Alla fine del 2008, il Liverpool di Benitez era in vetta alla classifica a Natale ma alla fine del campionato si classificava secondo a 4 lunghezze dal Manchester United, primo, a 90 punti. Poi è nata una tradizione che si è radicata nel decennio successivo: chi è primo a Natale è primo tutto l’anno. Un tradizione finora rotta solo dal Liverpool (per ben 2 volte).
L'altra annata è il 2013/14 sotto Brendan Rodgers ma di questa stagione parleremo nel prossimo paragrafo.
LA SCIVOLATA DI GERRARD E LA RIMONTA DEL CRYSTAL PALACE (2014)
Come detto il Liverpool chiude il girone di andata in vetta alla classifica e sembra che questa volta il trend che vuole la capolista del girone di andata...poi campione d'Inghilterra venga rispettato.
Tuttavia balziamo al 24 aprile del 2014 con il Liverpool primo in classifica che affronta il Chelsea terzo.Alla fine del primo tempo, però, il risultato è ancora sullo 0-0 e sarebbe stato quello il risultato finale se Gerrard non fosse scivolato allo scadere facendo involare Demba Ba, per la rete decisiva (in realtà ne esce fuori un tiraccio con Mignolet non perfetto).
La partita verrà ribattezzata "Crystanbul".
L’errore di Gerrard, il più forte della squadra, significò il fallimento del Liverpool: il suo capitano e giocatore simbolo che scivola letteralmente sul terreno di gioco.In Inghilterra ormai quella situazione è ricordata come "The Slip" (Gerrard si ritirerà la stagione successiva).
Ovviamente Gerrard fu vittima di terribili derisioni, scherni e prese in giro ma ovviamente ciò non ne sminuisce la grandissima carriera (a livello di assist e goal molto meglio di un Pirlo, per dire).
Considerando solo le partite giocate in Premier League:
SECONDO POSTO CON 97 PUNTI (2019)
Jurgen Klopp arrivato a Liverpool era considerato un perdente: aveva vinto 2 campionati ma perse 3 finali: 1 di Champions e 2 di Coppa di Germania.
Arrivato ad Anfield, Klopp e il Liverpool hanno continuato a perdere: dopo la finale persa contro il Siviglia nell’Europa League del 2016, poi un’altra finale di Champions League nel 2018 contro il Real Madrid (con le clamorose papere di Karius).
Poi è arrivato il campionato 2018/19, la migliore stagione di una squadra che non ha alzato il titolo. La squadra di Klopp metterà insieme 97 punti, mai nessuna ne ha totalizzati tanti senza poi vincere il titolo, in nessuno dei maggiori cinque campionati europei.
Il City chiuderà con 1 punto in più: 98 (e si ricorda nello scontro diretto il clamoroso salvataggio sulla linea di Stones, altri 3 cm e sarebbe stato gol).
Questa stagione verrà comunque ricordata per la vittoria in Champions League nella finale tutta inglese con il Tottenham, dopo che i Reds avevano travolto per 4-0 il Barcellona ad Anfield.
IL CORONAVIRUS (2020)
Dopo la vittoria in Champions e i 97 punti in campionato, era opinione comune che il Liverpool fosse "una squadra da Champions" o comunque da coppe. Infatti i Reds nel 2019/20 vincono la Supercoppa Europea contro il Chelsea e poi il mondiale per club.Tuttavia è evidente che il Liverpool abbia la testa solo sulla Premier League, dominata in lungo e largo sino al 7 marzo, giorno in cui c'è stata la sospensione dei campionati (e di tutti gli sport) a causa del Coronavirus.
Anche quest'anno i Reds erano primi a Natale e prima della sospensione con 25 punti di vantaggio sul Manchester City, secondo. Il 7 marzo, battendo il Norwich, la squadra di Jurgen Klopp totalizzò 22 vittorie consecutive: poi il calcio si è fermato per la già citata pandemia.
Oggi sembra probabile che la Premier League riprenda a metà giugno o che il titolo venga assegnato ugualmente ai Reds ma la frase che riassume tutta questa è situazione è di Gary Neville:
"Negli annali ci sarà sempre un asterisco accanto a questo titolo, una piccola nota 'Il Liverpool ha vinto il campionato ma...' "
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mercoledì 20 maggio 2020
Quando Graham Poll Ammonì Simunic 3 Volte (Mondiale 2006)
L'arbitro inglese Graham Poll, internazionale dal 1996 ed oggi opinionista TV e collaboratore del Daily Mail, è ricordato dai tifosi di calcio per alcuni clamorosi errori occorsi soprattutto a livello di nazionali. Nei campionati inglesi arbitrò comunque oltre 1500 gare venendo considerato tra i migliori arbitri.
Arbitrò anche la finale di Coppa UEFA 2005 e fu spesso l'arbitro inglese disegnato per mondiali (2002 e 2006) ed europei (2000).
Uno degli errori più clamorosi che commise in Premier League avvenne negli ultimi secondi del derby del Merseyside tra Everton e Liverpool il 21 aprile 2000 con il punteggio fissato sullo 0-0.
Il portiere del Liverpool calciò la palla sulla schiena di Don Hutchison mentre quest'ultimo si stava dirigendo verso la propria metà campo. La palla terminò in fondo al sacco ma Poll non convalidò la rete, sostenendo di aver già fischiato la fine della partita. Le immagini al rallentatore televisivo dimostrarono che non fu così. A seguito del suo ritirò si pentì di quella scelta ammettendo l'errore.
Nel mondiale 2002 annullò 2 reti controverse in Italia v Croazia.
Invece dopo le prime 2 partite del mondiale 2006 filate lisce, la sua ultima apparizione a livello di nazionali fu Croazia v Australia (22 giugno 2006, stesso giorno e mese in cui Maradona segnò di mano eliminando l'Inghilterra dai mondiali del 1986).
Josip Šimunić venne espulso solo a seguito del terzo cartellino giallo.
Croazia e Australia si giocavano la qualificazione agli ottavi di finali con i canguri messi meglio in classifica, mentre la Croazia per qualificarsi doveva solo vincere. Simunic con una dura entrata su Kewell in avvio di secondo tempo si beccò il primo cartellino giallo. Sul finire della partita, il croato viene ancora ammonito, ma il cartellino rosso non fu estratto da Poll. La cosa curiosa è che nessuno (nè panchina nè giocatori in campo dell'Australia) si accorsero della cosa.
Poi a tempo scaduto, Simunic per proteste vide sventolarsi in faccia ancora un cartellino giallo (il terzo della sua partita). E a questo punto arrivò finalmente il rosso.
L’errore di Poll non compromise comunque la gara dell’Australia (che in rimonta ottenne il 2-2 finale), qualificatasi agli ottavi di finale, dove poi verrà eliminata a seguito di un controverso rigore assegnato all'Italia. Probabilmente se l'Australia fosse stata eliminata a causa di quest' errore tecnico, la gara contro la Croazia sarebbe stata ripetuta. Poll comunque venne escluso dalle successive designazioni del mondiale.
"Simunic aveva l’accento australiano e pensavo di aver ammonito un giocatore dell’Australia"
Poll ha dichiarato di aver commesso l'errore nella sua seconda ammonizione di Šimunić, segnando il numero corretto (3) ma nella colonna sbagliata, il che significava che non aveva alcun ammonizione precedente. Maria Villar Llona, presidente del comitato arbitrale della FIFA, disse: "È un arbitro eccezionale e un grande sportivo, sarà in grado di superare la situazione grazie alla sua forte personalità e all'amore per il gioco"
In realtà Poll si ritirò dal calcio internazionale il 29 giugno 2006, citando come motivo l'errore appunto.
"Quello che ho fatto è stato un mio errore. Non ci possono essere controversie. Non è stato causato da una direttiva FIFA, non è stato causato dal fatto che mi è stato chiesto di arbitrare diversamente dal modo in cui arbitro in Premier League. Le regole del gioco sono molto specifiche. L'arbitro si assume la responsabilità delle sue azioni sul campo di gioco. Ero l'arbitro quella sera. È stato un mio errore e la mia carriera finisce qui"
Arbitrò anche la finale di Coppa UEFA 2005 e fu spesso l'arbitro inglese disegnato per mondiali (2002 e 2006) ed europei (2000).
Uno degli errori più clamorosi che commise in Premier League avvenne negli ultimi secondi del derby del Merseyside tra Everton e Liverpool il 21 aprile 2000 con il punteggio fissato sullo 0-0.
Il portiere del Liverpool calciò la palla sulla schiena di Don Hutchison mentre quest'ultimo si stava dirigendo verso la propria metà campo. La palla terminò in fondo al sacco ma Poll non convalidò la rete, sostenendo di aver già fischiato la fine della partita. Le immagini al rallentatore televisivo dimostrarono che non fu così. A seguito del suo ritirò si pentì di quella scelta ammettendo l'errore.
Nel mondiale 2002 annullò 2 reti controverse in Italia v Croazia.
Invece dopo le prime 2 partite del mondiale 2006 filate lisce, la sua ultima apparizione a livello di nazionali fu Croazia v Australia (22 giugno 2006, stesso giorno e mese in cui Maradona segnò di mano eliminando l'Inghilterra dai mondiali del 1986).
Josip Šimunić venne espulso solo a seguito del terzo cartellino giallo.
Croazia e Australia si giocavano la qualificazione agli ottavi di finali con i canguri messi meglio in classifica, mentre la Croazia per qualificarsi doveva solo vincere. Simunic con una dura entrata su Kewell in avvio di secondo tempo si beccò il primo cartellino giallo. Sul finire della partita, il croato viene ancora ammonito, ma il cartellino rosso non fu estratto da Poll. La cosa curiosa è che nessuno (nè panchina nè giocatori in campo dell'Australia) si accorsero della cosa.
Poi a tempo scaduto, Simunic per proteste vide sventolarsi in faccia ancora un cartellino giallo (il terzo della sua partita). E a questo punto arrivò finalmente il rosso.
L’errore di Poll non compromise comunque la gara dell’Australia (che in rimonta ottenne il 2-2 finale), qualificatasi agli ottavi di finale, dove poi verrà eliminata a seguito di un controverso rigore assegnato all'Italia. Probabilmente se l'Australia fosse stata eliminata a causa di quest' errore tecnico, la gara contro la Croazia sarebbe stata ripetuta. Poll comunque venne escluso dalle successive designazioni del mondiale.
"Simunic aveva l’accento australiano e pensavo di aver ammonito un giocatore dell’Australia"
Poll ha dichiarato di aver commesso l'errore nella sua seconda ammonizione di Šimunić, segnando il numero corretto (3) ma nella colonna sbagliata, il che significava che non aveva alcun ammonizione precedente. Maria Villar Llona, presidente del comitato arbitrale della FIFA, disse: "È un arbitro eccezionale e un grande sportivo, sarà in grado di superare la situazione grazie alla sua forte personalità e all'amore per il gioco"
In realtà Poll si ritirò dal calcio internazionale il 29 giugno 2006, citando come motivo l'errore appunto.
"Quello che ho fatto è stato un mio errore. Non ci possono essere controversie. Non è stato causato da una direttiva FIFA, non è stato causato dal fatto che mi è stato chiesto di arbitrare diversamente dal modo in cui arbitro in Premier League. Le regole del gioco sono molto specifiche. L'arbitro si assume la responsabilità delle sue azioni sul campo di gioco. Ero l'arbitro quella sera. È stato un mio errore e la mia carriera finisce qui"
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giovedì 14 maggio 2020
John Carver? Sono Il Miglior Manager Della Premier League (2014/15)
La carriera ufficiale del manager John Carver inizia nel 2004, quando sostituisce Bobby Robson al Newcastle. In realtà guiderà la squadra solo nella vittoria per 3-0 al Blackburn Rovers.
Poi per lui ci sarà qualche guida manageriale come "traghettatore" quà e là sino all'esperienza negli USA con i canadesi Toronto (2008) dove chiuderà la stagione con 12 W, 12 pareggi e 16 sconfitte.
La seconda esperienza come manager fisso è al Newcastle quando sostituisce il mai troppo amato Alan Pardew (Carver ne era l'assistente storico).
Durante la sua iniziale permanenza, accumulò tre sconfitte e un pareggio in tutte le competizioni. Cinque giorni dopo (il 26 gennaio) Carver è stato nominato manager fino alla fine della stagione, vinse la sua prima partita il 31 gennaio contro l' Hull City.
Ad inizio febbraio, l'amministratore delegato Lee Charnley esortò i fan a supportare Carver e il team. Stava rispondendo ai canti "Sei Pardew sotto mentite spoglie?" che erano mirati all'allenatore durante il pareggio per 1-1 contro il Crystal Palace (Carver nella ripresa aveva fatto dei cambi difensivi per mantenere il pareggio).
Ma Carver determinato a dimostrare di essere un uomo con le sue idee analizzò i video della prestazione a Selhurst Park con i suoi giocatori, confrontando le loro prestazioni con i filmati del campo di allenamento (una nuova iniziativa sotto Carver) offrendo consigli, critiche ed elogi.
Era solito ricordare ai suoi attaccanti che le punte segnano solo nell'aria di rigore (soprattutto ad Ayoze Perez), incoraggiandoli ad emulare i movimenti in area di Harry Kane.
Carver modificò anche la formazione 4-2-3-1 che aveva ereditato da Alan Pardew, spiegando i punti deboli di quel sistema in determinati scenari.
"Ho chiesto ad un fan quale sarebbe stata la sua formazione preferita e di scrivere la sua squadra su un pezzo di carta. Aveva messo in campo due difensori in un sistema 2-6-2, gli ho detto che lo avremmo fatto contro il Manchester City!"
Dal 4 marzo al 2 maggio, guidò la squadra in una serie di 8 sconfitte consecutive in campionato, un record negativo per il Newcastle in Premier League.
Verso fine aprile in piena bufera sconfitte: "Abbiamo bisogno di trovare una soluzione, una formula per vincere una partita. Se significa essere un po' più diretti, allora è quello che dovremo fare.
Devo trovare un modo di giocare che potrebbe non essere bello per gli occhi, ma ho bisogno di trovare un modo per ottenere risultati ed alcuni punti"
Del resto St James' Park era uno stadio rinomato per il calcio attraente e offensivo giocato, con Kevin Keegan e Bobby Robson due manager che portarono la squadra quasi al titolo.
Questo era ormai scomparso negli ultimi anni, anche se Alan Pardew (al di là delle critiche) aveva portato sparodici momenti di buon calcio e la squadra in Europa.
Il gioco difensivo di Carver non lo fece mai diventare un idolo dei fans e i risultati stavano peggiorando giornata dopo giornata.
A seguito di una sconfitta per 3-2 contro lo Swansea: "Ho giocato con una formazione diversa, con due attaccanti e un trequartista, Remy Cabella, proprio dietro i due attaccanti, e ho pensato che in realtà giocassimo un bel calcio, pensavo che saremmo potuti arrivare 2-0...i tuoi discorsi sulla squadra cambiano a metà tempo perché avresti potuto chiudere 1-0, ma subiamo l' 1-1 e ciò è deludente. Ma ero ancora abbastanza positivo a causa di quello che ho visto nella prima metà. Siamo usciti nel secondo tempo ed abbiamo subito un altro gol quindi questo ha fatto la differenza"
A Steve McClaren (allora manager del Derby County) venne chiesto di prendere il posto di Carver per le ultime tre partite della stagione.
Tuttavia, McClaren dichiarò di essere "impegnato al 100%" con i Rams, mentre i Magpies annunciarono che Carver sarebbe rimasto al comando.
"Non mi sono mai offerto di dimettermi, di andarmene. Una volta ho avuto una conversazione con Lee Charnley, sapevo quale fosse la mia posizione. Non mi hanno mai chiesto di dimettermi. Sapevo di essere ancora qui per le prossime 3 partite"
Nonostante questi numeri, Carver disse di essere "il miglior allenatore della Premier League".
"Penso ancora di essere il miglior allenatore della Premier League.
Se ho gli strumenti giusti posso fare il mio lavoro. Sto facendo il tutto al meglio delle mie capacità"
Va detto comunque che al manager inglese non mancavano di certo l'idee avendo usato dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2.
Carver è stato affrontato anche da un gruppo di sostenitori durante la sconfitta in casa di aprile contro lo Swansea, organizzando l'incontro con due fan per una "tazza di tè".
I sostenitori hanno anche sfogato le loro frustrazioni per il proprietario Mike Ashley, mettendo in scena proteste e chiamandolo a lasciare il club.
Nell'ultima giornata, il Newcastle battè il West Ham United 2-0 confermando la sua salvezza per la stagione 2015/16.
Malgrado ciò Carver risolse il suo contratto da allenatore (3 vittorie in 20 partite), prima dell'annuncio di Steve McClaren come nuovo manager (Newcastle che nel 2015/16, dopo l'esonero di McClaren, retrocederà in Championship con Benitez).
Nel 2016 Carver viene ingaggiato dai ciprioti dell'Omonia Nicosia, chiuderà la sua esperienza in Cipro con 17 vittorie in 30 partite.
Nonostante diverse vittorie in più, anche con i ciprioti finisce male.
I rapporti si raffreddano quando la squadra di Carver scese 12 punti sotto rispetto agli avversari storici dell' Apoel. La goccia che fece traboccare il vaso fu una sconfitta nella Coppa di Cipro nel quarto di finale contro l'Apollon.
La partita venne anche sospesa perchè i tifosi lanciavano petardi e razzi in campo chiedendo il licenziamento di Carver.
In realtà va detto che il club cipriota era ormai in crisi finanziaria da diversi anni: l'anno precedente erano finiti al quarto posto, invece nella stagione sotto Carver al quinto con cambio anche del presidente. L'anno successivo al sesto posto.
Poi per lui ci sarà qualche guida manageriale come "traghettatore" quà e là sino all'esperienza negli USA con i canadesi Toronto (2008) dove chiuderà la stagione con 12 W, 12 pareggi e 16 sconfitte.
La seconda esperienza come manager fisso è al Newcastle quando sostituisce il mai troppo amato Alan Pardew (Carver ne era l'assistente storico).
Durante la sua iniziale permanenza, accumulò tre sconfitte e un pareggio in tutte le competizioni. Cinque giorni dopo (il 26 gennaio) Carver è stato nominato manager fino alla fine della stagione, vinse la sua prima partita il 31 gennaio contro l' Hull City.
Ad inizio febbraio, l'amministratore delegato Lee Charnley esortò i fan a supportare Carver e il team. Stava rispondendo ai canti "Sei Pardew sotto mentite spoglie?" che erano mirati all'allenatore durante il pareggio per 1-1 contro il Crystal Palace (Carver nella ripresa aveva fatto dei cambi difensivi per mantenere il pareggio).
Ma Carver determinato a dimostrare di essere un uomo con le sue idee analizzò i video della prestazione a Selhurst Park con i suoi giocatori, confrontando le loro prestazioni con i filmati del campo di allenamento (una nuova iniziativa sotto Carver) offrendo consigli, critiche ed elogi.
Era solito ricordare ai suoi attaccanti che le punte segnano solo nell'aria di rigore (soprattutto ad Ayoze Perez), incoraggiandoli ad emulare i movimenti in area di Harry Kane.
Carver modificò anche la formazione 4-2-3-1 che aveva ereditato da Alan Pardew, spiegando i punti deboli di quel sistema in determinati scenari.
"Ho chiesto ad un fan quale sarebbe stata la sua formazione preferita e di scrivere la sua squadra su un pezzo di carta. Aveva messo in campo due difensori in un sistema 2-6-2, gli ho detto che lo avremmo fatto contro il Manchester City!"
Dal 4 marzo al 2 maggio, guidò la squadra in una serie di 8 sconfitte consecutive in campionato, un record negativo per il Newcastle in Premier League.
Verso fine aprile in piena bufera sconfitte: "Abbiamo bisogno di trovare una soluzione, una formula per vincere una partita. Se significa essere un po' più diretti, allora è quello che dovremo fare.
Devo trovare un modo di giocare che potrebbe non essere bello per gli occhi, ma ho bisogno di trovare un modo per ottenere risultati ed alcuni punti"
Del resto St James' Park era uno stadio rinomato per il calcio attraente e offensivo giocato, con Kevin Keegan e Bobby Robson due manager che portarono la squadra quasi al titolo.
Questo era ormai scomparso negli ultimi anni, anche se Alan Pardew (al di là delle critiche) aveva portato sparodici momenti di buon calcio e la squadra in Europa.
Il gioco difensivo di Carver non lo fece mai diventare un idolo dei fans e i risultati stavano peggiorando giornata dopo giornata.
A seguito di una sconfitta per 3-2 contro lo Swansea: "Ho giocato con una formazione diversa, con due attaccanti e un trequartista, Remy Cabella, proprio dietro i due attaccanti, e ho pensato che in realtà giocassimo un bel calcio, pensavo che saremmo potuti arrivare 2-0...i tuoi discorsi sulla squadra cambiano a metà tempo perché avresti potuto chiudere 1-0, ma subiamo l' 1-1 e ciò è deludente. Ma ero ancora abbastanza positivo a causa di quello che ho visto nella prima metà. Siamo usciti nel secondo tempo ed abbiamo subito un altro gol quindi questo ha fatto la differenza"
A Steve McClaren (allora manager del Derby County) venne chiesto di prendere il posto di Carver per le ultime tre partite della stagione.
Tuttavia, McClaren dichiarò di essere "impegnato al 100%" con i Rams, mentre i Magpies annunciarono che Carver sarebbe rimasto al comando.
"Non mi sono mai offerto di dimettermi, di andarmene. Una volta ho avuto una conversazione con Lee Charnley, sapevo quale fosse la mia posizione. Non mi hanno mai chiesto di dimettermi. Sapevo di essere ancora qui per le prossime 3 partite"
Nonostante questi numeri, Carver disse di essere "il miglior allenatore della Premier League".
"Penso ancora di essere il miglior allenatore della Premier League.
Se ho gli strumenti giusti posso fare il mio lavoro. Sto facendo il tutto al meglio delle mie capacità"
Va detto comunque che al manager inglese non mancavano di certo l'idee avendo usato dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2.
Carver è stato affrontato anche da un gruppo di sostenitori durante la sconfitta in casa di aprile contro lo Swansea, organizzando l'incontro con due fan per una "tazza di tè".
I sostenitori hanno anche sfogato le loro frustrazioni per il proprietario Mike Ashley, mettendo in scena proteste e chiamandolo a lasciare il club.
Nell'ultima giornata, il Newcastle battè il West Ham United 2-0 confermando la sua salvezza per la stagione 2015/16.
Malgrado ciò Carver risolse il suo contratto da allenatore (3 vittorie in 20 partite), prima dell'annuncio di Steve McClaren come nuovo manager (Newcastle che nel 2015/16, dopo l'esonero di McClaren, retrocederà in Championship con Benitez).
Nel 2016 Carver viene ingaggiato dai ciprioti dell'Omonia Nicosia, chiuderà la sua esperienza in Cipro con 17 vittorie in 30 partite.
Nonostante diverse vittorie in più, anche con i ciprioti finisce male.
I rapporti si raffreddano quando la squadra di Carver scese 12 punti sotto rispetto agli avversari storici dell' Apoel. La goccia che fece traboccare il vaso fu una sconfitta nella Coppa di Cipro nel quarto di finale contro l'Apollon.
La partita venne anche sospesa perchè i tifosi lanciavano petardi e razzi in campo chiedendo il licenziamento di Carver.
In realtà va detto che il club cipriota era ormai in crisi finanziaria da diversi anni: l'anno precedente erano finiti al quarto posto, invece nella stagione sotto Carver al quinto con cambio anche del presidente. L'anno successivo al sesto posto.
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