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lunedì 7 agosto 2017

Migliori Frasi Di Federico Buffa e Flavio Tranquillo (NBA)



FEDERICO BUFFA
-[Sul pubblico di Washington che fischia Lebron]
Buffa: "Non capiscono che fischiandolo fanno solo il suo gioco. Che bisogno hai di provocarlo? Che bisogno c’è di buttare lava nello Stromboli???"

-[Sulla condizione psico-fisica di Jannero Pargo]
Buffa: "Canestro di Pargo…questo sta vivendo letteralmente su Plutone"

-Buffa: "Beh…se volevate delle statistiche, siamo all’imbarazzo: l’unico plus-minus più efficace è quello tra Jack Nicholson e le ragazze che si porta alle partite dei Lakers…"

-Buffa: "Un mio carissimo amico direbbe che Garnett in carriera ha il chilometraggio pari a quello delle Mercedes degli zingari"

-[Durante Atlanta-Boston, Sam Cassel e Joe Johnson si beccano a vicenda e vengono entrambi puniti con il fallo tecnico]
-Mamoli: "Non capisco perché Cassel è tornato in panchina con quella faccia, tutto contento manco avesse segnato una tripla con fallo. Cioè, s’è preso un tecnico!"
Buffa: "Eh ma perché lo voleva prendere, voleva coinvolgere Joe Johnson, ravvivare gli animi...insomma, voleva mettere l’oliva nel Martini"

-Buffa: "Ci sono Socrate, Platone e Aristotele, cioè Gasol, Bryant e Nash, che parlano dell’immortalità dell’anima.
E poi c’è il giocatore-chiave, cioè Dwight Howard, che è in una stanza a giocare con i Lego e a guardare Scooby-doo"

-Buffa: "Sembravano quelli dell'ultima cena..."

-Buffa: "La sera in cui Larry Bird disse agli altri: ‘Vediamo chi arriva secondo...' "

-[sugli Indiana Pacers]
Buffa: "La franchigia è maledetta da quella notte del novembre 2004, da quando Ron Artest, che stava facendo la Maya Desnuda a bordo campo, è stato coperto da una birra di uno spettatore.
E ormai è la solita dicotomia tra good guys e bad guys,
Ecco, questa del bene e del male è la dicotomia che accompagna gli Stati Uniti da quando erano una comunità silvo-pastorale, come forse avete intuito dalla storia del Paese... tendono ad automettersi dalla parte del bene...Hollywood c’azzuppa da 80 anni"

-[su Kevin Durant]
Buffa: "Io non so cosa volesse realmente dire Phil Jackson quando ha inventato la vera massima zen della pallacanestro NBA, ‘lascia che la partita arrivi a te’.
Ho capito che Jordan giocava due quarti così così, poi ne giocava due finali in cui vinceva la partita. Bryant magari su questo argomento aveva qualcosa da aggiungere. Ho capito però cosa voleva dire ieri sera: Durant ha fatto il facilitatore e ha poi deciso la gara"

-Buffa: "Le gioie della vita: Michelle Pfeiffer, il cioccolato... e Kobe Bryant in campo aperto"

-Buffa: "La Grande Mela, dove anche la Statua della Libertà, com’è noto, ha già il braccio alzato per ricevere in post-basso, non perdona, anch’essa, in tutti i sensi..."

-[su Rasheed Wallace]
Buffa: "C’è una regalità, una bellezza, una forza in quell’uomo fuori dal comune.
Certo, ci sono due problemini psichici… ma chi non ne ha?"

-Buffa: "Austin aspetta una franchigia NFL, cosa possibile in un universo parallelo dove i Clippers vincono il titolo NBA e il Milan non vende i Palloni d’Oro..."

-[sul canestro decisivo di Michael Jordan nelle Finals del 1998, Chicago v Utah]
Buffa: "Qui ne mette due di una certa rilevanza, diciamo così"

-[su Kevin Durant]
Buffa: "Come Zidane, gli tiri pietre e ti manda indietro petali di rosa..."

-Buffa: "L'idea dei Celtics è diamo a Bryan l'idea di sentirsi da solo sull'isola e vediamo come reagisce"

-Buffa: "Ad Atlanta incontra Tree Rollins, 220 centimetri di tronco d’ebano già al fernet, difficilmente in grado di ricordare un infortunio che non avesse patito.
L’Albero era il classico nero del Sud, che con un po’ più di ‘ghetto di città’ sarebbe stato devastante, ma che da tempo era stazionato nel Southside del pino.
Il nero collezionò 14 sere con un solo minuto giocato e un clamoroso '0' in tutte le altre voci statistiche. Un culto. Scott sentì che si stava per scrivere la letteratura del gioco e urlò: ‘Go get another trillion, man!’. Era nato il ‘Trilione’: 1.000.000.000.000"

-Buffa: "Allen Iverson è la cosa più veloce mai vista su due gambe"

-Buffa: "Tra le cose più imprevedibili della vita ci sono i liberi di Shaq... alterna tocchi dolcissimi a palle da bowling buttate in zona-ferro..."

-[su Kobe Bryant quando, a 12 anni, giocava a Reggio Emilia]
Buffa: "Non sembrava in linea di massima sarebbe diventato questo..."
Tranquillo: "Beh, ma anche perché faceva il portatore d’acqua per la prima opzione della squadra. eh, con Morani in squadra non puoi certo dare la palla a Kobe Bryant, dai!".
Buffa: "Esatto...tra l’altro c’era anche un altro americano ritenuto più forte di Kobe Bryant" Tranquillo: "E adesso dove gioca? Su Marte?"
-Tranquillo: "Attacca ancora Kobe, arresto, tiro...si muove ancora la retina, leggendaria prova di Kobe Bryant.
Buffa: "Decisamente, no mercy Kobe...che fosse un uomo in missione lo sapevamo che volesse far diventare questa partita un suo show era evidente. Poi ci sono tutte le sue abitudini, per esempio questo serpentone...è la lingua del Mamba. Poi se lo seguite è ossessivamente nelle condizioni di asciugarsi le mani perchè vuole sempre avere la temperatura a livello di potersi permettere...cose di questo genere! Qua però non so se sia a livello di umidità, credo che i problemi siano altrove..."

-[Su Lebron James]
Buffa: "C'è differenza tra essere il migliore di tutti e essere sul punto di diventare il migliore di tutti, se quel punto dura da tre anni"

-[Dopo il tiro da tre di LeBron James che decide la partita]
Buffa: "L'onnipotenza logora chi non ce l'ha..."

-[Canestro e fallo subito da Derek Fisher]
Buffa: "Fish dà l'ultimo colpo di pennello ai suoi girasoli..."

-[Dopo un assist di Rajon Rondo]
"Non so quanto intenzionale fosse, però le cose accadono intorno a lui"

-Tranquillo: "Con buona pace di quelli a cui non piace quest'espressione... Come giudichi il "linguaggio del corpo" di Radmanovic?
Buffa: "Sembra un'anfora!"

[Su Tracy McGrady]
Buffa: "Il suo meglio probabilmente l'ha dato nel primo tempo contro Utah poi...sfiga!
È nato il figlio. Ma anche tu, giovane McGrady, ma non lo sai che senza il tuo papà son 0-10?
Dovevi nascere proprio nell'intervallo?"

[Su Dalembert]
-"15 anni lavandoti con l'acqua piovana, e poi stai un pochino più attento al dollaro che guadagni nell'NBA..."

-Buffa: "Non puoi difendere su Rasheed Wallace quando tira così! Non è un problema di Radmanovic, non è un problema dei Sonics... è un problema del mondo!"

-[Riguardo ad una schiacciata rovesciata su raddoppio di Kobe Bryant]
"Canestro che probabilmente è possibile ad un solo altro bipede sulla faccia della terra e s'è ritirato!"

-[Commentando una schiacciata di Rasheed Wallace]
Buffa: "Wallace gli è andato via non solo fisicamente, ma anche verbalmente a Garnett!"

-[Sulla regola del "semicerchio" difensivo]
Buffa: "Quel fruscìo che sentite, è James Naismith, che 'sto gioco l'ha inventato, che si rivolta nella tomba"

-[Su una schiacciata di LeBron James]
Buffa: "Diario dell'uomo che volle farsi re"

-Buffa: "Baroni si nasce; e lui, modestamente, lo nacque. Tre quarti di nobiltà cestistica, Baron Davis"

-Buffa: "Nel romanzo di Philip Dick che ha dato origine a Blade Runner a un certo punto uno chiede: “Ditemelo se sono un androide, eh.” Ditemelo se è un androide… Sei un androide Shaq!"

-[Accenno di lite fra DeAndre Jordan e Metta World Peace]
Buffa: "Sono buddhista ma le mani levamele dal collo, grazie!"

-[Su Rajon Rondo durante Celtics-76ers, NBA Playoff 2002]
Buffa: "Le partite in cui piglia 13, 14, 15 rimbalzi all'interno della tripla doppia, veramente, mi sbiellano!

-[Su Ray Allen durante Celtics-Lakers, NBA Playoff 2010]
La storia in verde ha un numero, un nome ed un rumore, quello della retina.

-[Su Ray Allen durante Lakers-Celtics, NBA Playoff 2011]
Buffa: "Commovente... il suo tiro è più pulito della Casa Bianca. Guardate cosa esce da quella mano... un sonetto!"

-[Su Ray Allen, a seguito della tripla record numero 2561]
Buffa: "Se non siete in piedi vi invitiamo caldamente a farlo.. obiettivamente davanti alla grandezza c'è poco da fare, si osserva!"

-[Sulla prima schiacciata di Gerald Green, suggerita dal fratello Garlon durante lo Slam Dunk 2007]
Magata di Garlon! Già titolare di "la butto contro l'orologio sopra il tabellone e la riprendo" mai vista prima, contro l'esterno del tabellone, bisogna metterla anche bene... Eh!
Geraldo sale ragazzi, questo è uno schiacciatore come non ne circolano più, la testa è sopra il ferro e come vedete è molto coreografico, cinetico, tersicoreo e poi potente nell'ultima parte.
No, no, proprio... stiamo un paio di spanne sopra tutti.

-[Sul tiro di Kobe Bryant, marcato da Grant Hill, che di fatto dà la vittoria ai Lakers]
Il tredicesimo apostolo! No... Hill si ritira quest'estate.

-[Su JaVale McGee]
Hai sempre l'impressione che debba spaccare il mondo, ma il mondo resta intatto con una certa continuità.

-[Su Chri Andersen]
Se lo vedete questa sera per la prima volta perché siete spettatori occasionali dell'Nba e avete bisogno di spiegazioni... non ne abbiamo. Persino Artest, o World Metta, lo guarda con sospetto.

-[Su una canestro da 10 metri di LeBron James]
Buffa: Vuoi un commento?
Mamoli: Eh...Sei pagato!
Federico Buffa: No, ok, li ridò indietro!

-[Su Gilbert Arenas]
Buffa: "M'hanno detto che un colpo che ha è, quando è in trasferta, ciula le chiavi della macchina a un suo compagno di squadra e, gente che prezzola lui, le fa duplicare e poi le manda Federal Express a un altro suo complice che è a Washington, quando sono in un viaggio lungo, e quindi questo gli porta via la macchina al suo compagno di squadra perché è nel garage dei Wizards. Questi arriva e fa: "Porca troia, il Cayenne! Ma chi cazzo me l'ha ciulato qua dentro?".
E lui: "Ma guarda che è incredibile...è uno scandalo!".

-[Su Shaquille O'Neill alla lunetta]
Buffa: "Ora abbiamo l'esame più difficile: Analisi II"
Tranquillo: "Aspetta a firmare la pagella con i voti"

-[Su Wilt Chamberlain]
Buffa: "A casa di Chamberlain c'era un semaforo, che Chamberlain azionava quando portava le sue discrete conquiste, ovviamente più di una alla volta, rosso giallo verde. Rosso: te ne devi andare. Giallo: vediamo. Verde: go.
Chissà perché diceva sempre "go"...

-Buffa: "I giocatori si presentavano tra di loro, finché uno va da Chamberlain e dice: "Buonasera signor Chamberlain, io sono Karl Malone...".
Ma Chamberlain era talmente superiore che gli diceva "Sì, sì, bravo, bravo...".
"Mi autograferebbe...". "Sì, sì, volentieri. Come hai detto che ti chiami?".

-Buffa: "E’ una macchina: tu metti il gettone, lui tira ed escono due punti"

-[Sam Cassell, a terra, viene colpito in testa da una ginocchiata di Ilgauskas]
Buffa: "Penso che queste immagini le abbiano viste alla Olympic Tower, la sede dell’NBA: per Ilga prevedo meno disposizioni per i regali alla gentile signora a fine mese.
Ci vuole il legale che ha permesso a O.J. Simpson di uscire di galera per cavarsela…"

-[A seguito di brutte difesa da parte di Lakers e Nuggets]
Buffa: "Ci sono state squadre di Zeman che avevano più copertura in difesa..."



FLAVIO TRANQUILLO
-Tranquillo: "Ormai vedono una vasca da bagno al posto del canestro"

-Tranquillo: "Qui è andato dentro con la moto"

-Tranquillo: "Rubata degli Spurs, palleggio per Parker che dice: 'Fatemi riposare un attimo, che anche io sono un uomo'. Blocco di Diaw, riaccelera Parker, va ancora in palleggio-arresto-tiro! Uomo sì, ma non troppo!"

-Tranquillo: "Vent'anni dopo, ma i moschettieri non sono 4, sono 24. Sempre giovane, sempre attuale. NBA All-Star Game edizione 2012, dopo 20 anni si torna ad Orlando. Si trova un gioiello dell'architettonica sportiva, l'Amway Center. Si trova Dwight Howard, non si sa ancora per quanto, e si trova Magic Johnson, da spettatore e non da protagonista, in un weekend lunghissimo che ci mantiene giovani"

-Tranquillo: "Forse, forse fallo un po' generoso. La pensa così anche Nicholson che prende il proscenio a Van Gandi.
Buffa: "Non lo vedevo così incazzato da Shining"

-[su Stephen Curry]
Tranquillo: "Ma no dai, non dirmi che ha fatto canestro?"

-Tranquillo: "Intanto Curry non ha bisogno di niente, incrocia il palleggio, oh ma quello è  Parker...difende anche"
-Tranquillo: "Ragazzi ce lo fate vedere...20 volte sto canestro?"

-[Dopo un canestro da 3 di Curry]
Tranquillo: "Ti prego, fammi finire una frase. Mi fai finire una frase senza fare una cosa che mi costringa ad interrompermi? Ma no dai ma stiamo scherzando?"

-Tranquillo: "Li sta facendo impazzire"

-Tranquillo: "Joseph va a lavorare contro Curry, nessuno va ad aiutarlo e Curry tira da centrocampo! Dentro! Dentro! 90! La paura fa 90...per San Antonio! E fa Stephen Curry da centrocampo, dopo 8 palleggi. Sono 32 e il tassametro è lì che corre!"
-Tranquillo: "Ma siamo ancora qui? Ma andiamo tutti là: io voglio vederlo, voglio toccarlo, voglio abbracciarlo"

-Tranquillo: "Inizio debordante degli "Splash Brothers"! Ogni cosa che fa Curry ha un sapore diverso ed è fin troppo facile la battuta: è speziata"

[Tiro da 3 di Curry]
-Tranquillo: "Quello per lui è un tiro normale. Non dico che sia un Lay-up ma è un tiro normale"

-Tranquillo: "Che come sempre torna indietro come Gigi il Bullo 'Naa, non ho fatto niente di speciale'"

-Tranquillo: "Posizione interna di Curry contro Howard, scusa scusa scusa, ho visto Curry che ha preso un rimbalzo dalla mani di Howard o ho le traveggole?

-Tranquillo: "Giocatore di biliardo di qui, giocatore di biliardo di là"

-[su Kobe Bryant]
Tranquillo: "Chi meglio del Mamba per segnare in 5 secondi?"

-Tranquillo: "Concedere punti qui, significherebbe sanguinare davanti ad uno squalo"

[su Stephen Curry]
-Tranquillo: "Ma io non so se ci rendiamo conto: ha fatto 2 canestri. Sono due canestri che emotivamente ed al di là di qualsiasi altro ragionamento e ce ne sarebbero da fare un miliardo, metterebbero per terra...Jack LaMotta, non una squadra di Basket, un grande pugile! Non puoi resistere ad uno che fa così, non c'è la possibilità mentale, non è un discorso di pallacanestro, viene giù e tu senti chiaramente che sta per fare quel qualcosa che ti fa pensare 'ma io cosa son qui a fare? Non certo a vincere la partita... ma questo non sarà mica un tiro? Non sarà mica un tiro...accettabile? Non dico buono, dico accettabile. Ne ha fatti 3 son 9 punti"

[statistica su Stephen Curry quando mancano 3 minuti alla fine del secondo quarto]
-Tranquillo: "31 cos'è? I punti delle ultime 4 partite?"

[su Stephen Curry]
-Tranquillo: "Non dovete pensare dov'è adesso, dove pensare dov'è adesso rispetto all'high school e dove era 2 anni fa, se cominciate a pensare così...allora fa davvero paura perchè questa è una cosa che fa paura"

-Tranquillo: "Conta conta, non fa niente, via via via. In briciole la legge, via. Nuova legge per Stephany, un'altra cosa, un altro mondo, un nuovo mondo quello che sta facendo Curry cambierà per sempre questo gioco"

-Tranquillo: "Ha fatto 11 triple dicono. No, non è che dicono è proprio vero! Ha fatto 11 triple!

 [commentando una buona difesa di Martin su Nowitzki):
-Tranquillo: "Il fidanzatino di Trina non concede niente di niente di niente"
Buffa: "Non so se avete mai visto Trina, ma se ti scegli Trina come fidanzata, o meglio, se Trina sceglie te come fidanzato…beh, il resto è paesaggio..."
Tranquillo (ride): "Oh, il primo singolo di Trina recita le mutandine non me le levo, soprattutto gratis, se vuoi entrare qui dentro e non credo sia nella stanza...gratis no. Diciamo che non è Iva Zanicchi..."
Buffa: "Eh no eh…ma è un esametro classico!"
Tranquillo: "Esatto! Un endecasillabo molto sciolto, scioltissimo!"

-Tranquillo: "E' caldo come una stufa. Ultimo carrello"

-Tranquillo: "Manda per aria l'ultima preghiera da metà-campo"

-[A seguito d'infrazioni di passi clamorose]
Tranquillo: "Passi sesquipedali"

-Tranquillo: "Spettacoloso canestro"

-[A seguito di canestri difficili e forzati]
Tranquillo: "Tiro forzato anzi che no...e segnato anzi che no!"

-[A seguito di una schiacciata di Nate Robinson su Howard]
Tranquillo: "Ma non può passargli sopra dai, non può...è 2.10 non può passargli sopra"

-[A seguito di una schiacciata di Giannis Antetokounmpo su Marjanovic]
Tranquillo: "Il problema è pensare di farlo, non farlo"

-[In riferimento a Giannis Antetokounmpo]
Tranquillo: "Una sera sono 31 punti, il fatto è che la notte dopo son 35"

-Tranquillo: "Se Biyombo può andare dritto bene, altrimenti...meno bene"

-Tranquillo: "Re del mattone"

-Tranquillo: "Be' Irving avrà dei difetti ma...in linea di massima non tutti possono giocare la sua pallacanestro"

-[A seguito di un grande canestro di Durant]
Tranquillo: "Palla a Durant...ma è umano? E' umano?"

-Tranquillo: "Stanno facendo canestro anche bendati"

-Tranquillo: "Sta crivellando il canestro di colpi"

-Tranquillo: "Non male ma malissimo"

-Tranquillo: "Non che la loro difesa sia irresistibile. Difesa? Chiamarla difesa è una parola grossa"

-Tranquillo: "Ma no, ma no che ha fatto? Abbiamo visto gente che va in alto ma che si srotoli così con due mani è inusuale"

-Tranquillo: "Si apre un canyon in campo aperto"

-Tranquillo: "Vede i suoi compagni tornare al goal"

-Tranquillo: "Continuano a precipitare le % al tiro dei Clippers come i titoli azionari del 29"

-Tranquillo: "Chissà qual è il bottone per accendere questo fuoriclasse, se qualcuno lo trovasse sarebbero guai per tutti"

-Tranquillo: "Ma sarà legale una cosa del genere? Ma può uno con quel corpo fare una roba del genere?"

-Tranquillo: "Ce lo fate vedere una cinquantina di volte?"

-Tranquillo: "Dominio inenarrabile, inenarrabile di Nikola Jokic. Ha detto, bambini, adesso basta"

-Tranquillo: "Jokic crea le spaziature di Durant, di un Booker. Ma stiamo scherzando?"

- Tranquillo: "Rose, che sinfonia"

-Tranquillo: "Darwin diceva che se non ti evolvi, non sopravvivi. Rose non sopravvive, prospera"

-Tranquillo: "Con poco ritmo, palo"

-Tranquillo: "Come fa ad averne fatti 46?"

-Tranquillo: "Il problema degli Hawks è questo: in un'azione possono sembrare la seconda squadra ad Est e in un'altra...una in cui si sono conosciuti 10 minuti prima"

-Tranquillo: "Partenza con una fantasia clamorosa"

-Tranquillo: "Ibaka, rapinato con destrezza"

-Tranquillo: "L'ha saltato come se non ci fosse"

-Tranquillo: "La butta per aria, cortina, anzi che no"

-Tranquillo: "Altro timeout, buoi totalmente scappati dalla stalla per gli Hawks"

-Tranquillo: "Tripla di quà, tripla di là. Ventello di quà, ventello di là"

-Tranquillo: "Quando parte così o l'abbranchi direttamente o gli prendi la targa"

-Tranquillo: "Ma poi il fallo è su Poole, l'ultimo che vorresti avere in lunetta"

-Tranquillo: "Depistato il difensore"

-Tranquillo: "Fatela durare altri 2 quarti e mezzo sta partita"

-Tranquillo: "Siamo negli ultimi 2 minuti, instant replay in linea di massima abbastanza automatico"

-Tranquillo: "Thompson ha fatto un tiro di una difficoltà mentale, tecnica e situazionale senza eguali"

-Tranquillo: "Delirio, pandemonio al Chase Center"

-Tranquillo: "Tripla di quà, tripla di là, 3 per 2 fa 6"

-Tranquillo: "Jokic qui lo scherza ma scherza"

-Tranquillo: "La fortuna aiuta gli audaci e più audace di questo non c'è nessuno"

-Tranquillo: "Ma deve essere mancino, non ci sono altre spiegazioni"

-Tranquillo: "Ne esce un piccione viaggiatore"

-Tranquillo: "Ma guarda come corre con quel fisico che ha, se questa non è la storia del secolo, non esiste la storia del secolo"

-Tranquillo: "Ma come ha fatto a passarci? Questa è una roba da Antetokounmpo"

-Tranquillo: "Se non vai, segna. Se vai, è fallo sempre e comunque"

-Tranquillo: "Gli Spurs stanno soccombendo 76-41. Bene ma no benissimo"

-Tranquillo: "Ma come può pensare di marcare Gordon?"

-Tranquillo: "Lamb è in un momento di onnipotenza al tiro"

-Tranquillo: "Quarto da semishock per Golden State con una grandinata da 3 punti"

-Tranquillo: "Signori, la classe non è acqua"

-Tranquillo: "Passi per Curry, non si fanno prigionieri nell'anno di grazia 2023"

-Tranquillo: "Canestro di Curry, non scherzerei con il fuoco, se fossi i Lakers"

-Tranquillo: "Con gli splash brothers sei sempre in partita"



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mercoledì 2 agosto 2017

La Storia Di Paul Vaessen: Dalla Gloria All'Overdose Fatale

La carriera di Paul Vaessen, nato nel 1961 a Gillingham, fu brevissima.
Una trentina di partite in tutto.
Figli di quel Leon Vaessen, ex giocatore del Millwall.
Paul comunque il 23 aprile del 1980, ai tempi 18enne, entrò nella storia per la zuccata vincente su cross di Graham Rix che sancì la vittoria dell’Arsenal sulla Juventus nella semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe.
Goal decisivo e che valse la qualificazione in finale (ad Highbury era finita 1-1).
L'Arsenal di O'Leary, Brady (che poi passerà proprio alla Juventus) e Vaessen appunto.
Dopo quella rete importantissima giocherà un'altra ventina di partite, segnerà anche un altro goal ai rivali storici dei Gunners: il Tottenham.
Tuttavia nel 1981/82 in un match estivo (sempre contro il Tottenham, prima squadra a cui aveva segnato da pro) si romperà il legamento crociato del ginocchio destro.
3 interventi, una protesi dolorosa quanto inutile che porterà a diversi mesi di riabilitazione.
Tutto inutile.
Nell’estate del 1982, quando non ha ancora 22 anni, dovette abbandonare il calcio.
Il dolore, fisico e morale, di chi si è visto strappare i suoi sogni in un modo così crudele lo avvicineranno alla peggiore delle compagne: l’Eroina.
In pochi anni la vita di Paul Vaessen, diventerà identica a tanti altri ragazzi come lui caduti nella spirale della tossicodipendenza.
Dopo l’addio al calcio, Paul infatti finì in brutti ambienti, una volta addirittura rischiò la vita dopo una coltellata seguita ad un affare di droga andato male.


PRIMA LA MARIJUANA, POI L'EROINA
Rimasto senza soldi e bisognoso di far fronte al dolore causatogli dal ginocchio infortunato, tornò inizialmente ad assumere Marijuana della quale era occasionale fumatore già a 13 anni.
Come detto dalla Marijuana passò poi alle droghe pesanti.
Passò anche attraverso un divorzio e un tentativo di rapina, per la quale ricevette tre mesi di carcere.
L’Arsenal, nel mentre, lo scaricherà senza nessun tipo di appoggio, né morale né economico.
Marijuana, rapine, carcere, Eroina, tentativi di riabilitazione, poi ancora eroina, arresti ed altri giri pericolosi.
Arriva anche un figlio, un breve periodo di serenità ma il dolore al ginocchio aumenta, ora è zoppo. L’Eroina (135 pounds per ogni dose) lenisce il dolore al ginocchio e alla mente.
In un regolamento di conti in quel torbido mondo si prende sei coltellate.
In sala operatoria il suo cuore di ferma due volte ma si salva per miracolo.
Arriva a pesare poco più di 60 kg, lui che è quasi 190 centimetri.


I TENTATIVI DI RIABILITAZIONE
Si fece ricoverare in una clinica di Bexleyheath per disintossicarsi.
Ripulito, andò a vivere ad Andover dove conobbe Sally, già madre di una bimba, Abigail.
Più tardi, da Sally ebbe anche il secondo figlio, Jack.
Si trasferirono a Farnborough.
Sembrava che la vita cominciasse a sorridergli ma quel ginocchio faceva le bizze: dolore, difficoltà nel camminare quindi riprese a drogarsi.


L'OVERDOSE FATALE
Abbandonò così la famiglia e si trasferì nuovamente a Bristol, dal fratello.
Jason Murphy, un suo caro amico, l'unico che gli rimase vicino nonostante le disavventure trovò Paul cadavere nel bagno della casa in cui abitava col fratello.
'Overdose' chiarì l'autopsia.
Era l'8 di agosto del 2001 e Paul aveva 39 anni.
Sul giornale locale venne riportata la notizia che un uomo di 40 anni in cura col metadone era morto il giorno prima a causa di una overdose.
Da giorni aveva un terrore in più con cui fare i conti: la possibilità di vedersi amputare la gamba. Occorreva una delicata e costosa operazione per evitarlo.
La madre cercò di rintracciarlo disperatamente nelle ore precedenti.
Il giorno prima arrivò la conferma che i fondi per l’operazione sarebbero arrivati.
Troppo tardi.

Tony Adams: "Da 17 anni non tocco una goccia di alcool, ma ai tempo dell’infortunio di Vas e della sua caduta nella droga tendevo a negare la mia dipendenza per non doverla affrontare e mi costringevo a non vedere le somiglianze che c’erano tra di noi, pensando che non ‘stavo male come lui’. Quando sono diventato sobrio ho capito cosa stava accadendo a Vas e mi sono identificato con i suoi demoni. Di lui mi resto il ricordo dolce di quel suo gol segnato alla Juventus, unito alla profonda tristezza per un amico che purtroppo non ce l’ha fatta"
Passarono 3 mesi ed un quotidiano sportivo inglese ricordò quella semifinale di Torino, quando Paul Vaessen segnò il gol che poi avrebbe portato i Gunners a giocarsi la finale col Valencia.
Della morte di Paul nemmeno un cenno.
Trascorsero altri 5 mesi prima che un giornale ne desse la notizia.
La notte di Torino, la “sua” notte, è ormai lontanissima.



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giovedì 27 luglio 2017

Da Cosa Dipende L'Aumento Degli Home Run? Possibili Spiegazioni (MLB)

Negli ultimi due anni in MLB si è assistito ad una crescita impressionante di R e soprattutto HR.
Nel 2015 sono stati realizzati 1398 HR in più rispetto al 2014.
Poi l'aumento è stato esponenziale nel 2016 e 2017.
Soltanto nel 2000 se ne misero a segno di più.
Ma quella stagione era l’apice della cosiddetta steroid era.
Tanto per citare qualche incredibile record, Giancarlo Stanton nell' HR Derby 2016 battè la cifra record di 61 fuoricampo.
Vero Mark McGwire realizzò 70 HR nel 1998, Barry Bonds 73 nel 2001, Sammy Sosa 66 nel 1998 ma come già detto queste prestazioni erano macchiate dalla piaga Doping.


HR DIMINUITI E VALORI ANOMALI NEL TEMPO
Più del 14 % di R nel 2017 sono HR, 13.3 % nel 2016, 11.7 % nel 2015, invece tra 1994 e 2005 l'11.8% (con l'introduzione di controlli più approfonditi nel 2006 e sino al 2014 si era scesi all'11.1 %).
Tra 1977 e 1993 il 9.1 %.
Negli anni gli HR erano diminuiti: da una parte la lotta nei confronti del doping, che a cavallo del nuovo millennio aveva raggiunto livelli inauditi, con l’introduzione a partire dal 2006 di controlli sempre più stringenti e puntuali, all’espansione della strike zone, all’aumento delle velocità dei lanci dei pitcher e la crescita esponenziale dei defensive shift.
Le soluzioni che vennero in mente a Manfred furono le più disparate come proibire i defensive shift, introdurre il battitore designato anche nella National League o restringere l’area di strike.
Non se ne fece nulla.
Tuttavia all’improvviso i numeri di home run e punti segnati sono cominciati a crescere.
È capitato altre volte che il numero degli HR crescesse di 700 o più unità rispetto alla precedente stagione, come è accaduto nel 2015.
Ma ogni volta l’evento era correlato ad un fatto ben preciso.
Nel 1977 fu cambiata l’azienda produttrice delle palline, dalla Spalding si passò alla Rawlings. Nell’82 e nel ‘94 ciò fu causato dagli scioperi che diminuirono il numero delle partite.
Altre disproporzioni di HR avvennero negli anni 70, quando si abbassò il monte di lancio, o nel ’47 dopo il ritorno dei reduci dalla seconda guerra mondiale.


HR CHE TORNANO AD AUMENTARE: DOPING?
Nonostante dal 2015 non ci sono stati cambiamenti, il numero di HR è cresciuto a dismisura e non si sa bene perchè.
L’ipotesi doping in queste situazioni è sempre presente.
Ma il fenomeno è troppo generalizzato e si potrebbe spiegare solo se tutti i giocatori abbiano cominciato a doparsi assumendo una sostanza in grado di sfuggire ai controlli.


NESSUNA PAURA DEGLI STRIKEOUT
Un'altra spiegazione potrebbe essere che, dopo l’avvento della Sabermetrica, i giocatori considerano relativamente la media battuta e quindi non temono, come si faceva un tempo, gli strikeout.
Quindi tendenzialmente vanno al piatto e sparano al massimo.
La conseguenza quindi è una maggiore propensione a girare la mazza per buttare la pallina più lontano possibile.
Che d’altra parte è un rimedio contro i defensive shift.
Negli ultimi anni inoltre sono aumentate le fly ball che diventano HR.


POWER PITCHERS
Il volo fuori dal campo delle palline dipende anche dalla velocità impressa dal lanciatore.
Quindi il fenomeno crescente dei power pitcher può in parte spiegare l’aumento di fuoricampo.

Josh Donaldson: "La velocità media di una fastball sei o sette stagioni fa era 91 mph. Oggi invece è 93. Se la velocità è maggiore e colpisci la palla bene andrà più lontano. Questa è scienza"

Ma l’ossessione per la velocità a discapito del controllo, se da un lato produce molti strikeout, dall’altro può portare a meno accuratezza e quindi più HR.

Stephen Vogt: "La cutter è un grande lancio e sono in molti che la tirano. Ma se la cutter non gira al momento giusto è veramente un buon lancio da buttare fuori"


AVANZAMENTO DELLE BARRIERE IN ALCUNI BALLPARK
L’altra ipotesi da scartare è l’avanzamento delle barriere in alcuni stadi come il Petco Park, il Citi Field o il Marlins Park, che chiaramente potrebbero aver favorito l’aumento del numero di HR, ma si tratta di singoli casi che da soli non riescono a spiegare a livello numerico l’intero fenomeno in atto.
Ballpark Hitter Friendly e Pitcher's Ballpark: Park Factor 


LA TEMPERATURA TROPPO ALTA
Alan Nathan, professore di fisica all’Università dell’Illinois ha dimostrato che esiste una correlazione tra l’aumento della temperatura e il volo della pallina.
Un grado Fahrenheit in più, secondo Nathan, si traduce in un +0,6% HR.
Se è vero che il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre, l’aumento % degli HR (+17,3% tra ’14 e ’15) rimane comunque inspiegabile.
Coors Field: Home Run ed Umidificatori (Colorado Rockies)
L'Influenza Del Vento e Del Clima Nel Baseball: La Windy City
I Tampa Bay Rays e Il Tropicana Field (Problematiche e Grand Rules)


PALLINE
Un altro motivo potrebbe essere l'introduzione, all’insaputa di tutti, di palline più performanti capaci di generare più fuoricampo.
C’è uno studio condotto da FiveThirtyEight, il blog fondato da Nate Silver, che ha provato ad addebitare la crescita esponenziale degli HR proprio alle palline.
Sebbene le analisi di laboratorio sul coefficiente di restituzione tra differenti tipi palline (uno dei fattori che se variato potrebbe spiegare la capacità di percorrere maggiori distanze) non abbiano mostrato risultati soddisfacenti, l’unica spiegazione plausibile, secondo gli autori di FiveThirtyEight, potrebbe risiedere nel processo di costruzione.
Un’ipotesi che sarebbe confermata dal timing con cui l’esplosione degli HR è avvenuta, ovvero dopo l’All Star Break 2015, quando cioè le squadre si assicurano la fornitura di palline per la seconda parte della stagione.
A rinforzare questa tesi ci sarebbero delle discrepanze nel numero degli HR tra Majors e Minors, la cui forbice si sarebbe allargata proprio a partire dal 2015, e che potrebbe dipendere dalle palline, se è vero che quelle delle Majors sono prodotte in Costa Rica mentre quelle delle Minors arrivano dalla Cina.



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domenica 23 luglio 2017

Il Terribile Incidente Di Clint Malarchuk e Il Tentato Suicidio (NHL)

Gli appassionati di NHL, ricorderanno sicuramente quello che successe a Richard Zednik dei Florida Panthers una decina di anni fa in una partita persa 5-3 contro i Buffalo Sabres. Durante una fase di gioco, il compagno di squadra Olli Jokinen, spinto a terra in un contrasto, cadendo con la faccia in avanti e tenendo la gamba sollevata, con il pattino gli procurò un taglio alla gola. Zednik perse subito sangue e fu costretto ad uscire dal campo (le condizioni non saranno gravissime ma gli verranno applicati diversi punti di sutura).


L'INCIDENTE DI CLINT MALARCHUK
Questo tipo di episodi, comuni ma non troppo frequenti, riporta alla mente la storia di Clint Malarchuk. Portiere, per ironia della sorte, proprio dei Buffalo Sabres. Era il 22 marzo 1989, quando Malarchuk venne colpito al collo dal pattino di Steve Tuttle (St.Louis Blues). Si gioca da cinque minuti quando i Blues attaccano. Steve Tuttle avanza in prossimità della porta di Malarchuk in attesa di ricevere un passaggio, poi sbatte contro il portiere e il difensore Uwe Krupp. La lama del pattino di Tuttle si avvicina al collo di Malarchuk e perfora l'arteria carotide esterna. Clint Malarchuk cade in ginocchio, in pochissimo tempo è immerso in un mare di sangue. Le urla degli spettatori, l'agitazione dei telecronisti e l'improbabile spot che irrompe mentre in campo Malarchuk è raggiunto dall'allenatore e circondato da compagni e avversari. Quello a cui si è assistito è talmente gore/splatter che poi succede di tutto: una decina di spettatori si sentono male, altri subiscono una crisi cardiaca, alcuni giocatori vomitano. Se Malarchuk ce l'ha fatta, è stato grazie a uno degli allenatori dei Sabres.
Kim Pizzutelli ancora prima che l'arbitro fischi lo stop di gioco, si precipita in campo e blocca l'emorragia con due dita. Poco dopo, sottoponendolo a un ennesimo rischio, il portiere viene portato negli spogliatoi dall'ingresso dietro la sua porta. Poi trasportato in ambulanza.
Malarchuk: "Mia madre non volevo che vedesse cosa stava succedendo. Circondato dai medici ho provato a fare una battuta per stemperare l'ansia, dicendo 'Mettetemi un paio di punti e fatemi finire la partita'. Mentre lo dicevo c'era ancora sangue che usciva. Non ha riso nessuno. Erano bianchi come cadaveri, credevo fosse arrivata la fine"

Malarchuk è sopravvissuto dopo aver perso un litro e mezzo di sangue, con un'operazione che avrebbe richiesto 300 punti di sutura. Neanche 10 giorni dopo però ritorna in campo.
Chiuderà la carriera sportiva senza infamia e senza lode: "È stato quello incidente, il mio momento di gloria. Faccio parte di una categoria di portieri che non passeranno certo alla storia, ma tutto il mondo si ricorderà di me per quel momento tragico" incluso qualche sporadico avversario che da allora, per intimidirlo, si sarebbe portato un dito alla gola.


IL TENTATO SUICIDIO NEL 2008
Il 10 febbraio 2008, succede quanto già detto a Richard Zednik, quell'incidente probabilmente risveglia i fantasmi di Clint Malarchuk. Tormentato da un disturbo ossessivo compulsivo, depressione e alcolismo, qualche mese dopo l'ex portiere dei Sabres tenta il suicidio nella sua casa in Nevada.
Il 7 ottobre 2008 si spara al mento con un pistola calibro 22. La pallottola gli avrebbe distrutto due molari per poi incagliarsi nel cranio, senza tuttavia ucciderlo. Inizialmente si pensa ad un incidente, poi Malarchuk e sua moglie ammettono che si trattava di un tentativo di suicidio.
Poco dopo Malarchuk passa sei mesi in disintossicazione. È lì che si rende conto che non sarebbe dovuto tornare a giocare così in fretta: "Oggi ci sarebbero dei consulenti pronti a spiegarti l'impatto psicologico di un simile trauma e a dirti che non bisogna affrettarsi a tornare a giocare. Oggi avrei seguito i loro consigli"



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mercoledì 19 luglio 2017

Migliori Frasi Di Gianni Clerici e Rino Tommasi (Tennis)

Gianni Clerici e Rino Tommasi sono una coppia di telecronisti e giornalisti, nonchè autori di diversi libri. Hanno fatto telecronache principalmente di match tennistici e li si ricorda soprattutto sulla vecchia Tele + e Sky Sport. Spesso spalleggiati anche da Paolo Bertolucci, il compianto Roberto Lombardi ed Ubaldo Scanagatta. Tommasi è un grande appassionato nonchè telecronista, anche di Boxe.



GIANNI CLERICI
-Clerici: "Wimbledon è qualcosa di più di un torneo, è una religione. La gente va lì, fa la fila ai cancelli da due notti prima, ma non solo per andare a vedere Nadal piuttosto che Federer.
Wimbledon è il Vaticano del tennis. È come per un cattolico andare in pellegrinaggio a San Pietro"

-Clerici: "Questa isola, tanto lontana e dissimile dalla nostra piccola Europa, detiene un curioso primato.
Wimbledon è infatti, senza dubbio alcuno, la capitale mondiale del Tennis. Masse di fedeli vi accorrono, in devoti atteggiamenti. E tuttavia, fin da lontano 1936, dall'addio di Fred Perry, il Papa non appartiene alla stirpe dei padri fondatori"

[A seguito di una discussione sui crampi]
-Clerici: "E lui, e lui... è andato via con il massaggiatore!"
-Tommasi: "Be' per trovare un ambiente un po' più discreto"
-Clerici (ride): "Si sono appartati, si sono appartati con il massaggiatore. O mio Dio, sto cercando di riprendermi, di riprendere tutta la mia serietà professionale che è venuta meno per un istante"
-Tommasi: "Solo per un istante? Un quarto d'ora, ti sono venute le convulsioni"
-Clerici: "Si, è venuta quella che si chiama il furir ma l'idea che è sbocciato un amore, una passione, tra questo serio professionista del North Carolina e questo massaggiatore australiano...è un'idea che mi ha sconvolto"

-Clerici: "Che cosa fanno i giocatori di Tennis quando si mette a piovere? Aspettano che smetta di piovere"

-[Gran punto di Federer con Philippoussis]
Clerici: "Io sono a braccia alzate e sono spinto ad applaudire. Guarda dove va a prendere questa palla che era finita quasi nella buca della talpa e lui la tira fuori"

-Clerici: "Rovescio al volo da un metro dalla linea, io dico delle cose che voi vedete benissimo da soli quindi farei bene a tacere però taccio con le braccia spalancate dallo stupore, guarda...
Tommasi: "Non c'ha pensato neanche un secondo, vediamo se è buona, dentro, baaam e via"

-Clerici: "Se fossi un po più gay di quello che sono, mi farebbe piacere essere accarezzato dalla volée di McEnroe"

 -Clerici: "Se Tiriac usa la sua racchetta come la clava di un cavernicolo, Nastase pare Aramis"

-[Su John McEnroe]
Clerici: "Il più creativo dei contemporanei, in grado di prescindere dalla muscolarità dilagante dei nostri tempi. Mancino, capace di scoraggiare Lendl, di sfruttare al meglio l'erba di Wimbledon (tre titoli) e l'atmosfera di New York (quattro titoli). Mostro di talento, di egocentrismo"

-[Su Boris Becker]
Clerici: "Nato per errore fuori dalla Gran Bretagna, non fu meno volleatore di Edberg. Più precoce, vinse Wimbledon a diciassette anni, e raggiunse per sette volte la finale. Soprannominato Bum Bum da cronisti incompetenti, ebbe, oltre al vigore, manina fatata"

[A seguito di un urlo di Safin]
-Clerici: "Con chi ce l'ha sta volta?"
Tommasi: "Ce l'ha con qualcuno ma non si capisce chi"

[Safin che rompe la racchetta]
Clerici: "Ma lui è abituato a spaccare le racchette, erano preoccupati tutti perchè non ne aveva spaccata ancora mezza"

-Clerici: "Pronosticato campione sin dalla culla, fu dirottata infelicemente dal coach Bollettieri dall'istintivo serve and volley, per divenire tuttavia il più razzente attaccante da fondo dell'Era contemporanea. Già semifinalista di due Slam a diciotto anni, la sua carriera subì slanci e contronde per ragioni extrasportive e sentimentali. La rivalità con Sampras lo vede perdente, per sei Grand Slam a tre, e venti match a quattordici. E tuttavia Andre è stato capace di spalmare i suoi Slam su tutte le quattro superfici, a differenza di Pete. Carriera ammirevole, di un niente seconda ad un altro immortale, Big Bill Tilden, capace di vincere Wimbledon a trentasette anni. Nel 1930. Altri tempi"

-Clerici: Monica è imbattibile se gioca su 4 metri quadri di campo, se esce di lì diventa una giocatrice di terza fila, perchè quante giocano qui il torneo...126?
Tommasi: 128, deve essere una potenza del 2.
Clerici: Ah già, ecco, non mi ricordo mai, comunque su 128 se si mettono a fare gara di corsa, la Seles arriva 127esima solo perchè c'è la De Swart.
Tommasi: Eh già la De Swart arriva ultima!
Clerici: Balena bianca!

-Clerici: "Siamo alla disperazione"

-Clerici: "Guarda che linetta che ha preso"

-Clerici: "Una volèe non oso dire artigianale ma lungi dalla perfezione"

-Clerici: "E se ne cava delle difficoltà con una roba...e ci fanno vedere il panorama, che regia di paese, madonna!"

-Clerici: "L'ha giocata retrocedendo...mezzo miracolo"

-Clerici: "Si la volèe doveva uscirgli corta per cavarsi fuori dai pericoli ma adesso non voglio pretendere troppo"
Tommasi: Si era improvvisato attaccante, nel senso che aveva fatto una specie di attacco in contro-tempo"
Clerici: "Si solamente che poi l'ha giocata in modo ovvio, be' insomma se sapesse fare anche lì una volèe vincete e smorzata"
Tommasi: "Be' chiudiamo bottega"
Clerici: "Be', diventa un mostro"

-Clerici: "Il suo nome, tradotto, significa Orso e Roccaforte, e rende bene l'idea di un difensore inattaccabile, se non da geni della rete, quali McEnroe, o il nostro Panatta.
Bjorn fu il primo ad usare racchette composite, legno mescolato a plastica, con uno scheletro di grafite.
Pesantissime, oltre le 14 once, che gli consentirono di sviluppare per primo un movimento rotatorio sul diritto, mentre il rovescio gli fu gentilmente offerto dalla pratica giovanile dell'Hockey su ghiaccio.
Atleta capace di emergere in qualsiasi altro sport, Borg dominò dal 1975 all'81, vincendo non solo 6 Roland Garros, ma 5 Wimbledon, con sbalorditivo adattamento dei suoi gesti a prati.
La fine della sua carriera fu causata, al di là di sfortunate scelte umane, dall'arrivo di McEnroe, che lo scoraggiò nella finale di Wimbledon 1981"

-[Nadal chiamato a rete da Federer]
Clerici: "Disperato a rete"
Tommasi: "Assediato"
Clerici: "Ed anche questo non ce lo fanno rivedere: è un cialtrone, non un regista"

-Clerici: "Ma che sciagurato..."

-[A seguito di un attacco di Roddick con punto perso]
Clerici: "Probabilmente ha ragione, eccolo lì era molto lontano, non aveva spinta però uno straccio lui lo butta di là e va a rete"

-Clerici: "Questa è una palla ammirevole..."

-Clerici: "Questa è una partita da erba battuta, come dico io"

[A seguito di una scivolata di Nadal]
Clerici: "Mi pare che soggiorni un po' a lungo lì per terra, si era preso un po' di riposo spero"

-Clerici: "Roddick poi gioca quella specie di moncherino di rovescio, con una mano sola..."

-Clerici: "E' venuto a rete con un quarto d'ora di ritardo"

-Clerici: "Ho voluto bene ad Arthur Ashe, perché altro non si poteva fare.
Un negro che difendeva i diritti suoi e dei suoi fratelli senza urlare né rompere vetrine, a bassa voce, come accadeva in altri tempi alla Camera dei Lord.
Un negro che faceva massima attenzione a vestirsi di candide flanelle, e una volta che un suo sponsor lo costrinse al blu mi disse indignato che non avrebbe rinnovato il contratto.
Un gentleman, e cioè un uomo di animo gentile.
Proprio a lui doveva toccare una trasfusione di sangue infetto di Aids.
Proprio lui doveva essere denunciato su un quotidiano da un suo corazziale che ancora scrive, senza vergogna, a pochi metri da me.
L'ultima volta che l'abbracciai, Arthur, mi parve di tenermi stretto un sacco vuoto"

-Clerici: "Poveraccio"

[Federer vince Wimbledon nel 2005 e si butta a terra]
-Clerici: "Un signore così chic che cade a terra"

-Clerici: "Era serio, Ken, infinitamente più serio di Hoad: l' unico suo difetto, a considerarlo tale, era proprio la gravità. Lo salvava il suo Tennis. La perfezione di quei grandi rovesci simili a rasoiate diveniva spesso così assoluta, che si era costretti a sorridere. Quello che non concedeva di sé, Ken lo offriva con i suoi colpi, con esecuzioni tanto immacolate da illuminare i suoi match di una luce bianchissima, un tocco di perfezione geometrica simile alle note di Mozart"

-Clerici: "Quando il piccolo Bjorn Borg iniziò a giocare, trovò fortuitamente un insegnante che lo lasciò colpire quel suo colpo diritto che ancora non si chiamava arrotata perché nemmeno io ne avevo mai visto uno simile. E anche gli lasciò impugnare, quel Maestro intelligente, il rovescio come Borghetto aveva appreso giocando ad Hockey. E il risultato fu l' immenso Borg. Mentre, con alcuni maestri canini che conosco io, Borg non sarebbe diventato Borg, ma al più un giocatore di Serie B, dotato di uno stile superatissimo e soprattutto disadatto alla sua struttura osteomuscolare"

-[Sulla finale di Wimbledon 1980 Borg-McEnroe]
Clerici: "Sono stato tre ore e cinquantatré minuti senza fare la pipì. Non solo per questo, la finale mi è parsa indimenticabile.
Prima di andar sotto, quella testa rossa e dura di Mac ha salvato qualcosa come sette match point. Prima di difendere in quel modo orgoglioso una sconfitta quasi sicura, aveva condotto il match per circa un' ora e dieci minuti, facendo apparire Borg goffo, inadeguato all' erba, a tratti impaurito"

-[Su Roscoe Tanner]
Clerici: "Come lo vidi la prima volta colpire un incredibile servizio mancino, un movimento in accelerazione, con un bassissimo lancio di palla che ne celava l'indirizzo, non potei fare a meno di pensare a un lanciatore del Baseball. E il mio amico Bud Collins, che sedeva con me, ebbe a dirmi che proprio il Baseball era stato lo sport del bambino Roscoe, a Chattanooga, la città di una famosa canzone portata tra noi dai G. I. Fuori dal campo, era un tipo di una introversa bizzarria, quel ragazzo di pelle candida seminata di efelidi. Capace anche di improvvise allegrie, ma inadatto, pareva, a lunghi sodalizi, né con i compagni di doppio, né con le ragazze"

-Clerici: "Il torneo che tutti i giovani tennisti sognano di vincere, ma che per un inglese e qualcosa più di un sogno"

-Clerici: "Stich è un giocatore polivalente: sulla terra è un terraiolo, sull'erba è un erbivoro e sul cemento è un cementaro"

-Clerici: "Tiriac, atleta di forza e resistenza belluine, campione di tennis si improvvisa"

[In riferimento a Lleyton Hewitt]
-Clerici: "Satanello..."

-[Su Pete Sampras]
Clerici: "Fu, la sua, la potenza più esplosiva del Tennis contemporaneo, certo incoraggiata, sulla battuta, dal perfezionamento e dall'ampliamento dell'area delle racchette in grafite. Fortunato nell'incontrare un grande allenatore dilettante, il dottor Fisher, che lo costrinse ad un rovescio a una mano, tanto più adatto per le discese a rete. Incredibilmente capace di condividere la sua vita sportiva con un'ereditaria anemia mediterranea, non trovò tuttavia, come altri attaccanti quali Connors, Becker, Lendl, la regolarità per affermarsi nel più duro dei tornei, sulla più lenta delle superfici: il Roland Garros. È questa, nonostante il suo record negli Slam, la lacuna che impedisce di classificarlo come il migliore di tutti i tempi"

Clerici: "È probabilmente per questa sua indifferenza, questo fatalismo, che Marat non rimane negli annali come il suo talento gli avrebbe concesso. In un mondo in cui il professionismo richiede ormai devozione assoluta, Marat è stato capace di vivere come un tipo bizzarro, ma dilettante. Oltre alle risse, delle quali portava spesso i segni, rifiutandosi di entrare nei dettagli, oltre l'ovvia passione per il gioco d'azzardo, rimane l'invenzione delle safinette, gruppi di giovani donne affascinate, e da lui finanziate"

-[Sulla partita più lunga di sempre, Mahut-Isner]
Clerici: "L'incontro odierno è stato, tecnicamente, ancora più modesto, tra un americano che già tendeva al record causa la statura, due metri e sei centimetri, la più alta nella storia del gioco.
A nome John Isner, sfuggito al Basket ma non a una laurea in economia nell'università della Georgia. Evidentemente noto per la sua battuta, Isner, n.19 del mondo, contava certamente di venire a capo con minor fatica del francese Nicolas Mahut, un ex ragazzo prodigio, vincitore di Wimbledon Junior dieci anni fa, e poi smarritosi, sino a scivolare all'attuale n. 148, ed essere costretto a qualificarsi.
Ma il talento sciupato doveva aver lasciato qualche briciola nel francese, meno imponente di Isner col suo metro e novanta, e tuttavia in grado di tenere botta, e addirittura rifiutarsi, alla fine, di lasciare il campo"

-[Su Ivan Lendl]
Clerici: "Era una sorta di birillo snodatissimo, con un faccino teso addosso al teschio come una pergamena a un paralume. Vederlo sorridere, anche da ragazzo, non era facile, e ancor meno facile divenne in seguito. Una volta che glielo chiesi, mi sentii rispondere, aggressivo: "Non vedo che così ci sia da divertirsi, lì dentro". Aveva ragione lui"

-Clerici: "Facciamo pure, e cerchiamo di spiegare che non solo è totalmente mutata la gestualità di quello che fu chiamato lawn (prato) tennis, ma sta cambiando il tipo di atleta protagonista. Il tennista di trent'anni addietro poteva essere uno stupendo atleta, come fu Borg, ma la sua muscolatura non ricordava certo quella di un wrestler.
I suoi gesti non conoscevano la violenza capace di causare le esasperate rotazioni che io chiamo arrotate.
I fondi sui quali il giocatore si ritrova a scattare, correre, e soprattutto a frenare erano praticamente erba e terra.
 E, di conseguenza, i microtraumi non erano lontanamente paragonabili. Metà della stagione si svolge ora sui campi hard, duri, spesso in cemento. Non esiste, al mondo, nessun altro sport che coniughi le corse e il cemento"

-Clerici: "Fu, quella di New York la volta che vidi Sampras incredulo ancor prima che battuto, ricordo addirittura un suo esordio in conferenza stampa in cui mi parve desideroso di un umano conforto, invece che di una scusa tattica. «Safin ha giocato un tennis che non conoscevo», disse, e nello scuotere il capo, incredulo, pareva rivedere dei flash di quanto gli era accaduto in campo.
E, infatti, finì per aggiungere: «Spero sia una specie di incubo, e che non si ripeta».
Il Safin di quel giorno fu probabilmente, il miglior tennista dell'ultimo decennio. Destinato a non ripetersi per ragioni che uno psicoterapeuta saprebbe meglio analizzare dello scriba"

-[Su Jimmy Connors]
Clerici: "La sua grande annata fu il 1974, quando una squalifica della Federazione Internazionale gli impedì, forse, un successo a Parigi che l'avrebbe ammesso al poker del Grand Slam. Precursore, se non inventore, del rovescio bimane, mai si arrese alla superiorità di Borg, né, come l'Orso si fu ritirato, a quella di Mac. Non meno antisportivo di Mac, non meno disonesto nel carpire punti, riuscì ad incendiare come nessuno, eccettuato Agassi, il pubblico del nuovo Flushing Meadows, inaugurato nel 1978"

Clerici: "Ho visto per la prima volta il giovane Federer nel corso del torneo jr. di Wimbledon del 1998. Era il 2° o 3° turno di una gara che avrebbe finito col dominare, e io passavo per caso tra i vialetti dei campi secondari.
Vidi un tipo battere, fare un passo in avanti e affrontare un rimbalzo con una velocità di braccio, più che insolita, incredibile. D'un colpo, quel viso squadrato, ornato di un naso a patata, parve sovrapporsi ad un altro, biondo, di qualcuno che conoscevo bene, con cui avevo addirittura giocato: Lew Hoad. Quello che spinse Pancho Gonzales ad affermare: "Io sarò certo il miglior tennista del mondo ma, se è in giornata, Lew Hoad mi batte"

-Clerici: "Il Federer di oggi è infatti praticamente ingiocabile. Per cominciare, il suo campo pare più stretto degli abituali otto metri e ventitré, perché il fenomeno posa i piedini negli immediati dintorni della linea di fondo, e si rifiuta recisamente quanto serenamente di indietreggiare. Lì piazzato, Roger ribatte tutto quanto l' avversario tenti di inviargli con gesti che, se non proprio mezze volate, son trequarti di volata. Un po' alla McEnroe, se permettete, ma ad una velocità quasi doppia. Il suo lavoro di avambraccio ricorda quello di Sugar Ray Robinson, quello di ginocchia il miglior Tomba su un paletto: non sono certo iperboli, ma pallide similitudini. Oltre alla sublime qualità del gesto, il Federer di oggi possiede, im massimo grado, le caratteristiche del killer, sportivo, beninteso. Gioca al massimo delle possibilità non appena il punto diviene – come ben dice il Tommasi – pesante. Si supera, insomma, negli scambi decisivi.“
-Clerici: "Lew Hoad era proprio diverso. Picchiava, saltava, sbuffava, la camicia poteva anche uscirgli dai pantaloni, a Rosewall non uscì mai durante tutta la sua carriera, e c' era rischio che litigasse col pubblico, o con un giudice di linea.
Si dannava per vincere, andava in forma, usciva di forma, si infuriava per una sconfitta e subito si dimenticava, c'era subito un bel concerto jazz o ancor meglio un bel match di boxe, e, infine, quando si fece maggiorenne, una bella bottiglia.
Il suo limite fu probabilmente l'incapacità ad attendere, a immaginare che quel divertimento in pieno sole, di fronte a migliaia di persone, avesse anche ben precise regole tattiche, e fosse strettamente connesso con la necessità di non sbagliare. massiccio com'era, Lew aveva bisogno di molto lavoro per andare in forma, e non sempre ne ebbe voglia, non sempre arrivò al massimo nel momento opportuno"

-[Su Roger Federer]
Clerici: "Le ripetute lacrime di Federer, depurate da ogni sospetto di soap opera, hanno sottolineato anche per i più scettici una gioia che mai aveva esternato, ad eccezione forse del suo primo Wimbledon.
E ci hanno aiutato a capire l'incredibile fragilità psichica contro la quale è costretto a battersi questo superdotato.
Tipo che ammise, con me, di non aver letto Freud, quasi certamente per paura, prima che per insufficiente cultura"

-Clerici: "La volee era una benedizione laterale"

-[Su Ivan Lendl]
Clerici: "Ma la mania più grande, quella che dovrebbe averlo reso, se non simpatico, quantomeno ammirevole, fu quella di voler vincere Wimbledon. Per strappare anche quella corona dello Slam, la più gloriosa, Ivan cambiò tecnica, ingaggiò uno specialista quale Tony Roche, arrivò addirittura, nel 1990 a saltare un Roland Garros accessibilissimo per dedicarsi all'erba anima e cuore. Ma anche in quell'edizione, come nelle due finali dell'86 e dell'87, Ivan non riuscì ad aver ragione di un autentico giardiniere, nella fattispecie Edberg"

-[Su Andy Murray]
Clerici: "Nato, per cominciare, in una Scozia vivamente regionalista, capace lui stesso di rivendicarne la diversità, è stato spesso considerato nei giorni neri "Scozzese", in quelli felici "Inglese". Figlio di mamma ciecamente determinata alla sua affermazione (insomma, un mammo), ha trascorso gli anni formativi in Spagna, uscendone con uno stile certo più simile ad un arrotino che ad un giardiniere. Nato con un manina benedetta, non manca certo di lucidità tattica, di qualità che lo portarono, lo scorso anno, ad una finale dello US Open in cui l' accumulo di stanchezza non gli consentì di competere con Federer"

Clerici: "Vederli fianco a fianco, il Divino [Roger Federer] e Tipsarevic, sul campo, mi spinge a domandarmi come sia possibile che un tennista elegante, creativo, insomma un grande artista quale il mio svizzero, sia del tutto disinteressato alla lettura, a partire, come ho scritto ieri, dalle sue stesse biografie. È tuttavia da poco iniziato il cosiddetto match, che i miei dubbi intorno alla cultura di Roger svaniscono, mentre mi dico che, probabilmente, Nijinsky e Nureyev non erano pronti ad affrontare l'esame di maturità, ma nemmeno minimamente interessati a farlo. Forse si sarebbero astenuti dall'indossare una maglietta viola, sfuggita da qualsiasi attore sul palcoscenico, ma anche di questo il Divino non è a conoscenza, soltanto intento ai suoi gesti sublimi, che arrivano addirittura a conquistare l'ammirazione dello sportivissimo e malandato avversario. Un mio vicino, uno scriba inglese che sta componendo un epicedio sulla scomparsa del rovescio a una mano, mi fa notare i vantaggi di quell'arma nella panoplia guerresca di Roger. Non solo lo taglia spessissimo, facendo scivolare la palla sul rugoso tappeto quasi fosse l'erba di Wimbledon; ma se ne serve per mortiferi dropshot, alternandoli poi con violenti passanti liftati, che lasciano ancor più scorato dei microbi il povero Tip"

-[Su Mats Wilander]
Clerici: "Secondo soltanto al suo connazionale Borg per doti podistiche, imbattibile oltre le quattro ore di gioco, ebbe l'intelligenza di alternare ad un nativo rovescio bimane un gesto ad una sola mano. Mancato il poker nel 1988 per inadeguatezza all'erba, parve appagato da quella grande stagione, e si lasciò sedurre da divagazioni oppiacee"

-Clerici: "Nel 1977, Vilas vinse quarantasette partite, prima di cadere alla quarantottesima in modo curioso. Un genietto austriaco, Werner Fisher, aveva inventato un curioso modo di incordare le racchette, e un filologo yankee le aveva soprannominate "Racchette Spaghetti". La rotazione assestata alla palla era tale che, indignato, Vilas si ritirò per lasciare la finale di Aix en Provence a quel birbo di Nastase, armato della Spaghetti. La racchetta fu poi dichiarata illegale, ma la lunga striscia di Vilas era ormai interrotta"

-Clerici: "Non era, il suo modo di colpire, un colpo di pennello di quelli che fanno godere l'autore.
Ivan era un regolarista, e un picchiatore. Proprio per lui, mi venne da adattare il termine "regolarista", che avevo coniato per Borg, in "regolarista d' attacco".
Se, da piccolo, ai tempi in cui era stato mondiale junior, Ivan si era limitato a rimandare, attendendo la palla buona per avventarsi con il diritto, via via andava migliorando la battuta, dall'alto di un metro e 86 ragguardevole per gli anni Ottanta. E, pian piano, abbandonava un rovescino tagliato e velenoso per una terribile sberla liftata, che non sarebbe servita soltanto a passare, ma anche ad attaccare. Dominato all'inizio dal ritmo superiore di Jimmy Connors, dalle volée e dai tocchi di John McEnroe, Ivan riuscì a riguadagnare un buon metro di campo ai due geni, per rendergli la vita difficile e spesso impossibile.
Contro di lui, vincere di regolarità, o in palleggi aperti, era quasi impossibile. Rallentargli il gioco era impresa suicida.
E bisognava allora attaccarlo.
Un bel problema, perché Ivan passava quasi altrettanto bene di rovescio che di diritto"

-[Su Roger Federer]
Clerici: "Per quanto mi riguarda, lo ritengo di gran lunga il più dotato della sua generazione, l'unico capace di giocare a tutto campo, come accadeva prima delle invenzioni delle padelle supersoniche, quelle che hanno consentito ad un gioco di divenire uno sport"

-Clerici: "Questa deliziosa rappresentazione ci sarebbe stata offerta da un giovanotto che avrebbe potuto scegliere il suo destino non su un court, ma su un palcoscenico, uno che, ancor prima di diventare campione, attore è nato.
Nell'annuale show che i tennisti offrono ad un pubblico di addetti ai lavori, il mercoledì di ogni anno, Djokovic era stato la star, un imitatore che, volendo, sarebbe potuto divenire un protagonista alla Teocoli, alla Crozza.
Persino i bersagli delle sue imitazioni, Nadal, Federer, erano stati costretti a divertirsi, di fronte ai propri difetti ingigantiti"

-Clerici: "Se Cochet è stato scritto fu l' inventore di se stesso, e Borotra il regista di se stesso, Lacoste fu il suo stesso allenatore. Un allenatore raffinatissimo, severo sino alla crudeltà, addirittura maniaco"

-Clerici: "L'australiana Yvonne Goolagong è nata a Varellan, un paese di ottanta persone dove la casa più bella è un silos"

-Clerici: "Quanto andava la prima?
Tommasi: "185 km/h e gli è tornato indietro un siluro"
Clerici: "Mamma mia"

-Clerici: "L'individualismo, l'internazionalità, le antiche origini regali, dovrebbero fare del Tennis un gioco alieno dalle sanguigne passioni di sport più volgari"

-[Su Ellsworth Vines]
Clerici: "Nessun altro vinse Wimbledon e Forest Hills a vent'anni, per divenire campione del mondo e passare al professionismo l'anno seguente, dopo una stagione disastrosa. Nessuno, fino alla Grande Guerra, colpì la palla con altrettanta violenza, con l'unico scopo di fare il punto, sempre"

-[Riguardo alla situazione del tennis femminile riferito alle Williams]
Clerici: "Abbiamo bisogno di una terza sorella"

-Clerici: "Ancora adesso, scrollo la testa. Quel passante, che forse Dino Zoff avrebbe deviato in angolo, Adriano arrivò a giocarlo, e a metterlo dove andava messo, fuori portata"

-Clerici: "Alcuni tennisti immortali hanno iniziato giocando al benedetto battimuro.
Ha cominciato così René Lacoste, quello del coccodrilletto, e ci giocava tanto che suo papà doveva fargli intonacare il muro ad ogni stagione"

-Clerici: "Poi Djokovic è straordinario. Le sue imitazioni erano divertentissime.
Peccato che alcuni non abbiano gradito.
Sai cosa mi disse Fiorello: "Questo può diventare più bravo di me".
Magari finito di fare il tennista si divertirà a far l'attore.
Poi il campione è anche attore, in fondo, almeno sul campo.
C'è una componente di teatralità nel campione"

-Clerici: "I match, è noto, si vincono dentro di noi. Vanno immaginati costruiti in ogni dettaglio, quasi fossero i cartoni di un affresco. Sul campo, poi, bisogna essere svelti a mettere i colori"

-Clerici: "Clamoroso che l'arbitro non ha chiamato l'overrule. Si vede che sta lì a fare il contabile"

-Clerici: "Uuuuh non è vero!"
Tommasi: "Come non è vero?"
Clerici: "Be' insomma ma gli ha fatto un'angolazione assolutamente disumana"

-[Dopo diversi aces di Federer]
Clerici: "Be' come ti sei permesso...a raggiungere una palla break? Ti faccio 2...3 aces!"

-Clerici: "Due righe Rino, due! Una di quà e una di là"

-Clerici: "Vorrei rivederlo perchè mi pare abbia giocato da fuori il paletto"

-[Riferito a Federer]
Clerici: "Era lontano dalla palla perchè lo vedete non era in spaccata, voglio dire il suo baricentro andava a spasso. Prima ha fatto un allungo e sembrava un telemark, guarda come riesce a mantenere l'equilibrio"



RINO TOMMASI
-Tommasi: "Nella sua migliore giornata il russo avrebbe potuto battere chiunque, solo che di buone giornate ne ha avute poche.
Il talento, comprese le qualità atletiche, non si discute ma il tennis e lo sport richiedono altre doti ed altre priorità.
Il Tennis è sempre stata la più importante per Federer, Safin si è concesso altre distrazioni"

-Tommasi: "Barry MacKay è stato un campione che non si è mai preso sul serio. Da giocatore dilettante prima, da professionista della troupe Kramer poi, da commentatore per la NBC, da compagno di merende e di bevute fino agli ultimi giorni della sua vita non si è mai negato una battuta, un ricordo, una risata"

-Tommasi: "Il Tennis avrebbe bisogno di un Nastase ad ogni generazione"

-Tommasi: "È tutta la vita che dò i numeri"

-Tommasi: "Gran dritto, difficoltà 11"

-Tommasi: "Ci rimane il ricordo di 40-45 minuti di grande tennis giocati da Federer, che ha infilato la gemma di un recupero laterale probabilmente più complicato da descrivere di quanto non sia stato per Federer eseguirlo. È stato un colpo che chiunque possieda un televisore avrà modo di vedere più volte, perché è ideale sia per comporre una sigla tennistica di buona qualità sia per dimostrare che cosa siano il talento e la capacità di rendere semplici le cose difficili"

Tommasi: "Forse Jimmy Connors anziché il tennista avrebbe dovuto fare il pugile"

Tommasi: "Forse Borg è stato il più grande atleta che abbia mai giocato a tennis. Ci sono stati, prima e dopo di lui, molti tennisti che servivano meglio e che potevano giocare la volée con maggiore disinvoltura ed efficacia ma che contro Borg andavano in campo con pochissime probabilità di vittoria"

[Durante Federer-Hewitt]
-Tommasi: "Per ora KO tecnico"

-Tommasi: "Poi controlla con serenità la rete"

-Tommasi: "Velenoso questo cross di dritto"

-Tommasi: "Questo è un colpo di difficoltà 12 della scala Mercalli"

-Tommasi: "Non lo sapremo mai ma quelle due strisce di cinque game consecutivi che Djokovic ha infilato dal 3 a 1 per Federer nel secondo ed ancora nel terzo set mi fanno pensare che il campione svizzero abbia smarrito prima ancora dei suoi magici colpi quella spavalda sicurezza che gli ha quasi sempre consentito di risolvere molte partite.
In altre parole temo che Federer si sia troppo abituato a perdere e che consideri la sconfitta una possibilità dopo che per molti anni l'aveva rifiutata"

-[Su Jimmy Connors]
Tommasi: "Il tennista più simile, negli atteggiamenti gladiatori e nella determinazione agonistica, a un pugile. Pur essendo stato sconfitto sempre in modo scoraggiante da Borg, è andato ogni volta in campo convinto di vincere"

-[Su Ivan Lendl]
Tommasi: "Questo campione ha compensato con il rigore e la determinazione quel pizzico di talento in meno che una natura, comunque generosa, gli ha messo a disposizione"

Tommasi: "Molti tennisti in ogni parte del mondo hanno indossato le magliette con la coroncina di alloro senza sapere che, prima di essere una marca, Fred Perry era stato un campione"

-[Su Stefan Edberg]
Tommasi: "È stato il più elegante interprete del tennis serve and volley. La sua correttezza e il suo comportamento in campo hanno indotto qualche critico a ritenerlo incapace di lottare"

-Tommasi: "Sono convinto che nessuno abbia giocato a tennis come Hoad ha fatto nei suoi anni migliori. Purtroppo cronici problemi alla schiena gli hanno accorciato la carriera e gli hanno impedito di vincere ciò che avrebbe potuto"

-Tommasi: "Le volèe su terra le devi giocare d'attacco, su erba l'importante è mandare di là la palla che muore poi nell'erba"

-Tommasi: "Per scoprire il segreto di Hoad era sufficiente stringergli la mano, e rendersi conto dell'incredibile forza che aveva nel polso"

-Tommasi: "Lleyton Hewitt ha sfruttato al meglio, vincendo due prove importanti del Grande Slam, la fase di passaggio dal dominio di Pete Sampras a quello di Roger Federer. Ha compensato con grandi qualità agonistiche e di corsa alcuni limiti tecnici, anche perché la grande tradizione del tennis australiano aveva già iniziato prima di lui un declino nella produzione di campioni e di talenti difficile da spiegare senza uno studio più ampio della società australiana"

-Tommasi: "Ted Schroeder è stato probabilmente il più forte dilettante che abbia mai giocato a tennis. Per dilettante intendo un signore che ha sempre svolto un altro lavoro e che utilizzava le sue vacanze per giocare qualche torneo. Curiosamente lo si vedeva solo in Australia, da dove inviava i suoi commenti a una radio americana che gli aveva affidato quell'incarico fin dai tempi in cui non erano molti i giornalisti che seguivano regolarmente il circuito"

-Tommasi: "L'erba è una superficie che sarebbe già sparita dal Tennis se non fosse stata tenuta in vita da Wimbledon, ma è anche la più onesta nei confronti del talento.
Sulla terra si può vincere con la pazienza e con la corsa, sul cemento con la violenza, sui prati ci vuole molto di più"

-Tommasi: "McEnroe è uno di quei giocatori che non possono essere trascurati quando si tratta di risolvere un quesito antico, stabilire cioè chi sia stato il più forte tennista di tutti i tempi.
Premesso che la trasformazione del gioco e delle racchette rende impossibile una risposta credibile e convincente, credo che si possa indicare in McEnroe il tennista più geniale in tutta la storia di questo gioco.
La sua magica mano sinistra sapeva ricavare traiettorie incredibili, rotazioni diaboliche, angoli che buttavano l'avversario fuori dal campo"

-Tommasi: "Ah era out? Una volta Federer ha battuto il falco!"

-Tommasi: "La giornata non si può chiudere senza ricordare Jack Kramer, il campione che ha dominato il tennis nell'immediato dopoguerra come nessuno ha fatto prima e dopo di lui e che si è spento ad 88 anni.
Nato a Las Vegas il 1° agosto 1921, Kramer è stato penalizzato in termini di risultati dalla guerra che gli ha sottratto i sei anni migliori della sua carriera"

-Tommasi: "L'Australian Open ha una storia meno antica e meno nobile rispetto agli altri tornei dello Slam. Il libro d'oro si salva perché arricchito dai nomi dei grandi campioni australiani che per anni hanno fatto dell'Australia il primo paese del mondo.
Quando la generazione di quel grande motivatore (più che maestro) di Geppetto Hopman si è esaurita lasciando i Sedgman, i Cooper, gli Hoad, i Rosewall, i Laver, i Newcombe ed i Roche senza eredi, gli australiani hanno reagito e hanno capito che senza i campioni di casa il loro torneo sarebbe morto senza la partecipazione dei migliori campioni stranieri.
Per convincerli alla lunga trasferta hanno dovuto rinunciare all'erba e costruire un nuovo stadio"
-Tommasi: "Roddick è un campione incompleto.
Avesse avuto un rovescio adeguato, la sua carriera e la stessa storia del tennis degli ultimi anni sarebbero state diverse.
Il suo Tennis si è sempre basato su un dritto devastante e una prima di servizio con la quale ha raggiunto velocità impossibili per i colleghi. Questi due colpi gli hanno impedito, o più probabilmente non gli hanno fatto ritenere necessario, di lavorare sul rovescio, sul quale sono intervenuti senza successo allenatori ed ex campioni (Connors)"

-Tommasi: "Se l'immagine di Agassi si è trasformata negli anni (spariti i capelli, più castigati gli abiti) sono rimaste identiche le sue caratteristiche di giocatore, che ha inventato un nuovo stile di gioco. Una volta gli attaccanti andavano a rete, i regolaristi stavano in fondo, Agassi è stato un attaccante da fondo, un tipo di gioco reso possibile dalla sua qualità primaria, uno straordinario, inimitabile senso dell'anticipo sostenuto da una eccezionale coordinazione. Arrivando prima sulla palla riusciva a trovare angoli e traiettorie che gli consentivano di dominare il gioco e dettare i tempi"

-[Nel 1983]
Tommasi: "Se Stefan Edberg non vince il torneo di Wimbledon entro cinque anni, smetto di scrivere di Tennis"

-Tommasi: "Se avessi avuto la possibilità di scegliere un modello e di realizzare il sogno di giocare come lui, non avrei avuto esitazioni: avrei voluto giocare come Ken Rosewall"

-[Su Rod Laver]
Tommasi: "Tra le molte qualità che gli hanno consentito di essere considerato forse il miglior tennista di ogni epoca penso che la velocità di esecuzione sia stata la più importante.
È probabile che essere mancino lo abbia aiutato nel rendere micidiale il suo servizio da sinistra, quasi sempre seguito a rete"

-[Su Evonne Goolagong]
Tommasi: "Talmente gentile ed elegante da dare l'impressione che le dispiacesse, vincendo, procurare un dolore alla sua avversaria"

-Tommasi: "O mamma miaa"

-Tommasi: "Un gancio sinistro, il dritto di Nadal"

-Tommasi: "Non sono qui a vendere tappeti"

-Tommasi: "I pronostici li sbaglia solo chi li fa"

-Tommasi: "Pioggia di circoletti rossi"

-Tommasi: "Salva il match point con questo rovescio, dopo un palleggio abbastanza avventuroso"
"Stavo pensando rocambolesco, mentre tu pronunciavi avventuroso. Guarda quà cosa ha ripreso il mostro"

-Tommasi: "Non puoi giocare da fondo campo contro Aaron Krickstein, lui sbaglia solo dopo 120 scambi"

-Tommasi: "Il computer sa fare il conto ma non conosce il Tennis"

-Tommasi: "Chiamato a rete rivelava le sue umili origini"

-Tommasi: "Si decide tutto al 7° game...la chiave del gioco!"

-Tommasi: "Chiamato a giocar di fino rivelo le su umili origini"

-Tommasi: "Ci pagano per svolgere un lavoro per il quale pagheremmo noi"

-Tommasi: "Minibreak, 3 a 0 pesante!"

-Tommasi: "La classe è la qualità di giocare bene i punti importanti (non l'eleganza dello stile!)"

-Tommasi: "La superficie di Flushing Meadows è la superficie più onesta"

-Tommasi: "Negli Stati Uniti hanno costruito Flushing Meadows in 8 mesi: lo stesso
tempo che occorre in Italia affinchè una pratica passi da una scrivania ad
un'altra"

-Tommasi: "Pete Sampras credo che non vincerà Wimbledon perchè serve troppo forte per
avere il tempo di arrivare a coprire la rete"

-[Su Sampras, dopo qualche anno che fece incetta di Wimbledon]
Tommasi: "Su Sampras credo di essermi sbagliato"

-Tommasi: "E' possibile essere oggettivi, è impossibile restare neutrali"

-Tommasi: ‎"Palla calante, voleè perdente"

-Tommasi: "Il doppio non è più di nessun interesse da quando è disertato dai giocatori più importanti"

-Tommasi: "Il miglior giocatore erbivoro"

-Tommasi: "Butta la palla di là e può darsi che non ritorni"

-Tommasi: "Il girone all'italiana è una formula che non va bene per il tennis, chi perde deve andare a casa e non può vincere il torneo come invece successo spesso al Master"

-Tommasi: "Il migliore di tutti i tempi non esiste! C'è solo il migliore di ogni epoca tennistica!"

-Tommasi: "Il periodico medio" (6-4 6-4)

-Tommasi: "Dritto anomalo"

-Tommasi: "Ricamo!"

-Tommasi: "Spaventoso questo rovescio di Federer"

-Tommasi: "Il fuso orario non lo abbiamo inventato noi"

-Tommasi: "Il Tennis è il ritratto della vita, ti insegna sia a vincere sia a perdere!"

-Tommasi: "Una seconda robusta!"

-Tommasi: "E' in uno stato di grazia, non si puo' far nulla contro di lui!"

-Tommasi: "Si doperebbero solo per vincere il torneo del condominio"

-Tommasi: "E' un regolarista falloso..."

-Tommasi: "Un onesto terraiolo"

-Tommasi: "Si è trovato nella terra di nessuno"

-Tommasi: ‎"Ha fatto una figura da cioccolataio"

-Tommasi: "Davydenko ha il fisico da impiegato del catasto"

-Tommasi: "Volèe artigianale"

-Tommasi: "Questa avrebbe ucciso un elefante"

-Tommasi: "E' un giocatore che timbra tutti i giorni il cartellino"

-Tommasi: "Il doppio è un altro sport". E, come ha già detto qualcuno, "un malato terminale".

-Tommasi: "Un parente molto stretto del match-point"

-Tommasi: "Non è detto che nel Tennis chi fa più punti vince la partita...perchè i punti non sono tutti uguali"

-Tommasi: "Nel Tennis non sempre 1+1 fa 2"

-Tommasi: "La Davenport sarebbe campionessa del mondo di Tennis, se il Tennis sì giocasse da fermi"

-Tommasi: "Ahia si avvicina l'uomo della pioggia"

-Tommasi: "Al tie break vince chi sbaglia meno"

-Tommasi: "Sta giocando in braccia allo spettatore della prima fila"

-Tommasi: "Cambio gomme"

-Tommasi: "Bentornati a Wimbledon, sul campo centrale sono stati messi i teloni, Giove Pluvio ha deciso che non si deve giocare"



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sabato 15 luglio 2017

Scontri e Lancio Di Oggetti Durante Linfield v Celtic Glasgow

La partita tra Linfield e Celtic è finita come prevedibile con una vittoria degli scozzesi (0-2) ma sono tante le cose da raccontare.
In primis i tifosi del Celtic non hanno potuto assistere alla partita per uno strano scherzo del destino: ovvero la concomitanza con l'evento The Twelfth (Orange Walk) che si tiene ogni anno il 12 del mese di luglio in Irlanda del Nord.
Si tratta di una celebrazione protestante ed unionista (con tanto di falò) in onore di Re Guglielmo III d'Orange, deceduto a Londra 315 anni fa.
Nel 1690, i soldati protestanti guidati da Guglielmo III d'Orange attaccarono e sconfissero nella battaglia del Boyne i cattolici, condotti da Giacomo II Stuart, sancendo di fatto il dominio della religione protestante in Nord Irlanda.
La tifoseria del Linfield è chiaramente protestante (tanto da essere gemellata con i Rangers e sudditi della corona inglese).
Il Linfield ha anche divisa blu e pantaloncini bianchi) e ogni anno dà vita a questa storica manifestazione, che spesso e volentieri sfocia in scontri con la polizia, arresti e feriti.
Ciò comporta sempre un grande dispendio di forze dell'ordine, motivo per cui queste non sarebbero state sufficienti per fronteggiare anche la presenza dei tifosi del Celtic (quindi cattolici) in trasferta.
La versione ufficiale della polizia nordirlandese è stata infatti che il Celtic abbia rinunciato di sua spontanea volontà alla sua dotazione di biglietti per questa partita di Champions League contro il Linfield, ma il club scozzese ha precisato di ritenersi molto sorpreso delle parole della polizia, rigettando al mittente la responsabilità della decisione.


IL MATCH
Il doppio confronto, in teoria, era scritto in partenza.
Il Celtic sino ad una decina di anni fa era un cliente fisso di ottavi di finale di Champions, ne hanno vinta anche una nel 1967, curiosamente nello stesso anno il Linfield ottenne anche il miglior risultato della sua storia nelle coppe europee: quarti di finale.
Tornando all'attualità, un autogol di Haughey (17') e una rete di Rogic (23') hanno permesso al Celtic di espugnare il Windsor Park di Belfast.
Il prossimo 19 luglio, in Scozia, il Celtic partirà dunque con un importante doppio vantaggio.
I Nord Irlandesi potranno contare su 1500 tifosi che hanno già fatto loro il biglietto.


INTEMPERANZE
Nei giorni precedenti il match era comparso uno striscione intimidatorio e di insulti contro Scott Sinclair, attaccante del Celtic.
I tifosi del Linfield hanno provocato quelli del Celtic per tutto il tempo (giocatori e i pochissimi tifosi che c'erano sugli spalti), e l’atmosfera si è fatta anche più tesa nel finale di gara con il Celtic già in vantaggio per 2-0, Leigh Griffiths, attaccante biancoverde è uscito illeso dopo il calcio d'angolo più pericoloso della sua vita, calciato schivando di tutto, dagli accendini alle bottiglie di wishky.
Lo stesso poi è stato ammonito dopo aver raccolto una delle bottiglie di vetro lanciate in campo, ammonito per aver provocato i tifosi di casa mimando un 5-1 (risultato di Celtic-Rangers della passata stagione).
Griffiths poi ha deciso di prendersi un’ulteriore rivincita a fine partita: ha preso una sciarpa del Celtic e la ha annodata a uno dei pali della porta del Linfield, scatenando la rabbia dei tifosi di casa, frenati solo dall’intervento della polizia con i cani.



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mercoledì 12 luglio 2017

La Storia Di Conor McGregor: Insulti, Guerre Psicologiche e Trash Talking

Nato in Irlanda, a Dublino, il 14 luglio del 1988, Conor McGregor si rivela sin dalla tenera età un ragazzo diverso da tutti gli altri.
L'Irlanda è terra di Calcio ma soprattutto Rugby però Conor ha altri progetti.
Così, dopo una breve parentesi giovanile nel calcio dilettantistico irlandese (nello Yellostone) McGregor comincia dunque a studiare svariate arti marziali, cogliendo così l'occasione per imparare a difendersi da chi, nel passato, si era preso gioco di lui.
Kickboxing e Boxe in primis, al quale aggiunge Capoeira, Karate e Grappling.
Diventerà un campione di MMA.
Comunque sarà un episodio del tutto casuale a convincere McGregor a dedicarsi definitivamente al combattimento, come racconterà anni dopo: "Entravo ed uscivo dalla Boxe da giovane, ma non l’ho praticata mai seriamente fino a quando non mi sono fatto pestare per una ragazza, dal suo ex che era molto più grande di me. Sono amico di quel ragazzo oggi, ma è sempre bello sapere che posso piegarlo come una sedia a sdraio all’occorrenza"

A 18 anni si trasferisce con la famiglia a ovest di Dublino e poco dopo conosce la sua attuale moglie Dee Devlin.
McGregor ricorderà tempo dopo quanto sia stato prezioso il suo sostegno durante i periodi più bui, quando viveva in affitto nella profonda periferia di Dublino con i 188 € mensili del sussidio di disoccupazione, trascorrendo tutto il suo tempo in palestra, sognando di diventare un campione.
L’esordio di McGregor nelle arti marziali avviene il 17 Febbraio 2007, nella federazione irlandese Ring Of Truth, dove affronta e sconfigge il suo connazionale Ciaran Cambell in quello che sarà il suo primo e ultimo match di MMA.
S'intravedono già l’aggressività, la potenza dei colpi, la sfrontatezza, la guardia bassa, l’atteggiamento provocatorio.
McGregor passa, dopo un solo match amatoriale, al professionismo.
Vinto il quarto incontro, McGregor non smette di allenarsi ma per rivederlo in azione bisogna aspettare quasi due anni, è l’Ottobre del 2010 e l’evento è il Chaos Fighting Championship e si svolge in un ring, come spesso accade per le federazioni minori.
Il suo avversario è il nordirlandese Connor Dillon.
È un incontro importante perché mostra i cambiamenti e le variazioni tecniche di McGregor: una maggiore velocità di gambe e tecnica.
Un mese dopo, il 27 Novembre 2010, al CWFC, perde contro il suo connazionale Joseph Duffy facendosi sorprendere da una Arm-Triangle Choke dopo soli 40 secondi dall’inizio.
Questa è la sua seconda sconfitta per sottomissione, a testimonianza delle iniziali difficoltà avute da McGregor nelle fasi di Grappling.
Dopo di questa sconfitta (seconda), arriveranno 15 vittorie consecutive.
Quando torna a combattere, il 12 Febbraio del 2011, si sbarazza di Hugh Brady con una facilità irrisoria.
Un mese dopo fa lo stesso con Mike Wood, che finisce in 16 secondi.
Passa ancora un mese e elimina Paddy Doherty in 4 secondi.
Più o meno in questo periodo, per Conor si aprono le porte relative ad una carriera nelle MMA. Percorso, questo, non banale.
Le sue strabilianti doti lo portano in breve tempo a scalare i vertici della prestigiosa promotion britannica Cage Warriors, nella quale diventerà campione sia nella categoria pesi piuma che in quelli leggeri, conquistando conseguentemente la chiamata da parte di UFC.
Da lì in poi, ciò che ne seguì è ormai storia ben nota.
I continui successi all'interno dell'ottagono più famoso al mondo hanno consentito a Conor McGregor di bissare l'impresa compiuta in CW, diventando il primo pluricampione della storia UFC.


IL TRASH TALKING
Oltre ad essere un campione all’interno della gabbia, Conor eccelle anche in conferenza stampa, attraverso le sue tecniche di Trash Talking e guerra psicologica.
Ne sanno qualcosa alcuni wrestlers e pugili, Floyd Mayweather in particolare: "solo Gesù contro il Diavolo avrebbe più appeal".

Rivolto ai Wrestlers: "Non intendevo mancare di rispetto ai fan della WWE. Ciò che intendevo dire è che staccherei la testa a schiaffi al vostro roster al completo. E due volte di domenica"

I Wrestlers della WWE si sono sentiti punti nel vivo dal messaggio di McGregor e alcuni di loro hanno risposto per le rime.
Roman Reigns: "Sei grande quanto la mia gamba. Stai zitto"
O ancora Kurt Angle: "McGregor è davvero divertente. Perché non togli la testa dal culo di Dana White?"
Il leggendario Ric Flair ha addirittura accusato l'irlandese di aver copiato le caratteristiche del suo personaggio in WWE.
Il fighter irlandese non è stato affatto generoso nemmeno con John Cena, definendolo un Mister Olympia fallito di 40 anni che va ancora in giro con magliette fluorescenti.
John Cena ha risposto pubblicando un Tweet: "Il successo spesso genera disprezzo. Più ne ottieni più disprezzo avrai. Rimani concentrato e vai avanti"
Un'altra diatriba importante è quella con Nate Diaz.
Ad inizio 2016 il lottatore americano si è trovato inaspettamente seduto su una sedia insieme a Conor, con solo un moderatore a dividere i due nella immediata guerra di parole pesanti.
Erano state 24 ore turbolente dopo che Rafael Dos Anjos aveva annunciato di ritirarsi dalla difesa del titolo di UFC 196 contro McGregor a causa di una frattura al piede sostenuta in allenamento.
Diaz ha velocemente accettato il match.
Diaz ha provato a rimandare al mittente gli insulti di McGregor ma la sua voce è stata facilmente sovrastata dal'irlandese.
Si è sentita solo la voce di McGregor con il consueto accento irlandese fino a quando Diaz non ha insistito per avere un altro microfono.
Un addetto ai lavori gliene ha così passato uno nuovo e Diaz è stato felice di usarlo.
Le sue parole sono state tonanti quando ha accusato McGregor e tutti gli altri atleti UFC di fare uso di steroidi: "Assumono tutti steroidi. Tutti. Tutti sono sotto steroidi. L'intera UFC. Tutti."
McGregor gli ha risposto: "Non avvicinare il mio nome agli steroidi, compagno.Non uso steroidi, che cazzo stai dicendo? Due dei tuoi compagni di team hanno usato steroidi. Due dei tuoi ragazzi. Lo Skrap Pack. Te lo ricordi? Che gli è successo? Sapevi che stavano prendendo quella roba? Lo sapevi?"
Diaz non rispose alla domanda e la conferenza stampa è presto degenerata da lì in avanti.
Quando McGregor lo ha chiamato "gangster" e lo ha preso in giro con un saluto da gang Diaz ha esclamato: "Fanculo. Fanculo la tua tua cintura".
Per la cronaca, poi sul ring, vincerà Nate Diaz che infliggerà la terza sconfitta della carriera dell'Irlandese (il bilancio era di 19-2, sino a questo momento).
6 mesi dopo però, l'irlandese si prenderà la rivincita sconfiggendo l'americano.
Daniel Cormier (lottatore UFC): "Conor riesce ad attirarsi addosso tutta l'attenzione mediatica possibile. E' un vero e proprio anti-eroe, una sorta di "Stone Cold" Steve Austin. 
Si tratta del classico atleta per il quale non faresti mai il tifo inizialmente, ma che poi alla fine riesce a conquistarti. E' un qualcosa di diverso rispetto a quello che il pubblico era abituato a vedere prima: comunque sia, credo che l'avvento di McGregor possa essere un bene per il nostro sport"

La faida con Floyd Mayweather inizia nel 2015 quando Ronda Rousey dichiara di poter sconfiggere il pugile in un match senza regole.
L'irlandese, a pesce, s'inserisce nella diatriba aggiungendo: "In un combattimento vero, Ronda distruggerebbe Mayweather in pochi secondi, sono sicuro al 100%.
Quando non sei abile con le prese, non hai speranze. 
Per noi, è come giocare con un bambino. 
Le persone che non capiscono questo sport non riescono a capire nemmeno quanto siano vulnerabili. E poi Ronda è stata un’olimpionica di Judo. 
Lo manderebbe a terra in un secondo. Io? Lo manderei ko. Sicuro"
L'incontro con Ronda poi salta ma i due tra un insulto e l'altro finiscono ai ferri corti e il match, seppur si tratti di sport diversi, è inevitabile
Qualche giorno fa, a Los Angeles, è andato in scena il primo "match" (conferenza stampa) fra Conor e Mayweather (il match vero, andrà in scena il 26 Agosto 2017). 
Durante la conferenza stampa di presentazione a Los Angeles, i due si sono "affrontati" muso contro muso.
Da una parte c'è l'irlandese, in abito gessato, da sempre dedito agli insulti e provocazioni, all'altro angolo a rispondere un pugile che negli ultimi tempi se l'è dovuta vedere con problemi legati al suo fisico.
Insulti e provocazioni, che sembra coronare perfettamente quello che viene definito dai media di settore "l'incontro del secolo".
"Lo metterò KO al massimo in 4 riprese" dichiara Mayweather.
Può sembrare una minaccia e forse lo è, ma niente a confronto con lo sproloquio del lottatore irlandese: "È venuto in tuta perché non può permettersi più nulla", ha ribadito McGregor, alludendo ai problemi fisici che recentemente hanno colpito il suo avversario.
"Sono vecchio. Non sono lo stesso pugile di 10 anni fa e non sono nemmeno lo stesso pugile di 2 anni fa. Ma posso batterti. Sappiamo tutti che io sono il migliore" ha replicato lo statunitense.



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