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sabato 11 marzo 2023

Nuove Regole MLB 2023: Giocatori Che Ne Beneficeranno

La MLB spesso e volentieri modifica alcune regole per rendere più veloce e spettacolare il gioco. Ci sarà anche una diminuzione delle partite con squadre della propria division, in quanto ci sarà almeno una serie con ogni squadra (quindi aumenteranno i match di Interleague). Quest'anno ci saranno 3 nuove regole: pitch timer, shift limits e basi più grandi. Vediamole in breve.


PITCH TIMER
L'idea è di limitare i tempi morti quindi di ridurre i tempi tra un lancio e l'altro. La riduzione dovrebbe accorciare di un bel po' le partite da circa 3 ore a poco più di 2 ore. I tempi tra un lancio e l'altro saranno di 15 secondi con le basi vuote e 20 secondi con almeno 1 base occupata. 30 secondi invece tra 1 battitore e l'altro (e negli 8 secondi finali devono trovarsi nel box di battuta). I trasgressori ricevono 1 ball o 1 strike se si è battitore. Un pitcher può distaccarsi dalla pedana solo 2 volte per ogni turno di battuta, pena un balk. 2 sono i pick-off concessi che si azzerano se un battitore avanza di una base (al terzo pick-off, se non ha successo, il battitore avanza di una base).


SHIFT LIMITS
1B, 2B, 3B e SS (interni) devono essere 2 a destra e 2 a sinistra della seconda base, se ci sono questi 4, non possono esserci esterni. Queste restrizioni hanno lo scopo di aumentare la media di battuta sulle palle in gioco, per consentire agli interni di mostrare meglio il loro atletismo.
Gli interni non possono cambiare lato. In altre parole, una squadra non può riposizionare il suo miglior difensore sul lato del campo interno in cui è più probabile che il battitore colpisca la palla.
Questa regola non preclude ad una squadra di posizionare un esterno nel campo interno o nell'erba bassa del campo esterno in determinate situazioni. Ma proibisce gli allineamenti di quattro outfielder. Se la difesa viola la regola, non subisce penalità se l'attacco non viene danneggiato. Viceversa (battitore/i eliminato/i), l'attacco può decidere per il ball o declinare e confermare l'azione d'attacco (se per loro vantaggiosa).


BASI PIÙ GRANDI
Le basi, che tradizionalmente erano di 15 pollici quadrati, saranno invece di 18 pollici quadrati (da 38 a quasi 46 cm). Il piatto di casa è invariato. Sebbene ciò possa avere un impatto modesto sulla % di successo di una base rubata, l'obiettivo principale di questo cambiamento è dare ai giocatori più spazio per operare ed evitare collisioni. Ciò è particolarmente importante in prima base, dove i difensori hanno un vantaggio ulteriore di 3 pollici, mentre ricevono i lanci.
Questa modifica creerà una riduzione di 4 pollici e 1/2 nella distanza tra la prima e la seconda base e tra la seconda e la terza base, il che incoraggia più tentativi di rubare la base. Le basi più grandi potrebbero anche avere l'effetto di ridurre l'oversliding in cui un giocatore perde il contatto con il sacco mentre lo attraversa.


GIOCATORI CHE POSSONO BENEFICIARE DELLE NUOVE REGOLE
Corey Seager
Matt Olson
Freddie Freeman
Rowdy Tellez
Yordan Alvarez
Josh Naylor
Shohei Ohtani
Kyle Tucker
Charlie Blackmon
Max Kepler
Kole Calhoun
Daulton Varsho
George Springer
Jurickson Profar
Mitch Haniger
Dominic Smith
Tyrone Taylor
Kyle Schwarber
Carlos Santana
Anthony Rizzo
Jose Ramirez
Anthony Santander
Jeff McNeil
Max Muncy
David Peralta
Salvador Perez
Alex Bregman


LADRI DI BASI
Jon Berti
Jorge Mateo
Randy Arozarena
Ronald Acuna Jr
Marcus Semien
Adolis Garcia
Corbin Caroll
Byron Buxton
Jeremy Pena
Julio Rodriguez
Bobby Witt Jr
Trea Turner
Oscar Gonzalez
Cedric Mullins
Tommy Edman
Starling Marte
Bo Bichette
Dansby Swanson
Dylan Moore


PITCHERS VELOCI
Aaron Ashby
German Marquez
Jacob Junis
Brady Singer
David Peterson
Miles Mikolas
Taijuan Walker
Marco Gonzales
Alex Wood
Rich Hill
Jose Berrios


PITCHERS LENTI (DEVONO VELOCIZZARSI CON LE NUOVE REGOLE)
Shohei Ohtani
Jose Suarez
Luiz Garcia
Paul Blackburn
Jordan Montgomery
Aaron Nola
Kyle Gibson
Josiah Gray
Jeffrey Spring
Devin Williams
Kenley Jansen
Giovanny Gallegos
Jonathan Loaisiga


GROUND BALL PITCHERS (SVANTAGGIATI)
Framber Valdez
Alex Cobb
Logan Webb
Kyle Wright
Ranger Suarez
Shane McClanahan
Dakota Hudson


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sabato 4 marzo 2023

La Storia Di Jim Baxter: Alcol, Gioco D'Azzardo e Donne

"La moderazione l’ho sempre lasciata ai moderati. Senza pentirmene nemmeno una volta"

Jim Baxter, nato il 29 Settembre del 1939 a Hill O’Beath, un villaggio situato sulla ventosa costa orientale della Scozia fu uno dei giocatori scozzesi (e non solo) più forti di tutti i tempi. Anche se fu frenato da alcuni eccessi quali alcol, scommesse, gioco d'azzardo e donne.
Basti dire che già la prima volta che gli fu concessa la possibilità di firmare un contratto da calciatore, nel giorno del suo provino con la squadra giovanile dell’Halbeath, rimase inchiodato al tavolo da gioco della sala scommesse di Hill O’Beath non presentandosi all'appuntamento.
Una partita a poker e una fumata di sigaro circondato da manovali avevano la priorità sul contratto. Finiti i soldi da sperperare, a Baxter non restò altro che sfogare la propria delusione incantando con prodezze mirabolanti i manager a cui inizialmente aveva dato buca. Nel 1957 fu il Raith Rovers ad assicurarsi i suoi colpi di genio e la sua arroganza (si ricorda, la grande vittoria contro i Rangers nel 1958 di cui fu indiscusso protagonista).
Baxter nel 1960 approdò, per la cifra record del tempo di 17.500 sterline, proprio nei Rangers di Scot Symo. A Novembre mise a segno le sue prime reti in campionato e nei quarti di finale della Coppa delle Coppe contro il Borussia Mönchengladbach. Finì 8-0 quel match: uno dei più grandi massacri europei di sempre a tinte blu. L’eleganza di Baxter fece immediatamente breccia nei cuori del popolo di Ibrox.

"Un giorno ero un giocatore del Raith Rovers che cercava di rimorchiare al Cowdenbeath Palais, ed il giorno dopo ero a Glasgow circondato da ragazze che si gettavano impazzite su di me. Si era verificato un grande cambiamento nella mia vita e di certo non me lo sono lasciato sfuggire"

Tuttavia, nel 1965 sposò Jean Ferguson, una parrucchiere, e la coppia ebbe due figli Alan e Steven. Il suo matrimonio con Jean fallì nel 1981 e i due divorziarono. Nel 1983 Baxter strinse una relazione con Norma Morton.
Scommesse, gioco d’azzardo, alcol (3 bottiglie di Bacardi al giorno), donne, abiti firmati e la vita notturna spericolata nei locali di Glasgow alimentarono come benzina sul fuoco la sua leggenda. Allenarsi con regolarità ovviamente era una parola sconosciuta e questo lo portò a scontrarsi più volte con i senatori della squadra e con lo stesso Scot Symon che a malincuore era continuamente costretto a chiudere un occhio sulla sua condotta indisciplinata. Baxter se ne infischiava di qualsiasi codice comportamentale presentandosi ubriaco ai raduni prima delle gare ufficiali o addirittura concludendo in commissariato le notti brave della vigilia. Fu tra i pochissimi in quegli anni a fare amicizia con i nemici cattolici dell’altra sponda del fiume Clyde, ovvero con il capitano Billy McNeill, Pat Crerand e Mike Jackson del Celtic. Del settarismo religioso, politico e sociale che divideva le due fazioni non se ne curava. I derby però li vinceva tutti lui: solo 2 sconfitte in 18 partite contro il Celtic. 
Con i Rangers vincerà 3 campionati, 3 Coppe di Scozia e 4 Coppe di Lega. Anche la Tartan Army stravedeva per lui, infatti si ricorda il 6 Aprile 1963 davanti ad una platea di quasi 100,000 spettatori, uno spettacolare 1-2 a Wembley contro i maestri del calcio inglesi.
Tuttavia le voci sulla sua profonda mancanza di professionalità avevano fatto il giro dell’isola e per molti club Jim era considerato uno squilibrato da tenere alla larga (pare si ubriacasse sempre la notte prima delle partite). L'altra sua grande dipendenza permanente fu il gioco d'azzardo, in cui perse £ 500.000. Più tardi nella sua vita, quando gli venne chiesto se guadagnare gli enormi stipendi dei calciatori nei decenni successivi avrebbe fatto la differenza, rispose: "Sì, avrei giocato £ 50.000 a settimana sui cavalli invece di £ 100".
Qualche anno più tardi, dopo l‘amichevole tra Scozia e Brasile, Pelé disse ai cronisti che lo tempestavano di domande fuori da Hampden Park che Baxter sarebbe dovuto nascere brasiliano viste le qualità tecniche di cui era padrone. George Best poco prima di morire, in un’intervista rilasciata al magazine FourFourTwo, lo inserì nel suo undici ideale. Fu in grave infortunio nei quarti di coppa campioni contro il Rapid Vienna ad arrestargli la carriera (fu probabilmente un fallo di frustrazione a causa dell'umiliazione che Baxter stava riservando agli austriaci sotto 0-2, dopo la sconfitta anche in Scozia). I Rangers senza di lui si arresero nelle semifinali di fronte all’Inter di Helenio Herrera. Baxter non fu più lo stesso dopo l’infortunio. Nel 1965 venne ceduto al Sunderland (si ricorda una partita contro il Newcastle, dove super ubriaco dopo la partita, venne portato a casa in braccio dai tifosi) e poi al Nottingham Forest di Brian Clough, senza fortuna (il primo giorno a Nottingham, per festeggiare, si chiuse in un pub e rimase sino a notte fonda).
L’ultima grande prestazione avvenne ancora a Wembley, il 15 Aprile 1967 dove la Scozia battè i campioni del mondo (l'Inghilterra aveva vinto il mondiale nel 1966) per 2-3.

"Per festeggiare il trionfo andai al pub. 14 anni di fila"
A seguito del suo ritiro, aprì un suo pub ma questo non fece altro che accentuare i suoi vizi di alcol e gioco d'azzardo. Divorziò dalla moglie e poi la vita gli presentò il conto, come spesso accade.
Il 14 Aprile 2001 morì a soli 60 anni per cancro al pancreas, dopo aver vanamente tentato due trapianti al fegato (ormai andato per i problemi cronici di alcol). Le sue ceneri vennero sparse sul manto erboso di Ibrox Park. Al suo funerale Sir Alex Ferguson lo definì il miglior giocatore della storia del calcio scozzese. I Rangers esposero lo striscione "Slim Jim. Semplicemente il migliore".


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martedì 7 febbraio 2023

Tutte Le Follie Del Portiere Leigh Richmond Roose

Roose: "Prima di andare in guerra recita una preghiera, prima di andare in mare recitane due, prima di sposarti recitane tre. Prima di decidere di diventare un portiere recitane quattro"

Il portiere gallese Leigh Richmond Roose (nato nel 1877) fu molto importante a livello regolamentare perchè fece cambiare alcune regole del gioco del calcio. Gioca per Stoke City, Everton, Sunderland, Aston Villa, Arsenal e Celtic. Titolare anche nella nazionale gallese. Lui è un portiere abbastanza diverso rispetto a quelli dell'epoca, cioè è molto grosso fisicamente e di grande personalità (ama il suo ruolo). 


ARRIVARE A META-CAMPO, PALLEGGIANDO
Tra fine 800 ed inizio 900 non ci sono regole precise sulla carica al portiere. Pertanto, qualsiasi calciatore di movimento poteva colpire il portiere avversario con spinte o spallate, cercando di rubargli palla o spingendolo direttamente in porta. Ciò portava a vere e proprie mischie furibonde. In realtà con Rose è piuttosto difficile farlo perché non ha paura di nessuno, e poi perché è spesso lui stesso a fare prima il fallo tra aggressioni fisiche e spallate (si ricorda un avversario scaraventato fuori dal campo, incosciente diversi minuti, a ridosso dei tifosi). Insomma, è un vero e proprio duro che inizia a farsi un nome nel mondo del calcio dell'epoca. Ai tempi i portieri potevano anche arrivare, palleggiando, fino al centrocampo. E' uno dei pochi portieri che aveva il coraggio di fare ciò (perchè ovviamente gli avversari potevano comunque caricarlo e rubargli la palla!) quindi si lanciava in lunghe fughe solitarie e, giunto a metà campo, calciava la palla in avanti verso gli attaccanti diventando un valore aggiunto anche per la manovra offensiva dei suoi. Sarà probabilmente a causa sua che la FA cambierà la regola nel 1912, impedendo al portiere di toccare il pallone fuori dall’area di rigore con le mani. Acquisisce fama, anche per i suoi eccessi, rinunciando allo status di professionista. Molti dei suoi colleghi, in quegli anni, tendono a scendere in campo a testa bassa, quasi intimoriti dal trovarsi di fronte a migliaia e migliaia di persone. Lui, invece, osserva la folla, la saluta, insomma si sente una star. 


ALTRE STRANEZZE IN CAMPO, ALCOL E PLAYBOY
I suoi modi, lo rendono anche particolarmente popolare tra le ragazze e lui non si tira mai indietro. Diventano frequenti le sue uscite con le studentesse delle città in cui milita ed una relazione con la star della musica, Marie Lloyd. Oltre che un noto playboy, Leigh scopre presto anche i piaceri dell’alcool (vino soprattutto). Si veste in modo elegante, ama girare in taxi e partecipare a serate con celebrità (i rimborsi li chiede alle società in cui gioca, rimborso spese anche della vaccinazione di un suo cane mai posseduto e per il noleggio misterioso di una locomotiva per andare alla partita). A Sunderland si ricorda una sospensione di 2 settimane per aver preso a pugni un tifoso violento. Altri episodi curiosi raccontano di lui aggrappato sulla traversa e di un gol subito, dopo che aveva abbandonato la porta per parlare con un tifoso. A 26 anni torna per la seconda volta a difendere i pali dello Stoke. Grazie a lui, i Potters scalano la classifica, risanando un ambiente depresso e i tifosi tornano a popolare lo stadio (si ricorda anche una roboante vittoria per 1-9 a Newcastle). Lui non li delude: fa balletti sui calci di rigore, parla con loro avvicinandosi a bordo campo e, per superstizione, indossa un completo sempre lercio che non lava da anni (da quando nelle giovanili aveva vinto la Coppa del Galles con l'Aberystwyth). L'avventura con lo Stoke però finisce male perchè il club, a causa di difficoltà economiche, taglia gli stipendi e a lui ciò non va bene. Va a giocare anche con i rivali dello Stoke, ovvero il Port Vale e in un 2-0, viene inseguito dai tifosi ospiti costretto a fuggire tra le acque fredde del fiume Trent. Intanto, però, scoppia la Prima Guerra Mondiale e la Gran Bretagna è in prima linea nel conflitto. Muore probabilmente nel 1916 ma il suo corpo non verrà più ritrovato.


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lunedì 2 gennaio 2023

Il Primo Caso Di Prova TV: Bolton v Manchester Utd (1997)

Poco più di 25 anni, ovvero il 20 settembre 1997, a livello calcistico, è ricordato perchè per la prima volta venne utilizzata la prova TV che corresse una decisione arbitrale. Dove poteva succedere se non nella patria del calcio? Ovviamente in Inghilterra. Nella partita di Premier League al Reebok Stadium tra Bolton Wanderers e Manchester United, attorno alla mezz'ora, l'arbitro Paul Darkin sventolò il cartellino rosso in faccia a Gary Pallister, difensore centrale dei Red Devils. Venne espulso lui ed anche l’attaccante del Bolton Nathan Blake. Furono le immagini TV a fare chiarezza e l’arbitro Darkin ammise l’errore: Pallister non aveva commesso alcun fallo. Tra l’imbarazzo generale, gli venne tolta la squalifica. Era successo un evento epocale: in quanto per la prima volta era stata modificata la decisione presa sul campo da un arbitro.


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martedì 6 dicembre 2022

Southgate è Un Allenatore Troppo Difensivo? Modulo e Tattica

Gareth Southgate con 49W, 18D e 13L in 80 gare ha gestito un'era di successi per l'Inghilterra, senza precedenti dal 1966. Malgrado questo viene (a ragione) etichettato come un CT "troppo difensivo", un allenatore "troppo cauto" e non in grado di gestire un'enorme talento offensivo. Del resto parliamo di un giocatori offensivi del calibro di Kane, Foden, Mount, Sterling, Saka, Rashford, Grealish, Maddison, etc Va ricordato che prima della sua nomina a CT della nazionale, Southgate aveva allenato (con scarsi risultati) il Middlesbrough dal 2006 al 2009. Al Middlesbrough aveva rilevato Steve McClaren (eletto CT inglese), ottenendo un sacco di critiche (perchè non aveva il patentino UEFA per allenare) e poi una media bassa classifica (di cui si ricorda un 8-1 inflitto al Manchester City), sino alla retrocessione nel 2008/09 (ed esonero ad inizio 2009 per cattivi risultati in Championship).
Le cose cambiano tuttavia con la nazionale inglese, visto che la % di W è di circa il 61% e da quando è in carica la sua squadra ha segnato 173 reti, subendone 55. Anche con l'U21 inglese parliamo di statistiche oltre la media con 73% di W (27W, 5D, 5 L). Per cominciare, dando un'occhiata alla squadra che Southgate ha scelto per la Coppa del Mondo in Qatar, l'Inghilterra ha incluso 9 difensori nei suoi 26. La maggior parte delle altre nazionali in Qatar ha convocato 10 difensori, come ha fatto Southgate nei precedenti tornei. Southgate ha spesso affermato che essere il CT dell'Inghilterra non è "fantacalcio" e che sebbene sia innegabile che abbia una vasta gamma di talenti offensivi tra cui scegliere, non possono essere tutti nell'XI titolare e questo è giustissimo e palese.
Gente come Rashford, Foden, Mount, Saka, Sterling sono tra i migliori attaccanti della Premier League. Senza scordarci di Kane, capocannoniere dell'ultimo mondiale.
Ma al di là dei numeri, che dire della filosofia di Southgate? Sicuramente è difensivo ma non pratica un gioco negativo, anche perchè con tanto talento offensivo sarebbe impossibile. 
Quando Southgate ha assunto la carica di allenatore dell'Inghilterra, lui e il suo assistente Steve Holland hanno iniziato ad analizzare esattamente il motivo per cui le vecchie generazioni di squadre inglesi avevano sottoperformato nei principali tornei. Non riuscivano a capire perché la squadra sembrava sempre dominare le qualificazione, per inciampare nelle fasi finali. Del resto negli ultimi 20 anni, l'Inghilterra con Lampard, Scholes, Gerrard, Beckham ha avuto sicuramente uno dei centrocampi offensivi più forti.
Quando era allenatore dell'Under 21 nel 2014, Southgate è stato un architetto chiave del programma "England DNA", insieme a Dan Ashworth, allora direttore dello sviluppo della FA.
Il fulcro di quel piano era creare un percorso per i giovani talenti per passare alla squadra senior ed essere pronti a vincere. Southgate ha studiato ciò che aveva reso l'Italia e la Germania, ad esempio, gli opposti polari dell'Inghilterra, essendo apparentemente storie di successo perenni nelle fasi finali, indipendentemente dalla forma e dai giocatori in cui si presentavano al torneo.
Parte della conclusione è stata che le squadre di maggior successo nei tornei erano anche le più avari a concedere reti agli avversari. In parole povere, nelle partite a eliminazione diretta, se non subisci gol, non puoi perdere. E così Southgate decise che le sue squadre sarebbero state basate su una solida base difensiva. Del resto Gareth era un difensore/centrocampista difensivo. Nell'ultima Coppa del Mondo in Russia, l'Inghilterra aveva subito 4 gol nelle prime 5 partite, prima della sconfitta in semifinale contro la Croazia, ottenendo un solo clean sheet. Nell'analisi post-torneo, Southgate e Holland hanno deciso che l'Inghilterra doveva essere più "tosta".
Agli Europei 2021, l'Inghilterra non ha subito gol fino alla semifinale contro la Danimarca. Sono 5 partite e 5 volte la rete inviolata. E l'Inghilterra alla fine è arrivata ad un paio di calci di rigore dal vincere il suo primo grande trofeo in 55 anni.
Visto che questo modello ha portato una semifinale ai mondiali nel 2018 (che mancava dal 1996, sconfitta ai rigori contro la Germania, dove fu proprio Southgate a sbagliare il rigore decisivo) e una finale agli europei, è ingenuo pensare che cambierà improvvisamente la sua filosofia essendo convinto che la sua ricerca e le sue tattiche siano state completamente confermate anche dai risultati sul campo.


CRITICHE A SOUTHGATE: I CENTRACAMPISTI DIFENSIVI
Southgate è stato spesso criticato per aver incluso regolarmente due centrocampisti difensivi nel suo 11 titolare, anche contro nazionali "non elite" del calcio mondiale. Ad esempio Declan Rice e Kalvin Phillips. Nel mondiale in Qatar, invece il più offensivo e di qualità Bellingham è stato (giustamente) preferito a Phillips. Southgate sa che la difesa dell'Inghilterra è il tallone d'Achille della squadra e cerca di proteggerla a tutti i costi. L'Inghilterra senza Reece James e Ben Chilwell assenti per infortunio, Kyle Walker che si sta riprendendo da un intervento chirurgico all'inguine, Harry Maguire che non è più il buon giocatore che era all'Hull e Leicester ed Alexander Arnold che è tutto fuorchè un difensore lasciano molti dubbi dietro. Ci sono stati poi giocatori che sono tornati in nazionale dopo diversi anni: Dier e Trippier (a causa delle grandi stagioni rispettivamente con Tottenham e Newcastle). E quindi è inevitabile che Southgate cerchi di difendere, spesso e volentieri, molto basso.


MODULO
Allo stesso modo, Southgate è criticato per aver spesso schierato tre difensori centrali in un 3-5-2. Secondo Southgate, questo modulo, libera i terzini dell'Inghilterra per spingere in avanti offrendo opzioni di attacco più ampie con i vari Walker/Trippier/Arnold e Shaw a sinistra.
Qualunque formazione scelga questa squadra inglese, attaccano con 5 giocatori e difendono con 5 giocatori. Non è diverso se si tratta di un difesa a 4 o 3.
Con una difesa a 4, l'Inghilterra è come la maggior parte delle squadre di club: i terzini sono istruiti a mantenere contatti tra loro e se uno si spinge in avanti per sostenere l'attacco, l'altro dovrebbe stare basso e coprire eventuali contropiedi dell'avversario.
Con 3 difensori centrali, entrambi i terzini dell'Inghilterra hanno la licenza di avanzare contemporaneamente perché hanno una copertura difensiva sufficiente per loro in caso di fallimento di un attacco. Quindi con entrambe le formazioni ci dovrebbero essere 3 difensori e 2 centrocampisti dalla mentalità difensiva per spezzare gli attacchi avversari. E, di conseguenza, ci sono 5 giocatori dalla mentalità offensiva che dovrebbero andare a segnare.
Se gli analisti di Southgate ritengono che un avversario sia vulnerabile all'esterno, potrebbe optare per 3 difensori centrali. Avere 2 terzini che attaccano liberamente nella formazione inglese, oltre a 2 ali, ha senso, per cercare di sfruttare quella debolezza.
Se gli analisti dell'Inghilterra ritengono che i terzini avversari siano forti e un attacco ristretto creerebbe più opportunità, allora una difesa a 4 potrebbe funzionare meglio, con un attaccante dell'Inghilterra in più in posizione centrale. Allo stesso modo, se l'analisi mostra che un avversario ha forti opzioni di attacco largo, avere due terzini inglesi che spingono e lasciano molto spazio dietro, non ha senso. Per riassumere, è troppo semplicistico dire che Southgate è eccessivamente cauto, anche se è assolutamente giusto dire che Southgate ha una mentalità difensiva.


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sabato 19 novembre 2022

Da Pilic a Russi e Bielorussi: Wimbledon si Distingue Sempre!

Come si sa, Wimbledon fa un po' storia a sè. Il grande torneo inglese, storicamente, ha visto sempre qualche episodio come dire controverso da parte degli organizzatori che fanno un po' quello che vogliono.
Anche se con tutta probabilità è il torneo più importante e prestigioso, in alcune annate ci sono state rinunce eccellenti, proteste o addirittura giocatori non accettati (un po' quello che è successo quest'anno con gli atleti russi, a causa della guerra in Ucraina). Una delle più grandi particolarità, oltre all'obbligo di vestirsi di bianco e a non giocare di domenica, è l'attribuzione delle teste di serie (che non seguono fedelmente la classifica ATP come avviene negli altri tornei).
Inoltre soprattutto in passato poteva capitare che per la scarsissima propensione alla superficie (quando l'erba era davvero erba) palleggiatori da fondocampo (soprattutto spagnoli) disertavano il trofeo.


IL BOICOTAGGIO DEL 1973
Una delle edizioni più incredibili fu quella del 1973, vinto dal cecoslovacco Jan Kodes sul sovietico Alex Metreveli. L’edizione di Wimbledon del 1973 fu infatti quella del boicottaggio: 81 giocatori tra coloro che sarebbero stati ammessi direttamente in tabellone decisero di non giocare, rinunciando a soldi in nome di un singolo collega; Nikola Pilic. Tra gli assenti c’erano leggende quali gli australiani Laver e Rosewall o come gli americani Ashe e Smith. A quel tempo la Coppa Davis era ancora una faccenda molto seria, talmente seria che la rinuncia di un giocatore a disputare un match della sua Nazionale poteva portare all’esclusione dello stesso non solo dal team, ma dall’intero circuito mondiale. A deciderlo fu la Federazione di un Paese che oggi non esiste più, la Yugoslavia: Nikola Pilic preferì giocare in Canada piuttosto che rappresentare la propria bandiera, e questo atteggiamento fu visto come un atto di sfida, un affronto alla storia che persino Wimbledon decise di non tollerare. 
Al torneo parteciparono comunque alcuni campioni: da Ilie Nastase a un giovane Borg passando per Jimmy Connors. Il primo ranking ufficiale sarebbe arrivato alcune settimane dopo quell’evento, il 23 agosto. Con Nastase numero 1. Il 1973 fu comunque l’anno del boicottaggio di Wimbledon.


RUSSI E BIELORUSSI ESCLUSI DA WIMBLEDON 2022
A causa della guerra, atleti russi e bielorussi non sono stati ammessi al torneo. Una bella botta per Daniil Medvedev, che perderà già la stagione sul rosso per via dell'operazione alla schiena. L'ATP si è dissociata dalla decisione: "È ingiusto escludere i tennisti russi e bielorussi. Può rappresentare un pericoloso precedente"
Dallo scoppio della guerra, gli organizzatori avevano chiesto una presa di posizione precisa contro Putin, che non è arrivata. Il N.2 al mondo aveva detto di "essere per la pace in tutto il mondo" mentre Andrey Rublev, che ha vinto il doppio a Marsiglia con l'ucraino Denys Molchanov, era stato subito molto duro con il governo del suo Paese: "Quello che sta succedendo è terribile. Capisci quanto sia importante la pace nel mondo, e rispettarsi gli uni con gli altri, non importa chi siamo, ed essere uniti. In queste ore molti mi hanno attaccato su internet solo perché sono russo, ma anche se mi tirano pietre io voglio mostrare che sono per la pace. Lo sport unisce".
Oltre a Medvedev ed Andrey Rublev sono stati ovviamente esclusi anche Karen Khachanov, Aslan Karatsev nel maschile ed Aryna Sabalenka, Victoria Azarenka, Anastasia Pavlyuchenkova e Daria Kasatkina.

La risposta dell'ATP non si è fatta attendere: "La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza discriminazioni è fondamentale per il nostro Tour. La decisione di Wimbledon di vietare ai giocatori russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito quest'estate mina questo principio e l'integrità del sistema di ranking ATP. Non è inoltre coerente con il nostro accordo sulle classifiche. In assenza di un cambiamento nelle circostanze, è con grande rammarico e riluttanza che non vediamo altra opzione che rimuovere i punti ATP Ranking da Wimbledon per il 2022. La discriminazione da parte dei singoli tornei semplicemente non è praticabile in un Tour che opera in più di 30 paesi. Apprezziamo molto le nostre relazioni di lunga data con Wimbledon e LTA e non sottovalutiamo le difficili decisioni affrontate nel rispondere alle recenti indicazioni del governo del Regno Unito. Tuttavia, notiamo che si trattava di una guida informale, non di un obbligo, che offriva un'opzione alternativa che avrebbe lasciato la decisione nelle mani dei singoli giocatori che gareggiavano come atleti neutrali attraverso una dichiarazione firmata. Le nostre discussioni interne con i giocatori interessati, infatti, ci hanno portato a concludere che questa sarebbe stata un'opzione più accettabile per il Tour. Separatamente, come annunciato in precedenza, confermiamo che i punti in classifica rimarranno agli eventi ATP Tour a Queen's (ATP 500), Eastbourne (ATP 250) e ATP Challenger nel Regno Unito. Abbiamo preso questa decisione sulla base del fatto che in quelle settimane sono aperte opportunità di gioco alternative ai giocatori russi e bielorussi, a differenza di Wimbledon, che riduce al minimo qualsiasi impatto sull'integrità della classifica. Le sanzioni relative alla violazione delle regole ATP da parte di LTA saranno valutate separatamente. La nostra condanna della devastante invasione russa dell'Ucraina rimane inequivocabile. È stata intrapresa un'azione immediata per sospendere l'evento ATP Tour a Mosca e far competere gli atleti russi e bielorussi sotto bandiere neutrali durante il Tour. Parallelamente, abbiamo continuato il nostro sostegno umanitario all'Ucraina, insieme agli altri organi di governo del tennis, oltre a fornire assistenza finanziaria diretta a molti giocatori colpiti"



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lunedì 24 ottobre 2022

Jamie Vardy, I Problemi Con La Giustizia e lo Shithousery

Gary Neville: "Quando è entrato in scena, era crudo e aggressivo. Giocava come un giocatore non di Premier League"

Jamie Vardy ha esordito in Premier League solo a 27 anni, nel 2014, con il Leicester. Dal Leicester era stato comprato nel 2012 (Championship), dopo una lunga carriera tra i dilettanti (Halifax Town e Fleetwood Town). Prima di diventare professionista, faceva il metalmeccanico a Sheffield. Conosciuto per la sua grinta, spirito di sacrifico e velocità è l'emblema del giocatore che non si arrende mai e che se vuole ottiene tutto quello che vuole.
Il primo gol in Premier League risale al 21 settembre 2014, dove le Foxes battono 5-3 il Manchester Utd. Nel 2015/16 tutti ricorderanno l'incredibile cavalcata del Leicester vittorioso in Premier League, dove Vardy riesce a segnare 24 ore. Al Leicester ad oggi ha già segnato più di 150 reti ed oltre al titolo vinto sotto Claudio Ranieri, vanno considerati anche la FA Cup e il Community Shield vinti nel 2021 allenati da Brendan Rodgers. Nel mentre ovviamente, Vardy ha giocato anche in Europa (sia Champions League che Europa League) ed anche per la nazionale inglese (esordio a 28 anni).

Sir Alex Ferguson: "Vardy è un ottimo esempio di non arrendersi mai e di mantenere una grande fiducia in se stesso. Ha delle risorse adatte al calcio moderno, in particolare ad un club come il Leicester City"


I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA E LO SHITHOUSERY
Vardy per un periodo ha dovuto utilizzare una cavigliera elettronica e doveva ritirarsi a casa prima delle 6:30 PM, a causa di un suo arresto per una rissa in un pub nel 2007. Ha avuto problemi anche in un Casinò (insulti razziali) e in una discoteca. Inoltre nei primi anni al Leicester ogni sera beveva e si presentava spesso ubriaco agli allenamento. 
Anche se negli anni di Premier League, Vardy ha messo da parte le sue esuberanze fuori dal campo (a parte le bevande energetiche e in particolare la Reb Bull), in Inghilterra è noto per le sue "shithousery" ("sfottò" nei confronti di avversari e tifosi). Ad esempio contro i tifosi del Wolverhampton dopo un suo gol si è portato le mani alla bocca imitando un ululato, per imitare il lupo (simbolo dei Wolves) e poi ha agitato la mano sotto il naso per dire ai tifosi avversari che puzzano. 
In realtà sono tante le provocazioni, qualcuna anche ai tifosi del Leicester stesso che non lo reputavano abbastanza forte. Ai tifosi del Tottenham, mimò il simbolo della Premier League nel 2016/17 (arrivarono poi terzi a fine anno), invece ai tifosi del West Ham un inchino provocatorio. I tifosi del West Bromwich sono stati spesso sbeffeggiati da lui, si ricorda anche l'esultanza rabbiosa in faccia al portiere dell'Huddersfield a seguito di un rigore realizzato. Una delle più celebri è stata l'imitazione dell'aquila per sbeffeggiare i tifosi del Crystal Palace (il cui simbolo è proprio un'aquila).



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