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martedì 6 dicembre 2022

Southgate è Un Allenatore Troppo Difensivo? Modulo e Tattica

Gareth Southgate con 49W, 18D e 13L in 80 gare ha gestito un'era di successi per l'Inghilterra, senza precedenti dal 1966. Malgrado questo viene (a ragione) etichettato come un CT "troppo difensivo", un allenatore "troppo cauto" e non in grado di gestire un'enorme talento offensivo. Del resto parliamo di un giocatori offensivi del calibro di Kane, Foden, Mount, Sterling, Saka, Rashford, Grealish, Maddison, etc Va ricordato che prima della sua nomina a CT della nazionale, Southgate aveva allenato (con scarsi risultati) il Middlesbrough dal 2006 al 2009. Al Middlesbrough aveva rilevato Steve McClaren (eletto CT inglese), ottenendo un sacco di critiche (perchè non aveva il patentino UEFA per allenare) e poi una media bassa classifica (di cui si ricorda un 8-1 inflitto al Manchester City), sino alla retrocessione nel 2008/09 (ed esonero ad inizio 2009 per cattivi risultati in Championship).
Le cose cambiano tuttavia con la nazionale inglese, visto che la % di W è di circa il 61% e da quando è in carica la sua squadra ha segnato 173 reti, subendone 55. Anche con l'U21 inglese parliamo di statistiche oltre la media con 73% di W (27W, 5D, 5 L). Per cominciare, dando un'occhiata alla squadra che Southgate ha scelto per la Coppa del Mondo in Qatar, l'Inghilterra ha incluso 9 difensori nei suoi 26. La maggior parte delle altre nazionali in Qatar ha convocato 10 difensori, come ha fatto Southgate nei precedenti tornei. Southgate ha spesso affermato che essere il CT dell'Inghilterra non è "fantacalcio" e che sebbene sia innegabile che abbia una vasta gamma di talenti offensivi tra cui scegliere, non possono essere tutti nell'XI titolare e questo è giustissimo e palese.
Gente come Rashford, Foden, Mount, Saka, Sterling sono tra i migliori attaccanti della Premier League. Senza scordarci di Kane, capocannoniere dell'ultimo mondiale.
Ma al di là dei numeri, che dire della filosofia di Southgate? Sicuramente è difensivo ma non pratica un gioco negativo, anche perchè con tanto talento offensivo sarebbe impossibile. 
Quando Southgate ha assunto la carica di allenatore dell'Inghilterra, lui e il suo assistente Steve Holland hanno iniziato ad analizzare esattamente il motivo per cui le vecchie generazioni di squadre inglesi avevano sottoperformato nei principali tornei. Non riuscivano a capire perché la squadra sembrava sempre dominare le qualificazione, per inciampare nelle fasi finali. Del resto negli ultimi 20 anni, l'Inghilterra con Lampard, Scholes, Gerrard, Beckham ha avuto sicuramente uno dei centrocampi offensivi più forti.
Quando era allenatore dell'Under 21 nel 2014, Southgate è stato un architetto chiave del programma "England DNA", insieme a Dan Ashworth, allora direttore dello sviluppo della FA.
Il fulcro di quel piano era creare un percorso per i giovani talenti per passare alla squadra senior ed essere pronti a vincere. Southgate ha studiato ciò che aveva reso l'Italia e la Germania, ad esempio, gli opposti polari dell'Inghilterra, essendo apparentemente storie di successo perenni nelle fasi finali, indipendentemente dalla forma e dai giocatori in cui si presentavano al torneo.
Parte della conclusione è stata che le squadre di maggior successo nei tornei erano anche le più avari a concedere reti agli avversari. In parole povere, nelle partite a eliminazione diretta, se non subisci gol, non puoi perdere. E così Southgate decise che le sue squadre sarebbero state basate su una solida base difensiva. Del resto Gareth era un difensore/centrocampista difensivo. Nell'ultima Coppa del Mondo in Russia, l'Inghilterra aveva subito 4 gol nelle prime 5 partite, prima della sconfitta in semifinale contro la Croazia, ottenendo un solo clean sheet. Nell'analisi post-torneo, Southgate e Holland hanno deciso che l'Inghilterra doveva essere più "tosta".
Agli Europei 2021, l'Inghilterra non ha subito gol fino alla semifinale contro la Danimarca. Sono 5 partite e 5 volte la rete inviolata. E l'Inghilterra alla fine è arrivata ad un paio di calci di rigore dal vincere il suo primo grande trofeo in 55 anni.
Visto che questo modello ha portato una semifinale ai mondiali nel 2018 (che mancava dal 1996, sconfitta ai rigori contro la Germania, dove fu proprio Southgate a sbagliare il rigore decisivo) e una finale agli europei, è ingenuo pensare che cambierà improvvisamente la sua filosofia essendo convinto che la sua ricerca e le sue tattiche siano state completamente confermate anche dai risultati sul campo.


CRITICHE A SOUTHGATE: I CENTRACAMPISTI DIFENSIVI
Southgate è stato spesso criticato per aver incluso regolarmente due centrocampisti difensivi nel suo 11 titolare, anche contro nazionali "non elite" del calcio mondiale. Ad esempio Declan Rice e Kalvin Phillips. Nel mondiale in Qatar, invece il più offensivo e di qualità Bellingham è stato (giustamente) preferito a Phillips. Southgate sa che la difesa dell'Inghilterra è il tallone d'Achille della squadra e cerca di proteggerla a tutti i costi. L'Inghilterra senza Reece James e Ben Chilwell assenti per infortunio, Kyle Walker che si sta riprendendo da un intervento chirurgico all'inguine, Harry Maguire che non è più il buon giocatore che era all'Hull e Leicester ed Alexander Arnold che è tutto fuorchè un difensore lasciano molti dubbi dietro. Ci sono stati poi giocatori che sono tornati in nazionale dopo diversi anni: Dier e Trippier (a causa delle grandi stagioni rispettivamente con Tottenham e Newcastle). E quindi è inevitabile che Southgate cerchi di difendere, spesso e volentieri, molto basso.


MODULO
Allo stesso modo, Southgate è criticato per aver spesso schierato tre difensori centrali in un 3-5-2. Secondo Southgate, questo modulo, libera i terzini dell'Inghilterra per spingere in avanti offrendo opzioni di attacco più ampie con i vari Walker/Trippier/Arnold e Shaw a sinistra.
Qualunque formazione scelga questa squadra inglese, attaccano con 5 giocatori e difendono con 5 giocatori. Non è diverso se si tratta di un difesa a 4 o 3.
Con una difesa a 4, l'Inghilterra è come la maggior parte delle squadre di club: i terzini sono istruiti a mantenere contatti tra loro e se uno si spinge in avanti per sostenere l'attacco, l'altro dovrebbe stare basso e coprire eventuali contropiedi dell'avversario.
Con 3 difensori centrali, entrambi i terzini dell'Inghilterra hanno la licenza di avanzare contemporaneamente perché hanno una copertura difensiva sufficiente per loro in caso di fallimento di un attacco. Quindi con entrambe le formazioni ci dovrebbero essere 3 difensori e 2 centrocampisti dalla mentalità difensiva per spezzare gli attacchi avversari. E, di conseguenza, ci sono 5 giocatori dalla mentalità offensiva che dovrebbero andare a segnare.
Se gli analisti di Southgate ritengono che un avversario sia vulnerabile all'esterno, potrebbe optare per 3 difensori centrali. Avere 2 terzini che attaccano liberamente nella formazione inglese, oltre a 2 ali, ha senso, per cercare di sfruttare quella debolezza.
Se gli analisti dell'Inghilterra ritengono che i terzini avversari siano forti e un attacco ristretto creerebbe più opportunità, allora una difesa a 4 potrebbe funzionare meglio, con un attaccante dell'Inghilterra in più in posizione centrale. Allo stesso modo, se l'analisi mostra che un avversario ha forti opzioni di attacco largo, avere due terzini inglesi che spingono e lasciano molto spazio dietro, non ha senso. Per riassumere, è troppo semplicistico dire che Southgate è eccessivamente cauto, anche se è assolutamente giusto dire che Southgate ha una mentalità difensiva.


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sabato 19 novembre 2022

Da Pilic a Russi e Bielorussi: Wimbledon si Distingue Sempre!

Come si sa, Wimbledon fa un po' storia a sè. Il grande torneo inglese, storicamente, ha visto sempre qualche episodio come dire controverso da parte degli organizzatori che fanno un po' quello che vogliono.
Anche se con tutta probabilità è il torneo più importante e prestigioso, in alcune annate ci sono state rinunce eccellenti, proteste o addirittura giocatori non accettati (un po' quello che è successo quest'anno con gli atleti russi, a causa della guerra in Ucraina). Una delle più grandi particolarità, oltre all'obbligo di vestirsi di bianco e a non giocare di domenica, è l'attribuzione delle teste di serie (che non seguono fedelmente la classifica ATP come avviene negli altri tornei).
Inoltre soprattutto in passato poteva capitare che per la scarsissima propensione alla superficie (quando l'erba era davvero erba) palleggiatori da fondocampo (soprattutto spagnoli) disertavano il trofeo.


IL BOICOTAGGIO DEL 1973
Una delle edizioni più incredibili fu quella del 1973, vinto dal cecoslovacco Jan Kodes sul sovietico Alex Metreveli. L’edizione di Wimbledon del 1973 fu infatti quella del boicottaggio: 81 giocatori tra coloro che sarebbero stati ammessi direttamente in tabellone decisero di non giocare, rinunciando a soldi in nome di un singolo collega; Nikola Pilic. Tra gli assenti c’erano leggende quali gli australiani Laver e Rosewall o come gli americani Ashe e Smith. A quel tempo la Coppa Davis era ancora una faccenda molto seria, talmente seria che la rinuncia di un giocatore a disputare un match della sua Nazionale poteva portare all’esclusione dello stesso non solo dal team, ma dall’intero circuito mondiale. A deciderlo fu la Federazione di un Paese che oggi non esiste più, la Yugoslavia: Nikola Pilic preferì giocare in Canada piuttosto che rappresentare la propria bandiera, e questo atteggiamento fu visto come un atto di sfida, un affronto alla storia che persino Wimbledon decise di non tollerare. 
Al torneo parteciparono comunque alcuni campioni: da Ilie Nastase a un giovane Borg passando per Jimmy Connors. Il primo ranking ufficiale sarebbe arrivato alcune settimane dopo quell’evento, il 23 agosto. Con Nastase numero 1. Il 1973 fu comunque l’anno del boicottaggio di Wimbledon.


RUSSI E BIELORUSSI ESCLUSI DA WIMBLEDON 2022
A causa della guerra, atleti russi e bielorussi non sono stati ammessi al torneo. Una bella botta per Daniil Medvedev, che perderà già la stagione sul rosso per via dell'operazione alla schiena. L'ATP si è dissociata dalla decisione: "È ingiusto escludere i tennisti russi e bielorussi. Può rappresentare un pericoloso precedente"
Dallo scoppio della guerra, gli organizzatori avevano chiesto una presa di posizione precisa contro Putin, che non è arrivata. Il N.2 al mondo aveva detto di "essere per la pace in tutto il mondo" mentre Andrey Rublev, che ha vinto il doppio a Marsiglia con l'ucraino Denys Molchanov, era stato subito molto duro con il governo del suo Paese: "Quello che sta succedendo è terribile. Capisci quanto sia importante la pace nel mondo, e rispettarsi gli uni con gli altri, non importa chi siamo, ed essere uniti. In queste ore molti mi hanno attaccato su internet solo perché sono russo, ma anche se mi tirano pietre io voglio mostrare che sono per la pace. Lo sport unisce".
Oltre a Medvedev ed Andrey Rublev sono stati ovviamente esclusi anche Karen Khachanov, Aslan Karatsev nel maschile ed Aryna Sabalenka, Victoria Azarenka, Anastasia Pavlyuchenkova e Daria Kasatkina.

La risposta dell'ATP non si è fatta attendere: "La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza discriminazioni è fondamentale per il nostro Tour. La decisione di Wimbledon di vietare ai giocatori russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito quest'estate mina questo principio e l'integrità del sistema di ranking ATP. Non è inoltre coerente con il nostro accordo sulle classifiche. In assenza di un cambiamento nelle circostanze, è con grande rammarico e riluttanza che non vediamo altra opzione che rimuovere i punti ATP Ranking da Wimbledon per il 2022. La discriminazione da parte dei singoli tornei semplicemente non è praticabile in un Tour che opera in più di 30 paesi. Apprezziamo molto le nostre relazioni di lunga data con Wimbledon e LTA e non sottovalutiamo le difficili decisioni affrontate nel rispondere alle recenti indicazioni del governo del Regno Unito. Tuttavia, notiamo che si trattava di una guida informale, non di un obbligo, che offriva un'opzione alternativa che avrebbe lasciato la decisione nelle mani dei singoli giocatori che gareggiavano come atleti neutrali attraverso una dichiarazione firmata. Le nostre discussioni interne con i giocatori interessati, infatti, ci hanno portato a concludere che questa sarebbe stata un'opzione più accettabile per il Tour. Separatamente, come annunciato in precedenza, confermiamo che i punti in classifica rimarranno agli eventi ATP Tour a Queen's (ATP 500), Eastbourne (ATP 250) e ATP Challenger nel Regno Unito. Abbiamo preso questa decisione sulla base del fatto che in quelle settimane sono aperte opportunità di gioco alternative ai giocatori russi e bielorussi, a differenza di Wimbledon, che riduce al minimo qualsiasi impatto sull'integrità della classifica. Le sanzioni relative alla violazione delle regole ATP da parte di LTA saranno valutate separatamente. La nostra condanna della devastante invasione russa dell'Ucraina rimane inequivocabile. È stata intrapresa un'azione immediata per sospendere l'evento ATP Tour a Mosca e far competere gli atleti russi e bielorussi sotto bandiere neutrali durante il Tour. Parallelamente, abbiamo continuato il nostro sostegno umanitario all'Ucraina, insieme agli altri organi di governo del tennis, oltre a fornire assistenza finanziaria diretta a molti giocatori colpiti"



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lunedì 24 ottobre 2022

Jamie Vardy, I Problemi Con La Giustizia e lo Shithousery

Gary Neville: "Quando è entrato in scena, era crudo e aggressivo. Giocava come un giocatore non di Premier League"

Jamie Vardy ha esordito in Premier League solo a 27 anni, nel 2014, con il Leicester. Dal Leicester era stato comprato nel 2012 (Championship), dopo una lunga carriera tra i dilettanti (Halifax Town e Fleetwood Town). Prima di diventare professionista, faceva il metalmeccanico a Sheffield. Conosciuto per la sua grinta, spirito di sacrifico e velocità è l'emblema del giocatore che non si arrende mai e che se vuole ottiene tutto quello che vuole.
Il primo gol in Premier League risale al 21 settembre 2014, dove le Foxes battono 5-3 il Manchester Utd. Nel 2015/16 tutti ricorderanno l'incredibile cavalcata del Leicester vittorioso in Premier League, dove Vardy riesce a segnare 24 ore. Al Leicester ad oggi ha già segnato più di 150 reti ed oltre al titolo vinto sotto Claudio Ranieri, vanno considerati anche la FA Cup e il Community Shield vinti nel 2021 allenati da Brendan Rodgers. Nel mentre ovviamente, Vardy ha giocato anche in Europa (sia Champions League che Europa League) ed anche per la nazionale inglese (esordio a 28 anni).

Sir Alex Ferguson: "Vardy è un ottimo esempio di non arrendersi mai e di mantenere una grande fiducia in se stesso. Ha delle risorse adatte al calcio moderno, in particolare ad un club come il Leicester City"


I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA E LO SHITHOUSERY
Vardy per un periodo ha dovuto utilizzare una cavigliera elettronica e doveva ritirarsi a casa prima delle 6:30 PM, a causa di un suo arresto per una rissa in un pub nel 2007. Ha avuto problemi anche in un Casinò (insulti razziali) e in una discoteca. Inoltre nei primi anni al Leicester ogni sera beveva e si presentava spesso ubriaco agli allenamento. 
Anche se negli anni di Premier League, Vardy ha messo da parte le sue esuberanze fuori dal campo (a parte le bevande energetiche e in particolare la Reb Bull), in Inghilterra è noto per le sue "shithousery" ("sfottò" nei confronti di avversari e tifosi). Ad esempio contro i tifosi del Wolverhampton dopo un suo gol si è portato le mani alla bocca imitando un ululato, per imitare il lupo (simbolo dei Wolves) e poi ha agitato la mano sotto il naso per dire ai tifosi avversari che puzzano. 
In realtà sono tante le provocazioni, qualcuna anche ai tifosi del Leicester stesso che non lo reputavano abbastanza forte. Ai tifosi del Tottenham, mimò il simbolo della Premier League nel 2016/17 (arrivarono poi terzi a fine anno), invece ai tifosi del West Ham un inchino provocatorio. I tifosi del West Bromwich sono stati spesso sbeffeggiati da lui, si ricorda anche l'esultanza rabbiosa in faccia al portiere dell'Huddersfield a seguito di un rigore realizzato. Una delle più celebri è stata l'imitazione dell'aquila per sbeffeggiare i tifosi del Crystal Palace (il cui simbolo è proprio un'aquila).



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martedì 11 ottobre 2022

Città Americane Con Più Titoli: MLB, NBA, NFL, NHL

In questo articolo riporterò le città americane più vincenti nei principali quattro sport: baseball MLB, basket NBA, football americano NFL ed hockey su ghiaccio NHL. Sono state considerate anche le franchigie canadesi (vittoriose soprattutto in NHL). Sono state riportate tutte le città con almeno 3 titoli.


NEW YORK: 49
MLB: 34 (New York Yankees: 27, New York Giants: 5, New York Mets: 2)
NBA: 2 (New York Knicks: 2)
NFL: 5 (New York Giants: 4, New York Jets: 1)
NHL: 8 (New York Rangers: 4, New York Islanders: 4)


BOSTON: 38
MLB: 9 (Boston Red Sox: 9)
NBA: 17 (Boston Celtics: 17)
NFL: 6 (New England Patriots: 6)
NHL: 6 (Boston Bruins: 6)


LOS ANGELES: 28
MLB: 7 (Los Angeles Dodgers: 7)
NBA: 17 (Los Angeles Lakers: 17)
NFL: 2 (Los Angeles Rams: 2)
NHL: 2 ( Los Angeles Kings: 2)


MONTREAL: 24
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 0
NHL: 24 (Montreal Canadiens: 24)


CHICAGO: 19
MLB: 6 (Chicago White Sox: 3, Chicago Cubs: 3)
NBA: 6 (Chicago Bulls: 6)
NFL: 1 (Chicago Bears: 1)
NHL: 6 (Chicago Blackhawks: 6)


DETROIT: 18
MLB: 4 (Detroit Tigers: 4)
NBA: 3 (Detroit Pistons: 3)
NFL: 0 
NHL: 11 (Detroit Red Wings: 11)


PITTSBURGH: 16
MLB: 5 (Pittsburgh Pirates: 5)
NBA: 0
NFL: 6 (Pittsburgh Steelers: 6)
NHL: 5 (Pittsburgh Penguins: 5)


TORONTO: 16
MLB: 2 (Toronto Blue Jays: 2)
NBA: 1 (Toronto Raptors: 1)
NFL: 0
NHL: Toronto Maple Leafs: 13)


SAN FRANCISCO: 15
MLB: 3 (San Francisco Giants: 3)
NBA: 7 (Golden State Warriors: 5, San Francisco Warriors: 2)
NFL: 5 (San Francisco 49ers: 5)
NHL: 0


PHILADELPHIA: 13
MLB: 7 (Philadelphia Athletics: 5, Philadelphia Phillies: 2)
NBA: 3 (Philadelphia 76ers: 3)
NFL: 1 (Philadelphia Eagles: 1)
NHL: 2 (Philadelphia Flyers: 2)


ST.LOUIS: 13
MLB: 11 (St Louis Cardinals: 11)
NBA: 1 (St.Louis Hawks: 1)
NFL: 0 
NHL: 1 (St.Louis Blues: 1)


DALLAS: 7
MLB: 0
NBA: 1 (Dallas Mavericks: 1)
NFL: 5 (Dallas Cowboys: 5)
NHL: 1 (Dallas Stars: 1)


MIAMI: 7
MLB: 2 (Miami Marlins: 2)
NBA: 3 (Miami Heat: 3)
NFL: 2 (Miami Dolphins 2)
NHL: 0


WASHINGTON: 7
MLB: 2 (Washington Nationals: 1, Washington Senators: 1)
NBA: 1 (Washington Wizards: 1)
NFL: 3 (Washington Redskins: 3)
NHL: 1 (Washington Capitals: 1)


COLORADO: 6
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 3 (Denver Broncos: 3)
NHL: 3 (Colorado Avalanche: 3)


BALTIMORA: 6
MLB: 3 (Baltimore Orioles: 3)
NBA: 1 (Baltimore Bullets: 1)
NFL: 2 (Baltimore Ravens: 2)
NHL: 0


EDMONTON: 5
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 0
NHL: 5 (Edmonton Oilers: 5)


CINCINNATI: 5
MLB: 5 (Cincinnati Reds; 5)
NBA: 0
NFL: 0
NHL: 0


TAMPA BAY: 5
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 2 (Tampa Bay Buccaneers: 2)
NHL: 3 (Tampa Bay Lightning: 3)


SAN ANTONIO: 5
MLB: 0
NBA: 5 (San Antonio Spurs: 5)
NFL: 0
NHL: 0


OAKLAND 
MLB: 4 (Oakland Athletics: 4)
NBA: 0
NFL: 0
NHL: 0


GREEN BAY: 4
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 4 (Green Bay Packers: 4)
NHL: 0


KANSAS: 4
MLB: 2 (Kansas City Royals: 2)
NBA: 0
NFL: 2 (Kansas City Chiefs: 2)
NHL: 0


ATLANTA: 3
MLB: 2 (Atlanta Braves: 2)
NBA: 1 (Atlanta Hawks: 1)
NFL: 0
NHL: 0


LAS VEGAS: 3
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 3 (Las Vegas Raiders: 3)
NHL: 0


MILWAUKEE: 3
MLB: 1 (Milwaukee Braves: 1)
NBA: 2 (Milwaukee Bucks: 2)
NFL: 0
NHL: 0


HOUSTON: 3
MLB: 1 (Houston Astros: 1)
NBA: 2 (Houston Rockets: 2)
NFL: 0
NHL: 0


NEW JERSEY: 3
MLB: 0
NBA: 0
NFL: 0
NHL: 3 (New Jersey Devils: 3)


CLEVELAND: 3
MLB: 2 (Cleveland Indians: 2)
NBA: 1 (Cleveland Cavaliers: 1)
NFL: 0
NHL: 0


AGGIORNATO ALL' 1 AGOSTO 2022



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domenica 11 settembre 2022

La Regina Elisabetta e Il Suo Rapporto Con Lo Sport

La Regina Elisabetta nata nel 1926 a Londra ha regnato per 70 anni, lasciando un profondo segno nel suo tempo ma anche nello sport. Sua Maestà è morta l'8 settembre 2022, a 96 anni, nella residenza scozzese di Balmoral, a lei molto cara, perché lì viveva a contatto con la natura. A livello sportivo, per nessuna ragione al mondo perdeva un Grand National, corsa nella quale hanno spesso partecipato (e qualche volta vinto) i cavalli della sua scuderia. Si diceva che ogni mattina leggesse Racing Post.
Il resto dello sport lo viveva spinta dall’amore per la bandiera. I suoi settant’anni di regno ha attraversato, suo malgrado, anche la storia dello sport e non solo quello britannico. Nel 1966, a 40 anni (13 anni dopo la sua incoronazione), è stata lei a consegnare la Coppa del Mondo, a Bobby Moore, capitano inglese dell'epoca. Tuttavia è quasi simbolico che il suo ultimo messaggio ufficiale in ambito sportivo sia stato per le calciatrici inglesi, dopo il trionfo all’Europeo: "Il vostro successo va al di là del trofeo che avete conquistato con merito. Voi d’ora in poi sarete prese a modello, e un esempio per le donne di oggi e delle future generazioni" 
Dopo aver presenziato ad Euro 96 che si svolgeva in Inghilterra (con gli inglesi eliminati ai rigori dalla Germania in semifinale), nel 2021 la Regina non era presente a Wembley in occasione della finale degli europei Inghilterra-Italia ma alla vigilia dell'incontro inviò una lettera al CT dei bianchi Southgate: "55 anni fa sono stata abbastanza fortunata da consegnare la Coppa Rimet a Bobby Moore. Voglio inviare i miei complimenti, e quelli della mia famiglia, alla squadra per aver raggiunto la finale e rivolgere i miei sinceri auguri per domani, nella speranza che la storia ricordi non solo i successi, ma anche lo spirito, l'attaccamento e l'orgoglio che avete fin qui dimostrato".
Tra i reali, erano presenti il Principe William (primogenito di Carlo III e Diana Spencer), la compagna Kate Middleton e il primogenito George.
A livello di tifo calcistico, alla Regina è sempre stato assegnato un affetto per Millwall, West Ham ed Arsenal, che resta l’unica squadra a essere stata ricevuta per un the a Buckingham Palace (nell’occasione si narra di un dialogo fra Sua Maestà e lo spagnolo Cesc Fabregas). Per il calcio comunque, spesso, aveva espresso pareri contrastanti dicendo: "Uno sport e un business difficile, i calciatori spesso sono prime donne ma si tratta di un gioco meraviglioso".
Viene citato il West Ham a causa della sua ammirazione per il manager Ron Greenwood e per Bobby Moore. Il suo giocatore preferito nel nuovo millennio era Michael Owen.
Nelle strade di Glasgow, in Scozia, a seguito della sua morte sono comparsi dei murales con su scritto "Fuck The Queen" (scritta da tifosi del Celtic), in seguito la scritta è stata coperta da "Kill The Pope" (lasciata dai tifosi dei Rangers).
Stranamente in settant’anni di regno ha assistito ad una partita del torneo di Wimbledon solo quattro volte (malgrado sino al 2017 era stata proprietaria dell'All England Lawn Tennis).  L'ultima sua visita fu nel 2010 vinto da Roger Federer e Serena Williams.
L’anno scorso, invece, aveva espresso una certa curiosità per la ginnastica: aveva incontrato gli atleti inglesi che avevano partecipato alle Olimpiadi di Tokyo e dopo un paio di battute sulla loro altezza, aveva confessato al campione olimpico di tuffi Tom Daley: "Amo guardare i ginnasti perché le cose che fanno non sembrano possibili, forse dovrei provare con la ginnastica". Alle Olimpiadi 2012 tutti si ricordano la meravigliosa scena nell’inaugurazione dei Giochi di Londra, nella quale la regina aveva recitato con Daniel Craig, allora il James Bond in carica, e che aveva reso memorabile la sua partecipazione alla cerimonia con scene spettacolari in elicottero e con il paracadute. La quinta di una serie incredibile e unica per un essere umano. Elisabetta, infatti, come capo di stato di Gran Bretagna, Canada e Australia ha assistito ai Giochi di Melbourne 1956, Montreal 1976, Calgary 1988, Sydney 2000, Vancouver 2010 e Londra 2012, stabilendo un primato difficilmente uguagliabile. Nel 1976 a Montreal, la figlia Anna, ha partecipato come atleta del Regno Unito alle gare di dressage (senza tuttavia ottenere risultati). In onore della Regina è stato allestito il 'Royal Meeting' all'ippodromo di Ascot: alla giornata di corse, alla quale non è mai mancata, è ancora oggi d'obbligo un abbigliamento elegante e l'utilizzo del tradizionale un cappello. Nelle sue residenze Elisabetta II ha allevato cavalli purosangue. La Regina è stata molto legata anche al Rugby: nel 1999 a Cardiff premiò il capitano dell'Australia, John Eales dopo la vittoria del Mondiale sulla Francia. 
Successore al trono sarà Carlo III (tifoso del Burnley), si ricorda la sua prima moglie, Diana Spencer, morta tragicamente in un misterioso incidente stradale nel 1997, inseguita da TV e paparazzi. La Regina aveva puntato molto sul matrimonio tra Carlo e Diana. All'epoca il suo primogenito non sembrava intenzionato a mettere la testa a posto troppo occupato nelle sue passioni ovvero la caccia e a condividere il suo letto con la donna di cui era innamorato, allora e per sempre: Camilla Shand, sposata Parker Bowles. E quindi la decisione di spingerlo verso un matrimonio che mettesse in sicurezza la monarchia, trovando la donna giusta per essere al suo fianco quando sarebbe diventato Re è stata fortemente influenzata da Elisabetta II. Diana, appartenente ad una famiglia molto vicina alla casa reale sembrava la candidata perfetta, almeno sulla carta. A16 anni Diana riceve, chiuso da sigillo reale, l’invito al trentesimo compleanno del principe. Quando, qualche tempo dopo, Elisabetta accorda a Carlo il permesso per invitare Lady Diana Spencer a Balmoral, i giochi sono fatti. Quando arriva il giorno del matrimonio, il 29 luglio 1981, mentre 750 milioni di spettatori sparsi in 74 paesi del mondo assistono al royal wedding sognando "la favola", Diana vive il suo incubo cercando poche ore prima addirittura di fuggire. La principessa del Galles Diana non sopportava la pioggia, i cavalli, i cani, le battute di caccia, le ore che Carlo passava a pescare nel fiume Dee dunque non c'erano di certo le premesse per un matrimonio idilliaco. Tra Diana e il marito poi c’era sempre il fantasma dell'amante Camilla, ad agitare i sonni della principessa. Disperata, Diana aveva cominciato a chiamare Buckingham Palace, chiedendo di poter parlare con la suocera. A nulla valgono le lunghe passeggiate a Balmoral in compagnia della regina, che porta Diana con sé nella speranza di riscuotere in lei interesse per tutto quello che la famiglia reale ama (la natura, i cavalli, il rigido clima scozzese) con l’effetto invece di aumentarne il disgusto. Sempre più triste per la freddezza di Carlo, la principessa scivola pian piano nella bulimia. L’arrivo del primo figlio William, nel 1982, riavvicina Diana e la Regina, almeno apparentemente. La gravidanza però complica lo stato di salute di Diana, per via delle nausee mattutine che, congiunte alla bulimia, le portano una depressione post partum. La nascita del secondogenito Harry, nel 1984 peggiora la situazione. 
In cerca di attenzioni, Diana inizia presto a capire di poter trovare nei flash dei fotografi l’attenzione che suo marito non le concede e l’apprezzamento che Sua Maestà non le esprime. Inizia così la seconda fase della sua vita fatta di abiti di alta moda (noto il suo legame con stilisti come Gianni Versace) e di scoop dei fotografi che le sono sempre dietro. L'inclinazione del rapporto derivano dagli scandali legati all'uscita del libro di Andrew Morton "Diana her true story", davanti alla quale la Regina non può più essere conciliante. Elisabetta II resta sbalordita quando la biografia di Morton arriva nelle sue mani. Da ogni parte si nega la partecipazione di Diana al libro e lei assicura di esserne all’oscuro. Il 20 novembre 1995 la BBC trasmette la celebre intervista a Lady D dove lei pronuncia la famosa frase riguardo a Camilla: "Eravamo in tre in questo matrimonio, un po' troppo affollato". Non c'è più nulla da salvare, la regina impone a Carlo e Diana il divorzio. Nel 1992, ad occupare le pagine dei tabloid sono gli scandali seguiti alle rivelazioni sulle telefonate intime tra il futuro Re e Camilla. Come può la Regina perdonare tutto questo? La fama di Diana, le sue azioni benefiche, i continui cambi di look, i flirt supposti o vero sono continui attentati al protocollo e alla macchina reale. La popolarità di Diana cresce senza freni e l'unico legame felice con la casa reale è l'immenso affetto che la lega ai figli che cerca di far crescere come ragazzi normali infrangendo le regole di Buckingham Palace. Sono famosi gli strappi al protocollo che Diana mette in atto per permettere a William e Harry di mangiare un hamburger e patatine come ragazzini normali. Ma anche questi momenti risultano "intemperanze" agli occhi della regina. La loro relazione si conclude con lo schianto della Mercedes della principessa del Galles sul tredicesimo pilone del ponte parigino de l’Alma, il 31 agosto 1997. Diana è in auto con il suo ultimo amante, Dodi Al-Fayed, inseguita dai soliti paparazzi. La folle corsa finisce in modo drammatico. Nascono complotti, cospirazioni, si dice che siano stati i servizi segreti britannici a provocare la sua morte, la verità non si saprà mai.
La morte di Diana sconvolge il mondo e porta Elisabetta sul banco degli imputati: "Quello che vi dirò, come regina e come nonna, viene dal cuore. Primo, voglio rendere omaggio a Diana personalmente. Era un essere umano eccezionale e dotato. Nei momenti buoni e in quelli cattivi, non ha mai perso la capacità di sorridere e ridere, né di ispirare gli altri con il suo calore e la sua gentilezza. L’ho ammirata e rispettata per la sua energia e il suo impegno verso gli altri e in particolare per la sua devozione verso i suoi due ragazzi. Questa settimana a Balmoral siamo rimasti uniti nel cercare di aiutare William e Harry a venire a patti con la devastante perdita che sia loro che il resto di noi ha subìto". I funerali di Stato, con i figli che seguono il feretro commuovendo il mondo intero, vedono infine l'ultimo omaggio della Regina a Diana: come si vede nel video, la sovrana si inchina leggermente alla donna che ha messo in pericolo la monarchia ma che ha anche insegnato a tutti come si parla al popolo.


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sabato 6 agosto 2022

Il Football Negativo e Le Long Ball Di Paul Hart: Portsmouth e QPR

Spesso etichettato come un manager reo di adottare "tattiche negative" (4-5-1) e di "long ball", Paul Hart se si esclude l'esperienza con Chesterfield e Nottingham Forest non è mai durato più di 3 anni con un singolo club. La sua carriera recita una mediocre % di vittoria del 29.9% con i picchi avuti proprio con Chesterfield e Forest. Con il Nottingham ebbe il merito di sviluppare molto il settore giovanile ad inizio millennio, nel 2002/03 guidò il Forest agli spareggi per salire in prima divisione ma perse 5-4 contro lo Sheffield Utd in semifinale. Venne esonerato dal Forest nella stagione successiva dopo una striscia di 14 partite senza vittorie.
Per il resto un sacco di record negativi come l'esordio flash con il Queens Park Rangers (5 partite) e la disastrosa % di vittorie con lo Swindon (9% su 11 partite da manager). Dopo l'esonero nei Rushden & Diamonds (8 partite senza vittorie nel 2006), molti se lo ricorderanno in Premier League al Portsmouth nel 2009 quando sostituì Tony Adams riuscendo a salvare i Pompies dalla retrocessione. Era l'ambizioso (e spendaccione) Portsmouth di Harry Redknapp (Glen Johnson, Lassana Diarra, Niko Kranjkar, Peter Crouch, Sulley Muntari, etc) che vinse anche la FA Cup nel 2007/08. Redknapp poi andato al Tottenham venne sostituito dal disastroso regno di soli 4 mesi sotto Tony Adams. 

Paul Hart al Daily Mirror: "Ascolto i tifosi e dicono che siamo molto negativi, non lo capisco. Abbiamo colpito il palo in ogni partita, abbiamo avuto la possibilità di vincere ogni partita e in questo includo quella contro il Chelsea. Il motivo per cui ci troviamo in questa situazione è dovuto a una serie di fattori che potrebbero dover essere affrontati in estate. In questo momento sappiamo dove siamo, dobbiamo avere un po' di realismo e non essere troppo avventati o stupidi. Ovviamente, ci sono partite che sentivamo di dover vincere. Dobbiamo lavorare su queste basi"

Hart malgrado non sia mai stato amato dai suoi tifosi (si ricordano i fischi dopo il 2-2 contro il fanalino di coda West Bromwich) appunto riuscì a salvare il club e rinnovò per 2 anni a luglio 2009 ma il Portsmouth iniziò a navigare in cattive acque a causa dei problemi economici.

Portsmouth (4-5-1) 
James
Johnson, Campbell, Distin, Hreidarsson
Pennant, Basinas, Davis, Kranjcar, Nugent
Crouch

Paul Hart (dopo 11 sconfitte in 22 partite): "Cosa ho da temere? So cosa faccio giorno dopo giorno, quindi non ho nulla da temere"
Tuttavia, poco dopo, a causa di carenza di risultati e club quasi in amministrazione controllata fu esonerato dopo un inizio stagionale con sole 2 vittorie in 13 partite (7 sconfitte nelle prime 7 partite). In seguito venne messo sotto contratto dal QPR dove in 5 partite giocò quasi esclusivamente con palle lunghe e pare che fu questo a costargli il posto da manager. La sconfitta interna per 3-2 contro lo Sheffield United in FA Cup davanti a oltre 5.000 fan è stata la goccia che fece traboccare il vaso per il suo esonero, regno durato solo 28 giorni (un po' come Tommy Docherty nel 1968 durato lo stesso numero di giorni). Dopo la breve esperienza al Crystal Palace, il disastroso record negativo allo Swindon Town con 1 vittoria in 11 partite. La sua carriera come manager finisce al Notts County con 3 pareggi nel 2015.



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sabato 30 luglio 2022

Nazionali UK Contro Emisfero Sud ed Italia: Scontri Diretti (Rugby)

In questo articolo vedremo tutti i testa a testa tra le 4 nazioni del Regno Unito (compresa l'Irlanda) di Rugby con quelle dell'Emisfero Sud più Francia ed Italia. Le prime 4 partecipano al "The Rugby Championship" (chiamato prima Thee Nations, senza l'Argentina). Sono considerati tutti i match ufficiali ed anche i test match.


GALLES
Contro l'Argentina: 14 vittorie, 6 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 13 vittorie, 31 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 51 vittorie, 49 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 28 vittorie, 3 sconfitte e 1 pareggio
Contro la Nuova Zelanda: 3 vittorie, 34 sconfitte e 0 pareggi
Contro il Sud Africa: 7 vittorie, 32 sconfitte e 1 pareggio


INGHILTERRA
Contro l'Argentina: 19 vittorie, 5 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 28 vittorie, 26 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 60 vittorie, 43 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 30 vittorie, 0 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 8 vittorie, 33 sconfitte ed 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 16 vittorie, 27 sconfitte e 2 pareggi


IRLANDA
Contro l'Argentina: 13 vittorie, 6 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 14 vittorie, 22 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 36 vittorie, 59 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 31 vittorie, 4 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 5 vittorie, 30 sconfitte ed 1 pareggio
Contro il Sud Africa: 8 vittorie, 18 sconfitte e 1 pareggio


SCOZIA
Contro l'Argentina: 11 vittorie, 11 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 12 vittorie, 22 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Francia: 39 vittorie, 57 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 26 vittorie, 8 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 0 vittorie, 30 sconfitte e 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 5 vittorie, 23 sconfitte e 0 pareggi


ALBO D'ORO COPPA DEL MONDO (1987-2019)
Nuova Zelanda e Sud Africa: 3
Australia: 2
Inghilterra: 1


ALBO D'ORO 6 NAZIONI (1883-2023)
Inghilterra e Galles: 39
Francia: 26
Irlanda:23 
Scozia: 22


ALBO D'ORO THREE NATIONS/THE RUGBY CHAMPIONSHIP (1996-2022)
Nuova Zelanda: 19
Australia e Sud Africa: 4


AGGIORNATO AL 15 APRILE 2023


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