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sabato 19 luglio 2014

La Storia Di Donnie Moore e il Suo Suicidio (MLB)



Donnie Ray Moore nacque il 13 febbraio 1954 e morì il 18 luglio 1989(suicidio).
Fu un closer(pitcher) della Major League Baseball (MLB) che giocò per i Chicago Cubs (1975, 1977-79), St. Louis Cardinals (1980), Milwaukee Brewers (1981), Atlanta Braves (1982-1984) e California Angels (1985-1988).
Egli è conosciuto per aver concesso un importante home run nel 1986 nell'American League Championship Series.


CARRIERA
In una carriera di 13 stagioni, Moore ha registrato un record di 43-40 con 89 saves, 416 strikeout e un 3.67 ERA in 655 innings.
Venne selezionato come un All-Star nel 1985.
Tuttavia Moore è maggiormente ricordato per l'home run concesso a Dave Henderson in gara 5 del 1986 nell'American League Championship Series permettendo ai Boston Red Sox di vincere la partita e la serie.


GAME 5 1986
La partita ebbe luogo il 12 ottobre 1986 ad Anaheim(3-1 per gli Angels nella serie).
Gli Angels erano avanti 5-2 prima di entrare nel nono inning, poi Witt concesse a Don Baylor 2 punti per il 5-4.
Quando Moore entrò(dopo Lucas), c'erano due out e un corridore in prima (Rich Gedman, che era stato colpito da un lancio).
Gli Angels erano ad un passo dall' avanzare alle World Series per la prima volta nella storia della franchigia. Dopo 2 strike e poi 2 ball, Dave Henderson colpì sul conteggio di 2-2 un fuoricampo, dando ai Red Sox un vantaggio di 6-5.
Tuttavia gli Angels furon in grado di segnare una run nella parte inferiore del nono, spingendo la partita negli extra-inning.
Gli Angelw non segnarono nella parte inferiore del 11 e persero 7-6.
Nella serie, Boston accorciò sul 3-2, con due partite da giocare a Fenway Park.
Tuttavia, gli Angels persero entrambe le partite: 10-4 e 8-1.


IL SUICIDIO DI MOORE
Nella percezione del pubblico, Moore divenne il simbolo di quella sconfitta.
Per i successivi due anni, i fan stessi degli Angels fischiarono Moore.
Anche i giornali ci diedero dentro ricordandogli sempre quella partita.
Moore stava combattendo con un infortunio che lo tormentava ormai da tempo, egli in seguito venne rilasciato dagli Angels e firmò per i Kansas City Royals nella stagione 1989.
Tuttavia nello stesso anno terminò la sua carriera, visto che venne dirottato nelle serie inferiori.
Il 18 luglio del 1989, Moore ebbe una discussione con la moglie Tonya e le sparò tre volte.
Il fattaccio avvenne sotto gli occhi dei loro tre figli nella loro casa di Anaheim Hills.
Tonya Moore e la figlia Demetria fuggirono dalla casa e quest'ultima portò sua madre in ospedale.
Entrambe sopravvissero alla sparatoria.
Tornato dentro casq, sotto gli occhi di uno dei suoi figli, Moore si suicidò sparandosi.


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