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domenica 1 marzo 2015

La Storia Dell'US Postal e Di Lance Armstrong

Eddie Borysewicz, ex ciclista ed allenatore polacco, emigrò negli USA nel 1976 e divenne allenatore della nazionale americana sino al 1987. Alle Olimpiadi del 1984 di Los Angeles gli americani fanno incetta di medaglie, anche se poi si scoprirà che diversi atleti erano stati trattati con steroidi e trasfusioni di sangue. Nel 1988, Eddie fondò una squadra amatoriale negli Stati Uniti, dopo aver lasciato il posto da allenatore della squadra nazionale. La squadra era sponsorizzata dalla Sunkyong, società coreana del settore elettronico, che però non prolungò la sponsorizzazione.
Borysewicz convinse Thom Weisel, presidente e direttore generale della Montgomery Securities, a finanziare la sua squadra. Weisel era un appassionato di ciclismo e sognava di avere una squadra che partecipasse al Tour de France. La squadra Montgomery-Avenir venne creata nel 1989.


SUBARU 1990
Nel 1990 si aggiunse un nuovo sponsor, quello della casa automobilistica Subaru.
Borysewicz guidava una squadra di 15 corridori, tra cui il campione olimpico Steve Hegg, il campione statunitense Bart Bowen ed il giovane Lance Armstrong. La squadra divenne professionista nel 1991, salvo Armstrong che preparava i Giochi del 1992. Eccetto qualche corsa in Europa in aprile ed agosto, il calendario era costituito da competizioni sul suolo americano. Con il passare degli anni il budget a disposizione della squadra cresceva e con questo crescevano anche le ambizioni.
La squadra venne profondamente rinnovata e cominciò a disputare alcune corse europee.
Nel 1993 il budget era di circa 2 milioni di dollari, l'obiettivo era chiaro: partecipare al Tour de France.
La squadra Subaru-Montgomery salì al ventunesimo posto della classifica FICP, che le permise di partecipare alle prove della Coppa del mondo e di beneficiare di un invito al Tour.
Gli organizzatori del Tour proposero alla Subaru-Montgomery di partecipare alla loro corsa con una squadra mista con la francese Chazal, che era ad un livello inferiore.
La direzione della Subaru-Montgomery declinò l'offerta e la squadra non partecipò alla Grande Boucle. Alla fine della stagione, la Subaru decise di terminare la sponsorizzazione.


US POSTAL SERVICE 1996
La squadra non venne organizzata nel 1994.
Weisel conservò tuttavia le sue ambizioni e Montgomery continuò il suo lavoro.
Con un investimento personale di Weisel e la sponsorizzazione di una industria manifatturiera, la squadra Montgomery Bell fu attiva nel 1995, dotata di un budget modesto.
Mentre Borysewicz dirigeva la squadra nelle competizioni americane, Gorski assisteva Dan Osipow nella ricerca di un nuovo sponsor per il 1996. Durante l'estate venne trovata la sponsorizzazione della United States Postal Service con un contratto di tre anni e con una previsione di aumentare il budget per la seconda e terza stagione. L'obbietivo era quello di partecipare al Tour de France 1998.
La stagione 1996 doveva permettere di formare e far progredire il gruppo di giovani corridori che formavano la squadra. L'effettivo comprendeva gli americani Tyler Hamilton e Marty Jemison, già presenti nel 1995. Vennero aggiunti i polacchi Dariusz Baranowski e Tomasz Brozyna, insieme ad Andrew Hampsten. L'US Postal partecipò nei Paesi Bassi al Teleflex Tour. Hamilton vinse la corsa ed una tappa; anche Teutenberg vinse una delle frazioni. Qualche settimana più tardi, Eddy Gragus divenne campione degli Stati Uniti. Alla fine dell'anno, Borysewicz lasciò la squadra.
Il russo Vjačeslav Ekimov diventò il leader della squadra, rimpiazzando Hampsten.
Altri corridori reclutati furono George Hincapie e Jean-Cyril Robin.
Ekimov si classificò quarto alla Paris-Nice, vincendo la cronometro finale.
La sua prestazione al Critérium du Dauphiné Libéré assicurò alla squadra un invito per il Tour de France: terminò ottavo dopo aver vinto due tappe ed essere stato leader della corsa per quattro giorni.
Nell'ottobre del 1997, Weisel reclutò il campione del mondo e vincitore di una tappa al Tour de France Lance Armstrong che, guarito da un cancro, aveva appena ripreso l'attività dopo che la Cofidis non aveva creduto in lui. Armstrong aveva vinto, tra le altre cose, la Clasica di San Sebastian ed una tappa al Tour del 1993 e del 1995(quella tristemente famosa e dedicata alla memoria di Fabio Casartelli, suo compagno di squadra, morto in corsa per una caduta). Era stato anche campionale nazionale nel 1993 e campione del mondo ad Oslo. Nel 1996 gli venne diagnosticato un tumore ai testicoli. Armstrong tornò alle corse solo nel 1998. Durante il suo periodo di chemio, lo stesso texano ammise davanti a medici ed altri conoscenti di aver fatto uso di EPO, steroidi e trasfusioni di sangue.


L'ARRIVO DI JOHAN BRUYNELL E I 7 SUCCESSI DI ARMSTRONG
Nel 1999, Johan Bruyneel, ex professionista belga, diventò il nuovo direttore sportivo.
Quello stesso anno Lance Armstrong ottenne la sua prima vittoria al Tour de France.
A partire da quest'anno la squadra l'accompagnò in tutte e sei le sue vittorie al Tour assumendo il soprannome di « Train bleu ». Negli anni seguenti (2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005), Armstrong rivinse la Grande Boucle. Nel 1999, insieme ad Hamilton, Vande Velde ed Hincapie, correva con loro anche Livingston che rimarrà 2 anni. Nel 2000 arrivarono Levi Leipheimer e Cédric Vasseur, mentre la stagione successiva Armstrong fece arrivare Roberto Heras, Victor Hugo Peña e José Luis Rubiera.
Nel 2002 Hamilton, Leipheimer e Vasseur se ne andarono, mentre arrivarono Floyd Landis, Pavel Padrnos ed il giovane belga Tom Boonen, che terminò al terzo posto la Paris-Roubaix.
Nel 2004 Heras lasciò ed arrivò José Azevedo. Se si esclude il 2003, in cui Armstrong precedette Jan Ullrich per solo un minuto, il texano ha sempre battuto i suoi principali contendenti, come Joseba Beloki e lo stesso Ullrich, con notevole distacco. In totale ha indossato 83 volte la maglia gialla.
Nella corsa francese ha vinto spesso le frazioni a cronometro (12 vittorie su 19 gare individuali, compresi i prologhi, fra il 1999 e il 2005).


DISCOVERY CHANNEL (2005) E IL RITIRO DI ARMSTRONG
Nel 2005 la squadra cambiò nuovamente sponsor (fu la volta della televisione americana Discovery Channel) ed entrò a far parte del nuovo circuito mondiale UCI ProTour, assumendo una delle venti licenze disponibili. Arrivarono Yaroslav Popovych e Paolo Savoldelli, che vinse il Giro d'Italia.
Lo stesso anno, Lance Armstrong vinse il settimo Tour de France, ritirandosi poi al termine della stagione. Nel novembre 2006 l'italiano Ivan Basso venne ingaggiato come nuovo leader della squadra per la stagione 2007, con l'obiettivo di vincere Giro e Tour de France, malgrado l'implicazione nell'Operacion Puerto. L'8 dicembre, il UCI ProTour decise di bandire la squadra dal circuito a causa dell'arrivo di Basso. Il 30 aprile successivo, due giorni prima di comparire davanti al Comitato olimpico italiano, Ivan Basso lasciò la squadra ed il nuovo leader divenne Levi Leipheimer.
Alla fine della stagione 2007 la Discovery Channel venne smantellata: Johan Bruyneel annunciò il 10 agosto 2007 la dissoluzione della squadra.A causa dei sospetti di doping, il manager belga non riuscì a trovare nuovi sponsor in grado di assicurare la continuazione dell'attività.


IL RITORNO DI ARMSTRONG CON L'ASTANA
Nel settembre del 2008 fu annunciato il ritorno alle corse ciclistiche a partire dal Tour Down Under 2009 con l'Astana, con l'obiettivo di vincere l'ottavo Tour De France.
Il 13 ottobre 2008, fu ufficializzata anche la partecipazione di Armstrong al Giro d'Italia 2009, quello del centenario; all'evento italiano lo statunitense non aveva mai partecipato.
Giro che lo ha visto concludere al nono posto nella classifica generale.
Ha partecipato poi al Tour de France 2009, il vero obiettivo, con l'Astana diretta da Bruyneel, comprendente corridori come Levi Leipheimer, Andreas Kloeden, Yaroslav Popovych e Alberto Contador. Nonostante i 38 anni e i tre di assenza dalla Grande Boucle, nella prima settimana Armstrong ha sfiorato la maglia gialla, per soli 40 centesimi rimasta a Fabian Cancellara; nella seconda settimana ha perso terreno dal compagno di squadra Contador nelle salite di Andorra e di Verbier; nella terza ed ultima settimana ha recuperato un iniziale svantaggio accusato sulle salite del Piccolo San Bernardo e del Mont Ventoux, mentre nella tappa a cronometro ha limitato i danni, riuscendo così ad arrivare sul podio degli Champs-Élysées come terzo in classifica generale dietro Alberto Contador ed Andy Schleck. Nel 2010, in preparazione del Tour De France, corre il Tour De Suisse chiudendo al secondo posto nella classifica generale. Inizia il Tour de France con ambizioni di classifica, dopo il terzo posto ottenuto l'anno precedente. Nell'ottava tappa, però, crolla ed esce di classifica. Conclude il Tour al ventitreesimo posto. Il 23 gennaio 2011 si ritira dalle gare internazionali, in modo definitivo.


LE IMPRESE PIU' BELLE DI ARMSTRONG
Sono innumerevoli le imprese compiute dal texano, in salita così come a cronometro.
Si ricordi ad esempio la prima vittoria al Tour 1999 a Sestriere (precedendo Zuelle di 31 secondi e di 1 minuto e mezzo Escartin) o le incredibili cronometro a Mets (56.5 km) e Futuroscope (57 km) svolte a cadenze di pedalata assolutamente assurde (tra i 110 e 120 RPM al minuto).
Nella cronometro di Metz riuscirà anche a raggiungere Olano (campione mondiale a cronometro partito prima). Armstrong vincerà anche il prologo iniziale di 6.8 km.
Presa la maglia gialla nell'ottava tappa riuscirà a conservarla sino a Parigi rifilando nella classifica generale 7 minuti e 37 secondi a Zuelle secondo ed oltre 10 minuti ad Escartin terzo.
Nel Tour 2000 Armstrong prende la maglia alla decima tappa (Hautacam; si ricordi la scena rimasta nella memoria di tutti dove si volta, guarda negli occhi Pantani e scatta. Il pirata poi quel giorno sprofonderà con quasi 6 minuti di distacco, Ullrich invece poco meglio) e la porta sino a Parigi.
La squadra è comunque fenomenale con Tyler Hamilton e Kevin Livinston a condurre le danze su tutte le salite, il texano comunque riuscirà a vincere solo la crono finale a Mulhouse (58.5 km).
Storica anche la tappa Carprentas-Mont Ventoux, dove a seguito di uno scatto assolutamente pazzesco e salendo come un missile sul gigante della Provenza (Mont Ventoux) va a prendere Pantani in salita e poi gli lascia vincere la tappa sul traguardo. A Parigi arriverà con 6 minuti e 2 secondi su Ullrich ed oltre 10 minuti su Beloki.
Nel Tour 2001 furono 4 le vittorie di tappa: le due crono di 32 e 61 km (Chamrousse e Saint Armand Montrond), poi Saint Lary Soulan ed ovviamente sull'Alpe D'Huez. Proprio nella tappa dell'Alpe D'Huez, nelle salite che precedono l'ascesa finale, Ullrich mette in testa tutta la sua squadra per un ritmo assolutamente infernale. Armstrong è in coda al gruppetto e pare in grande difficoltà: pare staccarsi. Tuttavia quando inizia l'Alpe D'Huez Armstrong risale il gruppetto e si porta in testa: stava bleffando! Anche qui successe qualcosa di simile alla tappa di Hautacam dell'anno precedente: Armstrong si volta, guarda Ullrich negli occhi e scatta lasciandolo sul posto (il tedesco al traguardo arriverà con 1 minuto e 59 secondi di distacco). Ullrich nella generale finale arriverà a 6 minuti e 44, Beloki terzo a 9 minuti e 5 secondi.
Nel Tour 2002, Armstrong vince subito il prologo di 7 km, la maglia gialla definitiva la prende all'undicesima tappa quando vince a La Mongie. Il giorno dopo vince anche su Plateau De Beille, poi fa sua la crono individuale di Macon (50 km). I vecchi gregari Hamilton e Livingston hanno cambiato squadra ma all'US Postal, oltre al fidatissimo George Hincapie, si aggiunge anche il fortissimo passista scalatore Floyd Landis. Stavolta nella generale arriverà secondo Beloki a 7 minuti e 7 secondi, Rumsas terzo ad oltre 8 minuti.
L'edizione più difficile per Armstrong fu sicuramente quella del Tour 2003, malgrado il texano riesca a prendere la maglia gialla all'ottava tappa portandola sino a Parigi ma mai come in questo Tour la sua egemonia fu a rischio. Il giorno dopo (nona tappa di Gap) si ricordi la caduta di Beloki con Armstrong che per evitare di finire a sua volta a terra è costretto a tagliare per i campi di grano sino a giungere ad un fossato dove è costretto a scendere dalla bicicletta. Nella crono individuale, per la prima volta, rimedia una sonora scoppola da Ullrich perdendo 1 minuto e 36 (gli altri staccatissimi con distacchi abissali di oltre 3 minuti). L'impressione, anche nelle tappe successive, è che Armstrong possa abdicare. Tuttavia la resurrezione avviene nella 15esima tappa del Tourmalet (dove Kaiser Jan attacca due volte) e dell'arrivo su Luz Ardiden, quando Armstrong cade (nella classifica generale aveva solo 15 secondi di vantaggio su Ullrich). Ullrich lo aspetta, Armstrong riesce a rientrare nel gruppo, gli si presenta un altro problema meccanico (salto di catena) ma comunque poi stacca tutti (anche un combattivo Mayo) e va a vincere in solitaria. Sarà l'unico successo di tappa dell'edizione (la crono finale di 56 km verrà vinta dall'inglese David Millar), oltre alla cronosquadra.
Al traguardo finale di Parigi Ullrich, secondo nella generale, sarà staccato solo di 1 minuto e 1 secondo (mai così vicino a battere Lance).
Nel Tour 2004, contrariamente alle aspettative, Ullrich non sarà l'avversario principale del cowboy americano. Saliranno in cattedra Kloden e soprattutto Basso. Armstrong prenderà momentaneamente la maglia gialla nella crono-squadra di Arras dominando una lunga crono di 65 km.
Il giorno dopo, quinta tappa, perderà deliberatamente la maglia gialla in favore dell'idolo di casa Voeckler protagonista di una "fuga bidone" con O'Grady che invece vincerà la tappa.
Nel disinteresse generale dell'US Postal di Armstrong, la fuga a 5 uomini raggiungerà oltre 17 minuti di vantaggio sul gruppo che poi al traguardo arriverà con oltre 12 minuti di distacco.
Voeckler indosserà la maglia di leader sino alla 15esima tappa, giorno in cui Armstrong vince a Villard de Lans. Nel mentre, qualche giorno prima, aveva di nuovo vinto a Plateau De Beille (partiva con oltre 5 minuti da recuperare al francese). Armstrong poi farà sue anche altre tre tappe: la cronoscalata dell'Alpe D'Huez (dove finalmente riesce ad infliggere pesanti distacchi anche ad Ivan Basso, partito 2 minuti prima e raggiunto durante la crono da Lance a -3km dall'arrivo), l'arrivo in salita a Le Grand Bornard, infine la crono finale di 60 km a Besancon. Nella tappa di Le Grand Bornard, si ricorda anche il ritmo infernale impresso dall'US Postal di Armstrong con Floyd Landis a fare la selezione.
Rimasero solo Armstrong, Landis, Andreas Klöden (terzo assoluto della generale), il suo compagno di squadra Jan Ullrich (4°) e Ivan Basso (2°) della CSC. Mentre il quintetto giungeva verso il traguardo, Landis attaccò a -2 km chilometri dal traguardo. Raggiunto però da Ullrich, poi Kloden contrattaccò ad 1 km dal traguardo. Sembrava che il campione nazionale tedesco si fosse assicurato la vittoria, ma Landis continuò a tirare per lanciare Armstrong che con un incredibile scattò riuscì a togliere la vittoria a Kloden. Quest'edizione sarà anche ricordata per quello che successe alla terz'ultima tappa che arrivava a Lons Le Saunier (tappa di pianura).
La tappa sarà vinta da Mercado ma si ricordi la diatriba Armstrong-Simeoni, quando quest'ultimo che aveva fatto dichiarazioni poco carine nei confronti di Armstrong e del ciclismo in generale (per via del Doping e dell'omertà che regna nel gruppo) non venne lasciato andare in fuga.
Quando Simeoni provò a scattare, Armstrong si portò subito alla sua ruota raggiungendolo.
Ovviamente una fuga con la maglia gialla nel drappello di testa non potrebbe mai andare in porto (le squadre del secondo e terzo della generale sarebbero state costrette ad inseguire Armstrong e quindi indirettamente gli altri fuggitivi), per questo motivo Simeoni fu convinto/costretto a rialzarsi e a tornare nel gruppo. Armstrong ovviamente fece lo stesso, rialzandosi e facendosi riassorbire dal gruppo. Comunque a Parigi, Kloden chiuderà secondo ad oltre 6 minuti (grazie alla crono riuscirà a superare Basso nella generale), Basso terzo a 6 minuti e 40, Ullrich a quasi 9 minuti.
Nel Tour 2005 Armstrong rischiò di battere l'ennesimo record della sua carriera prendendo la maglia gialla alla quarta tappa e portandola sino a Parigi. Non gli riuscirà perchè nella nona tappa la maglia passerà a Voigt. Il giorno dopo (decima tappa con arrivo a Courchevel) Armstrong prende la maglia di leader e la porta sino a Parigi. Vincerà solo due tappe in quest'edizione: la crono-squadra di 67.5 km a Blois (con la sua Discovery Channel, ex US Postal) e poi la crono individuale a St.Etienne di 55.5 km.
In classifica generale Basso sarà staccato di 4 minuti e 40, Ullrich terzo di 6 minuti e 21 secondi.
Nella crono iniziale di 19 km si ricordi anche lo smacco inflittò ad Ullrich, raggiunto durante la crono (che però verrà vinta da Zabriskie). Dopo il ritiro dalle corse agonistiche, tornerà al Giro 2009 chiudendo nono nella generale e terzo al Tour dello stesso anno.
Nel 2010 torna al Tour e chiude 23esimo, prima del definitivo ritiro.


LE ACCUSE DI DOPING
Pare che già nel 1999 ci fu una presunta positività dello statunitense all'EPO, che secondo L'Équipe era presente nelle urine prelevate durante il Tour del 1999. A seguito di quest'inchiesta, l'Agenzia antidoping francese Afld propose ad Armstrong di rianalizzare alcuni campioni di urina prelevati dall'atleta nel 1999 e conservati nel laboratorio di Châtenay-Malabry, ma Armstrong si rifiutò di dare il proprio consenso. Altri elementi a suo carico sono state le confessioni dei suoi ex compagni di squadra, la allora US Postal, successivamente al centro di un'inchiesta e la collaborazione del ciclista con il medico Michele Ferrari, accusato di frode sportiva e doping, a sua volta inibito a vita dall'esercizio della professione sportiva per violazione del regolamento antidoping nell'ambito delle indagini sulla squadra ciclistica, la US Postal.

Tyler Hamilton: “Era il ’98 e io e Lance instaurammo un rapporto di fiducia, al punto che discutevamo di quanta EPO ci facevamo e con quale frequenza.  Lance aveva l'ossessione che altre squadre usufruissero di sistemi più avanzati.  Divenne paranoico quando scoprì che nel 2001 Ullrich andò ad allenarsi in Sudafrica, dove avevano appena inventato un sangue sintetico, l’Hemopure.

”Ferrari era il nostro dottore, il nostro dio e trainer.  Lance non parlava altro che di lui, lo citava costantemente.  Ferrari era fissato sulla questione peso.  Qualcuno pensa che fosse una sorta di mago della chimica, invece insisteva soprattutto su tabelle, numeri e il fatto che dovessimo dimagrire. 
Quando al Tour 2000 venne introdotto il controllo sull’EPO, a Ferrari ci vollero cinque minuti per trovare la soluzione: ci saremmo iniettati "Edgar" in dosi ridotte e in vena anziché sottocute. 
Così invece di 2000 unità al 3° o 4° giorno della settimana, ne avremmo fatto 300-400 ogni sera. 
Era importante non mancare la vena”

“Dopo lo scandalo Festina del 1998, dovevamo trovare un nuovo sistema per portare le fiale di EPO alle gare.  Lance affidò il delicato incarico di corriere a Philippe, il suo giardiniere della villa a Nizza.  Philippe fu soprannominato il motociclista, perché seguiva le tappe in moto. Lo chiamavamo su un cellulare segreto.  Al traguardo, approfittando della confusione, faceva la sua consegna. 
Ma solo a noi tre scalatori: io, Lance e Kevin Livingston.  Trovavamo le siringhe nel camper, per evitare il rischio di una perquisizione in hotel.  Ci bastavano 30 secondi: Del Moral ci iniettava, mettevamo le siringhe nelle lattine di coca, poi il dottore sgattaiolava fuori nella mischia con le lattine schiacciate, come fossero spazzatura, nello zaino”

Nel libro «George Hincapie: The Loyal Leutenant», Hincapie spiega di aver fatto uso di EPO a partire dal 1996 ma di aver smesso nel 2006. Racconta di aver iniziato quando vide nel frigo del compagno di stanza Frankie Andreu un termos con la scritta EPO. Chiese spiegazioni e apprese che per rifornirsi bastava entrare in qualsiasi farmacia svizzera e ordinare una scatola di Epirex.

Hincapie decise di piantarla con il doping dopo aver eluso per un pelo un controllo il mattino seguente essersi iniettato EPO. Riuscì a evitarlo con uno stratagemma, ma lo scampato pericolo lo convinse a smettere. Quando lo disse a Floyd Landis e cercò di persuaderlo a tornare nella legalità, la risposta che ottenne fu: "Vaffanc…George. Io voglio vincere il Tour de France". 
Cosa che realmente successe nel 2006, anche se poi Landis fu squalificato e declassato.

Ha poi destato alcune polemiche la notizia del 2010, rivelata dal presidente dell'UCI Pat McQuaid, di una donazione di 100 000 euro che Armstrong ha versato alla stessa UCI nel 2000.
Il 24 agosto 2012 l'USADA (United States Anti-Doping Agency) ufficializza la decisione di squalificare a vita Lance Armstrong, a cui toglie tutti i risultati sportivi ottenuti dal 1998 in poi, compresi i sette Tour de France. L'agenzia antidoping sostiene di avere prove schiaccianti e accusa il corridore di aver fatto sistematico uso di sostanze dopanti (EPO, testosterone e corticosteroidi) durante la sua carriera; nonostante ciò, Armstrong rinuncia ufficialmente a difendersi di fronte alle accuse.
All'agenzia antidoping statunitense si sono uniformate dapprima l'UCI, che il 22 ottobre 2012 gli ha ufficialmente tolto tutti i successi conseguiti dal 1º agosto 1998 e in seguito anche il CIO, che il 17 gennaio 2013 gli ha revocato il bronzo a cronometro conquistato nel 2000 ai Giochi di Sydney.
Nel frattempo, il 5 settembre era uscito negli Stati Uniti il libro biografico dell'ex-compagno di squadra Tyler Hamilton, dal titolo The Secret Race: in esso, con l'aiuto del giornalista Daniel Coyle, si descrivono dettagliatamente le pratiche dopanti adottate nella US Postal ai tempi delle vittorie di Armstrong. Il 17 gennaio 2013, durante un'intervista con Oprah Winfrey, il texano ammette per la prima volta di aver fatto uso di sostanze dopanti sia durante il periodo in cui vinse i suoi sette Tour de France, sia durante il periodo precedente al cancro.

"Il doping era talmente diffuso nel periodo in cui correvamo che ci trovammo di fronte a un bivio: giocare con le stesse regole o andare a casa. Io e George, così come altri nella nostra squadra, abbiamo oltrepassato la linea della legalità tutti assieme"

In seguito son arrivate le richieste di risarcimento degli sponsor che avevano siglato accordi con il texano ed altre decine di cause intentate contro l'ex ciclista (tra cui lo spergiuro, ovvero aver mentito sotto giuramento) ma questa è tutta un'altra storia.


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