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giovedì 10 gennaio 2019

Hooligans Contro Ultras: Morti Negli Stadi

Prenderemo come riferimento le due correnti principali di tifo organizzato: quella albionica in riferimento agli Hooligans e quella Ultras del mondo latino prendendo come riferimento il campionato italiano.
Scopo dell'articolo non è quello d'incitare alla violenza nè tantomeno dire quale delle due sia stata più estrema, quanto di riportare la maggior parte delle tragedie che sono avvenute in queste due nazioni.
Gli inglesi hanno prima limitato il fenomeno e poi l'hanno sconfitto a fine anni 90, invece in Italia (e in molti paesi dell'Est Europa) pare essere ancora agli anni 70 e 80.
Per l'Inghilterra è stato assolutamente impossibile riportare le tragedie occorse fuori dallo stadio (ed altre nelle serie inferiori) quindi tranne che per casi noti, ci si è limitati alle tragedie occorse negli stadi e principalmente a livello di prima divisione. Ovviamente si ricordano anche casi più o meno recenti (che non sono stati riportati) come quello del 2002 che vide la morte di un tifoso del Nottingham accoltellato a morte fuori dallo stadio dalla Suicide Squad dei tifosi del Burnley (nel centro cittadino della città).


INGHILTERRA (HOOLIGANS)
1946
Dopo i 26 morti occorsi in Scozia-Inghilterra del 1902, un'altra grande tragedia colpisce l'Inghilterra.
Durante Bolton-Stoke City del 1946, non vengono rispettate le misure di sicurezza nello stadio: sovraffollamento di tifosi con seguente crollo delle gradinate. I tifosi si riversano in campo ma i morti saranno 33 (una tragedia simile succederà anche ad Ibrox durante Rangers-Celtic del 1971, dove i morti saranno 66).

1974
Durante Blackpool-Bolton (second division) nella Spion Kop viene ucciso un tifoso del Blackpool, accoltellato a morte.

1976
Durante scontri su un treno tra tifosi del West Ham e Millwall, a lasciarci le penne sarà un tifoso dei Lions scaraventato fuori dallo stesso.

1980
All'Ayresome Park di Middlesbrough perdono la vita 2 tifosi di casa nella partita contro il Manchester Utd, a seguito del crollo di un blocco di cemento nello stadio. Vengono incolpati i tifosi del Manchester Utd, rei di aver fatto irruzione nella end avversaria.
I tifosi dello United si difendono dicendo che i due fans del Boro stavano scappando dalla polizia.
Verrà comunque accertato che lo stadio non rispettava le misure di sicurezza.

1980
Sempre a Middlesbrough viene ucciso un altro tifoso del Boro, questa volta a seguito di una rissa con i tifosi del Nottingham Forest.
Nello stesso anno viene ucciso anche un tifoso del Crystal Palace a Swansea.

1981
Viene ucciso un tifoso del Leeds da quelli del Tottenham.

1982
Durante il derby londinese tra Arsenal e West Ham viene ucciso un tifoso, in una maxi rissa tra le due tifoserie.

1985
Durante un incontro di Third Division, nella Valley Parade di Bradford dove i padroni di casa ospitavano il Lincoln City, divampa un gigantesco incendio dove perdono la vita 56 tifosi.
Non si capirà mai se l'incendio sia stato doloso o provocato casualmente da qualcuno.

1985
A St.Andrews il Birmingham ospitava il Leeds, a seguito di feroci scontri, le cariche della polizia provocano la morte di un tifoso ospite.

1985
Il 1985 è anche l'anno della tragedia dell'Heysel, dove 39 tifosi juventini vengono uccisi dalle cariche degli Hooligans del Liverpool.

1986
Terry Burns (tifoso del West Ham) viene accoltellato a morte da Hooligans del Millwall.

1989
In FA Cup nello stadio dello Sheffield Wednesday (Hillsborough), durante Liverpool-Nottingham Forest, perdono la vita 96 tifosi. I giornali scandalizzati etichettano gli Hooligans e i tifosi violenti come "animali" e "bestie" in riferimento all'ennesima tragedia in terra albionica, tuttavia questa tragedia in seguito verrà attribuita a carenze delle forze dell'ordine e dei servizi sanitari.

2004
Durante un match di Carling Cup tra Aston Villa e QPR perde la vita un tifoso, a seguito di scontri tra le tifoserie opposte.



ITALIA (ULTRAS)
1963
Allo stadio "Vetusti" si gioca la partita tra Salernitana e Potenza, match di serie C. A causa di un rigore non concesso ai campani i tifosi invadono il campo, scoppia la guerriglia e un poliziotto spara un colpo in aria: il proiettile raggiunge sugli spalti Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, e lo uccide.

1979
Durante Roma-Lazio, dalla Curva Sud occupata dai sostenitori giallorossi parte un razzo che attraversa tutto lo stadio e colpisce al volto Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, causandogli lesioni gravissime. L'uomo muore in ospedale poco dopo.

1984
Alla fine di Triestina-Udinese, partita di coppa Italia, rimane ucciso Stefano Furlan a seguito di gravi lesioni cerebrali, causate molto probabilmente dalla polizia.

1984
Al termine di Milan-Cremonese, il tifoso rossonero Marco Fonghessi viene accoltellato da un altro supporter del Milan: scambiato per un ultrà grigiorosso.

1988
Negli scontri in Ascoli-Inter allo stadio "Del Duca" perde la vita Nazzareno Filippini, 32enne tifoso bianconero, viene gravemente ferito e muore poco dopo in ospedale.

1989
Una ventina di ultras rossoneri, poco prima di Milan-Roma, cercano di aggredire quattro tifosi giallorossi. Uno di loro, il 18enne Antonio De Falchi, muore durante la fuga stroncato da un arresto cardiaco.

1993
Al termine di Atalanta-Roma, Celestino Colombi, 42enne tifoso nerazzurro, muore stroncato da un infarto dopo essere rimasto coinvolto per caso nelle cariche della polizia.

1994
Aggredito da alcuni tifosi del Messina dopo il derby col Ragusa, il 22enne Salvatore Moschella muore gettandosi dal treno su cui viaggia, in prossimità della stazione di Acireale.
Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.

1995
Prima della partita Genoa-Milan, il tifoso rossoblu Vincenzo Spagnolo viene accoltellato a morte da un 18enne supporter rossonero, Simone Barbaglia (poi condannato a 15 anni di carcere per l'omicidio).

1998
Fabio Di Maio, 32enne tifoso del Treviso, muore per arresto cardiaco dopo l'intervento della polizia che cerca di sedare un accenno di rissa al termine della partita tra la formazione veneta e il Cagliari.

1999
Il giorno dopo Piacenza-Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno su cui viaggiano verso casa oltre tremila tifosi granata prende fuoco vicino la stazione di Salerno. Nel rogo, appiccato dagli stessi tifosi, perdono la vita quattro giovani supporters granata: Vincenzo Lioni e Ciro Alfieri, 15 anni, Simone Vitale, 21, e Giuseppe Diodato, 23.

2001
Antonino Currò, tifoso messinese di 24 anni, muore dopo esser rimasto in coma alcun giorni per una bomba carta lanciata dalla curva del Catania.

2003
Sergio Ercolano, tifoso del Napoli, cade nel vuoto e muore a seguito di scontri con la polizia prima del derby con l'Avellino.

2007
Gabriele Sandri, 28enne tifoso della Lazio, muore nella stazione di servizio di Badia al Pino, vicino Arezzo, sull'autostrada A1. Fatale un proiettile sparato da un agente della polizia stradale, Vincenzo Spaccarotella, intervenuto per sedare una rissa tra supporters di Lazio e Juve.

2008
Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma, viene travolto e ucciso, nell'area di servizio "Crocetta", tra Asti e Alessandria, da un pullman di tifosi juventini diretti allo stadio Olimpico di Torino.

2014
Ciro Esposito, tifoso del Napoli, muore 50 giorni dopo esser stato ferito a Roma da un colpo di pistola prima di Napoli-Fiorentina, finale di Coppa Italia del 3 maggio.
A sparare Daniele De Santis, ultrà della Roma.

2018
Daniele Belardinelli, 35enne varesino tifoso dell'Inter, muore poche ore dopo essere stato investito nel corso di tafferugli tra opposte tifoserie scoppiati prima di Inter-Napoli.



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domenica 1 aprile 2018

La Battaglia Di Piccadilly Gardens: Rangers v Zenit (Coppa UEFA 2008)


La Coppa Uefa 2008 venne vinta dallo Zenit San Pietroburgo sui Glasgow Rangers.
Fu il primo trionfo continentale per i russi, mentre per gli scozzesi sfumò l'opportunità di uno storico poker di trofei nella stessa stagione e di bissare il successo del 1972 in Coppa delle Coppe.
Questa finale venne ricordata per gli incidenti che contraddistinsero il pre e post match.
La sera prima del match, un supermercato di Somerfield dovette chiudere prima dell'orario da programma a causa di continui pestaggi tra tifosi; mentre a Manchester un gruppo non identificato di hooligans dei Rangers tentò di disattivare il sistema antincendio della città.
Vennero inoltre trovate alcune armi incendiarie rinvenute nel quartier generale dei tifosi del Rangers Glasgow.
Prima della partita  tifosi delle due squadre hanno provocato una gigantesca rissa all'interno di un edificio vicino allo stadio riuscendo a non essere identificati, causandone l'immediata chiusura.
A fine partita moltissimi hooligans hanno fatto irruzione in campo cercando il contatto fisico con l'opposta curva.
Gli incidenti del pre, durante e dopogara riproposero il problema hooligans: tifosi sbronzi e senza biglietto che attaccarono la polizia inglese dopo che uno degli schermi giganti su cui veniva trasmessa la finale smise di funzionare.
Forse il problema principale fu la vendita di alcolici sin dalle prime ore del mattino.
Il bilancio finale fu di 42 arresti, diversi feriti (15 agenti) ed un tifoso russo accoltellato.
Tra gli incarcerati, 18 ricevettero l'accusa di violenza e aggressione ai danni dei tifosi russi dentro lo stadio, disordine pubblico, possessione di armi bianche e da fuoco illegale.


LA CRONACA DELLA GUERRIGLIA
Il centro città venne devastato dai tifosi scozzesi: scoppiò una vera e propria guerriglia urbana.
Impressionanti le immagini pubblicate dalla stampa inglese la mattina successiva, dove si vedono poliziotti in tenuta anti-sommossa che si scontrano ripetutamente con gli hooligans in diversi punti della città.
Una città che, a detta del tabloid Sun, venne trasformata in una vera e propria zona di guerra, con la gente attorno a Piccadilly Gardens (dove era stato approntato uno dei maxi schermi per i fan senza biglietto) a osservare attonita e terrorizzata quando stava accadendo.

"C'erano centinaia di tifosi che scappavano e i poliziotti che correvano loro dietro. Sembrava di essere in guerra, con bottiglie che volavano dappertutto, ragazzi buttati per terra, auto danneggiate e sangue ovunque"

A peggiorare la situazione, l'incidente occorso a un fan dei Rangers, investito da un minicab, mentre gli altri tifosi arrabbiati se la prendevano con i finestrini della vettura, mandandoli in frantumi.
Danni anche alla vetrina di un negozio Boots (catena di farmacie) che, a quanto è poi emerso, sarebbe stato anche saccheggiato.
Già diverse ore prima dell'inizio del match tecnici ed agenti di sicurezza che stavano allestendo il maxischermo vennero attaccati dai tifosi scozzesi.
I tafferugli veri e propri scoppiarono a circa un quarto d'ora dall'inizio della partita, a seguito della rottura del megaschermo di Piccadilly Gardens, gettando così nello sconforto i 10.000 tifosi che si erano assiepati lì sotto.
A quel punto, sono cominciati gravissimi disordini, con i poliziotti costretti ad intervenire per placare gli animi dei più esagitati, fra colpi di manganello e vetri spaccati.
Gli scontri sono andati avanti per tutta la partita, mentre il grosso dei tifosi (la maggior parte dei quali già ubriachi da diverse ore) cercava di raggiungere una delle altre aree a loro dedicate, per poter assistere in qualche modo al match.
Ovviamente, a far esplodere con ancora maggiore violenza la rabbia dei supporter scozzesi ha contribuito la sconfitta dei Rangers.
I tifosi scozzesi hanno distrutto diverse autovetture, altre le hanno capovolte ed hanno fatto anche irruzione in una banca.
Nella notte venne impedita la circolazione delle ambulanze nel centro città, per evitare agguati.
Molte TV inglesi interruppero le trasmissioni, dando largo spazio agli eventi.
Ma a farne le spese peggiori di questa incredibile notte la città di Manchester, ridotta a una discarica, con cartacce e sporcizia ovunque, senza contare i danni a vetrine e auto in sosta.


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giovedì 11 agosto 2016

Le Hooligans Girls Si Preparano Per Il Mondiale Russo 2018? Combattimenti Nelle Foreste

Mentre gli Hooligans Inglesi che sono rimasti a casa (bloccati al confine inglese con ritiro del passaporto) non vedono loro di partire per i mondiali del 2018 che si terranno in Russia (per prendersi la rivincita dopo gli scontri in Francia contro gli Ultras Russi), pare che nella nazione di Putin anche gang tutte al femminile si stanno preparando per l'invasione di turisti e tifosi stranieri.
Infatti ormai da qualche anno, oltre ai combattimenti senza regole fissati tra "tifosi" russi nelle varie foreste (più che tifosi, paramilitari ed altri combattenti) che dopo gli addestramenti andranno a formare le firms russe, be' pare che ci siano anche gang tutte al femminile che si addestrano per il medesimo scopo: imparare a picchiare.
Come le loro controparti maschili, ci sono infatti immagini e video che mostrano combattimenti femminili violentissimi fatti di pugni e calci.
Quindi anche le gang tutte al femminile sono determinate a prendere la loro parte di "gloria" nella futura Coppa del Mondo: infatti si stanno allenando per "salutare" gli stranieri che transiteranno in Russia tra 2 anni.


LE LOTTE NELLE FORESTE
Non è chiaro quanti ultras femminili erano in Francia ma i messaggi sui social media suggeriscono che le donne saranno pronte per la Coppa del Mondo che si terrà in Russia nel giro di due anni.
La leader di una delle bande tutta al femminile, legata allo Spartak Mosca, ha affermato che non solo gli uomini si faranno valere.
Quindi vere e proprie gang di Hooligans in gonnella: "Buttare a terra qualcuno è facile come fare una zuppa di barbabietole".
Viktoria, leader della banda Slavyanki, ha spiegato: "Non c'èra nessun altro caso al mondo di band Hooligans/Ultras tutta al femminile, questa è una nostra iniziativa".
Ho iniziato con i maschi poi ho deciso di organizzare un gruppo femminile. Per me, non solo gli uomini possono fare questo lavoro, ma anche le ragazze".
Viktoria, soprannominata Olezhka, ha anche detto che è un'esperta di arti marziali e che le ragazze della sua banda si stanno allenando in boschi e foreste per imboscate future.
Poi ha aggiunto: "La passione dei maschi per un club e l'odio per gli avversari è ciò che ci spinge all'aggressione.
Sono entrata in questo mondo maschile, quando ho iniziato arti marziali.
Sui social network spesso indirizzano parole maleducate su noi ragazze, ma nella vita reale tutti tacciono. E in futuro abbiamo in programma di trovare questi tipi e punirli per questo.
L'organizzazione è la cosa fondamentale per il nostro gruppo.
Tutte le nostre ragazze praticano diversi sport, alcune sono campionesse.
Noi non siamo il più forte gruppo al mondo ma chi ci conosce, ci rispetta.
Ogni ragazza ha una propria squadra del cuore, abbiamo in programma diverse azioni in futuro, nella foresta e non.
Un giorno vi mostreremo quanto valiamo anche in tribuna.
A volte noi ci alleniamo anche contro gli uomini ma vale la pena lottare con loro nella foresta?".
Yulya Sergeeva, 20 anni, da Ekaterinburg, è un ultras invece degli Steel Monsters e si fa chiamare Eva Braun.
Yana Danilova, 23 anni, fan della Locomotiv Mosca, ha recentemente preso il congedo per via della maternità quindi starà ferma per un bel po'.


PENSIERI
Una delle ultras di più alto profilo femminile russo è un'affascinante ragazza di 22 anni, dai pensieri neo-nazisti.
Si chiama Olga Kuzkova e fa parte di un gruppo femminile del CSKA Mosca.
E' una delle combattenti nonchè grande esperta di arti marziali.
Venne spogliata del suo titolo di Miss calcio russo, a causa del suo pensiero estremo e razzista.
Una foto postata sui social media recitava: "Rose rosse per una bianca orgogliosa".
Ha inoltre dato agli omosessuali dei "pervertiti" e pubblicato una fotografia di lei che fa un saluto nazista accanto al numero 88 (una sigla neonazista per Heil Hitler).
"La prima cosa che conta per noi è la nostra squadra di calcio, i suoi colori. In secondo luogo, il nostro stemma. Dobbiamo lottare per i nostri colori, dobbiamo combattere per il nostro stemma".
Spesso i combattimenti si tengono anche in "campo neutro" (ad esempio in Bielorussia) e vedono coinvolte donne di altre nazioni (tipo polacche).


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lunedì 15 febbraio 2016

Classifica DASPO Serie A e B: Tifoserie Con Più Bannati (2015)


La statistica riportata tiene conto della somma dei DASPO emessi per ogni singola squadra (in casa e in trasferta).
Ciò vuol dire che, ipoteticamente, se in un Roma-Juventus sono daspati in 10 (8 e 2) si sommerà il numero 8 alla squadra Roma e il 2 alla Juventus.



C'è un altro tipo di statistica (che non riporto, in quanto meno precisa) che riguarda i DASPO emessi dalla città che ospita la partita.
Ovvero rifacendo l'esempio di prima: se si gioca a Roma e sono daspati 8 romani e 2 juventini, i 10 DASPO vengono attribuiti tutti alla squadra Roma (in quanto emessi dalla questura della città che ospitava la partita).
Si può facilmente capire come questa statistica abbia poco senso in quanto, estremizzando il discorso, se si giocasse ad esempio un Atalanta-Napoli a Bergamo con 3 bergamaschi e 30 napoletani daspati, i 33 DASPO verrebbero tutti attribuiti all'Atalanta in quanto ospitava il match.
Per questo motivo, nello stesso anno, potrebbero esserci statistiche diverse: appunto bisogna leggere con attenzione cosa è stato catalogato.


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giovedì 5 novembre 2015

I Capi Ultras Delle Squadre Italiane

Il calcio italiano è malato da tempo, con capi ultras che fanno il buono e il cattivo tempo dentro e fuori lo stadio: personaggi che non hanno praticamente nulla in comune con il tifoso vero, che fanno della ‘curva’ il loro impero, che hanno legami con la malavita e che spesso hanno una fedina penale che dire sporca è poco. Vicinanza alle cosche, appartenenza a gruppi estremisti, reati e una serie di Daspo che poco o nulla hanno scalfito il loro potere.
Gennaro De Tommaso, detto "A Carogna", non è un tifoso del Napoli come gli altri.
Non solo per quel nomignolo che da solo vale più di qualsiasi biografia.
Ma per la sua famiglia, la cui storia di criminalità di strada si intreccia con due clan di camorra: i Misso del Rione Sanità e i Giugliano di Forcella.
C'è lo zio, Giuseppe de Tommaso, detto "l'assassino".
E c'è il padre di Gennaro, Ciro, detto "Ciccione a Carogna", condannato per associazione camorristica e per fatti di droga, per i quali si è beccato in primo grado 24 anni.
"È stabile fornitore di stupefacenti dei Giugliano", si legge nella sentenza.
Genny cresce in quell'ambiente lì.
Ha un bar nel cuore di Forcella ed ha scalato i Mastiffs, diventandone il capo.
Si guadagna due Daspo, uno nel 2001, un altro nel 2011, poi revocato.
Nel suo passato accuse di rapina e spaccio, ma sulla fedina nessun precedente che lo leghi direttamente alla camorra. "È lui il capo di tutta la curva del Napoli", indicò nel 2008 il pentito Emilio Zapata Misso, disegnando ai magistrati la geografia ultras del San Paolo, con i nomi degli infiltrati mafiosi in curva.
E' lui per intenderci che ha mediato con dirigenti e forze dell'ordine (prima dell'inizio della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina) con la curva partenopea, inizialmente contraria a giocare, che ha dato il suo assenso ma con l'impegno di rimanere in silenzio.
Ex capo ultras del Bari, Alberto Savarese, per alcuni mesi rimasto in carcere con le pesanti accuse di associazione mafiosa, detenzione illegale di un fucile a pompa e persino di avere partecipato a una sparatoria avvenuta al quartiere Poggiofranco di Bari, nei pressi di una enoteca, nel lontano dicembre 1999.  
Il capo ultras Savarese, era molto conosciuto in città proprio in ragione del suo ruolo di leader al San Nicola.
Ultras dal 1976 e primo barese a ricevere il Daspo.
Finito in manette insieme ad altre 60 persone nell’ottobre 2001 nell’ambito dell’operazione «Singer». 
I clan Diomede e Mercante, allora tra i più agguerriti in città, avevano preso il controllo di tutte le attività commerciali collegate a partite e concerti nei due stadi baresi. 
Savarese venne tirato in ballo da alcuni pentiti che gli attribuivano connivenze mafiose, un tentativo di omicidio, possesso di armi. 
Tutto ruotava attorno ai parcheggi che gli Ultras avevano avuto in gestione dall’As Bari.
Arrestato nel 2011, insieme a Sblendorio e Loiacono, per Calcioscommesse (minacce, intimidazioni e violenze).
Daniele De Santis, detto Gastone, è l’uomo che ha sparato contro i tifosi del Napoli prima della finale di Coppa Italia: romanista, capo della curva all’Olimpico, era già noto alle forze dell’Ordine per aver bloccato il derby di Roma nel 2004, ma alle spalle ha un arresto (con assoluzione) per gli scontri durante Brescia-Roma del 1994 quando il vice questore della Polizia Giovanni Selmin e 16 agenti vennero feriti gravemente a colpi d’ascia.
C’è poi anche l’arresto del 1996 perché, con altri tifosi ed esponenti dell’estrema destra romana, ricattarono l’allora presidente giallorosso Franco Sensi.
Oggi il suo posto è stato preso da Nicola Follo.
Dalla parte opposta, in casa Lazio, c’è Fabrizio Piscitelli della Curva Nord: capo ultras degli Irriducibili, è stato arrestato nel 2013 per traffico di stupefacenti ed ora è in carcere. 
Piscitelli era legato a Michele Senese detto "o pazzo", boss della Camorra che dalla Campania ha esteso il suo dominio nella Capitale.
Nel 2015 è condannato ad altri 4 anni di carcere per traffico di stupefacenti.
A Catania il capo ultras è Michele Spampinato: è alla guida della curva nonostante il Daspo e nonostante nel 2008 sia stato accoltellato durante gli scontri prima del match con la Roma.
Il derby col Trapani ad Aprile dell'anno scorso è coinciso col il suo ritorno allo stadio. 
Scontata la diffida, la guida del movimento "A sostegno di una fede" che dagli anni 2000 ha unito parecchi gruppi ultras dietro l’omonimo striscione, ha ripreso in mano il megafono. 
Sei sono stati gli anni d’assenza, dovuti al Daspo comminato riguardo ai fatti di Atalanta-Catania del 2009.
Spostandoci al Nord, Claudio "Bocia" Galimberti è il leader storico della curva dell’Atalanta e ha collezionato una lunga serie di Daspo, ma rimane l’indiscusso leader della tifoseria organizzata.
Dall’ottobre del 2009 fino allo stesso mese del 2014 aveva già scontato un Daspo di cinque anni per la rissa prima di Atalanta-Catania, il 22 settembre del 2009. 
E alla scadenza del divieto non ha comunque potuto acquistare abbonamenti o biglietti per le partite essendo anche sottoposto all’articolo 9 della legge Amato del 2007: nessun tagliando per chi ha riportato condanne, anche solo in primo grado, per reati legati alla tifoseria.
Il 12 aprile 2015 durante Atalanta-Sassuolo, il Bocia aveva raggiunto la zona di prefiltraggio dello stadio di Bergamo portandosi dietro una testa di porchetta, fino ad arrivare a ridosso dei tornelli. 
Una goliardata su cui ridere o un simbolo macabro destinato proprio ai poliziotti?
Gli viene notificato il nono Daspo della sua carriera.
C'è anche chi dalla curva è scappato e oggi fa il latitante in Costa Rica. 
Come Andrea Fantacci, ras storico delle disciolte Brigate Gialloblù dell'Hellas Verona. 
Oggi la curva veronese si autogestisce, tifo spontaneo "all'inglese": basta gruppi e basta capi. 
Troppo riconoscibili. 
Troppe grane con la giustizia, quando i magistrati mettono sotto torchio le tifoserie turbolente.
Diego Piccinelli, capo del gruppo ultras Brescia 1911, denunciato per l’aggressione a un tifoso del Verona, ha il foglio di via e non può mettere piede in città: il 2 febbraio 2014 aggredì il tifoso, colpevole di aver indossato la felpa del Verona.
A capo dei Viking della Juventus, c’è Loris Grancini: considerato uomo vicino a Cosa Nostra e alla cosca calabrese dei Rappocciolo, amante del poker è noto da tempo alle forze dell’Ordine(per traffico di stupefacenti, beccato con 10 kg di droga in casa nel 2006).
A Genoa il capo ultras è Fabrizio Fileni, detto Tombolone: è balzato agli onori della cronaca per aver fatto togliere le maglie ai giocatori rossoblu dopo la sconfitta con il Siena.
Franco Caravita, fondatore dei Boys e a capo della curva dell’Inter, ha una fedina penale con diversi reati da stadio e negli ultimi tempi è stato al centro di indagini per infiltrazioni della malavita nelle curve milanesi, insieme a Giancarlo Lombardi, detto "Sandokan", capo della curva Sud del Milan.
È il capo dei Guerrieri Ultras, il nuovo gruppo della Curva Sud del Milan, quelli che hanno spazzato via con la violenza, in meno di tre anni, i gruppi storici: la Fossa dei Leoni, i Commandos Tigre, le Brigate rossonere.
Sandokan ha alle spalle precedenti per rapina, lesioni, tentato omicidio e tentata estorsione a carico della stessa società rossonera.


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L'Arresto Dei Capi Ultras Del Bari (Calcioscommesse 2011)

Né ultrà, né tifosi. Ma criminali. Così Antonio Laudati definisce Alberto Savarese detto "Il Parigino", Raffaele Loiacono detto "Lello Pannocchia" e Roberto Sblendorio, i tre ultimi arrestati della sconfortante inchiesta sul calcio scommesse. Per loro, ex capi ultras della curva del Bari, recentemente divenuti secondo l´accusa braccio armato di scommettitori e riciclatori pugliesi l´accusa è quella di violenza privata aggravata ai danni di alcuni calciatori biancorossi nella stagione 2011.
Tutti e tre fedelissimi della curva nord dello stadio San Nicola di Bari dal 1976. Quando il "Parigino" aveva solo dodici anni. Le loro storie si intrecciano grazie alla passione bianco-rossa.
Ma è proprio allo stadio che cominciano anche i loro guai. Savarese è tra i primi tifosi a ricevere il Daspo a Bari. Viene diffidato. Dopo tocca a Sblendorio. I due però "vantano" anche altri precedenti penali. Il "Parigino" ha condanne per furto aggravato e violazioni della normativa per la correttezza dello svolgimento delle competizioni sportive e la sicurezza dei luoghi in cui si svolgono le competizioni sportive. Savarese nel 2006 ha preso una condanna a sei mesi (insieme con altri sette ultras) per gli scontri a Pescara. Sblendorio invece ha precedenti per lancio di materiale pericoloso in occasione di eventi sportivi, resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi.
Solo Loiacono è incensurato Nel 2011 i tre capi ultras una volta capito che i giocatori del Bari (già retrocesso) avevano cominciato a fare cassa vendendosi le partite hanno deciso di partecipare al banchetto e si sono resi disponibili a fare da tramite anche a favore di terzi investitori.
Così in più di un´occasione si sono presentati negli spogliatoi per minacciare i giocatori(ad esempio durante Bari-Chievo nel mezzo del controllo anti doping).
La testimonianza chiave è quella di Marco Rossi, ex giocatore del Bari: «Poco prima della partita Cesena-Bari (il 17 aprile del 2011), alcuni capi ultras avevano intimato ai rappresentanti dei giocatori, tra cui il portiere Gillet e lo stesso Andrea Masiello, di perdere le successive due partite di campionato, ovvero Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, in quanto avevano essi stessi scommesso sulla sconfitta del Bari». Rossi, probabilmente il più restio a darla vinta ai tifosi, venne picchiato negli spogliatoi, da Sblendorio che lo colpì con uno schiaffo al volto. «Siete ultimi avete fatto questo campionato di merda...non vi è mai successo niente, nessuno ha preso mazzate e cose varie, domani dovete perdere». Il motivo era semplice: «Io sono in debito con gente pericolosa e rischio di morire e ho bisogno di soldi. Voi ora ci dovete fare un favore a noi, perché a voi non vi abbiamo mai rotto le scatole, non vi abbiamo mai alzato le mani, non vi abbiamo contestato, vivete da Dio...se volete fare una vita tranquilla fino a fine anno».
Oltre a Cesena-Bari l´altra partita truccata dagli ultras è Bari-Sampdoria, decisiva nella lotta per la salvezza. Dalle carte dell´inchiesta emerge che ben tre gruppi, indisturbati, cercarono di interferire su quel risultato: gli ultras, gli zingari e un gruppo legato alla Sampdoria. Secondo uno dei complici di Masiello, anche l´attuale interista Palombo era a conoscenza della combine: partecipò all´incontro decisivo tra Masiello e Guberti. Il gip spiegava anche la responsabilità oggettiva del Bari calcio «che non tutelava i suoi calciatori dalle minacce». Tra le considerazioni del gip, significativa anche quella «sui giocatori mossi prevalentemente dalla finalità di non aggravare la propria posizione nei confronti della giustizia sportiva». «Avremmo dovuto fare gli arresti al termine della stagione. Abbiamo dovuto accelerare perché era a rischio l´incolumità di alcune persone». Il riferimento era a due giornalisti e al portiere Jean Francois Gillet che aveva accusato i tre ultras: per lui era pronta una spedizione punitiva a Bologna. Nella deposizione di Andrea Masiello (Novembre 2015), l'ex giocatore del Bari accusa gli ex ultras della tifoseria. "I capi ultras ci chiesero di perdere e anche Antonio Bellavista (ex calciatore del Bari) spesso lo aveva fatto". Se non vi decidete a perdere e a fare quello che dico io, vi mando gente pesante" avrebbe detto Bellavista a Masiello prima della partita Cesena-Bari del 17 aprile 2011.
E quella "gente pesante", secondo Masiello, erano i tre ex capi ultras. Secondo la Procura di Bari i tre avrebbero preteso che i calciatori perdessero due partite (Cesena-Bari e Bari-Sampdoria del 24 aprile 2011, tutte e due terminate con la sconfitta dei pugliesi) per fare soldi con le scommesse. "Un giorno, dopo l'allenamento, ci aspettarono nel parcheggio dello stadio e volarono parole grosse e uno schiaffo da Sblendorio sul viso di Parisi; invece Savarese disse che era in debito con parecchie persone e aveva bisogno di soldi, quindi ci chiese di perdere per scommettere". "Dopo l'incontro andammo dall'allenatore Bortolo Mutti e dal direttore sportivo Guido Angelozzi a riferire la cosa e loro ci dissero di tapparci il naso e giocare. Anche perché dopo quell'episodio Bellavista e altre persone mi offrirono soldi per perdere". Il processo proseguirà il 10 febbraio 2016 con l'esame degli imputati e l'audizione di quattro testimoni, tra i quali Mutti e Angelozzi.


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