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giovedì 13 settembre 2018

Statistiche Storiche Sugli 0-0: Boring Football e Parking The Bus!

"Parking the bus"

Il termine "parking the bus" viene utilizzato quando tutti i giocatori di una squadra giocano in modo difensivo nella propria metà-campo, solitamente quindi quando una squadra intende difendere un margine ristretto o uno 0-0.
Il termine venne coniato dal manager del Chelsea José Mourinho, riferendosi al Tottenham Hotspur  del francese Jacques Santini, durante una partita contro il Chelsea nel 2004.
Con il passare del tempo però lo stesso manager portoghese è stato spesso beffeggiato essendo apostrofato allo stesso modo. In realtà si tratta solo di un termine più recente utilizzato al posto del classico "catenaccio" che tanto andava di moda in Italia negli anni 60/70 che prevedeva l'uso del libero. Ma il calcio, storicamente, è davvero così noioso come dice chi non lo segue? Questa domanda se l'è posta James Curley, professore della Columbia University.
Curley ha usato lo stesso approccio che usa nella sua carriera accademica: una mare di dati e statistiche. Egli quindi ha compilato quello che è quasi certamente il più grande compendio al mondo di risultati di calcio inglese che va dal 1888 al 2014.
Sono state analizzate quasi 190.000 partite di calcio inglese giocate giocate nelle prime 4 divisioni.
Nelle 188.060 partite di campionato, il punteggio più comune è risultato essere l'1-0, prova, per Curley, che il Calcio aveva un punteggio più basso anche di quanto sospettasse. Questo risultato si è verificato in oltre 30.000 partite, il 16% del totale.
Altri punteggi comuni: 2-1 (circa 27.000 partite), 2-0 (circa 22.000) e 1-1 (circa 22.000).
In 85.694 partite, quasi la metà del totale, almeno una delle squadre non ha segnato. Nell'85% di tutte le partite, nessuna squadra ha segnato più di tre gol. Questi punteggi bassi hanno portato a migliaia di pareggi: 47.412 dalla fondazione del sistema della lega, per la precisione. Ci sono stati 13.475 pareggi per 0-0 (ovvero il 7% del totale). Nel 1890, furono pareggiate solo il 12% delle partite e nel 1977 invece 626 partite su 2.028 (31%). Ciò è in parte dovuto a una diminuzione di reti in generale.
Il numero medio di goal per partita a volte ha subito forti fluttuazioni, in particolare con i picchi improvvisi e le successive flessioni nelle due epoche del dopoguerra. Nel 1925, la FIFA modificò la regola del fuorigioco. Prima del cambio, tre giocatori dovevano essere prima dell'attaccante. La nuova regola ha cambiato il gioco in quanto soli due giocatori (in genere un difensore e il portiere) avrebbero portato ad un aumento delle reti segnate, dando maggiore manovra agli attaccanti.
Nel 1958 furono introdotte le sostituzioni ma solo per un giocatore infortunato. Ciò corrisponde approssimativamente all'inizio di un brusco calo di realizzazioni negli anni '60.
Probabilmente perchè giocare con un giocatore infortunato lasciava le squadre estremamente vulnerabili in difesa, portando a maggiori reti. Introduzione dei cartellini nel 1970, un nuovo rinnovamento alla regola del fuorigioco nel 1990 e l'impossibilità di prendere il pallone con le mani a seguito di un retropassaggio nel 1992 non sembrano essere correlate a nessun cambiamento importante nel punteggio. Sicuramente anche l'evoluzione delle tattiche di gioco hanno influito: nei primi anni il calcio era caratterizzato da un gran numero di attaccanti, ma i cambiamenti tattici hanno portato a un numero maggiore di giocatori difensivi e centrocampisti.
Nel 1981 c'è stato un cambio di regola per quanto riguarda i punti assegnati per vittorie e pareggi: alle squadre sono stati assegnati tre punti per una vittoria e un punto per il pareggio. Prima del 1981, solo due punti venivano assegnati per una vittoria. Questo cambiamento ha dato alle squadre meno incentivi, generalmente, per accontentarsi di un pareggio. Tuttavia, il cambiamento non fu significativo.


BORING CLUB E RECORD DI 0-0
L’Arsenal, nell’ottobre 1993, giocò e concluse ben 4 partite consecutive con il risultato di 0-0.
In Europa però batterono per 3-0 lo Standard Liegi ed in Coppa di Lega ci furono due 1-1 contro Huddersfield Town e Norwich City.
I Gunners, all’epoca guidati dal manager George Graham, trionferanno in Coppa delle Coppe, battendo in finale il Parma mentre in campionato concluderanno al quarto posto finale. Era appunto l'epoca del coro Gunners "boring Arsenal, boring Arsenal". Con Wenger le cose cambiarono ma curiosamente anche sotto il tecnico alsaziano, i Gunners salirono agli onori della cronaca per aver piazzato un poker di 0-0 nel mese di gennaio della stagione 2008/09, contro West Ham, Tottenham, Sunderland e Fulham. Per il Tottenham Hotspurs il periodo di “carestia”, anche in questo caso ben 4 consecutivi 0-0, si ebbe a cavallo fra gennaio e febbraio 2001. I Wolves testarono le emozioni dei noiosi pareggi senza reti in occasione degli ultimi 4 matches casalinghi al Molineux nella stagione 2015/16.
Restringendo il discorso solo alla Premier League (dal 1992 al 2012):
Vediamo invece dal 2015/16 a settembre 2017 come la squadra più boring sia il Southampton.
A seguire il Manchester Utd di Van Gaal e Mourinho.
Dall'inizio della Premier League (1992) a settembre 2017, a guidare questa triste classifica l'Aston Villa. 


EUROPA
Allargando il discorso all'Europa, e spostandosi sul suolo italico, secondo Gianni Brera lo 0-0 era il risultato perfetto in quanto espressione del totale equilibrio tra difesa ed attacco.
Allenatori europei che fecero del catenaccio la loro religione si possono citare Rappan al Servette negli anni 30, Villini alla Triestina e Barbiere allo Spezia negli anni 40, Foni all'Inter negli anni 50, Nereo Rocco al Milan ed Helenio Herrera all'Inter negli anni 60 e 70 ma anche l'Italia di Valcareggi a fine anni 60 ed inizio 70. Non si possono inoltre non citare Otto Rehhagel CT della Grecia agli europei 2004, Bilardo dell'Argentina ad Italia 90, Vicini (Italia 90), Dino Zoff (Euro 2000) e il già citato George Graham all'Arsenal negli anni 90. In tempi più recenti si può citare anche Simeone all'Atletico Madird. Andando più nello specifico il numero di goal segnati in Italia è diminuito di quasi il 300% tra il 1950 e il 1970, fu solo con Arrigo Sacchi che le cose migliorarono.
Sacchi arrivò a Milano nel 1987, in ogni partita venivano segnati in media solo 1,92 goal.
Quando lasciò 4 anni dopo, quella media era salita a 2.29, una cifra che si traduce in 113 goal in più a stagione. L’Udinese registrò nella stagione di Serie A 1982/83 ben 20 pareggi su 30 gare giocate.
Per il Como invece, nell’annata 1986/87, sotto la guida di Emiliano Mondonico, la vittoria arrivò soltanto 5 volte, con ben 16 pareggi e 9 sconfitte, con 16 reti fatte e 20 subite.
Il record di 0-0 in Serie A venne registrato nel 32esimo turno del 2017/18: ben 5 gare terminate 0-0 (solo 13 reti realizzate in 10 partite). Mai così tante in Serie A nell’era dei tre punti (in realtà era già successo nella stagione 2010/11). Ma a registrare il dato più inquietante di 0-0 in Europa furono i russi del Rostov che fecero cinque 0-0 di seguito (persero poi ad Old Trafford contro il Manchester Utd in Champions League).


MEDIE GENERALI E CONFRONTI TRA CAMPIONATI
Questa che vediamo sotto è la media in % di partite finite 0-0 in tutti i campionati europei (dal 2005 al 2015):
E negli ultimi anni invece torneo per torneo? Si nota come la Premier League abbia subito un aumento considerevole di 0-0 (rispetto alle statistiche lette nella prima parte dell'articolo), dovuta principalmente all'invasione di giocatori e manager stranieri.
Infine nell'ultima immagine vediamo a sinistra tutti le nazionalità dei manager che si sono succeduti sulle panchine inglesi dal 1992 al 2018.
Per ogni manager è riportato la squadra o le squadre allenate (ad esempio Ferguson per la Scozia è conteggiato come 1 in quanto ha allenato solo il Manchester United. Invece Pellegrini per il Cile come 2 perchè ha allenato 2 squadre: Manchester City e West Ham. Tra l'altro unico cileno ad allenare in PL).
Invece a destra si può notare come nel 2018 di manager autoctoni in Premier League ce ne siano solo 4 più 1 gallese ed 1 irlandese, situazione non molto dissimile negli ultimi 15 anni.



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venerdì 7 settembre 2018

La Storia Dei Portland Jail Blazers: Arresti, Droga, Violenze (NBA)

Bonzi Wells: "Non ci frega niente dei fan. Al massimo possono fischiarci quando giochiamo, ma saranno sempre pronti a chiederci autografi. E' per questo che loro sono solo tifosi e noi giocatori NBA"

I Portland Trail Blazers debuttano in NBA nel 1970 e da subito la passione mostrata dai tifosi è ben oltre le aspettative perchè la città non ha altre squadre negli sport professionistici americani, lasciando tutto l’amore e la devozione possibili al Basket.
Dopo sei sole stagioni nella Lega, trascinata da Bill Walton, la squadra vince il primo e ad oggi ultimo titolo.
Da allora un percorso fatto di grandi traguardi e incredibili fallimenti, ha caratterizzato la loro storia.
I playoff storicamente sono di casa ma la squadra si ferma quasi sempre lì.
Due finali, entrambe perse sonoramente, quella del 1992 per mano di Jordan.
Già prima dei "Jail" Blazers (fine anni 90) comunque a Portland tirava una brutta aria: a renderla pesante, tra gli altri, ci pensava Jermaine O’Neal.
Il record per il più giovane giocatore NBA a essere mai stato arrestato è suo: all’età di 18 anni e 8 mesi infatti venne incarcerato in un centro commerciale: il giovane O’Neal, infatti, pare stesse distribuendo volantini e abbia cominciato a fare commenti irrisori ad alta voce sui poliziotti presenti all’interno dell’edificio; gli agenti lo portarono in carcere accusandolo di “condotta riottosa” e di "resistenza a pubblico ufficiale", rendendolo il detentore di questo infame record che, visto che ora è proibito selezionare giocatori direttamente dalle scuole superiori, probabilmente durerà in eterno.


POSTLAND JAIL BLAZERS
La stagione 1998/99 è quella del lockout NBA: cioè stagione ridotta a seguito dello sciopero giocatori.
La stagione inizia il 7 febbraio e non va malissimo per i Trail Blazers, che concludono con un record di 35-15 accedendo ai playoff.
Perderanno 4-0 nelle finali di Conference contro San Antonio.
Ecco che finalmente, nella stagione 1999/00, vengono fuori i veri Portland "Jail" Blazers.
"Jail" vuol dire "Carcere".
Come mai vengono soprannominati così? Basta analizzare il loro roster:

1) Ruben Patterson: aggressione sessuale nei confronti della compagna ed arrestato per aver cercato di rapire la babysitter di suo figlio, aggressione anche ad un automobilista
2) Rasheed Wallace: rissa con il compagno Arvydas Sabonis, record di falli tecnici in stagione, sospeso per aver minacciato l'arbitro Tim Donaghy dopo una partita (per tentato omicidio...), sospeso per possesso di marijuana. Continui litigi con arbitri, allenatori e compagni di squadra
3) Qyntel Woods: possesso di marijuana, organizzazione clandestina di combattimenti tra cani, sostituzione della patente di guida con una sua card da gioco dell’NBA durante un controllo della polizia
4) Damon Stoudamire: diversi fermi per possesso di marijuana (di cui uno anche all'aeroporto). Si ricorda anche l'arresto con Wallace beccati strafatti in macchina
5) Zach Randolph: rissa con il compagno Patterson e più volte beccato in guida in stato d'ebrezza (alcool e droghe). In Indiana viene beccato con una vettura segnalata facente parte di una gang locale (verrà beccato ubriaco, tra l'altro non aveva ancora l'età minima per bere alcolici), in seguito sempre ad un posto di blocco risulta positivo alla marijuana. Anche quando andrà a Los Angeles verrà arrestato nuovamente per guida in stato d'ebrezza (2009)
6) Bonzi Wells: mister "I don’t give a fuck ‘bout my fans" più parole non propriamente simpatiche rivolte a coach Maurice Cheeks di fronte a tutta la squadra, avvenimento più volte ripetuto
7) Darius Miles: sospeso per avere usato espressioni ingiuriose compresi epiteti razziali nei confronti di Cheeks (subentrato a Dunleavy) e per droga
8) Scottie Pippen: paradossalmente, almeno a Portland, fu il più tranquillo della squadra. Anche se era lo stesso che nel 1993 venne accusato di utilizzo illegale di arma da fuoco, 2 anni dopo arrestato per aver picchiato una donna, poi beccato in guida in stato d'ebrezza quando giocava per i Rockets

Questi avanzi di galera in stagione realizzano un record di 59 vittorie e 23 sconfitte...chi lo avrebbe mai detto? Certo, il talento non manca affatto, ma il tasso di criminalità è troppo elevato anche per i quartieri più malfamati d'America.
Ai playoff, passati in scioltezza primo e secondo turno, in finale di conference si trovano di fronte i Los Angeles Lakers strafavoriti per la vittoria del titolo della stagione in corso: Shaquille O’Neal, Kobe Bryant, Rick Fox, Derek Fisher. C’è un’impresa da compiere.
Con un Wallace fenomenale, coadiuvato da Scottie Pippen e Steve Smith, Portland riesce incredibilmente a portare la serie a gara 7, che si giocherà allo Staples Center di Los Angeles, con i pronostici del caso tutti completamente a favore dei padroni di casa.
In uno Staples Center stracolmo e con un’atmosfera irreale, le due squadre si apprestano a dar vita ad uno degli incontri più adrenalinici di sempre.
A fine terzo quarto Portland è in vantaggio 75-60 tra lo stupore di tutti i presenti e di coloro che stanno assistendo in qualsiasi modo alla partita decisiva di questa incredibile serie.
Ma i Lakers recuperano un deficit di 15 punti grazie ai super Bryant ed O’Neal, mettendo il punto esclamativo con un alley hoop alzato dal primo per O’Neal e fissando il risultato sull’89-84.
Portland ancora una volta in vacanze fallisce.
Non sono bastati gli apporti super in post-season di Wallace (17.9+6.4) e Pippen (14.9+7.1 rimbalzi+4.3 assist), la squadra migliore ha avuto la meglio.
Diventarono la squadra più odiata d’America, non solo dagli avversari ma, anche, dai propri tifosi, quei tifosi che a Portland non avevano mai fatto mancare il loro supporto.
In primo luogo il roster era il più caro della Lega.
Il disprezzo verso la squadra era tale che la dirigenza fece di tutto pur d’invogliare i tifosi a riempire il Rose Garden: a quei tempi era possibile accaparrarsi biglietti con appena 10 dollari.


CRONACA NERA NEL DETTAGLIO
All’inizio della stagione 2000/01 viene acquistato Shawn Kemp, che dopo poche partite lascia per entrare in una clinica di riabilitazione per lottare contro l’abuso di cocaina.
Nello stesso anno, Rasheed Wallace registra l’ineguagliabile record NBA di 41 tecnici in una singola Regular Season.
Nel novembre del 2002, lui e Damon Stoudemire decidono di non rientrare con il bus di squadra da una trasferta a Seattle, ma di compiere il viaggio sulla discreta Hummer giallo canarino del playmaker. Fermati per eccesso di velocità, tanto fumo esce dal finestrino dell’autovettura, avvolgendo l’ufficiale di polizia...è droga.
Nello stesso anno il neo acquisto Ruben Patterson, già processato per molestie sessuali ai danni della tata di famiglia, viene condannato per aggressione a un uomo che aveva inavvertitamente danneggiato la sua auto.
In seguito viene anche accusato di violenze domestiche dalla moglie, che chiederà il divorzio.
L’anno successivo il solito Stoudemire viene fermato in aeroporto, durante un normale controllo al metal detector: portava con sé 40 grammi di marijuana.
Nel 2003 il giovane Zach Randolph colpisce in allenamento Ruben Patterson con un pugno ben assestato, causandogli la frattura dell’orbita oculare. Nelle settimane seguenti pare che Z-Bo si sia nascosto a casa del compagno Dale Davis perché Patterson minacciò di sparargli.
L’anno successivo, la polizia di Portland trova un pitbull ferito in un vicoletto dietro all’abitazione di Qyntel Woods.
Brevi indagini fanno rinvenire, nella sua proprietà, prove di una vera e propria attività clandestina di combattimento tra cani.
La reputazione che perseguiterà invece Wallace per tutta la carriera nasce nei Jail Blazers, quando l’ala comincia a ricevere tecnici anche senza aprire bocca, trasformando il suo rapporto con gli arbitri in una vera e propria battaglia.
Gli stessi tifosi di casa non mancano mai di far sentire il loro disprezzo agli uomini di Maurice Cheeks.
L’ex campione NBA 1983 coi Sixers subentra a Dunleavy all’inizio della stagione 2001/02, perché considerato un players coach.
Anche Cheeks, però, si rivelerà inefficace nella gestione dei talenti a sua disposizione, eccellenti singoli che non riuscirono mai a trovare una reale alchimia.
È il talento a tenere a galla i Blazers, che fino al 2002/03 disputeranno sempre i Playoffs, con un ottimo rendimento stagionale, regolarmente sopra al 50%, e venendo eliminata dalla post season per ben tre volte consecutive dai Lakers.
I Jail, vengono smantellati nel 2004, con la dirigenza che ha rivisto il metro di selezione dei suoi giocatori, puntando esclusivamente su "bravi ragazzi": alcuni direbbero "anche troppo", visto che per le successive cinque stagioni mancheranno sempre l’appuntamento con i Playoffs.
Sheed ad esempio è mandato ad Atlanta (una squadra che cade a pezzi. Anche se poi vincerà il titolo NBA con i Detroit Pistons formando una grande coppia con l'altro Wallace, Ben), Randolph diventerà un grande giocatore a Memphis.
L’era dei Jail Blazers è comunque considerata da molti un’epoca spregevole per il Basket NBA.
Una squadra arrogante e criminale, composta da giocatori strapagati e pieni di vizi, lontani anni luce dall’essere cittadini modello.


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lunedì 3 settembre 2018

Le Salite Più Dure Di Tour De France, Giro D'Italia e Vuelta (Ciclismo)

In quest'articolo vedremo le salite storiche più dure fatte al Tour De France, Giro D'Italia e Vuelta Spagnola. Ovviamente, quà e là nelle varie nazioni, esisteranno salite più dure di alcune citate ma queste vengono scelte spesso avendo percorsi appunto percorribili (a differenza di altre salite magari più dure ma che non vengono scelte per strade dissestate, non idonee o comunque non percorribili).
Sono messe grossomodo per ordine di difficoltà, anche se in realtà la cosa è abbastanza soggettiva in quanto è difficile rapportare lunghezza con pendenze.


TOUR DE FRANCE
Mont Ventoux (Alpi): 21.1 km al 7.7 % medio
Col Du Tourmalet (Pirenei): 19 km al 7.4 % medio
Alpe D'Huez (Alpi): 13.2 km al 8.1 % medio
Col De La Madeleine (Alpi): 24.5 km al 6.3% medio
Col Du Glandon (Alpi): 21.3 km al 6.9 % medio
Plateau De Beille (Pirenei): 15.8 km al 7.9 % medio
Hautacam (Pirenei): 13.6 km al 7.8 % medio
Le Mont Du Chat (Massiccio Del Giura): 17 km al 7.4 % medio
Col D'Aubisque (Pirenei): 16.4 km al 7.1 % medio
Col Du Galibier (Alpi): 17.2 km al 6.9 % medio
Puy De Dome (Massiccio Centrale): 14 km al 7.5 % medio
Col De L'Izoard (Alpi): 14.1 km al 7.3 % medio
Col De Peyresourde (Pirenei): 13.2 km al 7 % medio
Col Du Telegraphe (Alpi): 11.8 km al 7.3 % medio
Luz Ardiden (Pirenei): 14.7 km al 6.9 % medio
Col De La Croix De Fer (Alpi): 30 km al 5.07 % medio
Col De Vars (Alpi): 9.3 km al 7.5 % medio
Risoul (Alpi): 13 km al 6.7 % medio
Col De Vallouron-Azet (Pirenei): 10.5 km al 7.2 % medio
Col Du Joux Plane (Alpi): 10.9 km al 6.5 % medio


GIRO D'ITALIA
Colle Delle Finestre (Alpi): 18.6 km al 9.1 % medio
Mortirolo (Alpi): 12.5 km al 10.4 % medio
Zoncolan (Alpi): 10.1 km al 12 % medio
Passo Dello Stelvio (Alpi): 24.3 km al 7.4 % medio
Blockhaus (Appennini): 22 km al 7.3 % medio
Passo Gavia (Alpi): 17.3 km al 7.9 % medio
Colle Dell'Agnello (Alpi): 22 km al 6.5 % medio
Passo Di Pampeago (Alpi): 8 km al 9.9 % medio
Plan De Corones (Alpi): 5.2 km al 10 % medio
Tre Cime Di Lavaredo (Alpi): 7.5 km al 7.6 % medio
Passo Pordoi (Alpi): 13 km al 6 % medio
Gran Sasso (Appennini): 26.5 km al 3.9 % medio
Oropa (Alpi): 13 km al 5.8 % medio


VUELTA ESPANA
Alto De L'Angliru (Cordillera Cantabrica): 12.5 km al 10 % medio
Lagos De Covadonga (Cordillera Cantabrica): 14.20 km al 7.45 % medio
Sierra Nevada (Cordillera Penibetica): 30 km al 5.8 % medio
Cuitu Negru (Cordillera Cantabrica): 23.9 km al 6.1 % medio
Port D'Envalira (Pirenei): 27.5 km al 5 % medio
Bola Del Mundo (Sistema Central): 21.8 km al 6.2 % medio
La Rabassa (Pirenei): 17.4 km al 6.5 % medio
Sierra De La Pandera (Cordillera Subbetica): 15 km al 6.2 % medio
Alto Campoo (Cordillera Cantabrica): 18 km al 5.5 % medio
Puerto De Navacerrada (Sistema Central): 18.4 km al 5.2 % medio
Arcalis (Pirenei): 18 km al 5.2 % medio
Puerto De Pajares (Cordillera Cantabrica): 23.3 km al 4.7 % medio
Pla De Beret (Pirenei): 21.7 km al 4.1 % medio
Estacion De Valdezcaray (Sistema Central): 13.5 km al 5.2 % medio


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giovedì 30 agosto 2018

La Storia Di Pat Venditte: Il Lanciatore Ambidestro (MLB)

Pat Venditte, dopo una lunga trafila nelle Minors, nel 2015 (a quasi 30 anni) riuscì ad arrivare al debutto in MLB con gli Oakland A’s.
L'esordio fu contro i Boston Red Sox.
Poi verrà ceduto ai Toronto Blue Jays e Seattle Mariners, prima di firmare per i Dodgers ed essere mandato nelle minors.
Ma qual è la particolarità di questo lanciatore? Il fatto di poter lanciare abilmente con ambo le mani.
Unico professionista in grado di farlo.
L'esordio fu ottimo, visto che rilievo effettuò 28 lanci tra il settimo e l’ottavo inning dell’incontro, concedendo una sola valida; 16 i lanci con la mano destra, 12 quelli con la sinistra.
Con Oakland chiuderà con 4.40 di ERA in 26 apparizioni nel 2015.
Dal 1894 a oggi, solo due switch pitcher sono saliti su un monte di lancio della MLB; prima di Venditte, solo Greg A.Harris dei Toronto Blue Jays, che nel 1995 eliminò due battitori lanciando con due mani diverse.
Questa abilità venne sviluppata dal pitcher del Nebraska per sopperire alla mancanza di potenza spesso decisiva (in negativo) per le sorti della carriera di un rilievo.
In realtà, il proseguo della carriera di Venditte, fu abbastanza mediocre: oggi viaggia con oltre 5 di ERA e una WHIP di 1.36.
Il record (per quello che può valere) è di 2-2 (W-L).
In ogni caso, la rara abilità di Venditte costrinse sia la Major che Minor League Baseball a creare una regola per i lanciatori ambidestri, conosciuta colloquialmente come la "Regola Pat Venditte".
Come mai? Semplicemente perchè chi segue il Baseball sa quanto siano diversi i lanci effettuati da un pitcher destro rispetto ad un mancino.
Questa regola richiede essenzialmente che ogni lanciatore ambidestro dichiari quale mano userà per lanciare prima dell'inizio del turno di battuta, e sarà costretto a lanciare l'intera a-bat con la stessa mano.
Con il braccio destro, inizialmente Venditte lanciava Slider e Curve, oltre ad una Fastball di circa 85 miglia all'ora (137 km/h).
Con la mano sinistra invece lanciava una Slider ed una Fastball abbastanza più lenta.
Tuttavia dopo l'intervento chirurgico alla sua spalla destra nel 2012, l'infortunio indebolì il suo braccio destro, rendendo i suoi lanci abbastanza simili (per quanto riguarda effetti e velocità).
In genere, Venditte usa il suo braccio destro contro battitori destrimani e quello mancino contro battitori sinistri, il che minimizza il vantaggio dei coach di poter scegliere il battitore in base ai lanci del rilievo affrontato.
Ovviamente dividendo i lanci tra due braccia, è in grado di lanciare più a lungo dei rilievi tradizionali prima di stancarsi.


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domenica 26 agosto 2018

Tutte Le Sfide Al Tour Tra Armstrong, Ullrich e Pantani

In questo articolo riproporrò tutte le sfide che ci sono state al Tour de France tra Armstrong ed Ullrich più la partecipazione di Pantani in qualche edizione.
Tengo a precisare che che sono state prese in considerazioni solo tappe di montagna e cronometro (senza considerare eventuali ritardi a seguito di problemi meccanici in tappe di pianura).
Armstrong ed Ullrich si sono incontrati dal Tour 2000 sino a quello del 2005 (escluso quello del 2002): Armstrong è arrivato sempre primo, invece Ullrich secondo in 3 edizioni (2000, 2001 e 2003), quarto nel 2004 e terzo nel 2005 (poi revocato).
Pantani ha affrontato Armstrong solo nel Tour del 2000 (vinto dal texano come detto), Tour non portato al termine dal corridore italiano per ritiro nelle ultime tappe (quando il distacco era di oltre 20 minuti).
Ullrich e Pantani invece, oltre che nel Tour 2000, si sono affrontati nel Tour 1997 (vinto da Ullrich con Pantani terzo) e nel Tour 1998 (vinto da Pantani, con Ullrich secondo).
A livello di grandi giri, Armstrong ha vinto 7 Tour de France che poi gli sono stati revocati (per via di un'inchiesta dell'USADA. Armstrong ha confessato l'uso di sostanze illecite in mondovisione in un'intervista allo show Oprah).
Ullrich ha vinto 1 Tour de France ed 1 Vuelta Spagnola (nel 1999).
Pantani 1 Tour de France ed 1 Giro D'Italia nel 1998.
Ullrich, implicato poi nell'Operacion Puerto (pseudonimi Jan, Yo, Hijo de Rudicio), ha ammesso di aver fatto uso di sostanze dopanti durante la sua carriera (il senato francese con un controllo retroattivo ha anche dimostrato l'uso di EPO nel Tour del 1998 chiuso al secondo posto).
Pantani, come sappiamo, è morto nel 2004 ed è stato più volte citato in causa per gli stessi motivi  (anche i suoi campioni di sangue ed urina nel Tour 98 vinto sono risultati positivi all'EPO in un controllo effettuato in anni successivi con apparecchiature che finalmente riuscivano a rilevare la presenza di EPO non naturale nel sangue. Inoltre è stato trovato nei database del discusso medico Conconi a metà anni 90, fermato per ematocrito alto nel 1999, trovato con una fiala d'insulina in stanza al Giro 2001 e poi implicato nell'Operacion Puerto con lo pseudonimo di PTNI nei primi anni del 2000).


Tour De France 1997
Tappa 1 (prologo a Rouen, 7.3 km): Ullrich (Pantani a 37 secondi di distacco da Ullrich)
Tappa 10 (Arcalis, 252.5 km): Ullrich (Pantani a 1 minuti e 8 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Pantani è a 5 minuti e 29 secondi dal tedesco)
Tappa 12 (crono a St.Etienne, 55 km): Ullrich (Pantani a 3 minuti e 42 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Pantani è a 9 minuti e 11 secondi dal tedesco)
Tappa 13 (Alpe D'Huez, 203.5 km): Pantani (Ullrich a 47 secondi di distacco da Pantani. In classifica generale Pantani è a 8 minuti e 24 secondi dal tedesco)
Tappa 14 (Courchevel, 148 km): Ullrich (Pantani a 3 minuti e 6 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Pantani è a 11 minuti e 30 secondi dal tedesco)
Tappa 15 (Morzine, 208 km): Pantani (Ullrich a 1 minuti 17 secondi di distacco da Pantani. In classifica generale Pantani è a 10 minuti e 13 secondi dal tedesco)
Tappa 20 (crono a Disneylands Paris, 63 km): Ullrich (Pantani a 3 minuti e 50 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Pantani è a 14 minuti e 3 secondi dal tedesco)


Tour De France 1998
Tappa 1 (prologo a Dublino, 5.6 km): Ullrich (Pantani a 43 secondi di distacco da Ullrich)
Tappa 7 (crono a Correze, 58 km): Ullrich (Pantani a 4 minuti e 21 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Pantani è a 5 minuti e 4 secondi dal tedesco)
Tappa 10 (Bagneres De Luchon, 196.5 km): Pantani (Ullrich a 23 secondi di distacco da Pantani. In classifica generale Pantani è a 4 minuti e 41 secondi dal tedesco)
Tappa 11 (Plateau De Beille, 170 km): Pantani (Ullrich a 1 minuto e 40 secondi. In classifica generale Pantani è a 3 minuti e 1 secondo dal tedesco)
Tappa 15 (Les Deux Alpes, 189 km): Pantani (Ullrich a 8 minuti e 57 secondi. In classifica generale Ullrich è a 5 minuti e 56 secondi da Pantani)
Tappa 16 (Albertville, 204 km): Ullrich (Pantani stesso tempo)
Tappa 20 (crono a Le Creusot, 52 km): Ullrich (Pantani a 2 minuti e 35 secondi. In classifica generale Ullrich è a 3 minuti e 21 secondi da Pantani)


Armstrong torna dal cancro nel Tour 1999 che vince, in quest'edizione non c'erano nè Ullrich (per via di una caduta prima del Tour), nè Pantani (che era stato squalificato dal Giro D'Italia 1999 per ematocrito alto).


Tour De France 2000
Tappa 1 (cronometro a Futuroscope, 16 km): Armstrong (Pantani a 2 minuti e 14 secondi di distacco da Armstrong)
Tappa 4 (cronosquadra a St.Nazaire, 70 km): US Postal (Mercatone a 2 minuti e 48 secondi di distacco dall'US Postal. In classifica generale distacco complessivo di 4 minuti e 42 secondi dal texano)
Tappa 10 (Hautacam, 205 km): Armstrong (Pantani a 5 minuti e 10 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 10 minuti e 34 secondi dal texano)
Tappa 12 (Mont Ventoux, 149 km): Pantani (Armstrong stesso tempo. In classifica generale Pantani è a 10 minuti e 26 secondi dal texano)
Tappa 15 (Courchevel, 173.5 km): Pantani (Armstrong a 50 secondi di distacco da Pantani. In classifica generale Pantani è a 9 minuti e 3 secondi dal texano)
Tappa 16 (Morzine, 196 km): Armstrong (Pantani a 11 minuti e 43 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale Pantani è a 20 minuti e 46 secondi dal texano)


Tour De France 2000
Tappa 1 (cronometro a Futuroscope, 16 km): Armstrong (Ullrich a 12 secondi di distacco da Armstrong)
Tappa 4 (cronosquadra a St.Nazaire, 70 km): US Postal (T-Mobile a 40 secondi di distacco dall'US Postal. In classifica generale distacco complessivo di 52 secondi dal texano)
Tappa 10 (Hautacam, 205 km): Armstrong (Ullrich a 3 minuti e 19 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 4 minuti e 14 secondi dal texano)
Tappa 12 (Mont Ventoux, 149 km): Armstrong (Ullrich a 29 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale Ullrich è a 4 minuti e 55 secondi dal texano)
Tappa 15 (Courchevel, 173.5 km): Armstrong (Ullrich a 2 minuti e 31 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale Ullrich è a 7 minuti e 26 secondi dal texano)
Tappa 16 (Morzine, 196 km): Ullrich (Armstrong a 1 minuto e 37 secondi di distacco da Ullrich. In classifica generale Ullrich è a 5 minuti e 37 secondi dal texano)
Tappa 19 (crono a Mulhouse, 59 km): Armstrong (Ullrich a 25 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale Ullrich è a 6 minuti e 2 secondi dal texano)


Tour De France 2001
Tappa 1 (cronometro a Dunkerke, 8.2 km): Armstrong (Ullrich a 3 secondi di distacco da Armstrong)
Tappa 5 (cronosquadra a Bar de Luc, 67 km): US Postal (Telekom a 24 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 27 secondi dal texano)
Tappa 10 (Alpe D'Huez, 209 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 59 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 2 minuti e 34 secondi dal texano)
Tappa 11 (crono a Chamrousse, 32 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 3 minuti e 34 secondi dal texano)
Tappa 12 (Ax-Bonascre, 166 km): Armstrong (Ullrich a 23 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 4 minuti e 5 secondi dal texano)
Tappa 13 (St.Lairy Soulan, 194 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 5 minuti e 13 secondi dal texano)
Tappa 18 (St.Amand-Montrond, 61 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 39 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 6 minuti e 44 secondi dal texano)


Nel Tour 2002, vinto anch'esso da Armstrong, Ullrich non partecipa per via di una caduta.
Pantani invece dal 2000 in poi non viene invitato e contemporaneamente sprofonda nella depressione.
Nel Tour 2003 Ullrich passa dalla Telekom al Team Bianchi.


Tour De France 2003
Tappa 1 (prologo a Parigi, 6.5 km): Ullrich (Armstrong a 5 secondi di distacco da Ullrich)
Tappa 4 (cronosquadra a Saint Dizier, 69 km): US Postal (Team Bianchi a 43 secondi di distacco dall'US Postal. In classifica generale distacco complessivo di 38 secondi dal texano)
Tappa 9 (Alpe D'Huez, 219 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuti e 21 da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 2 minuti e 10 dal texano)
Tappa 12 (crono a Cap Decouverte, 47 km): Ullrich (Armstrong a 1 minuto e 36 di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 34 secondi dal texano)
Tappa 13 (Plateau de Bonascre, 197.5 km): Ullrich (Armstrong a 7 secondi di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 15 secondi dal texano)
Tappa 15 (Luz Ardiden, 159.5 km): Armstrong (Ullrich a 40 secondi di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 1 minuto e 7 secondi dal texano)
Tappa 19 (crono a Nantes, 49 km): Armstrong (Ullrich a 11 secondi di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 1 minuto e 16 secondi dal texano)


Tour De France 2004
Tappa 1 (prologo a Liegi, 6.1 km): Armstrong (Ullrich a 15 secondi di distacco da Armstrong)
Tappa 4 (cronosquadra ad Arras, 64 km): US Postal (T-Mobile a 1 minuto e 19 secondi di distacco dall'US Postal. In classifica generale distacco complessivo di 1 minuto e 34 secondi dal texano)
Tappa 12 (La Mongie, 197 km): Armstrong (Ullrich a 2 minuti e 20 secondi di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 3 minuti e 38 secondi dal texano)
Tappa 13 (Plateau de Beille, 205 km): Armstrong (Ullrich a 2 minuti e 42 secondi di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 6 minuti e 39 secondi dal texano)
Tappa 16 (Alpe D'Huez, 15.5 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 1 secondo di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 7 minuti e 55 secondi dal texano)
Tappa 19 (crono a Besancon, 55 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 1 secondo di distacco. In classifica generale distacco complessivo di 9 minuti e 9 secondi dal texano)


Tour De France 2005
Tappa 1 (crono a Noirmoutier, 19 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 6 secondi di distacco da Armstrong)
Tappa 4 (cronosquadra a Blois, 66 km): Discovery Channel (T-Mobile a 35 secondi di distacco dalla Discovery Channel. In classifica generale distacco complessivo di 1 minuti e 41 secondi dal texano)
Tappa 10 (Courchevel, 192 km): Armstrong (Ullrich a 2 minuti e 14 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 4 minuti e 2 secondi dal texano)
Tappa 14 (Ax-3 Domaines, 220 km): Armstrong (Ullrich a 20 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 4 minuti e 34 secondi dal texano)
Tappa 15 (St.Lairy Soulan, 205 km): Armstrong (Ullrich a 1 minuto e 24 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 5 minuti e 58 secondi dal texano)
Tappa 20 (St.Etienne, 55 km): Armstrong (Ullrich a 23 secondi di distacco da Armstrong. In classifica generale distacco complessivo di 6 minuti e 21 secondi dal texano)


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mercoledì 22 agosto 2018

Le Follie Di "El Loco" Bielsa: Allenatore Del Leeds

Marcelo "El Loco" Bielsa, nominato nuovo manager del Leeds Utd, dopo poco più di due mesi dal suo arrivo in città, è già diventato un nuovo leader di Elland Road.
E non solo per i suoi metodi ma anche per aver centrato ben 4 vittorie consecutive.
El Loco vuol dire "Il pazzo".
Il segreto del successo del Loco? Uno smisurato amore per il Calcio, una grande passione per il lavoro e la cura maniacale nei dettagli alla ricerca del modulo perfetto, che esalti le qualità dei giocatori che ha a disposizione.
Ecco così che il Leeds nelle sue prime uscite si è schierato con un 4-1-4-1 capace di trasformarsi in corso d'opera in un 4-2-3-1.
Il bomber Kemar Roofe è cresciuto nel West Bromwich Albion, ma per esplodere ha dovuto attendere fino a due stagioni fa, quando è stato votato il miglior giocatore della League Two indossando la maglia dell'Oxford United.
Supportati dal mediano Kalwin Phillips, cresciuto nel vivaio, i due riescono a operare con bravura in fase offensiva, dialogando con le ali Alioski e Hernandez.
Al vittorioso esordio casalingo per 3-1 sul neo-retrocesso Stoke, gli uomini di Bielsa hanno fatto seguire uno splendido 4-1 in casa del Derby County, un 2-1 al Bolton nel primo turno di Coppa di Lega e il recente successo 2-0 sul Rotherham.

"Il successo è deformante: rilassa, inganna, ci rende peggiori, ci aiuta ad innamorarci eccessivamente di noi stessi. Al contrario, l’insuccesso è formativo: ci rende stabili, ci avvicina alle nostre convinzioni, ci fa ritornare ad essere coerenti. Sia chiaro che competiamo per vincere, ed io faccio questo lavoro perché voglio vincere quando competo. Ma se non distinguessi ciò che è realmente formativo da quello che è secondario, commetterei un errore enorme"

In generale Bielsa esegue un calcio offensivo, verticale, spinto da atletismo, pressing sull'uomo, tagli in profondità, ricerca dello spazio, continua copertura della metà campo avversaria, ripartenze fulminee in fase di transizione offensiva.
È un calcio che esalta gli interpreti, ma li prosciuga al tempo stesso.
Il Newell’s gli dedica addirittura lo studio “Estadio Marcelo Bielsa” ma fallisce come ct dell'Argentina schierata con un inedito 3-3-1-3/3-3-3-1 (inedito anche per la storia dell'Argentina stessa, tendenzialmente nazionale con gioco speculativo ed avara di spettacolo, individualità a parte).

"I cambiamenti in una squadra si attuano quando si vince, non quando si perde. Quando si perde è il momento di osservare e capire"

L'Argentina vince 1-0 contro una Nigeria infarcita di giovani e qualche vecchia gloria come Jay Jay Okocha. Il crollo avviene con l’Inghilterra, partita decisa da un rigore calciato di potenza da Beckham.
L'ultima partita finirà 1-1 con la Svezia.
Bielsa poi vola ad Atene con la Selección e vince le Olimpiadi.
Poi però, senza alcun preavviso, si dimette dalla guida tecnica della Nazionale lasciando basita un’intera nazione.
Negli anni successivi non rilascerà più interviste, si fermerà per tre anni e passerà la maggior parte del tempo a visionare dvd e vhs con migliaia di partite dei maggiori campionati. Si narra che, in questo periodo, una sera abbia svegliato di soprassalto famiglia e vicini della sua villa di Rosario per provare una disposizione tattica “vivente” nel giardino di casa. Il tutto alle 2 di notte.
Nel 2007 diverrà ct del Cile e lo qualifica ai mondiali.

"Tutti sappiamo quando un giocatore è bravo o scarso. Il vero merito di un tecnico è capire quando un giocatore che sembra normale può diventare davvero bravo. Un buon allenatore è quello che porta il giocatore ad esprimere il massimo del suo potenziale, o a scoprirlo quando ancora nessuno lo ha fatto"

E ancora una volta, appena compiuta l’impresa, Bielsa spiazza tutti. Dopo un tira e molla ricco di conflitti e incomprensioni con i vertici della Federazione, Marcelo convoca una conferenza stampa e annuncia le dimissioni.
In seguito Bielsa inizia l’avventura nel vecchio continente e nel suo calcio milionario, allenando l'Athletic Bilbao accantona il 3-3-1-3, virando su un 4-2-3-1 più vicino al calcio europeo.
Al primo anno, dopo un lavoro profondissimo sul piano tattico, filosofico e mentale: si passa da un sistema inglese con cross dalle fasce e palle verticali per la spizzata di Llorente, a quello totale.
Dura 2 anni, poi va al Marsiglia.
Qui, convoca una delle sue conferenze stampa e spara a pallettoni contro la sua dirigenza, rea di aver condotto un mercato totalmente diverso dalle sue indicazioni.
Dopo un’estate contraddittoria e due scialbe giornate di Ligue1, El Loco mette a referto otto vittorie di fila che proiettano il Marsiglia al primo posto.
Chiuderanno al quarto posto, pagando un calo generale negli ultimi due mesi, come già successo a Bilbao, ma arrivando a giocarsi la qualificazione in Champions fino all’ultima giornata utile.
Prosegue poi la sua avventura in Francia al Lille dove dura solo 13 partite perchè se ne va in Cile (senza dire niente) per trovare un amico malato terminale di cancro.

Su Socrates: "Un giocatore che porta il nome di un filosofo che non ha scritto nulla, non poteva essere un calciatore diligente né vincere tanto e nemmeno allenare, è diventato una leggenda, adesso parla dai muri, ho ragione che fosse questa la sua intenzione: disperdersi"

Poi viene adocchiato dalla Lazio ma salta tutto dopo 2 giorni.
A dire di Lotito (presidente della Lazio) pare che volesse i soldi in dollari (con le variazioni sul cambio a carico della società romana), biglietti aerei per l’Argentina in prima classe per cinque persone (lui e il suo staff), cinque telefonini.

"Claudio, io parlo 2-3 ore al giorno con l’Argentina"
Bolletta illimitata.

Hotel a cinque stelle, sempre.
Poi Lotito gli fa: "Marcelo, quando sei venuto a Roma ti ho messo in un albergo mio. Era 4 stelle superior. Sei stato male?”. Lui me fa: “Benissimo”. “Allora che ce devi fa’ co ste 5 stelle, che sei grillino?”. S’impunta: 5 stelle. E va be’”. 

Lotito: "Poi, c’è la storia delle sagome, quelle per simulare la barriera. Bielsa dice che vuole le sagome tedesche. Ma perché, quelle italiane che c’hanno? So’ uguali, so’ pezzi di plastica. No, tedesche. Le ordino, costano tre volte quelle italiane. El Loco ce tiene ai valori. Lo so io quali valori..."

Come detto, da qualche settimana ha realizzato uno suoi sogni, allenare in Inghilterra e lo ha fatto a modo suo, seguendo le emozioni che fanno vibrare la storia, senza guardare troppo al presente.
Presentatosi in conferenza stampa, il personaggio sembra rimasto quello di sempre, determinato e maniacale, solo un po' ammorbidito nel carattere e negli angoli smussati.

"Ho visto tutti i 51 match dell'anno scorso"
Conosco ogni cosa che uno straniero può sapere del Leeds e so che cosa significano i suoi colori per i tifosi. Per questo voglio partire al massimo e ho visto tutti i 51 match giocati la scorsa stagione e anche le due amichevoli.
Bielsa nelle ultime settimane era ossessionato dal far capire ai suoi giocatori quanto fatica facessero i tifosi per potersi permettere di acquistare un biglietto dello stadio per andare a vederli.
I primi di agosto la squadra è stata riunita al centro sportivo, ma invece della classica sessione di allenamento, l'allenatore argentino ha mandato i suoi giocatori a raccogliere l’immondizia per ben tre ore, il tempo di lavoro necessario da parte di un tifoso per acquistare un biglietto e per far capire loro quanti sacrifici fanno i sostenitori per incitarli da vicino durante i match.
Sono poi arrivate 4 vittorie consecutive.
Alla prima intervista aveva già detto: "Scusate, niente inglese, ma imparerò".
Accanto a lui c’era Salim Lamrani.
Chi è? Nessuna figura legata al calcio. Bensì il suo traduttore, in realtà anche e soprattutto un docente e scrittore francese, che tiene corsi in due università, e che scrive principalmente su Cuba e sui suoi rapporti con gli Stati Uniti d’America.
Poi, ecco il nuovo incarico come seconda voce di Marcelo Bielsa.
La dinamica è molto complessa nella sua semplicità: il giornalista pone la domanda all’allenatore del Leeds. Lamrani gliela traduce in spagnolo e lo stesso Bielsa risponde al suo traduttore nella propria lingua. Poi la nuova traduzione all’inglese bisbigliata all’orecchio per un Bielsa che, con grande signorilità, ci tiene a rispondere solo e soltanto in inglese. E pazienza se nel mezzo è passato qualche minuto e la dichiarazione finale è stringatissima.
"Le nostre azioni offensive sono state molto buone in alcuni momenti. Ci manca ancora un po’ di esperienza. Dobbiamo ancora migliorare molto. Non abbiamo mosso la palla così come volevamo"
La dedizione al Leeds Utd sarebbe totale: 24 ore su 24.
L'argentino ha installato una cucina ed un letto nel centro di allenamento e pare che (molto spesso) dorma lì e non a casa, per non perdere tempo.
Ogni notte fa le ore piccole per esaminare video e dati degli avversari.
Fa le ore piccole ma si sveglia alle 5/6 del mattino ogni giorno, per leggere i giornali e rispondere alle mail dei tifosi.
Nulla è lasciato al caso: anche l'erba di Elland Road deve avere lo stesso taglio (lunghezza).
Il giorno prima del match convoca i giocatori per un colloquio individuale di 15 minuti dove illustra compiti e caratteristiche degli avversari.


SPIONAGGIO
L'attenzione per i dettagli è talmente maniacale che l'11 gennaio 2019, successe un discreto scandalo alla vigilia della partita tra Leeds e Derby County (in programma l'11 gennaio).
La polizia di Derby fece irruzione durante l'allenamento della squadra di Frank Lampard per fermare una spia. L'uomo, armato di binocolo e pinze, era stato mandato appositamente dal Leeds e aveva attirato l'attenzione di alcuni passanti.
La polizia ha rilasciato successivamente un comunicato per spiegare l'accaduto, spiegando che gli ufficiali sono andati sul campo per interrogare l'uomo.
Questo il comunicato ufficiale del Derby County:

"Il Derby County FC conferma che ieri al campo di allenamento è stato chiesto l'intervento della polizia, dopo l'individuazione di un uomo che stava agendo in maniera sospetta. È stato confermato che l'uomo fa parte dello staff del Leeds United. Il club è al momento in discussione con il Leeds per parlare dell'incidente"

Bielsa: "È vero, c'era un uomo del Leeds a seguire gli allenamenti del Derby: mi rendo conto che per qualcuno possa sembrare sbagliato, lo capisco, ma non è una pratica illegale"

Bielsa ci ha tenuto a precisare di averne parlato di persona con Lampard, cercando di spiegargli i motivi che lo hanno portato a fare una scelta del genere oltre, ovviamente, a scusarsi per l'accaduto. Già, perché Lampard non l'ha presa benissimo, usando parole di critica verso il collega subito dopo il triplice fischio finale:

"Questo comportamento mi ha dato molto fastidio. Certe cose non si fanno: Bielsa mi ha avvicinato per darmi la sua versione e chiedermi scusa, ma al momento non ero dell'umore adatto per ascoltarlo"
Bielsa: "Potremmo stare ore a parlare del fatto che questa vicenda sia giusta o sbagliata, corretta o meno. Ciò che conta però è che Lampard e il Derby si sono sentiti offesi: di questo me ne dispiaccio molto. Lampard dice che non ho rispettato il fair play, io non la penso così ma adesso questo non è importante. Ma la responsabilità non è della società, ho fatto tutto di testa mia. È un metodo che ho sempre usato fin dai tempi in cui allenavo la nazionale argentina. Non intendo giustificarmi per ciò che ho fatto: ai miei avversari la cosa non è piaciuta e mi spiace, però so di non aver fatto nulla di illegale"

Poi il tecnico argentino ha ulteriormente precisato ai giornalisti:
"Molte persone si sono espresse sul mio comportamento, molte delle quali condannandolo, dicendo che non è etico, non è morale. Ma ho osservato tutti gli avversari contro cui abbiamo giocato, tutte le sedute d'allenamento prima di affrontarli. Quello che ho fatto non è illegale, possiamo discuterne, non è una cosa ben vista ma non ho violato alcuna legge anche se so che non si può fare tutto ciò che è consentito dalla legge. Non posso dire che questa sia la cosa giusta da fare, ma cercherò di spiegare che non avevo cattive intenzioni. Forse ho violato le regole del fair play, devo adattarmi alle regole legate alle abitudini del calcio inglese. Quando osservi gli allenamenti degli avversari cerchi di capire l'11 titolare. Ovviamente non sono le informazioni che ti permettono di costruire una formazione per neutralizzare l'avversario, ma questa non è una norma. Non sto cercando di giustificare il mio comportamento. Se le autorità vogliono proteggere il campionato, condannando coloro che si comportano con cattive intenzioni o influenzano il prestigio della lega, dobbiamo rispettare le sanzioni. Questo non ti permette di vincere le partite, ma chiaramente ti fa conoscere dei giocatori. Magari non parlo bene inglese, ma vi posso parlare di tutte le squadre del campionato. La "spia"? La persona ha seguito i miei ordini e io sono l'unico responsabile"
Tra le altre cose dette in conferenza, Bielsa ha spiegato di aver visto 51 partite del Derby con il suo staff, ognuna delle quali ha richiesto 4 ore di lavoro in media, necessarie per estrapolare dati che loro ritenevano utili.
Il Loco ha mostrato quindi una serie di Power Point con tutti i dati raccolti, ovvero i giocatori più impiegati, i moduli tattici, i movimenti sui calci piazzati e via discorrendo. A molti ha dato l’impressione di saperne di più di Lampard stesso sul Derby.
Poi è seguita la conferenza stampa proprio di Lampard, alla vigilia del match di Championship, il quale è entrato in sala in modo scherzoso pronunciando queste parole: "Siete pronti per la mia presentazione? Anche io analizzo i match, come ogni allenatore"
Sul campo, poi è finita 2-0 per il Leeds.


LE SUE FOLLIE
C’è il derby tra Newell’s e Rosario Central, siamo ad inizio anni ’90. El Loco chiede ad un giocatore cosa è disposto a dare pur di vincere. Lui banalmente risponde qualsiasi cosa. Troppo poco per il tecnico: "Se vuoi vincere, devi dire che ti taglieresti un dito pur di raggiungere questo obiettivo!"
L’ossessione di piazzarsi davanti alla tv per analizzare gli avversari è sempre stata una sua passione. Quando allena l’Argentina, prima della Coppa del Mondo del 2002, si mette a visionare oltre 7mila video.
Da allenatore dell’Argentina, prima delle convocazioni, fa dei viaggi per visionare i giocatori. All’incontro con Redondo (ai tempi era al Real Madrid) ammette senza tanti giri di parole:

"Non mi piaci, ma devo vedere tutti i calciatori prima di fare le giuste valutazioni"

Con Simeone nel 2000 fece più o meno lo stesso, giudicando in maniera negativa la Lazio campione d’Italia per lo stile di gioco.
"Ti rendi conto che a parte i tuoi tifosi nessuno si ricorderà di quel campionato? Non hai giocato per niente"

In Nazionale Bielsa mette ai voti anche la difesa: meglio a 3 o a 4? Gli argentini per alzata di mano scelgono la seconda opzione.
"Bene, giocheremo con la linea a 3"

A Marsiglia fa installare un monitor su una golf car per studiare gli schemi anche durante i piccoli spostamenti all’interno del centro sportivo. E nella sua auto personale ha fatto lo stesso: un suo collaboratore lo accompagna a casa, lui è fisso con gli occhi sullo schermo.
Ancora a Marsiglia, Bielsa in panchina vive le partite a modo suo.
Si siede su un frigorifero portatile, piazzato ai confini dell’area tecnica. Una volta uno dei suoi collaboratori lascia un caffè appoggiato sul mini frigo, Marcelo senza accorgersene ci si siede sopra tra le risate di tutto lo staff.
L’allenatore argentino è in volo, si sente preoccupato. Chiede ad una hostess se ha fiducia nel pilota. La donna risponde ovviamente di sì, con tranquillità. Ma durante la rotta qualcosa va storto: forti turbolenze fanno tremare il velivolo, Bielsa non ci sta ed esplode contro il personale di bordo, reo di avergli mentito.
A Bilbao i lavori per il centro di allenamento vanno a rilento, l'investimento del club di 12 milioni di euro ancora non ha dato i suoi frutti. La società non si muove, è Bielsa il primo ad alzare il telefono e inveire contro la ditta incaricata dei lavori. Scatta la querela per le tante offese ricevute da parte dell'impresa edile, poi l'argentino si rende conto di aver sbagliato e si autodenuncia per dare il buon esempio.

"Mentre dormo sto pensando a migliorare la squadra"

Bielsa ai tempi dell'Athletic Bilbao, in campo svolge lavoretti sul campo.
Il prato deve essere perfetto per gli allenamenti settimanali. Niente buche, tutto tenuto alla perfezione. Invece da allenatore del Cile ha fatto scavare una sorta di fossato intorno al rettangolo di gioco, in modo che giornalisti e curiosi non potessero affacciarsi.
Marcelo una volta si è rinchiuso in un convento argentino senza telefono, niente televisione, solo libri.


FRASI NOTE
"Se il calcio non fosse giocato da uomini, la mia squadra vincerebbe sempre"

"Mi piaceva leggere di Menotti e di Bilardo, ma non potevo comprare ogni giorno i 12 quotidiani che arrivavano a Rosario, così cominciai a gestire un’edicola in centro"

"Un’opportunità è un gol, e un gol per noi è la vita"

"Per me, la fiducia è sinonimo di relax. Io preferisco la paura, perché ti costringe stare sull’attenti"

"L’unico modo che io ho di intendere il calcio è la pressione costante, giocare nella metà campo avversaria ed essere il padrone del pallone"

"La gioia di una vittoria in una partita dura cinque minuti, la partita finisce e c’è un senso di effervescenza, una sensazione di adrenalina al massimo che genera eccitazione e felicità. Ma sono solo cinque minuti, e dopo c’è un enorme e grandissimo vuoto. È una solitudine indescrivibile"

"Ragazzi, so che è difficile accettare l’ingiustizia, ma ascoltate ciò che vi dirò: ingoiate il veleno, dovete essere forti. So che adesso non c’è parola che possa rasserenarvi, ma se giocherete come oggi otterrete ciò che meritate"

"Perché dovrei concedere un’intervista a una persona importante e negarla al piccolo giornalista di provincia? Quali sono i criteri per fare una cosa del genere? Il mio interesse? Questo è opportunismo"

"Non esiste un solo motivo, neppure uno, perché un giocatore in campo stia fermo. Il calcio è movimento, il calcio è correre e smarcarsi"

[riferito all'Italia, affrontata nel torneo di Tolone 2008]
"Questo non è calcio, questo non è calcio. Solo palla lunga al centravanti. Questo non è calcio: tutti indietro. Questo non è giocare, questo non è giocare!"



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venerdì 17 agosto 2018

I Memphis Grizzlies e Il Grit & Grind: Lentezza, Gioco Difensivo e Brutto (NBA)

Zach Randolph: "Noi siamo questi: combattivi, orgogliosi, determinati. Noi non siamo belli da vedere. Non corriamo su e giù per il campo ad alzare lob e schiacciare in windmill. Noi giochiamo nel fango"

Fondati nel 1995 come Vancouver Grizzlies, poi la franchigia NBA si spostò a Memphis.
I Grizzlies, storicamente, sono noti in NBA per la loro arcigna difesa e per il brutto gioco mostrato per via di una grande fisicità, lentezza e poco produttività offensiva.
Queste caratteristiche si sono accentuate negli ultimi anni, nel 2013 cedono Gay e Hamed Haddadi ottenendo in cambio Tayshaun Prince, Ed Davis e Austin Daye.
Chiuderanno al 5° posto in Western Conference.
La forza della squadra, assolutamente modesta in attacco, si basa sulla straordinaria difesa; non a caso Marc Gasol vince il Defensive Player Of The Year.
Ai play-off i Grizzlies incontrano i Los Angeles Clippers e li battono 4-2.
Al secondo turno i Grizzlies incontrano gli Oklahoma City Thunder che avevano chiuso la Western Conference in 1ª posizione: vinceranno 4-1, avanzando per la prima volta nella loro storia alle finali di Western Conference, in cui affrontano i San Antonio Spurs.
Nonostante i pronostici che vedevano, dopo che i Grizzlies avevano sconfitto i Thunder, la serie molto equilibrata, gli Spurs sconfiggono facilmente i Grizzlies per 4-0.
A fine stagione Hollins viene clamorosamente licenziato, a dispetto della straordinaria stagione.
L'anno successivo vennero eliminati dagli Oklahoma City Thunder ai playoff.
Il Basket di Memphis comunque basato sull’uso continuativo del post basso e della difesa come cardine sopra il quale far ruotare tutto il funzionamento della squadra.
I Grizzlies giocano come l’animale da cui prendono il nome, denominato Ursus Arctos Horribilis e definito come «assoluto padrone del suo habitat naturale», capace di «sopraffare facilmente qualsiasi animale nel suo territorio».
Horribilis perchè Zach Randolph e Marc Gasol incutevano terrone, fisicamente parlando.
Una partita di quei Grizzlies doveva essere quanto più possibile brutta affinché loro potessero vincere.
L'idea dei Grizzlies non era giocare bene o meglio degli avversari, quanto piuttosto farli giocare male, trasfomare ogni partita in una battaglia di intensità, nervi, risse e agonismo, farli sentire a disagio e imbruttire.
Un tipo di Basket battezzato “Grit & Grind”.
Per molti anni, Memphis ha avuto lo stesso nucleo di giocatori: Randolph, Marc Gasol e Mike Conley (anche se spesso infortunato).
Memphis non è mai riuscita ad arrivare alle Finali e a contendere per il titolo, ma è sempre stata lì a giocarsela con le migliori, sia sotto coach Lionel Hollins che con il suo vice Dave Joerger.
I loro giochi alto-basso sono l’unica cosa bella in un mosaico composto da spallate, fisicità e gioco sporco.
Ultimissimi per triple tentate.
Al di là però dei risultati finali: i Grizzlies si passano discretamente il pallone ma muovono poco le difese, tirano poco da tre, fanno girare poco la palla quindi vanno sbattere contro delle difese già piazzate.
Dal 2010 al 2016, i Grizzlies hanno sempre avuto una delle prime 10 difese NBA, in particolare per la loro capacità di negare l’area e le triple dagli angoli, costringendo gli avversari a prendersi tiri dalla media distanza e dalle triple frontali.
Inoltre sono bravissimi a contestare tutti i tiri degli avversari, senza lasciare conclusioni semplici e senza mai mollare un secondo.
Forse uno dei difetti che non ha permesso a Memphis di sfondare sono state le % al rimbalzo, non essendo eccelse nè in difesa (più o meno a metà della lega) nè in attacco ed avendo ritmi lenti (giocando quindi pochi possessi) la cosa è stata spesso fatale (ai playoff).
I Grizzlies poi hanno perso Randolph, sono rimasti Gasol, Conley, Green, poi sono stati aggiunti Chalmers, Brooks, Evans.
2016 e 2017, comunque la squadra ha raggiunto i playoff perdendo però al primo turno rispettivamente 4-0 e 4-2 contro San Antonio Spurs.
Una cosa però è certa: pur con tutti i loro difetti, questi Memphis Grizzlies non si batteranno mai da soli. Non saranno loro a perdere una partita, ma piuttosto gli altri a doverla vincere: correndo, facendo a sportellate e combattendo su ogni possesso.
In regular season questo approccio, unito a quel sistema e quegli interpreti, ha permesso la disputa di ottime stagioni almeno sino al 2016/17 malgrado un talento non eccelso e schemi offensivi abbastanza approssimativi.
La stagione successiva (2017/18) ha visto i Grizzlies provare a cambiare tipo di gioco, tirando maggiormente da tre e velocizzando i possessi, neanche a dirlo: è stata un'annata terribile, chiusa con un record di 22-60.
Un orso non può diventare una gazzella.


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