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mercoledì 23 marzo 2016

La Rivalità Tra Celtic e Rangers: Scontri, Incidenti, Morti

Oggi parlerò della rivalità più vecchia e forse anche più accesa della storia del calcio: l'Old Firm, ovvero Rangers e Celtic di Glasgow.
Entrambe le squadre godono di una tifoseria fantastica: pensate che il Celtic vanta il record di tifosi in trasferta (Porto-Celtic del 2003, ben 80000 persone allo stadio), ed i Rangers negli anni di crisi finanziaria che han portato il club in quarta serie ha registrato il record di abbonati (quasi 40000 in uno stadio che ne contiene 50000).

"At the going down of the hun and in the morning, we will remember them" 

Così i supporters del Celtic accolgono l’ingresso in campo dei loro cugini, ricordando la loro caduta, il drammatico fallimento del 2012, riadattando l’”Ode Of Remembrance”, ossia l’ode in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale, ricorrenza molto cara alle autorità e al popolo Britannico e di conseguenza ai tifosi dei Rangers, che rispondono goliardicamente ai sostenitori del Celtic “The Monkeysdied” (scimmie morte).

Questa rivalità comunque travalica il solo significato sportivo perchè affonda le sue radici anche nella religione, e subito dopo nella politica, già perchè per poter spiegare da dove nasce questa rivalità dobbiamo proprio partire dalla storia.
Tutto nasce nel 1532, quando Enrico VIII pone un veto alla chiesa Romana, lo stesso verrà scomunicato e da qui inizierà la scissione della chiesa Romana (da quella che poi sarà la chiesa Anglosassone).
Qui inizia anche una divisione interna nel regno.
I fondatori del Ranger, i fratelli Mc Neil, Mc Beath e Campbell, erano fervidi sostenitori del protestantesimo, ed appassionati di Rugby.
Un giorno scoprono il gioco del calcio e decidono di fondare una propria squadra, che trae origine dal nome di una squadra inglese di Rugby.
Nascono così i Rangers di Glasgow.
Per vedere però il primo derby, bisogna attendere il 1888, anno in cui Frate Walfrid, originario irlandese, decise di fondare un club di Calcio, in modo da raccogliere soldi per i poveri della città, che in larga parte erano irlandesi e cattolici.
Il club, ricevette la benedizione nella chiesa di Santa Maria nell'East Rose, e venne chiamato Celtic, per rimarcare le origini celtiche delle popolazioni irlandesi e scozzesi.
Altri richiami all'Irlanda sono i colori della divisa e lo stemma (quadrifoglio) richiamo al trifoglio di San Patrizio.
Ci si mise anche il fiume Clyde a dividere la città: protestanti da una parte e cattolici dall'altra.
I Bould Boys sfidarono subito l'altra squadra della città, ovvero i Rangers.
La partita finì 5 a 2 per i "cattolici" e fu accolta, la vittoria, come un evento fuori dal comune.
Una cosa simile accadde anche ad Edimburgo dove con le stesse radici cattoliche nasceva l’Hibernian Football Club, antagonista nella capitale scozzese dell’Hearts Of Midlothian, i cuori granata di Edimburgo, di chiara matrice protestante. 
Fratello Walfrid sceglie il nome di Celtic per richiamare le origini celtiche della popolazione, mentre a Edimburgo il nome Hibernian non poteva che alludere all’antico nome latino “Hibernia” dell’odierna Irlanda.


GREEN BRIGADE ED INTER CITY FIRM
I sostenitori più accesi del Celtic costituiscono un’autentica eccezione nel mondo del tifo nel Regno Unito: si definiscono ultras e si riconoscono sotto il nome della Green Brigade, gruppo formatosi nell’estate del 2006 che occupa il settore 111 al Celtic Park. 
I membri del gruppo sono descritti come un "un vasto fronte anti-fascista, anti-razzista e contro la discriminazione settaria". 
La Green Brigade è celebre inoltre per le coreografie coinvolgenti, fatte di striscioni, bandiere e torce sul modello del movimento ultras continentale.
Elemento imprescindibile della Green Brigade è la forte identità nazionalista irlandese presente al suo interno e la totale avversione alla corona del Regno Unito e a tutte le nazioni che opprimono i popoli in cerca di libertà.
Discorso completamento diverso invece per i tifosi dei Rangers. 
La frangia più violenta dei supporters della parte unionista di Glasgow è rappresentata dall’Inter City Firm (ICF). 
Il fenomeno hooligan nella parte protestante della città è in stretta relazione con la storia del movimento. 
I vari scontri che videro protagonista la ICF portarono addirittura il club negli anni ’60 e ‘70 all’esclusione dalle coppe europee.
Rispetto al passato la frangia violenta del tifo dei Gers si è tranquillizzata anche a causa del fallimento nel 2012.
Spesso i tifosi dei Gers intonano le canzoni di Bob Marley, tra le quali spicca Three Little Birds, mentre sugli spalti di Ibrox molte volte i tifosi espongono numerose Union Jack e intonano cori di scherno rivolti verso uno dei simboli dell’indipendenza dell’Irlanda, il Bobby Sands tanto apprezzato dai sostenitori del Celtic. 
Celebre il "Could you go a chicken supper, Bobby Sands?" in riferimento alla sciopero della fame che lo portò a morire dopo 66 giorni di digiuno nel 1981.


OLD FIRM E CANTI DI SETTARISMO ED UNIONISMO VIETATI
La rivalità, nei primi anni, per quanto fosse accesa, si limitava al rettangolo di gioco.
Con il passare degli anni, le squadre raccoglievano sempre più consensi, chi in città (Celtic) chi nelle zone limitrofe (Rangers) e questo ha portato le persone a vivere anche in politica lo scontro calcistico. Se sei un Celtic, vieni dal proletariato, se sei un Ranger, sei borghese.
Se tieni Celtic sei indipendentista (Repubblica), se sei Ranger sei unionista (Regno Unito).
Diventeranno le due squadre più vincenti di Scozia e qui verrà coniato il termine “Old Firm” per indicare il tandem di Glasgow e più nello specifico il derby dei derby.
“Vecchio Affare” è un termine che nasce con una connotazione spregiativa: sono gli avversari che li chiamano così per far riferimento al connubio vincente “made in Glasgow”.
Che si giochi a Celtic Park o ad Ibrox, non c’è match che sia sotto controllo speciale dalle forze dell’ordine.
Negli ultimi anni si è deciso spesso e volentieri di giocare l’Old Firm ad orario di pranzo, soprattutto per favorire una migliore sorveglianza.
La storica inimicizia tra le due tifoserie e le due comunità, è sfociata ormai in un’ondata di violenza che ha causato anche diversi morti.
Allo stadio sono banditi canti che hanno connotati di settarismo, ma l’odio prosegue ed è annidato in canti che inneggiano all’I.R.A. (cioè gruppo terroristico che mira a riunire le due Irlande) su sponda Celtic, e all’unionismo e alle marce orangiste lato Rangers. Lo stesso avviene, forse anche in maniera più accentuata a livello sociale, a Belfast.
Nel capoluogo dell’Irlanda del Nord si tifa Celtic o Rangers a seconda dell’appartenenza sociale.
Anche lì abbiamo il Glentoran (considerato cattolico) e il Linfield (protestante e in buoni rapporti con i Rangers. Usano anche lo stesso colore di maglia).
Basta farsi un giro per i quartieri della città portuale dell’Ulster per “leggere” sui murales l’astio atavico tra due comunità, che nonostante la pace firmata e la deposizione delle armi da parte di gruppi paramilitari come I.R.A e U.D.A , sono ben lungi dal voler guardare ad un futuro comune e ad una storia condivisa.


PRIMI SCONTRI
I primi scontri tra tifosi si registrano già nel 1901.
Il 1931 passò alla storia perchè vide la morte del portiere John Thomson che rimase ucciso in campo dopo che si era gettato coraggiosamente sui piedi dell'avversario Sam English, riportando una grave frattura al cranio che ne causò la morte in ospedale la sera stessa
Tornando alla rivalità, per passare da inimicizia a vera e propria rivalità infuocata si deve attendere l'1 febbraio del 1933.
La partita finirà 0 a 0, ma gli scontri nel rettangolo di gioco furono duri, durissimi, nessuna delle due squadre avrebbe accettato la sconfitta, e quello che si vedeva in campo andava oltre la concezione del gioco del calcio.
In qualche modo tutto ciò fece precipitare la situazione al Celtic Park, dove 42000 persone, all'uscita dello stadio, si scontrarono dando vita a violenti scontri che di fatto fecero nascere la rivalità e l'odio tra le due squadre.
Da lì, che sia all'Ibrox Stadium o al Celtic Park, il clima di guerriglia urbana sarà più o meno sempre presente.
Nel 1941, in clima bellico (seconda Guerra Mondiale) Celtic Park viene chiuso per 1 mese per via di violenti scontri con i sostenitori dei Rangers avvenuti nei pressi d'Ibrox.
Anche nel 1949 il clima è tesissimo e in Coppa Di Lega la maxi rissa è evitata per pochissimo.


LA COPPA DEI CAMPIONI E YOU'LL NEVER WALK ALONE (CELTIC)
Tra le stracittadine memorabili spicca quella del 1957 con una vittoria biancoverde 7-1: per la prima volta dagli spalti dell’Hampden Park si levò l’inno You’ll Never Walk Alone.
Nel 1965 il Celtic vince la Coppa Di Lega ad Hampden con i tifosi dei Rangers che invadono il campo.
Comunque l’apoteosi calcistica per il Celtic fu la Coppa dei Campioni del ‘67 conquistata a Lisbona contro l’Inter di Mazzola: il Celtic divenne il primo club britannico e nord europeo a vincere la competizione.
E i giocatori biancoverdi che scesero in campo sono ancora oggi ricordati come Lisbon Lions (Leoni di Lisbona) (quei giocatori avevano anche una peculiarità: erano tutti giocatori "di casa", nati e residenti nel raggio di pochi chilometri dallo stadio del Celtic).
Il calore dei tifosi ha fatto registrare un record di spettatori che resiste nelle competizioni europee dal 1970, quasi 134 mila persone per la sfida con il Leeds United.


LE VITTORIE IN PATRIA, LA COPPA DELLE COPPE E LA SQUALIFICA EUROPEA (RANGERS)
I Rangers sono tra le squadre più vincenti al mondo avendo vinto più di 100 trofei e detenendo il record di campionati vinti e di Coppa di Lega vinte.
Inoltre nel 1972 vinsero anche la Coppa delle Coppe, eliminando 3-1 il Bayern Monaco in aggregate e battendo 3-2 in finale la Dinamo Mosca a Barcellona.
Finale che vide scontri tra tifosi prima e dopo la partita ed anche un'invasione di campo di circa 10.000 scozzesi ubriachi a un minuto dalla fine dell'incontro; invasione ripetuta al fischio finale, che impedì la cerimonia di premiazione e che diede vita ad accesi scontri non privi di brutalità con la polizia spagnola.
L'invasione costò ai Rangers la squalifica internazionale per due stagioni, poi ridotte a una dall'UEFA, dunque la squadra protestante non poté difendere nella stagione successiva la Coppa vinta.


ANNI 70 E IL SECONDO DISASTRO DI IBROX
Seppur Glasgow all'epoca sia ben lontana dal clima di terrore che si viveva negli anni ’70 e ’80 a Belfast, dove le differenze ideologiche portavano spesso a numerosi omicidi per le strade, la tensione politica è tanto forte quasi quanto quella religiosa. 
Non a caso, infatti, al Celtic Park sono più frequenti le bandiere della Repubblica d’Irlanda, o di qualsiasi nazione che voglia autogovernarsi, rispetto a quelle della squadra. 
E per un motivo analogo ad Ibrox, la casa dei Rangers, i vessilli del Regno Unito predominano su quelli del club. 
Comunque tra gli anni '70 ed '80 si registrò un numero cospicuo e preoccupante di morti a causa dell'Old Firm, dato che portò il premier scozzese ad adottare misure drastiche attraverso la somministrazione di pene severe e rigide. 
Dopo il primo disastro d'Ibrox avvenuto nel 1902 in un incontro tra Scozia ed Inghilterra(25 morti ed oltre 300 feriti), il secondo incidente sempre nello stadio dei Rangers si verificò durante la partita contro il Celtic il 2 gennaio 1971. 
Verso l'89esimo il Celtic passò in vantaggio, e molti tifosi del Rangers abbandonarono lo stadio. Tuttavia, negli ultimi secondi del recupero, Colin Stein segnò il goal del pareggio.
Mentre la folla si apprestava ad abbandonare lo stadio, la calca sulla scalinata 13 aumentò. 
Secondo le ricostruzioni qualcuno, cadde, causando una tragica reazione a catena. 
La tragedia portò alla perdita di 66 vite umane. 
La maggior parte dei decessi fu causata dall'asfissia. 
Oltre 200 tifosi rimasero feriti.
Inizialmente si pensò che alcuni fan avessero lasciato lo stadio con un leggero anticipo quando segnò il Celtic, e che fossero tornati verso il campo attirati dai canti di gioia per il pareggio di Stein; in questo modo si sarebbero scontrati con i tifosi che stavano lasciando lo stadio al termine della partita.
Per approfondire: I Due Disastri Dell'Ibrox Stadium (1902 e 1971)


LA RISSA DI HAMPDEN (ANNI 80)
Dopo la finale di Scottish Cup del 1980 un’invasione di campo di entrambe le tifoserie porta a una battaglia sul terreno di gioco di Hampden Park conclusa con 1 morto, violente cariche e oltre 200 arresti.
In un primo momento furono distrutte le recinzioni con i tifosi dei Rangers che buttavano di tutto in campo: tra sedie, bandierine e lattine.
Poi tutti in campo: circa 9000 tifosi.
Allora si disse che il problema era la situazione politica in Irlanda del Nord, e la risposta fu il divieto di vendita di alcool negli stadi.
Una pagina molto amara nella storia europea biancoverde fu scritta in occasione della Coppa delle Coppe 1984-1985, nel corso della gara di ritorno degli ottavi di finale contro il Rapid Vienna.
Dopo esser stati sconfitti per 3-1 in Austria, il Celtic stava vincendo per 3-0 a Glasgow, quando Rudolf Weinhofer del Rapid, si gettò a terra, sostenendo di essere stato colpito da una bottiglia lanciata dagli spalti dai sostenitori del Celtic.
Nonostante le immagini televisive dimostrassero che il giocatore non fosse stato minimamente sfiorato, l'UEFA decise di annullare la partita, e di farla rigiocare in campo neutro.
Al Celtic fu anche comminata una multa di 17.000 sterline e la squalifica del campo per una partita. La ripetizione si disputò all'Old Trafford di Manchester, dove il Rapid si impose per 1-0 e guadagnò il passaggio del turno.
Nel 1987 invece l'Old Firm vede un clima tesissimo in campo con 3 cartellini rossi e 62 arresti.
In campo i vari Frank McAvennie, Chris Woods, Graham Roberts, Terry Butcher se l'erano date di santa ragione.


GIOCATORI CATTOLICI NEI RANGERS?
Sono pochissimi dal dopoguerra in poi i giocatori che hanno vestito entrambe le casacche.
Forte polemica suscitò il passaggio dell’attaccante Mo Johnston ai Rangers nel 1989 che ai tempi venne acquistato da Graeme Souness. 
I “Gers” lo prelevarono dal Nantes, ma il giocatore, di fede cattolica, aveva giocato in precedenza per il Celtic. 
I tifosi dei Blues cercarono di boicottare il passaggio che alla fine però si fece. 
Verrà accolto a Celtic Park come "Judas".
Ad Ibrox col tempo hanno giocato altri giocatori cattolici, tra cui Lorenzo Amoruso che ne è anche stato il capitano. 
Kenny Miller, in anni recenti, è più volte passato da una sponda all'altra della città: giocando per i Rangers, poi nel Celtic ed infine tornando ai Rangers.


ANNI 90 E 2000
Dal 1996 al 2003 si registrano ben 8 morti e centinaia di feriti.
Nel 1996 ci fu un morto, nel 1999 nella partita vinta sul campo del Celtic che consegnò il titolo ai Rangers arbitri e giocatori vennero colpiti da seggiolini e aste di bandiera lanciati in campo. 
E se gli arresti furono "solo" 113 gli scontri tra le due tifoserie si diffusero a macchia d’olio in tutta la città. 
Nel 1997/98, Paul Gascoigne ai tempi con i Rangers, segna e corre a festeggiare sotto alla curva del Celtic mimando un suonatore di flauto (e la canzone "The Sash" una popolare canzone degli Unionisti di Ulster), scatenando l’apocalisse. 
Gascoigne in seguito ricevette una multa di 40mila sterline e soprattutto minacce di morte da parte dell'I.R.A.
Nel 2002 si registrano oltre 70 feriti.


L'ARBITRO HUGH DALLAS
C'è davvero di tutto nell'Old Firm, come quando l'arbitro Hugh Dallas nel 1999, dopo esser stato colpito da oggetti fu caricato da 4 tifosi del Celtic mentre stava ricevendo le cure.
Dallas era stato protagonista di alcune decisioni arbitrali controverse come l'espulsione di Mahe.
Lo stesso in seguito divenne designatore arbitrale del campionato, verso di lui il Celtic si è sempre sentito danneggiato perché sospettato di anticattolicesimo. 
In una sua email del 2010 sarebbero partiti messaggi diffamatori contro il Papa in occasione della visita in Scozia. 
Quella in cui Benedetto XVI fece un mea culpa sui preti pedofili. 
Più che messaggi diffamatori era una vignetta satirica che ritraeva il papa con in mano un bambino e con su scritto "attenzione".
Il portavoce della Chiesa di Scozia, Peter Kearney, scrisse una lettera alla Federazione scozzese che intanto stava indagando per conto suo sulla vicenda: «Abbiamo atteso le vostre verifiche, ora chiediamo una risposta: se le mail contro il Papa sono vere, chiediamo il licenziamento di Dallas. E una dichiarazione pubblica che la Federazione non è contro i cattolici».
Hugh Dallas, accertata la sua colpevolezza, verrà licenziato dalla federazione.


NEIL LENNON: I PROBLEMI IN NORD IRLANDA E IL PACCO BOMBA
Neil Lennon cattolico, nativo di Lurgan, in Irlanda del Nord, è diventato negli anni 2000 il bersaglio preferito dei fanatici unionisti. 
Nel 2002 fu addirittura costretto a lasciare la nazionale nordirlandese. 
A poche ore dalla partita con Cipro in cui sarebbe stato il primo capitano cattolico romano dell’Irlanda del Nord, la polizia lo fece scendere dal bus della squadra diretto allo stadio. 
La formazione paramilitare lealista, Loyalist Volunteer Force (LVF), non aveva usato troppi giri di parole: «Lennon is a taig, and we didn’t want him to play at Windsor Park». 
Un taig, «uno sporco cattolico che non doveva giocare a Windsor Park» lo stadio di Belfast del Linfield. 
LVF “lasciò” scegliere a Lennon se «vivere o morire» qualora avesse deciso di scendere in campo. 
E l’allora capitano del Celtic sapeva bene che quei fanatici non scherzavano affatto, avendo compiuto 18 omicidi in cinque anni, tra cui l’assassinio dell’amico e giornalista cattolico Martin O’Hagan. 
Le milizie lealiste cominciarono a dipingere murales con i suoi ritratti sigillati da inviti funebri: «Neil Lennon RIP» (“Neil Lennon riposa in pace"). 
E suo padre fu colto da un infarto.
Dopo aver lasciato la nazionale, i fondamentalisti protestanti l’hanno seguito anche in Scozia: qualche anno fa in un derby con i Rangers fu aggredito senza pietà (perse coscienza e si risvegliò solo in ospedale). 
Un altro episodio che lo vide protagonista fu il pacco-bomba recapitatogli nel 2011 quando era l’allenatore del Celtic, rivolto a lui e a due suoi conoscenti, un avvocato e una parlamentare, entrambi sostenitori del club “cattolico”. 
La polizia scozzese intercettò i tre ordigni ed ha assicurato sulla reale intenzione di colpire per «uccidere o mutilare».


IL SEGNO DELLA CROCE DI BORUC (2006)
Svariati sono gli aneddoti quasi al limite del possibile.
Nel 2006, Artur Boruc, in carica al Celtic, prima del fischio iniziale bacia il palo e fa il segno della croce, tutto questo sotto la curva dei protestanti!
Potete immaginare quanti "militari" siano serviti affinchè quel derby potesse iniziare con una sufficiente sicurezza per il portiere polacco.
Boruc venne anche accusato dalla magistratura e rischiò di comparire davanti al giudice, per aver cercato di aizzare gli animi.


LA GUERRIGLIA DEL 2011
Nel marzo 2011 si sono registrati, in un derby di Coppa ben 34 arresti e 229 fermi.
Il 2 marzo del 2011, infatti, le due squadre si sono ritrovate negli ottavi di finale della FA Cup scozzese.
Il Celtic vinse 1-0 con gol di Mark Wilson, ma il derby è stato definito vergognoso dalla polizia e dalle autorità scozzesi.
13 i giocatori ammoniti, 3 gli espulsi e continui tafferugli sugli spalti.
Le autorità giudiziarie e politiche minacciano di cancellare il derby, per metter fine a questa violenza.
Tutto inutile.
Sempre nello stessa partita da ricordare anche le risse tra Ally McCoist (allenatore in seconda ed ex leggenda dei Rangers) e Neil Lennon (si, ancora lui, il focoso Nord-Irlandese più volte minacciato di morte).
Essere del Celtic o essere dei Rangers è qualcosa scritto nel DNA e non lo si può limitare.


LA CRISI DEI RANGERS E LA RINASCITA
Purtroppo i soldi riescono a rovinare questa rivalità ed infatti i Rangers entrano in liquidazione nell'Ottobre del 2012, ripartendo quindi dalla Scottish Third Division, forse in fondo anche con il rammarico dei tifosi del Celtic che dovranno aspettare per godersi una sfida con così alta emotività.
Come detto in apertura nel momento più buio della loro storia, nella prima partita di Scottish Third Division erano presenti 50.000 spettatori ad Ibrox. 
In quella circostanza fu stabilito il record mondiale di presenza per una partita di quarta serie, numero più volte riconfermato nel corso delle stagioni trascorse nelle serie minori.
Dopo duri anni nelle serie inferiori (duri a livello d'introiti) i protestanti di Glasgow riescono nel 2014/15 ad essere promossi in seconda serie ma mancheranno la promozione.
Nel 2015/16, l'anno successivo, la risalita dei Rangers è quasi completa.


I DERBY POST OFFENSIVE BEHAVIOUR ACT
L'introduzione nel 2012 dell’Offensive Behaviour At Football And Threatening Communications Act, proibisce alle tifoserie di cantare gli storici cori identitari dei club: Billy Boys e The Famine Song per i Rangers, Ira e Ibrox Disaster Song per i Celtic.
Chi sgarra rischia fino a cinque anni di prigione.
Quando viene giocato un Old Firm di rito anche le visite della polizia che fa ad entrambe le società chiedendo ai giocatori di non esagerare nelle esultanze, pena l’arresto, “per incitazione alla violenza”.
Di rito anche gli avvisi alle tifoserie: nessuno striscione o bandiera che richiami all’identità religiosa o politica delle due squadre è permesso.
Dopo il match del 2012, le due squadre si re-incontrano in coppa a febbraio del 2015 con il Celtic ovviamente che vincerà il campionato, invece i Rangers mancheranno la promozione (beffati dagli Hearts).
Old Firm tutto sommato tranquillo dove si registrano solo 19 arresti, più che altro per cori offensivi ed esplosione di petardi ed ordigni.
Il fatto è che la rivalità, volente o nolente, non avrà mai fine.
Il calcio, a Glasgow, è tutto questo.


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