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martedì 8 agosto 2017

Le Scuse Più Assurde Per Giustificare Il Doping

Quali sono le scuse/giustificazioni più assurde degli atleti implicati in casi di Doping?
Ce n'è di tutti i tipi, anche se la più ricorrente è quella della carne contaminata o dei cosmetici contenenti  X sostanza dopante.
Anche le scuse a base di sesso sono molto usate.


Angelo Peruzzi ed Andrea Carnevale (Calcio)
Nel 1990 Peruzzi venne trovato positivo al Lipopill (stessa sorte per Carnevale).
Il portiere cercò di spiegare il fatto raccontando che "il Lipopill ce l'ha dato mia madre per smaltire una cena troppo generosa cucinata da lei dopo la gara con il Benfica".
I giudici non gli credettero e lui e Carnevale vennero squalificati per un anno.


Squadra PDM (Ciclismo)
Durante il Tour de France del 1992, la squadra francese PDM si ritira in blocco dalla corsa a tappa alla vigilia di un controllo antidoping.
Il motivo? Intossicazione alimentare e problemi intestinali dovuti all’aria condizionata dell’albergo in cui avevano alloggiato la sera precedente.


Daniel Plaza (Atletica)
Vincitore dell’oro olimpico nella marcia 20 km a Barcellona 1992, quattro anni dopo risulta positivo agli steroidi.
Replica dicendo di aver fatto sesso orale con la moglie incinta e di aver ingerito grandi dosi di testosterone prodotto in eccesso dalla stessa compagna.


Mario Boni (Basket)
Nel 1993, il c.t. Messina lo convocò per gli Europei di Germania, però lo scartò alla vigilia e tempo dopo venne resa nota la sua positività (nandrolone).
Come si giustifico? Affermando che, deluso per l'esclusione e prossimo al matrimonio, per non far cilecca nel viaggio di nozze, aveva chiesto un "ricostituente" a un medico amico.



Bernard Lama (Calcio)
Viene trovato positivo alla Cannabis nel 1998.
Il francese si giustificherà così davanti all'antidoping: "Sono stato troppo educato: volevo rifiutare lo spinello, ma temevo di fare la figura dello scortese".


Dennis Mitchell (Atletica)
Risulta positivo nel 1998 al testosterone.
Risponde affermando che, la sera prima del test, avrebbe bevuto 5 birre e fatto una maratona di sesso con la moglie per festeggiare il suo compleanno.
Viene squalificato per due anni.


Petr Korda (Tennis)
Positivo al nandrolone nel 1998 dopo aver vinto l’Australian Open, il cieco si difende dicendo di aver consumato grandi quantità di carne di vitello allevato con anabolizzanti.
La Federtennis internazionale replica affermando che, per raggiungere una concentrazione tale di nandrolone nel sangue, avrebbe dovuto mangiare 40 vitelli al giorno per 20 anni.


Dieter Baumann (Atletica)
Nel 1999 risulta positivo al nandrolone e riceve una squalifica di due anni.
Dopo una serie di test ripetuti, emerge che i valori risultano molto differenti a seconda dei momenti della giornata in cui vengono effettuati: la difesa sostiene che il nandrolone si trova nel dentifricio utilizzato dall’atleta, appositamente iniettato da qualcuno con una siringa.


Javier Sotomayor (Atletica)
Nel 1999 vinti i Giochi Panamericani il cubano è trovato positivo alla cocaina: Fidel Castro interviene affermando che i test sono stati alterati per danneggiare Cuba e la sua reputazione comunista.
Anche lui si dice vittima di una cospirazione.
Sotomayor viene ammesso alle Olimpiadi di Sydney 2000, ma l’anno dopo risulta nuovamente positivo al nandrolone e costretto al ritiro.


Linford Christie (Atletica)
L'anglo giamaicano viene pizzicato dall'antidoping nel 1999, anche per lui nandrolone.
Il motivo? Aver mangiato l'avocado! (avrebbe dovuto consumarne circa una tonnellata)
Fu la seconda volta per Christie, trovato positivo alla pseudoefedrina nel 1988: lì fu colpa del Ginseng (venne comunque scagionato).


Christian Henn (Ciclismo)
Il tedesco per giustificare l’alto valore di testosterone  fece appello alla tisana alle erbe fatta in casa dalla suocera e da lei consigliata per aumentare la sua capacità riproduttiva.


Christian Bucchi e Salvatore Monaco (Calcio)
Alla fine dello scorso millennio in Italia scoppiò il caso nandrolone.
I due giocatori, all’epoca al Perugia, furono tra i primi a risultare positivi.
La giustificazione anche in questo caso fu alimentare: eccessivo consumo di carne di cinghiale dopo una grigliata.
8 mesi di squalifica.


Fernando Couto, Manuele Blasi, Edgar Davids, Pep Guardiola, Mohammed Kallon e Santos Mozart (Calcio)
Dopo il caso Bucchi e Monaco, poi toccò a molti altri che giocavano in Serie A all'epoca.
Per Fernando Couto fu invece "tutta colpa di quello shampoo che conteneva nandrolone. E con la chioma che ho, io devo usarne molto".
Blasi disse che "deve essere stato lo schiarente che uso per i capelli": anche lì c'era del nandrolone. Sospesi per la stessa sostanza, e dopo spiegazioni più o meno fantasiose anche Gillet (Bari), Torrisi (Parma), De Rold (Pescara), Caccia e Sacchetti (Piacenza) e lo juventino Edgar Davids ("avevo la tosse e ho usato uno sciroppo omeopatico che conteneva nandrolone").
Pep Guardiola trovato positivo alla stessa sostanza quando giocava nel Brescia, si giustificò dicendo di aver mangiato carne di manzo.
Per il procuratore di Kallon (Inter) è il motivo era una crema "allungata" con il nandrolone: serviva per curare l'acne.
Infine per il calciatore brasiliano Santos Mozart la colpa era della crema applicata sulla pelle della figlia punta da un insetto.


Jan Ullrich (Ciclismo)
Trovato positivo alle anfetamine nell’estate del 2002 nonostante fosse in pausa da allenamenti, il vincitore del Tour 1997 Jan Ulrich si scusò raccontando che gli erano state passate un paio di pillole durante una notte in discoteca.


Frank Vandenbroucke (Ciclismo)
Il belga torna a correre nel 2002, dopo due stagioni di stop per via di una forte depressione (e di un arresto per esser stato trovato positivo in Francia), viene trovato in possesso di fiale di EPO, prodotti ormonali, morfina e clenbuterolo.
Il belga si rifiutò di fare ammissioni riguardo alle sostanze che gli furono trovate a casa, limitandosi a dire che gli sarebbero servite per il cane.
Viene licenziato dalla squadra.
Nel 2007 prova il suicidio, nel 2009 viene trovato morto in Tailandia.


Mark Bosnich (Calcio)
Il portiere australiano risulta positivo alla cocaina nel 2002, quando milita nel Chelsea.
Dice di aver fatto utilizzo di droga per sensibilizzare la moglie Sophie Anderton a smettere: “Le ho detto che, per ogni striscia che si fosse fatta, io me ne sarei fatte due. E così è successo”.
I due poco dopo si separano, Bosnich finisce anche in bancarotta, l'australiano poi ammette di aver fatto uso di cocaina a lungo.


Gilberto Simoni (Ciclismo)
Nel 2002 risulta positivo alla cocaina e viene squalificato al Giro d’Italia.
Si difende dicendo di aver consumato caramelle balsamiche e analgesiche per il mal di gola acquistate dalla zia in un viaggio in Perù, che contengono cocaina in piccole dosi.


Raimondas Rumsas (Ciclismo)
Positivo all’EPO e trovato in possesso di un arsenale di sostanze dopanti nella macchina affidata alla moglie, il ciclista lituano si difende affermando di aver acquistato i farmaci per curare la matrigna, molto malata, e di aver incaricato la moglie di consegnarglieli.


Shane Warne (Cricket)
Nel 2003 il giocatore di Cricket australiano Shane Warne saltò il mondiale dopo la positività a un diuretico.
Le autorità non credettero alla versione ufficiale: ovvero mamma Warne, che vedendo il figlio leggermente in sovrappeso, pensò bene di dare al figlio un paio di pillole delle sue.
L’antidoping disse che il diuretico era per coprire il doping e Warne si beccò 12 mesi di squalifica.


Adrian Mutu (Calcio)
Il giocatore rumeno verrà più volte pizzicato all'antidoping nel 2004, in seguito spiegò di aver preso cocaina "per migliorare le prestazioni sessuali".
Aveva infatti conosciuto una pornostar romena e voleva essere all'altezza.


Mario De Clercq (Ciclocross)
Il corridore spiegò agli inquirenti che gli avevano trovato due diari con la descrizione dei programmi di allenamento (e le sostanze illecite assunte) che si trattava di un romanzo di fantasia che stava scrivendo.


Lenny Paul (Bob)
L'atleta di Bob, trovato positivo, accusò il macinato di vitello (e di nandrolone) usato per un ragù alla bolognese, anche in questo caso con il vitello in contumacia.


Tyler Hamilton (Ciclismo)
Nel 2005 nel sangue di Tyler Hamilton furono trovate tracce non appartenenti al suo DNA, evidente segnale di trasfusioni di sangue.
L’americano si giustificò così: le cellule estranee trovate nel suo sistema sanguigno erano frutto di una Chimera, ovvero un organismo con due o più popolazioni di cellule geneticamente distinte, prodotto da un fratello gemello che è morto prima della nascita.
Si beccò 2 anni di squalifica.


Floyd Landis (Ciclismo)
Il ciclista americano, ex gregario di Armstrong all'US Postal, risulta positivo al testosterone nel 2006 dopo la fantastica tappa di Morzine, quindi cerca di difendersi con una lista di scuse: una nottata a base di whisky, iniezioni di cortisone per placare dolori all’anca, medicine per la tiroide e problemi naturali di metabolismo.
Cerca anche di hackerare i dati ufficiali sul computer.
Squalificato per due anni, Landis ammette nel maggio del 2010 di aver fatto uso di sostanze dopanti.


Marco Borriello (Calcio)
Marco Borriello, nel 2006 disse di avere avuto un rapporto sessuale non protetto con Belen Rodriguez la quale, per curare un’infezione vaginale, assumeva una crema al cortisone (che lo rese positivo ai controlli).
Ebbe tre mesi di squalifica.


Justin Gatlin (Atletica)
Nell’aprile 2006, tre mesi dopo aver segnato il record del mondo nei 100 metri a Doha, risulta positivo al testosterone: replica accusando il massaggiatore, con cui avrebbe avuto un acceso litigio, di avergli passato una crema al testosterone per vendetta.
Viene squalificato per otto anni, pena poi dimezzata, ma evita la sospensione a vita per aver collaborato con le autorità.


LaShawn Merritt (Atletica)
Dopo essere risultato positivo a uno steroide anabolizzante nel 2009, Merritt afferma di aver fatto utilizzo di un prodotto per aumentare le dimensioni del pene, responsabile dei valori alterati del sangue.
Viene squalificato.


Richard Gasquet (Tennis)
Nel marzo 2009 si ritira improvvisamente dal torneo di Miami, e due mesi dopo riceve una squalifica di due anni per cocaina.
Si difende dicendo che, la sera precedente, in discoteca, avrebbe baciato una ragazza che aveva assunto la sostanza e che gliela “avrebbe” passata attraverso la saliva.
La Federtennis lo riammette nel circuito a luglio.


Stefano Garzelli (Ciclismo)
Il vincitore del Giro d'Italia 2000 viene trovato positivo al probenecid nel 2009.
Il motivo? Aver mangiato carne di pollo contaminata.
Viene squalificato 8 mesi.


Alberto Contador (Ciclismo)
Nel 2010 lo spagnolo viene trovato positivo al clenbuterolo e la giustificazione ufficiale fu anche in questo caso legata al consumo di carne.
Contador fu prima smentito dalla associazione di allevatori spagnoli e successivamente condannato dal TAS di Losanna a 2 anni di squalifica.


Melky Cabrera (Baseball)
Il Cabrera meno noto, risultato positivo al testosterone nel 2012, investì 10.000 dollari per comprare un sito web già esistente, per pubblicizzare la vendita di un prodotto fasullo che avrebbe assunto alterando i valori sanguigni (un prodotto che conteneva testosterone e steroidi "mascherati").
L'inganno viene scoperto poco dopo dagli agenti investigativi federali e Cabrera è subito squalificato.


Sun Yang (Nuoto)
Sun Yang viene squalificato nel 2014 per uno stimolante che, a suo dire, sarebbe stato contenuto in una medicina utilizzata per problemi di cuore.


Alex Schwazer (Atletica)
Viene trovato positivo per la seconda volta nel 2016, secondo il procuratore la colpa sarebbe stata di una bistecca contenente testosterone.

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