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mercoledì 5 dicembre 2018

Il Manchester City e il PSG Hanno Infranto il FFP? L'Inchiesta Di Football Leaks

Secondo un'indagine di Football Leaks, il Manchester City e il Paris Saint-German con la compiacenza dell'UEFA avrebbero aggirato le norme del Fair Play Finanziario (la regola varata dalla stessa UEFA che avrebbe dovuto garantire una maggiore competitività, impedendo ai club più ricchi di schiacciare quelli più poveri grazie al solo potere dei soldi di proprietari e presidenti di una squadra. Sostanzialmente si spende per quanto si produce e sarebbero permessi buchi sino ad un massimo di 30 milioni di euro in 3 anni).
Il tutto tramite contratti di sponsorizzazione retroattivi.
Protagonisti della vicenda, che ha consentito ai due club di aggirare il FFP con sanzioni minime, sono l'ex presidente dell'UEFA Platini ma, soprattutto, l'attuale presidente della FIFA cioè Gianni Infantino.
Per dare qualche numero, pare che il Qatar avrebbe elargito 1,8 miliardi di euro nelle casse del PSG in maniera non consentita.
Dall'inchiesta emergono intercettazioni alla quali risulta evidente l'intento dell'UEFA di agevolare i due club.
Pare che il PSG fosse fuori dai parametri per almeno 215 milioni e che Al-Khelaïfi e Blanc trattarono con Platini e Infantino in maniera segreta per evitare l'esclusione dalle Coppe Europee (prevista in casi simili). Per i francesi l'ammenda venne ridotta da 60 milioni a 20, proprio la stessa cifra comminata al Manchester City, club in mano agli emiri di Abu Dhabi.
Infantino avrebbe accettato anche che il PSG inserisse delle sponsorizzazione retroattive riferite al contratto con il Qatar Tourism Authority per la stagione 2013-2014, proprio come fece il City. In particolare le entrate fittizie complessive sarebbero state di 4,5 miliardi di euro, 1,8 per il Psg e 2,7 per il City. Tutto con la copertura dell'UEFA.
Nel mirino è finito sotto inchiesta il contratto di sponsorizzazione con l'ufficio di turismo del Qatar, che stando all'inchiesta avrebbe iniettato per sette anni nelle casse del PSG la cifra di 1,8 miliardi di euro, di cui "1,35 miliardi tramite contratti di sponsorizzazione gonfiati" per eludere i parametri del FFP.
Mediapart scrive di un contratto del valore di 1,075 miliardi di euro garantiti in cinque anni dall'ufficio del turismo del Qatar (con una media di 215 milioni di euro all'anno), una somma rivista al ribasso nel 2014, dopo un accordo con la UEFA, a 100 milioni di euro anno. L'inchiesta tuttavia rivela come le due società di revisione incaricate dalla UEFA, le agenzie Repucom e Octagon, avrebbero ridimensionato questo contratto di 1750 e 77 volte in meno rispetto all'importo registrato (che era di 215 milioni).
Nel 1999 il Manchester City giocava in League One (la terza serie pro inglese), ad oggi invece è il 5° club calcistico per valore al mondo, con una stima di 2,47 miliardi di dollari e la 10a società sportiva del pianeta. Dal 2011 ha vinto 3 Premier League, 3 Coppe di Lega, 2 Supercoppe d’Inghilterra e 1 FA Cup.
Il punto di svolta della storia del club fu Mansour bin Zayd Al Nayan, fratellastro del presidente degli Emirati Arabi. Mansour acquistò il City il 1° settembre 2008 rilevandolo per 200 milioni di sterline dal thailandese Thaksin.
In questi anni il club inglese ha speso un miliardo di sterline. L’idea di partenza era quella di investire nel club per lanciare nel mondo la compagnia aerea Etihad e renderla concorrenziale con l’Emirates, ma l’obiettivo è stato ampiamente superato.
Mansour, che il 31 ottobre 2008 rilevò anche il 16,3% della Barclays, secondo gruppo bancario britannico, vanta un patrimonio personale di 1,42 miliardi di dollari.
Circa 3 anni dopo, lo stadio City Of Manchester, venne rinominato Etihad Stadium. Fu avviata un’inchiesta, con il sospetto che la manovra nascondesse un modo per eludere il fair play finanziario. Oggi lo stadio si chiama ancora Etihad e dopo l’ampliamento ha una capienza di 55 mila posti.
Nei documenti trapela anche il nome di uno dei più potenti operatori telefonici del Medio-Oriente, ovvero Etisalat.
Il contratto con Aabar, registrato per 17 milioni di euro all’anno, ne valeva circa 4.
Quello con Etilsalat secondo gli esperti aveva un valore di mercato di 4 o 5 milioni, mentre il club incassava 18,5 milioni di euro a stagione. Se il City avesse dichiarato il reale valore di quei ricavi, le perdite avrebbero raggiunto la cifra di 233 milioni di euro.
E l’8 maggio del 2014, a Londra, Infantino incontra l’amministratore delegato del City, Ferran Soriano, in quello che il manager descrive in una email come «secret meeting». Una settimana dopo quell’incontro segreto a Londra, l’accordo confidenziale viene firmato. Il club inglese non ottiene tutto quello che vuole, cioè il completo proscioglimento dalle accuse, ma la UEFA gli concede la possibilità di registrare, per tre anni, gli stessi contratti incriminati, a un valore di 26 milioni superiore a quello di mercato.
Impone una multa di 60 milioni di euro, di cui 20 milioni da pagare subito e gli altri 40 da versare in caso di mancato rispetto delle regole durante l’anno successivo.
A settembre del 2015 la UEFA ha annunciato di aver cancellato la multa al Paris Saint-Germain e al Manchester City.
Una mail trovata da Football Leaks rivela che fu messa a bilancio per oltre 75 milioni di euro la sponsorizzazione di Etihad Airlines in realtà largamente pagata da ADUG (Abu Dhabi United Group), ovvero la proprietà del club. Cosa vietata con il nuovo regolamento (in passato invece era consentito).
Altre rivelazioni riguardano il pagamento dei diritti di immagine delle star del City avvenuto sempre attraverso ADUG per alleggerire i conti in rosso e garantire ricavi da oltre 12 milioni di euro a stagione.

La risposta della UEFA non si è fatta attendere: "La UEFA conduce una valutazione annuale di tutti i club sui requisiti FFP di pareggio in bilancio su base triennale. Ciò include una valutazione approfondita delle posizioni finanziarie dei club sulla base sia delle informazioni divulgate dai club stessi (ovvero i rendiconti finanziari verificati indipendentemente), sia di una serie di verifiche e analisi di conformità intraprese dalla UEFA. In caso venissero fuori nuove informazioni che potrebbero essere rilevanti per tale valutazione, la UEFA le userebbe per contestare le cifre e per chiedere spiegazioni, chiarimenti o ulteriori prove da parte del club interessato. Se nuove informazioni dovessero rilevare delle possibili irregolarità nei casi precedentemente archiviati, tali casi potrebbero essere riaperti e riesaminati caso per caso.
Questa linea di condotta è applicata a tutti i club che richiedono una licenza UEFA e partecipano a competizioni europee per club"

Se il caso venisse riaperto e le indiscrezioni confermate entrambi i club rischierebbero di vedersi esclusi dalle Coppe Europee dell'anno prossimo.



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lunedì 3 dicembre 2018

Cadenza Di Pedalata, Rapporti Lunghi e Corti (Ciclismo)

L'importanza dei rapporti è strettamente collegato allo sviluppo metrico di una bicicletta quindi al giro di pedali effettuato (ciò influenza la ruota motrice).
La catena scorre su ingranaggi di differente dimensione e moltiplica la rotazione delle pedivelle secondo il rapporto tra l’ingranaggio anteriore (più grande) e il posteriore (più piccolo).
Nelle biciclette da corsa la disponibilità di più ingranaggi anteriori (moltipliche) e posteriori (pacco pignoni) permette di variare questo rapporto in base alle esigenze del ciclista dipendenti dalle sue condizioni fisiche ma anche del tipo di tappa effettuata (se di salita quindi con più o meno forti pendenze, se in piano ad esempio una cronometro; anche il vento viene considerato).
Nel gruppo cambio (trasmissione) troviamo: pacco pignoni, catena, leve cambio, cavi, guaine, guarnitura, deragliatore anteriore e posteriore.
Tutto ciò influenza il rapporto scelto.
Il cambio serve anche per mantenere la frequenza di pedalata all'interno di un intervallo ideale, indipendentemente dalla velocità del mezzo.
Questo range è riconosciuto essere tra le 60 e le 80 pedalate al minuto (PM) in salita, e tra le 80 e le 110 PM in pianura o in discesa.
Anche se in realtà i professionisti molto difficilmente scendono sotto le 80 PM anche nelle salite più impegnative.


RAPPORTO
La misura del rapporto è lo sviluppo metrico. Si tratta della distanza percorsa dalla bicicletta con un giro esatto della pedaliera.
Variando la posizione della catena sugli ingranaggi ovviamente questo valore verrà modificato.
Per calcolare lo sviluppo metrico vanno divisi i denti della moltiplica anteriore per i denti del pignone posteriore e moltiplicare il risultato per la circonferenza della ruota.
Quindi rapporto tra denti anteriori (M) e denti posteriori (P) per la circonferenza della ruota.
Maggiore sarà la precisione con cui si calcola la circonferenza della ruota tanto più accurato sarà il risultato finale.
Per la sezione, il metodo più efficace consiste nel posizionare la ruota a terra con la valvola in posizione bassa in corrispondenza di un punto precedentemente segnato. Facendo compiere alla ruota un giro completo lungo una traiettoria rettilinea si avrà la misura esatta.
In alternativa si può calcolare la circonferenza partendo dal raggio della ruota (o dal diametro).
Anche se probabilmente il calcolo sarà mano preciso perchè la misura sarà affetta da errori che si propagano.


DATI TABELLARI
Esistono anche dati tabellari, soprattutto per chi non è pro e non vuole perdere tempo con calcoli e quant'altro. È realizzata considerando ruote da 28″ con una circonferenza a terra di 2,136 metri.
Nella colonna di sinistra è riportato il numero dei denti della moltiplica anteriore, nella prima riga invece i denti del pacco pignoni.
Come risultato leggeremo i metri percorsi ad ogni giro di pedale.
Nel computo totale dei rapporti effettivamente sfruttabili le case produttrici, suggeriscono di non utilizzare la catena con incroci troppo arditi perchè porterebbero a torsione la catena (piccolo davanti e piccolo dietro o viceversa), in qualche caso è anche impossibile evitare che la catena tocchi sul deragliatore.
Ciò porterebbe anche ad un maggiore attrito e con il tempo ad usura.
La scelta del pacco pignoni, oltre alle esigenze, potrà essere fatto anche al netto di queste considerazioni, magari scegliendo quelle soluzioni in cui gli incroci di catena sconsigliati coincidono con uno sviluppo metrico già ottenibile con un’altra soluzione.
Se ho una moltiplica da 34 denti e pignone da 25, otterrò poi lo sviluppo metrico.
Moltiplicando questa distanza per il numero di pedalate al minuto troveremo la velocità al minuto. Moltiplicando questo valore per 60 minuti troveremo la velocità in metri all'ora.
Dividendo questo numero per 1000 avremo la velocità in km/h.
A livello di MTB si usano rapporti ben più corti (agili): tipo il pignone più grande (32 denti) e la corona più piccola (22 denti), ciò porterà ad uno sviluppo metrico di 1 metro e mezzo/massimo 2 metri (poi a seconda della circonferenza).


RAPPORTI E PEDALATE AL MINUTO
Con l'avvento di Lance Armstrong il Ciclismo è cambiato nel modo di pedalare in salita, per quanto riguarda una nuova concezione di pedalata, per cui la potenza di può fare anche con un alto ritmo, non solo con i rapporti lunghi.
Chi si ricorda quel primo Tour de France del 1999 vinto da Armstrong si ricorderà anche dello shock che fu vederlo pedalare a quel ritmo altissimo di pedalata, non solo in salita ma anche a cronometro, dove addirittura arrivò a vincere una tappa all’incredibile ritmo medio di 120 pedalate al minuto.
E Armstrong ha fatto scuola: da lui in poi il ritmo medio di pedalata in salita si è alzato, tutti hanno seguito l’americano ed hanno lavorato sullo spostare la propria curva di potenza a regimi più alti.
In realtà Armstrong, è vero che adottava spesso cadenze di pedalata molto agili (oltre 90 in salita; si ricordi ad esempio l'Alpe D'Huez 2001 con il 39-21 o 2004, dove la cadenza era tra le 95-105 RPM), ma sorprendeva la sua capacità di farlo azionando rapporti più o meno lunghi, quindi sviluppando potenze estremamente elevate.
Armstrong (1.77 m per 71 kg) di solito saliva con il 23 o 21, per fare un paragone Ian Ullrich (1.83 m per 80 kg) con il 19.
Sicuramente l'Ullrich più impressionante fu quello del Tour De France 1997, in particolare nella famosa tappa di Luchon-Andorra Arcalis (252 km) quando Jan aumentò il ritmo quando mancavano una decina di km dal traguardo e per circa 30 minuti la sua potenza media stimata si assestò sui 497 watt.
In tempi recenti anche il Team Sky e Chris Froome (1.86 m per 68 kg) hanno trovato nelle frequenze di pedalata altissime una delle chiavi per costruire il proprio successo.
Tuttavia il dottor Formenti è arrivato alla conclusione che una frequenza alla Froome non è vantaggiosa per un pedalatore di più basso livello: "Se un ciclista amatoriale cerca di copiare l’alta cadenza di un professionista ma invece di far girare dei grossi rapporti spinge delle marce più basse può sprecare il 60% della propria energia".
A 110 pedalate al minuto con un rapporto molto agile infatti la maggior parte dell’energia viene spesa nelle parti mobili del corpo, come ginocchia e piedi, con solo un 40% che va a far girare effettivamente le pedivelle.
L’efficienza del modo di pedalare di Froome è data dalla diversa potenza espressa, che gli permette di abbinare una frequenza molto alta con rapporti ancora piuttosto lunghi.
Ad esempio al Tour de France 2015 a Pierre Saint Martin, Froome portò una cadenza media di 97 pedalate al minuto con una potenza espressa di 390 watt.



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martedì 27 novembre 2018

Cosa Vuol Dire Arbitrare All'Inglese? Numero Di Falli, Gioco Effettivo ed Injury Time

Uno dei detti più vecchi è che il Calcio (soprattutto quello inglese) "non è uno sport da signorine" oppure ancora "il miglior arbitro è quello che non ti accorgi che c'è".
Cosa vuol dire al giorno d'oggi arbitrare all'inglese? Vuol dire tutto e niente.
Storicamente si sa che in Inghilterra vengono permessi molto più falli che altrove (tranne quelli a piedi uniti o a gamba tesa, sanzionati spesso con il rosso, per direttive della FA) e viene concesso maggiormente il vantaggio.
Naturalmente, ogni campionato sembra avere un suo metro arbitrale ma come detto è risaputo che in Premier League si fischiano molti meno falli rispetto al resto d’Europa.
In prima approssimazione si può sottolineare una palese differenza: il pubblico inglese si esalta per un tackle, nei paesi latini per una finta o un dribbling.
In Italia il ritmo di gioco è più lento rispetto a Premiership e Champions League. 
Secondo una statistica di qualche anno fa, in media, l'azione viene fermata ogni 105 secondi, fischiando molti più falli dei loro colleghi inglesi.
Una teoria che ribalta il punto di vista dei primi anni 90, quando i club che venivano dalla Premier League facevano fatica a raggiungere la fase finale della Champions League e venivano considerati fallimentari in Europa proprio perché tentavano di applicare un tipo di gioco veloce e fatto di continue azioni. 
Se analizziamo le statistiche di qualche anno fa (2014), è abbastanza chiaro quanto rigidi fossero gli arbitri italiani: in Serie A venivano fischiati in media 32 falli a partita, contro i 22 falli a partita della Premier League. 
Dieci in meno della Serie A e il 20.36% in meno rispetto a una gara di Champions League.
Se nella Premier League il numero dei cartellini gialli raramente superava i tre (3.21 con 6.89 falli per cartellino giallo), in Serie A venivano puniti con l'ammonizione quasi cinque giocatori a partita (4.84 per 6.61 falli per cartellino giallo). 
Discorso simile per i cartellini rossi. 
Questo influenza notevolmente il ritmo di gioco: in una partita di Serie A il tempo di gioco tra un fallo e un altro raramente supera i 105 secondi, 45 secondi in meno (-40%) della media della Premier League.
In Italia le partite sono frammentate, lente e conseguentemente noiose da guardare. 
Inoltre, questo sistema arbitrale supporta e facilita tutti quei giocatori che astutamente si lasciano cadere al minimo contatto con l’avversario.
Il Calcio e le sue tattiche si sviluppano con il passare degli anni, e il gioco al giorno d’oggi è diventato sicuramente più veloce e più fisico. 
Rapportando con dati più recenti (2017) invece notiamo che rispetto a qualche anno fa in Italia si fischia molto meno (si è passati dai 32 falli del 2014 ai quasi 26 del 2017).
In media con il 2014 gli altri campionati (tedesco e spagnolo), ancor meno in Premier League (20.9).
Malgrado ciò il tempo effettivo in Premier League si è un po' abbassato rispetto agli ultimi anni.
Sicuramente l'invasione di stranieri ha contribuito a ciò ma anche alcuni interventi terribili che hanno provocato gravi infortuni (si pensi a Ramsey o Eduardo) portando gli arbitri a verificare sempre le condizioni del giocatore a terra (anche se magari l'infortunio non è grave).
Il tempo effettivo di gioco in Premier League tra 2016 e 2017 è stato di circa 56 minuti, idem in Bundesliga, nella Liga spagnola 54 minuti, in Serie A 57 minuti.
Tutto ciò indica che il tempo di gioco effettivo dipende dallo stile di Calcio giocato nei diversi paesi, in quanto sembra esserci una forte connessione con il numero di interruzioni come falli, sostituzioni e rimesse.
Per quanto riguarda le interruzioni di gioco, l'Inghilterra nella medesima stagione aveva la cifra più bassa con solo 100 interruzioni di media a partita, seguita dalla Spagna con 106 e Germania e Italia (entrambe 107).
Più pause dovrebbero portare ad un minore tempo di gioco effettivo.
Tuttavia oltre ai falli, contano anche calci di punizione, calci d'angolo, infortuni e gol.
Tendenzialmente le squadre che mantengono maggiormente la palla tra i piedi facendo possesso palla possono contare su un tempo effettivo maggiore degli altri.
Queste stats risalenti ad agosto 2017, evidenziano che anche nello stesso campionato i tempi effettivi di gioco son ben diversi.
Nella giornata menzionata a guidare la classifica c'era il Liverpool contro il Crystal Palace, dove la palla è rimasta in gioco per ben 62 minuti.
La partita ad Anfield ha avuto quasi 15 minuti di azione in più rispetto alla vittoria per 1-0 del West Bromich al Turf Moor (Burnley).
Di tutte le squadre che hanno giocato in questa giornata si vede come l'Arsenal abbia avuto per la maggior parte del tempo la palla (41,7 minuti per l'esattezza), ma non è riuscita a capitalizzare in quanto ha perso 1-0 contro lo Stoke City.
Comunque il tempo effettivo e le lunghe interruzioni hanno portato gli arbitri inglesi ad aumentare drasticamente i minuti di recupero (non a caso chiamato "injury time"), quando una delle caratteristiche storiche dell'arbitrare all'inglese era proprio quella di dare pochi minuti di recupero.
C'è però un altro fattore cruciale nella reputazione di campionato più bello del mondo (in parte collegato a tutto ciò): la sua propensione nel veder realizzate reti nei minuti di recupero.
Nel 2016/17 ci sono stati ben 68 gol segnati nel recupero del 2t, che corrisponde al 6.3% di tutti i gol segnati due anni fa (circa 0.18 gol a partita).
Nella Liga 61, in Serie A 59.
La Bundesliga solo 50, anche se va sottolineato che si tratta di un campionato a 18 squadre (ma la media rimane inferiore alla Premier League).
E nel 1t? Sempre rapportando ai campionati di due anni fa, ne sono stati realizzati 35, nella Liga (20) e Serie A (15).
In Bundesliga 14 e 10 in Ligue 1.
La spiegazione è più o meno semplice: in quella stessa stagione in Premier vennero concessi in media 2.9 minuti di recupero nel 1t (gli altri campionati oscillavano tra 1.4 e 2.0).
Tuttavia, ciò non spiega comunque tutto e quel vecchio slogan "poco prima dell'intervallo è il momento migliore per segnare" sembra essere particolarmente in voga in Inghilterra (e questo direi da sempre).
Complessivamente l'injury time per entrambi i tempi raggiungeva una media di 7.59 minuti, una cifra considerevolmente più alta che in qualsiasi altro campionato in Europa, che hanno registrato tra 5.16 minuti e 6.35 minuti.
Facendo un confronto con i falli fischiati (decisamente meno che altrove) e il tempo effettivo di gioco (non molto dissimile dagli altri campionati) non ci sono particolari giustificazioni a ciò, se non che gli arbitri inglesi siano diventati più severi con il cronometraggio e le perdite di tempo.
Il Watford, nella stessa stagione, vide una media di 8.41 minuti aggiunta alle sue partite, la più alta della Premier League, e ben oltre il doppio del Bayern (3.46 minuti).
In definitiva cos'è rimasto oggi dell'arbitrare all'inglese? Sicuramente vengono fischiati meno falli che altrove però in media le interruzioni sono più lunghe che altrove (infortuni e quant'altro) e questo influenza anche i lunghissimi tempi di recupero concessi nei 2 tempi.


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sabato 17 novembre 2018

Arresti a Bari, Catania e Reggio Calabria Per Gambling (Scommesse Illegali)

Le mafie gestivano un giro di scommesse operante in Calabria, Puglia e Sicilia. Ci sono stati negli ultimi giorni 68 arresti (18 a Reggio Calabria, 22 a Bari e 28 a Catania) e un’ottantina di perquisizioni da parte di Guardia di Finanza, Dia, Polizia e Carabinieri. Tre inchieste, tre procure (Reggio Calabria, Bari e Catania) e centinaia di uomini impegnati nel blitz coordinato dalla Direzione nazionale antimafia. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione mafiosa al trasferimento fraudolento di denaro, dal riciclaggio all'autoriclaggio, dall'illecita raccolta di scommesse on line alla fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni. Dalle indagini è emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalità mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. I soldi guadagnati in modo illeciti venivano poi reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all'estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome.


REGGIO CALABRIA
I clan facevano capo a Danilo Iannì, Domenico Tegano e Francesco Franco.
I marchi implicati in Calabria sono "SKS365 Malta LTD" (SKS365 Group Gmbh) titolare di "Planetwin365" (fino al 2017), "Betaland" ed "Enjoybet", tutti marchi collegati con la ‘ndrangheta.
I siti implicati invece: www.betclu.com, www.fullbetter.com, www.europabet24.com, www.sportbet75.net, www.premierwin365.it, www.dominobet.it,  www.futurebet2021.com, www.future2bet2021.com e www.fsa365.com. Avvalendosi dei medesimi siti “.com” l’associazione aveva inoltre sviluppato ulteriori reti commerciali in Toscana, Liguria, Lombardia e nelle province di Siracusa, Catania e Crotone, con il necessario coinvolgimento di ulteriori responsabili. La raccolta illecita delle scommesse sul territorio nazionale, avveniva attraverso siti non autorizzati, con suffisso “.com”, quali "Palace777", "BetFaktor", "GoldenGool", il già citato "PlanetWin365",  "PremierWin365" e "JokerBet".
Il sequestro dell’intero profitto dell’organizzazione criminale, oltre a quello di 23 società estere, 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, 24 immobili, 7 automezzi, 33 siti nazionali e internazionali di Gambling online e conti correnti nazionali ed esteri, per un valore complessivo corrispondente ad oltre 720 milioni di euro. Sono state compiute una pluralità di violazioni che vanno dalla raccolta delle scommesse in assenza della prevista concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, all’utilizzo di siti online“.com” completamente illegali.
Ciascuno dei componenti della rete commerciale vantava dei profitti in % sul totale del giocato; sicché, prima di essere trasferiti all’estero, agli utili derivanti dalla raccolta (al netto delle vincite dei giocatori) erano sottratte le provvigioni spettanti a ciascuno. Talvolta i “master”, che vantavano il controllo piramidale di un numero significativo di punti commerciali, “bancavano” una quota parte delle scommesse condividendo con il “bookmaker” il rischio d’impresa connesso all’andamento delle attività, così partecipando alle vincite e alle perdite nella % pattuita (“co-banco”). Questa modalità operativa genera sempre un’attività illecita: il “co-banco”, infatti, nasconde l’esistenza di una società di fatto tra il “bookmaker” ed il “master”, che condividono i rischi economici connessi alla gestione del servizio e che vi conferiscono il primo, il sistema gestionale in remoto ed il secondo, la rete commerciale dedita alla diffusione del prodotto. Dunque il soggetto gerente il servizio non è l’apparente concessionario, ma la società di fatto, che utilizza quella concessione per esercitare l’attività di gestione e raccolta dei giochi e delle scommesse. Tuttavia, poiché tale operazione avviene senza alcuna autorizzazione dell’Adm, ne deriva la realizzazione di una forma vietata di cessione della concessione, ovvero di un suo utilizzo da parte della società, che si interpone tra il concessionario e l’utente finale; in entrambi i casi, l’attività di raccolta delle scommesse è esercitata da soggetto privo di concessione ed è, perciò, illecita.


BARI
A Bari invece i clan dei Martiradonna gestivano il marchio ParadiseBet (ex sponsor del Bari Calcio).
Implicata anche la Centurionbet di Malta. I due gruppi criminali operanti nel capoluogo pugliese, avrebbero costituito una vera e propria "multinazionale delle scommesse" movimentando oltre 1 miliardo di euro da Malta a Curacao, passando per le Isole Vergini e le Seychelles.
Vito Martiradonna, secondo l'accusa, si occupava "del reimpiego dei profitti illeciti e dei rapporti con la polizia giudiziaria e con i servizi segreti per ottenere informazioni sulle indagini" e "provvede per conto dell'associazione alla bonifica dei siti e delle autovetture in uso all'associazione". 
I figli di Martiradonna sono ritenuti i responsabili della gestione della rete di siti per le scommesse, che vedono in Giovanni Paolo Memola il tecnico informatico, in Mariella Franchini il cassiere: a tutti loro la Procura contesta l'associazione per delinquere di stampo mafioso, con caratteristiche transnazionali avendo operato fin dal 2009 tra l'Italia, Malta, la Romania, Curacao e le Isole Vergini. A Tommaso Parisi (latitante per qualche giorno, prima dell'arresto da parte della Guardia di Finanza nel quartiere Japigia) e ad altre quattro persone è invece contestata l'intestazione fittizia di beni. Vengono poi contestati numerosi reati fiscali e tributari.
I Martiradonna stavano progettando una fuga in Spagna, non a caso, la Guardia di Finanza aveva diramato un mandato di arresto internazionale nei confronti degli stessi (poi beccati in Lombardia dopo esser ritornati dalla Spagna. Vito Martiradonna si era procurato una carta di identità in bianco senza fotografia e certificati medici falsi per simulare uno stato d'infermità mentale). Dal 2012 al 2016 il gruppo di società avrebbe raccolto scommesse per 649 milioni di euro, evadendo imposte per circa 11,6 milioni. Vito Martiradonna faceva il bookmaker, quindi non più semplice attività di riciclaggio ma investimenti diretti verso un settore altamente strategico quale quello delle scommesse e del gioco d’azzardo. I fermi sono 22 con altri 22 indagati. Secondo l'ipotesi degli investigatori del Gioco, gli uomini dei clan avrebbero investito i proventi delle attività illecite in una serie di attività legali, tra cui anche bar e ristoranti nel centro di Bari, come l'Al 111 di corso Vittorio Emanuele e il Coco's di via Amendola, che sarebbero fittiziamente intestati a prestanome dei Martiradonna. L'avvocato Matteo Dammicco del Coco's, tuttavia, assicura che l'attuale società Snooker Bowling "è del tutto estranea all'indagine" e che il titolare "non ha legami di alcuna natura con le famiglie malavitose".


CATANIA
In Sicilia il clan Placenti gestiva un bookmaker, tale "Revolutionbet". Sono stati emessi provvedimenti di fermo anche per i clan mafiosi Santapaola-Ercolano e Cappello. La rete dei clan implicati gestiva siti con estensione “.com” denominati, tra gli altri, "Futurebet, Futurebet2021", "Future2bet2021", "Betworld365", "Betcom29", "Betcom72", mutevoli in ragione degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità amministrativa, non autorizzati dall’A.D.M., tutti operanti su server esteri (Malta, Austria, Inghilterra), utilizzati all’interno di sale scommesse, Internet point, C.E.D., C.T.D ed esercizi commerciali. Altri siti: "Premierwin365", "Special2bet", "Goplay33", "Racing Dogs", "Betcom29.com", "Stanleybet", anch’essi mutevoli in ragione degli interventi di oscuramento da parte dell’Autorità amministrativa, non autorizzati dall’A.D.M. e tutti operanti su server esteri (Malta, Austria, Inghilterra).
I reati contestati sono quelli di associazione mafiosa, di associazione a delinquere, a carattere transnazionale, finalizzata all’illecito esercizio sul territorio nazionale di giochi e scommesse sportive, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, di truffa a danno dello Stato, omessa e infedele dichiarazione dei redditi, reati aggravati dalla finalità di agevolazione dell’associazione di stampo mafioso, per avere consentito ai sodalizi mafiosi summenzionati l’infiltrazione e la connessa espansione nel settore dei giochi e delle scommesse on line, nonché autoriciclaggio dei proventi derivanti dalle attività criminose delle stesse associazioni. Sono stati eseguiti anche sequestri preventivi di beni per un valore di circa 70 milioni di euro localizzati sia in Italia che all’estero, nonché di 46 agenzie di scommesse/internet point, ricadenti nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. Sequestrati, in particolare, circa un centinaio di rapporti bancari e conti correnti accesi in Italia e nelle Isole di Man, mentre altrettanti conti correnti e depositi bancari sono stati individuati in altri Paesi.


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domenica 11 novembre 2018

Tutti I Tipi Di Triple Play: 5-4-3, 6-4-3, etc (Assisted ed Unassisted)

Ai fini del punteggio e di giocate difensive ogni ruolo nel Baseball è contrassegnato da un numero.
Quindi quando si sente parlare di "triple play" si sentirà parlare di strani numeri: ovvero 5-4-3, 6-4-3 e così via.
Ma cos'è una triple play? Si parla di triple play quando la difesa riesce ad eliminare con un'azione di gioco: i 3 battitori avversari (analogamente si parla di double play e queste già son più frequenti, quando gli out sono 2).
L'incidenza di queste giocare è di circa 5 a stagione.

Detto ciò ogni ruolo (quindi giocatore) è evidenziato da un numero:
Pitcher = 1
Catcher = 2
1st base = 3
2nd base = 4
3rd base = 5
Shortstop = 6
Left field = 7
Center field = 8
Right field = 9

Quindi un 5-4-3 significa che la palla è stata presa dal terza base che ha poi gettato la stessa in seconda, che a sua volta ha lanciato in prima (questa giocata è quella più frequente).
A seguire il 6-4-3: SS, seconda, prima.
Poi il 4-6-3, 3-3-6, 6-6-3, 4-3-6, 4-4-3, 1-6-3 e 5-5-3 (quest'ultimi 5 già più rari).
Giocate spettacolari ma con un'incidenza bassissima di successo sono: 6-4-3-2 e il 5-4-3-2 (terza base, seconda base, prima base, casa base. I 3 out arrivano con gli ultimi 3 numeri).
Ovviamente posso accadere anche altre combinazioni ma spesso presuppongono comunque errori dei baserunners o situazioni particolari (si ricordi il 2-5-3-1 in New York Yankees v Minnesota Twins del 1982, il complicatissimo 4-6-5-6-5-3-4 in NY Yankees v Baltimore Orioles del 2013, il 2-6-2 in Seattle Mariners v Tampa Bay Rays del 2006, il 9-3-2-6-2-5 in Texas Rangers v Chicago White Sox del 2016, il 3-3-5 in Washington Nationals v San Francisco Giants sempre nello stesso anno e il 5-5-4 in Los Angeles Angels v Texas Rangers del 2018).
Il tipo più raro di triple play però è quello "unassisted", in cui un singolo difensore completa tutti e tre gli out. Ci sono state solo 15 triple play non assistite nella storia della MLB (rendendo questa impresa più rara del perfect game): cioè in media 1 ogni 28 anni di gioco!
Tipicamente, un triplo gioco non assistito si ottiene quando un middle infielder prende un line drive vicino alla seconda base (battitore out), passando poi sulla base per eliminare il runner che era partito dalla seconda per raggiungere la terza (secondo out) e poi tagga l'altro corridore che era avanzato dalla prima (terzo fuori).
In ogni caso unassisted triple play, perfect game, colpire 4 HR in una partita e 5 extra-base hits in una partita sono le imprese più rare che è possibile realizzare nel Baseball.
Ovviamente le unassisted triple play sono quel tipo di giocate in cui occorre avere tanta fortuna e la situazione giusta.


POSIZIONE ATTACCO AVVERSARIO
Qual è l'incidenza della posizione dell'attacco avversario (baserunners) su queste giocate?
Maggiori triple play avvengono con prima e seconda base occupata, a seguire con le basi piene.
Ben più difficili triple play con la prima e la terza occupata o con la seconda e la terza.


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mercoledì 7 novembre 2018

Cosa Vuol Dire Vittoria All'Inglese?

Il 2-0 è solo il terzo risultato più comune in Inghilterra, da quando è stato inventato il Calcio.
I due risultati più comuni sono: l'1-0 e il 2-1.
Tuttavia quando venne coniato il detto "vittoria all'inglese" effettivamente nei campionati inglesi di allora (anni 70 e 80) era il risultato più comune.
Più precisamente, il senso forse è ancora più profondo e va al di là della ricorrenza del risultato, sottolineando come ai tempi in Inghilterra anche sull'1-0 (o 0-1) la squadra in vantaggio continuava ad attaccare per mettere al sicuro il punteggio.
A differenza del campionato italiano ad esempio, dove all'epoca i risultati più comuni erano l'1-0 e lo 0-0 (e in generale i pareggi).


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giovedì 1 novembre 2018

Sistemi Di Timekeeping e Telemetria Negli Sport Motoristici

Letteralmente si chiama "Timekeeping" (cronometraggio), ci si riferisce a coloro che durante il motomondiale tramite la tecnologia misurano i tempi mediante l'utilizzo di computer, decoder, antenne.
I tempi vengono immagazzinati da un trasponder da 8 bit incastrato sotto il radiatore della moto (il più possibile vicino all'asfalto) e protetto da una finestra di kevlar.
Nel complesso si tratta di una scatoletta che riceve i segnali e li passa sul monitor del pilota: eventuali comunicazioni dei giudici di gara (bandiere in primis).
Il tutto avviene tramite delle antenne disseminate in più punti sul circuito.
Le antenne sono posizionate sotto l'asfalto per formare una specie di rettangolo con i due lati distanti 60 cm: quando la moto ci passa sopra, il trasponder riceve dall'antenna i codici che a sua volta passa via onde radio a un decoder nella stanza del Timekeeping.
Arrivati qui i dati vengono tradotti in tempi, immagazzinati nei time server e poi mostrati sui monitor.
Se i dati smettono di arrivare dipende sicuramente da malfunzionamenti del trasponder.
Da questi dati poi, vengono ottenute le "telemetrie" (cioè quel complesso di rilevazione ottica ed acustica che permette di misurare distanze piccolissime tra un punto di riferimento e l'oggetto considerato) con cui si studiano le strategie di gara.
La quantità di dati elaborata per ogni gara pesa circa 120 gigabyte.
Vengono processati circa 10mila parametri e da alcune migliaia di questi un software estrapola matrici 20x20 e tabelle.


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