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mercoledì 8 aprile 2026

Quali Sono Le Nazioni Più Vincenti Nei Principali Sport?

In questo articolo verrà riportato l'albo d'oro dei principali sport sia club che nazionali dove per ogni competizione viene effettuata la somma tra tutti i titoli vinti per evidenziare le nazioni più dominanti di ogni sport menzionato.

Aggiornato al 2 giugno 2026.


BASEBALL: MONDIALI, WORLD BASEBALL CLASSIC (2026)
Cuba=26
USA=5
Venezuela=4
Repubblica Dominicana=2
Colombia=2
Gran Bretagna=1
Corea Del Sud=1
Porto Rico=1
Olanda=1


BASEBALL: EUROPEI (2025)
Olanda=25
Italia=10
Spagna=2
Belgio=1




BASKET: EUROLEGA, SAPORTA/EUROCUP, KORAC, CHALLENGE, CHAMPIONS CUP (2026)
Spagna=42
Italia=42
Grecia=20
Russia=16
Francia=11
Croazia=10
Israele=9
Serbia=5
Lituania=5
Germania=4
Turchia=8
Lettonia=3
Georgia=1
Bosnia=1
Polonia=1
Repubblica Ceca=1
Slovenia=1
Romania=1


BASKET: MONDIALI (2023)
USA=5
Jugoslavia=5
URSS=3
Brasile=2
Spagna=2
Germania=1
Argentina=1


BASKET: EUROPEI (2025)
URSS=14
Jugoslavia=8
Spagna=4
Lituania=3
Grecia=2
Italia=2
Germania=2
Cecoslovacchia=1
Francia=1
Russia=1
Ungheria=1
Slovenia=1
Egitto=1
Lettonia=1




CALCIO: COPPA CAMPIONI/CL, COPPA COPPE, UEFA/EL, SUPERCOPPA EUROPEA (2025)
Spagna=58
Inghilterra=48
Italia=39
Germania=22
Olanda=14
Portogallo=9
Belgio=7
Scozia=4
URSS=4
Francia=4
Russia=3
Svezia=2
Turchia=2
Romania=2
Ucraina=1
Jugoslavia=1
Cecoslovacchia=1
Germania Est=1


CALCIO: MONDIALI (2022)
Brasile=5
Germania=4
Italia=4
Argentina=3
Francia=2
Uruguay=2
Inghilterra=1
Spagna=1


CALCIO: EUROPEI (2024)
Spagna=4
Germania=3
Italia=2
Francia=2
URSS=1
Cecoslovacchia=1
Portogallo=1
Olanda=1
Danimarca=1
Grecia=1




CICLISMO: GIRO D'ITALIA, TOUR DE FRANCE, VUELTA ESPANA (Giro 2026)
Italia=85
Francia=51
Spagna=48
Belgio=33
Gran Bretagna=12
Slovenia=10
Svizzera=10
Lussemburgo=7
Olanda=5
Danimarca=5
Germania=4
Russia=4
USA=4
Irlanda=3
Australia=2




FORMULA 1: MONDIALE PILOTI (2025)
Gran Bretagna=21
Germania=12
Brasile=8
Argentina=5
Olanda=4
Finlandia=4
Australia=4
Austria=4
Francia=4
Italia=3
USA=2
Spagna=2


FORMULA 1: MONDIALE COSTRUTTORI (2025)
Gran Bretagna=35
Italia=16
Germania=8
Austria=6
Francia=3




GOLF: THE MASTERS, PGA CHAMPIONSHIP, US OPEN, THE OPEN CHAMPIONSHIP ( PGA 2026)
USA=290
Scozia=55
Inghilterra=37
Sud Africa=22
Australia=18
Spagna=10
Jersey=9
Nord Irlanda=9
Irlanda=4
Germania=4
Argentina=4
Zimbabwe=3
Fiji=3
Nuova Zelanda=2
Galles=1
Canada=1
Giappone=1
Francia=1
Italia=1
Svezia=1
Sud Corea=1




MOTOMONDIALE: PILOTI 50, 80, 125, 250, 350, 500, MOTO1, MOTO2, MOTO3 (2025)
Italia=81
Spagna=62
Gran Bretagna=44
Germania=18
USA=16
Australia=12
Giappone=9
Svizzera=8
Francia=8
Rhodesia=8
Sud Africa=6
Nuova Zelanda=4
Olanda=3
Venezuela=3
Svezia=2
San Marino=2
Ungheria=1
Austria=1
Colombia=1
Finlandia=1
Brasile=1
Irlanda=1


MOTOMONDIALE: COSTRUTTORI 50, 80, 125, 250, 350, 500, MOTO1, MOTO2, MOTO3 (2025)
Giappone=133
Italia=96
Germania=24
Spagna=13
Austria=11
Gran Bretagna=7
USA=2
Germania=1
Olanda=1
Cina=1




RUGBY: CHAMPIONS CUP, CHALLENGE CUP (2026)
Francia=26
Inghilterra=23
Irlanda=8
Galles=2
Sud Africa=1


RUGBY: MONDIALI (2023) 
Sud Africa=4
Nuova Zelanda=3
Australia=2
Inghilterra=1


RUGBY: 6 NAZIONI (2026)
Inghilterra=39
Galles=39
Francia=27
Irlanda=24
Scozia=22




TENNIS: AUSTRALIAN OPEN, ROLAND GARROS, WIMBLEDON, US OPEN (A.O.2026)
USA=147
Australia=100
Gran Bretagna=49
Francia=49
Spagna=40
Svizzera=26
Svezia=26
Serbia=24
Cecoslovacchia=11
Germania=10
Italia=6
Russia=5
Argentina=4
Brasile=3
Croazia=2
Austria=2



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giovedì 20 novembre 2025

Gli Harlequins, Tom Williams e Il Bloodgate Scandal (Rugby)

Il "Bloodgate Scandal" che coinvolse gli inglesi Harlequins nei quarti di finale della Heineken Cup contro la squadra irlandese Leinster il 12 aprile 2009 fu uno degli eventi che rimase maggiormente impresso nella mente degli appassionati di Rugby.
Venne chiamato così a causa dell'uso di false capsule piene di sangue da parte del giocatore Tom Williams (poi ritiratosi nel 2014, dopo 214 partite giocate negli Harlequins con 65 mete realizzate).
Capsule utilizzate per simulare un infortunio. In particolare, Nick Evans s'infortunò alla coscia e venne sostituito da Chris Malone. Tuttavia, Malone si strappò il tendine del ginocchio 20 minuti dopo, venendo sostituito dall'ala Tom Williams, lasciando Mike Brown come miglior calciatore in campo (non certo una sicurezza dalla piazzola). Con 8 minuti da giocare e il punteggio di 6-5 per Leinster, Brown ebbe la possibilità di dare il vantaggio agli Harlequins grazie ad un calcio di punizione, poi sbagliato.
I Quins non riuscendo a sfondare gioco alla mano, avevano assoluto bisogno di un calcio di punizione o di un drop. E visto che l'occasione fa l'uomo ladro...allo staff degli Harlequins venne in mente una geniale idea: far uscire un giocatore appena entrato, per permette al recuperato Evans di tornare in campo. Williams infatti poco dopo uscì con un apparente infortunio al labbro (stava sanguinando), permettendo a Evans di tornare in campo nonostante fosse stato già sostituito in precedenza; tuttavia, il suo tentativo di drop a tempo scaduto, andò fuori quindi Leinster finirà comunque per vincere il match.
Un'indagine dell'European Rugby Cup e del Rugby Football Union rivelò che le ferite di sangue erano state simulate dagli Harlequins per consentire sostituzioni tattiche in quattro occasioni precedenti.
Le indagini hanno comportato un divieto di 12 mesi per Williams (ridotto a quattro mesi in appello), un ban di tre anni per l'ex coach Dean Richards e un divieto di due anni per il fisioterapista Steph Brennan, nonché un 260.000 sterline di multa per il club. Il presidente del club Charles Jillings successivamente rassegnò le dimissioni, mentre il medico del club Wendy Chapman venne sospeso dal Consiglio medico generale in attesa di un'audizione disciplinare per giudicare la sua condotta (per aver aiutato Williams a simulare l'infortunio con la capsula contenente sangue). Il 2 settembre 2009 i londinesi vennero espulsi dalla Heineken Cup in seguito allo scandalo quando il consiglio della Coppa europea dichiarò di aver approvato le penalità già inflitte.

Williams: "Stavo correndo in campo, quando il fisio mi disse: Deano dice che devi venire fuori per una ferita. Alcune fasi dopo, il medico corre e mi dà una capsula del sangue ed io pensai: "Che diavolo ci faccio?" Mi disse di metterlo in bocca, di masticarlo e di buttarlo giù. "Ti tireremo fuori," disse.

Care: "Sinceramente al momento, non avevo idea di cosa stesse succedendo. Avevo 22 anni, non avevo mai provato nulla di simile prima e l'ho scoperto negli spogliatoi solo dopo che qualcuno ha detto: "Penso che finiremo nei guai qui"

Monye: "Non avevo idea di cosa stesse succedendo in quel momento. Ma sapevo che le capsule di sangue erano una pratica ai Quins. All'epoca era comune nel Rugby. Adesso ci rifletti ed è stato piuttosto stupido, ma è stato facile cavarsela"

Williams: "Un altro ex giocatore mi ha telefonato di recente e ha detto: 'L'ho fatto una settimana fa. Non mi sono messo la capsula in bocca, ma mi sono semplicemente messo un asciugamano in testa insanguinato"

Monye: "Fortunatamente quel giorno, non sono stato io a cui è stato chiesto di farlo. Se Dean mi avesse chiesto di farlo, perché era così banale, probabilmente lo avrei fatto anch'io. È diventato quasi normale perché lo avevamo fatto già alcune volte"

Care: "Tutti avrebbero fatto lo stesso. Se ti viene chiesto di farlo, lo fai. Soprattutto quando è Dean Richards che ti dice di farlo"

Williams: "Nulla mi è passato per la testa quando mi è stata consegnata la capsula, stavo facendo ciò per la squadra. Stavo cercando di impressionare il mio coach e portare i Quins in una semifinale europea"
Williams: "L'occhiolino era ironicamente innocente. Qualcuno mi ha chiesto se stavo bene ed io ho risposto: "Sì, sto bene". Questo è tutto"

Williams: "Sapevamo che dovevamo fare qualcosa, perché la gente voleva venire nella stanza per vedere la mia bocca. Stavano bussando alla porta cercando di entrare nello spogliatoio. Il nostro medico, Wendy Chapman e io non sapevamo cosa fare. Sono stati momenti davvero ridicoli e mi rendo conto di essere stato un vero idiota. Shane Horgan aveva gridato dalla panchina di Leinster: "Non è vero sangue, non è vero sangue" mentre inciampavo nel tunnel. Quindi siamo andati nello spogliatoio, ho avuto una conversazione con il dottore e mi ha fatto un taglio"

Poi quando torna dalla squalifica:
Williams: "È stata una situazione difficile perché volevo giocare a Rugby, ma c'era qualcosa in più legato al mio nome che faceva sì che la maggior parte dei club non volesse assumermi. Ho cercato altrove ma non sono andato molto lontano. Il mio agente mi disse che nessuno era interessato. 
Sono stato male in quei quattro mesi, quella che si chiama depressione"

Monye: "Il 12 aprile 2009 è stato senza dubbio il giorno più buio della storia degli Harlequins. Abbiamo perso un sacco di fans e la reputazione del club è stata offuscata, ma alla fine siamo riusciti a trovare la forza per bloccare tutto il rumore esterno e tornare a quello che eravamo"

Care: "E' stato un grande campanello d'allarme per il Rugby e sicuramente per gli Harlequins. Abbiamo affrontato grandi sanzioni, le persone hanno perso il loro lavoro"

Mark Evans, amministratore delegato dell'Harlequin FC, dichiarò: "Saresti incredibilmente ingenuo da pensare che certe cose spariranno completamente. Fanno parte della storia e, come le stagioni buone o cattive, sono incarnate nelle radici di ogni club"
Il coach Richards rassegnò le dimissioni e venne riconosciuto come colpevole per aver orchestrato il tutto.


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sabato 30 luglio 2022

Nazionali UK Contro Emisfero Sud ed Italia: Scontri Diretti (Rugby)

In questo articolo vedremo tutti i testa a testa tra le 4 nazioni del Regno Unito (compresa l'Irlanda) di Rugby con quelle dell'Emisfero Sud più Francia ed Italia. Le prime 4 partecipano al "The Rugby Championship" (chiamato prima Thee Nations, senza l'Argentina). Sono considerati tutti i match ufficiali ed anche i test match.


GALLES
Contro l'Argentina: 14 vittorie, 6 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 13 vittorie, 31 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 51 vittorie, 49 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 28 vittorie, 3 sconfitte e 1 pareggio
Contro la Nuova Zelanda: 3 vittorie, 34 sconfitte e 0 pareggi
Contro il Sud Africa: 7 vittorie, 32 sconfitte e 1 pareggio


INGHILTERRA
Contro l'Argentina: 19 vittorie, 5 sconfitte ed 1 pareggio
Contro l'Australia: 28 vittorie, 26 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 60 vittorie, 43 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 30 vittorie, 0 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 8 vittorie, 33 sconfitte ed 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 16 vittorie, 27 sconfitte e 2 pareggi


IRLANDA
Contro l'Argentina: 13 vittorie, 6 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 14 vittorie, 22 sconfitte ed 1 pareggio
Contro la Francia: 36 vittorie, 59 sconfitte e 7 pareggi
Contro l'Italia: 31 vittorie, 4 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 5 vittorie, 30 sconfitte ed 1 pareggio
Contro il Sud Africa: 8 vittorie, 18 sconfitte e 1 pareggio


SCOZIA
Contro l'Argentina: 11 vittorie, 11 sconfitte e 0 pareggi
Contro l'Australia: 12 vittorie, 22 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Francia: 39 vittorie, 57 sconfitte e 3 pareggi
Contro l'Italia: 26 vittorie, 8 sconfitte e 0 pareggi
Contro la Nuova Zelanda: 0 vittorie, 30 sconfitte e 2 pareggi
Contro il Sud Africa: 5 vittorie, 23 sconfitte e 0 pareggi


ALBO D'ORO COPPA DEL MONDO (1987-2019)
Nuova Zelanda e Sud Africa: 3
Australia: 2
Inghilterra: 1


ALBO D'ORO 6 NAZIONI (1883-2023)
Inghilterra e Galles: 39
Francia: 26
Irlanda:23 
Scozia: 22


ALBO D'ORO THREE NATIONS/THE RUGBY CHAMPIONSHIP (1996-2022)
Nuova Zelanda: 19
Australia e Sud Africa: 4


AGGIORNATO AL 15 APRILE 2023


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mercoledì 12 febbraio 2020

Spiegazione Dei Ruoli Del Rugby

In questo articolo vedremo i ruoli del Rugby.
Iniziamo col dire che per avanti ci si riferisce alla prima, seconda e terza linea ed è composta in tutto 8 giocatori: gli avanti sono quelli che si contendono le mischie e le rimesse laterali.
La mischia può essere chiusa o aperta: a una mischia chiusa partecipano minimo 5 giocatori per parte e minimo altri 5 stanno vicino mentre a una mischia aperta (ruck) partecipano uno o più giocatori in piedi a diretto contatto con l'avversario quando il pallone è a terra, in questo caso il numero di giocatori dipende dalla situazione di gioco.
Dietro gli avanti ci sono 2 mediani, dietro i mediani 4 trequarti e dietro i trequarti c'è un estremo.

Estremo: rappresenta l'ultima linea di difesa. Si tratta di giocatori abbastanza veloci, con buona visione di gioco e tecnica (visto che recuperano i palloni rinviati dagli avversari)

Tre quarti ala (sinistra e destra): costituiscono l'attacco nelle porzioni esterne del campo e sono i ruoli che richiedono maggiore velocità. Di solito realizzano mete ma devono essere abili anche nel placcare

Tre quarti centro (interno ed esterno): rappresentano la prima linea di difesa e hanno anche il compito di portare avanti il gioco costruito dai mediani per far arrivare velocemente la palla all'esterno. Devono essere abili penetratori nel gioco d'attacco ed anche abili nel passare la palla. Quello più interno gioca a sinistra, quello esterno a destra

Mediano di apertura: è il regista del gioco, il classico numero 10. Batte di solito anche i calci di punizione e le trasformazioni di eventuali mete. Imposta le azioni di attacco sia con mani che con i piedi

Mediano di mischia: generalmente è il più piccolo della squadra, il numero 9; comanda gli avanti che compongono la mischia, introduce il pallone in mischia, lo riprende e lo passa al mediano d' apertura. E' il collante tra gli avanti e le linee arretrate. Deve avere grande visione di gioco

Terza linea centro: porta avanti la spinta della mischia, il pallone passa sotto le sue gambe se esce fuori verso il mediano oppure lo porta avanti se la mischia sta avanzando. Dunque occorre forza fisica ed anche doti tecniche

Terza linea ala (sinistra e destra): spingono ai lati della mischia e proteggono il mediano di mischia. Sono agili ed abbastanza veloci dovendosi staccare dalla mischia chiusa appena il pallone esce

Seconda linea (sinistra e destra): sono gli uomini più grandi del pack; hanno il compito di prendere il pallone in touche, spingere in mischia e difendere. Sono alti e forti fisicamente

Tallonatore: diventa una terza linea aggiunta nel gioco aperto. Partecipa alle mischie e posto tra i due piloni cerca di passare la palla all'indietro facendola uscire. Batte anche le touche

Pilone (sinistro e destro): costituiscono la prima linea. Devono spingere in mischia chiusa, placcare e difendere


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venerdì 22 novembre 2019

Saracens Puniti Per Aver Infranto Il Salary Cup (Rugby)

I Saracens dell'irlandese Mark McCall, fondati addirittura nel 1876, stanno andando incontro ad una penalizzazione storica che potrebbe farli retrocedere dalla Premiership.
Parliamo di un club campione d'Europa in carica in Champions Cup (hanno vinto 3 delle ultime 4 edizioni) e che ha vinto gli ultimi 2 campionati inglesi (5 in totale).
Il club è finito nella bufera per non aver rispettato il Salary Cap di complessivi 7 milioni di sterline previsto dalle rigide norme finanziarie della Premiership.
La violazione riguarderebbe le ultime 3 stagioni (dal 2016 al 2019) con conseguente condanna per il club a pagare una multa di 5,36 milioni di sterline e l’immediata penalizzazione di 35 punti in classifica.
Nella prima giornata i Saracens erano stati sconfitti in casa dai Northampton Saints, poi erano arrivate 3 vittorie (contro Leicester Tigers, London Irish e Gloucester).
L’indagine è stata lunga ed ha evidenziato la truffa messa in atto dal proprietario e chairman Nigel Wray per aggirare il Salary Cap.
Alcune delle stelle del club tra cui Owen Farrell (capitano dell’Inghilterra), Maro Itoje e i fratelli Billy e Mako Vunipola, sarebbero stati pagati direttamente dal proprietario attraverso fondi di investimento, titoli finanziari o tramite il passaggio di proprietà immobiliari ("fuori busta" diciamo).
Un modo per mantenere dentro le regole il monte stipendi, che però non ha convinto il gruppo di investigatori.
Per i Saracens, più della penalizzazione e della multa, pesano però i danni di immagine (parliamo di un marchio a livello globale a livello non solo rugbstico ma sportivo).
In un comunicato, i Saracens hanno fatto sapere che i titoli conquistati sul campo non potranno essere sottoposti ad alcuna revisione e che al momento il club non sarà costretto a vendere alcun giocatore.
I londinesi quindi si ritrovano all'ultimo posto con -22 punti, penultimo il Leicester con 4 quindi 26 lunghezze da recuperare.
L’anno scorso i Saracens chiusero la stagione con 78 punti.
Facessero un campionato identico, dunque, chiuderebbero a 43 punti (a retrocedere fu il Newcastle che finì con 31 punti).
Due anni fa, invece, i londinesi chiusero con 77 punti, cioè 42 con la penalizzazione (i London Irish retrocessi chiusero con 22 punti).
Tre anni fa chiusero nuovamente a 77 punti quindi 42 con la penalizzazione odierna, con il retrocesso Bristol che chiuse a quota 20.
Per trovare i Saracens virtualmente retrocessi bisogna arrivare alla stagione 2008/09, quando i Sarries chiusero noni, con 47 punti (12 con la penalizzazione), mentre Bristol arrivò ultimo con 17 punti.

Vanno considerate però due cose:
1) Se il club manterrà tutti i giocatori
2) Presumibilmente la corsa non andrà fatta su club storici quali Leicester Tigers, Harlequins, Bath (che ora occupano 3 delle ultime 4 posizioni) ma su club con già 9 punti in classifica (la quota salvezza potrebbe essere più alta, anche perchè la neopromossa London Irish è partita bene, per non parlare della neo-promossa di 2 anni fa...Bristol che guida addirittura la classifica)

Tutte le altre società comunque hanno attaccato duramente il club di Londra, sostenendo che sia giusto revocargli tutti i titoli vinti nelle ultime stagioni. Tra questi il mediano di mischia della Nazionale inglese Danny Care, che ha detto chiaramente che "non meritano di tenersi le loro coppe".

Nigel Wray (presidente della società): "Abbiamo commesso errori e quindi, con umiltà, dobbiamo accettare queste penalità. Come club, ora ci riuniremo e affronteremo le sfide che ci attendono. Confermiamo il nostro impegno nei confronti del salary cap e il principio di base di lavorare a parità di condizioni. Continueremo a lavorare in modo trasparente con il Premiership Rugby a questo proposito"
Tony Rowe (CEO degli Exeter Chiefs), club che negli ultimi anni è stato il rivale domestico più accreditato di Farrell e compagni: "Abbiamo, per un certo numero di anni, sospettato che avessero infranto le regole sul tetto salariale ma non credo che la pena sia abbastanza severa: in realtà avrebbero ancora la possibilità di arrivare ai playoff e poi a Twickenham per la finale 2020 della Premiership.
Retrocessione? Nello sport americano se infrangi le regole sei fuori. Il management ha violato le regole, hanno costruito una rosa che non avrebbero potuto mettere in campo e per noi non eguagliabile, come hanno dimostrato i fatti. Sono un po’ amareggiato per quello che è successo: siamo stati battuti in una maniera che non ci piace, anche se non possiamo dare la colpa allo staff tecnico e ai giocatori dei Saracens per quanto successo. Scoprire, a distanza di tempo, di essere stato superato da un club che ha imbrogliato, non va bene"

Mark McCall, temendo un gran numero di domande da parte dei media, non si è presentato al lancio delle competizioni europee. Champions Cup che fra l’altro è detenuta, in qualità di campioni in carica, proprio dal club rossonero.
Questo scandalo inerente stipendi pagati sotto-banco e in modo non ufficiale per non gravare sul monte stipendi, giunge a distanza di 10 anni dal più grande scandalo vissuto dal Rugby inglese, il "Bloodgate Scandal", che fece piovere squalifiche pesanti sullo staff tecnico degli Harlequins, altro leggendario club londinese, reo di aver obbligato, durante un quarto di finale di Heineken Cup, l’ala Tom Williams a masticare una capsula di sangue umano per costringere l’arbitro a effettuare una sostituzione per infortunio.


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lunedì 11 novembre 2019

Inghilterra Multata Per Aver "Sfidato" L'Haka Degli All Blacks

Prima della semifinale dei mondiali di Rugby quando la Nuova Zelanda si è schierata per la tradizionale Haka (la danza di guerra che deve spaventare gli avversari i quali, di norma, la osservano immobili dall’altra parte del campo), i suoi avversari, l'Inghilterra, hanno risposto a modo loro.
Inizialmente si pensava fosse stato il selezionatore Eddie Jones a mettere in scena l’ennesimo giochino mentale per fronteggiare ed impaurire gli All Blacks.
Come si è visto inoltre, gli inglesi hanno iniziato ad avvicinarsi ai neozelandesi in modo minaccioso. Invadendo la metà campo dei tuttineri.
Con Nigel Owens e i suoi assistenti che sono dovuti intervenire, cercando di respingere gli inglesi, con Joe Marler in particolare ad avvicinarsi agli All Blacks.

Vunipola ha commentato così: "Era nostra intenzione rispettarli ma volevamo anche assicurarci che capissero che saremmo stati pronti a tutto"

Circa una decina di giorno dopo, World Rugby, l’organo di governo della palla ovale mondiale, ha punito l’Inghilterra per il gesto.
Da un lato ha mandato una lettera di biasimo alla Federazione inglese, dall’altra ha multato la squadra di 2.500 sterline per il gesto. Perché il protocollo prevede che durante danze e celebrazioni, gli avversari non devono superare la linea di metà campo, mentre a Yokohama a farlo sono stati Joe Marler, Billy Vunipola, Mark Wilson, Elliot Daly, Luke Cowan-Dickie e Ben Youngs.
Curiosamente, pochi minuti dopo il gesto, World Rugby aveva pubblicato sulla sua pagina Youtube e sui suoi social network il video titolando "L’incredibile risposta dell’Inghilterra ad un’intensa haka neozelandese".
Insomma, da un lato enfatizza ed esalta la scelta inglese però qualche giorno dopo la punisce.
A spiegare comunque quello che è successo sono Ben Youngs e Joe Marler durante la trasmissione The Jonathan Ross Show, in onda su ITV (presenti con loro anche Manu Tuilagi e Tom Curry).
La sera prima della partita la squadra inglese si è riunita per decidere proprio come affrontare la celebre danza maori della Nuova Zelanda.

Youngs: "Ci siamo detti che volevamo affrontarla, volevamo assicurarci che loro sapessero che eravamo pronti. Quindi abbiamo deciso di fare un semicerchio ma alcuni ragazzi erano ancora un po’ confusi..." (indicando Marler)

Youngs ha anche disegnato lo schema su una lavagna e tutti i giocatori si sono accordati sulla posizione da tenere in campo. L’organizzazione insomma sembrava piuttosto chiara e dettagliata, tranne che per il pilone degli Harlequins.
Marler: "Quando ho guardato quella lavagna ho pensato 'Non è in scala'. Pensavo che saremmo dovuti andare più vicini a loro (agli All Blacks), rispetto a quanto c’era disegnato sulla lavagna. Ho superato la linea della metà campo, ma pensavo che lo avremmo fatto tutti. Poi ho guardato dietro e gli altri non mi stavano seguendo, ma a quel punto ho pensato 'ormai sono qui' "

Al di là di qualsiasi discorso, gli inglesi hanno poi vinto (e dominato) la semifinale per 19-7, raggiungendo la quarta finale dei Coppa del Mondo della loro storia (verranno sconfitti inaspettatamente dal Sud Africa quindi il mondiale 2003, per il momento, rimarrà l'unico titolo mondiale in bacheca).


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domenica 20 ottobre 2019

La Storia Di William Webb Ellis e La Nascita Del Rugby

L'1 novembre 1823 nella cittadina di Rugby (circa 60mila abitanti) nel Warwickshire si stava disputando una partita di Big Side (una specie di Calcio primordiale dove si doveva spingere la palla e calciarla in una porta a forma di "H").
Il cielo era grigio, come da tradizione inglese.
Mentre i ragazzi se le davano di santa ragione in una delle frequentissime mischie, un ragazzo di nome William Webb Ellis se ne stava in disparte perchè non digeriva per niente le regole.
In quel momento, perso nei suoi pensieri, afferrò la palla e corse senza mai voltarsi, il pallone sempre stretto al petto, finché non arrivò sulla linea di marcatura (con grande disprezzo).
Lì depositò finalmente la palla a terra tra lo stupore ed il risentimento generale, gridando "meta" (così pare).
Questa, in linea di massima, è la storia che si tramanda sull’origine del Rugby.
Una storia che si perde nella notte dei tempi, forse un po' romanzata ma ci piace credere che sia andata proprio così.
Ancora oggi comunque, nel College di Rugby troneggia la statua di Ellis, con una lastra commemorativa che recita:

"This stone commemorates the exploit of William Webb Ellis who with a fine disregard for the rules of football as played in his time first took the ball in his arms and ran with it thus originating the distinctive feature of the rugby game. a.d. 1823"
In realtà all’epoca il gioco del Football era praticato in diverse varianti e pare che alcune di queste prevedevano di poter bloccare la palla con le mani.
Invece il trattenerla e l'iniziare a correre era proibito.
La mancanza di uniformità di regole fra i vari modi di giocare a Football causò una prima scissione: nel 1863 i rappresentanti di un gruppo di club inglesi decise di adottare le regole di Cambridge e fondarono la Football Association, dando così vita a quello che sarà conosciuto come Calcio.
I club che mantennero le regole di Rugby fondarono nel 1871 il proprio organismo ufficiale: la Rugby Football Union.
La storia di Ellis comparve per la prima volta nel 1876, quando Matthew Holbeche Bloxam, per rispondere ad una lettera, nella quale ci si interrogava sulle origini del Rugby, pubblicò un articolo sul Meteor, il giornale della Pubblic School di Rugby. L’articolo faceva riferimento ad una storia raccontata da un testimone anonimo che avrebbe assistito al gesto eretico di Ellis.
L’articolo uscì 4 anni dopo la morte di William.
In un altro articolo del 22 dicembre 1880 Matthew Bloxam così descrisse la storia:

"Nella seconda metà del 1823, circa 57 anni fa, fu provocato, senza alcuna premeditazione, quel cambiamento delle regole che distinse il gioco della scuola di Rugby da tutti gli altri. Un ragazzo di nome William Webb Ellis, del luogo o titolare di borsa di studio, che a nove anni si iscrisse alla scuola dopo le vacanze estive del 1816 e che nella seconda metà del 1823 era, suppongo, un capoclasse, mentre giocava nel Bigside a Football in quella metà dell'anno, raccolse la palla tra sue braccia. Stando così le cose, secondo le regole di allora, avrebbe dovuto correre verso l'indietro fin dove avesse voluto, senza lasciare la palla, perché gli avversari sul lato opposto potevano soltanto avanzare fino al punto in cui aveva afferrato il pallone, e non potevano attaccare al di là di quella linea fino a quando lui non avesse calciato la palla o l'avesse piazzata a terra in modo tale che un suo compagno potesse calciarla. Infatti era grazie a questi calci piazzati che venivano segnati i punti, ma nel momento in cui la palla toccava terra la squadra avversaria poteva caricare. Ellis, per la prima volta, trasgredì questa regola e, impadronendosi della palla, anziché arretrare, CORSE IN AVANTI CON LA PALLA IN MANO VERSO LA LINEA DI META AVVERSARIA. Io non so che risultato questo episodio ebbe sul gioco, non so neppure come si diede seguito a questa infrazione a una regola ben conosciuta, o quando questa diventò, come è attualmente, una nuova regola"
La Rugby Football Union decise di indagare solo nel 1895 con Bloxam che era morto da ormai 7 anni. Pare pochi si ricordassero di Ellis e quei pochi lo dipingevano come un ottimo giocatore di cricket. In ogni caso, ad Ellis, dal 1987 (prima edizione), è anche dedicata la Coppa del Mondo.
Sempre nello stesso anno, avvenne un'ulteriore separazione all’interno della Rugby Football Union quando alcuni club del nord dell’Inghilterra formarono la Rugby Football League, la quale ben presto iniziò ad apportare profondi cambiamenti alle regole; le versioni ufficiali del Rugby erano a quel punto due, si rese necessario distinguerli anche nel nome: il Rugby Union era quello gestito dalla RFU e il Rugby League quello disciplinato dalla RFL.
Della città di Rugby abbiamo già detto, come curiosità si può aggiungere che, oltre ad aver dato i natali a questo sport, qui, nel 1937, fu costruito il primo prototipo di motore jet da Frank Whittle e sempre in questa città, 10 anni dopo, fu inventata l'olografia.


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lunedì 11 febbraio 2019

Gregor Townsend e Le Influenze Di Guardiola Ai Glasgow Warriors e Con La Scozia

Gregor Townsend, oltre ad essere uno tra i mediani d'apertura più talentuosi prodotti dal rugby scozzese negli anni 90, è sicuramente tra i migliori coach di Rugby a livello mondiale.
A riprova di ciò, i grandi risultati raggiunti sia con i Glasgow Warriors che con la nazionale scozzese.
I Warriors sono stati guidati dal 2012 al 2017, prima di diventare selezionatore della Scozia.
Nel 2015, Townsend andò a vedere e studiare gli allenamenti del Barcellona di Pep Guardiola (appassionato di rugby), rimanendo a suo dire impressionato.
Del resto la passione per il calcio è ben più antica e risale agli anni 80, quando il padre lo portava a vedere a Glasgow, l'Hibernian e gli Hearts (Townsend però tifa Liverpool).

Nel 2015 dopo l'incontro con Guardiola quando allenava i Glasgow Warriors disse: "Sarebbe bello se qualcosa del genere potesse accadere a Glasgow. Dobbiamo avere una visione a lungo termine di come possiamo migliorare questo club, non solo questa stagione, ma per i prossimi 5-10 anni. Stiamo facendo un bel po' di passi in avanti, per far sì che molti giovani talentuosi esordiscano in squadra.
L'ambiente, la filosofia su come sviluppano i loro giocatori, struttura, stile di calcio si diffonde attraverso tutto ciò che vedi"

Townsend ha anche rivelato che questa al Barcellona è stata una delle numerose visite che il club ha fatto ad altri club sportivi mentre stava cercando di sviluppare ulteriormente i Glasgow Warriors.

Poi ha aggiunto: "Il nostro obiettivo è imparare da una serie di sport: nello stesso periodo in cui ero a Barcellona, ​​altri dello staff hanno visionati una squadra di hockey olandese ed anche il PSV Eindhoven, il nostro analista era in una squadra di rugby.
In qualsiasi ambiente crediamo di poter imparare dagli allenatori, dai giocatori, siamo aperti a condividere idee"
Townsend quindi ha studiato i metodi di Guardiola, che hanno portato il Barcellona a 14 trofei in quattro anni. Gregor portò i Glasgow Warriors al successo della Pro12 nel 2015, prima di portare la franchigia al primo quarto di finale della Coppa dei Campioni, conclusasi poi con la sconfitta contro gli inglesi Saracens.
Questo per i Warriors fu il primo titolo della loro storia.
I due anni precedenti al suo insediamento a Glasgow (2010/11 e 2011/12), i Warriors arrivarono penultimi. Con lui l'anno successivo quarti, qualificandosi ai playoff e perdendo in semifinale contro Leinster (poi sconfitti dagli Ospreys in finale).
Nel 2013 terzi, perdendo ancora in semifinale contro Leinster (poi campioni), nel 2014 secondi perdendo però in finale sempre contro Leinster.
Il titolo arriva finalmente nel 2015, a seguito di una stagione dominata (primo posto), dopo aver battuto ai playoff Ulster e Munster in finale.
Nel 2016 terzo posto e sconfitta in semifinale (un po' a sorpresa) contro Connacht, poi campione.
Ultimo anno con i Warriors si chiude con un sesto posto, poi arriva la chiamata con la Scozia.
Nel 2017 (da coach della Scozia, subentrato a Vern Cotter): "Il mio obiettivo è creare una squadra piena di ritmo, energia e velocità. Difesa ed alti ritmi definiscono le squadre vincenti. Credo che le persone guardino l'attacco di Guardiola più della sua difesa ma le sue squadre a Barcellona avevano una regola per riconquistare subito la palla, prima in 7 secondi e poi sono scese a 3 secondi.
Quello che si vede sono i tre spettacolari passaggi finali e la netta vittoria. Quello a cui non facciamo caso è come hanno recuperato la palla, la difesa è legata all'attacco"

Dunque il credo di Townsend è il gioco offensivo basato sul possesso del pallone e il recupero dello stesso in tempi brevissimi. Guardiola ovviamente è stato seguito anche al Manchester City.
Un'altra fonte d'ispirazione è stato Roberto Martinez, ex manager di Wigan ed Everton (l'incontro è stato facilitato anche dal fatto che Martinez è sposato con una scozzese).
Altri incontri calcistici sono stati con Jack Ross manager del St.Mirren, con Alex McLeish (grande appassionato di rugby) e Gordon Strachan (spesso andava alla sede dei Glasgow Warriors).
Guardiola si è detto comunque influenzato dal rugby ed appunto dal modo di giocare: devi guardare avanti, attaccando però lateralmente.

"Devi costruire un piano di gioco che ti aiuti a vincere partite, questo è ciò che i giocatori vogliono. L'attacco è una parte importante delle squadre vincenti.
Abbiamo dei vantaggi essendo un piccolo paese: possiamo formare i nostri migliori giocatori più facilmente e portarli in un ambiente di squadra pro o in un'accademia più velocemente.
Gli ultimi mesi sono stati dedicati alla pianificazione, all'apprendimento e alla visione dei nostri giocatori che si allenano"

"Quando giocavo, le squadre dominanti erano Inghilterra e Francia, e chiunque si fosse intrufolato come terzo incomodo aveva una possibilità. Ora hai cinque squadre in questo mix. È un torneo molto competitivo e di alta qualità. È stato un ottimo anno per noi, il 2017. Tre vittorie nelle Sei Nazioni seguite dalle vittorie in estate contro l'Australia e in novembre, una buona prestazione in Nuova Zelanda"

Altre influenze sono stati gli ex allenatori Stuart Lancaster, Frank Hadden, Ian McGeechan, Jim Telfer.
Chiunque abbia guardato la Scozia negli ultimi anni avrà notato il ritmo feroce del loro gioco d'attacco sotto Townsend ed anche le loro abilità nelle "transizioni" tra difendere, calciare ed attaccare.
John Barclay (capitano della Scozia, ora gioca per Edimburgo prima di essere stato una colonna dei LLanelli Scarlets): "Per me è stata una netta differenza, mi ci sono volute un paio di settimane per abituarmi quando Gregor ha preso il comando, forse i giocatori che giocavano per i Warriors erano un po 'più abituati.
È proprio questa dinamica di scenari in continua evoluzione, molti esercizi diversi. A volte penso che se hai giocato un po' di anni può diventare piuttosto ripetitivo, quindi è bello provare cose diverse soprattutto se poi si trasferiscono nelle partite"

Con la Scozia, l'esordio ufficiale è il 13 a 34 inflitto all'Italia, seguita dalla vittoria contro l'Australia 17-24.
Si ricorda poco dopo anche una sconfitta di misura contro gli All Blacks 17-22 e la netta affermazione ancora contro l'Australia a novembre 2017...53-24.
Perso contro il Galles (34-7), è arrivata anche un'affermazione contro la Francia 32-26 e l'Inghilterra 25-13. Sconfitti dall'Irlanda, gli scozzesi battono nuovamente l'Italia, travolgono l'Argentina 15-44 e Fiji 54-17.
Negli ultimi test match del 2018 arriva una sconfitta di 6 contro il Sud Africa e l'affermazione contro l'Argentina.
A livello di 6 Nazioni, la Scozia ne ha vinti 22, anche se l'ultimo successo è datato 1999.
Negli ultimi 3 anni sono arrivati 2 quarti posti (Inghilterra vittoriosa in entrambe le edizioni) e un terzo posto nel 2018 (vittoria dell'Irlanda).
Nel 6 Nazioni 2019, ovviamente Greig Laidlaw rimane un tassello essenziale nella scacchiera di Townsend.
A cui si aggiungono Finn Russell, Stuart Hogg e Stuart McInally.



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venerdì 9 marzo 2018

Il Match Di Rugby Più Duro Della Storia: Canterbury v British Lions (Tour 1971)

Nel 1971 i British Lions (la selezione di Rugby a 15 delle Isole Britanniche) effettuò il suo classico nell'emisfero Sud in Nuova Zelanda (più due partite in Australia).
La selezione conteneva leggende del gioco come Gareth Edwards, Barry John, Gerald Davies, JPR Williams, Willie John McBride, Mike Gibson e Fergus Slattery.
Capitano della squadra fu il gallese John Dawes e alla guida tecnica del team vi fu il suo connazionale Carwyn James secondo il quale il Rugby era un'espressione di talento individuale, non una sublimazione di abilità evidenziate tramite un piano di gioco.
Egli vide gli All Blacks come una macchina che, non importa quanto fosse ben oliata, mancava di grazia e fascino.

"Dall'età di sei anni hanno suonato allo stesso modo, rigidi e prevedibili" disse dopo il tour.
"Hanno prodotto sempre Rugby vincente, quindi perché cambiare?"

Nonostante la sconfitta iniziale contro Queensland (15-11), il tour ebbe un grande successo perché vide la vittoria dei britannici nella serie contro gli All Blacks.
Dopo quella sconfitta arriveranno 23 vittorie su 25 partite (di queste 23, due vittorie sulla Nuova Zelanda).
Una sconfitta (contro gli All Blacks) ed un pareggio.


LA BATTAGLIA CONTRO CANTERBURY
Noi ci soffermeremo sull'incredibile match (l'undicesimo) contro Canterbury, vinto dai British Lions per 9-14.
Questo match viene ricordato come uno dei più violenti/sporchi di tutti i tempi.
Pare che il club neozelandese arruolò nel roster anche avanzi di galera, pronti a picchiare come fabbri.
A seguito di questa partita, Ivan Vodanovich, presidente dei selezionatori e allenatore degli All Blacks , avvertì che il primo test match contro la Nuova Zelanda poteva trasformarsi in "un'altra Passchendaele" per gli ospiti se insistevano nel rallentare l'uscita delle palle dalle rucks e nell'ostruire la line-out. 
I suoi commenti arrivarono dopo che i Lions avevano battuto Canterbury per 9-14, ma avevano perso i loro due migliori giocatori: l'irlandese Ray McLoughlin e lo scozzese Sandy Carmichael, per infortunio. 
Carmichael per una frattura multipla dello zigomo sinistro e McLoughlin per un infortunio al pollice sinistro.
Entrambi tornarono in Gran Bretagna.
La perdita di McLoughlin fu un duro colpo per i Lions.
Non solo era molto forte fisicamente e di grande esperienza, ma era anche un noto stratega.
Il match contro Canterbury fu durissimo, in particolare in mischia.
Carmichael in mischia venne avvertito due volte da Alister Hopkinson, sino a che Alister non lo colpì con diversi pugni.
McLoughlin invece rimase ferito quando i giocatori di entrambe le squadre scatenarono una vera e propria rissa.
L'irlandese colpì Alex Wylie in faccia, rompendosi a sua volta il pollice sinistro.
Si limitò quindi a dimostrare quello che era ampiamente noto a Canterbury: quel Grizz aveva un cranio duro. 
Un altro irlandese, Fergus Slattery, venne preso a pugni in faccia.
Ci furono diverse altre risse con scambi di colpi da ambo le parti.

Il flanker John Taylor: "Canterbury trattava il gioco come una guerra, gli avversari come invasori da respingere a tutti i costi. Quel match fu un disonore per il Rugby"
Gareth Edwards: "E' stato detto da qualcuno che nella mia vita ho avuto paura solo due volte su un campo di Rugby. Una volta a Cardiff contro Neath. La seconda volta invece fu la partita contro Canterbury. 
Era già dalla settimana precedente al primo test che la stampa stava facendo una guerra psicologica dicendo che questo sarà il Test per vedere di cosa sono fatti veramente i Lions.
È stata la partita più brutale in cui abbiamo giocato in quel tour.
Circa cinque minuti dall'inizio a seguito di una mischia, la palla è finita dietro e l'ho presa velocemente.
Il numero otto per Canterbury quel giorno era un ragazzo di nome Alex 'Grizz' Wylie. 
Era un ragazzo molto forte, ma ho avuto la meglio su di lui perché la palla uscì velocemente.
Mi ricordo che mentre tornavo indietro sentendomi abbastanza soddisfatto di me stesso, lui mi guardò dicendomi 'se lo fai di nuovo ti rompo il collo'.
Ad ogni modo, dopo circa tre minuti, ho avuto un'altra possibilità e avrei voluto averlo ascoltato. 
Ha provato quasi a decapitarmi.
Nel frattempo, anche il nostro Ray McLaughlin, era indiavolato quel giorno.
Grizz Wylie si stava ancora rendendo fastidioso, Ray andò da Grizz e lo beccò con un pugno in faccia.
Ricordo il sangue che sgorgava dal suo occhio e sulla sua maglietta ma sfortunatamente anche Ray s'infortunò: si ruppe un dito e il suo tour terminò lì"

Anche Slattery rimase infortunato e ricorda: "Non avevo la minima idea di dove fossi.
Sono andato da Peter Dixon e chiesi 'Dove siamo?'.  Mi guardò agitato e disse: 'Siamo in sanguinosa Canterbury!'.
Circa dieci minuti dopo gliel' ho chiesto di nuovo ma era appena stato colpito e non ne aveva idea. Ho realizzato dove ero solo nell'ultimo quarto del gioco"

McBride che poi capitanerà i Lions in Sud Africa quattro anni dopo, disse: "Ho detto ai ragazzi: 'Guardate, abbiamo due possibilità. O torniamo negli spogliatoi e ci dimentichiamo di questa partita o ci alziamo e combattiamo. Io ho comunque deciso di rimanere qui a combattere"

Gordon Brown: "Con Hopkinson, Wyllie e Penrose, presero a calci, pugni e gomitate chiunque avesse una maglia rossa. Fu assolutamente fortuito che nessuno rimase ucciso"

Parlando invece di Rugby, nonostante Canterbury disputò una grandissima partita, la sconfitta divenne inevitabile con il passare del tempo.
I rapporti furono talmente tesi a fine partita che Canterbury non si presentò nel post partita.
Dopo la Battaglia di Canterbury, i Lions comunque erano un gruppo unito e più che pronti per i quattro Test contro gli All Blacks.


TOUR VINTO CONTRO GLI ALL BLACKS
Il manager dei Lions era stupito e incazzato del fatto che Vodanovich avesse usato una parola come Passchendaele, ma aveva promesso che i Lions avrebbero vinto il primo test continuando a giocare lo stesso tipo di Rugby vincente che avevano prodotto in tutto il tour. 
I Lions vinsero il primo test-match contro la Nuova Zelanda a Dunedin per 9-3.
Il secondo test-match a Christchurch li vide sconfitti per 22-12 (cinque mete a due per gli All Blacks); gli errori di tale incontro non furono ripetuti nel terzo, disputatosi a Wellington: i Lions concessero agli oceanici solo una meta (non trasformata), realizzandone (e trasformandole) a propria volta due.
L'ultimo match di Auckland avrebbe potuto dare ai padroni di casa l'opportunità di pareggiare la serie, ma i Lions tennero benissimo il campo: parità perfetta alla fine del primo tempo (8-8, frutto di una meta trasformata e un piazzato per parte), continuata nel secondo tempo grazie a un piazzato britannico e una meta neozelandese; un drop del gallese J. P. R. Williams (l'unico della sua carriera internazionale) a pochi minuti dalla fine diede il vantaggio per 14-11 ai Lions e i neozelandesi non furono capaci di andare oltre il pareggio.
Il risultato finale di 14-14 diede così ai Lions la vittoria per 2-1 nella serie.
Il successo del tour si fondò sulla lezione subìta nella spedizione di cinque anni prima, quando i Lions persero 4 incontri su 4 contro la Nuova Zelanda.
L'ossatura del team vincente del 1971 fu quella del Galles che vinse il 5 Nazioni di quell'anno realizzando il Grande Slam: la Nazionale gallese fornì il maggior numero di giocatori del tour.


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martedì 28 marzo 2017

Il Massacro Di Croke Park: IRA Contro Black And Tans (1920)

Siamo a Dublino, 21 novembre 1920, precisamente a Croke Park.
Tempio degli sport Gaelici.
Grazie alla "Rule 42" erano banditi Calcio, Rugby, Cricket e compagnia cantante (le nazionali irlandesi giocavano a Lansdowne Road).
Perchè banditi? Perchè provenivano da una cultura (quella inglese) con cui gli irlandesi erano in guerra.
Ai tempi infatti l’Irlanda era nel pieno della sua Guerra di Indipendenza, che nel 1921 le avrebbe permesso di lasciare il Regno Unito, diventando una repubblica.
Il conflitto tra i nazionalisti irlandesi e l’Impero Britannico iniziò nel 1919 e assunse la forma di una guerriglia urbana e non solo.


FORZE IN CAMPO
Le forze britanniche spiegate in Irlanda erano costituite dalla polizia Royal Irish Constabulary, dalle forze paramilitari Black And Tans e dalle divisioni ausiliari Auxies.
Dall’altra parte combatteva l’IRA (Irish Republican Army), l’Esercito Repubblicano Irlandese.
I Black And Tans si costruirono in breve tempo una reputazione negativa, a causa delle loro pratiche illegali e inumane fatte di violazioni, saccheggi, attentati, torture e uccisioni.
Inoltre, a Dublino, queste truppe paramilitari crearono una rete di agenti speciali, il cui compito era infiltrarsi nell’IRA (The Cairo Gang perché gli alti ufficiali che ne facevano parte erano stati precedentemente impegnati in missioni segrete in Egitto).


L'ATTACCO DELL'IRA E LA CONTROFFENSIVA
La mattina del 21 novembre, l’IRA decise di attaccare la Cairo Gang, lasciando sul terreno un totale di 13 morti (11 dei 18 componenti dell’intera pattuglia più 2 auxies).
Un gran successo per l’IRA che, però, portò ad una immediata rappresaglia da parte del governo britannico e del suo braccio armato.
Quella stessa sera era in programma un match di football gaelico a Croke Park, tra il Dublíno e il Tipperary.
La Gaelic Athletic Association e le autorità irlandesi decisero di non rinviare il match nonostante il clima di tensione che si respirava nella capitale irlandese.
Uno dei soldati inglesi che avrebbe partecipato al massacro di Croke Park svelò successivamente come la sorte decise quale dovesse essere il luogo prescelto per la vendetta: una monetina lanciata in aria per decretare se bisognava andare a uccidere a Sackville Street (una delle vie più frequentate dell’epoca) o nello stadio di Dublino in cui era in corso la partita.
La monetina scelse Croke Park.


IL MASSACRO DI CROKE PARK
Allo stadio c’erano circa 10.000 persone e il match era iniziato da alcuni minuti, quando i Black And Tans si presentarono a metàcampo e cominciarono a far fuoco.
Nello stesso momento una mitragliatrice sparava appena fuori l’entrata dello stadio.
Tutto questo provocò panico tra gli spettatori che cercavano di fuggire dal fuoco incrociato.
Il risultato fu di 14 víttime e 65 feriti.
Tra le vittime anche tre bambini di 10, 11 e 14 anni, una donna che si sarebbe dovuta sposare cinque giorni dopo e Michael Hogan, capitano del Tipperary, a cui sarebbe poi stata dedicata una delle gradinate dello stadio, la Hogan Stand.
Fu un massacro contro civili inermi, lo sdegno mostrato dalle altre nazioni fu totale.
Il governo inglese subì pesanti critiche, sull’altro versante il tutto, invece, determinò un maggior consenso popolare sull’IRA.
Fu il primo tragico "Bloody Sunday" della storia irlandese.
Poco più di 50 anni dopo, il secondo Bloody Sunday a Derry (in Irlanda del Nord) nel 1972 (13 morti).
Per approfondire: James McClean, Il Poppy e Bloody Sunday 1972


RUGBY A CROKE PARK
Da quel giorno del 1920 si può dire che Croke Park abbia vissuto di una vita propria, poi nel febbraio 2007 le circostanze hanno fatto sì che lo stadio vivesse un’altra giornata a suo modo storica.
Con Lansdowne Road in ricostruzione per dar vita all’attuale Aviva Stadium e in previsione del Sei Nazioni 2007,  la selezione di Rugby chiede alla GAA l’uso di Croke Park per disputare le partite interne.
Un fatto senza precedenti perché mai uno degli sport stranieri è entrato nella cattedrale degli sport gaelici.
Per fornire questa autorizzazione si rese addirittura necessario modificare lo statuto della GAA, che all’articolo 21 proibisce esplicitamente la disputa di sport britannici, tipo Rugby, Football o Cricket, in stadi gestiti della federazione degli sport gaelici.
Inoltre, Croke Park era nel frattempo divenuto un importante simbolo del nazionalismo irlandese, molto vicino ai settori repubblicani e cattolici.
Aprire le sue porte ai britannici fu dunque una decisione molto sofferta.
Vengono convocate manifestazioni e congressi per invitare a fischiare God Save The Queen in occasione del match contro l’Inghilterra.
Eh sì perché l’esordio di Croke Park nel Rugby è avvenuto l’11 febbraio 2007 nel match contro la Francia, ma due settimane dopo, il 24 febbraio, a Dublino erano attesi gli inglesi.
Arriva il momento degli inni e la risposta di Croke Park è un’unica voce che all’unisono intona Amhrán na bhFiann, l’inno nazionale irlandese.
Quello che poi succede sul terreno di gioco mostra ancor più chiaramente che gli spettatori non sono di fronte a una partita normale, ma a una sorta di vendetta storica: gli irlandesi, capitanati da Ronan O’Gara infliggono quel giorno la sconfitta più dura agli inglesi in 130 anni di storia del torneo.
Il risultato finale è 43-13.
Oltre ad aver ospitato match di Rugby tra 2007 e 2009, anche il Calcio c'ha messo piede nello stesso periodo.



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lunedì 27 febbraio 2017

Placcaggi e Ruck: La Strategia Difensiva Di O'Shea e Venter (Rugby)

"Sembra totalmente sbagliato che non può che essere giusto"


La tattica adottata dal'Italia contro l'Inghilterra vista nella terza giornata dei 6 Nazioni (36-15 per l'Inghilterra) è stata messa appunto dal coach inglese Conor O'Shea e soprattutto dal tecnico della difesa sudafricano Brendan Venter durante la partita contro l'Irlanda.
Statistiche alla mano, l'Italia aveva placcato tanto contro Galles (7-33) e Irlanda a Roma (10-63), senza ottenere risultati decenti e quindi si è dovuta reinventare (rimanendo in partita sino alla meta di Nowell al 69esimo, poi finirà 36-15 per l'Inghilterra).
Si tratta di rivoluzionare il concetto di "placcaggio" e "ruck".
In caso di placcaggio solitamente si forma appunto una ruck, con due giocatori di una squadra contro uno dell'altra appoggiati sulle proprie gambe.
Una volta formata la ruck, i difensori devono stare dietro la linea del fuorigioco e non possono intervenire sul pallone (altrimenti è infrazione).
L'Italia a Twickenham però non permetteva alla ruck di formarsi: una volta placcato l'avversario (uno contro uno), si disinteressavano dello stesso, permettendo quindi a due italiani di piazzarsi sulla linea del pallone, senza incappare nella regola del fuorigioco.
Non formandosi il raggruppamento gli italiani erano liberi di andare sul mediano avversario senza essere in fuorigioco avvicinandosi sino ad 1 metro e mezzo disturbando le linee di passaggio (entrare direttamente sulla palla sarebbe invece stata entrata laterale, idem caricare il mediano).

Conor O'Shea: "Osservando le % di placcaggi fatte contro Galles e Irlanda nelle prime due partite abbiamo osservato che erano piuttosto alte, ma non così redditizie e da qui assieme allo staff tecnico abbiamo pensato di modificare il nostro sistema difensivo"

Per il resto placcaggi raddoppiati, piede tattico, stare vicini ai compagni senza isolarsi, rallentare l’ovale costruendo bene le mini unit.
E poi la strategia come detto di non contestare la ruck e marcare a uomo nel loro campo con nove giocatori.
Una mossa difensiva che ha indispettito il pubblico presente allo stadio prima, i giocatori inglesi (Hartley si è sentito rispondere dall'arbitro francese: "Io sono il referee, non il tuo coach") e il ct inglese Eddie Jones poi.
Per Jones una mossa contraria allo spirito del gioco.

Eddie Jones: "Per un tempo l'Italia non ha giocato a Rugby, credo che sarebbe stato giusto restituire il costo del biglietto perché chi era venuto allo stadio voleva veder giocare..."

Conor O'Shea: "Tutto Twickenham vi fischierà, ma voi fregatevene. Lo ammetto, quando ho sentito il pubblico fischiare ho provato una certa soddisfazione.
L'arbitro ci aveva detto che avremmo potuto andare oltre se la palla non veniva contestata dal placcatore, che questa era l’interpretazione che dava World Rugby per arrivare a migliorare il gioco. Ma nessuno poteva toccare il mediano di mischia avversario, solo mettersi in mezzo.
Fra l’altro il giocatore degli Wasps che lo ha fatto rubando il pallone ai francesi e dando il via a una azione da meta, Nathan Hughes, ieri era in campo ma non ha capito lo stesso quello che stava accadendo.
Sono stanco di sentire che se qualcosa di nuovo viene fatto dai Wasps o dall'Australia è fantastico, e se lo facciamo noi invece è contro le regole. 
Oggi eravamo venuti per vincere e sono orgoglioso della prova della squadra, abbiamo giocato secondo le regole e con un impegno incredibile. Il Rugby è anche stimolare le persone, contribuire ai cambiamenti.
Abbiamo incontrato l'arbitro ieri prima della partita, ci ha spiegato che il sentimento circa l'interpretazione della ruck è cambiato. 
E' stata una riunione interessante, ma l'idea di adottare questa strategia difensiva non è nata ieri, ci abbiamo lavorato dall'inizio della settimana. 
Difendere è voler riconquistare il pallone per giocare, esattamente ciò che abbiamo fatto: è stato molto divertente preparare la partita nel corso della settimana. 
Non posso essere contento, sono una persona molto competitiva e oggi abbiamo perso la partita, ma ci sono molte cose positive. Eravamo venuti per giocare e penso che abbiamo conquistato un bel po' di rispetto là fuori contro la miglior squadra al mondo insieme agli All Blacks"



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