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venerdì 18 novembre 2016

La Storia Di Don King: Da Allibratore Clandestino A N.1 Della Boxe

Larry Holmes: "Don King sembra nero, vive da bianco, pensa verde"

Nel 1931 nasce a Cleveland “Don” King, il più grande promotore di pugilato della storia.
Noto per la sua personalissima acconciatura e per il suo carattere, Don King ha organizzato vari incontri storici, tra cui nel 1974 lo scontro tra Foreman e Alì, disputato nello Zaire sotto la dittatura di Mobutu, e più recentemente “The Fight Of The Millennium”, tra Oscar de la Hoya e Tito Trinidad.
È stato manager tra gli altri dei grandi della Boxe, da Evander Holyfield a Mike Tyson, da George Foreman a Muhammed Ali.
Gioielli a go go, sorriso cattivo, cattiveria innata, sigaro perennemente in bocca, 1.90m per 120 kg.
Il ring, la sua vita.
Per chiudere col passato e aprirsi le porte del futuro si tuffò nel Pugilato.
Un passato da allibratore illegale, perfino da omicida e per ben due volte
La prima quando nel 1954 sparò e uccise uno dei tre uomini che cercavano di rapinare una delle sue sale scommesse clandestine, la seconda quando picchiò a morte un debitore nel 1966.
Legittima difesa, nel primo.
Omicidio preterintenzionale, nel secondo.
King aveva ucciso un tale di nome Sam Garrett, sbattendolo sul marciapiede e rompendogli la testa. Il primo verdetto era stato di omicidio di secondo grado, poi diventato omicidio preterintenzionale: 3 anni di carcere (ma non scontati appieno).
Violento lo era, avvezzo al malaffare pure.


PROMOTER
I nemici dicevano che i suoi capelli (sparati/elettrici) fossero come lui: non rispettavano nessuna legge.

Don King: "Stavo cercando di prendere sonno quando mi sono sentito come un rombo in testa. 
Sono corso allo specchio e ho visto i miei capelli dritti come frecce. 
Anche il barbiere, il giorno dopo, non è riuscito a far niente: ogni volta che provava a tagliarli, sentiva come una scossa. Era il segnale divino: è da quel momento che sono in missione per conto di Dio"
Convinse Muhammad Ali a fare un'esibizione di beneficenza, a Cleveland, la sua città.
Fu la chiave che gli aprì la porta del successo.
Quel che aveva tra le mani, lo tramutava in oro, a livello di ascolti e biglietti venduti.
Si possono ricordare la già citata Ali-Foremann in Zaire, passata alla storia come «The Rumble In The Jungle», come pure il match finale dell'epica trilogia Ali-Frazier, il famoso «Thrilla In Manila».
Oltre ai citati prima, fu manager anche di Joe Frazier, Larry Holmes, Wilfredo Gomez, Salvador Sanchez, Ray Leonard, Roberto Duran, Julio Cesar Chavez, Bernard Hopkins.

"Il match tra Ali e Foreman a Kinshasa è stata la cosa più grande che abbia fatto nella mia vita. L’orgoglio del popolo nero. Siamo come il pugilato, usciamo a testa alta dalle guerre che il mondo ci fa. Oggi non ci sono più grandi pesi massimi. 
Ma è ingiusto paragonare epoche diverse. 
Una volta la posta viaggiava sui pony, oggi vola con i jet. Io dico: torniamo indietro nel tempo, alle tradizioni. 
Restituiamo il pugilato ai grandi personaggi. Solo così riconquisteremo il mondo e vedremo un nuovo Ali"

E’ stato il promoter anche del match che ha avuto il più alto numero di spettatori nella storia: 132.000 (Chavez-Haugen allo stadio di Città del Messico).
Oltre 500 mondiali organizzati, più di 100 pugili cui ha fatto guadagnare almeno 1 milione di dollari, ben 7 dei 10 eventi più visti in pay-per-view.
I due indimenticabili match organizzati da Don King tra Tyson e Holyfield batterono tutti i record di ascolti televisivi.
Il primo, nel novembre del 1996, fu visto in 1,6 milioni di case in pay-per-view.
La rivincita fu organizzata a Las Vegas davanti a 16.331 spettatori, con un incasso superiore ai 14 milioni di dollari.
Dopo aver staccato a morsi un pezzo di orecchio a Holyfield, Tyson fu squalificato per un anno e mezzo e si separò da Don King.
Se lungo è l'elenco di chi ha condotto in alto, lo è quasi altrettanto quello di chi gli si è rivoltato contro.
Ne ha denunciato qualcuno, ha ricevuto valanghe di denunce.
Con una mano elargiva, per poi infilare l'altra nel portafogli altrui.
Con Tyson si accordò, dopo che Iron Mike gli aveva chiesto centinaia di milioni di dollari di danni.

Tyson: "Ho scoperto che qualcuno che credevo fosse mio padre, mio fratello, uno che aveva il mio stesso sangue si era rivelato il vero Zio Tom, il vero negro, il vero traditore. Ha fatto più male lui ai pugili neri che qualsiasi organizzatore bianco nella storia della boxe. E’ miserabile, viscido, figlio di puttana, rettile. Pensavo fosse il mio fratello nero. E’ solo un uomo cattivo, un vero uomo cattivo . Avrebbe ucciso la propria madre per un dollaro. Lui è spietato, avido. Non sa amare nessuno"

La controversia nasceva dalla richiesta di Tyson di 100 milioni di dollari, che gli sarebbero stati sottratti da King nel periodo della prigionia.
Tyson tornerà a combattere il 30 luglio contro l'inglese Williams.
La lite con King, che controllava 3 delle 4 corone iridate, limitava anche la sua possibilità di combattimenti successivi.
Solo qualche mese prima Iron Mike era stato costretto a dichiarare bancarotta: sul suo conto in banca, si registravano la miseria di 3 mila sterline (circa 4500 euro).
Un patrimonio dilapidato (secondo una stima tra i 300 e i 500 milioni di dollari,  265 e 445 milioni). nel corso degli anni, a causa di vizi. figli ed ex mogli che gli  sono costati milioni di dollari.
Il pugile americano aveva accumulato un passivo di 53,9 mln di dollari dal 1° gennaio 2001 all'agosto 2003.
Iron Mike aveva anche un debito con il fisco americano di 13,4 mln di dollari, cui si devono aggiungere i 4 con il sistema contributivo inglese.
Spese folli, stipendi a manager, avvocati e allenatori, oltre agli alimenti a ex mogli e figli sparsi per tutti gli States hanno ridotto Iron Mike sul lastrico.
Tornando a Don King, anche con l'ufficio delle tasse se la cavò: lui assolto, il suo assistente condannato.
Nel 2012 venne invece fermato all'aeroporto di Cleveland perchè aveva alcuni proiettili calibro 38 e 357 in valigia.
Le autorità aeroportuali hanno precisato che i proiettili sono stati confiscati e King, dopo essere stato interrogato, è stato rilasciato e ha potuto continuare il suo viaggio verso la Florida.
Don King era a Cleveland, sua città natale, per presenziare al funerale di sua moglie, morta in Florida la settimana precedente.
Tante luci, altrettante ombre.



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giovedì 10 novembre 2016

Tutte I Tipi Di Sostanze Dopanti Nello Sport

Si indica come Doping l'assunzione di sostanze chimiche e l'impiego di pratiche destinate a migliorare, in modo innaturale, la prestazione fisica e il rendimento dell'atleta in un evento agonistico.
Con l'assunzione di determinate sostanze dopanti, infatti, è possibile neutralizzare il processo di affaticamento (nelle discipline sportive di lunga durata l'atleta non percepisce i sintomi della fatica) oppure aumentare la capacità di forza quindi l'esplosività.
Tali sostanze e metodi sono proibiti non solo dalle autorità sportive ma, ultimamente, anche dalla giustizia ordinaria che equipara tale prassi al reato di frode, penalmente perseguibile.
L'uso di sostanze o pratiche per aumentare il rendimento fisico non è una scoperta recente in quanto già nel 2492 a.C. vi sono evidenze di alcuni composti allucinogeni.
La Mescalina, aveva la capacità d'inibire paure, fame, fatica, favorire la comunicazione.
Nell'antica Grecia venivano usate erbe e funghi ritenuti capaci di far aumentare il rendimento fisco e capacità atletiche.
Nell'anno 490 a.C., i greci avevano battuto i persiani nella battaglia di Maratona e Filippide ebbe il compito di portare la buona notizia alla città di Atene.
Egli corse per circa 35 km da Maratona ad Atene e quando arrivò, ebbe appena la forza di dire "abbiamo vinto" e cadde al suolo morto!
Non esiste alcuna prova di questa che forse è una leggenda, ma la storia ispirò la competizione che si tenne per la prima volta nei Giochi Olimpici di Atene del 1896.
Così, c'è chi sostiene che Filippide, che portò ad Atene la notizia della vittoria di Maratona, fosse drogato al punto da non accorgersi che era andato oltre le sue possibilità e che il cuore stava cedendo.
Agli inizi del '900 si passò dall’uso di zollette di zucchero imbevute di etere alle più "moderne" miscele di Stricnina e Brandy e vino in cui erano state fatte macerare foglie di coca.
Poi, negli anni ‘50, fecero la loro comparsa le Amfetamine: i primi stimolanti.
La prima vittima nota da abuso di sostanze dopanti si fa risalire al 1886, quando Arthur Linton, giovane ciclista gallese, morì dopo aver preso parte alla famosa corsa Parigi-Bordeaux.
Il farmaco incriminato sembra fosse il Trimetil, o forse una miscela di Stricnina, cocaina ed etere. L’uso della Stricnina (per aumentare il tono muscolare) era alquanto in uso a cavallo della fine del 1800 inizi 1900.
Ad Atene, nel 1904, durante la prima Maratona delle Olimpiadi dell’era moderna, l’americano Thomas Hicks, dopo aver vinto la prova, venne colto da grave malore, conseguente all'assunzione di solfato di Stricnina proprio durante la prova.
Si ricorda anche la famosa "Bomba" utilizzata da Fausto Coppi: cioè caffè ristretti con pastiglie di stimolanti, il più usato era la Simpamina, ma la migliore era la Metredina, pù costosa, ma si smaltiva meglio.
In gara, molti, ne prendevano anche cinque o sei, mentendo poi sulla loro assunzione.


TIPOLOGIA DI SOSTANZE DOPANTI
Sostanze dopanti possono essere suddivise nelle seguenti categorie:
1) Steroidi Anabolizzanti (Testosterone, Ormone GH) e Brancodilatatori
2) Stimolanti (Anfetamine, Caffeina, Cocaina)
3) Betabloccanti ed Ansiolitici
4) Diuretici
5) Analgesici, Narcotici ed Antinfiammatori
6) Autoematotrasfusione
7) Eritropoietina (EPO), CERA e Microdosi
8) Modulatori Metabolici (Meldonium)
9) Modulatori degli Ormoni ed Antagonisti


STEROIDI ANABOLIZZANTI E BRANCODILATATORI
Gli Steroidi Anabolizzanti sono un preparato simile al Testosterone, ormone sessuale maschile. L'effetto degli Steroidi Anabolizzanti è quello di aumentare la massa e la forza muscolare (effetto anabolizzante).
Queste sostanze producono un aumento della forza muscolare solo se il soggetto che li assume svolge un intenso allenamento di potenziamento con sovraccarico.
L'eccesso di Anabolizzanti modifica la funzionalità cardiaca, predisponendo perciò ad infarti.
Inoltre aumenta l'ipertensione.
L'uso di Steroidi provoca danni alle coronarie.
Gli anabolizzanti, inoltre, alterano la personalità: le persone che fanno uso di questi farmaci diventano più ostili, aggressivi e violenti ("rabbia Steoridea").
Il Testosterone può causare una forte riduzione della funzione testicolare, un aumento delle patologie cardiovascolari e neoplastiche, specialmente del cancro alla prostata.
Anche qui abbiamo effetti Anabolizzanti con aumento della massa muscolare.
L'eccesso di GH (Growth Hormone) esogeno produce un aumento delle dimensioni del corpo. Aumenta la massa magra e diminuisce la massa grassa.
All'aumento del volume muscolare non corrisponde però un effettivo incremento della forza.
Effetti collaterali sono uno sviluppo esagerato delle ossa facciali (della mandibola), delle mani e dei piedi.
Oltre a Sollevamento Peso, questo tipo di sostanze sono utili in sport dove è importante l'esplosività (ad esempio uno sprint di Ciclismo, i 100 metri di atletica e così via).
Come Brancodilatatore è molto utilizzato il Clenbuterolo, conosciuto soprattutto per le sue forti proprietà termogeniche e lipolitiche.
Quando un atleta, in prossimità della competizione, interrompe l'utilizzo di Steroidi Anabolizzanti per risultare negativo ai test antidoping, sostituisce questi prodotti con il Clenbuterolo.
Questa strategia viene adottata per limitare la perdita di massa muscolare e migliorare la definizione.



DIURETICI
Si tratta di agenti mascheranti, composti che vengono assunti con lo scopo di nascondere o "mascherare" la presenza di determinati farmaci illegali quando gli atleti vengono sottoposti agli esami Antidoping.
Gli agenti mascheranti hanno la capacità di ridurre o nascondere le sostanze proibite all'interno delle urine.
Sono considerati agenti mascheranti per la loro diluizione dell'urina, che determina livelli inferiori della sostanza proibita espulsa dall'organismo.
Questi farmaci consentono di eliminare velocemente i liquidi (acqua) attraverso un considerevole aumento della secrezione urinaria.
I Diuretici hanno però una forte azione disidratante e riducono il rendimento soprattutto durante le gare che si prolungano nel tempo.
La disidratazione infatti aumenta la possibilità che si verifichi un collasso dovuto alla combinazione del surriscaldamento corporeo e dell'insufficienza circolatoria.
Questo collasso potrebbe poi avere serie conseguenze.


STIMOLANTI
Sono considerati Stimolanti diverse sostanze quali le Anfetamine, la Caffeina e la Cocaina.
Vengono utilizzate in genere dagli sportivi per aumentare i riflessi.
Le Anfetamine fanno aumentare il ritmo cardiaco e quindi la pressione del sangue ma rallentano notevolmente il ritmo respiratorio.
Inducono un aumento della resistenza nelle prove di lunga durata poiché diminuiscono la sensazione di disagio e di fatica.
Alcuni esperimenti di laboratorio, peraltro non sempre confermati, sembrano dimostrare che dosaggi elevati di caffeina possano migliorare la resistenza.
La Cocaina agisce sul cervello, eccitandolo e producendo una sensazione di euforia, di potenza e di benessere.
Gli effetti della Cocaina sono simili a quelli delle Anfetamine.
Dal momento che riduce la sensazione di fatica e di dolore, la capacità di sopportazione e di resistenza aumenta.
Gli effetti della Cocaina sul sistema cardiocircolatorio però sono deleteri.
Questa infatti accelera la frequenza cardiaca, aumenta la pressione arteriosa ma riduce il flusso sanguigno agli arti per l'effetto vasocostrittore.


BETABLOCCANTI ED ANSIOLITICI
Per Betabloccanti ci si riferisce a quelle sostanze capaci di abbassare la frequenza cardiaca venendo in aiuto a quelle discipline di precisione, come il Tiro a Segno, il Tiro con l'Arco o il Biathlon dove la calma ed il minimo tremore del braccio possono fare la differenza.
Alla ricerca di un esasperato miglioramento delle prestazioni, si cerca di annullare l'ipotetica vibrazione di un arto pronto a scoccare la freccia, diminuendo la frequenza cardiaca.
Il loro meccanismo d'azione è basato sulla competizione con epinefrina e norepinefrina che sono comunemente prodotti per via endogena dall'organismo, soprattutto in condizioni di stress.
Sotto il rilascio di tali sostanze, appartenenti al gruppo delle Catecolamine, assistiamo all'incremento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.
L'impiego di Betabloccanti quindi, oltre a determinare un "controllo" sulla frequenza cardiaca, soprattutto in condizioni di stress, riduce anche il fabbisogno di ossigeno da parte del miocardio.
Gli Ansiolitici invece sono una classe di farmaci in grado di controllare gli stati ansiosi in soggetti nevrotici o in soggetti sani sottoposti a particolari e inusuali condizioni di stressi.
Essi trovano vasto impiego anche come sonniferi e nella pratica anestesiologica.
Gli Ansiolitici, assieme ad antidepressivi e neurolettici (tranquillanti maggiori o Antipsicotici), rientrano nella grande famiglia delle sostanze psicoattive, molecole capaci di alterare l’umore e il comportamento mediante la regolazione della secrezione di neurotrasmettitori nel sistema nervoso centrale (SNC).


ANALGESICI, NARCOTICI ED ANTINFIAMMATORI
Gli Analgesici calmano il dolore prodotto da disturbi di vario tipo, mentre i farmaci Antinfiammatori curano i danni da esse prodotti.
Nessuna di queste sostanze è in grado di modificare le prestazioni sportive, ma l'uso di questi farmaci che sopprimono il dolore può avere come conseguenza l'instaurarsi di ulteriori e più gravi danni fisici.
Sono utilizzati anche Oppiacei, Marijuana e Metadone.
I Glucocorticoidi sono degli ormoni steroidei chiamati Corticosteroidi che inibiscono il processo di infiammazione.
Fisiologicamente, queste sostanze partecipano anche a diversi meccanismi di regolazione metabolica, soprattutto nel metabolismo del glucosio e dei lipidi.
I Glucocorticoidi vengono utilizzati per interrompere il processo infiammatorio.
A differenza dei famigerati Steroidi Anabolizzanti, che alcuni atleti utilizzano per aumentare la massa e la forza muscolari, i Glucocorticoidi sono Steroidi Catabolici.


AUTOEMATOTRASFUSIONE
Detto anche Doping Ematico.
L'Autoematotrasfusione, pratica con la quale si attua in prossimità delle gare una trasfusione del sangue prelevato alcune settimane prima allo stesso atleta in modo da aumentare la quantità di sangue in grado di portare ossigeno ai tessuti ed incrementare così le prestazioni.
I rischi sono analoghi a quelli derivanti dall'assunzione dell'Eritropoietina.
Circa un mese prima della gara dallo stesso soggetto vengono estratti in media 700 ml di sangue, che vengono poi conservati a +4°C e rimessi in circolo uno o due giorni prima dell'impegno agonistico. In seguito alla trasfusione si verifica un repentino miglioramento della capacità aerobica e della prestazione nelle prove di resistenza (Ciclismo, Maratona, Nuoto di lunga durata, Sci Di Fondo).
L'Autoemotrasfusione non apporta invece benefici significativi agli atleti impegnati in discipline anaerobiche (Sollevamento Pesi, Gare Di Salto, 100m, 200m, Nuoto di breve durata).
In alternativa alla refrigerazione, che impone un periodo di conservazione massimo di 35-42 giorni, il sangue prelevato dall'atleta può essere congelato a -65°C in glicerolo, quindi conservato anche per 10 anni con apparecchiature idonee.
Ciò permette di evitare un prelievo troppo vicino al momento della gara, periodo in cui l'atleta è impegnato in allenamenti che verrebbero compromessi dal calo associato al prelievo.
Il primo caso effettivo che ha coinvolto il Ciclismo è accreditato a Jacques Anquetil.
Il francese praticò una forma di manipolazione del sangue.
Si trattò di una super-ozono terapia, nella quale una piccola quantità di sangue venne estratta, trattata con l'ozono e immediatamente ri-iniettata in circolo.
L'ozono farebbe aumentare la quantità di ossigeno trasportabile nel sangue.
Ma molti credono ancora che tale tesi sia soltanto una sciocchezza.
Che Anquetil usasse questo trattamento non è certo un segreto, Pierre Chany, in un paio di articoli sul Miroir des Sports nel 1967, scrisse molto a questo proposito, in particolare come Anquetil avesse usato il trattamento durante il Giro d'Italia e il suo assalto al record dell'ora nello stesso anno.
Così, ogni giorno durante il suo Giro d'Italia, prima e dopo ogni fase, Anquetil praticava un'iniezione di sangue trattato con ozono.
Si pensi inoltre che il finlandese mezzofondista Lasse Virén abbia fatto uso di trasfusioni nel vero senso della parola già nelle ormai lontanissime Olimpiadi di Monaco e Montreal rispettivamente nel 1972 e nel 1976.
Anche Francesco Moser ruppe il record dell'ora di Eddy Merckx, nel 1984, con l'aiuto di trasfusioni di sangue.
Stesso discorso per la squadra degli Stati Uniti di Ciclismo che alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, vinse le sue medaglie sempre con l'aiuto di trasfusioni di sangue.
Dopo di che, l'uso di trasfusioni di sangue scomparve o rimase celato dalla conoscenza di molte persone fino al 2000/2001, quando comparvero i test contro  l'EPO.


TEST CONCONI
Come si sa all'aumentare dello sforzo si ha un aumento proporzionale anche della frequenza cardiaca (cioè i battiti al minuto).
Questa relazione esponenziale ha ovviamente un limite, se no ci potremmo ritrovare a 100 km/h con 400 bpm, il che è assolutamente impossibile.
Il dottor Conconi individuò la soglia anaerobica del soggetto.
Ovvero quel valore di frequenza cardiaca, relativo ad un preciso valore di velocità (km/h) e di potenza (watt) in cui il metabolismo corporeo passa dall'aerobico all'anaerobico, cioè l'organismo deve trovare energia da molecole precostituite e non riesce più ad utilizzare l'ossigeno, quindi arriva prima all'esaurimento.
Questo fu messo in relazione all'accumulo di acido lattico, considerato il nemico della contrazione muscolare ed all'inizio venne presa la concentrazione di 4 millimoli per litro di sangue come soglia anaerobica, il che voleva dire che oltre a questo valore si veniva ad accumulare una quantità di acido lattico che metteva in crisi la contrazione muscolare e quindi la prestazione.
Dipende ovviamente da persona a persona: ci sono persone (allenate) capaci di esprimere alti livelli di prestazione anche con livelli di acidosi ben maggiori rispetto alla media.
Va comunque da sè che ogni atleta ed ogni persona abbiano la propria soglia anaerobica e questo valore di frequenza cardiaca può essere mantenuto circa per un'ora e mezza (facendo una media, in quanto ci sono gare in cui gli atleti vanno ben al di sopra di questo limite).
La scoperta del valore di soglia anaerobica fu determinante soprattutto per prestazioni quali il record dell'ora e le gare a cronometro: Francesco Moser battè il primato dell'ora nel 1984 proprio basandosi sulla conoscenza della propria frequenza di soglia anaerobica ed ancor prima di iniziare il tentativo l'atleta sapeva che, tranne imprevisti, questo avrebbe sortito esito favorevole proprio perchè la velocità di soglia relativa alla suddetta frequenza era superiore a quella del record da battere.
Questa scoperta rivoluzionò il modo di allenarsi e cominciarono a fare la loro comparsa nuove metodiche di allenamento come le salite di forza-resistenza (S.F.R.).
Queste considerazioni diedero il via non solo al rafforzamento delle Autoematotrasfusioni ma anche all'utilizzo di una sostanza dagli effetti simili ma ancora più efficacie: l'EPO.                                            


EPO E CERA
L'EPO (Eritropoietina), secreto dai reni, produce globuli rossi.
L'assunzione di Eritropoietina, pertanto, stimola l'aumento della produzione dei globuli rossi presenti nel sangue che aumentano così la loro densità.
Dato che la funzione dei globuli rossi è quella del trasporto dell'ossigeno ai muscoli impegnati in attività fisiche, un consistente aumento della concentrazione di globuli rossi nel sangue favorisce le prestazioni sportive di lunga durata (Ciclismo, Sci Di Fondo, Atletica tipo Marcia e Maratona e forse Calcio).
Tuttavia l'eccessiva densità del sangue aumenta in maniera esponenziale i rischi di infarto.
L'insulina che regola la concentrazione di glucosio nel sangue, può consentire un miglioramento delle prestazione fisica ma comporta il rischio di gravi danni a livello del fegato o crisi ipoglicemiche con relative pericolose complicanze.
Il CERA (Continuous Erythropoietin Receptor Activator), è EPO di nuova generazione, letteralmente attivatore continuo del recettore dell’Eritropoietina a livello renale.
E’ una sostanza di ultima generazione uscito circa 8 anni fa e destinato a pazienti con insufficienza renale che ricorrono alla dialisi.
La sua forza è la lunga durata dell’efficacia rispetto ai precedenti EPO: bastano una-due iniezioni al mese e la CERA continua ad agire sul recettore renale stimolandolo a produrre Eritropoietina organica.
Questo grazie all’inserimento di una lunga catena proteica nella molecola dell’EPO, che ne raddoppia il peso e l’efficacia.
Gli effetti?
Maggiore ossigenazione, con più globuli rossi per più tempo, con pochi picchi e dunque maggiore possibilità di sfuggire ai controlli.
L'EPO venne rilevato per la prima volta nel 2000 (ma si sapeva già della sua esistenza ovviamente), il CERA invece scoperto nel 2008.
Con l'introduzione del passaporto biologico si è cercato di porre un freno (in poche parole si controllano nel tempo i parametri ematici dell'atleta e si verificano eventuali anomali e picchi inattesi di determinate sostanze).
Tuttavia gli atleti possono sottoposti ad un’assunzione di Microdosi di EPO prese in maniera continua, aggirando con facilità il passaporto biologico.
L'EPO Theta iniettata in quantità 10 volte inferiore a quella standard, mini sacche di sangue da 200 ml invece di 450, ormone della crescita e ancora ferro e vitamina B per preservare l’organismo.
Il tutto con effetti collaterali pesanti: un atleta è collassato durante la reinfusione del sangue, quattro hanno sviluppato (effetto del-l’EPO) un’aggressività incontrollabile.
Aumenti di 20/25 watt di potenza e guadagni di una ventina di secondi in salite di qualche chilometro.


MODULATORI METABOLICI
Il Meldonium il cui nome commerciale è Mildronate è popolare in Russia, Ucraina e Polonia.
Negli anni '80 veniva usato dalle truppe russe in Afghanistan per migliorare le prestazioni fisiche e non sentire la fatica.
La Food And Drug Administration, così come le agenzie del farmaco europee, non ne approvano l'utilizzo.
La WADA lo monitorava da un anno, a causa di alcune evidenze della sua diffusione tra gli atleti professionisti.
La decisione di includerlo tra le sostanze vietate è arrivata a settembre 2015 (agli atleti è stata spedita la lista via email) ed è divenuta effettiva dal 1 gennaio di quest'anno.
In test animali, il farmaco si è dimostrato efficace nell'incrementare la mobilità muscolare, prolungare i tempi di resistenza allo sforzo prima che sia avvertita la fatica e proteggere contro alcuni effetti dello stress.
Diminuisce anche i livelli di acido lattico e urea nel sangue degli atleti, accorciando i tempi di recupero dopo un'intensa attività fisica.
E' stato creato per il trattamento delle ischemie (temporanee interruzioni dell'afflusso di sangue ai tessuti) legate a problemi cardiocircolatori come l'arresto cardiaco.
Poiché favorisce la circolazione del sangue, in soggetti sani come gli atleti migliora le capacità di resistenza allo sforzo fisico, perché porta più ossigeno ai tessuti muscolari.


MODULATORI DEGLI ORMONI ED ANTAGONISTI
Gli ormoni si legano a recettori presenti sulla membrana o sul nucleo delle cellule, gli Antagonisti e i Modulatori degli Ormoni sono sostanze che influenzano questi effetti, inibendo o stimolando i recettori specifici e inoltre accelerando o ritardando le reazioni selettive degli enzimi.
Gli antagonisti e modulatori degli ormoni fanno parte della Lista delle sostanze proibite 2008 del Codice mondiale Antidoping, e sono proibiti in ogni occasione (sia all'interno che all'esterno delle competizioni).
Si distingue tra inibitori dell'aromatasi, modulatori selettivi dei recettori estrogenici (SERM) ed altre sostanze antiestrogeniche.



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giovedì 3 novembre 2016

La Maledizione Del Colonnello: Gli Hanshin Tigers e KFC (NPB)

Gli Hanshin Tigers sono una squadra della Nippon Professional Baseball (NPB) rivali dei Yomiuri Giants di Tokyo (la squadra più vincente della NPB) ma i Tigers si possono vantare di avere una tifoseria tra le più fedeli.
Dal 1985 non vincono più un campionato: si dice che su di loro gravi una maledizione.
Questa maledizione vede mischiare lo sport ed il business, visto che riguarda indirettamente, la catena di fast food americana KFC (pollo fritto).
Tornando al 1985, chiusero la regular season con un record di 74W e 49L (.602) e poi raggiunta la finale riuscirono a vincere.
Furono talmente entusiasti che la sera stessa del successo i tifosi in preda ai festeggiamenti gettarono nel fiume la statua del “Colonnello” Harland Sanders, fondatore e mascotte della Kentucky Fried Chicken, meglio nota come KFC (grande appassionato di Baseball tra l'altro).
La statua venne sottratta in una dei locali della catena.
Da allora la leggenda narra che il “Colonnello” (deceduto cinque anni prima, ovvero nel 1980) abbia mandato un vero e proprio maleficio alla squadra.


1985
I Tigers erano da sempre una buona squadra ma fino alla stagione magica suddetta presentavano una bacheca abbastanza scarna (anche se quella del 1985, era la terza finale).
Ma quell’anno guidati da Yoshio Yoshida tutto cambiò: si presentarono in finale contro i Seibu Lions e vinsero per 4-2 la serie finale.
Sembrava che potesse aprirsi un ciclo.
Randy Bass era stato l'MVP (54 HR stagionali tra l'altro) ma possiamo ricordare anche altri grandi giocatori quali Kakefu, Okada, Nakanishi (2.67 ERA), Rich Gale, Nakada (12 W).
Il successo comunque, imprevisto, come detto fece scatenare la tifoseria locale che si riversò nelle strade per festeggiare.
Lungo il fiume (Dotombori, nei pressi di Osaka), si assistette ad una particolare celebrazione, dato che alcuni supporters cominciarono a gridare, uno per uno, i nomi dei giocatori che componevano il roster, gettando in acqua qualcosa che potesse ricordare il giocatore (di solito altri tifosi).
E quando si arrivò a gridare il nome di Randy Bass, la star americana della compagine, la folla sollevò la statua dell’imprenditore che diede alla luce la catena KFC e la gettò in acqua.
Il colonnello portava una lunga barba somigliante a quello dello stesso Bass e così finì di sotto, in acqua.


LA MALEDIZIONE DEL COLONNELLO
Tanto era la rabbia del colonnello per quel gesto oltraggioso che si dice che la maledizione partì da lì.
Da lì in poi infatti, la franchigia non ebbe mai un qualcosa per cui essere ricordata, dato che la squadra terminava ben lontano dalle posizioni che davano l’accesso alla postseason.
Nei tifosi locali cominciò a sorgere  il sospetto che quell’effige e quel gesto avesse davvero mandato sulla Terra ogni tipo di maleficio.
Non mancarono nemmeno i tentativi di recuperare la statua.
Questa maledizione fu utilizzata anche come minaccia per coloro che avessero intenzione di divulgare la ricetta segreta delle undici erbe e spezie che compongono il gusto unico del pollo del KFC.


LE FINALI PERSE
Dal 1985 al 1991 arrivarono sempre ultimi nella loro division, escluso il 1989 (penultimi).
Ultimi e penultimi sino al 2002, escluso il 1992 (secondi).
Nel 2003, dopo 18 anni di sconfitte, sembrava essere arrivato il momento del riscatto: i Tigers si presentarono alle Nippon Series (finale) con la nomea di favoriti e molti cominciarono a pensare che forse, la maledizione stava per interrompersi.
Ma non fu così: a trionfare furono i Fukuoka Daiei Hawks che s'imposero 4-3.
Avevano comunque vinto la Division quindi molti punti vendita della KFC a Kobe e Osaka spostarono le statue del Colonnello Sanders all'interno dei loro negozi, per proteggerle dai tifosi dei Tigers temendo che il gesto potesse ripetersi.
Alcune statue invece furono fissate al suolo.
I festeggiamenti del 2003 per la vittoria della Division costarono la vita al 24enne tifoso degli Hanshin Tigers Masaya Shitababa, che cadde e annegò nel canale spinto accidentalmente dagli altri tifosi.
Come detto però i Tigers poi persero le Nippon Series quindi la maledizione rimase intatta.
Lo stesso successe nel 2005, sempre sconfitti nella serie finale per 4-0 dai Chiba Lotte Marines.
Un ulteriore tentativo di recupero della statua sembrò dare i suoi frutti: il marzo 2009 alcuni fans riuscirono a ripescare nei fondali qualcosa che poteva ricordare il colonnello.
Era davvero la statua del boss di KFC, tuttavia priva della mano sinistra e dei suoi occhiali.
Ma nemmeno questo tentativo fu sufficiente: proprio quell’anno i Tigers arrivarono in finale, ma l’ulteriore sconfitta fece propendere per l’esistenza di una seria e concreta maledizione, quella appunto nota come la "Maledizione del Colonnello".
Adesso la statua, ricomposta nelle parti mancanti, riposa (è il caso di dire), nei pressi del ristorante KFC vicino al Koshien Stadium, casa degli Hanshin Tigers.
Nel 2014 i Tigers riuscirono a ritornare ancora in finale ma anche stavolta furono sconfitti (4-1 dai Fukuoka SoftBank Hawks).



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sabato 29 ottobre 2016

Jose Hernandez e L'Incidente Mortale: Cocaina ed Alcool Nel Suo Corpo (MLB)

La fine, per José Fernandez (pitcher dei Miami Marlins), è arrivata tragicamente nel momento probabilmente migliore della sua vita, dopo tante peripezie vissute a livello personale.
Morto ad appena 24 anni in un incidente in barca al largo delle coste della Florida, stava infatti per diventare papà.
L'ultimo commovente post social di Fernandez riguardava proprio la famiglia che si stava allargando.
Non solo: dopo una lunga serie di vicissitudini familiari, il giovane lanciatore, di origine cubana, si era riconciliato da poco con la nonna che per anni non aveva mai visto.
Fernandez era arrivato negli USA da quando aveva 14 anni, dopo alcuni tentativi di fuga dall’isola.
Il ragazzo provò almeno quattro volte la fuga clandestina ma le prime tre terminarono con il suo arresto e di sua madre: si dice che durante la quarta volta, quella andata a buon fine, mamma Fernández, a causa del mare mosso, cadde in acqua e il piccolo José si tuffò per salvarla.
Storia che ricorda quella di un altro cubano nonché amico di Fernández, Yasiel Puig dei Los Angeles Dodgers, quando si affidò ad associazioni criminali e dopo un viaggio non tranquillissimo (condito da continue sparatorie), fu costretto a vivere sotto scorta nei primi anni californiani.
Una volta giunto negli States, il patrigno di José, lo introdusse al Baseball americano.
Frequentò l’highschool a Tampa e poi nel 2011 divenne la prima scelta dei Marlins.
Si era trasferito a Tampa ed era stato selezionato nel draft del 2011 proprio dalla squadra di Miami.
Quest’anno aveva un record di 16 vittorie e 8 sconfitte, con un'ERA di 2.86, 253 strikeout, il miglior per media con 12.49 ogni 9 inning.
A 20 anni era stato eletto rookie dell’anno 2013 nella National League.
Nel maggio 2014 aveva avuto un problema ad un gomito ed era tornato in Major il 2 luglio 2015, anno in cui aveva ottenuto la cittadinanza americana.


L'INCIDENTE MORTALE
Cubano di Villa Clara, alle 3 del mattino insieme ad altre due persone, si trovava al largo di Miami Beach (era il 25 settembre 2016), quando l’imbarcazione di 32 piedi, s’è capovolta nello schianto con degli scogli.

La motovedetta della Guardia Costiera ha faticato a trovare i corpi delle 3 vittime e dato subito l’allarme.
Devastati i compagni della squadra, ma anche gli avversari che volevano bene al giocatore.
"L'organizzazione dei Miami Marlins è devastata dalla tragica perdita di José Fernandez. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolte verso la famiglia del giocatore che sta vivendo un momento davvero difficile" è la nota pubblicata dalla società della Florida in occasione della tragica circostanza.
La partita in programma tra i Miami Marlins e gli Atlanta Braves è stata di conseguenza cancellata.
La sua perdita ha lasciato un solco importante.
Da tipico caraibico era un ragazzo solare, sempre sorridente e amico di tutti, soprattutto di Aledmys Diaz, SS dei St.Louis Cardinals.
Provenienti entrambi da Santa Clara, vivevano nella stessa strada (le loro abitazioni erano separate solo da tre case).
Fu proprio su quel cemento dissestato che i due iniziarono la loro carriera.
José Fernández, oltre che ad essere un predestinato, era anche un simbolo per la famosissima comunità cubana di Miami.


COCAINA ED ALCOL
Il 26 ottobre 2016, in un mandato di perquisizione, le autorità di Miami-Dade County hanno dichiarato che un forte odore di alcol era stato trovato sul corpo di Fernandez e degli altri due uomini in barca.
Inoltre, secondo gli investigatori il conducente della barca stava viaggiando ben oltre i limiti consentiti di velocità e in stato d'"incoscienza aggravata per via del consumo di alcol".
Inoltre, cocaina e il doppio del limite consentito di alcol sono stati trovati nel corpo di Fernández, al momento della sua morte.



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Il Maserati Multi70 e Il Foil a "L" Per Volare Sull'Acqua

E' un Multi 70, trimarano ex team Mod70 Gitana, di proprietà del barone e velista di pregio, Benjamin de Rothschild, e ora trasformato in Maserati.
Nuova scuderia, con capitan Soldini e il suo equipaggio di sempre, e con prestazioni che via via si andranno a scoprire con i primi test in oceano.
Maserati Multi70 è andato in acqua in questi giorni nella base francese di Lorient, in Bretagna, completamente diverso e rimodernizzato.
Lungo 21,2 metri e largo 16,8 metri, e con la nuova livrea, è pronto per nuove sfide oceaniche che Giovanni Soldini affronterà in equipaggio.
La sua caratteristica principale è quella di potersi sollevare sull’acqua appoggiandosi esclusivamente su foil, timoni e persino piccoli flap, riducendo drasticamente la superficie bagnata che fa attrito e aumentando la velocità fino a oltre 40 nodi di velocità, ben oltre quella degli aliscafi a manetta.
Le principali modifiche apportate al multiscafo hanno riguardato sia i timoni, che ora hanno un profilo a T rovesciata con flap regolabili, sia soprattutto i foil, giunti alla terza generazione, che sono stati completamente riprogettati da Verdier e che hanno potenzialità ancora del tutto inesplorate.
L’idea di "volare" sull’Oceano è nata a San Francisco, racconta Giovanni Soldini.
"Non a caso tutto è nato a San Francisco, città che è al centro dei cambiamenti del mondo" racconta il presidente di FCA.
"Ci siamo detti che il prossimo impegno doveva essere una doppia sfida, non solo agonistica ma anche tecnologicamente pionieristica. Io l’ho provata questa barca ed è davvero un nuovo modo di andare a vela. E’ difficile, dopo aver provato queste emozioni, dopo aver navigato nel futuro, tornare indietro, alla vela più tradizionale”.


IL FOIL A L
Maserati Multi70 mette in pratica l'idea del progettista Guillaume Verdier e del suo Team (che hanno lavorato alle modifiche sulle appendici) di volare sulle onde appoggiandosi su tre punti sfruttando il piano portante di deriva, un foil a L e un timone, anziché due timoni e un foil come avviene sui cat di Coppa America.
“La doppia sfida è anche interessante per un marchio come Maserati, legato ai venti (l’ultima nata si chiama Levante), che ha il Tridente come simbolo.
Credo, in particolare, che vi siano diverse assonanze con l’evoluzione tecnologica che abbiamo visto nelle auto, dove hanno avuto grande rilievo gli studi nell’aerodinamica e nei nuovi materiali.
Anche nella vela c’è una continua ricerca di nuovi materiali, pensiamo alle fibre di carbonio e alla sfida di ottimizzare grandi superficie veliche con una piattaforma che offra la minor resistenza all’acqua”.
“Abbiamo percorso 2 mila miglia, ma 1500 tutte mura a dritta.
Il foil a “L” siamo riusciti a testarlo giusto una notte verso Gibilterra e poi avvicinandoci a Monaco” spiega Soldini.
Maserati Multi70 ha due derive a poppa, ciascuna montata sotto entrambi gli scafi più laterali, mentre al centro c’è il timone con contro-deriva.
Le due “lame” laterali non sono uguali: quella di sinistra ha una forma a “C”, sagoma che è stata già adottata anche da altri Mod70 (come (Phaedo3, Musandam-Oman Sail, Concise), la classe di questo gigante del mare, ed è un’appendice ormai “normale”, se così si può dire per una comunque nuova frontiera della vela; quella di destra ha invece la forma a “L” ed è la vera novità di Maserati Multi70. E’ il “turbo”. “Sei lanciato a 30 nodi con il foil a C, quando entra in campo la deriva a L passi a 35 di colpo” racconta lo skipper.
 «Team Gitana ha sviluppato e provato l’appendice destra solo in bacini chiusi, con mare piatto. Il nostro obiettivo invece è quello di utilizzarlo anche sull’Oceano, con mare formato. E qui dobbiamo ancora lavorarci, capire, sperimentare. Con le derive la barca si alza di almeno un metro sull’acqua, anche due, se prendi un’onda poi devi anche preoccuparti di “atterrare”.
Senza contare il rischio di collidere contro un oggetto semi-affiorante: farlo lanciati a 30 nodi può rivelarsi un grande problema. No, non è cosa da poco".



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sabato 22 ottobre 2016

La Storia Dei San Jose Bees: Home Of The Bad News

Ken Reitz: "Questo è l'ultimo rifugio dei tossicodipendenti in pensione"

I San Jose Bees negli anni 80 sono una franchigia della California League (single A delle Minor League di Baseball).
Vengono affiliati ai Montreal Expos (100mila dollari annui) ma l'affiliazione è persa nel 1982: scarso interesse dei tifosi e stadio quasi sempre deserto (anche quando i biglietti vengono dati gratis).
Neppure il giornale locale s'interessa di loro.
Come detto la prima stagione del nuovo General Manager Harry Steve è terribile: 30mila biglietti distribuiti gratuitamente ma solo un centinaio vengono regalati.
Nei tre anni successivi (triennio dal 1983 al 1985) chiudono ovviamente nettamente ultimi.
Il Municipal Stadium con una presenza media di 500 spettatori pare deserto, vista la capienza ben maggiore.
Quando si parla dei Bees siamo nel pieno delle Minors, nel mentre però la MLB usa il pugno duro contro i giocatori che si fanno di Marijuana e Cocaina.
Lo scandalo che colpisce i Pittsburgh Pirates (e finanche la loro mascotte) lascia tutti a bocca aperta: 17 giocatori finiscono sotto inchiesta e 7 spacciatori vengono arrestati (tra i quali Chris Liebl).
Ma lo scandalo non colpisce solo Pittsburgh.
Willie Mays Aikens prima base dei Royals sniffò cocaina alle World Series 1980, Tim Raines la nascondeva nei guanti o nella tasca posteriore, l'esterno dei Cardinals Lonnie Smith indossava calzini di Playboy dove appunto nascondeva la cocaina.
Tornando ai Pirates fu l'esterno Dave Parker che introdusse il suo spacciatore a tutta la squadra.
Comunque molti di questi giocatori vengono messi alla porta dalle varie squadre.
Per approfondire: I Pittsburgh Pirates e Lo Scandalo Cocaina Degli Anni 80


I SAN JOSE BEES: LUOGO DI RITROVO PER TOSSICODIPENDENTI ED ALCOLISTI
Il General Manager dei Bees, Harry Steve, può contare solo sull'affiliazione con un team di NPB: i Seibu Lions.
Visto che le casse piangono, intravede un'opportunità: "e se mettessi sotto contratto i giocatori epurati dalle altre squadre per via dell'uso di stupefacenti?".
Entrando nei particolari per quanto riguarda i giocatori tagliati dalle altre squadre, be' l'anno della cocaina per Mike Norris fu il 1982 (appena due anni prima denigrava i compagni che la sniffavano).
Furono anni difficili per lui con 5 volte in centro di riabilitazione in 4 anni ed un arresto per droga in Repubblica Domicana.
"Misero un po 'di marijuana nel mio cappotto di pelle. Venni arrestato all'insaputa di mia madre e della mia squadra che non sapevano dove stavo. Venni sentenziato a 6 mesi"
In seguito il general manager di Oakland, Sandy Alderson, andò lì per offrirgli un contratto per le Minors per il 1986.
"Pensai che fosse un insulto. Triple A? Rifiutai. Non sapevo che stavo per commettere uno dei miei due più grandi errori: usavo cocaina e non scelsi quel contratto, rimasi senza lavoro".
A capodanno 1986 una mattina si risvegliò con una donna di 300 pound nel suo letto, senza sapere come e perchè.
Poi guardandosi allo specchio pensò "vedo solo un tossicodipendente, non sono meglio dei magnaccia e delle lucciole".
Anni dopo però dirà: "fu il più bel giorno della mia vita".
Di seguito, a marzo, Norris incontrò Harry dei Bees.
"Sembrava pesasse 150 chili", dice Harry.
"Era depresso e senza lavoro. Era un ex giocatore che aveva vinto in una sola stagione 20 partite ma fu facile metterlo sotto contratto: voleva solo un posto per giocare".
Ken Reitz dopo la sua esperienza ai Cardinals, viene venduto ai Chicago Cubs.
Al suo primo giorno con Chicago, nel 1981, uno sconosciuto gli si avvicinò gettandogli un busta di carta marrone.
Dentro c'erano quattro barattoli di anfetamine, ciascuno contenente circa 100 pillole.
"Sono un farmacista" disse l'uomo.
Dice Reitz in seguito "quell'uomo rovinò la mia vita".
Il suo matrimonio andò a rotoli, bevve pesantemente.
Un giorno, riempito di anfetamine e non avendo dormito per due giorni, stava guidando la sua nuova Jeep a Chicago quando si convinse che un gruppo di ragazze stavano cercando di rubargli le gomme dell'auto.
Afferrò un fucile calibro 22, saltò fuori e sparò ai suoi pneumatici in modo che le ragazze "fantasma" non potessero più rubarli.
Il Cubs lo rilasciarono nel 1982.
I Pirates due mesi dopo.
Nell'83 finì in Triple A sotto i Cardinals, nel '84 e 45 per i Rangers.
Nel marzo del '86 a 34 anni, aveva giocato appena 55 partite negli ultimi quattro anni, 48 dei quali nelle Minors.
"Mio padre mi disse 'Perché non provi con San Jose?' Così ho chiamato. Credevo stessi andando in una Rec League. Non sapevo che avrei giocato in California League".
Daryl Sconiers venne invece rilasciato dagli Angels, dopo aver ammesso di avere problemi di droga.
Nessuno lo prese, neanche nelle Minors.
Derrel Thomas, 35 anni, ai tempi aveva quattro soprannomi: Hot Dog, Minute Man, Farmer John e Junkyard Dog. 
Implicato pure lui nella "farmacia" di amfetamine e cocaina che era Pittsburgh ai tempi, viene rilasciato.
E Todd Cruz, 30 anni, un infielder rilasciato da Detroit per problemi di alcool (cambiò 6 squadre in 6 anni).
E' fu così che Harry ingaggia Mike Norris degli Oakland Athletics (22-9 con 2.53 di ERA nel 1980), Ken Reitz dei Pirates (votato per l'All Star Game), Todd Cruz che vinse due anni prima le World Series con i Baltimore Orioles, Derrel Thomas (per la verità subito rilasciato perchè odiato dagli stessi compagni di squadre per continui litigi), Daryl Sconiers degli Anaheim Angels e il promettente Steve Howe (rookie del 1980 con i LA Dodgers).
Cosa accomuna quindi tutti questi giocatori? L'alcol, la droga e le comunità di recupero per tossicodipendenti.
Arrivano un'altra decina di ex atleti di MLB che non hanno mai sfondato nelle Majors: chi si è perso per violenze domestiche, chi per infortuni, chi per problemi caratteriali, chi per sfortuna.
Il roster è completato da 5 giapponesi che non conoscono l'inglese (guidati ed istruiti da Hank Wada. Che è allo stesso tempo guidatore del bus della squadra, istruttore morale, medico agopuntore, allenatore dei pitchers) e da altri giovani atleti.
Chi entra in campo ubriaco, chi non può tornare nel suo paese di origine in quanto pende sulla sua testa un mandato di arresto, chi dorme in un furgone all'interno dello stadio (Fernando Arroyo), il lanciatore è un investigatore privato che non giocava a Baseball da 8 anni (Mike Stash Bigusiak).
Ma la maggiorparte dei Bees vivono proprio nello scantinato dello stadio: il San Jose Hilton.
Brandine, sacchi a pelo, frigorifero pieno di alcolici, tappeto recuperato da un cassonetto, poster dei Led Zeppelin e di un film porno del 1983 e il cartello "Do Not Disturb".
Ah, in tutto questo, alcuni giocatori quali Reitz e Norris fanno anche ritardo agli allenamenti perchè hanno la patente sospesa.

In seguito viene messo sotto contratto anche Kenny Foster ma subito dopo rilasciato.
Norris andò dal General Manager e disse: "Harry sai quello che hai appena fatto?"
"Si, ho rilasciato Kenny Foster"
"No, hai appena rilasciato uno dei più grandi gangster di Oakland"
"Uh, non lo sapevo"

C'era anche Cias un artista e spirito libero che amava indossare un mantello di Superman e saltare su e giù dal muro outfield, cavalcando il suo skateboard e giocando a golf.
Egli aveva dipinto i disegni Travelodge e Almaden Hyundai sul muro outfield e il logo "Bees" sul lato del bus della squadra (un'ape con un corpo a forma di Baseball).
Sul retro della porta dello stadio Hilton dipinse un ritratto collegato a Charles Manson: Helter Skelter. Dipinse anche caricature di tutti coloro che hanno soggiornato presso l' Hilton Stadium.
K.Christman (catcher): "E' stata come una terra di giocattoli difettosi"
Frank Verdi, ex giocatore e coach, abbandona la baracca poco prima del 1986 avendo ricevuto un lavoro di scouting con i New York Yankees.
Raccomandò suo figlio Mike ma il General Manager Harry Steve non ne era convinto.
Harry, non potendosi permettere altro personale e viste le casse che piangono, decide anche di fare il coach (pur non avendo mai allenato).


LA STAGIONE 1986
"Non tornare a St.Louis. C'è un mandato d'arresto nei tuoi confronti"
Ci sono modi migliori per iniziare una stagione, questa fu invece la chiamata ricevuta da Reitz da un suo ex compagno di squadra dei Cardinals.
Il mandato è stato emesso nel Missouri orientale, accusando Reitz di aver firmato un assegno per $ 1,083.40 per un rivenditore di auto.
Reitz venne classificato come latitante, la polizia della California si allertò ed era pronta per arrestarlo in qualsiasi momento.
"Ecco quello che è successo: una notte un camion si fermò vicino a me.
Ho cercato di farlo riparare ma hanno mandato un controllo di assicurazione per me"
Oltre ad essere un latitante e un tossicodipendente in recupero, Reitz era un alcolizzato.
"Ero ubriaco per tutto il tempo, a volte anche durante le partite"
La prima partita di questo team improvvisato e che dire di pazzi è poco, si svolge di fronte a 5mila tifosi.
C'è addirittura il Times da Londra.
Howe indossa un cappello con su scritto "non fatemi arrabbiare".
La stagione 1986 dei Bees con tutta la loro esperienza di Major League, veniva auspicata come a senso unico in loro favore: del resto si trattava, si, di giocatori decaduti ma pur sempre di MLB incastrati in una lega minore di basso livello popolata da adolescenti o da giocatori appena di quarto piano.
La rotazione comprendeva Howe (che fallì tra l'altro diversi test antidoping), Norris, McCatty, Arroyo e Vern Ruhle.
Ma non andò così.
142 partite tra risse (tra ubriachi e giocatori Bees stessi), frequentazioni di bordelli a Fresno, autobus rotti durante le trasferte.
I Bees chiudono la stagione con 65 W e 77 L, meglio degli anni precedenti ma sempre ultimi.


SAN JOSE GIANTS
Nel 1987 rimangono solo Reitz, Sconiers e McCatty.
Addirittura chiuderanno 33-109.
Finirono a 61 partite dal primo posto.
Dopo questa stagione la squadra rinacque come San Jose Giants, squadra affiliata ai San Francisco Giants.
Gli ex Bees videro un aumento del 63% di presenze, da 752 fan a partita a 1.229.


ANNI SUCCESSIVI
Steve Howe in totale venne sospeso per sette volte a causa della sua dipendenza da droghe.
Successe anche con i Texas Rangers nel 1987.
Il 28 aprile 2006 Howe stava guidando il suo camioncino a Coachella, in California.
A seguito di un incidente rimarrà ucciso.
L'autopsia ha trovato metanfetamine nel suo corpo.
Howe aveva 48 anni.
Todd Cruz, dopo aver lasciato San Jose, giocò a San Bernardino, Salinas, San Pietroburgo, in Messico e in Italia.
Nel settembre del 2008, mentre nuotava in una piscina, muore annegato a 52 anni (probabilmente per un attacco di cuore).
Nel 2003 uno dei suoi figli, ricevette una condanna a vita per omicidio di primo grado nel Michigan.
Vern Ruhle lasciato i Bees per firmare con gli Angels, chiuse la stagione successiva, il suo ultimo anno, senza vittorie in Triple-A.
Ruhle divenne pitching coach degll Astros e Reds.
Morì nel 2007 di cancro del midollo osseo a 55 anni.
Daryl Sconiers giocò altre quattro stagioni nelle Minors, poi si persero le tracce per un po'.
Momenti difficili per lui in preda alla cocaina e senza una casa.
Nel 2014 Daryl Sconiers Jr. è stato condannato per omicidio di primo grado.
Derrel Thomas, giocò in Messico ed allenò alla High School nel sud della California.
Nel 1993 venne incolpato per aver cercato di comprare e vendere 22 chili di cocaina.
Ken Reitz è sobrio dal 1988. Reitz vive nella periferia di St.Louis, dove gioca a golf e lavora part-time per la Major League Baseball e comunità disagiate.
Fernando Arroyo lasciò i Bees nel 1986 per firmare un contratto con una minors affiliata agli Oakland Athletics.
Arroyo divenne pitching coach in Giappone, Taiwan, Venezuela, Messico, Repubblica Dominicana e Corea del Sud.
Mike Norris ha disputato di nuovo grandi campionati come rilievo per Oakland nel 1990.
Dopo aver vinto una partita disse "Ci sono tre cose associate alla cocaina: il ricovero in ospedale, il carcere e la morte. Avevo fatto due delle tre. L'unica cosa rimasta era la morte. E 'stato il passo successivo, l'unica via d'uscita dalla miseria, la follia".
Norris ha subito un intervento chirurgico al midollo spinale nel 2000 e gestisce una fondazione giovanile ad Oakland.
Egli ha anche ha scritto le sue memorie, inerenti l'abuso di cocaina.
Un capitolo è intitolato "Gli Zar sono andati troppo oltre".



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lunedì 17 ottobre 2016

Il Match Di Tennis Più Lungo Della Storia: Isner v Mahut (Wimbledon 2010)

11 ore e 5 minuti spalmati in 3 giorni di gioco.
È stata questa la durata della partita di Tennis tra lo statunitense John Isner (19 del mondo ai tempi) e Nicolas Mahut (148 del mondo) terminata esattamente 6 anni orsono nell’ambito dell’edizione 2010 del torneo di Wimbledon.
Inutile dire che questo match, iniziato il 22 giugno, fu il più lungo della storia del Tennis.
Come prevedibile sono stati battuti decine di record.
La partita è stata vinta da Isner con il risultato di 3-6, 6-7, 7-6, 70-68 al quinto (a Wimbledon, come si sa, non esiste il tie break al quinto set quindi si prosegue ad oltranza sino a che uno dei due servizi non vinci con 2 giochi di scarto).
Dunque vennero giocati ben 183 games.


PRIMO GIORNO
La partita andò in scena sull'anonimo campo 18 di Wimbledon.
Il match, valido per il primo turno, iniziò alle ore 18:13 di martedì 22 giugno 2010, ma venne interrotto una prima volta alle 21:07 a causa della scarsa illuminazione che rendeva impossibile continuare a giocare.
Isner e Mahut erano 2 set pari: 6-4, 3-6, 6-7, 7-6.


SECONDO GIORNO
L’incontro riprese il giorno successivo alle 14:05 e, nel corso del pomeriggio (precisamente alle 17:45) il record di partita più lunga di sempre venne superato.
Era appena iniziato un interminabile quinto set: bombe al servizio, elmetto per entrambi e di break neanche l'ombra.
Il punteggio pazzesco di questo set mise in crisi anche i tabelloni della IBM, i quali avevano programmato il tabellone dello score prevedendo un risultato massimo di 47-47, mentre il sito web di Wimbledon andò in tilt sul 50-50, momento in cui lo score venne erroneamente resettato dal sistema.
Cioè 0-0.
Dalla pagina Facebook ufficiale di Wimbledon si leggeva: please add 50 to the Isner/Mahut game score".
Al di là di questi problemi tecnici, con il passare delle ore la luce iniziò nuovamente a scarseggiare, fattore che costrinse gli organizzatori ad interrompere una seconda volta la sfida per oscurità.
Isner e Mahut furono così costretti ad attendere un terzo giorno prima di poter risolvere la contesa, con il punteggio che al 23 giugno era fissato sul 2 set pari e con l’ultimo e decisivo set fermo sul 59 pari: il buio aveva avuto ancora una volta la meglio sui due!


TERZO GIORNO
Nella notte vengono riprogrammati i due tabelloni in tilt (soprattutto quello IBM andato in crash sul 47 pari).
Quando i due giocatori stanno per reiniziare a giocare, sul campo 18 non c’era più un posto libero.
Nemmeno sulla terrazza della televisione dove Forget di tanto in tanto tornava ad affacciarsi dalla balaustra.
In sala stampa si discute molto sul fatto che il perdente di questo macth prenderà gli stessi soldi di Casey Dellacqua che perse il suo primo turno femminile in 40 minuti.
I due giocatori si fanno attendere ma quando entrano in campo scoppia il delirio con tutto il pubblico ad applaudirli.
In un incontro che sembrava destinato a non finire mai, il gioco riprese quindi il 24 giugno alle ore 15:43, alla soglia dei 60 il tabellone ebbe nuovamente problemi nell'aggiornare i punteggi.
In un match che vorresti non finisse mai si arriva, piano piano, al termine consegnando finalmente la vittoria al numero 19 al mondo, John Isner, alle ore 16:48.
L’ultimo set terminò con l'incredibile score di 70-68 (durata di 8 ore e 11 minuti!).
Isner ebbe 4 match point nel corso del quinto set senza mai riuscire a chiudere; uno sul 10-9, due sul 33-32 e uno sul 59-58, cancellato da Mahut con un ace. Muhut invece servì con successo 55 volte per rimanere nel match.



I RECORD DETRONIZZATI
Dopo questo, fa quasi ridere il match Pancho Gonzales e Charlie Pasarell nel 1969, sempre a Wimbledon: 5  ore e 12 minuti (22-24, 1-6, 16-14, 6-3, 11-9 per Pancho).
E viene ridicolizzato perfino il precedente primato ufficiale, quello dell'era tie-break; il derby tra Fabrice Santoro (vincitore) e Arnaud Clement al Roland Garros 2004.
Una partita che durò qualcosa come 6 ore e 33 minuti (con una sospensione per il buio e ripresa il giorno successivo).
Si trattò ovviamente del quinto set più lungo della storia; il precedente primato apparteneva a Andy Roddick che superò Younes El Ayanoui nei quarti dell'Open d'Australia del 2003 per 4-6 7-6 4-6 6-4 21-19.
Si trattò anche del set più lungo nella storia del Tennis: precedente primato John Newcombe-Marty Riessen 4-6 6-3 6-4 25-23, ottavi US Open 1969.
E' la partita con più game della storia, come ovvio che sia record di durata a Wimbledon (il precedente primato apparteneva a Greg Holmes e Todd Witsken che nel 2° turno del 1989 rimasero in campo per 5 ore e 28 minuti diluiti in tre giorni).
Tra gli altri record battuti da questa storica partita, c’è da segnalate anche la statistica relativa agli ace messi a segno, che superò facilmente quota 200 nell’arco di quelle 11 ore (112 per l'americano, 103 per Mahut).
Il precedente record apparteneva a Ivo Karlovic che contro Radek Stepanek in un match di Davis del 2009 ne mise a segno 78.
Il precedente primato complessivo degli aces apparteneva alla già citata sfida Karlovic-Stepanek con 96.
Vennero inoltre giocati, in totale, ben 980 punti.



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