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lunedì 15 marzo 2021

I Pericoli Della Vendee Globe: Tempeste, Cicloni, Iceberg, Kelp, Punto Nemo

La Vendee Globe (giro del mondo in barche a Vela istituito nel 1989) prevede la circumnavigazione del mondo in solitaria, senza scalo ed assistenza.
La gara generalmente si svolge da novembre a febbraio in modo di affrontare i Mari Antartici durante l'estate australe. Si parte da Les Sables d’Olonne in Francia, per poi dirigersi nell’Atlantico nelle calme equatoriali (dette "Doldrums") e nelle alte pressioni delle Azzorre e di Sant’Elena. Poi si doppia Capo di Buona Speranza e inizia una cavalcata senza respiro negli oceani del Sud (ci si dirige verso Est attorno all'Antartide). Più ci si spinge a Sud-Est e più aumentano i rischi (per via di iceberg, mari gelidi, depressioni e tempeste fortissime. Il problema degli iceberg è soprattutto di notte perchè uno scontro potrebbe essere fatale, presenti anche blocchi galleggianti chiamati growler). Tra i 40° e i 50° di latitudine Sud ci sono molte depressioni che caratterizzano l’area. Tra la Nuova Zelanda e Capo Horn le barche passeranno anche per il cosiddetto "Punto Nemo", il punto in oceano lontano circa 2800 km da qualsiasi terraferma (diventato anche il cimitero dei satelliti). 
Punti obbligatori sono un passaggio situato a sud del Sudafrica, un passaggio a sud ovest dell'Australia, un passaggio a sud est dell'Australia e un passaggio nell'Oceano Pacifico.
Doppiato Capo Horn si risale l’Atlantico per ritornare al porto di partenza e chiudere l’incredibile avventura.


CAPO HORN
Per i concorrenti ,il passaggio forse più rischioso è quello di Capo Horn (punto di incontro tra Oceano Atlantico e Pacifico). Si può notare, sotto la superficie dell’acqua, la conformazione del fondale che passa verticalmente da oltre 4000 metri di profondità a meno di poche centinaia in corrispondenza della piattaforma continentale. Oltre Capo Horn con meteo avverso tutta la forza delle lunghe onde dell’Oceano Pacifico viene disturbata da questo muro verticale portando le onde a divenire ripide e frangersi pericolosamente. 
Inoltre il moto ondoso incontra in corrispondenza di Capo Horn una strettoia, un vero collo di bottiglia, il Passaggio di Drake dove con brutto tempo le onde superano frequentemente i 10 metri. Altri luoghi ugualmente temuti sono i banchi di Terranova al largo del Canada (che si affrontano durante una OSTAR) e il Golfo di Guascogna (dove faranno rientro i concorrenti del Vendee Globe per arrivare a Les Sables D’Olonne). Doppiata l’isola si può navigare verso lo stretto di Le Maire, il passaggio fra la Tierra del Fuego e la Isla de los Estados, o passare a est di quest’ultima. Lo stretto di Le Maire è molto ampio, oltre 10 miglia e con fondali profondi che consentono solitamente un facile passaggio ma le acque sono soggette a forti correnti di marea che si alternano ogni sei ore prima verso sud poi verso nord (in caso di vento forte e contrario si possono incontrare condizioni di mare davvero avverse). 
Nonostante nell’emisfero australe si corra in estate, le temperature nella zona della Tierra del Fuego sono molto rigide (godendo dell’influenza delle acque calde della Corrente del Golfo, hanno temperature medie molto più basse). 


ISOLE FALKLANDS
Lasciati i mari del Sud alle spalle, gli skipper potranno passare a Est o a Ovest delle isole Falklands. La scelta di solito è dettata dalla situazione meteorologica che ogni concorrente incontra e il timing rispetto alla formazione, sviluppo e dislocazione delle depressioni che si originano in Patagonia è di volta in volta diverso.
Passare troppo vicino alle Falklands presenta un rischio aggiuntivo, quello di incappare in rami di kelp, alghe molto lunghe che crescono verticalmente e hanno l’aspetto di liane di circa 20-25 metri che vengono strappate dalle mareggiate e si trovano in abbondanza alla deriva intorno a queste isole. Il kelp è un’alga il cui tronco raggiunge vari centimetri di diametro ed è molto resistente, una barca che si trovasse a raccogliere dei rami di kelp intorno alla chiglia sarebbe sicuramente costretta a faticosi tentativi di manovra a vela per liberarsi.


NAVIGAZIONE VERSO NORD
Superata la latitudine delle Falklands abbiamo un rapido aumento della temperatura, tuttavia durante la fase di transizione dai 40 Ruggenti all’Aliseo di Sud-Est abbiamo una zona di venti prevalentemente contrari, specie all’altezza di Rio de Janeiro dove l’Aliseo solitamente curva in senso antiorario. 
La navigazione verso Nord, una volta agganciato l’Aliseo, sarà rapida e facile ma gli skipper dovranno scegliere con cautela dove attraversare la zona di convergenza intertropicale, il famoso dolldrum inglese. 
La rotta per Les Sables è guidata da due principali fenomeni meteorologici, le depressioni che si formano negli Stati Uniti e attraversano il Nord Atlantico e la posizione dell’Anticiclone delle Azzorre (dove si formano tempeste tropicali molto forti in depressioni poco profonde; a volte le depressioni si trasformano in cicloni), che replicano in modo speculare in questo emisfero le depressioni della Patagonia e l’Anticiclone di Sant’Elena.
La fase di transizione dai profondi fondali dell’Atlantico ai fondali relativamente bassi della piattaforma continentale può generare anche qui mare molto agitato e pericoloso.
Altri rischi sono eventuali collisioni con navi commerciale e soprattutto con barche da pesca nell’ultima mezza giornata di navigazione. Proprio quando tutto sembra finito, si attraversa infatti una delle zone più densamente trafficate dell’intera regata.


ALCUNE TRAGEDIE
Durante la Vendee Globe tanti sono gli episodi pazzeschi. Basta pensare alla storia di Bertrand de Broc, che nell’edizione del 1993 fu colpito violentemente al volto dalla scotta della randa, procurandosi una ferita alla lingua ed un'emorragia. Essendo da solo in mezzo all’Oceano Atlantico de Broc si ricucì da solo la lingua assistito dai medici via radio, per proseguire poi la regata. C'è anche chi, una volta subiti danni, cerca rifugio in qualche baia di qualche isola sperduta, e si mette all’ancora cercando di effettuare le riparazioni senza assistenza per poter proseguire la gara senza essere squalificato.
Ci sono stati vari salvataggi avvenuti nelle varie edizioni, perché quando si è sperduti nell’oceano i primi che possono accorrere in caso di necessità sono proprio gli altri concorrenti. Cadere in mare è sempre l’ipotesi più pericolosa, come nel caso di Gerry Roufs, il cui beacon satellitare ha smesso di trasmettere la posizione 397 miglia a sud del "Punto Nemo" nel 1997. 
La barca fu ritrovata nelle coste del Cile 7 mesi più tardi, deserta, il suo skipper disperso in mare. E come lui altri due skipper non sono tornati a casa, Mike Plant e Nigel Burgess. 


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martedì 9 marzo 2021

Aston Martin Sceglie Crypto.com Come Sponsor

L'ex Racing Point, ormai diventata Aston Martin F1, dal 2021 parteciperà al campionato mondiale di F1 che inizierà il 26 marzo in Bahrain.
Il team inglese ha sede a Silverstone. La cosa interessante è che il team ha annunciato una partnership pluriennale con la piattaforma di criptovaluta Crypto.com (fondata nel 2016).
Come parte dell'accordo, la coppia collaborerà per portare esperienze esclusive ai fan del team e agli sponsor, mentre il logo Crypto.com comparirà proprio sulla carrozzerie delle auto.
Si tratta di un marchio di criptovaluta in rapida crescita che recentemente ha superato 10 milioni di utenti. 
La partnership segna la prima del suo genere in Formula 1, anche se gli exchange di criptovaluta hanno iniziato ad espandersi in vari sport, tra cui Nascar e Premier League (calcio inglese).
La casa automobilistica inglese è stata una delle prime case automobilistiche ad accettare Bitcoin e altre criptovalute come Ethereum e Ripple per gli scambi.
I modelli di auto di Aston Martin, quindi DB5, DB6, Vantage V8 e V12, possono essere acquistati con Bitcoin e Ethereum su Autocoincars.com.
In seguito, altri produttori di auto di lusso si sono tuffati nel mondo crypto. Tesla di Elon Musk e la casa automobilistica italiana Mazzanti hanno recentemente stipulato accordi per consentire alle persone di acquistare il loro prodotto in Bitcoin.

Il team Aston Martin, Lawrence Stroll: "Sono molto impressionato dalla visione del management di Crypto.com e dall'enorme velocità con cui sta crescendo la loro piattaforma. Sono sicuro che questa partnership porterà nuove prospettive alle nostre attività ed introdurrà entrambi i marchi a un nuovo pubblico. Siamo un team molto moderno"

Kris Marszalek, co-fondatore e CEO di Crypto.com, ha dichiarato: "Siamo estremamente entusiasti di collaborare con l'Aston Martin Cognizant Formula One Team. C'è una forte sovrapposizione tra i nostri marchi e le aspirazioni dei nostri clienti. In soli 4 anni abbiamo costruito la piattaforma crypto più sicura e in più rapida crescita al mondo, che offre servizi a oltre 10 milioni di clienti in tutto il mondo. Siamo orgogliosi di collaborare con Aston Martin, che tornerà a competere nelle gare del Grand Prix: saremo la prima piattaforma crypto a sponsorizzare un team di F1"

Nelle ultime settimane, il team ha stipulato accordi anche con Best Water Technology (BWT), la società di software cloud e di gestione dei dati Netapp, lo specialista di sicurezza informatica SentinelOne e Girard-Perregaux (società di orologi di lusso).


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giovedì 4 marzo 2021

I Contrasti Tra Ibra e Lukaku Al Manchester Utd: Stop Sbagliati e Riti Voodoo

Ibrahimovic e Lukaku dettano legge in Serie A però se vediamo i loro numeri in Premier League, sono tutt'altro che rosei o comunque ben inferiori a ciò che si sta vedendo in Italia. Al Manchester United iniziarono solo una volta titolari entrambi (con Mourinho): il 26 dicembre 2017 contro il Burnley.
Ibrahimovic, praticamente un fantasma in campo, fu sostituito a fine 1t da Lingaard.
Lo svedese al Manchester Utd chiuse la prima stagione con buoni numeri: 28 presenze e 17 gol, la stagione successiva 5 presenze e 0 gol. In totale, comprendendo anche coppe nazionali ed europee, 53 presenze per 29 gol. Tra la media più bassa della sua lunga carriera. Con il Manchester Utd vinse anche l'unico suo titolo europeo, ovvero l'Europa League 2016/17 battendo l'Ajax in finale (per altro lo svedese non giocò nemmeno la partita).
Lukaku in Inghilterra, giocò con il Chelsea (10 presenze e 0 gol), con il WBA (35 presenze e 17 gol), Everton (141 presenze e 68 reti) ed infine con il Manchester Utd (66 presenze e 28 gol).
16 e 12 reti rispettivamente con il Manchester Utd nel 2018 e 2019 (34 e 32 presenze).
Il derby di Coppa Italia tra Inter e Milan verrà ricordato soprattutto per la lite e la rissa sfiorata tra Ibrahimovic e Lukaku. 
I labiali dei due, le telecamere e i microfoni a bordocampo, "aiutati" dall'assenza di pubblico, hanno permesso di captare le frasi incriminate. Ibra sorride in maniera provocatoria e poi dice: "Chiama tua mamma, vai a fare i tuoi riti voodoo di m***a, piccolo asino"

In Inghilterra fece scalpore sui tabloid quando Lukaku rifiutò di rinnovare il contratto con l’Everton su consiglio della madre Adolphine, donna di origine congolese, che in un rito voodoo avrebbe ricevuto il suggerimento di far andare il figlio al Chelsea.
Moshiri (proprietario dell'Everton): "Romelu ha chiamato sua madre, che era in pellegrinaggio in Africa o non so dove. E per qualcosa legato al voodoo gli ha detto che doveva andare al Chelsea"

In realtà queste parole offesero il belga, anche perchè avevano chiari connotati razzisti (Lukaku disse che la madre non svolgeva nessun rituale e che la sua famiglia era cattolica).
Lukaku poi lasciò in effetti l'Everton ma per firmare con il Manchester United, dove trovò proprio Ibra. Romelu ha subito capito l'offesa del numero 11 del Milan e ha replicato: "Vuoi parlare di mia madre? Perché? Fottiti, tu e tua madre. Parliamo della tua, di mamma: è una p..."

Poi Ibra sorridendo continuava a dire: "Ti aspetto dopo". Nel tunnel poi si sono cercati, ma la dirigenza nerazzurra e i compagni hanno fermato il loro attaccante prima che la lite degenerasse.
I contrasti tra i due nascono nella stagione 2017/18, quando condividevano lo spogliatoio del Manchester United. A rivelare un aneddoto particolare fu proprio Ibra: "Allo United facemmo una scommessa: gli avrei dato 50 sterline per ogni stop giusto. Lui mi disse: "E se li azzecco tutti, cosa mi dai?". Nulla - risposi io - semplicemente ti rendo un calciatore migliore. Per la cronaca, non accettò mai. Forse aveva paura di perdere..."

Insieme poi giocarono solo 7 partite per un totale di 126' e solo una volta insieme da titolari come detto. Eppure Lukaku quando ha potuto ha parlato bene del collega: "Ricordo una sessione di allenamento: poiché eravamo entrambi attaccanti, non siamo mai stati nella stessa formazione e, a un certo punto, c'è stata una sfida 50/50. E mi è venuto addosso in pieno. È stato allora che ho capito che questo ragazzo vuole competere e questo ragazzo vuole lottare per il suo posto. Ecco perché mi ha cambiato. Mi ha aperto gli occhi. Il ragazzo ha dovuto lottare per essere nella posizione in cui si trova"

"Nel mondo di Zlatan non c'è posto per il razzismo. Siamo tutti della stessa razza, siamo tutti uguali!! Siamo tutti giocatori alcuni meglio di altri"


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giovedì 25 febbraio 2021

La Storia Di Rubin Carter: Arrestato Ingiustamente Per Triplice Omicidio (Boxe)

La storia di Rubin Carter "Hurricane" è del tutto particolare.
Nato il 6 maggio 1937 a Paterson, New Jersey, in una famiglia con sei fratelli, ebbe i primi problemi con la legge appena compiuti i 14 anni (per aggressione e furto).
Nel 1954 scappa e si arruola nell'esercito.
Superato l'addestramento a Fort Jackson, Carolina del Sud, viene trasferito in Germania, dove inizia a fare Boxe. Non è però un buon soldato e per quattro volte in 21 mesi finisce davanti alla Corte Marziale per insubordinazione: lo giudicano non idoneo al servizio e lo congedano nel 1956.
Al ritorno in New Jersey lo arrestano e lo condannano per una fuga dal riformatorio.
Sconta la pena ma incorre subito in un altro incidente di percorso: aggredisce e rapina una donna di mezza età e ritrova subito il carcere del New Jersey, che lo ospita questa volta sino al settembre 1961. Continua poi a boxare e pare possa diventare un campione.
Nonostante la piccola statura (170 cm), Carter combatte da peso medio e gli avversari temono lo sguardo e la testa rasata li intimidisce.
Nasce il nomignolo "Hurricane" ("Uragano"), che lo accompagnerò per tutta la sua breve ma emozionante carriera.
Rubin batte avversari di valore: Holley Mims, Gomeo Brennan e George Bentos sono le sue credenziali del 1963, tanto che nel luglio di quell’anno la rivista Ring Magazine lo inserisce nella sua "Top 10".
Diventa sfidante al titolo mondiale dei medi, allora detenuto da Joey Giardello.
Il match si disputa a Philadelphia, Carter è in vantaggio ai punti, ma i giudici all'unanimità ribaltano il verdetto: a bordo ring si scatena un vero e proprio putiferio, ma Carter non inoltra alcun reclamo.
Sempre nel 1964, Carter prende posizioni radicali durante i violenti disordini razziali scoppiati a luglio nel ghetto di Harlem dopo che un poliziotto aveva ucciso un ragazzo nero di 15 anni.
Un atteggiamento ribelle (per i tempi ma forse anche per oggi) per il quale è controllato attentamente dalla polizia di Paterson.

IL TRIPLICE OMICIDIO NEL LAFAYETTE BAR
Poco dopo comunque, arriva il dramma che ne chiude la carriera: il 17 giugno 1966, presso il Lafayette Bar di Paterson, New Jersey, intorno alle 2,30 del mattino due uomini di colore entrano nel locale e sparano all'impazzata.
Due morti, un'altra donna muore un mese dopo per le ferite riportate, il solo sopravvissuto perde un occhio.
Il criminale Alfred Bello è presente e avverte la polizia. Gli assassini sono a suo dire due uomini di colore che sono scesi da un’auto bianca. E la macchina di Rubin Carter coincide con quella vista dai testimoni: anche il suo amico, John Artis, viene fermato dalla polizia, che li porta sul luogo della strage. Nessuno prende le impronte digitali dei due né li sottopone alla prova del guanto di paraffina per capire se avessero sparato di recente. Vengono quindi lasciati andare, ma in seguito la polizia trova nella macchina di Carter una pistola calibro 32 e dei proiettili per fucile calibro 12, gli stessi usati nell'omicidio al bar.
Alfred Bello supera l’esame della macchina della verità e viene considerato attendibile, contribuendo così alla condanna di Carter (allora 30enne) e Artis.
Oltre a ciò, sulla sentenza probabilmente influiscono i suoi piccoli precedenti ed anche la giuria interamente bianca che di fatto interrompe una carriera che vantava, fino a quel momento, 27 vittorie, 12 sconfitte e un pareggio in 40 incontri, con 8 KO e 11 KO tecnici.
In seguito Bello ritratta la testimonianza e Carter e Artis chiedono un nuovo processo, che viene però negato dal giudice.
Nel 1975 Bob Dylan dedica la canzone "Hurricane" (dell'album "Desire") proprio a Carter e spinge anche per la riapertura del caso, l’anno successivo la Corte Suprema degli Stati Uniti concede un nuovo procedimento, durante il quale Bello cambia nuovamente versione e torna a sostenere la colpevolezza dei due: Carter e Artis vengono nuovamente condannati all'ergastolo (stavolta anche due afroamericani nella giuria), ma dopo tre anni i loro avvocati si appellano alla Corte Federale.
Bob Dylan e la casa discografico vengono anche denunciati per diffamazione (per i versi della canzone).
Si arriva così al 1988, quando i procuratori del New Jersey archiviano gli atti d'accusa originali, facendo quindi cadere l'intero procedimento.
Nel mentre però i due si erano fatti ben 19 anni, per un triplice omicidio mai commesso.
A 48 anni Carter torna libero ed entra a far parte di un'associazione che si batte per le vittime incolpevoli e ingiustamente carcerate.
Hurricane è morto nel 2014 (a 76 anni), per un tumore alla prostata.


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sabato 13 febbraio 2021

La Storia Di Charles Barkley: Risse, Alcol, Gioco D'Azzardo e Trash Talking

Spot Nike (1993): "Non sono un modello da seguire. Non sono pagato per essere un modello. Sono stipendiato per scatenare l'inferno su un campo da Basket. I genitori dovrebbero essere dei modelli. Il fatto che io schiacci un pallone dentro non canestro non significa che dovrei crescere i tuoi bambini"

Charles Barkley fu uno dei più grandi giocatori NBA a cavallo tra gli anni '80 e '90, in quanto era un grande realizzatore, rimbalzista e capace anche di fornire molti assist.
Scelto con la chiamata numero 5 dai Philadelphia 76ers nel draft del 1984 (due slot dopo Michael Jordan), in molti intravedevano per lui una carriera da rimbalzista (effettivamente chiuderà con una media di 11.7 in carriera).
Alto 196 cm e con un peso che oscillava tra i 113 e i 129 kg. Ala grande ma adattabile anche da ala piccola e, in maniera più rara, centro, Barkley era veloce, esplosivo, elastico e con grande forza fisica.
Barkley rientra nelle leggende NBA a non aver mai vinto il titolo, anche se si avvicinò al grande traguardo a Phoenix dopo 8 anni turbolenti a Philadelphia. Con medie di 25.6 punti, 12.2 rimbalzi e 5.1 assist, Barkley vinse il premio di MVP della regular-season ma venne battuto in finale dai Chicago Bulls di Michael Jordan per 4-2. Fu quello il più grande rimpianto della carriera, perché non ebbe mai più un'altra occasione per via di infortuni ed altri problemi fuori dal campo. Inoltre gli Houston Rockets emergevano come nuova realtà dominante a Ovest. Phoenix venne eliminata per due anni consecutivi in Finale di Conference proprio dai Rockets e quando, nel 1996, Barkley scelse di firmare con i grandi nemici unendosi a Clyde Drexler e Hakeem Olajuwon, il ciclo era ormai giunto alla fine. 


PROBLEMI FUORI DAL CAMPO
Barkley era tanto forte a giocare quanto a cacciarsi nei guai grazie alla sua personalità bipolare, che univa momenti istrionici di grande simpatia ad altri di pura rabbia quasi incontrollata. Barkley sapeva scherzare con il pubblico, ma era ben conscio che molti dei suoi comportamenti non fossero da imitare: il carattere lo portava spesso a eccedere dentro e fuori dal campo, con discussioni con gli arbitri, risse e scazzottate rimaste nella storia, come quelle che coinvolsero Bill Laimbeer (Detroit Pistons) e Shaquille O'Neal (Los Angeles Lakers).
Ad O'Neal gettò il pallone in testa in un'azione di gioco e il centro dei Lakers ovviamente perse la testa.
Per questo motivo, ha sempre rifiutato l'etichetta di "modello", sconsigliando gli adolescenti di vedere nei grandi sportivi dei riferimenti comportamentali da imitare.
Il suo incidente più famoso coinvolse proprio una giovane tifosa, colpita da un suo sputo tra le prime file diretto invece a uno spettatore che lo stava insultando con frasi razziste. Barkley, che ricorda ancora quella scena come il momento più basso della sua carriera, riuscì poi a fare amicizia con la ragazza e la sua famiglia, invitandola ad assistere a molte altre partite in parterre e conquistandola come soltanto lui sapeva fare.

"Non so un accidenti dell'Angola ma l'Angola è nei guai" 
(prima della partita del Dream Team contro gli africani)

Alle Olimpiadi del 1992, Barkley cominciò il torneo rifilando una gomitata a un giocatore angolano, Herlander Coimbra, in una partita vinta di 68 punti, ma proseguì giocando su livelli altissimi e chiudendo come miglior realizzatore della squadra (16.3 punti di media) davanti a Karl Malone. Il suo apporto nella finale vinta contro la Jugoslavia fu determinante. La convocazione nel Dream Team e la medaglia olimpica furono un enorme stimolo per il prosieguo della carriera, infatti all'epoca Barkley stava cadendo in depressione: "In quel periodo, pensavo di fare schifo anche io", avrebbe poi dichiarato.
Quando stava per lasciare Philadelphia, era talmente emozionato che organizzò una serata con gli amici per festeggiare. Non vedeva un futuro per i Sixers e voleva a tutti i costi giocare per una contender al titolo. L'alcool scorreva da parecchie ore, quando ricevette una chiamata per informarlo che la trade era improvvisamente saltata e che proprio quella sera i Sixers avevano una partita.

"Non mi ricordo assolutamente nulla di quella partita. Ero ubriachissimo e avevo una fame assurda. Non ho idea di cosa sia successo in quel match"

Barkley non è sicuro nemmeno dell'anno, ma dovrebbe essere la stagione 1992, la sua ultima con i Sixers (poi andrà a Phoenix).
A Houston, nel 1997, venne incriminato dalla giustizia statunitense per aver gettato un uomo dalla finestra di un bar di Orlando. L'accusa fu di aver provocato una rissa, di condotta disdicevole, di atteggiamento criminale e di resistenza, non violenta, a pubblico ufficiale. Barkley era in Florida per giocare una partita con gli Orlando Magic e, dopo un diverbio con un uomo, quest'ultimo avrebbe tirato un bicchiere verso di lui e le tre donne che erano al tavolo con il giocatore. Barkley prese l'uomo e lo scaraventò fuori dal locale, provocandogli alcune ferita al braccio destro. La guardia dei Rockets sarebbe poi uscito dal bar per proseguire la conversazione, ma alcune guardie lo fermarono. A quel punto Barkley si girò verso l'uomo e disse: ''per quello che mi interessa puoi anche restare lì e morire''.
Oggi Barkley che ha avuto problemi anche con il gioco d'azzardo (nel 2006 perse 10 milioni di dollari) è analista tecnico in TV e riesce a farsi ancora sentire come quando nel 2017 disse a LeBron James di "smetterla di piagnucolare come un bambino".

James: "Barkley è un hater! Nella sua vita ha sputato ad una bambina, ha passato il weekend prima dell’All Star Game a fare festa a Las Vegas presentadosi poi in ritardo. Io King James, in 14 anni (di regno) non ho mai avuto problemi. Sir Charles è inoltre pieno di debiti. Sa dove trovarmi per discutere, ma che non venga a stringermi la mano sorridendo come se niente fosse, sono stanco di stare zitto"


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venerdì 5 febbraio 2021

Classifica Dei Calciatori Più Costosi 2021 (CIES Football Observatory)

La classifica semestrale del CIES Football Observatory riguarda i giocatori di maggior valore dei principali 5 campionati europei (Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A, Ligue1) stilata secondo un algoritmo. L'attendibilità dell'algoritmo è stimata con un buon 85% (questo dal 2010).

Quali sono i parametri presi in considerazione?
1) Età
2) Durata del contratto
3) Status internazionale
4) Progressi in carriera
5) Prestazioni sia con club che nazionale (gol, assist, minuti giocati, dribbling, passaggi, etc)
6) Società di appartenenza (risultati e traguardi finanziari)

Il valore massimo stimato è stato calcolato per il 23enne attaccante del Manchester United Marcus Rashford: 165 milioni di euro. Con soli 18 mesi di contratto rimanenti, l'ex leader Mbappé scende al quinto posto.
L'attaccante norvegese Erling Haaland è al secondo posto con un valore di trasferimento stimato di 152 milioni di euro. Il 22enne inglese Trent Alexander-Arnold completa il podio. L'esterno del Liverpool è il difensore più costoso al mondo davanti ad Alphonso Davies del Bayern Monaco (139 milioni di euro) e Rúben Dias del Manchester City (127 milioni di euro). I massimi valori stimati per centrocampisti e portieri sono stati registrati per Bruno Fernandes (151 milioni di euro) e Ederson Moraes (80 milioni di euro). Al sesto posto l'inglese del Borussia Dortmund, Jadon Sancho.
Con solo sei mesi di contratto rimanenti, Lionel Messi è al 97° posto con un valore stimato di 54 milioni di euro. Nonostante le sue buone prestazioni, il 35enne Cristiano Ronaldo (47 milioni di euro) è solo 131esimo. Ciò è dovuto principalmente alla sua età e alla durata relativamente breve del suo contratto con la Juventus (fino a giugno 2022). 
La classifica completa può essere trovata qui: CIES Football Observatory


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mercoledì 27 gennaio 2021

Tutte Le Reti Realizzate Da Portieri (Premier League e Serie Inferiori)

Succede poche volte ma quando succede si tratta di un evento storico: cioè il portiere che segna agli avversari. Sia che si tratti del numero 1 che si fa avanti per un calcio piazzato all'ultimo minuto o che segna direttamente da calcio di rinvio.
Solo cinque sono i portieri che hanno realizzato l'impresa in Premier League con Peter Schmeichel (sugli sviluppi di un corner, prima rete di un portiere in Premier League nel 2001 quando giocava per l'Aston Villa contro l'Everton) e Brad Friedel i pionieri (segnò nel 2004 in un Charlton v Blackburn 3-2). Il portiere danese che giocò ovviamente anche con il Manchester Utd segnò pure in Europa, in Coppa UEFA, contro il Rotor Volgograd nel 1995.
Nel frattempo (2007), Paul Robinson si aggiunse alla lista segnando poco fuori la sua area di rigore quando giocava per il Tottenham (era il 2-0 contro il Watford, beffando il collega Foster). Fu il secondo gol della carriera di Robinson che quando giocava per il Leeds segnò nel 2003 in un incontro di League Cup sugli sviluppi di un corner.
Poi nel 2012 Tim Howard nella sconfitta del suo Everton per 2-1 contro il Bolton (con un rinvio dalla sua area di rigore) e Asmir Begovic (nel 2013, dopo soli 13 secondi di gioco, il più veloce della storia, in uno Stoke v Southampton. Retropassaggio all'indietro, gran rinvio di Begovic e Boruc beffato).


IL RECORD DI TOM KING
Il goal segnato dalla distanza maggiore (ben 96 metri) nella storia del calcio appartiene a Tom King, portiere del Newport County. Goal realizzato a gennaio 2021 in Football League contro il Cheltenham con un calcio di rinvio.
Con un po' di aiuto del vento, il portiere del Newport ha visto il suo rinvio fluttuare in altezza e profondità nella metà campo avversaria, prima di prendere un malvagio rimbalzo sopra la testa della sua controparte del Cheltenham.
Sicuramente aiutato da vento e terreno di gioco ma l'ex portiere di Millwall e della nazionale inglese under 17 rimarrà nella storia del calcio.


ALTRI PORTIERI GOLEADOR NEI CAMPIONATI INGLESI
Scendendo nelle serie inferiori e considerano anche la vecchia prima divisione inglese, prima che per ragioni di sponsor diventasse Premier League (1992), sono tanti i portieri goleador.
Il caso più eclatante fu quello di Tony Read che segnò 12 gol in carriera negli anni 60/70, tuttavia li segnò da attaccante. Iniziò portiere, poi divenne centravanti al Luton Town e poi ritornò in porta.
Ernald Scattergood ne segnò 8 tra Derby County e Bradford Park Avenue (anni 20 e 30). Invece George Kitchen 6 al West Ham (tutti penalty) tra il 1905 e il 1912. Arnold Birch ne segnò 5 con il Chesterfield, sempre 5 Freid Craig al Plymouth, 3 invece per Roger Freestone (allo Swansea negli anni 90), Jimmy Maidment (Newport), Kevin Pressman (Sheffield Wednesday), James Raeside (Bury) e per Richard Gray al Burton Swifts.
Scendiamo a 2 per Jim Brown (di cui 1 con il Chesterfield ed un altro all'estero), Alan Fettis negli anni 90 con l'Hull City e Alex Stepney per il Manchester Utd.
Infine con solo una rete: Benjamin Baker (Chelsea), Arthur Bown (Halifax), Arthur Box (Burslem Port Vale), Nikki Bull (Aldershot), Ray Cashley (Bristol City), Mark Crossley (Sheffield Wednesday), Harry Dowd (Manchester City), George Farm (Blackpool), Scott Flinders (Hartlepool), Jimmy Glass (Carlisle), Iain Hesford (Maidstone Utd), John Joyce (Tottenham), Eric Lindon (Merthyr Town), Chris MacKenzie (Hereford Utd), Alan Marriot dalla sua area di rigore (con il Manfield), Jim McDonagh (Bolton), Peter McSevich (Bournemouth), Bert Mehaffy (New Brighton), Frank Moss (Arsenal), Steve Ogrizovic (Coventry), Tony Roberts (Dag & Red), Barry Roche (Morecambe), Peter Roney (Bristol Rovers), Steve Sherwood (Watford), Peter Shilton (Leicester City), Kenny Simpkins (Hartlepool), Paul Smith (Nottingham Forest), Tommy Thorpe (Barnsley), Ian Turner (Preston North End), Gavin Ward (Tranmere), Chris Weale (Yeovil Town), Charlie Williams (Manchester City), Steve Mildenhall (Notts County) e Andrew Lonergan (Preston North End).



IL GOL DI ADRIAN AL WEST HAM
Ok non si tratta di una rete ufficiale essendo stata realizzata in un match tra West Ham e le sue leggende (ed alcuni avversari sembrano spostarsi ad un certo punto), tuttavia per idea, corsa, dribbling e tiro finale quello di Adrian nel 2016 è forse il più bello della storia del calcio realizzato da un portiere essendo partito palla al piede dalla sua area. 
Come forse solo Benji Price avrebbe saputo fare in Holly & Benji.


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